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STUDIO SUL QUINCONCE


A cura di Rosanna Gosamo

 

 

Generalità sul quinconce

 

Il termine quinconce deriva dal latino quincunx-quincuncis (quinque, uncia), dove quinque = cinque ed uncia = oncia, che era la dodicesima parte dell’asse (moneta romana) o della libbra, oppure di un tutto. In generale questa locuzione può indicare i 5/12 di qualsiasi cosa.

Inoltre, l’espressione “a quinconce” si adopera per designare un particolare ordinamento nel mettere a dimora semi o piantine, ma anche nello schierare i soldati per una battaglia, oppure la posa in opera dei mattoni che formano un muro, che riproduce la disposizione dei punti per formare il numero cinque di un dado.

 

 

 

In Astrologia, si definisce quinconce l’aspetto pari ai 5/12 del cerchio zodiacale, ossia l’angolo di 150° di longitudine. L’argomento che ha per protagonista tale aspetto ha sempre avuto pareri discordanti relativamente alla sua positività, negatività o neutralità.

Lo zodiaco, a partire dal punto vernale, fornisce due quinconce: il primo levogiro (antiorario) con il segno della Vergine, il secondo destrogiro (orario) con il segno dello Scorpione. Questi due quinconce cosmici possono fornire una delle basi interpretative dell’aspetto, un canovaccio su cui lavorare.
Il quinconce crescente (prima dell’opposizione) può essere considerato di natura “correttiva” (associato alla Vergine), mentre quello decrescente (dopo l’opposizione) di natura “rigenerativa” (associato allo Scorpione). Per un orientamento iniziale all’interpretazione dell’aspetto, quindi, si potrebbe considerare che esso presenta le dinamiche di Marte, Mercurio e Plutone, le qualità dell’Ariete, della Vergine e dello Scorpione e si riferisce alle circostanze della vita indicate dalla I, VI ed VIII casa.

Vista la natura dei segni associati al quinconce cosmico, alcuni autori lo considerano un aspetto di vera e propria crisi esistenziale, e forse il suo significato potrebbe essere proprio questo. Di certo, spesso si tende a considerarlo un aspetto conflittuale, del tipo della quadratura, proprio perchè, come questa, esso unisce fra loro forze incompatibili.

 

 

Primo approccio

 

Nel susseguirsi dei segni, per quanto riguarda l’aspetto di 150°, abbiamo queste possibili combinazioni:
Ariete/Vergine; Toro/Bilancia; Gemelli/Scorpione; Cancro/Sagittario; Leone/Capricorno; Vergine/Aquario; Bilancia/Pesci; Scorpione/Ariete; Sagittario/Toro; Capricorno/Gemelli; Aquario/Cancro; Pesci/Leone.

Come si può agevolmente constatare, questo rapporto angolare mette in contatto tra loro, nella maggioranza netta dei casi, pianeti che si trovano in segni zodiacali non affini, sia per qualità (triplicità), sia per elemento (quadruplicità) e che perciò agiscono in condizioni di grande stress. Sappiamo, infatti, che nella divisione binaria dello zodiaco troviamo alcuni aspetti – congiunzione, sestile, trigono ed opposizione – che si formano esclusivamente tra segni maschili (positivi) o femminili (negativi), ed altri – semisestile, quadratura e quinconce – che coinvolgono un segno maschile ed uno femminile. Le caratteristiche dei segni maschili sono un compendio degli elementi che vi corrispondono (Fuoco e Aria), così come quelle dei segni femminili lo sono degli elementi Terra ed Acqua.

Un quinconce permette di passare:

- da un segno di Fuoco ad un segno di Terra (dall’Ariete alla Vergine o dal Leone al Capricorno o dal Sagittario al Toro) che significa dare una realizzazione (Terra) allo slancio vitale (Fuoco) o l’appassionarsi (Fuoco) per una realizzazione concreta (Terra);

-   da un segno di Terra ad un segno d’Aria (dal Toro alla Bilancia o dalla Vergine all’ Acquario o dal Capricorno ai Gemelli): vale a dire pensare o apprezzare cerebralmente (Aria) l’azione concreta (Terra), oppure realizzare (Terra) le proprie idee (Aria);

-   da un segno d’Aria ad un segno d’Acqua (dai Gemelli allo Scorpione o dalla Bilancia ai Pesci o dall’Acquario al Cancro): fecondare (Acqua) le proprie idee (Aria), o portare in superficie le idee (Aria) di quello che si sente profondamente (Acqua);

-   da un segno d’Acqua ad un segno di Fuoco (dal Cancro al sagittario, dallo Scorpione all’Ariete o dai Pesci al Leone) vale a dire passare dalla gestazione (Acqua) alla nascita (Fuoco) oppure dare un’attività efficace (Fuoco) al sogno e all’immaginazione (Acqua).

Gli elementi costituiscono una delle spiegazioni primarie degli aspetti, ed il quinconce che interessa elementi dissonanti può essere realmente indicativo di importanti problemi vitali, poiché vi è la presenza di una costante irritazione e tensione connessa all’espressione dei due principi planetari implicati, che si traduce spesso in comportamenti coatti e caratterizzati da senso di colpa.

 

 

Secondo approccio

 

Il punto di partenza dei cicli cosiddetti di relazione è la congiunzione, quindi, per analogia, inizio segni = Ariete, inizio case = I casa, inizio aspetti = congiunzione e tutti questi elementi avranno natura Fuoco. I cicli presentano aspetti crescenti e aspetti calanti. Ad esempio, per il semisestile, partendo dall’Ariete in senso antiorario, crescente, troviamo il Toro, mentre, partendo dall’Ariete in senso orario, calante, troviamo i Pesci: l’aspetto di semisestile ha natura Toro - II casa e Pesci - XII casa, elementi TERRA-ACQUA.

Portiamo ancora l’attenzione sugli elementi che coinvolgono gli aspetti, che possono mettere in evidenza il tipo di energia presente:

congiunzione FUOCO

semisestile TERRA-ACQUA

sestile ARIA

quadrato ACQUA-TERRA

trigono FUOCO

quinconce TERRA-ACQUA

opposizione ARIA

E’ qui importante rilevare che semisestile e quinconce presentano diverse analogie: sono entrambi aspetti considerati quasi “neutri”, nel senso di una via di mezzo tra “armonico” e “disarmonico”, in quanto toccano entrambi elementi difficilmente integrabili. Inoltre, hanno ambedue la distanza di 30°, sia in fase crescente che calante, dall’asse dell’orizzonte e mentre il primo forma l’aspetto nei pressi dell’Ascendente, il quinconce forma l’aspetto nei pressi del Discendente, inerente al relazionare con gli altri.

Nello sviluppo degli aspetti attraverso lo zodiaco, sia nel quinconce che nel semisestile si “toccano” potenzialmente, oltre che tutti gli elementi, anche tutti i segni ed anche in questo fatto si può leggere, a livello simbolico, la possibilità evolutiva dei due aspetti. Partendo dal punto vernale, se si tracciano semisestili lungo il cerchio zodiacale, si ottiene un poligono a dodici lati, un percorso lungo, quasi circolare, che torna su se stesso automaticamente, lentamente ma senza intralci. Per il quinconce, invece, le linee non si chiudono, ma si intralciano e solamente alla fine del tracciato (dopo aver superato più volte il grado zero di Ariete) si evidenzia una stella a dodici punte, con all’interno un poligono a dodici lati, che appare soltanto quando tutte le tappe sono portate a compimento. Infatti la cosa che differenzia il quinconce dal semisestile è la necessità di andare oltre, di superare qualcosa.

A livello simbolico il quinconce sembra indicare che il risultato della lotta necessita di più cicli per rendersi manifesto ad un livello di consapevolezza o di evoluzione diverso da quello iniziale. Questo potrebbe anche indicare una sfida il cui risultato non costituisce un vantaggio esclusivamente personale, oppure che non è ciò che ci si aspetta.

 

 

Interpretazione pratica

 

Ogni quinconce è diverso da ogni altro: ad esempio, un quinconce tra Ariete e Scorpione, non deve intendersi come lo stesso aspetto tra Cancro e Acquario. Sulla base dello schema dei domicili e delle esaltazioni, vediamo che Ariete e Scorpione hanno un corredo planetario abbastanza simile, e così pure Scorpione e Gemelli: in entrambi i casi, lo Scorpione condivide due pianeti con l’altro segno. Al contrario, per i quinconce che partono dal Cancro, la situazione è molto diversa: il Cancro non condivide nulla del patrimonio schematico del Sagittario e dell’Aquario, suoi possibili quinconce. Da questa osservazione si deduce che i quinconce che partono dallo Scorpione sono meno traumatici, ambigui o difficili di quelli, come nell’esempio, che partono dal Cancro. Saranno forse più esplosivi o violenti (componente marziana) o istrionico-tormentosi (componente plutonica) o cerebral-mentali (componente mercuriale), ma il loro effetto è, in generale, quello di rafforzare le caratteristiche degli astri che li compongono. Tale effetto, quindi, può assomigliare, talvolta, a quello del trigono, come lo intende Lisa Morpurgo, un possibile sovraccarico che deve essere integrato ed assimilato agli altri aspetti del tema, ma che difficilmente il soggetto sentirà come negativo, proprio perchè le energie in gioco hanno delle affinità.

Diverso è il caso, abbiamo visto, dei quinconce che partono dal Cancro: qui i patrimoni schematici sembrano essere più impermeabili l’uno all’altro, e dunque sembrano dialogare o collaborare con maggiore problematicità (secondo la sensazione del soggetto), e la difficoltà soggettiva sembra aumentare quanto più gli astri componenti del quinconce sono affini tra di loro.

Prendiamo ad esempio una Venere in Scorpione ed una Luna in Ariete, in quinconce tra loro e poi una Venere in Cancro ed una Luna in Sagittario, che formano il medesimo aspetto.

Anche se nel secondo caso si crea un mix interessante (se il resto del tema è armonioso e se gli estremi di questo quinconce non sono in altro modo afflitti, la personalità è probabilmente più variegata, a parità di condizioni, rispetto alla personalità del primo caso), tuttavia il soggetto, uomo o donna che sia e quale che sia l’intero contesto del suo tema, armonizza con maggiore difficoltà queste due sue componenti, perchè il patrimonio schematico di ciascuna dialoga con maggiore difficoltà con il patrimonio dell’altro, stenta a trovare punti in comune. Sostanzialmente, il soggetto con quinconce dal Cancro sentirà questo rapporto angolare come un aspetto difficile, mentre il soggetto con quinconce che unisce Scorpione e Gemelli o Scorpione ed Ariete lo sentirà più familiare.

Quando, poi, i quinconce si formano tra segni molto affini e di eccellente compatibilità perchè, a parte il patrimonio planetario, sono segni dello stesso elemento (ad esempio, una Luna a 1°00’ di Leone ed una Venere a 29°30’ Sagittario) si vedranno comunque i due astri in lieve tensione, ma sarà una tensione veramente minima, tra due nature sostanzialmente affini, e vi sarà ancora il rischio di sovraccarico, nel quale, di solito, il soggetto si crogiola beatamente. In questi casi accade grosso modo la stessa cosa che avviene tra aspetti che si formano tra segni anomali rispetto all’aspetto stesso: notare la differenza tra la difficoltà che crea il dover equilibrare una quadratura tra la Luna a 10° Leone e Venere a 10° Scorpione e la tensione molto più lieve, molto meno sofferta, molto meno difficile da compensare di una quadratura tra Luna a 29°30’ Leone e Venere a 1°00’ Sagittario...

Perciò, il quinconce non è difficile da comprendere, se si ragiona analiticamente sui componenti dell’aspetto (i pianeti che lo formano, la compatibilità dei segni e delle case in cui tali pianeti si trovano), così come ragionerebbe una buona cuoca, esperta nell’accostamento degli ingredienti, che sa ben far apprezzare, ad esempio, una cucchiaiata di miele di corbezzolo servita su una fetta di pecorino piccante, non perchè qualsiasi cosa di dolce vada bene con qualsiasi cosa di piccante, ma perchè alcuni accostamenti difficili possono essere creativi “con poca spesa”, mentre altri, per poter veramente essere creativi, hanno bisogno di investimenti molto più massicci da parte del soggetto. Se il quinconce, infine, si trova tra una Luna devastata ed una Venere alquanto lesa, allora non c’è posizione nei segni che tenga: è un po’ come pensare di fare una buona crema con latte stantio e con le uova di un mese prima. Anche se, proprio in questi casi apparentemente disastrati, talvolta, l’aspetto rivela la sua faccia positiva: se i segni o le case che ospitano sia la Luna che Venere sono compatibili o affini, tra i due “poverelli” si crea una specie di alleanza, che potrebbe anche assomigliare all’amicizia di un sordo con un cieco (ricordate lo spassosissimo film “Non guardarmi, non ti sento”?), ma che, in mancanza di meglio, finisce per essere un punto di forza nel tema.

Qualche esempio di quinconce Luna-Venere:

George Harrison - Luna in Scorpione, Venere in Pesci

John Lennon - Luna in Acquario, Venere in Vergine

Michael Jackson - Luna in Pesci, Venere in Leone

Tre uomini dal vissuto lunare-venusiano molto diverso. La felicità coniugale di George Harrison, il Beatle forse più spirituale e sognante fra tutti, si nutre di un quinconce molto “armonioso” perchè i due astri sono tra segni in grande sintonia tra di loro.

Più difficile la condizione venusiano-lunare di John Lennon, che si nutre di un’ambiguità che lo porta, uomo adulto, a scegliersi come donna-madre una persona tutt’altro che tenera o materna. La scelta del sommo John conserva una sfumatura di tensione, ha qualcosa di sofferto (che i suoi fan tradussero detestando la “strega” Yoko Ono). Un quinconce tra Acquario e Vergine ha, però, effettivamente, qualcosa di compatibile tra i due astri, ma è un qualcosa che parla la lingua dell’utilità uraniana, che i due segni ospitanti condividono.

E che dire dell’aspetto lunare-venusiano di Michael Jackson? Di lui si può dire tutto, tranne che viva in armonia con se stesso da questo punto di vista. Qui il quinconce è abbastanza devastante e polarizzante, e si esprime, forse, con il massimo della dissociazione e dunque della sofferenza/disequilibrio personale.

 

 

Carattere del quinconce

 

Il quinconce puro (tra elementi/case non compatibili) possiede una dinamica di quadratura, mentre il quinconce dissociato (tra elementi/case compatibili) si comporta in modo simile all’opposizione. Gli angoli di 150 e 180 gradi sono entrambi aspetti di sfida, anche se, generalmente, l’opposizione si gioca in elementi facilmente integrabili e quindi più capaci di mediazione. Il quinconce rappresenta una disarmonia che genera un malessere lieve ma costante e snervante, come un problema di cui ci si vuole liberare, ma la cui soluzione scappa continuamente, diversamente dalla quadratura e dall’opposizione, per non avere un confronto obiettivo e cosciente del problema. La differenza profonda nei confronti dell’opposizione è, infatti, che non si può proiettare uno dei due poli, ma si è costretti a viverli entrambi, in modo altalenante. Questo rende difficile il lavoro perchè non si capisce mai bene qual’è il nucleo che non funziona. Infatti, a volte si è troppo fiduciosi ed a volte troppo dubbiosi e quindi manca sempre una sana via di mezzo capace di valutare effettivamente quanto si vale, senza esagerare e senza sottovalutarsi. Il soggetto tenderà a strafare in quelle cose governate dai pianeti interessati all’aspetto, il quale causa di solito iperattività ed ambizione smodata, fattori che portano al risultato di fare esperienza. I suoi effetti, però, hanno bisogno di essere scaricati, in modo da non sprecare l’energia in eccesso.

Mentre gli aspetti cosiddetti maggiori permettono l’uso di grandi dinamiche psichiche e tendono, col tempo, a diventare visibili, perchè ingombranti e negative per la personalità, il quinconce crea problemi, non per via dei pianeti coinvolti o perchè non si capisce la dinamica o la rimozione o la nevrosi che vi può essere dietro, ma perchè le due energie dei segni coinvolti non riescono a trovare una modalità dialettica per comunicare e, di conseguenza, talvolta funziona l’energia orientata verso l’interno, talvolta quella orientata verso l’esterno.

Le energie che entrano in gioco nell’aspetto di quinconce, in effetti, sono incompatibili per direzione, e nella direzione energetica risiede, appunto, la prima grossa sfida che pone il quinconce. Ciò dimostra che è un aspetto che ha bisogno di elaborazione, che non potrà essere risolto attraverso l’azione diretta, ma richiederà una comprensione delle simbologie e delle dinamiche che sono in gioco, sia sotto il profilo energetico, sia sotto quello delle case interessate. Inoltre, il 95% di questi aspetti si gioca tra case (oltre che tra elementi) che non possiedono una dialettica intrinseca, ed anche da questo punto di vista, vi è difficoltà nella risoluzione della contesa.

I pianeti in quinconce fanno spesso vedere una capacità di agire come se dovessero duellare, gareggiare, come se vi fosse un bisogno di primeggiare l’uno sull’altro. E’ come se essi desiderassero mostrare chi è il più forte e talvolta la sfida può durare una vita. Il quinconce è un aspetto estremamente frustrante, che non potrà mai far scorrere i simboli, finché non si avrà cura di vedere come sono e come funzionano. Non è un aspetto automatico, almeno non nella possibilità di risoluzione. Occorre un lungo lavoro per capire ed integrarne le modalità. Sicuramente tale relazione angolare ha dietro un meccanismo di difesa molto potente, al punto che è anche difficile da vedere: si può definire come una rimozione, abbinata ad un meccanismo di “isolamento-evitamento”.

Effettivamente, il quinconce puro (tra energie non compatibili) è un aspetto che non si “vede”, lo si sente dentro, come una forza bloccata, senza peraltro riconoscere il blocco, se non dopo innumerevoli batoste. Quando invece si gioca con uno scarto di 1°- 2° tra energie compatibili, assume pressoché il volto dell’opposizione. Talvolta questo aspetto si esprime nel semplice conflitto planetario, dove il gioco delle parti diventa alternante per chi lo vive, fino a che non viene trovata la giusta mediazione, e quindi la risoluzione, perchè entrato nella realtà della coscienza.

Le quadrature obbligano a prendere atto di una situazione, le opposizioni mettono il conflitto faccia a faccia, mentre il quinconce spesso rimane muto e pone la simbologia dei pianeti che tocca, se non sostenuti da altri aspetti, in stallo.

E’ solamente l’esperienza, la caduta in ginocchio, la rivalutazione di ogni cosa che consente di operare il passaggio dell’aspetto di quinconce a livello di coscienza. Sono sfumature molto sottili, ed un’analisi attenta potrebbe addirittura far pensare che queste non siano direttamente collegabili al quinconce, ma a qualcos’altro. In genere, il Tema Natale ha più punti che insistono su un certo significato ed il quinconce, talvolta, può rappresentare un altro punto in cui si ha conferma di qualcosa che non ci è molto chiaro nel resto del tema.

Talvolta il quinconce può mostrarsi come un aspetto di trasformazione riferito a forze latenti, che non trovano espressione pratica per via della tendenza della maggior parte delle persone a conformarsi, piuttosto che ad affermare la propria individualità e far emergere la propria personalità essenziale nel modo di affrontare la vita e le relazioni.

 

 

Interpretazione umanistica

 

Ogni quinconce andrebbe valutato in base alle energie psichiche dichiarate attraverso i pianeti coinvolti, senza dimenticare che si tratta di un aspetto legato al numero cinque, che porta in sè il seme della creatività individuale. E’ un aspetto che richiede impegno personale, mettendo in opera entrambi i pianeti coinvolti, soprattutto se detto aspetto coinvolge un luminare od un pianeta personale. Se il Tema Natale dimostra che la persona ha sufficiente volontà ed energia per vincere le sfide, il quinconce apre la strada ad un talento che emerge, proprio dal contatto di quei pianeti, rispetto alle qualità cui sono preposti.

Guardando simbolicamente i due quinconce cosmici, la personalità deve imparare a riconoscere, discriminare, lavorare ed integrare (Ariete/Vergine; I/VI); successivamente può passare ad un rapporto di padroneggiamento e trasformazione (Ariete/Scorpione; I/VIII). In pratica, sempre lavorando in chiave simbolica, ma a livello psicologico, i due quinconce cosmici mettono la personalità di fronte ad un bivio molto potente: essere integrato e vivere una vita quasi esclusivamente di obblighi e di risposte a ciò che già c’è ed è garantito dalla collettività, sacrificando, però, una buona parte della propria individualità (I/VI), in accordo con quanto afferma il Pellettier che “qualcosa di sociale deve essere adempiuto per poter avere gratificazioni personali”; oppure integrarsi lavorando sulla capacità di trovare strade che possano includere, cioè legare intimamente, il percorso collettivo con quello individuale, trasformando certe energie troppo istintive ed egoiche, che impedirebbero alla personalità di potersi confrontare e successivamente trovare un’unione con gli altri. Questo secondo quinconce (I/VIII) è molto più pesante, ma anche molto più evolutivo: richiede infatti di abbandonare alcune fantasie dell’Io, tra cui quella di essere immortale, di avere potere sugli altri, oppure, nel caso della psiche, considerarsi l’unica istanza psichica a scapito di tutto.

 

 

Conclusione

 

Il quinconce è un aspetto di “sfida”, non facilmente percepibile a livello cosciente, che deve essere valutato capillarmente, rispetto a tutte le funzioni che gli archetipi planetari rappresentano in quel determinato contesto oroscopico. Esso funziona in modo compulsivo ed ambivalente, quindi non è “maneggevole” a livello cosciente ed implica una necessità di essere vissuto, pur portando talvolta delle conseguenze non gradevoli. Richiede una grande attenzione ed un grande lavoro interno per riuscire ad allineare le due energie ed a farle collaborare. I rischi sono di un cattivo adattamento, servitù inutili e sterili; le qualità sono la comprensione, l’efficacia ed il servizio. Per vivere bene il quinconce è necessario essere attivi e coscienti, facendo uno sforzo per far funzionare i due protagonisti dell’aspetto. Quando se ne risolve la dinamica, si ha l’impressione che tutta la personalità faccia un grande salto di consapevolezza e di allargamento.

 

 

Interventi (in ordine alfabetico) di:

 

Rosanna Bianchini

Giovanni d’Amico

Lidia Fassio

Roberta Fianchini

Chiarastella Ghersani

Rosanna Gosamo

Genevieve Jama

Maria Grazia La Rosa

Gabriella Leopizzi

Maria Teresa Mazzoni

Clementina Messaggi

Cristina Neri

Antonio Olmeda

Mary Olmeda

Isabella Orsini


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