ASTROLOGIA E GUARIGIONE


di Candy Hillenbrand

trad. di Margherita Fiorello

 

 

Perché l’astrologia è così spesso separata dal concetto e dalla pratica della guarigione?

Molti di noi, quando sentono la parola “guarigione” nel contesto astrologico, pensano al vasto e difficile campo dell’astrologia medica. Con la sua montagna di tecniche complesse, regole, corrispondenze, mezzipunti, hyleg, restrizioni… non mi meraviglio che il cultore e l’astrologo non professionista non ne vogliano sapere.

Nei secoli passati, l’astrologia e la medicina erano la stessa cosa. Gli astrologi erano anche medici, erboristi, levatrici, alchimisti e guaritori di tutti i tipi. La scissione tra l’arte della guarigione e l’astrologia corre parallela a quella tra scienza e religione, tra sacro e profano, fisica e misticismo, corpo e mente, che si sono tutte sviluppate quando abbiamo abbracciato la visione meccanicistica di Cartesio e Newton.

Molta parte dell’astrologia moderna è un riflesso di questo approccio meccanicistico-analitico, proprio dell’emisfero mentale sinistro, alla vita. L’informatizzazione dell’astrologia, che ci permette di risparmiare una quantità notevole di tempo, rinforza questa tendenza: abbiamo una flusso infinito di dati in tempo reale a nostra disposizione. Quantità di tecniche, punti, carte, sistemi, armoniche, stelle fisse, mezzi punti, asteroidi, scelte ed opzioni che si rivelano tutte utili ed interessanti, ma in una quantità tale che rischiano di farci perdere di vista l’unicità della carta di fronte a noi.

Forse la cosa peggiore è che è andato perso il senso del sacro nella nostra arte-scienza divina. Ricordo ancora la gioia di disegnare una carta a mano prima che arrivassero i computer, guardandola sbocciare man mano che procedevo nei calcoli. La coloravo, la “sentivo” come se fosse un mandala.

Mi domando se l’informatizzazione a cui attribuiamo tanto valore valeva il senso del sacro che l’astrologia ha sempre posseduto.

La Nuova Fisica sta riformulando la nostra dualistica concezione meccanicistica-newtoniana del mondo in una più sintetica unità, in quello che ormai viene definito come Nuovo Paradigma. Alcuni fisici stanno cominciando a vedere le correlazioni tra mente e materia. Forse è anche il momento di un nuovo paradigma astrologico, il tempo di ritornare ad un sentire unico dell’astrologia.

 

 

Guarire significa “diventare uno”

 

Adottare un approccio terapeutico all’astrologia, considerarci guaritori significa mettere in discussione le nostre convinzioni e non solo guardare alla carta in un modo nuovo, ma ampliare lo stesso concetto di quello che significa guarigione.

La parola inglese che ha questo significato, heal, viene dal germanico “hailaz”, da cui anche l’inglese whole: completo, unico, intero. Guarire vuol dire divenire completo. E quale simbolo migliore della completezza se non il cerchio della carta natale?

Guardare una carta da una prospettiva terapeutica è considerarla come il simbolo della nostra completezza, del nostro viaggio verso l’individuazione e la realizzazione. In qualità di astrologi, dobbiamo tentare di afferrare l’intera carta, lo scopo della vita, e porre l’attenzione sullo scopo generale a cui tendono i singoli frammenti? O dobbiamo focalizzarci sui frammenti, i punti, i transiti, uno ad uno? Consideriamo la vita come un processo ciclico, di cicli che si dipanano all’interno di altri cicli, o come una serie di eventi separati da istanti di tempo? Se cominciamo a studiare una carta come un simbolo sacro, un mandala, possiamo spostare la nostra attenzione verso un approccio terapeutico, perché in quella carta stiamo cercando la complessità, il potenziale, il significato e lo scopo.

Questo è ciò che intendo per approccio terapeutico. E’ guardare all’insieme. E’ spostare l’attenzione dagli eventi ai processi, dalle parti all’insieme.

 

 

Scoprire lo scopo della vita con l’astrologia

 

La mia visione dell’astrologia è che essa ci può rivelare il nostro ruolo cosmico, se solo impariamo a leggerla. Dane Rudhyar ha descritto la carta natale come il nostro “nome sacro” (1). Altri astrologi hanno descritto l’oroscopo come una impronta, una mappa, una planimetria. Da dove viene questa mappa, questo mandala, se non da qualcosa di prodigioso, molto più grande dei nostri piccoli sé? Possiamo chiamarlo dio o dea, cosmo, universo, divino, transpersonale, inconscio collettivo…

Lo scopo dell’astrologia è sicuramente cogliere qualche piccolo barlume della natura del nostro ruolo nel grande dramma cosmico e rispondere alle solite eterne domande: chi sono, perché sono qui, da dove vengo, dove vado?

Credo che la segnatura sacra della carta natale possa rivelare il nostro potenziale più alto, quello che potremmo divenire, e suggerirci come meglio rendere concrete le nostre possibilità, attraverso l’analisi dei transiti e delle progressioni. E non possiamo esplorare queste possibilità che la carta esprime, se siamo troppo concentrati a rispondere a tutte le domande dei nostri clienti, impegnati a fare loro da consiglieri, a metterli in guardia e a fare pronostici. Ovviamente, c’è posto per tutti i tipi di astrologia, ma se vogliamo essere dei “guaritori” abbiamo bisogno di guardare la carta in un’altra prospettiva.

 

 

Ripensare la figura dell’astrologo come guaritore

 

Dare una prospettiva terapeutica all’analisi di un tema vuol dire bilanciare l’approccio legato all’emisfero sinistro, razionale, che usualmente utilizziamo, con tecniche connesse ad un approccio più legato a quello destro. Esse possono aprirci ad un utilizzo più completo del nostro potenziale e permetterci un approccio più intuitivo, immaginativo e legato a ciò che sentiamo “dentro” la carta natale.

 

 

Guardare la carta da un punto di vista terapeutico

 

* Guardare all’interezza della carta

Guardare all’insieme prima di guardare gli innumerevoli pezzi che la compongono. Basta guardarla, fissarla. Che disegno ti sembra formi? Guarda la forma, i pianeti sono raggruppati in un determinato modo? Ci sono pianeti isolati? Che modelli formano? Coloriamo gli aspetti (rossi per gli aspetti disarmonici, verdi o blu per quelli scorrevoli) e fermiamoci ad osservare i disegni che formano. Usa la tua immaginazione creativa e scopri il mandala che prende forma.

 

* Concentrarsi sul progetto personale

Io suggerirei di provare a concentrarsi sul senso generale prima di tentare ogni lavoro predittivo. Ovviamente ogni parte del tema ci parla del progetto personale, ma per essere più specifici occorre concentrarci su: l’Ascendente – significatore dello scopo dell’anima (secondo l’approccio di Alice Bailey e della sua astrologia esoterica) (2); i Nodi – come modalità di integrazione tra yin e yang, tra funzioni lunari e solari; il Sole – simbolo di una personalità integrata e del potenziale creativo; il MC – “la vocazione”, la modalità in cui le energie espresse dalla carta possono portare un contributo significativo al mondo.

Concentrarsi sul progetto globale non vieta di analizzare i problemi indicati da altri fattori della carta. Le zone d’ombra debbono essere portate alla luce, riconosciute, accettate, abbracciate ed integrate nel chi e cosa siamo. Parte del nostro progetto può consistere nello sperimentare il dolore e la sofferenza in alcuni settori della vita, ed imparare da questa sofferenza la compassione, il perdono, l’autoaffermazione, l’accettazione dei propri limiti.

 

* Focalizzarsi sulla risoluzione dei conflitti

E’ importante soffermarci sugli aspetti dinamici per cogliere la natura della tensione. Per esempio un quadrato a T può indicare un flusso di energia in eccesso, frustrazione, rabbia: invece di insistere su quello che è successo nell’infanzia (sebbene anche avere la consapevolezza di come è nato il problema sia importante) o accettarlo come un dato di fatto, un irrevocabile destino, possiamo guardarlo da un punto di vista diverso. Osserviamo l’aspetto, identifichiamo e riconosciamo il problema, lo comunichiamo al cliente, ma cerchiamo anche un modo risolvere il conflitto del quadrato a T (3).

Potremmo cercare vie d’uscita per le energie in eccesso attraverso i trigoni e i sestili della carta o cercare una più positiva espressione del pianeta al vertice di questa configurazione. Possiamo cercare di sintetizzare le polarità dell’opposizione; trovare punti di sbocco, ad esempio un mezzo punto, o il punto opposto al vertice dell’aspetto, visualizzando per questi punti la posizione per segno, casa o il simbolo sabiano.

 

* I simboli sabiani

Sono una serie di immagini relativi ai 360 gradi dello Zodiaco, ed un eccellente mezzo per aiutarci ad aprire ad una conoscenza più intuitiva. I simboli sabiani danno un significato qualitativo ai nostri pianeti e punti sensibili e migliorano la comprensione di un pianeta Ad esempio, uno dei significati archetipici di Chirone è “ponte arcobaleno” (4). Il simbolo sabiano per il grado di Chirone nella carta della sua scoperta (4° del Toro) è “una pentola piena d’oro alla fine dell’arcobaleno” (5).

 

* Re-immaginare gli aspetti

Una tecnica molto utile è quella di disegnare gli aspetti difficili come aspetti armonici. Questo non significa semplicemente trasformare un quadrato in un altro aspetto. Possiamo combattere, ad esempio, con un quadrato Luna-Plutone e con tutte le dinamiche di abbandono, rifiuto, impotenza e paura che esso implica, ma anche cercare di immaginare come esprimeremmo un trigono Luna-Plutone. Potremmo scoprire nuove modalità di espressione di questo tipo di energia: questo vuol dire utilizzare nuovi canali e riprogrammare vecchi stili di comportamento, di pensiero e di azione che non ci sono più utili.

Naturalmente c’è una linea sottile tra il tentativo di trovare modi di espressione più armonici di una energia legata ad un determinato aspetto e il reprimerla. Un approccio terapeutico consiste anche nell’accettare quello che siamo, i nostri difetti, le nostre oscurità e le nostri luci. Abbiamo bisogno di mantenere la nostra consapevolezza sugli aspetti difficili, senza per questo rimanere attaccati per sempre alle nostre sofferenze ed ai nostri complessi.

 

* Bilanciare gli elementi

E’ un approccio molto utile sviluppato dall’astrologo Ingrid Naimar (6). Esso ci aiuta a guardare una carta da un punto di vista terapeutico, portando in equilibrio le parti della carta che non lo sono. Con l’aiuto di alcune semplici operazioni, possiamo determinare il tipo di costituzione valutando l’equilibrio e la combinazione degli elementi. Naiman ha studiato una serie di terapie che ci possono aiutare nel sedare gli eccessi e mescolare gli elementi.

Il principio è semplice: se da una carta risulta un eccesso di Fuoco, ad esempio (aspetti tra pianeti di Fuoco – Sole, Marte, Giove – enfasi sulle case o segni cardinali, transiti di Marte) il nativo sarà soggetto a mal di testa, febbre, irritabilità, incidenti, sventatezza, esplosioni di rabbia, violenza, e ci sarà bisogno di equilibrare questo elemento. L’Acqua compensa questo elemento. Perciò raccomanderemo l’Acqua in tutte le sue forme: bere acqua, andare a nuotare, docce fredde, evitare cibi caldi e piccanti. Qualcuno con un eccesso di Aria può avere grandi benefici da attività a contatto con la Terra, come il giardinaggio, passeggiate, esercizi ritmici, routine. Pendo che l’approccio con gli elementi sia una tecnica molto semplice, ma allo stesso tempo molto pratica.

 

* Concentrarsi su Chirone

Anche se Chirone potrebbe essere oggetto di uno studio a sé, concentrarci sul segno, la casa e gli aspetti che forma Chirone vuole dire portare una dimensione di guarigione nella nostra carta. Chirone è l’archetipo del guaritore ferito. Ci rivela dove siamo stati feriti, dov’è la nostra ferita, ed in che modo possiamo usare la nostra ferita per guarire ed insegnare agli altri.

 

 

Altre tecniche che possono aiutarci

 

1. Preghiera e meditazione

Meditate sulla carta. Rifletteteci mentre lavate i piatti o fate la doccia. Visualizzatela come un mandala, percepitela nella sua interezza. Prima di tentare una interpretazione, dite una preghiera, od una invocazione, e chiedete aiuto e consiglio prima di cominciare le sedute con i vostri clienti.

 

2. Altri strumenti divinatori

Un aiuto extra per la lettura della carta può arrivare dai tarocchi o da I Ching. Io personalmente uso le carte degli angeli di Findhorn. Mi concentro sulla carta che sto interpretando, sulla persona, dico una piccola preghiera ed estraggo tre carte per approfondire i desideri e le necessità della persona che ho di fronte.

 

3. Disegnare e colorare la carta

Disegnare la carta a mano ci aiuta ad armonizzarci ad essa. Essa diventa una rappresentazione sacra, che permette al pensiero razionale di aprirsi ad un’altra dimensione. Disegnare simboli all’interno delle case, fare una carta-collage, aggiungere i simboli sabiani può migliorare la nostra consapevolezza.

 

4. Tecniche esperienziali

E’ possibile agire i pianeti nelle nostre carte. Possiamo farlo per conto nostro, da soli, con un brano scritto, o in un gruppo. Un’altra tecnica è quella di sentire la carta come uno spazio reale intorno a noi. Stabilite qual’è il vostro est, e sentite le energie dell’ascendente fluire in voi. Guardate nella direzione del Mediocielo e contattate il senso di scopo e di contributo che potete dare al mondo.

Una volta ho costruito un giardino zodiacale, che avevo diviso in dodici segmenti, piantando ogni pianta associata ad un segno nello spazio corrispondente del mio giardino. Mi sedevo in mezzo e sentivo l’energia di ogni pianeta che era rappresentato dalle piante che avevo piantato. Camminavo nelle case che avevo disegnato e sperimentavo questi simboli in un modo completamente diverso. Queste tecniche possono essere allo stesso tempo molto utili e molto divertenti!

 

5. Psicosintesi e tecniche gestaltiche

Le tecniche utilizzate dalla psicosintesi (7) e dalla gestalt (8) sono molto utili per fare vivere una carta. Queste tecniche consistono nell’attribuire precedentemente parti della personalità ad ognuno dei pianeti, e successivamente impersonarli. Ad esempio possiamo vedere Marte come “il Combattente”, una Luna scorpionica come “la Pasionaria” ed un Sole acquariano come “il Ribelle”. Possiamo costruire dialoghi per le varie personalità e tentare di risolvere i conflitti riconoscendo ognuna di loro, accettandole e cercando una mediazione. Questo può avvenire sotto forma scritta, in un diario, o sotto forma di psicodramma.

 

6. Strumenti terapeutici

Ci sono tante tecniche quante sono le persone. Tuttavia ho trovato che qualcuna di esse funziona particolarmente bene in associazione con l’interpretazione della carta natale. Una delle mie preferite è quella dei rimedi floreali, dai fiori di Bach a quelli Californiani o Australiani. Possiamo usare la carta del cliente per aumentare la sua consapevolezza ed aiutarlo a focalizzarsi sulle problematiche emozionali e le insicurezze intellettuali. I rimedi floreali possono aiutarlo nei cambiamenti che la carta ha sottolineato come necessari per una crescita futura. I rimedi floreali sono degli strumenti semplici da utilizzare che possono motivare il nostro cliente a prendere la decisione e ad intraprendere le azioni necessarie per affrontare il cambiamento. Possono aiutare il nostro cliente a trasformare la consapevolezza in azione, e possono aumentare notevolmente l’efficacia di una lettura.

 

 

Siamo tutti guaritori

 

C’è un guaritore all’interno di ognuno di noi. Penso che tutti gli astrologi siano nel loro cuore capaci di rendere l’unità perduta. Basta guardare il proprio oroscopo – non è un simbolo di completezza, dopotutto?

 

 

Copyright © 1997 by Candy Hillenbrand

Tutti I diritti riservati

 

Articolo pubblicato sulla rivista astrologica

The Southern Astrologer, n. 1, aprile 1997

 

 

Note

1) Person Centered Astrology, Santa Fe: Aurora Press, 1981.

2) Bailey, Alice A., Esoteric Astrology, NY & London: Lucis Publishing Co, 1979.

3) Marks, Tracy., How to Handle your T-square, Arlington, Mass: Sagittarius Rising, 1979.

4) Hand Clow, Barbara., Chiron: Rainbow Bridge between the Inner and Outer Planets, St Paul, MN: Llewellyn Pub., 1990.

5) Hill, Lynda & Richard., The Sabian Symbols as an Oracle, Sydney: White Horse Books, 1995, p. 30.

6) Naiman, Ingrid., The Astrology of Healing Vol 2 - The Elements: Symptoms of Disease, Santa Fe: Seventh ray Press, 1989.

7) Sasportas, Howard., "Subpersonalities and Psychological Conflict", in Greene & Sasportas., The Development of the Personality, London & NY: Arkana, 1987, pp. 165.

8) Marks, Tracy., Turning Oppositions into Conjunctions: Gestalt Therapy and Astrology, Arlington, Mass: Sagittarius Rising, 1980.

 

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