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Sintesi degli interventi sul tema:

 

I NODI LUNARI


 

 

 

Acque sempre diverse scorrono

per coloro che si immergono negli stessi fiumi,

ma le anime evaporano dall’umido.

Nello stesso fiume non è possibile scendere due volte.

Negli stessi fiumi scendiamo e non scendiamo,

siamo e non siamo

(Eraclito)

 

 

 

1) INTRODUZIONE E CENNI ASTRONOMICI

 

Il moto lunare è molto più complesso di quanto possa sembrare a prima vista. Un’accurata analisi rivela che la Luna non gira semplicemente intorno alla Terra, in quanto la forza gravitazionale di quest’ultima è inferiore alla metà della forza esercitata dal Sole sulla Luna; si potrebbe dire in effetti che la Luna gira attorno al Sole ed è perturbata dalla Terra.

Da un punto di vista fisico-matematico il moto lunare è intrinsecamente complicato: l’orbita lunare ha un’eccentricità non trascurabile che varia in continuazione, a causa dell’attrazione solare (evezione); sempre a causa delle perturbazioni l’orientazione dell’asse maggiore dell’orbita avanza di circa 3° ad ogni rivoluzione, compiendo un intero giro in 8,85 anni in moto diretto (spostamento della linea degli absidi).

Il piano orbitale lunare è inclinato rispetto all’eclittica (piano orbitale terrestre) di circa 5,14°. Da un punto di vista geometrico l’intersezione dei due piani individua una retta – l’asse nodale – che interseca l’eclittica in due punti opposti: i nodi lunari. Si definisce Nodo Nord il punto in corrispondenza del quale la Luna nel suo percorso passa dalla lat. Sud a Nord, viceversa per il Nodo Sud.

Per effetto delle perturbazioni gravitazionali del Sole (ma anche degli altri pianeti, soprattutto Venere e Giove) la linea dei nodi si sposta in senso orario o retrogrado in 18,61 anni Quando l’asse nodale è diretto verso il Sole si verifica un’eclisse. Ne consegue che le eclissi tendono a spostarsi a ritroso lungo le stagioni con il procedere degli anni. Dopo 18,61 anni la linea dei nodi avrà percorso un intero giro e le eclissi si ripeteranno quasi esattamente nelle stesse date dell’anno, da ciò la grande importanza attribuita ai nodi lunari in relazione alla previsione di fenomeni spettacolari e temuti come le eclissi.

Si comprende a questo punto come il cammino lunare sia lontano dalla circolarità chiusa e perfetta e assomigli piuttosto a un percorso serpeggiante, ripiegantesi su sé stesso che incrociando più volte l’eclittica si chiude apparentemente in 18,61 anni; apparentemente perché per semplicità si trascurano i movimenti di precessione degli equinozi, del sistema solare, ecc… che in realtà spostano e allontanano indefinitamente nello spazio e nel tempo la “chiusura” di questo cammino.

 

 

2) SIGNIFICATO ASTROLOGICO DEI NODI LUNARI

 

Il significato dei Nodi Lunari nell’Astrologia indù è abbastanza diverso dal sistema occidentale sebbene in determinate situazioni possa sembrare simile: i nodi lunari sono considerati in generale le forze più malefiche della carta astrale. Il portatore del karma è il Nodo Nord (Rahu); questo è significatore di un destino individuale e familiare in quanto è il risultato non solo delle vite passate personali ma anche degli antenati. Sta nel Nodo Sud (Kethu) invece la possibilità di riscattare sé stessi e i propri discendenti cancellando il karma e trasformando così il futuro destino dell’individuo e della famiglia.

Il Manuale di astrologia indiana di Tom Hopke e James Higgins III dice: “La maggior parte dei testi afferma che Rahu agisce come Saturno e Kethu agisce come Marte (...) Kethu è un pianeta restrittivo, che provoca ostacoli agli sforzi del nativo oppure una condizione estrema di povertà. Kethu è malefico per natura e affligge la casa in cui si trova, a meno che non sia esaltato o congiunto ad un pianeta benefico. I veleni, le sofferenze e il desiderio di liberazione sono sotto la giurisdizione di Kethu”. La Marinangeli, nel testo dallo stesso titolo scrive, “Anche nella letteratura sanscrita i due nodi sono descritti in modo ambivalente: e nel caso di Kethu ancora di più. Dice l’Uttarakalamrita: ‘Egli significa l’adorazione degli dei; la conoscenza divina, l’osservanza del silenzio, il mangiare poco cibo; la fame; le difficoltà a opera di nemici’, ‘Kethu significa la religione e astrologia; la Moksha o liberazione finale; l’iniziazione; la rassegnazione religiosa; il gusto artistico; il genio nello scrivere; la mendicità; la lite; l’inganno; gli intrighi segreti’, sintetizza Raman”. Come potete vedere, e come potete riscontrare da altri riferimenti ai testi più antichi indiani, nonostante le caratteristiche malefiche che vengono assegnate al Nodo Sud, è proprio a quest’ultimo che viene attribuita la Moksha.

In Occidente invece, a partire da Rudhyar, è stato attribuito al Nodo Nord un significato gioviale di espansione e ampliamento, e a quello Sud un significato saturnino di attaccamento e difesa; quindi vediamo in quest’ultimo l’indicazione del nostro karma personale e nel Nodo Nord il cammino evolutivo da realizzare. Una diversità di interpretazione molto interessante è stata proposta alcuni anni fa da M. Carla Canta secondo la quale dovremmo considerare Nodo Primario quello che precede la Luna nel nostro tema natale (indipendentemente dal fatto che sia Nord o Sud) poiché è quello che si è formato subito prima della nostra nascita e quindi ci direbbe da quale livello di esperienze iniziamo la nostra vita. L’altro Nodo, chiamato Secondario, ci indicherebbe la strada per una ulteriore evoluzione.

Nella nostra cultura occidentale, che mette molto l’accento sulla volontà individuale e sull’Io, il Nodo Nord o Testa del Drago può concorrere notevolmente (una volta individuatone il profondo significato) al proprio “processo di individuazione” e alla ricerca di evoluzione; invece il Nodo Sud o Coda del Drago è rappresentativo di fattori ereditari non solo biologici ma educativi: ad es. modelli di comportamento familiare acquisiti attraverso le generazioni e che quindi nel loro aspetto di “condizionamento” possono essere anche contenuto di un karma personale (e anche familiare, si pensi alle malattie ereditarie). In quanto modelli acquisiti invece possono rappresentare talenti e capacità di cui usufruire senza particolare fatica.

Si può dire che quando si parla del Nodo Sud ci si riferisce non a qualcosa di “acquisito e da superare” ma ad una serie di esperienze, modalità e conoscenze che – essendo già state vissute in altre vite, nella prima parte della vita o essendo state ereditate come educazione, come esempio, come modello familiare – sono già entrate a far parte di un certo bagaglio culturale ed esperienziale, sia nell’aspetto negativo che in quello positivo. Ciò tuttavia non vuol dire che questo settore dell’esistenza abbia già espresso tutto quello che poteva esprimere e che perciò si debba lasciarlo alle spalle.

Un fattore da non trascurare infatti è dato dalla posizione opposta e quindi complementare dei due Nodi; essa indica la necessità di non abbandonare il passato per buttarsi a capofitto nel futuro e nel contempo di non rifiutare quest’ultimo perché mette in pericolo le proprie sicurezze; il messaggio dell’Asse dei Nodi è quello dell’INTEGRAZIONE ossia la ricerca di un’acquisizione bilanciata delle capacità di entrambi: è solo attraverso l’espressione di entrambi i potenziali che l’uomo può realizzare la propria personalità

E’ possibile che il Nodo Nord sia portatore di un accrescimento irregolare, ma la crescita della nostra personalità non lo è di meno e spesso, dopo aver pensato di aver fatto qualche passo avanti, ci si ritrova a “regredire”. In genere i valori che si cerca di acquisire attraverso le esperienze del Nodo Nord sono difficili da assorbire e da gestire perché il Nodo Nord rappresenta una modalità nuova che porta l’individuo a misurarsi con situazioni a lui sconosciute e dove tutto sembra sia ancora da imparare. L’idea di abbondanza-perdita-abbondanza associata a questo Nodo confermerebbe un tentativo di evoluzione che non può essere lineare ma semmai “a spirale”: si acquista qualcosa che però successivamente si perde almeno in parte; resta un’esperienza che permette di procedere verso un’altra acquisizione e così via ma questa strada, tappezzata di acquisizioni e perdite, quindi di esperienza e di errori, diventa anche il luogo in cui si cresce e contemporaneamente formiamo un successivo karma (o modello familiare/ereditario perché quasi certamente lo si trasmetterà almeno in parte ai figli). Il Nodo Nord non deve essere inteso come punto “di arrivo”; può essere al contrario l’inizio (Ascendente) di tutta una serie di altre esperienze che possono spingere verso l’acquisizione di un altro tipo di “coscienza e conoscenza” che a sua volta dovrà comunque coesistere, integrarsi, completarsi con il livello di conoscenza e coscienza del Nodo Sud.

Dobbiamo dirigerci verso il Nodo Nord o verso il Nodo Sud? La risposta non è scontata come sembra. Secondo il mito il serpente celeste Sarpah, invidioso dell’immortalità degli dei, rubò una coppa di soma durante il loro banchetto e la bevve. Dopo che il re degli dei venne a sapere del furto del nettare divino che dava l’immortalità, immediatamente tagliò in due il serpente. Sarpah però aveva bevuto il nettare ed era divenuto immortale, così la testa del serpente cominciò a correre nel cielo cercando di ricongiungersi con la coda che a sua volta stava correndo in senso opposto con lo stesso scopo. Ci si chiede allora... è la Testa del Drago che insegue la coda o la Coda del Drago che insegue la testa? L’idea del Nodo Nord come Testa del Drago che nel mito divora la Luna, pare una conferma dell’idea di “ingordigia materiale” che caratterizza il Nodo Nord. Nel mito però il drago è stato tagliato in due e dopo aver inghiottito la Luna la perde... L’idea del ciclo abbondanza-perdita-abbondanza o comunque di valori che nella vita arrivano tramite il Nodo Nord, ma che non si riesce a gestire, sembrerebbe soddisfacente da un punto di vista interpretativo.

Resta da stabilire se la direzione del “percorso evolutivo” è effettivamente dal Nodo Sud al Nodo Nord.

Stiamo prendendo in considerazione un asse di “punti sensibili” che è caratterizzato da un percorso ciclico della Luna. In ogni ciclo possiamo individuare quattro fasi principali. Il percorso del Sole, per esempio, è caratterizzato da un percorso che parte all’alba (Asc.) fino allo zenith per poi scendere al tramonto (Disc.) fino al nadir, per poi ricominciare nuovamente il ciclo. Nel caso dell’asse nodale, l’inizio del ciclo (l’alba) è caratterizzato dall’intersezione del percorso della Luna con l’eclittica (Nodo Nord), che diventa la nostra “linea dell’orizzonte”. La Luna in questa fase passa da lat. sud a lat. nord, da qui segue uno zenith, poi un tramonto (Nodo Sud), un nadir e il rinnovamento del ciclo. La direzione da seguire, seguendo un percorso naturale (nel senso più stretto), sembrerebbe essere quella che va da Rahu a Kethu e non viceversa; la testa del drago che ha perso la sua coda e che passa l’eternità a ricercarla, cercando di ritornare da lei. Fra l’altro, dato un asse nodale in una carta del cielo, lo zenith e il nadir dello stesso asse sono mezzipunti e possono essere considerati come zone (o fasi del ciclo) sensibili.

Nel mito del serpente che viene diviso in due, e la cui testa si mette in cerca della coda per ricongiungersi, oltre all’immagine dell’”alba e del tramonto” riferita all’asse nodale, sembrerebbe che il punto verso cui ci si deve dirigere (seguendo un percorso naturale) sia il Nodo Sud. Del resto lo stesso Nodo Nord viene chiamato anche Nodo ascendente e il Nodo Sud discendente; ogni ciclo ha un punto di inizio: abbiamo un ascendente che dà inizio al sistema delle case, abbiamo la vera alba che dà inizio al sistema delle ore planetarie, perciò se il Nodo Nord è anche un Nodo ascendente non può essere un punto di arrivo, ma un punto di inizio che si dirige verso qualcosa. Del resto si potrebbe anche prendere in considerazione non un asse, ma un ciclo che ha inizio con Rahu, che ha Kethu come polo di inversione e che ha i mezzi-punti (o quadrature) come zenith e nadir.

In effetti Nodo Nord e Nodo Sud sono due poli di un ciclo lunare, perciò considerarli esclusivamente come asse potrebbe essere fuorviante. Alexander Ruperti nel bellissimo I cicli del divenire scrive: “Quando la Luna si muove in latitudine nord dal Nodo Nord al Nodo Sud, è il momento giusto per un’attività positiva sotto la guida interiore dello spirito e per porre le basi di un’azione creativa consacrata ai bisogni materiali. Il moto della Luna in latitudine sud dal Nodo Sud al Nodo Nord indica il tempo dell’assimilazione e della conseguente liberazione di ciò che è stato preparato durante il precedente periodo di attività, quanto del ripudio che non si è stati in grado di assimilare o usare costruttivamente.”. Indicando il Nodo Sud come un retaggio del passato, “qualcosa di già acquisito e da superare”, si potrebbe intendere quindi il talento o la predisposizione (se positivo), la mania o il legame (se negativo). Il Nodo Nord viceversa non sarebbe quindi “il punto verso cui tendere”, anzi sarebbe più simile a un punto di inizio, un “ascendente” come dimostrano alcune tecniche di carte nodali e come dichiara il suo stesso nome. E probabilmente rappresenta qualcosa che, pur desiderandolo fortemente e talvolta egoisticamente, non si riesce ad integrare per intolleranza o per incapacità.

Si può pensare infine che non necessariamente vi debba essere una grande differenza tra interpretazione karmica e non karmica: in quanto l’astrologia può essere concentrata o dilatata a diversi livelli, per interesse personale o necessità dei propri consultanti, ma l’analogia e la coerenza dei significati rimane. Così, che il Nodo Sud sia un retaggio di vite passate o dell’esperienza finora accumulata in questa vita, o semplicemente una tendenza più istintiva e “pesante” del nostro essere (che il resto del tema dovrebbe ovviamente confermare), non cambia molto la questione. L’asse dei Nodi è comunque sottilmente indicativo di una certa direzione di crescita.

La questione, infatti, riguarda proprio gli “assi”: per lo stesso motivo per cui un Ascendente senza Discendente è privo di senso, allo stesso modo i Nodi andrebbero considerati insieme, valutando il significato non tanto dei segni quanto delle case coinvolte. Perché qualsiasi asse ha un argomento comune (che va identificato nelle diverse espressioni che può assumere individualmente) e un punto di vista opposto da cui viene osservato e vissuto. In astrologia nulla è “a sé stante”, ma tutto ha invece sempre la propria legittimazione (gratificante o verificante che sia)... allo specchio! mentre l’oggetto e il soggetto continuano a muoversi, e noi ne ricerchiamo o rincorriamo l’equilibrio tra immagini riflesse, rifratte o proiettate.

Considerare l’asse nodale come segnalatore di un percorso non equivale ad affermare che il Nodo Sud rappresenti qualcosa da cui “allontanarsi” per “avvicinarsi” a quello Nord. Se si immagina il Nodo Sud come il “bagaglio” che si porta con sé in viaggio, probabilmente in esso c’è una componente di “zavorra” da eliminare, perché rappresenta solo un peso, ma c’è anche una componente utile ed utilizzabile, persino necessaria. Viceversa, il Nodo Nord non rappresenta solo un traguardo a cui mirare ed ambire assolutamente e in modo diretto: nemmeno in un viaggio “reale” il traguardo si colloca sempre proprio dalla parte opposta; spesso anzi è necessario compiere strade diverse, apparentemente orientate in altra direzione, esistono comunque tragitti più brevi, come esistono tragitti più sicuri... ed esistono anche i “miraggi”, che possono far credere erroneamente di avere intravisto la meta…

Tutte queste metafore per dire che il percorso di cui si parla in quanto tale rappresenta un’esperienza finalizzata, e non va compiuto in modo disorganizzato o spavaldo né - viceversa - maniacale! I Nodi indicherebbero solo un punto di partenza ed uno di arrivo…e una “mappa” come il Tema Natale può senz’altro essere d’aiuto.

 

 

3) SIMBOLISMO DEI NODI LUNARI

 

E’ interessante riportare qui qualche nota sul simbolismo dei Nodi da parte di diversi autori, in particolare Guénon e Eliade, che sembrano adattarsi particolarmente al tema che si sta trattando e lo completano di ulteriori spunti di riflessione per ciò che riguarda la comprensione di questi indicatori astrologici.

Guénon in Simboli della Scienza Sacra scrive a proposito del simbolismo dei nodi: “…così il filo o il suo equivalente può ripiegarsi su sé stesso in modo da formare intrecci e nodi; e nel complesso della struttura ogni nodo rappresenta il punto in cui agiscono le forze determinanti la condensazione e la coesione di un ‘aggregato’ che corrisponde a questo o a quell’altro stato di manifestazione, di modo che si potrebbe dire che è il nodo a mantenere l’essere nello stato considerato e che il suo scioglimento provoca la morte immediata a tale stato…”. Mircea Eliade in Immagini e Simboli scrive: “La vita stessa è un tessuto (a volte un tessuto magico di dimensioni cosmiche ‘maya’) oppure un ‘filo’ che tiene la vita di ciascuno dei mortali. Queste diverse prospettive hanno tutte certi punti in comune: in ogni luogo il fine ultimo dell’uomo è quello di liberarsi dai ‘vincoli’: all’iniziazione mistica del labirinto, nel corso della quale si impara a sciogliere il nodo labirintico per mettersi in condizione di disfarlo quando l’anima lo incontrerà dopo la morte, corrisponde l’iniziazione filosofica, metafisica il cui intento è ‘strappare’ il velo dell’ignoranza e liberare l’anima dalle catene dell’esistenza. E’ noto che il pensiero indiano è dominato da questa sete di liberazione e che la sua terminologia più caratteristica si lascia ridurre a polarità del tipo ‘incatenato-liberato’, ‘legato-slegato’, ‘attaccato-staccato’, ecc… Le stesse formule ricorrono nella filosofia greca: nella caverna di Platone gli uomini sono trattenuti da catene che impediscono loro di muoversi e di girare la testa. L’anima ‘dopo la caduta è stata catturata, essa è incatenata…’, si dice in una tomba e in una caverna, però volgendosi verso le idee essa si libera dai suoi vincoli. Questa polivalenza del complesso della legatura che si osserva sul piano cosmologico, magico, religioso iniziatico, metafisico, soteriologico è probabilmente dovuta al fatto che l’uomo riconosce in questo complesso una sorta di archetipo della sua propria situazione nel mondo”.

E’ degno di nota anche che la Tradizione ci ha tramandato un nome sorprendente per designare i Nodi Lunari: il Drago. Il Nodo Nord – Caput Draconis – è la testa del Drago, il Nodo Sud – Cauda Draconis – è la coda del Drago. Si tratta di un’immagine mitica che ci interessa molto perché la sua identificazione con l’asse nodale lunare risale ad un tempo remoto sia nell’astrologia occidentale che in quella indù. In effetti un dato chiave nelle leggende associate al Drago risiede nel fatto che esso protegge (e nello stesso tempo chiude il passaggio a) qualcuno o qualcosa di molto prezioso: la perla nascosta, il grande tesoro, o anche la principessa prigioniera… Il Drago è dunque un’immagine archetipica delle prove di passaggio (cioè iniziatiche) poiché sorveglia le vie d’accesso ai luoghi magici e rappresenta, nelle leggende europee, il maggiore ostacolo che si oppone alla riunione dell’Eroe con la Principessa (l’Animus e l’Anima) o al ritrovamento del tesoro nascosto (il Sé). Esiste inoltre una leggenda secondo cui “chiamare il Drago significa sfidarlo”, cioè aumentare la possibilità di fronteggiare il terribile pericolo di una nuova nascita.

Rudolf Steiner mette in relazione il ritmo del respiro umano con il ciclo di rivoluzione dei nodi lunari: come l’uomo respira circa 25920 volte in un giorno (considerando mediamente 18 respirazioni al minuto) così in un anno platonico 18 anni corrispondono ad un “respiro” del Macrocosmo (1). L’asse terrestre, come sappiamo, è inclinato rispetto all’eclittica e si muove lentamente in senso retrogrado impiegando circa 26000 anni per un giro completo. Il movimento è simile a quello di una trottola, l’asse terrestre inoltre oscilla con un periodo di 18,6 anni (nutazione), identico al periodo di rivoluzione dei nodi lunari.

Mentre attualmente l’asse terrestre punta in direzione della stella polare, fra 12000 anni circa il Polo Nord Celeste sarà indicato dalla stella Vega nella costellazione della Lyra. Curiosamente il percorso circolare dell’asse terrestre per effetto del movimento secondario di nutazione appare “serpeggiante”; la costellazione del Drago è al centro di questo sinuoso tracciato immaginario e sembra suggerirci una profonda unità a livello cosmico e simbolico.

 

 

4) I NODI LUNARI NEL TEMA NATALE

 

Secondo l’astrologo karmico Jeff Green ciascuna personalità è collegata al passato evolutivo ed alla storia dell’Anima. Dentro l’Anima coesistono due desideri apparentemente opposti, l’uno è per una esistenza “separata” e cioè indipendente dall’Anima, l’altro invece desidera riunirsi all’Anima ritornando alla Sorgente che la creò. L’interazione di questi due contrapposti desideri promuove la storia dell’evoluzione personale.

Plutone è correlato all’evoluzione dell’Anima. La sua natura planetaria duplice esprime perfettamente il principio del desiderio “separato” e quello contrapposto del desiderio “evolutivo”. In questo contesto, la casa natale e il segno di Plutone descrivono la particolare vibrazione con cui l’individuo entra nella vita, ed essa è frutto dei modelli impliciti nel proprio passato evolutivo per ciò che concerne desideri, principi, pensieri, percezioni, valori, ed orientamenti di vita. Per contro il segno e la casa opposti a Plutone (che Green chiama punto di polarità di Plutone) indicano il desiderio evolutivo e cioè l’intento, la causa, di questa vita. Che l’individuo sia cosciente o no di questo scopo non ha importanza perché l’Anima e non la personalità è la forza determinante dietro a ciascuna vita, per cui la lezione si verificherà in un qualche modo attraverso la necessità evolutiva.

Tuttavia la posizione di Plutone rappresenta un’area di vita intorno a cui gravita naturalmente la sicurezza personale in quanto frutto di modelli operativi passati, conosciuti; e perciò possiede un tremendo potere di “resistenza” all’evoluzione. I Nodi Lunari e i loro governatori possono indicare una modalità operativa che aiuterà il soggetto a soddisfare i desideri e le necessità evolutive. L’Autore riserva a Plutone un’importanza interpretativa principalmente in relazione alle case (visto che il segno esprime una vibrazione generazionale). E poiché ciascuna generazione manifesta esigenze evolutive collettive, dovrà effettuare la necessaria evoluzione attraverso il segno opposto (punto polare di Plutone).

 

Questa è in sintesi la procedura seguita da Jeff Green:

1) Determinare attraverso l’osservazione e il colloquio con il cliente la sua condizione evolutiva (ne sono previste quattro).

2) Considerare il contesto sociale, culturale o socio/politico di questa persona.

3) Individuare la posizione di Plutone nel segno e casa natali. Essa descrive lo scopo evolutivo primario e l’area intorno a cui l’individuo gravita naturalmente in questa vita, per ragioni di sicurezza emotiva di natura inconscia. Determinare il numero di aspetti che Plutone forma con gli altri pianeti allo scopo di valutare il cammino evolutivo dell’individuo stesso. Controllare se Plutone è retrogrado.

4) Individuare il Nodo Sud attraverso la casa e il segno per poter determinare il modello operativo primario con cui l’individuo si rapporta almeno inizialmente in questa vita. Esaminare accuratamente gli aspetti degli altri pianeti al Nodo Sud per individuare le aree (case) e funzioni (segni) usate in passato per promuovere l’intento evolutivo primario. Chiedersi quali sono i tipi di aspetti.

5) Individuare il pianeta governatore (Reggente) del Nodo Sud attraverso la casa ed il segno. Questo pianeta darà informazioni sulle aree che nel passato aiutarono a rendere più facile il modello operativo descritto dal Nodo Sud.

6) Determinare il Punto di Polarità di Plutone attraverso la casa e il segno, al fine di valutare l’attuale scopo evolutivo.

7) Individuare il Nodo Nord attraverso il segno e la casa al fine di determinare l’attuale modello operativo che verrà usato per promuovere lo sviluppo dell’attuale scopo evolutivo descritto nel Punto di Polarità di Plutone. Esaminare accuratamente gli aspetti planetari al Nodo Nord. Questi pianeti, attraverso case e segni sono correlati alle aree e funzioni che verranno utilizzate per sviluppare il modello operativo descritto dal Nodo Nord. Chiedersi quali sono i tipi di aspetti.

8) Individuare il pianeta governatore del Nodo Nord attraverso la casa e il segno. Questa area e funzione fungerà da facilitazione primaria per aiutare a realizzare il modello operativo descritto dal Nodo Nord. Tutto ciò è uno schema-base che viene modificato dalla posizione di Plutone rispetto all’Asse Nodale.

 

Sulla teoria dei Nodi dei coniugi Huber vorremmo anzi tutto indicare il libro che la propone: Moon-Node Astrology di Bruno and Louise Huber Samuel Weiser, INC. In poche parole i coniugi Huber propongono un Oroscopo dei Nodi attraverso cui potremmo avere una visione più esatta della nostra Ombra, in modo da poterla integrare più facilmente (si fa per dire) alla nostra personalità. L’oroscopo che loro propongono può essere interpretato sia in chiave psicologica che in chiave karmica in quanto secondo loro esso ci indica il probabile “stato dell’anima” quando non si è ancora incarnata ma è pronta per la nascita. Redigere questo oroscopo non è difficile: l’Asc. è sempre il Nodo Nord e da lì si parte attribuendo alle case 30° ciascuna; la sequenza delle case va letta però in senso inverso a quello tradizionale, perché l’idea degli autori è che questo oroscopo è come uno “specchio”; alle case viene poi dato un significato diverso perché secondo l’intendimento degli Huber esso deve sganciarsi dalla cultura corrente e quindi deve avere un valore più archetipico.

In quest’ottica la 1a Casa è “l’interpretazione del dramma dell’eroe”; nella 2a l’eroe (ossia il soggetto) è un “proprietario terriero” i cui dipendenti sono gli eventuali pianeti presenti nella casa; questo per farci prendere coscienza di come noi ci posizioniamo di fronte al possesso e ai valori materiali. Nella 3a ci confrontiamo con il nostro modo di vivere la “conoscenza” sia orizzontale che verticale. Nella 4a si evidenzia il nostro “senso di appartenenza” sia riguardo alla famiglia che riguardo a tutto ciò che ci dà sicurezza, quindi la casa, la nostra città o addirittura delle figure ufficiali che possono farci sentire protetti come cittadini. Nella 5a abbiamo l’Io “che va in giro per il mondo al fine di diventare qualcuno”, quindi segnala i sentimenti con cui affrontiamo questa esperienza. Nella 6a ci sono l’uomo o la donna che lavorano, quindi il nostro modo di percepire la quotidianità con le sue fatiche, doveri ecc. Nella 7a dovrebbero chiarirsi meglio le ansie e i desideri legati ai rapporti umani e di coppia. L’8a diventa il “limite” che segue l’espansione della 7a, quindi tutto ciò che nella società viene vissuto come tale. Nella 9a abbiamo “un cavaliere che percorre la terra a cavallo”, quindi una conquista materiale, mentale e morale del mondo. L’archetipo della 10a è “la vetta” e il soggetto si deve vedere sempre come qualcuno che deve essere approvato. Nell’11a si evidenzia il nostro rapporto con tutte quelle persone che richiedono la nostra considerazione e il nostro rispetto. Nella 12a la simbologia è quella della disintegrazione o della trascendenza con tutte le differenziazioni che si pongono tra questi due estremi.

Da specificare che la proposta dei coniugi Huber è quella di meditare sulla simbologia delle varie case, visualizzare le situazioni proposte proprio per poter avere una visione interiore di noi stessi e di ciò che si nasconde dentro di noi. Noi aggiungiamo che il lavoro di visualizzazione non deve essere mai fatto da soli ma sempre con una guida

 

 

5) SUGGERIMENTI INTERPRETATIVI

 

Facendo all’inizio una prima analisi dell’asse nodale, si trovano già indicate tematiche che vengono poi chiarite o sviluppate in modo più chiaro dall’esame del tema stesso. Nella cultura e nelle esperienze del Nodo Sud c’è una base di partenza molto utile proprio per l’aiuto che può fornirci, fermo restando che ci sono anche elementi di ripetitività che appesantiscono e di cui dovremo prendere atto per poter procedere oltre. Il Nodo Nord, proprio perché si trova in un segno e in una casa opposti e complementari, può rappresentare una chiara indicazione delle esperienze che possono dare una maggiore consapevolezza e migliore completezza.

Nel seguire questo cammino non si possono assolutamente ignorare le indicazioni dei pianeti governatori dei Nodi e dei pianeti in congiunzione ai Nodi stessi. In particolare è utile considerare Plutone legato al Nodo Nord e Saturno al Nodo Sud. Per ciò che si intende riguardo a Saturno e al Nodo Sud dobbiamo partire dal fatto che quest’ultimo nell’astrologia occidentale è considerato come “passato”: familiare, esistenziale o karmico. Probabilmente riguarda una forma di ereditarietà, qualcosa che ci è stato trasmesso come educazione, come valori acquisiti, come ripetuta esperienza familiare, come esempio che ci è stato dato e che noi abbiamo fatto nostro. Il Nodo Sud rappresenta secondo M. Carla Canta il livello di esperienza da cui “partiamo”; un livello quindi che abbiamo già raggiunto in altre vite o attraverso quelle modalità familiari/educative che abbiamo già detto. Saturno a sua volta rappresenta il Passato: il padre, l’educazione, le regole che ci sono state trasmesse e perfino quei valori sociali che indicano ciò che è consentito e i limiti che non dovremmo superare.

Allora, così come si valuta Plutone nel contesto dei Nodi – in quanto simbolo di trasformazione e perciò come strada per arrivare ad un possibile diverso “futuro” – si valuta Saturno come passato individuale, familiare, generazionale e sociale; un passato che, secondo il segno zodiacale, la casa, gli aspetti, l’importanza che riveste nel tema, può costituire un valido supporto (ma non una stampella) o al contrario un freno al nostro cammino, un impulso verso esperienze ripetitive che ostacolano il nostro desiderio di andare avanti, misurarci con altre esperienze al fine di crescere moralmente e spiritualmente oltre che socialmente. Questa valutazione di Saturno quindi aiuta a capire meglio la base di partenza, il livello di esperienza del Nodo Sud, quali situazioni lo hanno generato, da quali “limiti” siamo partiti e quale bagaglio ci portiamo dietro.

I Nodi hanno una complessità di interpretazione che non si presta alla schematizzazione e come si è visto vi sono diverse tecniche interpretative a riguardo. Comunque si possono individuare delle modalità esistenziali legate ai Nodi nelle case e nei segni, dei fattori astrologici che devono essere assolutamente valutati e si può inoltre attribuire una caratteristica sfumatura interpretativa ai pianeti in congiunzione con l’asse nodale.

 

 

6) I NODI LUNARI NEI TRANSITI E NELLE RIVOLUZIONI SOLARI

 

Per ciò che riguarda l’utilizzo dei Nodi Lunari nei transiti e nelle RS si nota in generale che non è possibile dare indicazioni precise comunque si può dire che:

 

1) Se i transiti dei nodi non sono affiancati da altri transiti importanti, possono anche passare inosservati.

2) La casa di rivoluzione solare in cui si trova il Nodo Nord è spesso teatro di qualche avvenimento importante nel corso di quell’anno.

3) In generale, il transito dei nodi va visto sull’Asse e sarà tanto più evidente quanto più l’Asse è abitato.

4) Il transito dei nodi sui punti cardinali va valutato più come inizio di una fase (il quadrante) che come passaggio preciso su quel punto, a meno che come abbiamo già detto non ci sia qualche altro transito importante.

5) A volte il transito del Nodo Sud sul Sole può portare ad una perdita, magari solo morale, di una persona cara, senza distinzione di sesso, quello del Nodo Nord sulla Luna potrebbe invece portare ad un cambiamento (anche solo psicologico) all’interno dei rapporti familiari; transitando su Venere il Nodo Sud può riportare a galla risentimenti che si pensavano superati, e su Marte può innescare una forte competitività.

6) Per ciò che riguarda il transito dei Nodi sui Punti Cardinali è come se l’arrivo del Nodo Nord su un angolo avviasse un periodo di rimessa in discussione, o in cui è necessario prendere una decisione di qualche tipo: la situazione, che può avviarsi anche in modo molto silenzioso, si protrae in realtà per tutto il transito del Nodo Nord in quel quadrante, transito che può protrarsi per circa quattro anni.

7) Tenendo presente che i Nodi viaggiano al contrario, il transito del Nodo Nord sull’Ascendente avvia un periodo in cui al desiderio di iniziare qualcosa di nuovo (desiderio non sempre cosciente al momento del transito esatto) segue la necessità di scegliere tra tutto ciò che è collegato all’ambizione personale, alla carriera, e qualcosa di più legato ad un fine esistenziale. La necessità di scegliere viene spesso evidenziata dal fatto che ci si trova quasi senza volerlo in mezzo a qualche lotta di “potere”. Il transito sul MC può segnare l’inizio di una nuova strada che può anche non essere stata scelta consapevolmente o volontariamente. Tutto il transito sul quadrante può mettere in evidenza poi il contrasto tra ciò che si persegue per scelta e le responsabilità che si sono assunte in precedenza, soprattutto nell’ambito dei rapporti umani. Questi rapporti vengono messi in risalto dal transito del Nodo Nord sul Discendente: possono entrare in crisi anche perché il Disc. è il tramonto dell’oroscopo e simboleggia quindi l’avvicinarsi di un “termine”. Non vuol dire che certi rapporti importanti finiranno per forza, ma ci saranno dei conflitti, durante il percorso del Nodo Nord sul quadrante, con le persone care, quelle con cui viviamo. Sembra necessario rimettersi in discussione ed esaminarsi anche secondo il punto di vista degli altri. Il transito del Nodo Nord sul FC dà inizio ad un periodo di scelta tra un tipo di vita più mondano/sociale ed un genere di esistenza che tenga più conto della propria spiritualità o anche più semplicemente degli interessi intellettuali. Comunque questo tipo di scelta può avere conseguenze future abbastanza notevoli.

8) Quanto al transito dei Nodi sui pianeti, ci si può trovare di fronte a situazioni diametralmente opposte. A volte questi transiti non hanno alcun effetto, altre volte sono dirompenti. Bisogna naturalmente appurare se l’effetto dirompente non sia in realtà dovuto ad altri transiti e questo è già stato detto; l’unica cosa che sembra abbastanza chiara è che possono esserci degli eventi se il Nodo Nord si congiunge al Maestro di natività o alla Dominante del tema.

9) Quando si esaminano i Nodi, si tengano in considerazione sia i loro dispositori che i dispositori “archetipi” della casa (per es. per un Nodo in 1a si guarderà sempre Marte dispositore dell’Ariete e perciò archetipicamente signore di tutte le prime case).

10) Se l’Asc. di RS cade su un Nodo radix si ha spesso un’attivazione dell’asse nodale in quell’anno, che spesso significa un incontro evolutivo (può essere affettivo, lavorativo, ecc…) molto importante per la vita della persona. Se l’Asc. di RS è stretto al Nodo sempre di Rivoluzione, la casa radix in cui cade questa congiunzione Asc/Nodo ha un significato particolare per quell’anno, a volte tale aspetto si nota nell’anno della morte della persona. In ogni caso si valutano soltanto orbite strette, max 2° di tolleranza, per questi aspetti particolari.

 

 

7) PIANETI CONGIUNTI AI NODI LUNARI

 

Congiunzione NODO SUD - NODO NORD con

Sole

Importanza del “maschile” sia come modello paterno che come desiderio di realizzazione e consapevolezza. Per una donna è sottolineata l’importanza della figura maschile nella sua vita.

Forte desiderio di realizzazione e acquisizione di una maggiore consapevolezza; ci si può sentire addirittura “guidati” verso certe esperienze importanti e si possono incontrare figure maschili che spingono ad orientare la vita in modo diverso.

Luna

Qui emerge il “femminile” con tutta la sua carica di affettività, emotività, fantasia. Importanza dell’immagine materna per tutti e due i sessi e forte ruolo di presenze femminili nella vita. Il passato e la memoria influenzano il presente.

Necessità di equilibrare le emozioni e gli affetti oltre che l’immaginazione. Tendenza alle esperienze medianiche che possono essere anche frustranti. Ruolo dominante di tutte le figure femminili; della madre e della maternità (per una donna).

Mer

Forte condizionamento - positivo o negativo - delle idee e degli atteggiamenti mentali appresi o ereditati. Si è molto portati alla comunicazione scritta o parlata; viene sottolineato il rapporto con i fratelli o le persone più giovani. La varietà degli interessi può essere un limite o uno stimolo, secondo i casi.

Sono in gioco le idee e il modo di pensare che deve essere rimesso in discussione e rinnovato. L’intelligenza da sola non basta; è necessario ampliare la propria cultura e confrontarsi con chi la pensa diversamente. Fratelli e persone giovani possono avere un grosso ruolo.

Ven

Capacità innata di seduzione che può essere usata in bene o in male, secondo la posizione del pianeta. Si possono avere capacità creative.

I sentimenti e gli affetti sono fondamentali ma devono essere vissuti in modo equilibrato. Si deve sperimentare e applicare la solidarietà e si deve dare ad ogni situazione il suo giusto valore.

Mar

Forte energia e vitalità che può essere vissuta come volontà o come aggressività, secondo la situazione di Marte. La donna può essere condizionata o stimolata da un incontro sentimentale importante; un uomo invece potrebbe avere problemi di rivalità.

Qui sono in gioco l’azione e lo spirito di decisione le cui modalità dipendono dalla posizione di Marte. Si possiede molta energia ma bisognerà imparare ad usarla e dosarla senza prevaricazione; importanti saranno anche la sessualità e il rapporto, per la donna, con il “maschile” (suo e altrui); per l’uomo, con i suoi simili.

Gio

Si parte con una fiducia e un ottimismo forse dovuti ad una famiglia che ha saputo trasmettere sicurezza: dipenderà poi dalla posizione di Giove se l’individuo sarà un facilone o un esagerato oppure generoso e protettivo. C’é il pericolo di adagiarsi su ciò che si è trovato bello e fatto o su percorsi già fatti.

Lo sviluppo nel corso dell’esistenza riguarda i valori sociali e la consapevolezza di quelle che sono le leggi universali. Potrebbero esserci esperienze di insegnamento o la necessità di proteggere i più deboli; se le condizioni economiche personali fossero molto agiate si sarà responsabili del loro uso.

Sat

C’è un passato molto vincolante sia per il senso di responsabilità che per lo scetticismo e l’insoddisfazione. Importanza delle persone anziane che possono costituire una lezione esistenziale.

Il pianeta influenza fortemente con il peso del suo “passato” il futuro del soggetto. Sono possibili molte responsabilità o sacrifici. Non si è ottimisti ma molto lucidi e spesso anche profondamente consapevoli di quanto sia importante anche per altre persone la propria vita. Importanza delle persone anziane come esempio o come palestra di pazienza

Ura

Dal passato familiare o karmico si è ereditato lo spirito di indipendenza ma anche spesso l’intolleranza. Questa posizione può conferire una buona inventiva.

Novità ed eventi imprevisti possono caratterizzare l’esistenza di persone che con questa posizione agiranno sempre in modo originale e all’avanguardia per le scelte. Saranno comunque molto portate al cambiamento.

Net

Il passato è portatore di spirito di sacrificio ma è anche possibile che ci sia una difficile ereditarietà nel campo della salute fisica o psichica. Tendenza alle evasioni nettuniane; possibile tendenza alla veggenza, al misticismo, all’arte.

Tutte le valenze di Nettuno sono possibili esperienze: arte, misticismo, assistenza o malattia. Può esserci una vocazione religiosa o ideologica ma se Nettuno è leso può essere forte la tentazione verso le “fuga”; allora rinuncia e passività o ancora peggio droga e simili faranno parte del percorso.

Plu

C’è un pesante condizionamento che riguarda la posizione personale rispetto al “potere”, all’istinto, alle capacità psichiche. Sono tutti fattori di possibile manipolazione così come può esserci la tendenza ad usare il sesso come mezzo di potere. C’è anche tuttavia un forte desiderio di trasformazione.

Le circostanze stesse possono spingere il soggetto a scegliere una esistenza di continuo cambiamento. Morire e rinascere può diventare il leit motiv della vita ma l’individuo dovrà essere molto attento a non venir travolto dalle distruzioni che lui stesso provoca.

 

 

8) I NODI LUNARI NELLE CASE

 

ASSE I/VII – ARIETE /BILANCIA

 

Nodo Nord in Ariete o 1a Casa

Nodo Sud in Bilancia o 7a Casa

Il tema dell’esistenza è l’Io/Tu, la consapevolezza di sé e la ricerca di una propria identità che deve esprimersi in modo specifico ma non prevaricante. La vita di coppia e i rapporti col prossimo sono i campi con cui l’individuo dovrà misurarsi per trovare se stesso come “soggetto” e non come “estensione” di qualcun altro. Essenziale è la valutazione di Marte, dovunque si trovi il Nodo Nord,ma ovviamente si dovranno sempre valutare i dispositori dei due Nodi.

Nodo Nord in Bilancia o 7a Casa
Nodo Sud in Ariete o 1a Casa

Collaborazione e Condivisione sono le due parole chiave di questa posizione dei Nodi. Partecipare e collaborare senza spirito competitivo, vincendo il proprio egoismo e accettando anche la sconfitta, sono le strade attraverso cui l’altro dovrà diventare un compagno e non un nemico e il soggetto dovrà imparare a “dare” più che a “ricevere”. Valutare Venere.

 

Qui, come sappiamo, è sempre in gioco il rapporto tra l’Io e gli Altri; lo spazio che si deve lasciare a sé stessi, alle proprie esigenze e alla loro espressione, e il rispetto o la considerazione che si deve al prossimo. Ma in questa polarità ci sono anche aspetti piuttosto complessi che non vanno trascurati.

Il Nodo Nord in 1a mette l’accento sulla propria identità che all’inizio della vita sembra essere molto carente; per natura o per educazione si è portati a ritenere sempre più validi o più importanti gli altri misconoscendo così le proprie qualità, reprimendo la propria volontà e dipendendo in qualche modo da un giudizio o da scelte non personali ma che provengono sempre dal mondo esterno. È inutile dire che questo fatto dà molta insicurezza e scarsissima autonomia, cosa che può portare a reazioni diverse. La prima e più naturale è quella di compensare questa fragilità attraverso la disponibilità, la mediazione e la collaborazione; poiché non ci si sente di camminare da soli e ci si deve appoggiare agli altri, si cerca di rendersi indispensabili dando sempre il proprio aiuto senza mai rivendicare niente per sé. In tal modo però si crea una forma di autocancellazione e di sudditanza che non permette di acquisire autonomia e tanto meno consapevolezza.

La seconda possibile reazione è completamente diversa ed è per questo che è sempre indispensabile valutare non solo il segno zodiacale che ospita il Nodo Nord perché questo indica una modalità precisa attraverso cui si cerca una propria individualità, ma è importante considerare dove è il suo dispositore perché secondo la posizione può indicare la tendenza a coprire l’insicurezza e l’indecisione attraverso l’egoismo o la prepotenza. Infatti la repressione che può essere stata inconsciamente esercitata sulle proprie esigenze o sulle proprie idee, può provocare una reazione di rabbia che spinge all’aggressività o a rivendicazioni egoistiche verso quelli che hanno (o si pensa che abbiano) la forza e la capacità di agire e manifestare sé stessi. In altre parole l’altro viene cercato ma dipendere da lui, ad un certo punto della vita, diventa un sacrificio; inoltre sempre su questo Altro si possono facilmente proiettare le parti più aggressive di sé stessi cosicché esso viene visto non più come un alleato, un partner, un compagno ma come qualcuno che ci schiavizza e da cui bisogna difendersi con modalità esasperate. Il regno principale di questa situazione – sia di dipendenza eccessiva che di possibile prevaricazione – è il rapporto di coppia ma tutti i rapporti interpersonali sono destinati a diventare il teatro in cui si “prova” a diventare sé stessi, a cercare un’identità equilibrata, a costruirsi una personalità armonica, perché questo è lo scopo del Nodo Nord in 1a Casa. Uno scopo che può essere raggiunto solo assumendosi responsabilità in prima persona, esprimendo le proprie idee con il rischio di essere disapprovati, facendosi rispettare.

Nel caso invece del Nodo Nord in 7a, la tendenza fin dall’inizio è quella di affermare sé stessi, di soddisfare le proprie esigenze, di allargare i propri spazi, senza preoccuparsi né dei bisogni del prossimo né dell’opinione altrui. È chiaro che con questi comportamenti i rapporti umani non sono facili, ma per la persona è difficile anche capire gli errori che commette. Per educazione, ereditarietà o per esperienze vissute, si è sempre propensi a lottare; la mediazione è qualcosa di estraneo ma è proprio questa, insieme all’accettazione e alla disponibilità che bisogna sviluppare, imparando a smussare gli angoli del proprio egocentrismo, tenendo conto del giudizio degli altri ed accettando il fatto che non si è poi così “unici”. La vita con un Nodo Nord in 7a può essere anche molto dura ma la finalità evolutiva è quella di arrivare a capire il valore della cooperazione, dell’aiuto reciproco, della disponibilità; di accettare la presenza dell’Altro e prendere coscienza del fatto che con questa accettazione non si perde la propria specificità.

Con questo Asse di Nodi sono particolarmente importanti sia le posizioni dei dispositori archetipi Marte e Venere che quella di Saturno come “passato” e “repressione” e quella di Plutone in quanto “trasformazione” ma anche “rabbia”; si deve sottolineare che, soprattutto se nella 1a Casa non ci sono altri pianeti, il “compito” diventa quello di far rispettare le proprie esigenze senza entrare in un clima di competitività o di scontro; riuscire ad essere tranquillamente sé stessi senza prevaricare, naturalmente, ma anche senza doversi sempre giustificare. È chiaro che sia lo “scontro” che la “giustificazione” sono in gran parte provocati proprio dal soggetto che non è capace di gestire fino in fondo un Io che prima era molto debole e poi rischia di diventare troppo egoico; o quanto meno di sentirsi incompreso (ma forse si sente solo in colpa): tutto come al solito dipende dall’insieme del tema e dalle posizioni di pianeti “chiave” quali i dispositori del Sole, dei Nodi, di Saturno e Plutone.

Oltre a ciò non ci sarebbe altro da aggiungere se non una breve considerazione su casi in cui ci si trova di fronte a temi con il Sole in 7a contemporaneamente ad un Nodo in 1a e viceversa con un Sole in 1a e un Nodo Nord in 7a. E’ significativo in questi casi che il Nodo appoggi sempre il percorso del Sole, anche se a volte sembra apparentemente “opposto”. Infatti, il Nodo indica una strada attraverso cui si deve passare per portare a compimento ciò che abbiamo scelto di risolvere in questa vita (rappresentato dal Sole). Chi ha un Sole in 7a ed ha anche il Nodo Sud in 7a probabilmente inizia la sua vita con grossi problemi sul piano della “differenziazione-separazione” per cui tende ad appoggiare il suo senso di identità a qualcun altro, senza riuscire a definirsi in maniera autonoma. Il Nodo Nord in 1a casa la inviterà a formare un Io solido, più forte, a diventare in un certo senso quasi un po’ più “egoica” e quindi, a trovare quel senso di mediazione tra Sé e gli altri che non comporti né offuscamento della sua identità, ma che diventi una reale capacità di avere relazioni paritetiche in cui trovare condivisioni e cooperazioni. Il Nodo Nord in 7a con un Sole in 1a casa - è un altra manifestazione della problematica ; infatti, il soggetto troppo autocentrato, ma bisognoso, dovrà imparare a raggiungere una reale mediazione con gli altri, a riconoscere che la propria unicità e il proprio egocentrismo devono trovare strade alternative per manifestarsi ma in ogni caso, non possono sopraffare o in qualche modo limitare il territorio degli altri. Naturalmente, esistono anche casi molto più sottili, in cui il Nodo in 7a indica che la capacità di realizzare una relazione (cosa di cui il soggetto ha fortemente bisogno) nasce dalla capacità di mettere in sordina un Io che potrebbe anche essere molto gonfio, anche se non si mostra (si vedono spesso queste situazioni con il Sole in 1a in segni tipo Scorpione-Cancro-Pesci) che apparentemente sembrano sottomessi, ma che in realtà dominano con la loro passività gli altri. Certo si vede anche il contrario, nel senso di una persona che deve “limitare” la sua luce, perché finisce per non vedere gli altri..

 

ASSE II /VIII – TORO/SCORPIONE

 

Nodo Nord in Toro o 2a Casa

Nodo Sud in Scorpione o 8a Casa

Tema di base è la ricerca di una propria stabilità che si basi su una scala di valori autentici e personali. Questa ricerca passerà attraverso trasformazioni e conflitti anche difficili e la persona dovrà superare varie paure tra cui quella della morte, oltre ad imparare a non essere distruttiva. Importantissima è la valutazione di Venere.

Nodo Nord in Scorpione o 8a Casa
Nodo Sud in Toro o 2a Casa

Questo Asse impone la morte simbolica dei valori ereditati dal passato per poter arrivare attraverso una profonda trasformazione ad acquisire materialmente e moralmente una diversa scala di valori esistenziali ma anche pratici. I vecchi modelli danno sicurezza, motivo per cui ci si continua a confrontare con loro ma si deve imparare a lasciare tutto ciò che in passato è stato considerato importante per poter accedere ad una dimensione diversa e nella quale le persone e le cose assumono un valore totalmente differente. Solo allora ci si potrà dire “rinati”. Fondamentale Plutone.

 

L’Asse di nodi II/VIII si collega simbolicamente non solo all’Essere o Avere ma anche a degli Assolutismi che per la loro rigidità possono poi scatenare delle vere e proprie malattie che richiedono spesso un intervento chirurgico, ossia un “taglio”. Procedendo ulteriormente sull’analisi di quest’Asse le tematiche che si pongono sono: la capacità di “costruire” la propria stabilità basandosi su valori propri (e per valori non si intendono solo i valori materiali, ma anche umani e affettivi) se il Nodo Nord è in 2a Casa. In questa “costruzione” si deve essere consapevoli del fatto che essa richiederà tempo e pazienza, il superamento di certe paure quali la sconfitta o l’abbandono che derivano da esperienze passate e che possono spingere a cercare delle “scorciatoie” manipolatrici o distruttive; l’apprendimento della capacità di “perdonare”. Ci si porta dietro un forte desiderio di trasformazione ma questa può essere realizzata solo attraverso la presa di coscienza di quelli che possono essere i veri obbiettivi che si vogliono raggiungere e questi devono prescindere da ciò che fanno o sono gli altri; devono inoltre essere perseguiti non per mezzo della lotta o dell’esercizio manipolatore di un qualsiasi forma di “potere”, retaggio del Nodo Sud, ma attraverso una capacità di costruzione morale oltre che materiale.

La tematica di un Nodo Nord in 8a Casa riguarda invece l’abbandono degli estremismi, del dogmatismo, della conservazione a qualsiasi costo di ciò che si crede ormai acquisito, siano posizione economica, sociale, affetti. Il confronto con le vecchie posizioni è continuo e inevitabile, ma con il Nodo Nord in questa posizione si deve essere consapevoli del fatto che ciò che non faremo noi lo farà la vita e diventa quindi indispensabile riorientare sé stessi verso altre realtà e altri modelli di vita. Ci si porta dietro un bisogno di “sicurezza” che incute “paura” verso ciò che sarà, ma nello stesso tempo e in modo quasi paradossale, spinge verso esperienze in qualche modo rischiose che hanno la funzione di mettere la personalità a confronto con altre modalità di coscienza e con altre motivazioni. Con questo Asse l’importanza di Plutone insieme a Marte e Venere (archetipi dell’Asse stesso) è ovviamente fondamentale mentre la posizione di Saturno potrà sempre indicare il tipo di radicamento e attaccamento con cui ci si dovrà confrontare. La valutazione dei dispositori dei due Nodi è ovvia.

Si può dire inoltre che è un asse in cui i processi di “riempimento-svuotamento” sono molto sollecitati. Chi ha un Nodo Nord in 2a dovrà costruirsi gradualmente un forte senso di solidità attraverso la strutturazione di valori, di risorse che saranno quelle che indica il segno in cui il nodo va a cadere; ragion per cui, una 2a in Gemelli intenderà il piano mentale, la capacità di contattare, la comunicazione ecc. come valori, una 2a in Ariete vedrà le proprie risorse nella decisione, nella forza e nella capacità di padroneggiare le cose; in ogni caso questo Nodo indica che il soggetto deve “portare dentro” delle cose, ha bisogno per così dire di nutrirsi per rendere sé stesso più forte, più sicuro e per formare il proprio senso di solidità interiore. È chiaro che ciò non significa aggrapparsi alle cose, la seconda casa non è mai in relazione a questo, ma rappresenta il formarsi un senso di appartenenza che dia quella “base sicura” necessaria per muoversi nella vita e costruire il senso di identità. La seconda dice: “io esisto perché ho questo” e il primo senso di possesso che si forma in 2a è il senso del Sé corporeo, attraverso cui il bambino prende coscienza di essere separato dalla madre e di avere, al tempo stesso, una sua precisa sostanza. Chi ha questo Nodo deve trovare qualcosa dentro di sé, deve alimentarlo e farlo crescere e attraverso questo “guadagnerà” il senso del suo valore che costruirà la base di ciò che poi andrà a ricercare nella vita attraverso le sue scelte.

Il Nodo Nord in 8a casa rappresenta invece un bisogno di passare attraverso uno “svuotamento”; significa che il soggetto dovrà necessariamente imparare che la vita è ciclica, che non ci si può aggrappare alle cose, perché inevitabilmente queste si trasformano, cambiano di forma, si perdono. L’8a casa è in relazione con il senso di “impermanenza” buddhista, che significa che ogni cosa, vista nella dimensione della materia è soggetta alla legge di entropia e quindi dovrà modificarsi. L’8a casa rappresenta la capacità di accogliere questo senso di impermanenza senza pensare di poter dominare le cose; ci insegna che esistono anche “altre volontà”, non solo la nostra, esiste il “potere” degli altri, non solo il nostro, e quindi ci mette a confronto con i limiti che la nostra condizioni ci pone. L’8a casa ci fa confrontare con il “potere”, ma lo fa quando siamo fuori bilancio, ovvero quando cerchiamo di trattenere o di dominare situazioni che non possiamo e non dobbiamo dominare; lo fa quando non usiamo e non troviamo il nostro potere personale e quindi subiamo il potere altrui e ci sentiamo succubi o manipolati. Il Nodo Nord in 8a ci dice che dobbiamo giungere ad avere potere su di noi – unico possibile – attraverso il confronto con quelle forze (istintive ed emotive) che spesso ci dimostrano come le nostre difese razionali e la nostra mente (cose su cui noi tanto contiamo) possano essere messe in scacco da pulsioni su cui non abbiamo alcun controllo. Imparare a padroneggiare ciò che ci giunge dall’interno, riconoscere, fare luce sulle zone di ombra, e riuscire a vivere una vita in cui noi siamo gli attori e non solo le comparse, è il cammino importante di questo Nodo. Se ciò non riesce, le perdite saranno inevitabili, poiché l’8a ci mettere a confronto con esse proprio per dimostrarci che non tutto è possibile, che non possiamo manipolare o avere potere sugli altri, oppure che dobbiamo trovare questo senso di potere personale per non diventare vittime di qualcosa o di qualcuno. L’8a ci parla di scorie, di cose che sono all’interno e che se non sono viste, comprese ed affrontate, finiscono per “avvelenare” la nostra vita e quella degli altri. Su questo asse, il confronto avverrà sempre all’interno delle relazioni in cui si giocheranno dinamiche di potere, rapporti di forza, inseguimenti e fughe, in cui ciò che si cerca di dominare sono le emozioni e gli istinti. Dovremo uscire da questo asse, e soprattutto dalla casa 8a rafforzati e pronti a vivere anche la dimensione transpersonale della nostra natura.

 

ASSE III /IX – GEMELLI/SAGITTARIO

 

Nodo Nord in Gemelli o 3a Casa

Nodo Sud in Sagittario o 9a Casa

La dualità e la consapevolezza degli opposti sono la tematica dell’esistenza. Accettare la presenza di due facce in ogni medaglia, ossia in tutte le situazioni personali o altrui, comporta una serie di esperienze che si sviluppano attraverso rapporti con persone diverse, con le cui idee e la cui cultura bisogna imparare ad interagire adattandosi alle circostanze e capendone le motivazioni. Valutare Mercurio.

Nodo Nord in Sagittario o 9a Casa

Nodo Sud in Gemelli o 3a Casa

Il problema dell’esistenza consiste nella ricerca di una “legge” che possa governare la propria vita. Si parte da un’eccessiva disponibilità o curiosità che può essere causa di dispersività o superficialità. Bisogna imparare a dare un ordine di priorità ai propri interessi facendo scelte di conoscenza autentica. Per questo sarà necessario staccarsi dal desiderio mentale di fare tutte le esperienze possibili per poter lasciare invece spazio alla mente superiore e a ciò verso cui essa si muove ricordandosi però che niente di ciò che apprendiamo o acquisiamo è nostro ma deve essere ridistribuito o ritrasmesso agli altri. Valutare bene Giove.

 

Le case sotto l’orizzonte sono sempre case in cui noi dobbiamo acquisire per poi poter “rilasciare” in quelle sopra. Si è parlato dell’asse II/VIII in termini di riempimento-svuotamento, ebbene nell’asse III/IX si ripropone tutto questo a livello mentale, mentre l’asse precedente è viscerale. Questo asse richiede di apprendere e rilasciare, portare dentro quante più informazioni possibili, imparare per poi elaborare e rilasciare sotto forma di pensieri, filosofia di vita, visione, cose in cui si crede obiettivi e vocazioni. Tutto ciò che si coglie nell’ambiente circostante sarà la base, sono gli ingredienti per imparare a pensare successivamente con la propria testa. In 3a casa si fa proprio il modo di pensare, il modo di comunicare e di interagire del piccolo ambiente circostante, se ne subiscono i modelli, gli schemi di comunicazione, tuttavia qui in 3a tutto è molto “parcellizzato”, tutto è relativo, la visione è mercuriale e come tale razionale e spezzettata. Questo serve a far sì che la psiche possa costruirsi mettendo insieme i vari pezzi: l’archetipo iniziale deve essere frantumato, solo così si forma la coscienza che mette insieme pezzo dopo pezzo.

Chi ha un Nodo Nord in 3a deve imparare ad essere più critico, deve imparare a vedere le cose in modo relativo, questo dovrebbe servire a pensare che ognuno ha un suo modo di vedere le cose, ha una sua realtà e che questa non ha nulla a che fare con la Verità, dovrà imparare a comunicare e ad ascoltare, diventando via via esperto nell’interazione e nella comunicazione con il suo mondo circostante. In casa 9a il processo è molto più approfondito e molto più potente: infatti, sopra l’orizzonte noi dobbiamo trovare strade nostre, dobbiamo costruire con i nostri mezzi usando ciò che l’ambiente natale ci ha fornito. In 9a abbiamo il compito di elaborare tutte le informazioni che abbiamo appreso per formare una nostra particolare visione delle cose ed è da qui che nascono alcuni simboli di questa casa – tipo l’insegnamento – perché solo se noi abbiamo elaborato le informazioni apprese e queste sono diventate una “sapere” allora vuol dire che le abbiamo tradotte in una esperienza che sarà diventata parte di noi stessi. Un Nodo Nord in 9a ci porta a dover allargare la visione, a crescere sempre di più cercando di comprendere che vi sono significati più profondi e leggi che vanno oltre il mondo personale. Purtroppo il dramma della 9a lo troviamo quando la 3a non ha funzionato: infatti se non abbiamo riempito e non ci siamo formati una comunicazione interiore con noi stessi, in grado di portarci all’interazione tra l’interno e l’esterno, siamo vuoti e quindi andiamo alla ricerca di qualcosa che riempia la mente di valori e di significati, e qui si possono incontrare dottrine, principi, pensieri e maestri pronti a mettere dentro qualcosa, in una casa che invece dovrebbe portare fuori. L’asse 3a 9a non è solo un asse di comunicazione come spesso si dice, è un asse in cui si crea da un lato la realtà che è fatta di un mondo esterno di sensazioni e di cose, dall’altra il proprio mondo interiore che è fatto di immagini e di percezioni che giungono dall’inconscio, che a questo stadio si riallaccia, comunica ed interagisce con il mondo della coscienza. Se però la visione della realtà è stata in qualche modo falsata, anche ciò che si personalizzerà come proprio e che rappresenterà la propria filosofia di vita, sarà falsato, ciò che si crederà sarà distorto. Ecco allora che si può essere convinti di avere la verità quando in realtà non si conosce, perché non si è acquisito lo spirito di discriminazione, di critica e di ricerca che si dovrebbe conquistare nella 3a.

 

ASSE IV/X – CANCRO/CAPRICORNO

 

Nodo Nord in Capricorno o 10 Casa
Nodo Sud in Cancro o 4a Casa

La tematica esistenziale ruota sul ruolo sociale e le responsabilità ad esso connesse. Staccarsi dal passato, dagli affetti o dalla famiglia è difficile perché questi valori rappresentano una forma di protezione ma si deve acquisire la propria autonomia senza per questo dimenticare gli affetti o negarsi una vita privata. Importanti sia Saturno che la Luna.

Nodo Nord in Cancro o 4 Casa
Nodo Sud in Capricorno o 10 Casa

La famiglia e il valore delle proprie origini sono alla base di una ricerca che parte da scelte professionali e/o esistenziali difficili. La realizzazione personale e le necessità familiari sono i due estremi attraverso cui si può sviluppare la presa di coscienza delle necessità emotive proprie e altrui. Le tentazioni del “potere” si affacciano periodicamente e il loro superamento apre la porta alla capacità di vivere le proprie emozioni. Tenere presente la posizione della Luna.

 

L’Asse nodale IV/X è l’asse preposto al mantenimento, oppure al distacco di tutte le sovrastrutture ricevute dall’ambito familiare. La 4a casa appartiene a quel settore oroscopico dove si trovano le radici e quello che si sarà assimilato da esse non sarà solo nostro. La 10a casa rappresenta la vetta, il punto più alto della carta del cielo, dove si legge la capacità di raggiungere il più completo livello di consapevolezza. Alcuni studiosi leggono nella 4a le caratteristiche paterne introiettate e nella 10a ciò che è stato inglobato dalla madre; altri studiosi l’opposto. Oggettivamente sarebbe più logica questa seconda versione, perché l’archetipo di casa 4a è la Luna e di 10a è Saturno; ciò nonostante l’indagine analitica del TN sembra più favorevole alla prima versione. La casa 4a può contenere l’intera famiglia, con tutto il patrimonio genetico.

Essendo l’asse nodale lo strumento indicatore della capacità di integrare il “già vissuto” (sia esso esperienziale, psicologico o karmico), si può vedere, con i Nodi in questo asse, la seguente modalità. Nodo Sud in casa 4a e Nodo Nord in casa 10a: il legame con le proprie radici induce la persona a trattenere le sovrastrutture ricevute; mette l’accento sulla difficoltà a staccarsi dalla famiglia di origine ed inclina a riproporre nella famiglia costruita in proprio, lo stesso modello genitoriale. Lascia nel cuore una profonda nostalgia per la propria terra, conservando rimpianto per tutto ciò che rappresenta il passato. Gli individui che hanno il Nodo Sud in 4a sono generalmente conservatori e talvolta si comportano in modo un po’ infantile. Raggiungere in questo caso una sana autonomia a livello cosciente può essere difficile ma non impossibile, molto dipende dai segni che coprono le due case in questione, oltre all’intero TN. Con il Nodo Sud in 4a si vedono spesso persone che scelgono un modello professionale simile, se non uguale, a quello di uno dei due genitori, più spesso quello del padre. Il raggiungimento della maturità e dell’individuazione può essere lenta e pigra, talvolta può sembrare arduo agganciarsi al Nodo Nord, perché viene conservato un certo senso di timore per l’indipendenza, se non è saldamente rassicurante. È un po’ come se lo spazio avesse confini invalicabili, nonostante ci sia un richiamo forte per l’altra parte della barricata e serva una grande fatica per percorrerne la strada. La Luna e Saturno, nella loro collocazione, potranno dire come e con quale sforzo le persone raggiungeranno il loro percorso autonomo; anche i pianeti reggenti i segni collocati in 4a e 10a daranno conferme.

Con il Nodo Nord in casa 4a e Nodo Sud in casa 10a in genere non vi è il desiderio di rimanere legati all’infanzia o alle origini. Con il Nodo Sud in 10a c’è una discreta somiglianza al modello materno, un modello in cerca di autonomia e di distacco ad ogni costo. Probabilmente c’è una grande curiosità nei confronti del mondo esterno che nasce già nei primi anni di vita. Chi ha il Nodo Nord in 4a è spesso un ribelle naturale, o meglio qualcuno che non ha bisogno di ribellarsi perché nasce libero; non sente catene ereditarie, non riconosce come suo il luogo di origine e cerca nel mondo qualcosa che lo soddisfi. Ad un certo punto però, questa persona si accorge di non avere radici e vuole costruirsene a modo proprio, ma forse non ha esempi soddisfacenti e si illude credendo che per vivere non serva il passato, tutto può essere costruito in proprio. Potrebbe non essere vero! Niente nasce da niente. Allora inizia la fatica immane per raggiungere un proprio spazio nel quale rifugiarsi e se il TN lo consente, se gli archetipi Luna e Saturno sono ben messi, magari ci riuscirà senza tanto penare ed è probabile che riesca a costruire quel focolare interiore da sempre mancato. Se il Nodo Nord si trova in un segno che induce alla crescita, pur essendo in casa IV, questa persona riuscirà a costruire con le proprie azioni (case cardinali) un luogo riparato dove trovare la propria terra, la propria casa, uno spazio interiore che nessuno potrà portarle via. Imparerà che si può vivere da soli anche felicemente e quando chiuderà la porta di casa la sera saprà che niente è più vasto del proprio spazio privato, sia esso fisico o mentale. Questa persona però dovrà imparare, nel corso della vita, ad essere padre e madre di sé stessa. Dovrà raccogliere attorno a sé un gruppo, un “convivio”, per sentirsi a casa. C’è chi con il Nodo Nord in 4a ha costruito molte case, oppure ne ha cambiate tante fino a trovare la propria e c’è chi ha scelto di fare l’architetto o di aprire un ristorante, o collezionare mobili antichi, ed ha trovato in queste cose il suo rifugio. Si dice che questa configurazione sia molto potente per l’intensa carica emozionale che racchiude; la soluzione delle problematiche familiari è urgente per qualsiasi individuo (che può incamminarsi liberamente sulla propria strada solo dopo averle riconosciute), ma quando il Nodo Nord si trova in casa 4a ci troviamo davanti ad un caso emblematico: si tratta, infatti, di recuperare il senso della propria famiglia, specialmente come immagine interiore. Con questa posizione del Nodo Nord si impara quanto è necessario avere radici e quanto si può acquisire, in termini di pace interiore e di soddisfazione personale, quando nella nostra famiglia c’è armonia. La realizzazione di questo compito passa normalmente attraverso varie esperienze legate alla famiglia di origine ed al rapporto con i suoi membri, specie il padre e la madre. Il soggetto sente la necessità di ritrovare sé stesso appoggiandosi ad una struttura familiare, un nido nel quale ritrovare ogni volta emozioni e sentimenti profondi. Cerca una realizzazione in termini affettivi prima che sociali. C’è un desiderio di intimità con gli altri che porterà anche a desiderare di proteggerli. Come nel caso del Nodo Nord in 1a ci troviamo davanti ad una casa cardinale, con la sua energia di inizio di un nuovo ciclo vitale; nel momento in cui il lavoro del Nodo Nord in 4a è realizzato, la persona prova un forte senso di rinascita interiore, oltre che di felice partecipazione al gruppo.

Nel caso del Nodo Nord in 10a capita spesso che si manifesti un distacco dalla famiglia di origine. Il distacco può essere voluto dal nativo, esso è un desiderio che nasce ed esplode proprio durante il primo ritorno nodale, e di solito si concretizza con l’allontanamento del nativo dai genitori; oppure il distacco può essere subìto dal nativo e allora sono i genitori stessi che si allontanano volutamente o forzatamente. In questo caso il Nodo Nord si manifesta come bisogno di realizzazione (“vado a lavorare o a studiare fuori”), di indipendenza o come bisogno di rottura dai legami che percepiamo come frenanti. In realtà il legame con la 4a casa non viene mai rotto definitivamente.

 

ASSE V/XI – LEONE/ACQUARIO

 

Nodo Nord in Leone o 5a Casa
Nodo Sud in Acquario o 11a Casa

L’obiettivo esistenziale riguarda la gestione autonoma della propria vita e per tale motivo le circostanze possono indurre il soggetto a staccarsi dal suo ambiente per cercare autonomamente non solo la sua realizzazione esistenziale ma anche le regole a cui attenersi. Il suo bisogno di indipendenza tuttavia non deve escludere gli altri perché, è attraverso gli altri che egli potrà manifestare la propria capacità di crearsi da solo la propria vita e saranno gli altri a dargli la misura della propria realizzazione. Valutare il Sole.

Nodo Nord in Acquario o 11a Casa
Nodo Sud in Leone o 5a casa

Il tema della vita riguarda la realizzazione di un futuro in cui sia possibile rendere reali e operanti valori collettivi quali l’uguaglianza e la solidarietà. In questo percorso si dovrà però superare il proprio egocentrismo, l’orgoglio personale, l’eccessivo senso di sé stessi. Valutare Urano.

 

Generalmente alla 5a si danno interpretazioni che hanno a che fare con la sessualità, con gli eccessi ecc. Indubbiamente ci sono anche questi simboli, però anche la 5a ha significati profondi e questo asse ha molto a che fare con ciò che riguarda l’equilibrio psichico di una persona, equilibrio da cui scaturiranno risultati molto importanti per sé stessi e soprattutto per la società in cui si vive. Questo asse comporta il passaggio da una dimensione egoica della vita (fase importantissima che ognuno di noi deve sperimentare e superare) ad una sociale nel senso più vero e nobile del termine. Solo se si gode di questa fase nell’infanzia e se si riesce ad esprimere il proprio Io unico e speciale allora si riuscirà a superare l’ostacolo dell’egopatia e dell’egocentrismo.

Ci si misura con l’onnipotenza e con la sua caduta, in quanto alla fine di questa fase almeno nell’infanzia ci si rende conto che non si può avere tutto, che non si è unici, e che non si è poi così potenti visto che è necessario procrastinare i propri desideri in una fase diversa della vita. Questa capacità importantissima porta a saper rinunciare a qualcosa di personale in virtù di un qualcosa di “sociale”; su questo asse si pongono quindi le basi per scoprire la propria creatività (fisica-psichica) e per giungere infine a metterla a disposizione della comunità. Qui i nostri figli di oggi diventano i cittadini di domani; la nostra capacità di creare può essere messa al servizio di un progetto molto più allargato che può portarci a vedere nel “bene comune” qualcosa che alla fine può far stare molto meglio anche noi. Per giungere a questo tuttavia abbiamo dovuto poter godere di quella fase di onnipotenza e di unicità che altrimenti andremo cercando tutta la vita, e sarà proprio questo ad impedirci di lavorare in un gruppo, di diventare esseri sociali capaci di riconoscere nella diversità degli altri una ricchezza anziché un eterno confronto. Chi non ha superato la fase egoica si insinuerà nella comunità sociale ancora per prendere, per brillare, per esercitare il proprio delirio di potere e non riuscirà mai, neppure per un attimo, a comprendere il simbolismo profondo della casa 11a. O viceversa, avrà sempre bisogno di stare con gli altri perché la sua identità sarà fragile, ma in questo modo assorbirà e non porterà alcun contributo.

I nodi in questa casa indicano quindi un percorso da fare o rifare in questo senso. Chi ha il Nodo Sud in 5a e il Nodo Nord in 11a deve fare proprio questo viaggio, deve scoprire le gioie del creare, del far crescere la sua luce, deve quindi rafforzare attraverso la creatività, attraverso la ricerca della spontaneità e di tutto ciò che può farlo sentire speciale, il proprio senso di identità, ma non lo deve proiettare, deve trovarlo dentro di sé: cioè non potrà ricavare questa luce dai figli – che sono un simbolo della 5a – ma dovrà svilupparlo all’interno, personalmente, ritrovando quel senso di gioia nella vita che giunge dal proprio essere e dall’espressione del proprio Io, e poi con questo bagaglio si potrà avvicinare agli altri. Deve imparare che gli altri sono diversi ma non per questo nemici, deve lavorare con gli altri e avere come scopo finale quello di migliorare le condizioni della comunità sociale in cui vive, mettendo le proprie capacità e la propria individualità (unica e speciale) al servizio comune, perché ognuno ha la propria individualità (unica e speciale). In 11a bisogna trovare il senso della cooperazione, ed ognuno può cedere qualcosa di proprio e della propria luce per un fine più nobile, per far star bene o meglio gli altri, senza dipendere e senza sfruttare, uniche due condizioni che la 11a non prevede. Se però l’identità non è forte, la diversità fa paura e quindi non la si cerca, la si combatte e non si fa nulla per gli altri perché questo mette in crisi le proprie sicurezze. La casa 11a è il grande corpo dell’umanità che ha bisogno che i singoli organi (individui) lavorino ognuno per sé ma al tempo stesso per un “progetto comune”.

Chi ha il Nodo Nord in 5a e il Sud in 11a si troverà con un buon bagaglio sociale: ha acquisito un senso di solidarietà verso gli altri ed è particolarmente incline a riconoscere il gruppo e il senso della diversità soprattutto a livello di opinioni. Tuttavia, è probabile che in questa acquisizione ci sia ancora qualcosa da mettere a punto, in quanto potrebbe trattarsi di una persona che non ha ancora raggiunto un forte senso di identità e di espressione di sé e quindi potrebbe aver usato il Nodo Sud con una difficoltà a riconoscersi nel gruppo, essendo probabilmente troppo dipendente dagli altri, e senza avere ideali propri potrebbe finire per farsi trascinare nel vortice di ciò essi che fanno, dicono e progettano. L’11a è una casa che non prevede più regole, ma se non si è forti abbastanza rispetto al senso di individualità si finisce per sfruttare il gruppo o per cercare di dominarlo. Un ritorno alla 5a richiede invece un viaggio in direzione di un rafforzamento di questo senso di identità, un bisogno di scoprire l’unicità e la specialità e di affermarla in modo chiaro e diretto anche attraverso la propria creatività. Avremo quindi persone che devono trovare un personale carisma per raggiungere qualità che gli altri possano riconoscere ed apprezzare. Significa anche ritrovare quella passione che tanto accende questa casa per poi dirigerla verso qualcosa che non sia solo personale.

Con il Nodo Nord in 11a l’accento non deve più cadere sull’Io ma sul Noi. È anche vero però che per arrivare a superare il forte senso della propria individualità, retaggio di un Nodo Sud in 5a, bisogna aver prima assaporato pienamente la gioia di vivere, aver soddisfatto il desiderio di riconoscimenti, aver fatto vivere il proprio “bambino interiore”, averlo fatto giocare e aver soprattutto lasciato spazio alla propria creatività, non solo biologica ma, secondo me, esistenziale. È solo attraverso questo percorso – con cui per altro ci si continua a confrontare – che si può arrivare a capire l’importanza della solidarietà umana, la necessità di un impegno personale a favore della comunità o di chi è meno fortunato. A quel punto anche il bisogno di “essere al centro” o di “essere a capo”, caratteristico di un Nodo Sud in 5a, può diventare meno imperativo e più consapevole di altre possibilità. In tal modo si può apprendere l’importanza di lavorare in équipe, si può conoscere la gratificazione che proviene dalla collaborazione, la soddisfazione di essere riusciti a decidere collegialmente. Un’altra caratteristica del Nodo Sud in 5a è che spinge spesso, soprattutto nella prima parte della vita, a vivere molte storie d’amore non per reale coinvolgimento emotivo ma perché si ha bisogno di sentirsi desiderati. Oppure, sempre per un eccessivo senso dell’Io, si possono vivere situazioni sentimentali un po’ teatrali che hanno lo scopo preciso (anche se inconsapevole) di soddisfare il bisogno di protagonismo di una personalità troppo “centralizzata”. Possono essere però proprio questi rapporti che oscillano tra il gioco e il dramma, a far sentire nel tempo il bisogno di legami basati su autentiche affinità, mentali oltre che fisiche, e che soprattutto non abbiano alcun aspetto di coercizione, ma lascino a ciascuno un proprio spazio di azione e una propria libertà di pensiero. Anche così si fa quell’esperienza di confronto tra idee differenti che permette di capire il valore della libertà e della diversità, dell’apporto che essi possono dare; si potrà sperimentare così anche l’importanza dell’operare per obiettivi comuni; e questo sia nel privato che nel sociale.

Col Nodo Sud in 11a i valori sociali hanno sicuramente importanza ma la persona – per una carenza riguardante la propria individualità – potrebbe iniziare il suo percorso con un atteggiamento di “sudditanza” rispetto alle idee del gruppo o al contrario, per un malinteso senso dell’Io, potrebbe cercare di imporsi senza mettersi in sufficiente ascolto di quelli che sono i bisogni della comunità. C’è comunque una prima parte della vita in cui le amicizie o le associazioni politico/sociali/ideologiche, le idee di un gruppo, alcuni ideali prevalgono sui legami familiari da cui ci si sente distaccati, al punto che non è raro il caso della persona che abbandona l’ambiente natale per trovare da sola la sue “leggi” e il suo stile di vita. Si sogna un futuro diverso ma nell’affrontarlo e soprattutto nel costruirlo si possono vivere anche fasi di fermata in cui ci si trova ad essere più spettatori che attori.

Il Nodo Nord in 5a spinge invece a riappropriarsi della propria unicità, delle proprie capacità espressive, cercando di concretizzare nella propria vita quell’aspetto creativo/immaginativo che col Nodo Sud in 11a potrebbe non essere stato sufficientemente valorizzato. Il rapporto col gruppo continua ad essere fondamentale perché è proprio attraverso questo confronto diretto con chi si prefigge le stesse mete o ha idee molto simili che si sviluppa meglio il senso del proprio valore e della propria unicità. Col Nodo Nord in 5a si pone in realtà una sfida tra una profonda necessità di far parte di un gruppo più vasto in cui in qualche modo ci si può anche sentire “protetti” – e il bisogno di affrontare sé stessi, i propri desideri (che non devono essere fughe ma un diretto confronto con la realtà), la propria capacità di scegliere un modo di vivere personale sapendo che questo potrà anche costare il prezzo di una certa solitudine. Col Nodo Nord in 5a lo sviluppo della forza interiore e la capacità di affrontare e gestire in modo autonomo la propria vita possono diventare obiettivi primari anche perché l’esperienza che si fa può essere di rendersi conto che non si può operare per gli altri se non si sa cosa si vuole per sé stessi. Tutto ciò non significa che il prossimo, la collettività, le amicizie non debbano essere più considerate; al contrario, tutta la comunità a cui si appartiene continua ad essere importante se non altro perché diventerà non più solo l’obiettivo su cui si riversano le proprie attività, ma l’elemento “giudicante”, ciò che osserva, boccia o promuove. Altro elemento che viene focalizzato dal Nodo Nord in 5a sono i bambini: sia come modello di libera espressione della propria fantasia, sia come simbolo del “fanciullo” che è in noi e deve essere accudito affinché possa dare il suo contributo di immaginazione creativa alla nostra stessa esistenza. Il Nodo Nord in 5a infatti mette l’accento soprattutto sulla capacità di “reinventarsi la vita”, quindi di saper superare i retaggi e i limiti di un collettivo che può essere anche molto condizionante, per poter “creare” la propria esistenza.

 

ASSE VI/XII – VERGINE/PESCI

 

Nodo Nord in Vergine o 6a Casa
Nodo Sud in Pesci o 12a casa

Il tema dell’esistenza è la realtà quotidiana con cui ci si deve misurare senza tentativi di evasione e paure ma anzi con tolleranza e capacità di accettazione. Il sacrificio sarà una delle componenti da sviluppare, forse il confronto diretto con la malattia propria o altrui ma ci si potrà avvalere di capacità pratiche che tuttavia non dovranno mai escludere la fiducia e la compassione. Valutare Mercurio.

Nodo Nord in Pesci o 12a Casa
Nodo Sud in Vergine o 6a Casa

Qui il problema esistenziale riguarda addirittura Dio e l’Eternità. Non si possono affrontare questi temi assoluti se non confrontandosi quotidianamente con la realtà, le costrizioni della vita, la necessità dell’adattamento. Per poter comprendere l’Unità del Tutto o accedere alla Fede può essere necessario occuparsi concretamente e umilmente dei bisogni degli altri, accettando il sacrificio e imparando a vivere giorno per giorno, secondo le necessità. Valutare Nettuno.

 

Nell’asse VI/XII si affronta quella che chiamiamo non solo “la fatica di vivere” ma anche “la ricerca del significato di vivere”. Non c’è dubbio che questo Asse (molto frequente tra le persone che si interessano di astrologia) sia tra i più difficili da integrare per la sensibilità emotiva e la vulnerabilità con cui ci si deve confrontare; per la permeabilità psichica di cui si è dotati (o caricati) fin dall’inizio o che si sviluppa nel corso della vita. Qui Mercurio e Nettuno devono sempre essere esaminati e, dovunque si trovino e qualunque aspetto abbiano, mettono in risalto la necessità di integrare le capacità e i bisogni pratici dell’uno, con il senso del dolore umano e la tendenza a prenderselo sulle spalle dell’altro. Qui è in gioco tutto ciò che è quotidiano, contingente ma assolutamente necessario per vivere su questa terra, e ciò che invece è eterno, assoluto ma impalpabile e quindi può confondere, fuorviare, sovrapporsi con sensazioni, fantasie, evasioni. Un Nodo Nord in 6a Casa indica la necessità di mettersi al servizio degli altri, che spesso vuol dire purtroppo “dipendere dagli altri” in senso economico, lavorativo, per molte cose relative alla vita di tutti i giorni e soprattutto per ciò che riguarda molte delle nostre scelte. Il Nodo Nord in 6a indica la necessità di “piegarsi”, di accettare gli eventi che possono riguardare non solo la salute o il lavoro (settori correlati questa casa), ma anche la vita familiare e affettiva, le nostre piccole libertà, le nostre piccole scelte: non è che ciascuno vivrà tutto ciò, ma molte di queste problematiche si faranno sentire, dando l’idea di non essere assolutamente padroni di sé stessi ma piuttosto in balia degli eventi.

Per quanto riguarda l’interpretazione del Nodo Nord in 12a Casa possiamo dire che in linea di massima chi ha un Nodo Sud in 6a può essere critico, rigido e spesso insicuro o comunque vive in una condizione (auto)limitativa e sente la necessità di abbattere le proprie difese quotidiane senza le quali si sente tremendamente esposto e vulnerabile, oltre che assolutamente inadeguato, per aprirsi ad “ogni altra possibilità”. La verità è che questo è un Asse difficile, come lo sono sempre la 6a e la 12 casa e l’integrazione tra la capacità di abbandonarsi alla fiducia, alla compassione, alla solidarietà, e la tendenza (o l’aspirazione) a vivere una vita modesta, di routine, ma tranquilla in cui i programmi verranno rispettati e niente verrà lasciato al caso; è un cammino molto arduo e spesso logorante. Tanto più che, avendo il Nodo Sud in 12a, la casualità e l’imprevisto saranno spesso imperanti.

Il Nodo Nord in 12a e Nettuno possono indicare la necessità di superare o addirittura trascendere i limiti fisici, mentali e spirituali, la necessità del sacrificio, della pietà. Il Nodo Sud in 6a Casa può indicare una condizione restrittiva, limitante, umiliante o semplicemente di atteggiamento eccessivamente critico, oppure una condizione rassicurante, quotidiana e stabile nella sua accezione positiva ma costantemente minacciata dalla precarietà. Tuttavia l’energia transpersonale simboleggiata da Nettuno non può essere contenuta, compresa o espressa ad un livello di soddisfacimento di esigenze personali o egoistiche e può sembrare spietata e cieca da un punto di vista razionale o concreto. Nettuno spinge al superamento delle categorie, implica perciò la necessità di trovare un significato ad un livello superiore oppure trascendente, il superamento del proprio egoismo ma anche il sacrificio o il pericolo dell’annullamento di sé stessi. Probabilmente è questo il motivo per cui l’integrazione proposta dall’asse VI/XII è così difficile da attuare o da comprendere.

 

 

Interventi di:

Rosanna Bianchini

Maurizia Brambilla

Giovanni D’Amico

Claudia Demurtas

Luciano Drusetta

Lidia Fassio

Chiarastella Ghersani

Giacomo Giorgi

Geneviéve Jama

Maria Grazia La Rosa

Maria Teresa Mazzoni

Clementina Messaggi

Antonio Olmeda

Mary Olmeda

Bianca Pescatori

Sandra Zagatti

 

 

Note

 

(1) “Corrispondenze fra Microcosmo e Macrocosmo” Ed. Antroposofica Milano 1989. “Il respiro rappresenta senz’altro uno stadio intermedio tra il ricambio vero e proprio e il processo percettivo sensorio, lo sperimentare del tutto cosciente del mondo esterno. (...) Richiamai l’attenzione su come l’uomo appunto abbia nel suo ritmo di respirazione 18 respiri al minuto, qualcosa che è in sorprendente concordanza con un altro ritmo presente nel cosmo. Noi abbiamo 18 respiri che estesi nell’arco di un giorno, come ho già spesso indicato danno 25.920 respiri al giorno. (...) Se di nuovo prendiamo il numero di anni che il Sole impiega quando, ora non importa se in apparenza o in realtà, avanza nel punto in cui sorge a primavera, procedendo sempre di un tratto ogni anno, vediamo che esso impiega 25.920 anni per percorrere tutto lo zodiaco nel punto in cui sorge a primavera: è l’anno platonico. (...) I 25.920 respiri corrispondono a un giorno di 24 ore per l’uomo, diciamo pure che un giorno di 24 ore dell’uomo è un giorno microcosmico. 18 respiri corrispondono all’unità del ritmo. Proviamo ora a considerare l’intera precessione degli equinozi come un grande giorno celeste; non semplicemente come l’anno platonico, ma come un grande giorno celeste. Prendiamolo come un giorno celeste o giorno cosmico, come meglio si crede, come giorno del macrocosmo. Se dovessimo cercare nel macrocosmo i respiri che potrebbero corrispondere a quelli che l’uomo compie in un minuto, quale durata dovrebbero avere? Dovrebbero durare 18 anni. Un respiro della durata di 18 anni, emesso dall’essere che corrisponde al macrocosmo. Riferendoci alle moderne affermazioni dell’astronomia (...) vogliamo considerare quella che gli astronomi oggi chiamano nutazione dell’asse terrestre. Sappiamo che l’asse della Terra è obliquo rispetto all’eclittica e che gli astronomi parlano di un oscillare dell’asse terrestre intorno a tale posizione, e lo chiamano nutazione. L’asse della terra gira intorno a tale posizione appunto in 18 anni, almeno approssimativamente; con più precisione sono 18 anni e 7 mesi, ma non occorre che teniamo conto della frazione, anche se è possibile fare un calcolo esatto. Con quei 18 anni è però connesso qualcos’altro. Non solo avviene quello che gli astronomi chiamano la nutazione, l’oscillare dell’asse terrestre, il ruotare dell’asse terrestre a doppio cono attorno al punto centrale della terra, non solo ciò avviene nel corso di 18 anni, ma contemporaneamente accade qualcos’altro. La Luna appare infatti ogni anno in un punto diverso. Analogamente a come il Sole, ascendendo e discendendo nell’eclittica, compie una sorta di movimento pendolare allontanandosi dall’equatore e tornandovi, altrettanto avviene con la Luna. Le occorrono 18 anni per raggiungere di nuovo la posizione in cui era apparsa 18 anni prima. Vediamo come tale nutazione sia connessa con il corso celeste della Luna e possiamo così dire: la nutazione non indica altro in effetti che il corso celeste della Luna. Essa non è altro che la proiezione di quel movimento della Luna. Possiamo quindi realmente osservare il respiro del macrocosmo.”

 

 

Bibliografia

 

M. Carla Canta: Astrologia e Reincarnazione, Sonzogno

André L’Eclair: I pianeti e i Nodi Lunari, Spoleto Libri

R. Merriman: Astrologia Evolutiva, Ed. Crisalide

Gibram: Astrologie Traditionnelle des Noeuds Lunaires, Guy Trédaniel Editeur

M.T. Des Longchamps: I Nodi lunari e la Luna Nera, Mediterranee

M. Schulman: Karmic Astrology: the moon’s nodes and reincarnation, S.Weiser Inc.

L.Greene & H.Sasportas: The Luminaries, S.Weiser Inc

Bruno & Louise Huber: Moon-Node Astrology, S.Weiser Inc.

 

 

 

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