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LE VARIAZIONI ENIGMATICHE


 

 

(Larsen va al pianoforte e comincia a suonare l’inizio delle “Variazioni enigmatiche”)
LARSEN: Le Variazioni enigmatiche, variazioni su una melodia che non sentiamo… Edouard Elgar, il compositore, sostiene che si tratti di una melodia molto conosciuta ma nessuno è mai riuscito ad identificarla. Una melodia nascosta, che si indovina, si accenna e poi sparisce, una melodia che siamo costretti a sognare, enigmatica, inafferrabile, lontana come il sorriso di Hélène. (Pausa). Le donne sono melodie che sogniamo ma che non udiamo mai. Chi amiamo quando amiamo? Non lo sapremo mai.
ZNORKO: (Deciso). Mai… (Appena Larsen finisce il brano chiede all’improvviso). Quante variazioni ci sono?
Da “Variazioni enigmatiche”, Eric-Emmanuel Schmitt

 

 

Molte delle domande che più frequentemente vengono poste all’astrologo riguardano l’amore e la sfera sentimentale in genere e per provare a dare una risposta si tratta spesso di capire cosa si intende per “amore”.

In effetti l’elasticità e la versatilità di questa parola-contenitore è veramente notevole: pensiamo ai testi delle canzoni, a film, telefilm, soap-opera, ecc… e ci rendiamo conto di quanto questo concetto abbia il potere di raggiungere chiunque, per quanto poi le interpretazioni, i valori individuali che ognuno attribuisce a questa parola siano diversi, a volte inconciliabili se paragonati con quelli di un altro. Questo tuttavia nel corso dei secoli non ha impedito che ci si potesse comunque innamorare, spinti da un impulso misterioso e irrazionale… o dal Destino. La natura di questo sentimento così enigmatico che spesso unisce paradossalmente gioia e sofferenza sfugge effettivamente a qualsiasi schematizzazione, forse per questo motivo si è sempre ricorso alla magia e alle arti divinatorie (tra cui l’Astrologia) per trovare delle risposte.

Sono state elaborate nel corso del tempo diverse tecniche per le classiche domande: “Lui/Lei mi ama?…. E quanto mi ama?… Tornerà oppure no? E quando?”. I possibili approcci astrologici sono diversi ma tutti presuppongono una analisi preliminare dei TN individuali: la sinastria è forse il più semplice e conosciuto, viene spesso utilizzato il Tema composito o integrato (metodo di Hand) e il Tema combinato o di media spazio-temporale (Davison-Schiffman). Per sinastria si intende una tecnica di confronto di due temi natali finalizzata all’analisi astrologica di una relazione tra due soggetti (o eventi). Si basa molto semplicemente sulla valutazione degli interaspetti tra punti e pianeti dei due temi e dei reciproci rapporti tra Elementi e Case; tuttavia l’interpretazione non è altrettanto semplice come si vedrà in seguito. Il metodo del Tema integrato o composito è stato praticamente sviluppato e utilizzato da Robert Hand: esso consiste nel valutare i mezzipunti degli stessi pianeti in due o più Temi Natali, dà utili e chiare informazioni che si riferiscono esclusivamente alla relazione. Il Tema combinato (detto anche di media spazio-temporale) propone l’analisi del TN calcolato per il tempo e le coordinate medie dei due Temi: il grafico ottenuto è reale dal punto di vista astronomico e su di esso è possibile valutare transiti, direzioni e RS. Ma di questi parleremo in seguito: intanto vogliamo sottolineare che pur trattandosi di metodi differenti (verso i quali possono esservi preferenze personali) essi si integrano a vicenda.

 

E’ necessario ora fare una panoramica generale su alcuni concetti di psicologia analitica che si incontrano spesso nello studio delle relazioni anche a livello astrologico.

Fra le componenti più particolari dell’intero pensiero junghiano vi sono indubbiamente Anima e Animus: si può dire che queste due istanze per Jung rappresentano l’esperienza che ognuno ha dell’altro sesso; tuttavia, questa immagine non è solo personale, ma è soprattutto collettiva ed è attraverso di essa che un individuo riesce a entrare in sintonia con l’altro sesso.

L’Anima rappresenta l’energia dell’Eros che è la tendenza squisitamente femminile alla relazione. E’ questa istanza che spinge a costruire rapporti personali e che, nell’uomo, spingerà verso il mondo femminile esterno per poter in seguito ricomporre l’unità interna attraverso una sorta di matrimonio sacro. L’Anima nell’uomo è molto legata all’immagine della Madre. L’Anima è sia la femminilità insita dentro l’uomo ma è anche l’esperienza che l’uomo ha della donne e che viene attivata e colorata dalla prima figura femminile con cui entra in contatto, cioè appunto la madre. Lei è dunque la prima portatrice di questa immagine di Anima, e più tardi lo saranno tutte le donne con cui entrerà in relazione: questa immagine possiede però una parte ereditaria e collettiva (è in pratica la summa di tutto ciò che può definirsi femminile dalla notte dei tempi fino ad ora), ed è proprio da questa eredità che la psiche trova la possibilità di comprendere l’essenza dell’altro sesso ed una parte personale che viene forgiata dal rapporto con la madre personale.

L’Anima però, come ogni archetipo, nella prima parte della vita è inconscia e quindi viene proiettata sulle donne che l’uomo incontrerà e che diventeranno i suoi oggetti d’amore: L’uomo attraverso queste figure sperimenterà sia sentimenti di amore intenso, sogni, fantasie e ispirazioni, ma – come per ogni archetipo – presenterà anche sentimenti contrastanti come odio, paura, sospetto.

Ogni rapporto a due inizia con una serie di proiezioni e, diceva Jung, fino a un certo punto la proiezione è salutare, anche perché se mancasse l’uomo sarebbe un narcisista, però questa proiezione è anche responsabile di una serie di problemi che sono la difficoltà di vivere la donna (o l’uomo) per quello che è, ma di caricarla di proprie aspettative. L’Anima (così come l’Animus) crea una sorta di collegamento tra il conscio e l’inconscio, però è anche un ponte tra l’inconscio personale e quello collettivo e come tale può portare l’uomo a vivere una fascinazione che non gli permette di riconoscere le sue ambiguità, le sue insinuazioni e i suoi turbamenti.

“L’Anima – dice Jung – è sì un caotico impulso vitale; tuttavia racchiude anche uno strano significato, come un sapere segreto o una saggezza nascosta, che contrasta nel modo più singolare con la sua natura elfica irrazionale.... a chi la incontra per la prima volta fa venire in mente tutto fuorché saggezza; questo aspetto appare soltanto a colui che si confronta seriamente con Anima”.

Se si subisce la fascinazione, l’Anima si può trasformare in un Demone che può destrutturare la psiche e portarla alla disorganizzazione: è l’aspetto che nelle fiabe viene visto attraverso le figure di strega, sirena, maga che fa incantesimi, femme fatale. Soltanto il rendere coscienti i suoi contenuti trasformerà questo archetipo dalla sua forma primitiva arcaica e pertanto ambivalente in una funzione vera che permetterà la relazione psicologica tra un uomo e una donna, quello che Jung chiama – richiamandosi all’alchimia – il Mysterium coniunctionis.

L’Animus invece viene definito da Jung come uno “psicopompo”: un mediatore tra conscio e inconscio ed una personificazione di quest’ultimo, che dà alla coscienza della donna una capacità di riflessione, deliberazione e autoconoscenza. La psicologia femminile è radicata nell’istinto e nella risposta istintuale al flusso della vita. Il grande dono dell’Animus consciamente sviluppato è il dono del significato che permette alla donna di riflettere, discriminare e scoprire il significato della propria vita e delle proprie azioni.

Nei sogni l’Animus appare quasi sempre come una pluralità di uomini, padri o autorità che quasi emettono delle sentenze. L’attivazione di questo archetipo, secondo Jung, è carica di fascinazione tale da mettere in gioco tutta la forza dell’Io. Ester Harding – allieva di Jung – sviluppa questo concetto parlando proprio dell’Amante Ombra che assume un tratto pericoloso perché può indurre la donna a ritirarsi dal mondo reale, per cui la libido in esso contenuta finisce per interporsi tra la donna e gli uomini reali. In questo caso L’Animus è l’Uomo idealizzato al cui confronto gli uomini reali sono insignificanti e risultano svalutati poiché la donna li giudica attraverso le proprie emozioni (irrazionali). Solo quando si riesce a rendere cosciente il contenuto dell’Animus come figura collettiva archetipica, allora si ritirano le proiezioni esterne e questo archetipo potrà passare dalla sua natura primitiva ad un vero e proprio aiuto per la relazione.

L’archetipo transessuale all’interno di ogni individuo va a bilanciare l’unilateralità dell’atteggiamento cosciente: però, mentre da un lato Jung ha sottolineato e creato un vero e proprio equilibrio di maschile e femminile, è altrettanto vero che questi due archetipi hanno dato vita a tantissimi equivoci poiché si è confusa un’energia psichica con ruoli e ancora di più con l’identità di genere sessuale. In questa visione l’Animus deve considerarsi come lo specchio di una donna alla ricerca di un difficile equilibrio tra la natura relazionale e il principio intellettuale. L’Animus positivo incarna valori come la forza, l’azione, il significato e la discriminazione, mentre un Animus negativo diventa distruttivo e spinge la donna a lottare contro l’uomo anziché a trovare una modalità di intesa e di relazione. Le proiezioni sul partner dipendono moltissimo dall’Animus, tuttavia questa proiezione è destinata a retrocedere man mano che intervengono situazioni realistiche sull’altro. Essendo l’Animus mescolato all’immagine genitoriale, il partner rifletterà caratteristiche del padre, però una somiglianza eccessiva produce reazioni infantili, mentre un’eccessiva diversità rende difficile l’adattamento reciproco.

Per concludere, Animus e Anima partecipano al processo di individuazione attraverso il confronto con l’archetipo controsessuale che permette all’Io di riconnettersi ai valori profondi della psiche che appartengono al regno del logos o dell’eros, e quindi a fattori trans-personali. Solo però nel processo di trasformazione della coscienza essi manifestano la loro vera essenza che è quella di essere immagine sovra-individuale. E’ solo con il confronto con l’Animus, l’altro da sé, che l’Io della donna può riconnettere i propri bisogni a quelli della vita e di conseguenza può imparare a riconoscere l’Altro come un TU diverso dall’IO e non come un semplice specchio di desideri inconsci o di proprie debolezze o paure.

Tornando a livello astrologico i pianeti-Anima sono ovviamente la Luna e Venere, che nelle loro combinazioni con gli altri pianeti solleciteranno le proiezioni maschili su donne che hanno anche loro le stesse dinamiche; mentre in un tema femminile i pianeti-Animus sono Sole e Marte, e in base agli aspetti che creano possono avere diverse interpretazioni.

Un altro concetto fondamentale dell’insegnamento junghiano è l’individuazione: per Jung l’individuazione era la propria realizzazione; individuarsi significa diventare un essere singolo, ovvero attuare pienamente il proprio Sé. Il percorso di individuazione è per lo più inconscio – a meno che non si ricorra alla psicoterapia – e corrisponde alla messa in atto di tutte le qualità che un individuo può realizzare spontaneamente. (1)

L’Ombra per Jung è una figura archetipica che incarna tutte le qualità nascoste della personalità, quelle meno accettate. Per Jung esistono due Ombre: quella individuale e quella collettiva. La prima è strettamente connessa alla nostra storia personale; la seconda invece possiede tratti oscuri comuni all’umanità intera, che si manifestano particolarmente nell’epoca in cui si vive. Conoscere l’Ombra significa recuperare le proiezioni, non solo individuali ma anche collettive, e non sentirsi più estraniati dalla vita ma partecipi di essa.

L’Ombra personale è sempre un contenuto che risulta totalmente estraneo alla coscienza; tuttavia, il presentarsi dell’Ombra non è lì solo per invalidare la stabilità dell’Io, ma per proporre un modo diverso di rapportarsi alla realtà, sempre molto più profondo e vero, anche se a volte certamente meno rassicurante. E’ proprio l’Ombra che rende alcune fasi dell’analisi molto pericolose, perché sono le fasi in cui riemerge ciò a cui non si era mai concesso accesso.

Rispetto all’astrologia, è molto importante guardare per esempio come possono essere state vissute le case dalla 2a/8a alla 4a/10a per l’Ombra, che sono le aree in cui il bambino impara a “sentire” come cattive e quindi dannose le cose che non vengono approvate dalla madre e creano in lei disagio se non addirittura angoscia, angoscia che si ribalta automaticamente sul bambino stesso. Egli è costretto a vivere tutto ciò come un qualcosa di terrifico – l’IO “cattivo” – che quindi deve essere rimosso, negato, non integrato, a volte addirittura scisso. Da quel momento se ne impedirà l’accesso alla coscienza, tentando quindi di mantenere la consapevolezza nei limiti della parte luce-buona dell’IO. (2)

 

 

LUNA E VENERE

 

La Luna in un TN fornisce molte indicazioni sulla nostra prima relazione: quella con la propria madre. Per questo la Luna tende costantemente a ricercare unità e fusione. Venere invece rappresenta una qualità di affetto e di relazione molto diversa, basata sulla differenziazione e sulla separazione che sono uniche modalità per intraprendere una relazione paritetica in cui un IO incontri un altro IO senza dipendere, senza fondersi e senza pensare di dipendere o di creare dipendenza.

In effetti, la Luna mantiene un suo rapporto privilegiato con il lato materno e rappresenterà sempre quella parte della relazione in cui “si prende cura”, si nutre e si fa crescere, si scambia empaticamente per partecipare ai bisogni e per riuscire a “sentire” ciò che si muove dentro all’altro. La Luna però è legata al principio di protezione personale, che poi si sposterà sui figli. In effetti, nella relazione la Luna non cerca l’Altro, ma cerca l’Unità che possa poi dare il via alla nascita di qualcosa, cerca un radicamento e un senso di appartenenza.

Venere non ha nulla a che fare con questo, perché è una relazione basata sul reciproco scambio (in questo è molto “contrattuale”). Venere è un pianeta personale e quindi è legato molto al nostro senso di identità, ovvero a quella parte di noi che possiamo scoprire entrando in relazione con l’altro. Venere è un pianeta ARIA = scambio = dare e avere; la Luna può anche sacrificare molto di personale per far crescere qualcosa; inoltre la luna è legata alla riproduzione, vuole creare famiglia = radici. Venere invece non ama la fusione, non vuole alcun sacrificio, vuole amare ed essere amata per quello che è. E’ inoltre un principio di scelta che parte dai valori personali: ciò che considera di valore, cercherà di farlo entrare nella propria vita, così attraverso l’attrazione porterà a sé ciò che lei valorizza.

Non dimentichiamoci che Luna e Venere rappresentano al femminile ciò che Sole e Marte sono al maschile, ma su Sole e Marte non esiste questa confusione. Il mondo femminile è fatto di tre parti: il grande potenziale creativo (X-Proserpina), il principio di empatia e di fusione emotiva (Luna) e il principio di affettività e di Eros (Venere). Gli affetti sono diversi dalle emozioni: i primi sono prodotti della ragione e infatti entrano nella sfera della razionalità; le emozioni invece appartengono alla sfera delle pulsioni e riguardano il cervello emotivo.

Venere è sempre associata all’amore di coppia ma prima ancora essa è un principio affettivo e di “gusto” che ci indica ciò che ci piace o no, cosa o chi possiamo amare, in che modo esprimiamo la nostra affettività, in quale grado siamo capaci di “dare”. Tutto ciò va valutato a livello individuale. Nella sinastria le interazioni di Venere ci dicono in che modo il partner “stimola” in noi l’amore, l’attrazione, la tenerezza. La sua posizione ci dice invece quale forma di amore l’altro provoca in noi e in un certo senso quale “ruolo” pensiamo che l’altro debba avere nella nostra vita.

Secondo l’astrologa Jean Texier (Comprendre la Lune en signes, maisons e aspects- Etude Astrologique - La roue céleste - Ed. Dervy) la femminilità comprende due poli simboleggiati nel tema natale dalla Luna e da Venere. Mentre la Luna rappresenta sia il desiderio di una madre sia il desiderio di essere madre, Venere simboleggia una ricerca dei piaceri e in particolare del piacere di piacere. Così il potere del femminile sull’uomo comporta due componenti: da una parte la donna esercita un dominio sull’uomo al quale dà la vita, poi lo alleva; da un’altra parte, in quanto ispiratrice della sua virilità, libera l’uomo dall’ascendente di sua madre, ma è per sottometterlo al potere delle sue grazie…

Mentre la Luna ha bisogno di appartenere a qualcuno, di integrarsi in una famiglia, di radicarsi accettando il proprio passato ed assicurandosi il proprio avvenire, Venere non appartiene a nessuno se non a sé stessa, vive il momento non preoccupandosi del passato né del futuro. Venere incanta e seduce l’eroe che desidera, si dà a lui perché presa dalla brama erotica: come dice Liz Greene, non soffre sicuramente di insicurezza ma esprime un potere assoluto di attrazione, non grazie a ciò che offre (piccole cure, attaccamento affettivo, attenzione materna) ma per ciò che è. Non fa nulla per essere amata perché è l’essenza stessa dell’amore. Al contrario la Luna tende a creare negli altri un sentimento di obbligo e dipendenza.

Secondo lo schema zodiacale elaborato da Lisa Morpurgo, Luna e Venere si trovano rispettivamente domiciliate ed esaltate nel segno del Cancro: l’emotività-lunare materna all’inizio si fonde con l’affetto-venusiano materno. Insomma non c’è un confine netto tra la Luna e Venere, la separazione si ha quando interviene Saturno, che in Bilancia, sede di Venere, costringe a vedere razionalmente l’Altro (Marte in Ariete), e in Capricorno dove Marte in esaltazione costringe Venere ad accettare il vir patriarcale e dove Saturno in domicilio, per opposizione alla Luna, determina la consapevolezza della propria indipendenza solo se si introietta serenamente il senso di protezione lunare 4a casa-Cancro.

L’emotività e l’affettività, benché diverse l’una dall’altra, costituiscono originariamente (nella prima infanzia) un nucleo quasi inestricabile, tanto che tali istanze psichiche si compenetrano e confondono del tutto spontaneamente; da qui la tendenza a confonderne posteriormente le funzioni, anche sotto il profilo astrologico. Nella prima infanzia, la differenziazione delle stesse è a livello soltanto potenziale: emozionalità (preponderante in tale fase) e affettività necessitano di sussistere in questa forma fusa proprio perché è la struttura neuronale immatura del bambino (relativamente povera di connessioni sinaptiche consolidate) che non può distinguere, separare neanche istintivamente tali istanze. Sarà la lenta maturazione (Saturno-esperienza-selezione) a produrre la differenziazione (già a partire dal livello neuronale) tra reazioni emozionali ed affettive, tra empatizzazioni ed amori consapevoli.

Anche la posizione di Venere in Toro (domicilio base), ovviamente, non è affatto da sottovalutare sotto il profilo delle relazioni sia interpersonali che ambientali. Certo si tratta di una posizione assai meno sottile, complessa e fondamentale (per lo meno sul piano dello sviluppo psicofisico individuale) di quelle del Cancro e della Bilancia, però costituisce una sorta di stadio intermedio tra loro. In poche parole, se nel Cancro Venere (associata alla Luna) fonde l’amore con il mondo di sensazioni ed emozioni in cui vive il bambino piccolissimo con la propria madre, e se nella Bilancia Venere (associata a Saturno ed X) è costretta a distinguere e separare l’affetto per l’altro dalle proprie proiezioni egoiche di persona matura, la Venere del Toro (associata a Giove ed X) rappresenta quello stadio affettivo di mezzo che porta l’individuo ad espandere i propri sentimenti dalla mamma al clan e al mondo fisico circostante. Il Toro è simbolo di un materno più allargato e meno sensibile ai piccoli capricci del soggetto in crescita psicofisica; qui l’affettività venusiana, pur cercando ancora protezione in figure e paesaggi familiari, comincia gradualmente quel processo di distacco dall’Io narcisistico, di abbandono della dipendenza emozionale con la mamma reale.

 

V. anche:

AMORE, AMORE… MA DI QUALE AMORE PARLIAMO? Di Lidia Fassio

 

 

APPUNTI E RIFLESSIONI SULLA SINASTRIA

 

Il punto di partenza nell’analisi della sinastria è il TN personale di chi s’intende analizzare. Volendo schematizzare l’analisi della capacità individuale di relazione possiamo iniziare con lo studio della VII casa, degli aspetti con il Sole (specialmente per le donne) e con la Luna (specialmente per gli uomini), il segno e gli aspetti di Venere.

I bisogni e gli orientamenti emotivi e sessuali vengono indicati da Marte, Venere, Luna e dai loro segni e aspetti. Tutte le case pertinenti alle relazioni, specialmente VII, V, XI, VIII, III, I, nonché la casa in cui è posto il Sole, sono molto importanti, come pure transiti stretti e le progressioni che possono riferirsi a importanti sviluppi, a una nuova consapevolezza di bisogni personali o a nuovi tipi di autoespressione.

A volte, pur trovandosi davanti due temi tra loro molto compatibili, l’unione non funziona oppure neanche inizia perché non procede oltre il primo incontro. Probabilmente dall’attenta analisi del TN di uno dei due o di entrambi si possono evidenziare blocchi emotivi capaci di ostacolare anche il più grande dei desideri di condividere l’esperienza amorosa. La paura simboleggiata da certe determinate posizioni di Saturno può veramente rappresentare dei granitici blocchi sui quali si infrange anche il più azzeccato degli incontri. Ma solo Saturno in posizione sfavorevole non basta per decretare che non si è adatti a un rapporto di convivenza, e ci deve essere il sostegno negativo di un po’ tutto il TN: Giove su Venere e Marte può produrre effetti da Don Giovanni che mal si combinano con la fiducia reciproca e la promessa di fedeltà che un classico rapporto d’amore richiede; Nettuno può confondere le idee e far letteralmente svanire nel nulla l’iniziale passione; Plutone può creare situazioni di sadismo/masochismo emotivo; Urano può spingere verso l’indipendenza e l’intolleranza a tutti i costi.

La presenza di pianeti come Saturno, Urano, Nettuno o Plutone in casa prima o settima, anche senza aspetti dinamici già indica alcune difficoltà nell’entrare in contatto con l’altro, nel mettersi in relazione; difficoltà estremizzate se questi pianeti creano aspetti conflittuali con i Luminari, Venere e Marte. Ci sono poi determinati segni più inclini al ripensamento, al nubilato/celibato, al desiderio di libertà al di sopra di tutto e sono: Vergine, Scorpione, Capricorno e Acquario – a volte anche la donna del Sagittario.

E’ importante anche valutare qual è l’Elemento (o gli Elementi) più forti nei due temi natali, perché una maggioranza di pianeti in segni di Terra dà sensualità e concretezza ma il rischio è quello di restare troppo attaccati alla “sicurezza” e quindi non crescere e svilupparsi. Con una maggioranza di Acqua non mancano la tenerezza e la sensibilità ma la relazione potrebbe restare a un livello “infantile” in cui prevale il lato più sdolcinato ed emotivo anziché instaurare uno scambio di sentimenti profondi. La prevalenza di Fuoco in tutti due i temi dà entusiasmo e passionalità ma può anche logorare. La prevalenza dell’Aria infine è sicuramente origine di una continua stimolazione mentale ma il rischio è quello di una possibile aridità di sentimenti. Ancora: con una maggioranza di pianeti in segni Cardinali saranno entrambi attivi e ambiziosi ma proprio queste qualità possono rappresentare un ostacolo alla stabilità della coppia; con la massiccia presenza di pianeti in segni Fissi entrambi vanno alla ricerca della stabilità ma poi c’è la possibilità che nessuno dei due vorrà cedere in fatto di abitudini e si rischia di affondare nella routine quotidiana; al contrario se per entrambi dominano i segni Mobili ci troveremo di fronte a due persone troppo flessibili e accomodanti per riuscire a costruire un rapporto solido e duraturo. Naturalmente si valutano complessivamente gli Elementi e le Modalità dei due temi e così si possono trovare anche delle “compensazioni”: se una coppia ha una scarsità complessiva di valori Fissi ma ha complessivamente molta Terra, la relazione può trovare ugualmente una sua stabilità.

Quando Sole, Luna, Ascendente o due o più pianeti cadono in una data casa dell’altro, verrà enfatizzata quella forma di associazione indicata dalla casa stessa. Notiamo una analogia con ciò che si osserva per le Modalità dei Segni, tuttavia l’analisi “incrociata” di questi fattori è molto sottile. Un’enfasi sulle case angolari (I, IV, VII e X) indica una relazione attiva, dinamica, intensa, un’associazione basata su intenzioni, direzioni e mete comuni. La relazione è focalizzata su un’attività specifica e le due persone faranno qualcosa insieme. Una grossa enfasi sulle case angolari indica che una persona accentua acutamente l’identità dell’altra. Se le attività specifiche conservano l’interesse di entrambe le persone continuando a stimolarle, la relazione potrà durare a lungo. Mentre sulle case succedenti (II, V, VIII e XI) indica una potenziale stabilità nella relazione; ciò può indicare associazioni solide e orientamenti costanti. Spesso in questi casi si privilegia l’affidabilità, il denaro e il possesso (o altri tipi di sicurezza) a scapito dell’eccitazione. Se invece abbiamo un accumulo di questo tipo sulle case cadenti (III, VI, IX e XII), ciò indica che l’impatto di una persona sulla vita di un’altra avverrà fondamentalmente attraverso l’associazione mentale: apprendimento, cambiamento personale, crescita e sviluppo sono le parole chiave di tale relazione. A seconda dei pianeti situati in queste case e a seconda degli aspetti ai pianeti natali dell’altra persona si possono trarre indicazioni su come sarà vissuta tale relazione. Una relazione di questo tipo potrà durare in genere se la persona continua ad apprendere e a essere stimolata dall’altra.

Si valuta poi l’interazione tra i pianeti dei due temi, operando una prima distinzione tra quelli uguali e quelli diversi. Con i primi bisogna fare molta attenzione perché riguardando la stessa funzione potrebbero generare più facilmente il fenomeno della “proiezione”. Se si prende ad esempio un trigono tra Marte in Scorpione e Marte in Pesci sappiamo bene come essi indicano un modo di manifestare la propria volontà assolutamente diverso e con possibili problematiche diverse. Se tuttavia il soggetto Marte in Pesci attribuisce al Marte in Scorpione i propri ideali o le proprie motivazioni, si può creare un fraintendimento tutt’altro che semplice; bisognerà quindi sempre guardare, nei casi dubbi, al resto della sinastria.

Inoltre non bisogna pensare che gli interaspetti debbano essere il più possibile armonici, perché le persone crescono attraverso le difficoltà e anche in un rapporto sentimentale una certa tensione è spesso positiva. Questo punto importante verrà trattato meglio in seguito; in ogni caso gli interaspetti esatti (per esempio, aspetti fra le due carte entro 3-4° circa di orbita) sono naturalmente più importanti rispetto a quelli meno precisi o generalmente armonici, ad es. secondo gli Elementi (che mostrano la mescolanza generale di energia nella relazione). E’ utile a questo proposito valutare l’armonia/disarmonia fra i Soli e le Lune delle due persone, fra il Mercurio di entrambe e fra Venere/Venere, Marte/Marte, Venere/Marte, Venere/Luna e Sole/Marte. Ogni stretto aspetto che coinvolge almeno un pianeta personale, l’Ascendente o il Discendente è della massima importanza (come pure ogni congiunzione di Ascendente, Discendente o del pianeta governatore la I o la VII con i pianeti dell’altra persona) nell’indicare il tono generale a lungo termine della relazione.

Anche le case in cui cadono Sole, Luna o Ascendente (o i loro governatori) dell’altra persona sono particolarmente importanti. Le case in cui cadono i tre pianeti esterni non sono solitamente importanti, a meno che non si formi una congiunzione stretta con un pianeta o un angolo, o che le persone siano di età enormemente diversa. Questo procedimento viene illustrato nel bellissimo libro di Stephen Arroyo “Relazioni e cicli vitali”, Ed. Astrolabio; qui di seguito vengono riportate alcune parole-chiave per i significati dei pianeti nelle Case (per quanto riguarda invece l’interpretazione dei singoli pianeti in aspetto reciproco è ovviamente impossibile trattarli adeguatamente in questa sede, per cui si rimanda ai testi e ai links citati in bibliografia).

 

Il Sole rappresenta un’istanza energetica e vitale in qualsiasi settore, stimolando l’autoespressione e la creatività; la sua posizione è chiaramente un punto dinamico di contatto importantissimo con l’altro nella sinastria.

La Luna può avere diversi significati. Può indicare mutabilità nel settore indicato dalla relazione; può esprimere un’intensa valenza emotiva (sia in senso ricettivo che di instabilità a seconda del contesto); è in generale un indice di sensibilità di quel particolare settore di esperienza vitale.

Mercurio si associa alla comunicazione nel settore indicato, alle capacità analitico/intellettuali, alla versatilità e possibilità di adattamento. In negativo può esprimere freddezza emotiva e superficialità.

Venere simboleggia armonia, benessere, piacere e una generale influenza benefica nel settore indicato; è il significatore di amore, apprezzamento e attrazione; ma può esprimere al negativo possessività, gelosia e un sentimento di rifiuto.

Marte è estremamente stimolante ed eccitante: qualsiasi settore della vita tocchi, fornisce coraggio e iniziativa; il suo lato negativo è distruttivo, collerico, indica sempre una liberazione di energia verso l’esterno: i suoi aspetti fanno intuire se e in che misura questa energia verrà espressa armoniosamente in una relazione.

Giove può indicare crescita, conservazione, prosperità, ampliamento di conoscenza, espansione, entusiasmo, senso di forza e di benessere, generosità e sviluppo di un approccio più universale nel settore indicato. L’accezione negativa di Giove è quasi sempre legata a una esagerazione o un eccesso in generale.

Saturno indica restrizione, frustrazione, ostacoli, paura, senso di colpa e diffidenza; rappresenta il più delle volte una sfida in quanto esprime il senso di inferiorità e di inadeguatezza nel settore indicato. E’ vissuto in maniera pesante di solito, anche se può rappresentare una lezione salutare. Saturno di una persona che cade in una casa natale di un’altra può indicare che l’influenza della prima determinerà una maggiore fiducia nell’altra, un atteggiamento più responsabile, più interiormente serio nel settore indicato. Inoltre può aiutare la persona che lo riceve in sinastria ad autodisciplinarsi.

Urano indica solitamente sconvolgimento, attrito, cambiamento improvviso o distacco radicale dalle norme sociali. Inaspettato, eccentrico, stravagante, eccitante, indipendente, instabile, inaffidabile… sono aggettivi che ritroviamo spesso quando viene coinvolto Urano.

Nettuno può essere sublime o infimo. Può indicare delusione, inganno, confusione, illusione o dissoluzione nel settore indicato. Ma anche ispirazione, fascinazione, intuizione, immaginazione o risveglio spirituale.

Plutone infine indica distruzione e rigenerazione. L’influenza plutoniana è spesso angosciante e pesante ma anche qui, come nel caso degli altri pianeti trans-saturniani, troviamo un’opportunità di rinascita personale.

 

E’ necessario sottolineare che la posizione di Urano, Nettuno e Plutone non è tanto importante quanto gli aspetti nella comparazione di carte di persone della stessa età. Il punto in cui cade l’Ascendente di una persona nella carta di un’altra indica il modo essenziale con cui quella persona si riferirà all’altra. Spesso può anche significare come entrerà nella sua vita in modo pronunciato e la prima impressione che farà su quella persona.

A volte capita di ricevere richieste di consulti su sinastrie da persone che ancora non hanno avuto neanche il primo approccio amoroso con la persona oggetto dei loro sogni d’amore. In questi casi indipendentemente da un perfetto incastro astrale non è detto che Cupido faccia scoccare la sua freccia. Affinché due persone diventino una coppia, anche se entrambe sono predisposte al rapporto a due, serve anche qualche altra cosa, una specie di alchimia, un intreccio di transiti diversi ma complementari. A volte ci si incontra ma in momenti sbagliati e anche se c’è simpatia e attrazione uno rimane amico, mentre l’altro non può fare a meno di innamorarsi perdutamente. Ma anche questo è iscritto nelle stelle: uno dei due si trova a un percorso di comprensione di sé stesso diverso e probabilmente è colui che si innamora perdutamente della persona sbagliata che ancora non ha raggiunto il livello evolutivo dell’altro.

Una sinastria fortemente conflittuale non può sussistere in una comparazione sentimentale – mentre la possiamo trovare tra Sharon e Arafat per esempio. Per rendere possibile l’approccio iniziale ci deve essere necessariamente qualche punto in comune, anche se a volte ciò si limita alla sola attrazione fisica determinata dalle favorevoli posizioni di Venere e Marte che non necessariamente devono formare trigoni o sestili tra loro: anche quadrature e opposizioni favoriscono l’attrazione ma in questo caso, per andare un po’ più in là del primo incontro, ci devono necessariamente essere altri punti di contatto.

Arroyo afferma che nella sinastria di una coppia sposata che resiste all’usura del tempo si ritrova quasi sempre una posizione forte di Saturno; spessissimo si incontrano aspetti Saturno/Luna anche in aspetto conflittuale. L’analisi della posizione planetaria comparata può essere un valido sostegno per aiutare l’uno a comprendere meglio l’altro e, soprattutto se il consultante è da tempo legato al partner, gli aspetti conflittuali non dovrebbero mai essere presi come spunto per creare nuovi conflitti o alimentare quelli già esistenti, ma interpretati in un’ottica comunque favorevole di reciproca crescita grazie alla presenza dell’altro. Il discorso certamente cambia se la persona si trova in una situazione di chiaro disagio e sofferenza, emotiva e sentimentale, e l’analisi comparata dei due temi riflette chiaramente la problematica. Questo avviene soprattutto quando Plutone o Nettuno dell’uno forma aspetti dinamici con i pianeti personali dell’altro: le energie che tale incontro sviluppa sono sotterranee e difficilmente riconoscibili se non dopo molto tempo, quando oramai hanno leso le basi del rapporto: la persona Plutone eserciterà un potere non indifferente sul partner, molto spesso subdolamente attraverso ricatti affettivi e, perché no, anche di tipo materiale, mentre la persona Nettuno preferirà legare a sé il partner facendogli provare sensi di colpa o addirittura ammalandosi. Da un certo punto di vista si possono considerare meno difficili e meglio gestibili gli aspetti dinamici con pianeti come Saturno e Urano perché sembra che agiscano più alla luce del sole e quindi siano meglio identificabili e controllabili.

Comunque non è possibile eseguire una buona interpretazione sinastrica se non si ha una discreta conoscenza della personalità coinvolte. Generalmente chiede il tema comparato una delle due parti e spesso della seconda persona coinvolta non c’è l’ora di nascita. L’integrazione delle energie planetarie rappresenta un potenziale di attrazione o di rigetto, ma la vera possibilità di vivere una relazione, di qualunque genere sia, nel bene o nel male, si gioca nelle case. Se non si possiedono due temi ben domificati, si possono dare indicazioni generiche, ma non si comprenderà adeguatamente come le reciproche esigenze si completeranno. Due domificazioni, con orario di nascita abbastanza preciso, invece, permettono di stabilire come si muoverà il rapporto, rispetto alle reciproche aspettative.

In effetti la domificazione è l’elemento più individualizzato del TN, e spesso i pianeti congiunti, in sinastria, agli assi danno una colorazione particolare alla relazione. Secondo Merrymann, i pianeti agli angoli dicono molto sulla storia della relazione, anche perché gli angoli rappresentano la percezione della realtà e parlano della nostra unicità. Luna e Venere sugli angoli danno una particolare possibilità ai nostri bisogni di essere soddisfatti.

 

Parliamo ora brevemente dell’interpretazione degli aspetti nella sinastria. Si tratta di cose risapute per ciò che riguarda gli aspetti maggiori, per cui questi verranno brevemente sintetizzati, mentre verrà dedicata una particolare attenzione al quinconce in quanto si tratta di un aspetto meno conosciuto e utilizzato, che può essere molto utile nell’analisi astrologica.

Congiunzione: Le congiunzioni sono come sempre gli aspetti più forti perché danno una identità di fondo che può essere estremamente positiva o estremamente difficile. Una congiunzione Sole/Luna è molto bella; una congiunzione Marte/Saturno è conflittuale e spesso bloccante.

Trigono: Il trigono conferisce una tranquilla, pacifica mescolanza di energie; questa affinità di fondo non ha neanche bisogno di una particolare presa di coscienza per funzionare, ma c’è da sottolineare che le persone non si stimolano reciprocamente e perciò non sono portate a sperimentare altre possibilità o altre dimensioni individuali e di coppia; motivo per cui troppi trigoni possono essere eccessivamente calmanti.

Sestile: Molto meglio i sestili che mettendo in relazione segni di elemento diverso ma compatibile e non danno tutto per scontato ma non rendono neanche le situazioni impossibili da affrontare o gestire. Le persone potrebbero non reagire alle stesse circostanze nello stesso modo ma questa differenza non rende la vita impossibile, anzi può stimolare reciprocamente una presa di coscienza e un comportamento più consapevole.

Opposizione: Le opposizioni non sono mai totalmente negative, neanche nei casi più difficili; talvolta potrebbero rivelarsi migliori delle congiunzioni proprio perché, facendo nostro il discorso della Luna piena che rischiara la notte e ci permette di vedere anche al buio, le opposizioni possono rendere, con il tempo e sicuramente attraverso delle “sfide”, le persone molto consapevoli di come sono e di come è il partner. Questo non è un aspetto facile perché in molti casi può generare una certa aggressività pur nell’attrazione (Marte opposto a Venere o alla Luna, per es.), ma non è tuttavia un aspetto difficilissimo. Si deve sempre comunque guardare l’insieme dei temi natali.

Quadrato: E’ forse l’aspetto più difficile in una sinastria, che genera sicuramente un conflitto inevitabile. Inevitabile perché indica una visione delle cose, un modo di affrontarle assolutamente diverso e per quanto, specie all’inizio, questa diversità possa generare una forma di “eccitazione”, di curiosità per qualcosa che ci è estraneo, alla lunga l’eccitazione scompare e resta l’incomprensibilità di certe azioni e reazioni. Essa rappresenta un’autentica sfida, qualcosa che forse non si supera mai completamente.

Quinconce: E’ un aspetto determinante per molti astrologi perché spesso rivela uno dei punti chiave nelle problematiche di coppia. L’importanza di tale aspetto è già evidente nel TN di una persona, e diventa particolarmente forte se un pianeta personale forma quinconce con un pianeta transpersonale: in questo caso il quinconce diventa un “nodo” fondamentale nella personalità dell’individuo. Nel TN e nella sinastria si consiglia di non superare i 2° di orbita: già 3° impediscono l’emergere della problematica a livello della coscienza. Perché un quinconce possa definirsi tale, deve trovarsi nei segni che si distanziano di 150°, in quanto, se, per gioco di gradi questo non avviene, è ancor più arduo portare l’aspetto alla coscienza, visto che le energie in gioco potrebbero rimanere completamente inconsce e difficilmente ammissibili dalla persona che porta l’aspetto, ma anche nella sinastria, mentre il quinconce regolamentare e stretto risulta facilmente identificabile da chi lo vive.

Il quinconce deve essere riconosciuto, altrimenti induce i pianeti coinvolti ad una modalità bloccante, tanto da produrre un comportamento involontario, che viene accettato come “destinico”. Sembra che certi tipi di quinconce (quinconce cosmico: Ariete-Vergine/ascendente e Scorpione-Ariete/discendente) siano più forti degli altri e si manifestino con maggior scalpore, sebbene tutti facciano sentire il loro peso. Pur non essendo unanimemente accettato come aspetto, il quinconce ha la peculiarità di “legare” due forze non compatibili per Elemento e per Modalità. Mette quindi in rapporto energie che non possono essere armoniosamente condivise, se non superando la sfida proposta, che dovrà essere portata alla luce.

Il quinconce unisce sempre un segno maschile ed uno femminile e viceversa; diventa così evidente la sua importanza nella sinastria della coppia. Nel tema sinastrico, dove ogni pianeta può trovarsi in aspetto di quinconce (persino Sole-Venere-Mercurio), le incomprensioni e le modalità espressive individuali possono ricevere blocchi di cui le persone non comprendono il senso, all’inizio. Le opposizioni possono divenire complementari in quanto il confronto è diretto, nonostante il rischio di proiezioni (quasi sempre esistenti nei rapporti sentimentali), mentre il quinconce pone i pianeti in ricezione diagonale, assai più complessa e tesa ad interiorizzare, a non capire, a distorcere; ecco perché l’aspetto richiede una visione consapevole della dinamica che presenta per pianeta, per segno e casa. Il quinconce che si produce nel grafico sinastrico in fase ascendente, induce due persone a trovare il nocciolo della questione nelle limitazioni del rapporto e la difficoltà si verifica quando è dimostrato che ci sono cose che non si riescono ad accettare dell’altra persona; in questo caso è bene consigliare una revisione di queste cose, in maniera tale da abituarsi a tenerle separate, senza pretendere di cambiare la modalità dell’altro nell’espressione del quotidiano. Se il quinconce è discendente spinge invece alla trasformazione, induce a superare i limiti attraverso una filosofia di vita nuova, rivolta espressamente alla ricerca di espressioni più libere e più vaste da superare insieme, ma ognuno con la propria energia.

Il quinconce richiede sempre una verifica al fine di usare le energie in maniera utile per entrambi, proprio per la possibilità di vedere le cose ed elaborarle; in questo senso è più adattabile delle quadrature. Oltre alla precisione dell’aspetto, si dovrebbe tener presente tra quali pianeti si forma: tra Sole e Luna ad es. richiede un certo grado di tolleranza ma non è impossibile. Diverso è il quinconce tra Sole e Urano che potrebbe dare una assoluta incomprensione verso il comportamento dell’altro.

 

 

TEMA INTEGRATO E COMBINATO

 

L’argomento è trattato da Robert Hand nel suo libro “Astrologia della Coppia”, ed. Armenia, ormai datato ma comunque sempre valido. Il tema integrato non è altro che la fusione dei temi individuali in un unico tema, che diventa dunque il tema della coppia.

Si procede in modo assai semplice utilizzando i mezzipunti tra i pianeti dei due Temi Natali. Per quanto riguarda la domificazione si deve tener conto della località in cui la coppia risiede: a partire dal MC integrato (il mezzopunto tra i due MC) si domifica per il luogo in cui la relazione viene vissuta. Nel caso di residenze diverse non resta che procedere come per le posizioni dei pianeti, e trovare il punto medio delle cuspidi delle case. Comunque, mentre la comparazione sinastrica informa sul grado di accordo, di compatibilità, di conflittualità della coppia, evidenzia l’interscambio delle energie dei pianeti dell’uno verso l’altro, mette in luce in quale ambito queste energie agiscono, il tema integrato aggiunge altre significative informazioni sulla relazione (quali obiettivi persegue la coppia, il tipo di rapporto: sentimentale, amichevole, lavorativo, etc.). Il significato di tutti i simboli resta più o meno il medesimo che nel tema natale con alcune differenze, come vedremo.

 

La Casa I è la coppia, così come si mostra agli altri, è la personalità che la caratterizza. La Casa II rappresenta le risorse economiche immediate, la Casa III ha a che fare con l’ambiente che la circonda, la Casa IV è l’abitazione, il rifugio, naturalmente la V sono i figli, ma anche tutto ciò che è legato alle cose piacevoli, ecc... In un rapporto di natura affettiva/sentimentale/matrimoniale assumono particolare importanza le Case IV, V, VII, XI. In un rapporto legato a qualche forma di collaborazione lavorativa potranno essere evidenziate logicamente le Case di Terra (II-VI-X).

Il segno Ascendente, il suo governatore e la sua posizione, nonché pianeti congiunti all’ascendente, vanno considerati come nella tradizione. Non è difficile intuire la storia di una coppia e le finalità che dovrà perseguire, ad esempio, con Plutone all’Asc, distinguendo se si trovi in I od in XII. Nell’integrato si considera il Sole, oltre che come volontà e coscienza della coppia, come la figura maschile, dunque la Luna (intimità, sensibilità, emozioni) è la figura femminile. Spesso le posizioni dei Luminari ci informano se nella coppia esiste un equilibrio tra i due, oppure se uno dei due è dominante rispetto all’altro. Ad esempio una Luna in Acquario in I, al trigono di Nettuno e di Giove ed un Sole in Capricorno in XII congiunto a Venere ed opposti ad Urano in VI, può significare che in questa coppia la donna, libera, anticonformista ed indipendente, è più equilibrata dell’uomo, mentre lui è più legato a valori tradizionali, innamorato ma non libero, obbligato a mantenere la relazione segreta perché magari sposato, e bisognoso di inserire nella relazione elementi sempre nuovi per non cadere nella noia e nella routine.

Un’osservazione interessante riguarda poi l’applicazione dei transiti sul TI, come per il TN. Se ad esempio Saturno in IV si oppone al Sole della coppia, è possibile un periodo di profonda crisi, la necessità di distaccarsi, magari solo momentaneamente, dalla casa o dalla famiglia.

Come è stato già detto il significato dei simboli resta lo stesso, ma si devono aggiungere alcune sfumature diverse, soprattutto per Saturno, Urano e Nettuno; il significato delle Case va in un certo senso ampliato e soprattutto va valutato per Assi. Questo è indispensabile ed è dovuto al fatto che noi posizioniamo nell’integrato ciascun pianeta sul mezzo punto tra i due pianeti della coppia; ma di mezzi punti ce ne sono due e anche se noi prendiamo quello che si posiziona sull’arco più breve, ha sicuramente valore anche l’altro. Quindi una Venere in VII deve essere considerata anche sulla I e viceversa. Alcuni aspetti inoltre non vanno valutati in modo tradizionale: ad esempio certe quadrature (come fra Venere e Giove) devono essere viste non come conflittuali perché in realtà ciò che interessa è che queste due energie siano in contatto, mentre alcuni trigoni (tipo Marte/Urano) vanno presi con le molle e sarebbe meglio che queste due energie non fossero in contatto. Sempre riferendosi a quanto detto sulla valutazione per Assi, l’opposizione va vista spesso come una congiunzione. Le congiunzioni sono gli aspetti più importanti, le quadrature quelli più stressanti.

Dicendo che il significato delle Case va ampliato si intende dire che ad es. la II non riguarda solo le risorse economiche o gli interessi materiali, ma nel caso di una coppia indica la ricerca maggiore o minore di “stabilità” anche affettiva, i valori morali comuni. Una III molto abitata indica sicuramente comunicativa e interessi intellettuali comuni (è ovviamente coinvolta anche la IX), ma il rischio è che la mente prevalga sulle emozioni e la coppia si “inaridisca”. La I Casa indica “l’apparenza” della coppia, ciò che si vede all’esterno o ciò che essi tengono a far vedere, anche perché la coppia mostra principalmente quelle che possono essere le motivazioni iniziali, quelle che li hanno attratti (VII) e che pensano dovrebbero essere alla base della loro vita comune, ma la realtà potrebbe essere molto diversa. Questa è indicata principalmente dal MC e X Casa e ovviamente dalla IV, anche se le sfumature di questa realtà saranno indicate poi da tutti i vari settori dell’Integrato. L’Asse I/VII non è falso, ma è quello che nel tempo potrebbe cambiare, logorarsi, e in questo senso va valutato molto attentamente l’Asc integrato (diverso dalla cuspide della I Casa) e gli aspetti che riceve. Questi aspetti potrebbero dirci quali sono i pericoli per la coppia: poca comunicazione, eccesso di indipendenza, gusti diversi o altro.

L’Asc integrato che si distanzia leggermente dalla cuspide di I casa (talvolta cambia segno), si riferisce in primo luogo all’aspetto del rapporto, così come esso appare agli altri, al modo di comportarsi dei partner in quanto membri di una coppia e non singoli individui. Dimostra l’impatto con l’esterno, ma anche la “motivazione di base del rapporto. Nella sua analisi dovrà seguire subito la valutazione del suo governatore in case-segni-aspetti. I transiti importanti su tale astro e sullo stesso Asc integrato avranno infatti una fondamentale importanza per l’andamento del rapporto, quasi quanto quelli sui Luminari.

Il MC integrato segnala l’azione nel mondo che il rapporto produce, nonché l’impatto del mondo esterno sul vissuto privato del rapporto. Il FC segnala l’intimità o la parte inconscia, così come la possibile modalità di fine di tale storia. Il Disc mostra invece la capacità di scambio e mediazione, sempre attraverso il segno-governatore e i pianeti all’interno della Casa. Il Sole diventa il motore energetico del rapporto e la Luna quello emozionale.

 

Il tema di media spazio-temporale viene eretto prendendo data e ora di nascita media fra due persone (non si usa per più di due), calcolando la media fra longitudini e latitudini delle rispettive località di nascita e si erige un tema con i dati ottenuti. Qui non viene considerato il luogo dove il rapporto viene vissuto come nel metodo Hand.

Sembra che questo metodo dia informazioni sul grado di attrazione delle persone in questione. In fondo qui si tratta semplicemente, con calcoli meno complessi, di trovare una data, un’ora e un luogo che stanno esattamente a metà strada fra una persona e l’altra, un punto che potrebbe essere definito di “richiamo” fra due soggetti. In questo tipo di grafico non vediamo tanto la storia di un rapporto, quanto il polo di attrazione che può produrre quel senso di mediazione che ogni coppia necessita di trovare; riteniamo per tale ragione che questo lavoro sia più adatto ai rapporti affettivi che non agli affari fra soci; ottimo per l’amore, per i legami familiari stretti, per le grandi amicizie.

 

V. anche:

UNO PIU’ UNO FA TRE: TECNICHE DI STUDIO DELLA CARTA COMPOSITA

di Liz Greene (traduzione di Margherita Fiorello)

 

 

Come abbiamo visto lo studio astrologico delle relazioni è molto vasto e complesso; sarebbe impensabile trattarlo esaurientemente in poche pagine. In questo lavoro si è cercato di fornire una serie di riflessioni e stimoli piuttosto che illustrare un’unica ed infallibile metodologia, comprendere come diverse angolazioni possono convergere in un’interpretazione e magari fare intuire una realtà più profonda.

Del resto le relazioni, i sentimenti e la natura umana fino a che punto possono essere osservati, descritti, “tradotti” senza essere “traditi”?

 

 

Le suesposte riflessioni rappresentano i contributi portati dai seguenti componenti della Mailing List di Convivio Astrologico (in ordine alfabetico):

 

Emanuela Badiali

Rosanna Bianchini

Fabrizio Cecchetti

Meskalila Nunzia Coppola

Giovanni Hermenegildo D’Amico

Lidia Fassio

Roberta Fianchini

Margherita Fiorello

Chiarastella Ghersani

Giacomo Giorgi

Geneviève Jama

Angelo Lo Presti

Maria Teresa Mazzoni

Clementina Messaggi

Cristina Negro

Antonio Olmeda

Mary Olmeda

Paolo Quagliarella

Rosi Salerno

Clara Tozzi

Sandra Zagatti

 

 

Bibliografia

 

1. Robert Hand “Astrologia della Coppia” Ed Armenia

2. Liz Greene “La relazione interpersonale” Ed. Astrolabio

3. Howard Sasportas , Liz Greene “The Luminaries” Ed. Samuel Weiser

4. Stephen Arroyo “Relazioni e Cicli vitali” Ed Astrolabio

5. Jean Texier “Sinastria” Ed Armenia

6. Jean Texier “Comprendre la Lune en signes, maisons e aspects- Etude Astrologique” - La roue céleste - Ed. Dervy

7. Eric-Emmanuel Schmitt “Variazioni enigmatiche” Ed. Costa&Nolan

 

Links consigliati

 

1. http://www.convivioastrologico.it/articoli_vari/relazioni_e_felicita.htm

2. http://www.convivioastrologico.it/articoli_vari/amori_diversi.htm

3. http://www.convivioastrologico.it/collaboratori/l_fassio/empatia.htm

4. http://www.convivioastrologico.it/collaboratori/l_fassio/amore.htm

5. http://www.convivioastrologico.it/collaboratori/e_badiali/amorastrologia.htm

6. http://www.convivioastrologico.it/collaboratori/e_badiali/benedetta_sinastria.htm

7. http://www.convivioastrologico.it/articoli_vari/luna_significatore.htm

 

 

Note:

 

1) Nel caso di una terapia analitica il percorso viene segnato da tappe che sono l’incontro con l’Anima per l’uomo e con l’Animus per una donna: è il recupero del polo opposto che viene sempre parzialmente rimosso nella personalità. Una volta recuperate le due figure transessuali la donna si porrà di fronte al principio di Logos e l’uomo di fronte al principio di Eros. Sul piano biologico Anima e Animus rappresentano i geni opposti alla nostra identità sessuale. Conoscere questo aspetto significa completare e amplificare la psiche a vantaggio dell’identità totale. Quando sono stati resi coscienti il lato oscuro e il lato transessuale, può avvenire il congiungimento dell’inconscio con il conscio e il soggetto può affacciarsi alla meta finale del processo di individuazione: il Sé. La nascita del Sé corrisponde alla scoperta di quel punto centrale che riesce ad equilibrare gli opposti psichici. Si pone come entità autonoma rispetto all’Io e offre ad esso una visione del mondo non più limitata, amplificando la coscienza in direzione della sua universalità. Può apparire come il TAO, fusione della forza yang e yin.
Come simbolo unificatore del Sé Jung ha usato il mandala. Jung fa inoltre un parallelismo con il processo alchemico che si proponeva di trasformare la materia grezza in oro filosofale: nella nigredo alchemica Jung vede il confronto con l’Ombra, nell’Albedo il confronto con gli archetipi dell’Anima e dell’Animus e nell’Opus la scoperta della coscienza integrata del Sé. Il grande messaggio che ci arriva dalla psicologia analitica junghiana consiste nel diffidare sempre e costantemente dell’unilateralità operativa delle funzioni psicologiche della mente, e questo deve valere sia per l’individuo che per la collettività.
L’altra tappa è la conoscenza dell’Ombra: ovvero la conoscenza dell’altra parte di noi che, sebbene sembri invisibile, fa parte della nostra totalità.

 

(2) Quindi l’Ombra è la parte che la coscienza non vuole accettare, ma la psiche, nel suo insieme, ha bisogno dell’Ombra, la cerca e ne cerca il contatto. L’incontro con l’Ombra passa sempre attraverso una fase di disillusione dell’Io che non può più riconoscersi solo nella parte buona e quindi che mette fine alla nostra “verginità psichica” e passa attraverso una profonda fase di crisi. Spesso i transiti di Saturno e di Plutone sono illuminanti per recuperare pezzi di Ombra, ma sappiamo anche quanto sono difficili per le illusioni dell’Io e per tutti i mascheramenti che esso ha adottato, avvalendosi della “persona” che cerca di farsi in qualche modo garante dell’aspetto esterno.

Sul piano collettivo, l’Ombra ha costellato l’intera storia dell’umanità, ma in certe culture essa è molto più potente che in altre. L’Ombra ha molto più a che fare con l’occidente che con l’oriente e questo è dovuto alla scissione del Bene dal Male avvenuto soprattutto nella cultura giudaico cristiana. Questa cultura ha cercato disperatamente di respingere l’oscurità attraverso riti di avversione e di liberazione (i rituali del capro espiatorio) nella speranza di evitare da un lato di integrarla e dall’alto di soffrire e di avere sensi di colpa. Il male, in questi rituali, veniva trasferito su altre persone, su animali, piante, ecc. e veniva trattato come una malattia contagiosa il cui decorso poteva essere deviato (questo era molto presente nel pensiero magico) liberandolo su qualcun altro. L’Ombra personale è in realtà la figura più vicina alla coscienza ed è sempre il primo aspetto della personalità che tende ad emergere in un’analisi. E’ l’istanza che appare all’inizio della strada dell’individuazione perché ci lascia intravedere qualcosa di inferiore, di primitivo, di inadatto e di goffo che disturba l’ideale che l’Io si è fatto. L’Ombra ha a che fare con le nostre basi istintive, con quei tratti che non sono stati accettati di noi e che devono essere ricongiunti ai lati ideali per poter raggiungere una centratura dell’Io.

In tutti i Miti, la creazione viene simboleggiata dalla Luce che nasce e ciò significa che nascono gli “occhi” che permettono di vederla. L’Ombra è ciò che delimita la luce e da essa viene delimitata; è un contrasto, ma è anche ciò che manca.

 

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