ORIGINI DEL NATALE |
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di Gabriella
Leopizzi |
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Il 21 dicembre è una data speciale,
sul calendario. Avviene, infatti, il Solstizio di Inverno… cioè la notte più lunga
ed il giorno più breve dell’anno. Dal 22 dicembre, minuto dietro minuto, le ore di
luce aumentano, fino all’apoteosi del Solstizio di Estate, il 22 giugno; in quella
data si avrà il giorno più lungo e la notte più corta dell’anno. |
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Nei primordi della storia i popoli
vivevano di caccia, pastorizia ed agricoltura: attività, tutte, che costringevano a
lunghissimi periodi all’aria aperta. Per ripararsi dal freddo e dalla pioggia della
cattiva stagione ci si rintanava in grotte od in capanne; con il freddo anche il cibo
scarseggiava. L’inverno era insomma sempre, per umani ed animali, un durissimo
calvario di gelo e fame. |
Proprio perché simboleggiava
l’inizio dell’agonia dell’inverno, sin dai tempi più remoti quella del 21
dicembre è stata quindi vissuta come la notte più magica dell’anno. E
considerandola magica, quasi tutte le popolazioni antiche la trascorrevano tra grandi
feste e sacrifici di ringraziamento agli dei; si accendevano anche enormi falò nei campi,
usanza che dura ancora oggi in parecchie nazioni, Italia compresa… Il 25 dicembre
poi, in molte parti del mondo si celebrava la nascita di un dio... Già 3.600 anni fa
veniva festeggiata in Persia la nascita di Mitra, figlio del Sole e Sole egli stesso. In
Egitto si ricordava la nascita di Osiride e di suo figlio Oro. In Babilonia si festeggiava
il dio Tammuz, unico figlio della dea Istar rappresentata con il bimbo in braccio e con
una aureola di dodici stelle attorno alla testa: l’icona della madre con il figlio
neonato risale alla notte dei tempi ed ha sempre simboleggiato la Madre Terra che produce
i suoi frutti. In Messico si festeggiava la nascita del dio Quetzalcoatl e nello Yucatan
quella del dio Bacab. Anche il dio azteco Huitzilopoctli vede la luce il 25 dicembre,
mentre gli scandinavi festeggiavano la nascita del dio Freyr. In Grecia nasce Bacco ed in
Siria Adone. |
L’elenco potrebbe continuare, ma
fermiamoci qui, dopo aver sottolineato che quelli citati sono tutte divinità legate alla
simbologia del Sole. |
Ma perché nascite sacre il 25 e non il
21? Da una concezione che risale a tempi lontanissimi, nei giorni dal 22 al 24 dicembre
sembra che il Sole, nel suo moto apparente, si fermi (Solstitium significa “Sole
fermo”): è quindi il momento del massimo declino dell’Astro. Il 24 il Sole
sembra riprendere il cammino, ogni giorno un po’ più verso l’alto fino al
Solstizio di Estate… |
Una data, quella del Solstizio di
inverno, non solo astronomica ma anche esoterica. Su questo piano si dice infatti che nel
momento in cui il Sole raggiunge il suo minimo di influssi sulla Terra (e si
intorpidiscono quindi al massimo le forze fisiche), un Raggio Verde parta dal più
profondo dell’Universo ed attraversi per un istante la Terra stessa. E’ il
Raggio del Puro Spirito, del maggior contatto del Materiale con le Forze Superiori. |
Per tornare alla Storia ed a tempi a
noi più vicini, nell’antica Roma per salutare il Solstizio di Inverno venivano
celebrati i Saturnali, in onore di Saturno, protettore dell’agricoltura; i
festeggiamenti duravano dal 17 al 24 dicembre ed in tale periodo si chiudevano le scuole
ed i tribunali; ci si scambiava visite e doni, sparivano le classi sociali. Per tutto
l’anno era proibito, nella città, il gioco d’azzardo; ma poiché era
strettamente legato a Saturno, durante i Saturnali esso veniva tollerato. Era quindi quasi
d’obbligo, in tale periodo, giocare anche a soldi… immaginavate quali lontane
radici si nascondono sotto un innocente giro di tombola? Il giorno 24 si concludeva con un
grande banchetto illuminato da lumini e candele, con brindisi e scambio di auguri. Il
giorno 25 era dedicato al Sole Invicto: il Sole, cioè, che sembra sul punto di essere
inghiottito dalle tenebre ma invece risorge e torna a brillare, a scaldare, a riportare la
Vita sulla Terra. |
Con l’espandersi dell’Impero
verso Oriente, soldati e mercanti vennero a conoscenza del culto del dio Mitra, che pian
piano venne introdotto a Roma. Esso fece talmente presa sulla popolazione, che nel 274
d.C. l’Imperatore Aureliano lo ufficializzò. E poiché anche Mitra, come già
accennato, simboleggiava il Sole, la sua festa fu sovrapposta a quella del Sole Invicto;
il 25 dicembre, come già avveniva in Persia. |
Mitra ha sorprendenti analogie con la
figura del Cristo. Nasce in una grotta e gli viene affidato dal Padre Sole il compito di
contrastare Ahriman, spirito maligno che vuole distruggere il mondo. Mitra, quando la sua
missione salvifica é compiuta, partecipa con i suoi adepti ad un banchetto; dopo aver
consumato il pasto come atto sacrificale, il dio sale al cielo su un Carro di Luce, per
riunirsi al Padre Sole. Separati nettamente grazie all’intervento di Mitra il Bene
dal Male, la vita sulla Terra sarebbe andata avanti sino al Grande Anno, periodo
dell’Apocalisse. Mitra sarebbe allora tornato sulla terra per separare i giusti dai
peccatori: ai primi avrebbe offerto la bevanda dell’immortalità, resuscitando anche
i loro corpi fisici; i secondi sarebbero stati distrutti dal fuoco. Il culto di Mitra
contemplava anche il battesimo. |
E veniamo al nostro Natale. Al di là
dei Vangeli, o meglio del Vangelo (è solo quello di Luca che narra la Nascita), esistono
pochissime notizie storiche del passaggio di Gesù sulla terra, in particolar modo della
sua nascita e dei suoi primi 30 anni… Luca dice che era in atto un censimento nelle
Province romane e che in una di queste province (la Palestina) regnava Erode. Era caldo,
perché i pastori erano, con le greggi, in montagna…Una Grande Stella brillava nel
cielo… Sulla base del censimento di Erode e della Grande Stella (interpretata dagli
astronomi come una congiunzione particolarmente luminosa di Giove con Saturno), gli
storici fanno risalire questa nascita a sette-otto anni prima di quanto ufficialmente si
dica. Oggi insomma, dovremmo essere nel 2.009 e non nel 2.002 d.C.! |
Il punto non è però qui l’anno,
ma il giorno ed il suo significato altamente simbolico. Cristo, in qualsiasi giorno sia
avvenuta la sua nascita, è sceso sulla terra, si è fatto Uomo, per salvare gli uomini
dalla condanna del Peccato Originale; e anche per portare la Luce della Verità in un
mondo offuscato dalle tenebre del paganesimo… Quale giorno più adatto quindi, per
ricordare la sua venuta sulla terra, di quello del 25 dicembre, per tutte le motivazioni
simboliche suddette? |
Questo fece infatti la Chiesa, nel 353
d.C., primo anno in cui il culto di Mitra venne sostituito con quello di Cristo. Proprio
per le sorprendenti analogie tra le due storie, si insinua che il Cristianesimo altro non
è stato che un cambio di nome di divinità… Ma i Discorsi della Montagna, le
parabole, l’Uguaglianza tra gli uomini, la Tolleranza, il Perdono, la Carità, il
riconoscimento di una dignità alle donne in un mondo ancora ferocemente misogino, non
appartengono al culto di Mitra… |
Forse non c’è stata
sovrapposizione di nomi quindi, ma è più probabile che, proprio perché Mitra era
entrato profondamente nell’animo del popolo, e perché di Gesù giovane mancavano
notizie, le due figure si siano un po’ fuse. Tanto era radicato Mitra tra le genti
dell’Impero romano, che la Chiesa cattolica impiegò secoli per cancellarne del tutto
il ricordo… E forse c’è riuscita soltanto tollerando che parte della storia
mitraica si inglobasse in quella di Gesù…nella forma, non certo nella sostanza. |
Questo è bene sottolinearlo; il Natale
non è insomma la semplice sovrapposizione di una festa cattolica su credenze, miti e riti
pagani (come alcuni vogliono far credere), ma un insieme di profondi simbolismi spirituali
che, emergendo nell’inconscio collettivo dalla profondità della storia, si
intrecciano nella coscienza e si perpetuano di generazione in generazione nei millenni;
sogni e speranze, aspirazione al Trascendente rimangono immutate nel cuore degli uomini,
qualsiasi siano i nomi con i quali, di volta in volta, vengono chiamati |
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