SAPER APPREZZARE LE COSE PASSATE

A favore dello sviluppo della Terapia a Seduta Unica


di Noel Tyl

traduzione di Giuseppe M. Sferrazza

(Stralcio dell’articolo apparso su The Astrological Journal,
volume 42, #1, Jan-Feb. 2000, p. 16)


 

L’oroscopo del XX secolo (stilato per il 1 gennaio 1900 alle ore 00.00, luogo generico), presentava, con un’astrologia ovviamente drammatica, gli enormi conflitti internazionali che, in una retrospettiva storica, l’hanno identificato come il Secolo delle Crisi – l’Era degli Estremi. Ma l’oroscopo parlava anche di altro, oltre che di guerra: Giove era nel proprio segno (Sagittario) a segnalare uno straordinario periodo di apprendimento, e parallelamente Plutone entrava in Gemelli per la prima volta dalla sua ultima presenza in Sagittario dal 1748 al 1762, anch’egli a segnalare la fioritura della Luce (l’età della Ragione).

Col segnale di Giove e le prospettive di Plutone, il secolo prometteva di raggiungere una formidabile vetta di apprendimento. Molto più recentemente, dalla fine della seconda guerra mondiale, abbiamo assistito alla nascita dell’Era dell’Informazione per arrivare alle superstrade della Comunicazione, l’espansione del contatto a livello mondiale col rifiorire del turismo in modo mai visto prima.

Ma, proprio in quest’ultimo secolo, abbiamo assistito alla scoperta ed allo sviluppo dell’Età della Psicologia: i cento anni dell’esistenza della Psicologia come disciplina accademica e terreno per lo studio e la sperimentazione atta a conoscere la condizione umana. Durante questo periodo si sono susseguite la nascita della psicoanalisi (Freud), la psicologia analitica (Jung), il comportamentismo (Pavlov, Watson, Thorndike), la psicologia dell’auto-realizzazione ed umanistica (Maslow ed altri), e lo sviluppo di tante altre scuole di pensiero. Abbiamo assistito all’esplosione dell’industria delle pubblicazioni sull’auto-aiuto. In questo secolo abbiamo curato molto di più il nostro benessere e la nostra salute di quanto fosse stato fatto nei secoli precedenti.

Allo stesso tempo, la nostra Astrologia è cresciuta, si è formata in un’era moderna, incorporando le scoperte ed i metodi della Psicologia mentre le dimensioni spirituali sono arrivate dal movimento Teosofico all’inizio del secolo. I toni esoterici di questo nutrimento furono portati al suo interno da Alice Bailey e dal suo “protetto” Dane Rudhyar. I metodi d’insegnamento astrologico vennero semplificati e fissati dal grande talento di Alan Leo e dagli altri che lo seguirono. Grandi pensatori portarono avanti l’Astrologia, sempre più orientata all’arricchimento ed alla maggiore comprensione della condizione umana. Lo scopo principale era la scoperta dell’interiorità sempre in stretto contatto con l’esteriorità dell’individuo. Il fato ed il destino lasciavano strada alla volontà ed alla libertà individuale.

Il titolo dell’epico libro di Dane Rudhyar, pubblicato nel 1936, mostra il caleidoscopio di pensieri che stavano prendendo forma tra la psicologia e l’astrologia: L’Astrologia della Personalità. Una riformulazione di ideali e concetti astrologici in termini di Psicologia e Filosofia contemporanea. Il lavoro di Rudhyar rappresentava la reazione umanistica contro un’Astrologia che, fino a quel momento, era ancora estremamente orientata agli eventi. Per quasi 200 anni, la previsione era stata la verità centrata sul profitto del commercio astrologico inglese, la stessa che dominava all’inizio del XX secolo in tutto l’occidente. Allo stesso modo, la scuola tedesca, durante il doloroso periodo di Hitler, era incatenata alle predizioni delle orribili circostanze. Gli Stati Uniti seguirono i testi ed i modelli pratici inglesi fin dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Nella nostra Astrologia moderna, ormai alla fine del secolo, abbiamo ormai ben chiari gli studi archetipali di Jung nonché i punti di vista psicologici che ci facilitano nell’arricchire il simbolismo astrologico stesso. Anche la Psicologia è cambiata: oggi, nell’Era del Computer, le informazioni circolano in maniera molto più fluida di quello che ci potevamo immaginare, la psicoterapia si è velocizzata metodologicamente, la gente che si aspetta un aiuto è molto più informata e sofisticata di prima, i terapeuti sono molto più giovani ed al passo col modello generazionale ed anche i costi hanno la loro importanza per capire quanto tempo è necessario per ottenere questi risultati.

Oggi sta gradualmente prendendo piede una nuova terapia chiamata Terapia a Sessione Unica (Single Session Therapy - SST): sembra che le persone che escono dopo un solo incontro terapeutico abbiamo raggiunto quello che volevano. Sicuramente non erano insoddisfatti né del terapeuta e tanto meno della terapia. Molti test hanno rivelato un completo accordo dei risultati che corroborano quanto affermato. Per esempio, il Dr. Moshe Talmon, il principale sostenitore della SST negli Stati Uniti, telefonò a tutti i pazienti che aveva visto per una sola volta (prima che la SST fosse pianificata) e trovò che il 78% dei 200 pazienti chiamati confermavano di essere rimasti soddisfatti da quell’incontro e che si sentivano “meglio” o “molto meglio” circa il problema che li aveva portati a cercare un aiuto terapeutico quella prima volta.

Altri ricercatori hanno studiato la scomparsa dei sintomi in un centro-comunità di salute mentale concludendo che “l’idea che il miglioramento sia dovuto ad un fallimento del cliente o del sistema d’intervento è assolutamente insostenibile. Circa l’80% dei clienti intervistati riportano che i loro problemi sono stati risolti, il 70% riferisce soddisfazione per il servizio resogli e la maggior parte è comunque contenta della risposta data alle loro aspettative”.

Talmon deduce che già dal momento della telefonata, per richiedere un appuntamento, scatta nell’individuo una sorta di auto-analisi e guarigione; test dimostrano che le persone che sono costrette ad aspettare parecchio tempo prima del loro primo appuntamento – diciamo, un mese – sono molto più propense al miglioramento di quelle che, invece, l’appuntamento lo ottengono subito. La SST è la nuova strada da seguire e la letteratura in proposito sarà presto pubblicata per restare al passo con i tempi.

La prima ragione, per cui la psicoterapia e l’astrologia si sono mosse così strettamente assieme, è che il pubblico sa bene che la terapia (alcune... molte terapie) può essere sostanzialmente ridotta ad un solo incontro. Questa conoscenza e la consapevolezza di una accresciuta sofisticazione dell’astrologia, hanno contribuito al successo dell’astrologia come terapia o, perlomeno, come una risorsa d’aiuto. La seconda ragione è, come prima detto, la crescita di competenze da parte dell’astrologia; questa, infatti, si è arricchita moltissimo grazie all’assimilazione di scoperte, teorie e metodi psicologici. Inoltre, l’astrologia ha subito un drammatico cambiamento della sua immagine pubblica da predittivo-fortunistica a modalità di studio ed apprezzamento umanistico verso cui il pubblico si sente molto più a suo agio accettando maggiormente questo tipo d’immagine. Oggi la sofisticazione dell’astrologia è molto meglio pubblicizzata, molti astrologi sono psicoterapeuti e molti psicoterapeuti sono astrologi.

La terza ragione è che l’astrologia non definendosi come una “terapia”, abolisce quella sensazione negativa di chi va da un terapeuta per la “salute mentale”. Mentre la stigmatizzazione sociale appesantisce ancora le terapie psicologiche, l’assenza di una etichetta di terapia per l’astrologia la eleva in termini di modalità di aiuto breve e non connessa con la salute mentale. La clientela degli astrologi è in aumento, i migliori libri, apparizioni televisive, migliaia di conferenze pubbliche, centinaia di convention, stanno dimostrando il veloce riconoscimento e la netta maturazione dell’astrologia al grande pubblico.

Tutto ciò a favore della nostra auto-responsabilità ad una sempre maggiore preparazione; dobbiamo cominciare ad insegnare che la consultazione è dinamica e che noi usiamo l’astrologia per aiutare le persone; dobbiamo conoscere a fondo le persone e fargli capire che possono far accadere quello che vogliono e quindi devono dare più senso alla loro vita, non sono i pianeti ad avere questo potere. I pianeti sono testimoni sincronici del processo umano; usando l’astrologia noi operatori offriamo uno studio obiettivo per scoprire una chiave identificativa dei costrutti comportamentali e, lavorando col cliente, gettiamo le basi per poter capire meglio il suo futuro.

La scoperta che noi operiamo nel cliente, lo porta a considerare l’astrologia allo stesso livello di significatività di una qualsiasi realtà di vita (l’opposto – relegare il cliente al suo oroscopo – confina la sua realtà a quello che noi conosciamo dell’astrologia), così analizziamo i turbini delle emozioni ed assimiliamo la crescita di picchi e valli all’interno di strutture temporali ben definite.

La nostra “terapia”, offerta in una sessione di consultazione, si basa nel vedere lo sviluppo in maniera obiettiva, osservando la formazione della giovane personalità nonché le sue difficoltà... le strutture che prendono forma, ripetendo costantemente loro stesse fino all’età adulta. Osserviamo le difese che possono essere ricercate fin dall’inizio, ma che, sicuramente, potranno essere aggiustate e sciolte da prospettive più mature, liberando tanta energia per uno sviluppo positivo. La moderna consultazione ci permette di creare un piano di autostima, di liberazione delle espressioni e di reale bilanciamento dei nostri giudizi di valore.

Proprio all’inizio di questo nuovo secolo, l’astrologia deve continuare la sua crescita come metodo d’aiuto, di conoscenza interiore e modalità di ragionamento ad un modo di vivere migliore. E a questo scopo, la domanda che sorge è: “come possiamo insegnare tutto ciò, come impariamo ad utilizzare l’astrologia in questo modo?”. E’ proprio iniziando ad esaminare la letteratura astrologica che mi sono reso conto che nessun libro o pubblicazione ha mai presentato la trascrizione letterale di una seduta di consultazione. Perché? Siamo imbarazzati perché il linguaggio professionale delle nostre consultazioni possa essere interpretato come insignificante per il cliente (attualmente una rete di sicurezza a difesa dell’astrologo)? Oppure perché non troviamo facilmente il modo di parlare delle emozioni umane, così la nostra attenzione è totalmente focalizzata sulle posizioni ed i movimenti planetari?

 

NdT: L’articolo prosegue con la presentazione di una trascrizione telefonica condotta dall’autore con uno dei suoi clienti e con la proposta di uno scambio costruttivo, tra tutti gli operatori nel settore, per meglio comprendere il proprio modo di lavorare ed apprezzare l’importanza di un linguaggio appropriato da utilizzare durante la consultazione.

 

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