Mailing List Convivio Astrologico

Sintesi dei messaggi inviati sul tema:

 

MERCURIO


A cura di Rosanna Gosamo

 

 

Tra mito e simbologia

 

La mitologia è un supporto importante della ricerca astrologica, anche se non l’unico, e può spesso contribuire a fare chiarezza e a spiegare molto bene le dinamiche psicologiche riferite a un simbolo planetario. Infatti, sia l’astronomia che la mitologia sono strumenti utili per comprendere meglio il simbolismo astrologico, anche se devono necessariamente essere usate come complemento e non certo come mezzi esaustivi di lavoro. Si può dire che, nella maggior parte dei casi, i miti siano allegorie di eventi cosmici, o fisici, come brillantemente ipotizzato anche da De Santillana e Dechend.

Mercurio era un’antichissima divinità sotterranea preolimpica che fu poi integrata nel Pantheon della mitologia classica con alcuni cambiamenti nelle sue prerogative, ma aveva, in origine, notevoli ed indubbie caratteristiche ctonie. Il mito di Mercurio neonato che si divincola dalle bende nello stesso giorno in cui nasce, e quindi se ne va in Tessaglia a combinare guai, è molto espressivo in senso astrologico. Vi si leggono alcune fondamentali simbologie del pianeta: la precocità, la velocità, il significato di figlio e di giovane, il movimento, il viaggio... Ermes si libera dei pannolini, simbolo di passaggio dall’infanzia alla fanciullezza. In Tessaglia, poi, il giovane dio ruba una mandria ad Apollo (Sole), la nasconde astutamente, torna nella sua grotta e quindi finge innocenza, finché non è costretto a restituire il maltolto (non senza averne qualcosa in cambio): furbizia, senso degli affari (è il dio del furto e del commercio), piccole bugie, si nasconde al Sole (Mercurio in Scorpione). Malgrado tutto ciò gli altri dei, Apollo compreso, lo considerano una simpatica canaglia e non lo puniscono, riconoscendo in lui più la voglia di scherzare che non quella di fare danni: gioco (il classico Mercurio gemellino). Inoltre, nel mito egli aveva la capacità di improvvisazione attraverso la quale riusciva a togliere spesso altre persone, tra cui i suoi fratelli, dagli impicci. E’ collegato, tra l’altro, alla parte più giovane e più sbarazzina di ognuno di noi; è l’eterno fanciullo che si nasconde in ogni individuo e che può essere ricontattato proprio usando la propria voglia di curiosare, di scoprire, di divertirsi e di essere “inventivi” ritornando ragazzi. Ovunque noi abbiamo Mercurio nel nostro tema natale, è proprio lì che possiamo essere in grado di ritrovare questo gusto e di metterlo in atto.

Nel mito, seguono scambi di doni fra Mercurio e Apollo (commercio, scambio, mentalità astuta e utilitaristica, oltre che giocosa). Altri particolari, come quello di cancellare le tracce degli animali rubati o, come in altre versioni del mito, di far camminare le vacche all’indietro per confondere le impronte, parlano della sua elusività e anche del fatto che il pianeta sia scarsamente visibile in cielo a causa della sua piccola elongazione, delle sue modeste dimensioni e delle rilevanti possibilità che si trovi eclissato dal Sole, come pure del fatto astronomico delle sue frequenti retrogradazioni.

Mercurio, però, non ruba solo le mucche ad Apollo, che è suo fratello, ma ruba, in seguito, un pezzo ad ogni Dio dell’Olimpo, ovvero ad Afrodite, a Zeus, ecc. e poi, in ultimo, decide di fare un omaggio a tutti gli Dei, compreso, ovviamente, sé stesso. Questo chiarisce il discorso dell’adattamento di Mercurio a tutti i vari dei, cioè a tutti gli altri pianeti, anche perché la percezione, simbolo principe di Mercurio in astrologia, e l’adattamento intellettivo non possono prescindere da questo e devono essere sempre presenti. Il mito, con questo simbolismo, spiega chiaramente questa potenzialità del dio, così come mette in risalto, via via, le sue qualità ben superiori tra cui quella di messaggero, che permette a Zeus il raggiungimento della saggezza grazie alla visione dettagliata e possibile in tutti i regni, e quella di accompagnatore di Eroi, che è la sua funzione più grande... quella di coscienza, che può penetrare all’interno dell’inconscio, far luce e poi portare questa percezione al Sole: ciò che fa in Scorpione.

Mercurio, infatti, è il pianeta che più di tutti conosce l’animo umano e le sue contraddizioni, e per questo può scendere agli inferi e essere il dio classico della mediazione, il messaggero, colui che annuncia con tatto le brutte notizie e che riesce anche a convincere e a far accettare il volere di Giove, che non sempre è imparziale. Basta pensare all’Iliade e all’Odissea, oppure al mito di Prometeo, per rendersi conto delle terribili gelosie di Giove! Al pianeta in Scorpione si ricollega, inoltre, il Mercurio itifallico, quello che mostrava trasgressivamente un’erezione abnorme nelle statue spesso presenti lungo le strade del mondo antico.

Vi è anche il mito dell’elmo di Ermes-Mercurio, che donava l’invisibilità e gli era stato regalato da Ade-Plutone. Un’invisibilità relativa anche, e non a caso, astronomica, per il pianeta più difficile da osservare fra i sette visibili ad occhio nudo: piccolo e veloce, con un’orbita stretta che lo fa essere in prospettiva sempre nei pressi del Sole, e per questo spesso scorpionicamente “nascosto” o nella sua luce, o dietro o davanti ad esso a seconda dell’elongazione.

 

Mito e simbologia di Mercurio nella visione Hindu:

Innanzitutto, bisogna tener conto che la Luna per gli Hindu è un dio e che ha una natura molto femminile, fa da sostegno alla mente, idratandola con le emozioni e ne rappresenta gli umori. Il nome principale di Mercurio è Budha (da non confondere con Buddha).

Un giorno, Chandra, il dio della Luna, s’innamorò di Tara-Stella (da non confondere con l’altra, Tara-Kali), che era la moglie del suo Guru, Brihaspati-Giove. Egli rapì la dea e dalla loro unione nacque Budha, di sesso ermafrodita. Essendo nato da un flusso intenso di emozioni lunari e stellari, Budha era così bello, intelligente e gentile, da conquistare anche il cuore della moglie di Giove che volle fargli da seconda madre. Budha conserva sempre l’aspetto di un affascinante e illuminato giovanetto, uno splendido sedicenne. La sua pelle è verde e trasparente, sottili e belle sono le sue vene. Gli occhi sono rossi, dal taglio tipicamente orientale, con le ciglia lunghissime. Possiede arti armoniosi, da cultore di danza e yoga. Indossa abiti gialli o verdi. Quando parla, convince e affascina tutti. Gli riescono bene i giochi di parola, gli anagrammi e le sciarade. Cavalca un leone o un cavallo. Ha quattro mani; nelle prime tre regge una spada, una mazza e uno scudo, mentre con la quarta, offre la mudra della benedizione. I suoi amici preferiti sono Sole e Venere. E’ lacerato da un conflitto terribile con Luna-Chandra, che da parte sua, invece, non nutre astio alcuno per il figlio. Budha si sente indifferente verso Marte, Giove e Saturno. Ama la seta verde, lo smeraldo, le lenticchie verdi e l’ottone. Governa il Sud-Ovest (per alcuni il Nord), l’autunno, la Terra (invece che l’Aria) e l’odorato. La sua natura è gentile, attiva e scherzosa. E’ un fervente devoto di Vishnu, il dio della conservazione e della preservazione. Ama disegnare yantra e mandala. La forma geometrica che lo rappresenta è il triangolo.

Corrispondenze astrologiche: negli umani governa l’addome, la lingua, i polmoni, l’intestino, i centri nervosi ed i tessuti muscolari. Rappresenta l’età dai sedici ai venti anni. Per i legami di parentela, è indicatore degli zii materni, dei figli adottivi e degli allievi. Rappresenta Viveka, la capacità di discernimento e le qualità intellettive. Sensibilizza la mente all’emozione e porta alla luce il talento poetico. Come energia mentale, è lo strumento più potente nella gestione dei simboli-influssi degli altri pianeti e di tutti i transiti.



Mercurio è domiciliato in Gemelli, segno che rappresenta la fase infantile del pianeta ed ha una forte connotazione di curiosità, esplorazione dell’ambiente e immaginazione. Il pianeta governa anche il segno della Vergine, che tratteggia la fase di un Mercurio adulto. In questa posizione il tratto distintivo è l’analisi, la discriminazione e il discernimento, in funzione della scoperta della “verità”. Ciò che può essere problematico, in relazione a questa collocazione, è l’enfasi sui dettagli, al punto da non vedere “la totalità” a causa della minuzia.

Il glifo del pianeta pare significativo nell’esprimere una doppia valenza: in basso la croce, in alto il semicerchio. Un simbolo, questo, che in biologia è ben noto rappresentare l’ermafroditismo, laddove si usa giustamente il simbolo di Marte per il “maschio” e quello di Venere per la “femmina”. Nell’ottica del settenario degli antichi pianeti, il numero dispari di questi fa sì che si formino tre sole coppie bipolari, riconducibili genericamente ai diversi aspetti della dialettica maschile-femminile: Sole-Luna, Giove-Saturno, Marte-Venere. Rimane escluso proprio Mercurio che si situa al vertice dei “triangoli” come mediatore e sintesi delle polarità espresse.

Per questo motivo Jodorowsky considera Mercurio il mago stesso, nella sua sanguigna allegoria “La montagna sacra”, e lo esclude dall’analisi esplicita che fa degli altri sei pianeti. Sempre per lo stesso motivo il primo Arcano dei Tarocchi (Il Mago) può essere associato a questo pianeta.

Tradizionalmente, Mercurio rappresenta le figure dei fratelli, e tutto ciò che è in analogia con i significati della Casa III, parenti, consanguinei, l’entourage del nativo.

In Gemelli, Mercurio simboleggia soprattutto l’adattamento all’ambiente circostante secondo l’istinto e la legge del vantaggio egocentrico, infatti questo Mercurio, secondo Sicuteri, è quello con la verga da pastore, principio di acquisizione istintuale e naturale. E’ lo stato dell’apprendimento evolutivo, utilitario nella relazione con l’ambiente. E’ un potere ancora parziale e limitato all’agricoltura, alla conoscenza, allo scambio e all’arricchimento. E’ in questa sede che la mente “di-menti-ca”. Ed è anche curioso come la “mente” si adatti proprio a quest’aspetto mercuriale, sia come significato di insieme di possibilità, di contenuti intellettuali e spirituali dell’individuo, ma anche come matrice del verbo mentire (da mens, mentis). E’ “a posteriori”, ossia in Vergine, che Mercurio acquisisce valenze selettive e critiche, acquisendo pratica e competenza. In Vergine è la ragione che spinge verso la regolamentazione degli istinti: in verità, è il Mercurio vergineo che è dotato del Caduceo (la verga sacra attorno alla quale sono avvolti due serpenti che tendono alla sommità, dove c’è una coppia di ali distese). Questo caratterizza l’evoluzione dell’Ermes-Mercurio, in quanto rappresenta l’emblema dell’equilibrio fra istinto e ragione. Inoltre, sia il simbolo dei Gemelli, che quello della Vergine, sono rappresentati da figure umane e non da animali (come Ariete, Toro, Cancro, Leone), ciò probabilmente a significare, appunto, la presenza della ragione che può governare gli istinti. Lo Scorpione, dove troviamo l’esaltazione di Mercurio, è invece considerato il simbolo stesso dell’Umano. In Gemelli, dunque, Mercurio è intento ad acquisire nozioni, in Vergine seleziona e valuta e in Scorpione riflette. Nella sede scorpionica Mercurio sembra seguire l’itinerario, tipico del segno, del passaggio dall’immanenza alla trascendenza, il passaggio dall’umano verso il divino. In Scorpione, il pianeta accompagna, simbolicamente, il percorso che deve fare questo segno, scendendo nell’inconscio (Hermes che scorta gli eroi agli inferi) e portando in superficie i contenuti che vengono dunque “visti” e, come conseguenza, hanno possibilità di essere padroneggiati, dato che in ottava casa e in Scorpione l’Io deve imparare, come percorso emotivo, a padroneggiare ciò che si muove in profondità, deve conoscere le vere intenzioni e deve, quindi, mettere una pausa di riflessione tra le pulsioni di Plutone e l’azione di Marte.

L’esilio in Sagittario e Pesci, invece, suggerisce lo spazio aperto al sogno e all’immaginazione dove la razionalizzazione sarebbe solo un ostacolo alla realizzazione mistica e spirituale.

 

Astrologicamente, quindi, Mercurio rappresenta le facoltà intellettive, la curiosità di conoscenza, seleziona e cataloga le informazioni; di per sé stesso non ha grande profondità ed ha bisogno dell’apporto di altri pianeti per raggiungere vette più elevate. Rappresenta, inoltre, la percezione intellettuale, il contatto tra l’Io e il mondo esterno attraverso la conoscenza lucida e non attraverso l’intuizione o il sentimento. Da ciò deriva la possibilità di astuzia, abilità, calcolo, opportunismo, ma anche una visione prospettica delle cose, che consente il senso dell’umorismo, un distacco dall’affettività e dalla passionalità che favorisce lo spirito critico, spesso componente di un temperamento ironico. Mercurio sembra essere fondamentalmente neutro e assumere, di volta in volta, la colorazione del segno e della casa che lo ospita; in ogni caso, qualunque sia la posizione, se ben aspettato, pare agevolare gli scambi di idee, di opinioni, di vedute, così come la capacità di recepire e capire comunicando il proprio pensiero e, per analogia, la funzione dell’udito e anche l’uso degli strumenti tecnici che favoriscono materialmente le comunicazioni (telefono, radio, internet, etc.).

Il pianeta rimane sempre vicino al Sole e non supera i 18°di distanza, spesso essi si ritrovano ad occupare lo stesso segno. Questo può far pensare che, quando Mercurio occupa un segno diverso, rispetto al Sole, possa trasmettere con più modalità, e che le due energie possano amalgamarsi in modo differente.

Essendo Mercurio il primo pianeta che ruota intorno al sole, si può affermare che esprima la prima differenziazione dell’indifferenziata energia solare che si irradia attraverso lo spazio. Nel suo ruolo concernente gli effetti del vivere personale e sociale, il pianeta è complementare a Giove e dovrebbe tendere all’integrazione personale e al mantenimento ed arricchimento dell’intera personalità. E’ meglio distinguere tra il tipo di adattamento all’ambiente corrispondente alla funzione Luna e quello che porta con sé i tratti di Mercurio. Il primo adatta la personalità all’ambiente secondo i confini di quel particolare corpo ed ego, ma non può andare oltre. Corrisponde al genere di adattamento “primitivo” alla vita ed ha un carattere conservatore, tradizionale e possessivo. Il secondo comporta il significato di espansione ed accrescimento, con Giove, e può divenire la vera base per lo sviluppo della personalità portandola ad un livello superiore di evoluzione. Per ottenere questo risultato occorre, però, ampliare la propria sfera di consapevolezza, quindi il proprio potere di agire in uno spazio dell’essere ancora più esteso, e ciò può essere conseguito solo aumentando la propria disponibilità ai rapporti. La genialità mercuriana, in tal senso, si esprime nel costruire ponti di comunicazione e mezzi di contatto tramite attività di dare ed avere, accontentando, possibilmente, tutte le parti coinvolte. I mercuriali sono spesso abilissimi nel cogliere sincronicamente fatti che sembrerebbero scollegati tra di loro: i due Dei di Aria Mercurio e Urano infatti, specialmente quando si trovano insieme, possono dare il massimo, rispetto alla capacità di vedere le opportunità.

 

Un Mercurio retrogrado non significa in alcun modo una mente debole, ottusa o pigra; indica, in generale, che la mente opera intrinsecamente in contrappunto alla natura istintiva e al flusso della forza vitale. L’elemento importante da considerare è il rapporto base stabilito nella personalità fra, da una parte, la coscienza e i suoi meccanismi di consapevolezza o intelligenza (Mercurio, con l’apporto di altri pianeti), e dall’altra, gli impulsi vitali dell’organismo o la determinazione esistenziale (Sole). Vi sono stadi di evoluzione spirituale in cui si raggiunge la maggior evoluzione attraverso pulsioni contrastanti fra i fattori Mercurio e Sole. Mercurio retrogrado indica soltanto la presenza di un tale contrasto. Può condurre ad un più alto stato di individualizzazione, tramite una rivolta della ragione contro la natura sentimentale degli istinti, ma può anche condurre, in negativo, ad una mentalità nevrotica sempre in guerra con la vita, che produce un’immaginaria delusione dopo l’altra, quale fuga psicologica dai fatti concreti. Può indicare una lucida indipendenza mentale dalle forze irrazionali inconsce, o schiavitù di paure e inganni o razionalizzazioni soggettive.

Il Mercurio retrogrado può funzionare come “a-sincronismo”, come “non contatto” e creare una serie di intoppi nelle informazioni e nel normale svolgimento di quelle funzioni che si fanno automaticamente. In genere, la mancanza di sincronismo crea “difficoltà di relazione” interna al sistema nervoso e, oltre ad avere contrattempi, tipo la posta che non arriva, il telefono che non funziona, le persone che non si trovano e le difficoltà nella comunicazione, spesso ci si fa anche male fisicamente perché si è fuori ritmo. Da un punto di vista psicologico, dovrebbe riguardare proprio l’attenzione, il bisogno di metterne di più anche nelle normali questioni e faccende di tutti i giorni.

D’altra parte, un Mercurio diretto può indicare una mentalità condizionata innanzitutto dall’esigenza di sopravvivenza organica ed espansione personale (dall’arguzia primitiva ad un intelletto scientifico che scopre nuove relazioni e nuovi strumenti per guadagni e aumento di potere) o una mente capace di offrire obiettività e formulazioni efficaci alla volontà centrale solare e agli scopi di questa.

 

Poiché, in generale, Mercurio si connette alla capacità di apprendere e al modo in cui l’individuo si rapporta all’apprendimento, possiamo notare che i segni di Fuoco prediligono apprendere attraverso l’azione, giocando o agendo con creatività. I segni d’Acqua hanno l’attitudine ad apprendere attraverso sensazioni ed emozioni e la comprensione è fortemente soggettiva. I segni di Terra amano apprendere attraverso l’esperienza pratica, con l’utilizzo delle mani e degli altri sensi di cui siamo dotati. I segni d’Aria apprendono in modo classico, attraverso l’ascolto, la lettura e la comprensione oggettiva. Il pianeta in segni cardinali pare voglia spingersi oltre i pensieri, se prende un’idea, la segue, sino alla conclusione; in segni fissi esprime la tendenza a soffermarsi e digerire l’informazione in arrivo; in segni mutevoli, Mercurio può essere dappertutto e racchiudere lo sbocciare di un’idea. In segni personali (Ariete, Toro, Gemelli, Cancro e le case dalla prima alla quarta), Mercurio opera in termini egocentrici; in segni sociali (Leone, Vergine, Bilancia, Scorpione e le case dalla quinta all’ottava), tende ad apprendere attraverso quello che dicono gli altri, e, se ben aspettato a Giove, insieme con gli altri; in segni universali (Sagittario, Capricorno, Acquario, Pesci e le rimanenti case), cerca ampi schemi di riferimento, il grande quadro o l’intera visione e la percezione è rivolta a relazioni ampie e strutture filosofiche.

Alcuni archetipi di Mercurio sono lo studente, Peter Pan, Alice nel paese delle meraviglie, il Puer Aeternus, Hermes, che ama fare scherzetti per capire quello che sta succedendo. Rappresenta anche l’archetipo del Messaggero o dell’Angelo. Infatti, la parola “angelo” deriva dal termine greco a??e??s, che significa “messaggero”.

Mercurio è sempre razionale ed essenzialmente amorale; osserva semplicemente i fatti e lascia che sia, semmai, Giove a giudicarli. Egli fornisce l’informazione, ma quello che accadrà dopo, ciò che ne faranno gli altri pianeti, non è un suo problema!

 

 

Le corrispondenze psicologiche

 

I pianeti hanno una loro personale energia, rappresentano e simbolizzano delle funzioni psichiche ben precise: in particolare, le funzioni comunicazione, scambio, percezione, trasmissione, ecc. di Mercurio, devono essere non solo fatte, ma garantite in ogni segno in cui esso si venga a trovare. E’ ovvio che, quindi, avviene una sorta di mescolamento tra le qualità del pianeta e quelle del segno in cui questo viene a cadere. Il risultato di questa miscela è quello che, poi, alcune persone giudicano migliore o peggiore, più bello o più brutto; in realtà non si può dare un giudizio di valore, ma solo osservare in che modo avviene questo trasformismo, che è esattamente ciò che serve per quella determinata persona. Inoltre, per fortuna, la casistica insegna che ci sono personaggi intelligentissimi con tutti i tipi di Mercurio, così come ci sono persone con forti deficienze anche con posizioni di Mercurio che, sulla carta, dovrebbero essere eccezionali!

I guai non nascono dai pianeti nei segni e dalla loro colorazione, ma dai blocchi che questi pianeti possono subire, che rappresentano ostacoli nella percezione, nello scambio, nella capacità di apprendere. Non possiamo dimenticare che i pianeti personali cominciano a funzionare sul piano psicologico proprio nella primissima parte della vita: a partire dalla nascita, incontriamo Marte, Venere e Mercurio, in prima, seconda e terza casa e li incontriamo attraverso uno scambio preciso. Infatti, considerando gli assi del tema, importantissimi per quanto riguarda le fasi evolutive, noi incontriamo Marte e Venere (prima – settima), poi Venere e Marte (seconda – ottava), quindi Mercurio e Giove (terza – nona). Ciò significa che se questi pianeti, che formeranno, insieme a Sole e Luna, il nucleo fondamentale della personalità, non potranno svilupparsi in modo coerente, vuoi perché l’ambiente non permette un’introiezione di un modo di comunicare chiaro e diretto, o perché non permette la percezione di quello che accade perché troppo doloroso per il bambino, avverrà una sorta di blocco e questi sarà costretto, per potersi difendere da qualcosa, che non solo non capisce, ma che può essere anche terribilmente doloroso, a limitare la sua percezione, a falsarla o a trasformarla, finanche a distruggerla; è così che l’Io in formazione può costruire un falso Se, che sarà la conseguenza di quello che, secondo la propria percezione personale, sembrerà più bello o più brutto. Il falso Se è sicuramente un grande dramma, soprattutto per la persona che lo ha dovuto costruire; tuttavia, anche in questi casi difficili, i soggetti in questione avranno sempre ampie possibilità, nella loro vita adulta, di correre ai ripari e di re-iniziare a formare una personalità che possa esprimersi in tutta la gamma di possibilità che il tema natale mostra.

Mercurio è legato alla “percezione rapida” del sistema sensoriale; tuttavia è anche il pianeta più sensibile ai travisamenti proprio perché è il più vicino all’Io e, di conseguenza, è anche quello che per primo riflette i vari meccanismi di difesa di quest’ultimo.

Naturalmente, non è che tutti i meccanismi di difesa abbiano a che fare con – o solo con – Mercurio, per cui il riferimento è a quelli che agiscono sulla percezione, sull’attenzione e sulla catalogazione dei messaggi e delle informazioni. Questi possono essere considerati la mappa più sofisticata e dettagliata dei modi in cui l’attenzione e l’ansia vengono trattate dalla psiche; in effetti, i meccanismi di difesa hanno come scopo principale, quello di dirottare l’attenzione da qualcosa che quest’ultima non è in grado di sostenere e di comprendere.

L’adozione di uno o dell’altro, o di alcuni piuttosto che altri, rivela, inoltre, qualcosa di profondo della personalità di un individuo. E’ chiaro che le difese preferite diventano poi dei rituali, ovvero delle manovre abituali che intervengono meccanicamente ed automaticamente, senza che l’Io se ne interessi più. La scelta iniziale potrebbe essere casuale, nel senso che, inizialmente, il bambino può sperimentare diversi sistemi, ma, in seguito, quello che darà maggiori garanzie rispetto al controllo dell’ansia, sarà quello adottato.

Possiamo dire che le difese diventano un’abitudine e l’abitudine crea, nel tempo, un modo di vivere. Si diventa quindi esperti in strategie particolari, ma questo significa che si favoriranno alcuni aspetti della nostra esperienza escludendone completamente altri. Quando è in atto un meccanismo di difesa, infatti, la persona non ha più il controllo di questo e quindi non lo “vede” agire: le tecniche usate diventano una sorta di corazza. W. Reich ha studiato le “corazze difensive” e le ha definite come lo scudo che il Se ha usato per schermarsi contro le minacce. La corazza in buona parte risiede nell’attenzione, perché i pericoli che il Se cerca di evitare giungono sotto forma di informazioni: paure, impulsi, rabbie, minacce, ecc.

Reich notò che i sintomi (depressione – nevrosi – anoressia – impotenza, ecc) esulavano dal vero problema del soggetto, ma servivano a rivelare dinamiche sottostanti, ovvero parti di Se molto diverse dalla corazza caratteriale. Reich riuscì a dimostrare che l’intero apparato mentale di una persona, il suo essere nel mondo, è in buona parte modellato dalle sue strategie difensive. Su questa “corazza” è come se fossero incise le deviazioni e le distorsioni pretese dalle difese nel loro tentativo di evitare tutto ciò che è spiacevole.

Mercurio usa l’attenzione e definisce ciò che notiamo; tuttavia, non sempre sappiamo “come” notiamo le cose. L’attenzione può venire distorta e, come conseguenza, risulterà distorta anche la conseguente esperienza. Nei processi di percezione possiamo, intanto, vedere come Mercurio si sintonizzi su ciò che colpisce la nostra attenzione; saranno infatti proprio le cose che ci colpiscono a modellare la nostra mente. Percezione e attenzione sono collegate e lavorano insieme per permetterci di orientarci nell’ambiente. Se però qualcosa dell’ambiente è minaccioso, o lo è troppo per il nostro sistema psichico, inconsciamente, procediamo con una serie di auto-inganni che hanno lo scopo di “difenderci”. Mentre alcune parti della percezione e dell’attenzione sono praticamente bandite (quindi non vi è accesso), ve ne sono altre in cui si diventa particolarmente abili, poiché lì permettiamo alla consapevolezza di agire indisturbata. Questo significa che esiste uno schema che parte fin dall’inizio, probabilmente anche precedente alla nascita, che seleziona ciò che dovrà essere registrato e ciò che invece dovrà essere evitato e che guiderà, successivamente, l’attenzione. Vi è dunque un filtro a livello di percezione, che diventa un censore tutte le volte che toglie o devia informazioni, non perché esse non siano rilevanti, ma perché creano ansia e quindi diventano “da scartare”. Ciò che entra o non entra nella nostra coscienza, però, non ha nulla a che fare con il fatto che ci sono parti della psiche che conoscono ed elaborano anche ciò che non è entrato in questa sfera.

Il processo psicologico più semplice e usato più o meno da tutti, di quando in quando, è la disattenzione selettiva. E’ un meccanismo che cerca di evitare quegli elementi che potrebbero rappresentare un grave motivo di turbamento se venissero notati. La disattenzione selettiva è la risposta più a buon mercato alle angosce quotidiane: la bolletta che non si trova, il dover fare qualcosa di noioso che viene scordato, ecc. Si tratta di mini-negazioni, tuttavia, ognuno di noi ha un numero abbastanza elevato di cose che non nota nella propria vita. L’assoluta semplicità della disattenzione selettiva, e la sua presenza costante nella vita e nella quotidianità, fanno di lei una “difesa molto comune”.

Automatismo: non ci si accorge di ciò che si fa o di ciò che si dice. Se ci accorgessimo di tutto ciò che facciamo e diciamo, spesso ci sentiremmo molto a disagio. Questo sistema di difesa aiuta a non rendersi conto delle reali motivazioni che ci sono dietro a certe azioni o certe parole.

Nella disattenzione selettiva una parte di quello che si percepisce viene cancellata o deviata prima che raggiunga la consapevolezza. Nell’automatismo la disattenzione si estende anche alle risposte che vengono fornite.

I principali meccanismi di difesa, “negazione – evitamento – spostamento – proiezione –rimozione – ecc”, sono molto spesso operati sulla percezione, ragion per cui le informazioni entrano ma vengono deviate in una sorta di “magazzino di smistamento”, che provvederà a inviare nella coscienza ciò che è innocuo, ma a deviare per altri canali tutto ciò che viene percepito come “pericoloso”. Questo ammasso di informazioni è enorme ed ha buona probabilità di non giungere mai alla coscienza. Infatti, quando la difesa opera a questo livello, la coscienza non è informata dell’esistenza di quella precisa informazione e, quindi, non la cercherà neppure mai nella memoria. Il fantastico della “rimozione” consiste nel fatto che la psiche rimuove anche l’atto di aver rimosso. Ecco perché certe problematiche schizzano fuori solo attraverso i lapsus, le associazioni libere, oppure attraverso le nevrosi che, spesso, coprono e difendono nuclei che la percezione e l’attenzione, a suo tempo, hanno considerato troppo pericolose.

 

Mercurio, rappresentando la curiosità e l’attenzione, evidenzia anche il punto dove noi dirigiamo la stessa e, sostanzialmente, ciò che ci interessa di più. Quindi, simbolicamente, un Mercurio in Toro sarà più attento a ciò che ha a che fare con le sicurezze, un Mercurio in Leone a ciò che ha attinenza con l’Io, ecc. tuttavia non possiamo non tenere in considerazione il fatto che i pianeti personali sono anche i più facilmente influenzabili e deviabili nell’infanzia e, Mercurio, può rappresentare i nostri interessi falsati, giacché quello che effettivamente catturava la nostra attenzione può essere stato deviato e distorto e quindi, sarà da ricontattare.

Mercurio è anche legato al principio di realtà, che è la funzione dell’Io che deve permettere di distinguere gli stimoli che provengono dal mondo esterno da quelli interni, evitando la confusione tra la percezione degli oggetti esterni e le loro rappresentazioni provocate dall’intensità di un ricordo, un desiderio, ecc. L’esame di realtà è un’evoluzione della coscienza che ha il fine di evitare che il sistema percettivo venga sopraffatto da ciò che arriva dall’interno; al lungo processo, che parte dalla terza casa e finisce nella sesta, contribuisce anche Saturno. Esso nasce nel bambino, quando iniziano a svilupparsi l’attenzione, la memoria e il pensiero. Freud afferma che il principio di realtà corrisponde alla trasformazione dell’energia psichica “libera” in energia “legata” e pone al servizio dell’Io una parte dell’energia pulsionale. Mentre J. Lacan sostiene che il “reale è ciò che resiste alla simbolizzazione”. Partendo proprio da questo principio si può capire facilmente quanto esso possa essere facilmente distorto quando, per ragioni di difficoltà dovute all’interazione con l’ambiente, Mercurio viene trovarsi in aspetto dissonante con Plutone o con Nettuno, o con Saturno. In queste situazioni, quello che viene alterato è proprio il principio di realtà; la persona deve agire su qualcosa che risulterebbe devastante per la sua psiche. Sono da considerare come molto delicati anche gli aspetti tra Mercurio e Luna (soprattutto quadrature ed opposizioni, ma anche le congiunzioni), perché le persone che li possiedono tendono a confondere, o spesso a “travasare”, la sfera emozionale-soggettiva in quella razionale-oggettiva, cosa che si ripercuote non solo a livello di percezione, e quindi di valutazione della realtà, ma anche a livello di comunicazione. Soprattutto se il resto del tema fa sbilanciare l’aspetto Luna/Mercurio verso uno o l’altro pianeta (con una dominante saturniana o viceversa nettuniana, per esempio), non è raro che l’emotività prenda il sopravvento direzionando ogni pensiero, parola o giudizio sulla realtà interna, oppure che sia l’emotività a venire rimossa, o in qualche modo sopraffatta da briglie razionali pre-giudiziali. A livello comunicativo, ciò rende difficile la comprensione di ciò che “davvero” una persona pensa o sente, perché sembra non corrispondere a quello che fa o dice. Nelle dinamiche Luna-Mercurio, infatti, avviene proprio questa problematica, che si giocherà poi nella vita come una difficoltà nel far convergere le due percezioni: quella emotiva con quella sensoriale-intellettiva. Questo crea grandissimo stress, ansia e difficoltà, che vengono quasi sempre coperte da un meccanismo di difesa che taglia fuori una delle due modalità percettive. Il problema nasce nelle situazioni in cui bisogna risolvere qualcosa di importante, nelle quali la parte rimossa emerge come all’improvviso andando a boicottare la parte che entra in funzione. Nel caso in cui la persona abbia fatto affidamento sulla percezione emotiva, si troverà, proprio nelle situazioni di grande sollecitazione, ad avere una assoluta mancanza di pratica nell’esprimere ciò che sente e a sembrare completamente “falso” poiché ciò che viene all’esterno sembra completamente diverso da ciò che c’è all’interno; in caso contrario, sarà la parte emotiva a sabotare quella razionale, per esempio, durante degli esami, queste persone sono colte spesso da ansia, panico, vuoti totali di memoria, che sembrano intralciare tutto ciò che hanno realizzato. Sono anche aspetti che possono simboleggiare una sorta di “schizofrenia” interna, poiché spesso la persona può avere due messaggi assolutamente contrastanti: il messaggio verbale opposto al messaggio corporeo.

 

 

Qualche segno…

 

Per capire il funzionamento e le varie modalità espressive di Mercurio, portiamo l’esempio della sua collocazione in alcuni segni, precisando che non si vuole fare qualcosa di schematico e troppo manualistico, per cui l’esposizione non conterrà un panorama completo, ma solo le impressioni che più hanno colpito i conviviali.

 

E’ lecito pensare che i pianeti abbiano, esattamente come gli elementi, i segni e le case, una loro “evoluzione” e che possano passare da funzioni elementari, importantissime per la sopravvivenza, fino a funzioni superiori, sempre nell’ambito degli stessi simboli, con il risultato che si raffinano e si elevano. Il nostro pianeta appare per la prima volta nei Gemelli, ed è già molto raffinato, benché ancora immaturo (nasce subito “furbetto”, per così dire). In Vergine, più che acquisire ex-novo la facoltà di “attenzione” (che, in realtà, possedeva già in Gemelli), è costretto a fissare la stessa facoltà per un tempo maggiore sugli oggetti che ha deciso (uranianamente) di esaminare. (Non si può dire che a Mercurio in Gemelli manchi qualsiasi tipo di “filtro selettivo”, diciamo piuttosto che in questa sede primaria, pur “sapendo discriminare”, il pianeta stenta a soffermarsi sulle cose per un periodo molto lungo e finisce per annoiarsi presto). Facendo questo processo, perde in rapidità, in quantità, ma aumenta la qualità. “Curiosità” ed “attenzione” sono proprietà mercuriali, insomma, sia nella sua sede gemellare, che in quella verginea, così come in quella scorpionica. Ciò che varia e si “evolve” nelle sedi mercuriali è la quantità di tempo da dedicare all’osservazione di singoli oggetti, nonché la natura delle cose da scrutare e da “connettere”, sempre provvisoriamente, assieme.

E’ doveroso precisare che le modalità di espressione del pianeta, pur presente in un determinato segno, risentono delle proprietà della casa che lo ospita e degli aspetti che forma con gli altri pianeti.

La posizione del pianeta nel segno dei Gemelli lo rende orientato verso l’apprendimento; è infatti svelto ed apprende subito, con grande facilità; esprime una versatilità mentale non indifferente, con grande interesse per la lettura e per tutto ciò che è logico e mentale, compresa la passione per l’informatica; è, però, enciclopedico e come tale gli manca la capacità di approfondire le materie studiate, perché la sua attenzione è troppo distratta da stimoli nuovi e per lui tutti interessanti in ugual misura, il che ne distoglie l’attenzione, limita la costanza e la concentrazione. Infatti, a livello intellettivo, spicca un’estrema curiosità.

L’Aria agevola le comunicazioni e infatti l’etere è il luogo nel quale si propagano le onde radio e, in generale, i suoni: qui Mercurio è il pianeta delle comunicazioni, non solo verbali, ma anche scritte, simboliche, mimiche (braccia-Gemelli). Descrive una grande capacità di ridere, di divertirsi, sempre e dovunque, anche nei momenti di pathos, ed in quelli di eros (che veramente non sarebbe il caso perché una battutaccia può smontare anche il partner più focoso, ma a volte lui, il Mercurio, non resiste!). Può mostrare un notevole senso commerciale. Caratterizza persone che riescono sempre e comunque a parlare con chicchessia, anche il perfetto sconosciuto incontrato sul treno o per la strada. Chiaramente, chi ha Mercurio in questa posizione va sempre di fretta, ha ritmi di vita molto veloci e riesce a fare un sacco di cose; sono le classiche persone per cui la giornata dovrebbe essere lunga il doppio, ma senza dubbio troverebbero il modo di essere ugualmente indaffaratissime per tutto il tempo! Mercurio in Gemelli può richiamare alla mente il giullare, che fa sì divertire gli altri, ma si diverte anche lui a vivere… La zona d’ombra può essere l’attitudine adolescenziale e il rifiuto più o meno inconscio di crescere. A colmare la lacuna, comunque, potrebbe essere il transito di Saturno, che può costringere ad un veloce corso di recupero in “maturità”, piegando a forza il recalcitrante e giovane Mercurio all’evidenza dei fatti: l’adolescenza è finita, ma non per questo è finito tutto, anzi, comincia ora un nuovo ed interessante periodo tutto da scoprire, una manna per la curiosità del Mercurio in Gemelli!

Questa collocazione esprime anche un’altra verità: l’influsso della respirazione sul corso dei pensieri. Lo Yoga infatti ci insegna che un rallentato flusso respiratorio produce una corrispondente calma mentale: il corso dei pensieri rallenta ed è più facile conseguire la concentrazione. C’è quindi uno stretto legame tra l’aria che respiriamo e le nostre attività mentali!

Con Mercurio in Cancro lo slancio del pianeta è un po’ frenato, trattenuto, posto a riposo nelle acque fetali del pensiero. Per tradurre l’idea in parola e poi in azione c’è bisogno di un’elaborazione minuziosa e relativamente lenta. “Relativamente”, perché lo stesso Mercurio, pur appesantito dall’acqua, non perde la sua rapida agilità e dopo un po’, ritrova la propria natura, adeguandosi ai cambiamenti lunari. Questi, essendo strettamente legati alle emozioni, non sono mai metamorfosi complete ma, piuttosto, ampliamenti o restringimenti sulla visione della realtà e dell’orizzonte. La memoria è ottimizzata da questo connubio: i ricordi, al momento d’imprimersi nella memoria, sono stati attraversati in tempi lunghi, seppur con movimenti veloci, per cui l’impronta resta profonda e riconoscibile. La percezione è rapida ma l’elaborazione e la restituzione non sono immediate. In effetti, queste persone, riescono meglio a scrivere che a parlare. Sono anche degli ottimi ascoltatori, anzi, la loro forza è nell’ascolto, così come nell’osservazione che, poi, rappresenta un tipo d’ascolto di natura sinestesica. Quando discutono, sono avviluppati dalle proprie e dalle altrui emozioni, anche se, in casi di trauma o disturbi, possono sembrarne immuni. Un lavoro su se stessi e sulla gestione delle emozioni può esser loro di grande aiuto ed offrire risultati equilibranti. Quando parla, il cancerino mercuriale deve fare i conti con la propria timidezza, ma una volta partito, riesce a stabilire una profonda ed empatica comunicazione con l’ interlocutore. Grazie al naturale equilibrio tra pausa e parola, può addirittura diventare un relatore avvincente nel corso di conferenze e convegni. Il problema è l’eventuale blocco, dovuto ad un momento di voluta o casuale chiusura. Nel caso decida di chiudersi in un cupo mutismo, è difficile che desista dall’intenzione. Può utilizzare tale caratteristica per le meditazioni che richiedono temporanei periodi di “antar mauna” o silenzio interiore.

La persona con Mercurio in questo segno è un messaggero che cova i pensieri, le impressioni e le idee, e trova una buona realizzazione negli interessi mitologici, poetici ed artistici. Potrebbe essere più un ascoltatore che un esecutore di musica. Se dovesse, invece, interessarsi alle arti pittoriche, potrebbe essere un critico d’arte, un interprete dei segni e dei colori. S’impegnerebbe ad entrare nel dipinto, per restarvi in meditazione, sino al momento di un folgorante insight. Il rischio potrebbe essere di bloccarsi e cadere nell’inedia, nell’attesa dell’intuizione. Il Mercurio cancerino rappresenta anche momenti d’apparente blocco del pensiero o della parola. L’interesse per le questioni d’ordine interiore, soggettivo e personale è molto intenso. L’esperienza personale, l’intuizione e le sensazioni restano in primo piano, anche nella raccolta d’informazioni scientifiche e logiche.

Questa persona cerca di accompagnare con l’ispirazione ogni sua attività, altrimenti ha l’impressione d’estraneità. Il rischio può essere lo scivolare, inavvertitamente, nella rete dei pregiudizi o nello scambiare per intuizioni le proprie angosce e le naturali avversioni. L’immaginazione è molto attiva, creativa e stimolata da una sensibilità sempre presente, utile soprattutto per intuire le necessità degli altri; ma, a volte, può anche spingersi troppo, valicando i confini. Nel peggiore dei casi, si rischia l’invasività. E’ interessante, inoltre, il modo di viaggiare del Mercurio “allunato” dal Cancro; quasi sempre, vi è un rifiuto per le toccate e fuga e per i viaggi organizzati. Il bisogno di comprendere gli abitanti del luogo visitato è così forte e profondo, da immedesimarvisi totalmente, fino a diventare uno di loro. I vantaggi relativi alla conoscenza delle genti, delle usanze, delle tradizioni, della lingua e dei luoghi sono immensi. Il rischio è la perdita della propria identità o il rinnegamento delle proprie radici.

Prima di entrare nel merito della simbologia di Mercurio in Scorpione, è bene tenere presente le tematiche dell’odio e della vendetta. Fa parte del percorso evolutivo del nativo confrontarsi con queste e comprendere che è necessario andare oltre e trasformare questi estremi bassi sentimenti in sentimenti positivi. E’ la grande lotta tra il bene ed il male che lo Scorpione, più di qualsiasi altro segno, vive dentro di sé. Ed è così che l’animale del segno si trasforma in Aquila, che anticamente lo rappresentava.

Capacità di comunicare e socializzare: sappiamo che questa è prerogativa di un Mercurio in Gemelli, segno estroverso, il suo spirito vivace, curioso, ingegnoso, versatile e brillante lo rende un grande comunicatore e persuasore. Del resto neppure un Mercurio Vergine può competere in tal senso. Su Mercurio in Scorpione il terreno è poco favorevole! E’ brusco ed impulsivo, spesso aggressivo, tuttavia molto franco nei rapporti interpersonali e fedele nei confronti delle amicizie. Acuto, penetrante, come l’intelligenza di certi nativi, incuriosita dalle cose nascoste ed impenetrabili e marcata da una certa dose di umorismo di tipo ironico o sarcastico. Nella vita di relazione questo Mercurio possiede valenze contrastanti: da una parte c’è la penetrante curiosità che spinge, talvolta con una punta di morbosità, ad un certo tipo di contatto con gli altri, profondo, intellettuale, spesso di natura trasgressiva, ma, nei casi più positivi, con una grande capacità di contattare la parte più profonda e più vera; dall’altra c’è la diffidenza innata, l’attacco inaspettato e lo sconcerto che una mente penetrante e critica può generare in chi prova la spiacevole sensazione di poterle nascondere ben poco. L’irrequietezza mercuriale dei nativi è molto più intellettuale che fisica e l’acume trova spazi interiori di movimento in cui la psicologia e la sfida sono i motivi principali per intraprendere qualsiasi tipo di viaggio. Mercurio in scorpione richiede proprio quel tipo di trasformazione che si può ottenere raggiungendo il distacco, la riflessione che può darti quel momento che intercorre tra l’azione e la reazione. Certamente nella vita di relazione questo Mercurio presenta difficoltà di comunicazione. Detestando la superficialità, dà priorità alla qualità e non alla quantità dei rapporti che instaura, rapporti nei quali, cosciente o no, esercita il suo indubbio magnetismo. E’ risaputo, d’altronde, che il segno ha caratteristiche “asociali”… E’ infatti ermetico, originale e spesso stravagante, oltre che ribelle ed in alcuni casi anche rivoluzionario, e totalmente indifferente alle convenzioni. Ma è sulle facoltà intellettive e sul loro uso, che Mercurio in Scorpione si riscatta. Insieme a Gemelli e Vergine, lo Scorpione è considerato uno dei segni più intelligenti, ed è forse per questa ragione che Mercurio si considera esaltato in questo segno. In Scorpione l’abilità e l’ingegno di Mercurio si sposano al suo spirito critico e battagliero, producendo un’intelligenza profonda e viva. Analogamente a Mercurio in Vergine, Mercurio in Scorpione è in grado di accumulare un grande sapere, arricchendolo e perfezionandolo continuamente. La forza del segno dello Scorpione consiste nella conoscenza di sé stesso e degli altri, che unita allo spirito di osservazione ed allo spirito critico, altre peculiarità del segno, danno luogo allo sviluppo di un’intelligenza di tutto rispetto, ad una mente incisiva, lucida, indagatrice e scrutatrice di ciò che avviene dentro ed intorno a sé. Il segno non conosce mezzi termini, vi appartengono sadici, folli e criminali, ma anche psichiatri, psicanalisti, strateghi, pensatori e mistici, oltre che, fortunatamente, anche “comuni mortali”. Lo Scorpione deve poter avere padronanza sulle sue dinamiche istintive ed emotive e solo questo permette quella trasformazione e quella rinascita di cui tutti parlano. Per questo processo, ovvero per “penetrare” dentro all’inconscio, ci vuole un Dio come Hermes che possa scendere e fare il viaggio agli inferi. Mercurio è sempre “analisi” e questa possibilità nasce proprio dalla capacità di penetrare, portare fuori e poi analizzare (esattamente quello che fanno gli analisti che, in genere, hanno valori Vergine e Scorpione, con Mercurio sempre molto sollecitato). In particolare Mercurio in Scorpione è molto adatto a chi svolge un lavoro investigativo, anche in senso psichiatrico. Lo Scorpione e’ il segno della specializzazione e Mercurio ha qui la possibilità di andare fino in fondo. In negativo, Mercurio rischia di andare così in fondo da perdere la visione d’insieme di un dato fenomeno (come ogni caso di iper-specializzazione ). Si tratta, comunque, delle conseguenze dell’”estremismo” proprie del Segno. Sotto il governo di Marte questo Mercurio è critico, provocatorio, aggressivo, estremista ed intollerante, usa le capacità mentali ed intellettuali come una vera e propria arma. Bandisce la superficialità e diviene estremamente selettivo su come e con chi comunicare.

Spesso chi ha Mercurio in Scorpione, in modo un po’ perverso, si compiace della possibilità di “radiografare” gli altri, e pecca un po’ di presunzione, pensando di essere dotato di grande intelligenza. Ma Plutone può offrire a Mercurio in Scorpione quella penetrazione e profondità che gli può consentire una vera e propria trasmutazione e trasformazione per giungere, attraverso il distacco, alla riflessione, ma anche alla conquista di una dote con la quale lo Scorpione non ha troppa confidenza: l’umiltà. L’umiltà di ascoltare, di imparare e di tacere, senza per questo temere che le sue doti intellettuali, presunte o reali che siano, perdano di smalto.

Però, bisogna sempre tener presente che, metaforicamente, se un Mercurio gemellare può rimanere allegro e spensierato, al di sopra della superficie del terreno e svolazzante nel mezzo aereo, non è detto che un Mercurio scorpionico non possa rimanere altrettanto allegro e spensierato, nonostante la sua smania di scendere nelle viscere della terra e di immergersi nelle inquietanti acque del Lete.

Scendere nelle profondità, dell’animo umano, per esempio, come spesso ama fare un Mercurio scorpionico, non significa automaticamente acquisire una vera e propria profondità... calarsi nei meandri della psiche per esplorarla non vuol dire necessariamente che si diventa sapienti e profondi, magari saggi. Qui il pianeta ama investigare, scoprire l’arcano che sta dietro l’apparenza, ma resta pur sempre un “eterno giovinetto” giocoso, dissacrante ed immaturo... le conoscenze che ruba dal “profondo” non le accumula ed integra in una concezione più vasta e comprensiva, anzi le potrebbe sfruttare per secondi fini tutt’altro che cristallini (vicinanza di Plutone).

Mercurio in Capricorno segnala spesso una “distaccata” capacità di percepire e quindi raccogliere (eventualmente catalogare) dati in modo “scientifico”, riflettendo poi con facilità di concentrazione anche sui particolari ed andando a fondo nella ricerca, tenace e riservata. Un’ottima metafora sono i calzari alati, ma “piombati”, ma non si può pensare, per questo, ad un handicap per il veloce Mercurio, piuttosto a un aiuto per soffermarsi e riflettere, ad “andare a fondo” nelle cose invece di “sfarfallare” qua e là. Sicuramente ciò va un po’ a scapito della socievolezza, almeno dove l’erudita intransigenza (da sola decisamente arida) non sia supportata da qualità sociali di altri pianeti nella totalità del tema. Un altro problema potrebbe essere la fase adolescenziale, in cui i nativi, invece di essere superficiali e svagati come talvolta richiede l’età, spesso si mostrano un po’ troppo seri e logici, con un insolito autocontrollo, magari vivendo questa fase della vita senza la adeguata necessaria e divertente “leggerezza”. Infine, non pare questa la migliore posizione per le simbologie commerciali del pianeta, che preferisce rivolgere i propri sforzi in altre direzioni, a meno che il soggetto non pensi di utilizzarne i profitti in altri campi.

Questo Mercurio può rivelarsi molto utile negli studi e nel trattenere un contatto con il mondo reale, e può essere dotato di senso dell’umorismo, disincantato, ma assolutamente in grado di cogliere i minimi particolari per quanto riguarda soprattutto gli altri, tuttavia in grado di ridere anche molto di sé stesso. Mercurio in Capricorno indubbiamente risente della compagnia di Saturno e di Urano. Questo significa che ciò che nella prima parte della vita può sembrare un blocco, nel senso che spesso non c’è una buona fiducia nel proprio modo di pensare, perché, per esempio, ci sono difficoltà nel socializzare, perché si ha un sacco di complessi di inadeguatezza, nel tempo, sembra invece volgere completamente al meglio; come del resto tutte le cose toccate da Saturno. Infatti, spesso, la paura di non essere capaci e il senso di inadeguatezza agiscono sui nativi obbligandoli ad avere competenza, non fidandosi quindi di ciò che può essere superficiale, ma tentando sempre di approfondire. Il fatto di non essere un gran parlatore, fa del Mercurio in Capricorno un ottimo ascoltatore e questo finisce per influire sulla capacità di riflettere e di vagliare le molte possibilità. Indubbiamente, i blocchi di questo Mercurio sono abbastanza pesanti e, devono essere risolti proprio “aprendo la propria mente”, impedendole di avere paura e di rimanere quindi ristretta dentro i confini della mente razionale. Del resto, il Capricorno ha anche Urano che può portare quella capacità di spaziare pur mantenendo quella di vagliare tutto ciò che si percepisce, confrontandolo con il senso di realtà. D’altronde, chi ha Mercurio in Capricorno ha un grande bisogno di discriminazione e di valutazione: questo Mercurio permette di avere una mente capace di andare dritta all’obbiettivo. E per i segni invernali, unici che possono avere Mercurio in questo segno, questo è sicuramente un grande vantaggio per i loro progetti. Se ci sono aspetti di quadratura e di opposizione sul Mercurio in Capricorno, spesso si è agito sulla percezione come meccanismo di difesa, per cui il soggetto a volte può sembrare avere dei limiti nel suo spaziare, ma non dobbiamo dimenticare che le difese, che sono servite nell’infanzia a sopravvivere, si possono smantellare.

 

 

Qualche altro… aspetto

 

Gli aspetti sono potenziali: l’uso di questi dipenderà dal tema nell’insieme e dalla coscienza personale, soprattutto, nonché dalla capacità di rivisitare il passato e le modalità attraverso cui si sono instaurati certi meccanismi. Ogni aspetto può essere vissuto allo stadio primitivo, medio od evoluto e quindi ogni aspetto può essere capace di esprimersi al massimo della tonalità; naturalmente, ciò richiederà un grande lavoro.

Mercurio è neutro, è la nostra capacità di percepire, di comunicare, di contattare e di afferrare ciò che la vita ci porta sotto il profilo intellettivo per meglio entrare in relazione con l’ambiente e con noi stessi. Siccome deve comunque adattarsi al mondo esterno ed, anzi, deve trovare un accettabile adattamento interno-esterno, tenderà a trovare sfumature diverse a seconda della situazione in cui è collocato (nel mito Mercurio Hermes rubò qualcosa a tutti gli Dei e questo significa che più di ogni altro simbolo ha una capacità di adattamento al tipo di Sole a cui deve portare le informazioni). Indubbiamente i pianeti con cui viene a contatto possono sicuramente trasformarlo.

Urano, ad esempio, può renderlo brillante, rapido e apertissimo, acuto, fargli cogliere tutte le opportunità, essere sincronico e, soprattutto, percepire tutto ciò che di nuovo si sta movendo nell’etere, di non ancora sperimentato, tuttavia, probabilmente, non lo rende tanto pratico, quanto capace di essere sul posto giusto al momento giusto, ovvero sincronico e coincidente, e di cogliere le opportunità che il mondo presenta il quel momento. Come userà tutto questo dipenderà dall’etica del soggetto e non dall’aspetto in sé. L’aspetto dinamico crea le stesse opportunità ma non le stesse capacità nel comunicarle e nell’interagire con gli altri, proprio perché tutto ciò che rappresenta il nuovo, i progetti e le idee che ancora non hanno forma, ma sono solo a livello di idea, non trovano poi il canale giusto per riuscire a scendere sul piano della realtà. Mercurio è il senso e il contatto con la realtà e quando è legato da un aspetto dinamico ad Urano, le due cose sono scisse. L’idea rimane in alto e la realtà è tagliata fuori da questo contatto. Dà, inoltre, una mente un po’ distante, spesso troppo utopica, non rigida, ma sicuramente spiazzante e spesso bisognosa di affermare la propria diversità di vedute e di pensiero, tanto da risultare sprezzante per i più. E’ qui la mente prometeica, che però è anche spesso una mente che pecca di hybris. E’ una mente che sta lottando all’interno per l’accettazione della propria diversità, che non può appoggiarsi a schemi perché in continuazione vengono rotti, spazzati via, e non concede punti fermi, non può uniformarsi a nulla e non può tener conto di convenzioni che invece la tranquillizzerebbero. E’ impaziente ed inquieta e richiede un grande lavoro, da fare prima all’interno, perché ciò che percepisce spesso non arriva dalla ragione, ma per folgorazione direttamente dall’inconscio e quindi non trova facilmente canali di comunicazione, anche perché, troppo spesso, non si sa neppure come si è giunti ad alcune considerazioni e quindi non si può descrivere il percorso che è stato fatto e come si è arrivati a concepire ciò che si ha in testa.

Per questo viene considerata utopica, perché, quasi sempre, vede molte cose che sarebbero da cambiare, ma non ha né la pazienza né la capacità di riuscire a farsi comprendere. Se non vince questa battaglia finisce per girare a vuoto tutta la vita, sembrando una Cassandra. C’è da fare un lungo lavoro sulla comunicazione e sulla relazione tra l’ideale e il reale e solo allora si può cominciare a farsi capire. Gli irrigidimenti arrivano quando non si riescono ancora a gestire queste dinamiche e quindi ci si incaponisce o si butta tutto all’aria pensando che gli altri non capiscano nulla.

Con la Luna il discorso si fa molto complesso: le quadrature e le opposizioni presuppongono gravi blocchi infantili in cui le emozioni spesso fanno irruzioni del tutto indesiderate nella sfera razionale, creando grandi difficoltà di concentrazione, di comunicazione e di gestione dell’ansia.

Ci parlano di una difficilissima relazione con la madre, che non ha saputo connettersi con il figlio né sotto il profilo emotivo né sotto quello verbale. Sono aspetti che hanno un tratto quasi di schizofrenia, in cui i due sistemi percettivi (intellettivo ed emotivo) non riescono a sintonizzarsi e danno sempre due diverse interpretazioni e questo da al soggetto la sensazione di non essere capito da nessuno e al tempo stesso, finisce per non fare nessuno sforzo per provare a comunicare in modo chiaro e diretto. Qui testa e cuore sono in conflitto e ciò che si sente non va mai d’accordo con ciò che si pensa. Spesso si sono vissute dinamiche di doppio messaggio nella comunicazione e questo ha reso il soggetto quasi incapace di far funzionare i due sistemi in modo integrato, per cui li ha praticamente bloccati entrambi anche se entrambi, comunque, danno messaggi, ma sempre diversi.

Con Nettuno, la mente spesso viene rapita ed è presente un problema di confini, di limiti che mancano. Nettuno non vede i limiti e non ne tiene conto; lui è il grande sconfinatore, anzi lui ha il compito di cancellarli, i limiti, di farceli trascendere, ragion per cui la fantasia o, meglio, il pensiero simbolico e quello razionale tendono (con aspetti dinamici) ad escludersi, a non riconoscersi con il rischio di avere continue inflazioni e invasioni che impediscono di mantenere l’attenzione e di fermare il pensiero su ciò che si vuole fare: Nettuno ha bisogno di spazio, è poroso, cattura tutto e tutto viene seguito e poi lasciato andare. Certo, non è una mente pratica, ma ha ben altre qualità. Solo nei casi drammatici in cui il bambino per gravi motivi di difesa ha dovuto rinnegare totalmente la realtà, si rischia veramente la destrutturazione e la frammentazione. Di regola è un aspetto ben tollerato e fortemente creativo anche se bisogna abituarsi e non esigere l’impossibile o non pretendere che la mente diventi qualcosa di organizzato o di pragmatico. Generalmente la mente sconfina, ma sa anche quando fare ritorno. E’ una mente che si aggancia per altri punti di percezione, che si staccano completamente dalle convenzioni della realtà. Nettuno completa il compito che Urano ha iniziato.

A Plutone è sempre collegato un problema di “potere a livello mentale”; in casi difficili possono esserci molti “effetti collaterali”. Chi ha questo aspetto si è abituato a gestire situazioni in cui era sempre meglio non comunicare ciò che si percepiva o si vedeva. E’ una mente abituata a distorcere, a travisare la realtà, spesso per questioni di sopravvivenza. Nessuno è contorto per nascita: si diventa contorti per necessità e, ad un certo punto della vita, si può anche esserlo per scelta, ma non certo da bambini. Molto spesso bambini facenti parte di famiglie caotiche, abusive e invischianti posseggono questi aspetti; bambini, la cui sopravvivenza dipendeva dalla capacità di pre-sentire e pre-vedere cosa sarebbe accaduto e, soprattutto, bambini che hanno dovuto imparare troppo presto come le emozioni e i pensieri possano fare male, soprattutto quando vengono comunicati pari-pari.

Qui Mercurio percepisce tutto, spesso anche ciò che non dovrebbe o che sarebbe stato meglio non percepire. E’ una mente che sa che quello che vede o che sente non è mai vero e che non può fidarsi delle apparenze, che non si accontenta di ciò che coglie in superficie e che scende immediatamente in altri campi per cogliere ciò che non è visibile. E’ una mente acuta e profonda, ed è anche estremamente sensibile alle colorazioni grigio scuro.

Avendo dovuto acquisire questi potenziali, ovvio che sarà in grado di usarli in modo del tutto automatico e saprà quindi leggere immediatamente problemi e debolezze altrui. Ancora una volta, questa è una grande potenzialità: in effetti queste persone sono potenti a livello mentale e possono veramente allineare la loro intenzione inconscia con quella cosciente e far accadere letteralmente ciò che pensano, oppure possono, in qualche modo, plasmare, manipolare, esattamente come a suo tempo sono stati plasmati e manipolati. Questo è ciò che hanno imparato e che sanno fare bene, tuttavia, indubbiamente, anche in questo caso dobbiamo pensare che la responsabilità personale e l’etica saranno importantissime per non “sfruttare” queste capacità in senso negativo, ma per usarle in termini positivi. In generale, gli aspetti di Plutone ai pianeti personali richiedono schiettezza nell’ambito della funzione interessata, schiettezza che i nativi non hanno avuto l’onore di ricevere nella prima parte della vita e, quindi, ci sarà bisogno di un lungo lavoro prima di arrivare a gestire le cose con coscienza e non in modo automatico ed inconscio ed imparare a fidarsi del proprio potere personale.

Per quanto riguarda un Mercurio isolato, l’interpretazione di Morin è la seguente: “La persona che possiede un Mercurio senza aspetti è lontana d’essere una stupida. Al contrario, può anche essere molto brillante al livello d’idee innovatrici o progressiste, poiché, ricordiamo, un pianeta senza aspetti è un pianeta con una colorazione uraniana. Le vite intellettuali di Gandhi e di Karl Marx, che possiedono entrambi un Mercurio senza aspetti, ne sono una buona illustrazione. Sviluppano, ciascuno nel suo campo particolare, idee nuove e rivoluzionarie. Si può avere la vocazione dello scrivere e per la comunicazione (Mercurio) che disturbano l’ordine stabilito (Urano)”. Altri autori hanno idee diverse; Moore, per esempio con questa posizione di Mercurio indica uno spirito innovatore e sempre sul chi vive. Dean attribuisce una tendenza a essere puramente cerebrale o al contrario, mancanza di ragione, chiacchiere. Altri pensano che la posizione del Mercurio isolato rappresenti uno spirito raramente raggiunto, il quale tende a funzionare in una sola direzione, e che il soggetto avrà difficoltà a valutarsi correttamente, a meno che Mercurio non sia in Gemelli, in Vergine o in III casa. Il soggetto può mostrare una scioltezza straordinaria nel campo indicato dalla sua posizione nella casa.

 

Accenniamo brevemente alla teoria della combustione dei pianeti vicino al Sole, antica ma poco provata. La tradizione considerava orbita di combustione (da non confondersi con la “via combusta”) 8°30’ prima o dopo il Sole, ritenendo che un pianeta così posizionato si esprimesse meno o peggio man mano che si restringeva l’orbita; salvo che non fosse in “cazimi”, cioè “nel cuore del Sole” (16’ di distanza: 32’ è il diametro apparente del Sole), nel qual caso il pianeta ne avrebbe invece ricevuto una sorta di esaltazione. Tra i vari autori non c’è concordanza e c’è chi afferma esattamente il contrario; ad esempio, Arroyo scrive: “Ho trovato che la vecchia idea di un pianeta ‘combusto’ (cioè devastato se congiunto al Sole) è completamente falsa. Molto spesso coloro che hanno, per esempio, Mercurio congiunto al Sole sono estremamente intelligenti”. E’ ovvio che la congiunzione rimane, e, quindi, è un aspetto da considerare in quanto tale. André L’Eclaire, in “Astrologia Eretica” (ed. Capone) ipotizza che la “combustione” sia in realtà legata alla congiunzione con Vulcano, ipotetico pianeta che percorrerebbe un’orbita interna tra Mercurio e il Sole.

 

 

Rapporti con l’intelligenza

 

COSA è l’intelligenza? La parola deriva dal latino interligo, cioè “lego tra”, ed allude all’essenza dell’intelligenza, che consiste nella capacità di collegare e paragonare il più vasto numero di informazioni possibile. Benché il sistema mercuriale sia capace di afferrare velocemente gli elementi più stimolanti per l’Io solare (sotto il profilo della novità, della vividezza, della mobilità, ecc.) offerti dall’ambiente, in realtà non ha il potere né di operare cambiamenti importanti nella nostra mente (l’apprendimento, ad esempio, resta superficiale), né di farli durare nel tempo (è assimilabile, per certi aspetti, alla cosiddetta “memoria a breve termine”), compito, questo, attribuito alla Luna, che rappresenta la memoria a lungo termine. I cambiamenti importanti e profondi nella nostra mente, quelli che mutano profondamente le nostre prospettive e le nostre concezioni in base all’apprendimento di nuove nozioni, sono ascrivibili piuttosto ad Urano e a Nettuno. Mentre è riconducibile a Saturno la selezione e il consolidamento nel tempo dei “collegamenti” rapidi ed effimeri dello stesso Mercurio. Non è un caso che Saturno, Urano e Nettuno siano anche i tre signori dell’Acquario, segno dell’evoluzione (trasformazione adattativa) in ogni senso e ad ogni livello. La capacità di comprensione di Mercurio, insomma, non è né vasta, né profonda e serve ad avere più prontezza di reazione che reale apertura cognitiva, per esempio, al “diverso”; sarà Giove, il suo opposto schematico, più lento e tollerante a tentare una più autentica “comprensione” delle cose. Anche sul piano della comunicazione, settore prioritario del pianeta, non dobbiamo credere che Mercurio rappresenti il massimo dell’elasticità e della larghezza, tutt’altro…

L’intelligenza può esprimersi in molti modi (razionalità, logica, intuitività...) e attingere a molte qualità (memoria, prontezza, concentrazione...) e, forse, la “vera” intelligenza è quella che riunisce tutti i modi e le qualità. Si potrebbe definire come “la capacità di capire”: possiamo relativizzare oggetti e modalità di una tale comprensione, ma in senso assoluto l’intelligenza non può esserne separata (dalla logica sì, e infatti si può capire anche “saltandola”).

Perciò l’intelligenza di un individuo non può essere ricondotta ad un solo pianeta: essa è già infatti difficile da definire come concetto in se stesso, date le sue molte facce. Esistono intelligenze logiche e intelligenze intuitive, quelle riflessive e quelle estremamente pronte, intelligenze profonde e scavatrici e intelligenze brillanti che possono avvalersi di idee che lampeggiano e illuminano improvvisamente il problema. Tutti questi tipi di intelligenza sono dovute all’azione combinata di vari pianeti; potremmo anche dire che tutti i pianeti danno il loro contributo ad uno specifico tipo di intelligenza, fermo restando il fatto che tutti i pianeti hanno un “contraltare” che può limitare, attraverso gli aspetti e l’insieme del tema, l’espressione genuina dell’intelligenza stessa.

Ma scendiamo più nel particolare…

Secondo la definizione di Rita Levi Montalcini (le parole in corsivo sono citazione testuale) l’intelligenza (umana ed animale insieme) è la capacità di selezionare il percorso per andare con successo nella direzione desiderata, con la minor quantità possibile di nuove sperimentazioni, (cioè usando quanto più possibile concetti-strumenti-strutture ecc., che già fanno parte integrante della conoscenza della specie a cui si appartiene).

Questo processo è inscindibile dalle sue principali componenti: la conoscenza e la capacità di discernimento alle quali (solo negli essere umani) si aggiungono creatività e strategia.

La definizione di “creatività” è la seguente: la capacità di associare due o più elementi esistenti (oggetti, concetti, sistemi ecc...) la cui unione simbiotica produca un vantaggioso progresso.

La definizione di “strategia” è la seguente: la capacità di scegliere, in un percorso costituito da decisioni tattiche, per il raggiungimento di un obiettivo di vantaggio finale, associato alla capacità di rinunciare ad una o più scelte tattiche di vantaggio immediato e risultato finale incerto.

Dunque, la “formula” dell’intelligenza, in un certo senso, sarebbe:

DISCERNIMENTO+CONOSCENZA+CAPACITA’ SELETTIVE+CREATIVITA’+STRATEGIA

Una carenza di una qualsiasi di queste componenti rende squilibrate le capacità intellettive del soggetto (che in tal caso viene definito, ad esempio, intuitivo ma privo delle necessarie conoscenze; oppure creativo ma incapace di selettività, oppure ricco di conoscenza ma incapace di applicarle strategicamente eccetera, ed insomma, non-completamente-intelligente).

Ognuno di questi elementi ha una diversa connotazione astrologica.

La funzione privilegiata di Mercurio è quella di “creare in continuazione nuove connessioni”; in un certo senso, la parte mercuriale della mente (perché c’è anche la parte gioviale della stessa) è quella che, tra l’altro, ha il compito di favorire lo scambio tra i due lobi e di permettere di creare circuiti che diano sempre più possibilità di allargare il campo della conoscenza. Come è noto, proprio dalla connessione tra il lobo destro e quello sinistro nascono le grandi possibilità, non solo della mente, ma anche del sistema nervoso, di poter diventare più sofisticato anche nei movimenti, nelle capacità di elaborazione e di conseguenza nella comprensione.

Mercurio è molto legato alla percezione e alla selezione delle informazioni e proprio per questo rappresenta la “razionalità”, perché quello che vede, sente e percepisce è sempre e solo “parziale”; Viviseziona, parcellizza, spezzetta e analizza, e poi cerca di mettere in comunicazione le varie cose tra loro, crea dei ponti, delle connessioni, attraverso cui la logica e tutto il resto può scorrere. A livello di mente, Mercurio rappresenta la stessa potenzialità che ha sul piano fisiologico: le sinapsi, quelle particolari giunzioni tra una cellula nervosa e l’altra, che permettono la trasmissione delle informazioni e degli impulsi. Questo pianeta simboleggia il collegamento “interno – esterno”, o meglio, il passaggio delle informazioni che, attraverso la percezione, mettono in relazione questi due mondi. Perciò, Mercurio è sempre possibilità di contattare e di mettere in relazione e, come tale, si può dire che rispecchia un processo indispensabile per l’intelligenza, ma (è meglio sottolinearlo ancora) non l’unico. Quello che noi osserviamo nei mercuriali è, sicuramente, la prontezza nel cogliere, la velocità nel trasferimento da una parte all’altra della mente, nel fare connessioni e la rapidità estrema nell’andare a tirare fuori le informazioni che sono stipate nella memoria; tutto questo sembra un gioco per un mercuriale, che ha una infinità di collegamenti da utilizzare! Tuttavia, quello che scorre dentro dipende da altri fattori, o meglio, anche da altri pianeti: infatti, non è affatto detto che i mercuriali siano intelligentissimi, perché a volte sono invece brillantissimi per stupidità e assolutamente rapidi nel dire delle tremende banalità, e questo può essere dovuto all’incapacità di sintetizzare esperienze, oppure alla difficoltà di “sentire” e di “percepire” le situazioni ad un altro livello, o anche alla mancanza di profondità e alla difficoltà di collegarsi con l’interiorità vera, e quindi con altre parti di sé che non sono rappresentate da Mercurio.

Indubbiamente, la logica è un processo saturniano, che, certo, può trovare molto giovamento dallo scorrere velocemente dentro le tracce e le connessioni che Mercurio crea in continuazione. Da un punto di vista psicologico, poi, sarebbe anche da chiedersi bene di quale logica si parla, perché tutti hanno una logica e anche le persone che a noi sembrano prive di logica, hanno semplicemente una “logica” diversa dalla nostra, hanno la “loro” logica. Se si entra a contatto, per esempio, con uno schizofrenico, ci si trova in una situazione in cui si deve usare in maniera molto forte il proprio Saturno per tenere ben fermo il proprio punto di riferimento, i propri parametri di valutazione della realtà e delle cose, perché queste persone sono logicissime, al punto da portarti a chiederti se è giusto il tuo parametro o se è giusto il loro. Saturno rappresenta l’insieme dei nostri schemi mentali, quello che definisce il nostro tipo di mentalità e più è forte nel tema più gli schemi sono solidi, pur mantenendosi flessibili. Più Saturno è forte e più noi siamo logici, ma non per questo non riusciamo ad usare altre parti della nostra mente che funzionano diversamente, e più Saturno è forte, più ci propone dubbi, e non certo per limitarci ma solo per aiutarci a discriminare tra ciò che può essere utile al nostro sistema e ciò che invece sarebbe dannoso. Saturno è sicuramente un limite, ma non un limite invalicabile, poiché rappresenta solo il punto di confine tra ciò che è conosciuto e ciò che è sconosciuto. Saturno non vieta il passaggio, però, se funziona bene, lo segnala e ti chiede di essere “competente”, di equipaggiarti per affrontarlo. Praticamente rappresenta la funzione del Super Io che, quando siamo piccoli, fa tutto da solo, vietando l’accesso ad informazioni e a pulsioni che potrebbero essere dannose o pericolose per la nostra psiche cosciente; tuttavia man mano che cresciamo, se non siamo stati sottoposti a troppi stress, si ritira gradualmente, perché l’aspetto discriminatorio può essere attuato interamente dall’Io, che, a questo punto, ha integrato certe funzioni. Saturno limita solamente quando il processo non si è compiuto: allora diventa un censore e vieta ciò che ritiene distruttivo secondo la morale, l’educazione o quant’altro. Saturno indica quasi sempre i blocchi che noi dobbiamo superare, ma questo non perché lui pone il limite: Saturno indica il limite che ha posto l’educazione o la morale e il contatto con l’autorità, e richiede lavoro affinché questo limite possa essere superato, poiché non è invalicabile. La coscienza, pertanto, si trova a doversi gestire tra due forze complementari, ed entrambe importantissime: Giove che la spinge ad andare oltre, a prendere fiducia nelle sue infinite possibilità e ad avventurarsi nel mondo dell’ignoto; Saturno che non blocca ma dice: “valuta, discrimina, usa i tuoi parametri per capire dove stai andando e per saper anche ritornare indietro qualora ti sia avventurato troppo”. Quindi, si può dire che Saturno, quando non è stato bloccato da troppe paure (educazione), è l’elemento che ci fornisce quella solidità nella struttura psichica che ci consente di affrontare, senza rischio, quello che viene dopo di lui, ovvero Urano, Nettuno e Plutone, mantenendo il contatto con il nostro centro.

Giove è, invece, complementare a Mercurio, ovvero rappresenta quella funzione che elabora le informazioni che Mercurio porta dentro attraverso i suoi canali sensoriali, ed è addetto a trarre la sintesi e a dare significato, ovvero trasforma le informazioni, i fatti e il vissuto in esperienza personale utilizzabile; in poche parole Giove consolida, produce la nostra “ricchezza psichica”, cioè le esperienze che ci portano alla “com-prensione”; permette di “vivere”, “gustare”, “verificare” e “praticare” il sapere, rendendolo parte dell’essere. Questo pianeta “spiritualizza” le esperienze, ne trae sostanza e questa diventa la nostra ricchezza-cultura. Esso lavora con la parte destra della mente, quella analogica, simbolica, associativa, geometrica, musicale, creativa e spaziale, mentre Mercurio è legato alla parte sinistra, che è logica, razionale, matematica, verbale e temporale.

Saturno ha moltissimi simboli, tra cui, certamente anche quello del dubbio – sicura proprietà dell’intelligenza – che deve affiancare e non offuscare la fiducia di Giove. I problemi sorgono quando i due sono sbilanciati: se c’è troppo Giove spesso c’è troppa fiducia e troppa “presunzione di sapere” e se c’è troppo Saturno c’è troppa paura, quindi non si fanno esperienze perché ci sono troppi limiti per cui si rimane chiusi dentro i propri parametri.

A volte, i blocchi sembrano dare un’intelligenza inferiore a quella che potenzialmente c’è, pur essendo, questa, frutto della collaborazione di più pianeti. Ad esempio, un bambino che viva in una situazione disastrosa, dovrà necessariamente ridurre la sua curiosità e la sua attenzione e, in un certo senso, ottundere le sue potenzialità, perché queste non fanno altro che creargli problemi. I bambini che vivono in famiglie disfunzionali e che sono abituati a delle disconferme continue, spesso sembrano incapaci di ragionare e di socializzare e vengono definiti “caratteriali” e spesso “cognitivamente ritardati”. L’architettura della mente poggia sull’apparato emotivo e se questo è disturbato, anche il resto sarà sempre carente o alterato. Riflettere sembra normalissimo per un bambino tranquillo e con una discreta padronanza emotiva: sarà invece un’impresa titanica per i bambini con grandi blocchi emotivi, perché non potranno stabilizzare la loro mente neppure per pochi attimi e i risultati saranno tragici, soprattutto a lunga scadenza. Senza un lavoro sul piano emotivo questi bambini rischiano di rimanere deficitari anche su altri piani.

Apriamo una parentesi per ricordare che il termine “mente” ha un etimo che chiama in discussione senza dubbio la Luna in quasi tutte le lingue di origine indoeuropea, e questo, probabilmente, non è da considerarsi un fatto casuale. Si pensi semplicemente al vocabolo italiano “mese” (di lunare significato) o all’inglese “moon”, al tedesco “Mond”, al greco “mene”, all’antico nordico “màni”. Il significato originale di questi termini si riferisce alla Luna, ma anche al concetto di “misura”, in quanto era primariamente al nostro satellite che si guardava per computare il tempo oltre il quotidiano. Dalla stessa radice, la parola “mente” può voler significare “colei che misura” o “colei che serve per misurare”, in chiara analogia alla Luna, che, almeno in parte, deve associarsi a Mercurio nella simbologia delle attività cosiddette “mentali”.

La Luna, soprattutto quando è in aspetto proprio a Mercurio, conferisce quell’intuito immediato, quella percezione “a pelle” o la sensazione inequivocabile della “strada da seguire”. Gli aspetti Mercurio/Luna indicano sempre, o quasi, anche problemi nervosi, ma (fateci caso!) indicano anche persone intelligenti, fermo restando il ruolo che svolgeranno inevitabilmente anche gli altri pianeti. In tali persone vive spessissimo una notevole spinta creativa non solo nel senso classico del termine ma anche nel senso di una “creatività di vita” che li porta sicuramente all’ansia, ma anche alla capacità di fronteggiare i momenti difficili con una notevole “inventiva”. La simbologia lunare è una delle più vaste, ma sono proprio i lati oscuri e misteriosi della Luna che, a contatto con le facoltà collegatrici di Mercurio, possono diventare quello che si può chiamare “il seme dello spirito”, ossia quella misteriosa facoltà di captare l’essenza delle cose. Nel caso della Luna, pur fattore indispensabile al concetto dell’intelligenza, esiste sicuramente da valutare il risvolto emotivo, che può giocare brutti scherzi, soprattutto se essa è afflitta da Nettuno, la sua ottava superiore, ma anche l’elemento che può veramente confondere la percezione della realtà. Tuttavia, anche in questo caso, i risultati possono essere molto difficili sul piano esistenziale, ma anche altrettanto importanti e positivi per l’espressione creativa e non solo nel campo artistico, ma anche in quello scientifico, se c’è il contributo, ad esempio, di Saturno, per particolari talenti e perfino, estremo paradosso!, per un particolare fiuto affaristico. Probabilmente la “vera percezione” è riconducibile alla Luna, e non a Mercurio, che ha, piuttosto, la funzione di mettere in relazione logica i vari elementi di un problema: la Luna percepisce ciò che non è afferrabile dai nostri cinque sensi e neanche dalla nostra razionalità pura e semplice. E’ quel famoso “sesto senso” che permette di “sentire” ciò che va e ciò che non va, di intuire la vera essenza di un problema al di là delle apparenze: è l’istinto che ci guida e di cui spesso non ci fidiamo. Se i due pianeti sono in aspetto difficile, il vero problema può essere proprio quello di non fidarsi di ciò che si “sente”, e solo e sempre di ciò che si capisce. Non scordiamoci, tra l’altro, la possibile tendenza di Mercurio al camuffamento, all’imbroglio delle carte, tutte cose che possono portare a veri e propri travisamenti della realtà (in aspetto ad altri pianeti, naturalmente), mentre la Luna riporta la mente al nocciolo, proprio attraverso la sua capacità di captare anche al buio, ossia senza “sapere”. E’ chiaro, naturalmente, che la Luna e Mercurio dovranno essere valutati in modo diverso secondo l’Elemento e il Segno, ma l’aspetto tra loro, qualsiasi esso sia, mette in comunicazione le due energie principali a livello mentale: l’intuizione e la facoltà di collegamento/discernimento.

Per concludere, riassumendo, se parliamo di intelligenza, entriamo in una definizione molto complessa, che è data solo dall’insieme del tema, ovvero, tutti i pianeti collaborano per far si che una persona sia intelligente, così come tutti i pianeti devono collaborare per poter parlare di una personalità sana.

Per quanto riguarda Mercurio, lo si potrebbe pensare come un catalizzatore: in chimica un catalizzatore è una sostanza che entra in una reazione, la permette o la rende più veloce e ne esce uguale; la posizione, il segno, gli aspetti che Mercurio formerà ci diranno come questo catalizzatore lavora. Tuttavia, chi mai può confutare l’apporto della Luna con le sue facoltà intuitivo-sensibili-emozionali (quelle stesse che permettono l’espressione della cosiddetta “intelligenza emotiva”); di Urano, con i suoi “insight” improvvisi e fulminei, che permettono di rompere i vecchi schemi e di vedere più in là, di allargare i confini; chi può negare la fantasia e la sensibilità nel cogliere ciò che non è ancora visibile, per concepire cose nuove e diverse, che vanno al di là del noto (Nettuno), il suo innegabile rifiuto a riconoscersi in forme stabili; chi può fare a meno di Plutone che offre profondità e capacità di leggere ciò che corre sotterraneamente, per coglierne le intenzioni e le motivazioni segrete, anche quando non sono visibili? C’è da credere che l’intelligenza sia un poutpourri splendido, che arriva dall’armonizzazione tra tutte le nostre parti!

Mercurio ha il grande compito di “creare la rete” attraverso cui le informazioni possono scorrere e andare a produrre opportunità di fare nuove associazioni, che permettono poi altre elaborazioni e ulteriori salti di consapevolezza.

 

 

Alzheimer… un’ipotesi

 

Data l’analogia della funzione mercuriale con la conduzione del messaggio neuronale attraverso le sinapsi, vi è probabilmente un qualche rapporto tra la funzionalità del pianeta e questa sindrome molto grave, tutt’ora incurabile, che col passare degli anni presenta un’incidenza sempre maggiore, visto che in questi malati non funziona proprio questa particolare mansione. A causa del proliferare di una sostanza, chiamata beta-amiloide, i neuroni vengono avvolti e letteralmente asfissiati, fino alla morte. Sia i medici che le persone in genere, spesso poco informate su questa patologia, tendono a vedere il malato come persona insensibile e non cosciente: in effetti apparentemente sembra che la mancanza della funzione Mercurio, tolga al soggetto la profondità del suo intimo, la risposta emotiva e qualsiasi interazione con la cosiddetta “realtà oggettiva”, ma in realtà, cosa che si può appurare solo con la convivenza e con la profonda empatia, il malato non è diventato un vegetale. Gli mancano i mezzi per esprimersi in modo coerente ed intelligibile per la comprensione comune, la logica, intesa come quella che ci fa normalmente collegare i vari gesti tra loro per arrivare ad un risultato e le varie parole per comporre frasi di senso compiuto. Inoltre, altra analogia con Mercurio, la disattenzione selettiva, usata inconsciamente un po’ da tutti, caratterizza l’esordio del morbo di Alzheimer, che è subdolo proprio perché al principio, viene confuso con questo atteggiamento. Inoltre, è significativo che questa malattia abbia come aspetto eclatante l’escalation di queste “negazioni”, che diventano alla fine abdicazione assoluta agli impegni della normalità quotidiana. Per contro le emozioni sono molto vive e più importanti che nella vita da “persona sana”; la funzione di adattamento della persona è molto compromessa, tanto che il malato rifiuta qualsiasi cooperazione ed ha come urgenza massima il soddisfacimento delle proprie necessità.

Queste persone sono quasi sempre state iper-attive; hanno avuto una mente e una personalità abbastanza “dominante” e “controllante” e, generalmente, hanno fatto una vita molto dinamica con una mente sempre in tensione. L’elemento astrologico più comune, che pare caratterizzare tale patologia, è la combinazione (non necessariamente dinamica) tra Mercurio e Marte, che implica, appunto, una mente sempre sotto pressione, grande stimolo, surriscaldamento e grande velocità nei processi mentali, però anche incapacità di attenzione e sovraccarico. In queste persone spesso c’è una difficoltà a ritirarsi dalle loro funzioni, come se ci fosse un’impossibilità (inconscia) a uscire da una vita troppo eccitata che, ad un certo punto, non consente più di ritornare a ritmi accettabili. Tuttavia, è come se non riuscissero ad ammettere di non essere più in grado di reggere quei ritmi e di non potere più continuare in quel modo e, spesso, la malattia diventa una forma attraverso cui si ha l’opportunità di uscire da questa situazione insostenibile. E’ molto interessante il fatto che in questa patologia vi sia un blocco nella “comunicazione neuronale”, infatti il neurone viene prima “paralizzato” e lentamente muore per cui non può più né inviare né ricevere messaggi, imparare e scambiare. Pian piano, infatti, inizia una regressione: il malato di Alzheimer fa a ritroso tutte le fasi che il bambino fa nell’infanzia. E questo, da un punto di vista psicologico, sembrerebbe essere un dato incontrovertibile che dimostra il deterioramento e la graduale perdita di contatto con la propria identità. La malattia ha a che fare con la corteccia cerebrale, che è in relazione con il cervello razionale e, in senso psicologico, con ciò che ha più attinenza con la coscienza razionale. In ogni caso, questa malattia causa senilità precoce e, in ultima analisi, demenza precoce che rientra, in medicina psicosomatica, in regressioni dall’attività e dalla vita, poiché interviene un senso di profonda impotenza. Questo potrebbe esprimersi molto bene attraverso gli aspetti di Mercurio-Marte, in cui, per qualche motivo, l’Io ritira la sua forza, la sua affermazione e la sua conoscenza-scambio. Gli attributi “dominante” e “controllante” ci danno un’idea della mancata elasticità mentale di tali individui, ed è eloquente pensare a quanto sia preminente l’emotività in questa patologia, in persone che l’hanno sempre voluta controllare e tenere a guinzaglio.



Le fasi di Mercurio secondo Dane Rudhyar

 

Nel suo libro “Studio astrologico dei complessi psicologici” Dane Rudhyar paragona il ciclo di Mercurio al ciclo di lunazione e ne trae le sue deduzioni psicologiche.

“Nel tipo usuale di astrologia geocentrica, non si fa alcuna distinzione fra le due specie di congiunzione fra Mercurio e Sole, se non che alla congiunzione “inferiore” Mercurio è retrogrado, mentre a quella “superiore” è diretto. Da un punto di vista eliocentrico, la situazione è abbastanza diversa, poiché una congiunzione geocentrica inferiore fra Mercurio e Sole significa che la Terra è congiunta a Mercurio, mentre una congiunzione geocentrica superiore indica che la Terra è in opposizione a Mercurio. Così, quando Mercurio è retrogrado geocentricamente, è eliocentricamente vicino alla Terra; e alla sua congiunzione eliocentrica con la Terra, Sole, Mercurio e Terra formano una linea, con Mercurio fra Sole e Terra - punto di massima vicinanza a quest’ultima.

Alla congiunzione eliocentrica fra Mercurio e Terra (cioè Mercurio retrogrado in congiunzione inferiore con il Sole, in astrologia geocentrica) la situazione è analoga a quella della Luna nuova, quando essa passa fra la Terra e il Sole, quindi in congiunzione geocentrica con il Sole. Tale congiunzione Sole-Luna è considerata l’inizio del “ciclo di lunazione”. In quel periodo, parlando simbolicamente, gli agenti lunari, il cui compito è quello di costruire organismi vitali, sono fecondati e diretti dal Sole; la volontà e i fini del Sole sono impressi su di loro, e questa impronta è come l’impatto di un suono che trasforma semplice sabbia in modelli vibranti, o come l’effetto di una calamita su limatura di ferro.

La congiunzione eliocentrica di Mercurio e Terra significa quasi la stessa cosa nella dimensione mentale. La volontà solare (o potenziale energetico) fluisce all’esterno verso la Terra e gli esseri umani attraverso Mercurio; quest’ultimo la rifinisce come capacità elettrica che è l’essenza occulta della mente (considerata come “potere creativo” e non come “memoria associativa”). A questo punto comincia un nuovo ciclo del rapporto Terra-Mercurio - un ciclo, quindi, misurato dalla distanza fra due successive congiunzioni inferiori di Mercurio e Sole, nell’astrologia geocentrica.”

L’autore in seguito si chiede il perché Mercurio si muova, dal punto di vista dell’uomo sulla Terra, contro la direzione del Sole, proprio quando questo trasmette alla Terra il potenziale di energia solare in una maniera più concentrata. La spiegazione viene dalla comprensione che la nascita di un’attività mentale forte e focalizzata nell’uomo, significa una ribellione più o meno radicale contro i dettati degli istinti vitali e l’irrazionalità delle immagini o idoli biopsichici. Così Prometeo è raffigurato come un ribelle e così come lo sono nella mitologia indù le intelligenze cosmiche (Manasaputras) che diedero all’uomo il “fuoco della mente”. Per l’uomo in genere, ad uno stadio di evoluzione geocentrico ed egocentrico il Sole rappresenta il simbolo del potere coercitivo, emotivo e travolgente. Così quando l’uomo comincia ad accorgersi di cosa sia la mente, questa nuova attività mentale deve apparirgli, all’inizio, come il nemico della vita istintiva, trasferendo il polo della sua consapevolezza dagli istinti biopsichici al pensiero rigoroso e alle idee creative, che è poi il nocciolo della realizzazione dell’individualità: lo sviluppo della ragione e del potere di determinare il proprio sé e le proprie finalità tramite questi mezzi. Non appena Mercurio-Prometeo ordina all’uomo di essere un pensatore e una persona, tramite l’uso del fuoco solare, quest’ultimo brucia e distrugge. Per quanto sia parte dell’essenza della vera fonte di ogni forma di vita, l’intelletto sembra agire contro la vita, quindi è logico, in definitiva, che Mercurio-Prometeo sia inizialmente retrogrado. In seguito, comunque, l’opposizione, dapprima sofferta, fra la direzione della “ragione” e quella della “vita”, gradualmente scompare. Mercurio diventa “stazionario”, poi “diretto” e non solo si muove nella stessa direzione del Sole, ma verso di esso, secondo un’osservazione geocentrica. Lo raggiunge alla congiunzione “superiore”, quando, dal punto di vista eliocentrico, Mercurio è in opposizione alla Terra e il Sole si trova fra questi due pianeti - proprio come, con la Luna piena, la Terra si trova fra quella e il Sole.

Alla congiunzione inferiore, comincia il carattere prometeico di Mercurio, quando il pianeta è retrogrado e si trova tra la Terra e il Sole, mentre alla congiunzione superiore si rivela il carattere epimeteico, quando Mercurio diretto è dall’altra parte del Sole. Mercurio-Prometeo corrisponde alla metà crescente del ciclo di lunazione, Mercurio-Epimeteo alla metà calante.

Ricapitolando:

- la fase prometeica retrograda è quella che dà inizio al ciclo (Mercurio nuovo), con la congiunzione inferiore e in questa fase nel TN si trova il pianeta retrogrado, congiunto o dietro il Sole;

- la fase prometeica diretta è quella immediatamente seguente, Mercurio diventa diretto e nel TN è diretto, dietro il Sole;

- la fase epimeteica diretta comincia con la congiunzione superiore (Mercurio pieno), col pianeta nel TN diretto, congiunto o davanti al Sole;

- la fase epimeteica retrograda chiude il ciclo, Mercurio torna indietro e nel TN si trova retrogrado, davanti al Sole.

Anche se la visione astrologica è necessariamente geocentrica e pertanto una retrogradazione è pur sempre una retrogradazione, non vanno mai dimenticate le reali posizioni dei corpi celesti per estrapolarne, come in questo caso, interessanti concetti simbolici. Il fatto che Mercurio sia un cosiddetto “pianeta interno”, con un’orbita più piccola e breve di quella terrestre implica, in sostanza, un maggior numero di congiunzioni con il sole di quante non possano mai averne gli altri pianeti. La stessa cosa, in misura appena minore, vale per Venere. Si dovrebbe riflettere su questo fatto: le relazioni solari sono strette, come anche i miti classici insegnano. Inoltre Mercurio e Venere sono gli unici pianeti che possono produrre con il Sole due tipi diversi di congiunzione: infatti, visti dalla Terra, possono trovarsi oltre il Sole, cioè più distanti, come fanno tutti gli altri pianeti, ma anche fra il Sole e la Terra. In questo caso, quando le inclinazioni delle orbite lo consentono e in base alla latitudine dell’osservatore, si formano “eclissi” analoghe a quelle formate dalla Luna Nuova (anche se non così evidenti). Nei cicli cosmici che tutto regolano si può considerare tale secondo tipo di congiunzione Sole-Mercurio come l’inizio di un “Ciclo mercuriale” studiando gli eventi nati in questa occasione secondo questa ottica temporale.

Analogamente sarebbe ipotizzabile parlare di un “Ciclo venusiano”.



Note astronomiche

 

Il pianeta Mercurio, essendo il più vicino al Sole, risente in modo sensibile del campo gravitazionale solare, tanto che alcune sue lievi perturbazioni orbitali non sono spiegabili con la fisica newtoniana, ma bisogna ricorrere alla teoria della Relatività Generale. Si potrebbe dire che Mercurio non è mai esattamente dove le leggi fisiche “convenzionali” prevedono, perché nello spazio in cui si muove quelle leggi non sono più rigorosamente valide, a causa della forza di gravità solare che “incurva” lo spazio. La spiegazione di questa anomalia è quindi relativamente recente e riecheggia curiosamente nella descrizione omerica del dio: “l’abile e pratico Mercurio attraversa con passo leggero e camminata obliqua il vestibolo della dimora degli Immortali”.

Mercurio è il primo pianeta, più vicino al Sole e, escludendo Plutone, è anche il più piccolo del sistema solare. L’eccentricità orbitale è piuttosto elevata 0.205, seconda solo a quella di Plutone (0.249) e ben 15 volte superiore a quella della Terra. Il periodo di rotazione di mercurio è di 58,646 giorni terrestri, pari a 2/3 del suo periodo orbitale: ogni tre rotazioni sul proprio asse compie due orbite attorno al sole. Quello di Mercurio è il primo esempio di risonanza 2/3 nel sistema solare.

Le prime osservazioni del pianeta citate da Tolomeo nell’Almagesto risalgono al 265 a.c. Gli antichi greci credevano che le elongazioni est ed ovest del pianeta rappresentassero due corpi distinti: Hermes (stella della sera) ed Apollo (stella del mattino).

Essendo un pianeta interno, la sua orbita non comprende la Terra, il nostro punto di osservazione ne rimane fuori, il suo percorso nel cielo non ci avvolge, esso non può trovarsi, rispetto alla terra, dall’altra parte del sole, non può andare in opposizione, proprio perché la sua distanza dal sole è inferiore a quella della Terra, e mai potremo vederlo sorgere ad est e tramontare ad ovest; dal nostro punto di vista la sua rotazione intorno al sole si riduce a un moto oscillatorio, una sorta di moto alternato, di va e vieni da un punto di massima elongazione all’altro.

L’effetto della lentissima rotazione del pianeta in rapporto alla sua velocità orbitale crea un effetto particolare, la “doppia alba”; il sole sorge, sale e poi scende (tramonta), e poi risale un’altra volta: questo è il “giorno” di Mercurio.



Interventi di:

 

Emanuela Badiali

Rosanna Bianchini

Stefano Capitani

Fabrizio Cecchetti

Meskalila Nunzia Coppola

Lidia Fassio

Roberta Fianchini

Chiarastella Ghersani

Rosanna Gosamo

Gabriella Leopizzi

Nazzarena Marchigiani

Clementina Messaggi

Mariateresa Mazzoni

Antonio Olmeda

Isabella Orsini

Evelina Paoletti

Giovanni Pelosini

Rita Romagnoli

Clara Tozzi

Sandra Zagatti

 

TORNA AD ARTICOLI COLLETTIVI

HOME