ASTROLOGIA VEDICA E COUNSELING TRANSPERSONALE


di Dennis M. Harness, Ph.D.

traduzione di G.M. Sferrazza

 

 

Il ruolo dell’Astrologo Vedico come consigliere di vita, guida spirituale e terapista richiede un allenamento di base nel counseling nonché effettive caratteristiche comunicative; ciò è particolarmente vero negli Stati Uniti dove è data maggiore enfasi all’astrologia terapeutica. È chiaro che capacità tecniche ed accuratezza predittiva sono essenziali nell’allenamento astrologico anche se, a volte, non sono sufficienti a produrre un competente consigliere astrologico: l’empatia, la compassione, l’intuizione ed una buona dose di esperienza debbono essere coltivate per valorizzare le proprie caratteristiche terapeutiche. Un astrologo competente conosce non soltanto come, ma anche quando parlare col cliente degli aspetti difficili della sua carta natale.

Lo scopo di questo scritto è quello di esplorare i luoghi comuni della consultazione astrologica e di provvedere alla soluzione di potenziali intoppi nella pratica. Ma, prima di evidenziare alcuni dei principali punti d’interesse del consulto astrologico, credo sia utile fare qualche commento sulla storia della moderna psicologia e delle sue relazioni con l’astrologia.

 

C.G. Jung, il rispettabile psichiatra svizzero, aveva un particolare interesse per l’astrologia, sosteneva che “l’astrologia rappresenta la summa di tutte le conoscenze psicologiche dell’antichità”. Coniò il termine “transpersonale” proprio per enfatizzare l’importanza di esplorare le caratteristiche “profonde della persona” o personalità. La psicologia transpersonale ci invita ad affrontare la dimensione profonda dello spirito e dell’anima: la psicologia, che letteralmente significa “lo studio della psiche o dell’anima”, ha perso il contatto col suo vero scopo spirituale di esplorazione dell’anima, durante il suo sviluppo accademico. Molte delle scuole di psicologia psicanalitica e comportamentale hanno scelto di seguire un modello medico più meccanicistico del comportamento umano. Nonostante queste discipline siano considerate pietre angolari in campo psicologico, l’insorgenza della psicologia umanistica e transpersonale ha consentito la rinascita della psiche o dell’anima all’interno della psicologia stessa. In contrasto a ciò, la psicologia transpersonale ha sempre sostenuto le conoscenze vediche e orientali a favore di una maggiore comprensione delle dimensioni spirituali più profonde del comportamento umano. Comunque, l’accettazione dell’astrologia, come tecnica di diagnostica affidabile per la comprensione del comportamento umano, non è mai più accaduta nelle realtà transpersonali della psicologia.

È interessante notare che il padre fondatore della psicologia transpersonale, C.G. Jung, usava spesso l’astrologia nella propria pratica clinica come mezzo diagnostico; infatti, in una lettera scritta all’eminente astrologo indiano Dr. B.V. Raman (datata 9/47), egli scrive: “Dato che sono uno psicologo, sono chiaramente interessato alla particolare luce che l’oroscopo può gettare su certe complicazioni nel carattere del cliente. Nei casi di difficile diagnosi psicologica, normalmente traccio l’oroscopo in modo da avere un punto di vista più ampio e da un angolazione diversa. Debbo dire che, molto spesso, i dati astrologici chiariscono certi punti che altrimenti sarei stato incapace di comprendere”.

Alcuni anni fa (1954), su una rivista astrologica francese, Jung scrisse: “Ci si può aspettare, con considerevole sicurezza, che una ben definita situazione psicologica sarà accompagnata da un’analoga configurazione astrologica. L’astrologia consiste di configurazioni che simboleggiano l’inconscio collettivo. I pianeti sono gli Dei, i simboli dei poteri dell’inconscio”.

Analizzando le parole di Jung, emerge lo scopo che accomuna la psicoterapia con l’astrologia: entrambe le discipline sono orientate a facilitare la presa di coscienza degli aspetti inconsci del sé. L’astrologia vedica o jyotisha, che significa “scienza della luce”, può essere un mezzo profondo per portare luce e chiarezza nelle buie caverne dell’inconscio; forse i futuri psicologi transpersonali che non useranno l’astrologia saranno simili a degli astronomi che studiano le stelle senza l’uso del telescopio: l’integrazione della psicologia transpersonale con l’astrologia ha il potenziale di introdurci nel nuovo millennio.

Attraverso le tecniche predittive, come i differenti sistemi di dasha, l’astrologia vedica ci dona un’ampia visione dei cicli vitali di sviluppo riflettendo gli schemi karmici dell’anima o samskaras e come utilizzarli. L’astrologia ha dimostrato un grande potenziale come mezzo accurato di diagnosi nella mani di consulenti allenati per la comprensione psicologia profonda, per gli interessi vocazionali, le relazioni dinamiche, i periodi di salute e di evoluzione spirituale. Un astrologo serio fornisce al proprio cliente delle strategie potenziali al fine di aiutarlo ad una maggiore discriminazione: ad ogni modo, la scelta di agire deve essere lasciata nelle mani del cliente stesso, non dobbiamo giocare ad “essere Dio” nella sua vita in quanto la scelta che possiamo fare per lui potrebbe essere errata. Un astrologo dell’integrità è un rivelatore di scelte e non colui che le mette in atto.

Il guru di Paramahansa Yogananda, Sri Yukteswar, era un grande astrologo. Nell’ormai classico libro di Paramahansa Yogananda, Autobiografia di uno Yogi, Yukteswar afferma che “il tema natale può essere interpretato correttamente solo da coloro che hanno una mente intuitiva: ma sono pochi”.

Yukteswar, inoltre, mette in guardia gli astrologi sull’abitudine di fare previsioni definitive sulla vita dei clienti, in quanto un astrologo può essere più etico parlando in termini di spunti potenziali piuttosto che di specifici eventi futuri. L’astrologo deve capire che le “leggi del Karma”, per quanto possano fornire accurate previsioni, debbono essere accompagnate dalla corretta comprensione del significato degli eventi della vita, ovvero della lezione di vita che, in quel momento, la persona sta affrontando.

 

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