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Sintesi degli interventi sul tema:

 

MARTE


a cura di Meskalila Nunzia Coppola

 

 

 
MITOLOGIA

 

Marte emana una luce simile al colore delle braci accese, con sfumature che vanno dal giallo al rosso. Questo colore, forse, suggerì agli Antichi di associare alla guerra il pianeta che gli Assiri e i Babilonesi identificarono con Ashur e Nergal, gli Indiani con Mangala, i Greci con Ares e i Romani con Mars.

 

ASHUR E NERGAL

Ashur, il «Re degli dei», chiamato anche la «Grande montagna», prima di essere identificato alla città di cui portava il nome e ancor prima di incarnare gli istinti guerrieri del suo popolo, fu un Dio della natura. Nella teologia più antica è sposo della dea Sherua, poi sostituita da Mullissu. Il nome Ashur può significare buono, benefico o benigno. Il Dio era chiamato anche Ashar ed il suo nome era scritto con i cunei An (il Dio) e Shar (l’infinito). Asshar, il Signore dell’infinito era, soprattutto, il re guerriero, Dio del Cielo, della Terra, degli Inferi e degli umani. Era raffigurato come un uomo barbuto, intento a tirare l’arco. L’immagine di Ashur posta sopra un carro, seguiva gli eserciti combattenti. Il Dio lottava al fianco dei soldati, li aiutava a centrare il bersaglio nel tiro all’arco e li motivava alla vittoria, favorendoli in tutti i modi. In caso di conquista, nella città vinta si provvedeva subito a edificare un suo altare. Il nemico che non riconosceva la sovranità del Dio, era completamente annientato. Al momento dell’incoronazione, ogni sovrano assiro era considerato vicario del Dio, riceveva l’ordine divino di estendere i confini del paese, prometteva di far riconoscere la gloria del Dio e aggiungeva il prefisso Ashur al suo nome. La festa nazionale in onore della Divinità era celebrata all’inizio del nuovo anno e permetteva di stabilire le regole sociali e nazionali più importanti. I sacerdoti-astronomi babilonesi identificarono Marte in Nergal, il signore della «terra di non-ritorno», della guerra e della pestilenza. Sua consorte era Ereshkigal, sorella d’Ishtar. A volte, la sua figura si confonde con Namtar, oppure con Ninurta, dio della guerra nei miti arcaici. In epoca assira, era noto come Erragal, da cui derivò Erra, dio della guerra. Si suppone che il nome greco Herakles derivi da Erragal. Erede di Nergal nell’alta Siria fu Reshef, dio dell’oltretomba, della guerra, della peste e della morte.

 

MANGALA

In astrologia Indiana Marte è chiamato Mangala ed è rappresentato da diverse divinità, tra cui Skanda, creato per sconfiggere il demone Tarakasura, che stava distruggendo il mondo e che aveva fatto l’accordo di poter essere sconfitto solo da un bambino. Skanda o Kartikeya nacque da sei scintille fuoriuscite dagli occhi di Shiva e cadute in un lago, presso una foresta di cespugli dalle foglie simili a lance. Dalle scintille nacquero sei gemelli. A vederli così teneri, Parvati desiderosa d’essere madre, li strinse così forte in braccio da schiacciarli. Fu così che divennero un solo corpo con sei teste. Il bambino dalle sei teste fu chiamato Kartikeya, fu allevato dalle sei Pleiadi e ancora fanciullo, sconfisse il demone Tarakasura. Divenne, così, il Dio della Guerra. Tradizionalmente, Mangala aveva occhi rossi, era volubile, liberale, bilioso collerico e snello di corporatura. Iniziatore dell’azione, era l’archetipo del potere e dell’autorità. Aveva la potenza di sconfiggere il nemico, ma non era considerato un compagno adatto agli umani.

 

ARES

Ares fu venerato come spirito della battaglia, dai popoli più antichi e benché membro della progenie olimpica, egli recava tracce dei miti pre-omerici, legati ai riti della Terra. Quando il culto di Ares giunse nel mondo greco, attraverso la Tracia, fino a Sparta e a Tebe, il suo carattere d’iniziatore del ciclo stagionale subì una trasformazione, fino ad assumere il duplice aspetto del combattente assetato di guerra e del giovane atleta, amante di Afrodite.

Secondo Omero, Ares nacque per partenogenesi da Era, gelosa della nascita d’Atena che Zeus aveva procreato dalla sua testa. La Dea Flora donò la pianta della fecondità ad Era che, una volta incinta, si ritirò in Tracia, fino alla nascita del bambino. In seguito, ella lo affidò a Priapo che, oltre ad insegnargli le arti belliche, ne fece un grande danzatore. Ares molto affascinante, ma bellicoso e gradasso, amava il tumulto dei combattimenti e disprezzava le leggi. Secondo una leggenda, Ares permise l’istituzione del primo tribunale degli Dei. Accusato d’omicidio volontario e citato in tribunale per aver ucciso il figlio di Poseidone, Alirrozio, egli fu assolto perché riuscì a dimostrare che Allirozio, aveva tentato di usare violenza a sua figlia Alcippe. Oltre ad assumere il ruolo di difensore dei giovani, Egli fu visto come il Punitore e il Vendicatore di tutto ciò che avesse violato i giuramenti. Risvegliando più timore che simpatia, egli fu odiato dagli immortali, tranne che dalla gemella Eris (la Discordia), dalla Dea della strage Eniò e dai figli avuti da Afrodite, Fobos (Paura) e Deimos (Terrore). Dalla Dea ebbe anche una prole più pacifica: Eros, Anteros e Armonia.

Per quanto ardito e battagliero, Ares non era invincibile. Fu sconfitto da Eracle e da Atena che lo atterrò, colpendolo con una semplice pietra. Omero narra che, sotto le mura di Troia, Diomede, riuscì a ferirlo con Afrodite. La sconfitta più amara fu quella in seguito alla quale fu rinchiuso dai giganti gemelli Aloadi in un vaso di bronzo, dove restò per tredici mesi, fino al giorno in cui fu salvato da Eribea, la matrigna degli Aloadi. Ella rivelò il segreto a Hermes che corse a liberarlo. Le sconfitte di Ares dimostrerebbero che la saggezza-Atena è in grado di vincere l’irruenza, la rozzezza e la bellicosità. Era un dio che poteva costituire un valido sostegno per un’evoluzione personale in senso spirituale. Erano sacri ad Ares il cane, il cinghiale e l’avvoltoio; i suoi attributi erano la lancia e la fiaccola.

 

MARS

Per i Romani, Marte signore della guerra e della primavera, era il Dio più importante dopo Giove. Condivideva con Quirino (il fondatore Romolo divinizzato) e Giove il ruolo di protettore della città di Roma. La leggenda romana afferma che fosse figlio di Giove e di Giunone, ma che non fosse molto apprezzato dal padre, a causa dei suoi istinti omicidi e combattivi. La lancia era il suo sacro attributo ed arma. Gli animali a lui attribuiti erano il picchio, il lupo, il cane e l’avvoltoio. Invocato come “Mars pater” e venerato dagli eserciti, regolava anche l’agricoltura e la forza del germoglio primaverile che rompe la crosta terrestre per vedere la luce. Secondo la tradizione, il cittadino romano era prima agricoltore, poi guerriero, e dopo la conquista di nuovi territori, di nuovo agricoltore.

A Roma era il protettore della città. Il suo tempio (Templum Martis extra Portam Capenam) si trovava fuori delle mura per evitare che in città scoppiassero liti e sommosse, I Sabini avevano la consuetudine di dedicare a Marte un’intera classe di giovani, destinati ad abbandonare la città d’origine per cercar fortuna altrove. Spesso, questa migrazione, soprannominata Ver sacrum (la primavera sacra), era accompagnata da un lupo o da un picchio. Al Dio fu consacrato il terzo mese dell’anno, stagione della guerra, durante la quale i sacerdoti Salii (“saltatori”) celebravano la sua festa con danze ed inni guerreschi. Un’altra festa, la Quinquatrus, si svolgeva il 13 giugno ed era dedicata alla lubrificazione delle armi. Mars fu chiamato Gradivus (colui che va alla battaglia), ma dagli esegeti moderni questa etimologia non è accettata.

Chi è interessato alla nomenclatura classica di Marte, può consultare il seguente riferimento: http://www.codas.it/articoli/Pianeti/Garofalo/NomenclaturaMarteGarofalo.pdf

 

 

GENERALITÀ ASTRONOMICHE

 

Fra i pianeti esterni, Marte è il più vicino alla Terra. Trovandosi ad una distanza dal Sole maggiore di quella terrestre, può essere osservato in qualsiasi posizione del cielo. La distanza Terra-Marte, a causa dell’eccentricità dell’orbita terrestre, può variare, all’opposizione, tra circa 55 e 101 milioni di km: tale distanza è minima durante le opposizioni. Le grandi opposizioni si verificano ogni 15-17 anni; l’ultima è avvenuta il 13 giugno 2001. Marte è il quarto pianeta del Sistema Solare, contando dal Sole ed è l’ultimo dei pianeti rocciosi. La distanza media dal Sole è di 227,8 milioni di chilometri ed essendo l’eccentricità dell’orbita abbastanza marcata, tale distanza varia di un 10% circa. È uno dei cinque pianeti visibili ad occhio nudo ed appare come una brillante stella di color rosa-rossatro. Il suo diametro è di 6787 km all’equatore, con uno schiacciamento di 0,009. La sua orbita si trova tra quella di Giove e della Terra. Il periodo di rivoluzione siderale è di 1,88 anni. L’inclinazione dell’equatore marziano sul piano dell’orbita è di 23°59’, perciò le stagioni sono simili a quelle terrestri, ma più lunghe a causa del maggior periodo siderale di Marte. L’anno marziano è quasi il doppio di quello terrestre. Marte ruota su se stesso con un periodo di 24h37’23”, superiore di soli 41” al periodo di rotazione siderale della Terra. Il giorno marziano è chiamato “Sol”. Marte ha due satelliti di forma molto irregolare, Phobos e Deimos. Sembra che le due lune rappresentino i corpi maggiori di uno sciame di relitti prodotti e sollevati in passato, intorno al pianeta madre, dall’impatto di un asteroide.

 

 

RICERCHE, LETTERATURA E CURIOSITÀ

 

Marte ha rivestito una grandissima importanza in seguito agli studi di Johannes Kepler cui Tycho Brahe, in punto di morte, affidò il compito di svelare la forma dell’orbita di Marte. I dati delle osservazioni non coincidevano, però, con un’orbita circolare e dopo vari tentativi e studi accuratissimi, l’astronomo ripudiò la teoria dell’orbita circolare a favore di un’orbita ellittica. Da questi studi, Kepler ricavò le sue Tre Leggi, di cui la prima definiva le orbite dei pianeti intorno al Sole, come ellissi. In “Astronomia Nova” pubblicato nel 1609, egli espose le osservazioni sulla forma dell’orbita di Marte.

Il pianeta Marte ha ispirato molto l’immaginario dei letterati e sognatori. Nel 1726 Jonathan Swift pubblicò “I viaggi di Gulliver”, un libro di satira sul sistema di vita dell’Inghilterra in cui citava la presenza di due satelliti marziani, scoperti dagli astronomi dell’isola volante di Laputai.

Nel 1802 Karl Friedrich Gauss progettò di comunicare con gli abitanti di Marte, tracciando disegni geometrici nella tundra siberiana.

Durante l’opposizione del 1877, l’astronomo Giovanni Schiaparelli, descrisse dei “canali” che aveva osservato, studiando al telescopio la superficie di Marte. Schiaparelli nell’articolo “La vita sul pianeta Marte” che scrisse nel 1895 ipotizzò addirittura il sistema politico adottato dagli abitanti del pianeta. L’astronomo americano Percival Lowell iniziò uno studio accurato della superficie del pianeta, asserendo di vedere nei canali artificiali, il segno di una civiltà morente. Questa ipotesi fece nascere una serie incredibile di storie fantastiche. Oggi, si sa che i canali di Marte erano un effetto ottico legato alla cattiva qualità delle lenti dei telescopi e alla capacità oculare umana di integrare una serie di particolari, al limite della percezione, scorgendo particolari che in realtà non esistono.

Edgard Rice Burroughs, l’autore di “Tarzan delle scimmie”, nella seconda metà degli anni venti pubblicò “Under the Moons of Mars”, il primo di 10 romanzi ambientati sul Marte.

Il 30 ottobre 1938 Orson Welles mandò in onda un adattamento de “La guerra dei mondi”, sostituendo ai nomi delle località inglesi quelli di regioni americane. Le persone che si sintonizzarono tardi sul programma, pensarono si trattasse della cronaca in diretta dello sbarco di marziani nel New Jersey e che essi stavano dirigendosi verso New York. Accaddero fenomeni di panico collettivo. Dopo l’accaduto uscì un libro di Hadley Cantril, “The Invasion from Mars”, che cercò di analizzare la dinamica del panico.

Dopo le missioni Viking, anche gli scrittori di romanzi si sono aggiornati e ora il Marte descritto nei romanzi di fantascienza include le scoperte fatte dalle sonde.

 

 

GLIFO E SIMBOLOGIA

 

Il glifo di Marte è un cerchio sormontato da una freccia che da destra, parte in alto, quasi a mostrare l’azione di una forza che sfugge ai vincoli del movimento circolare. La freccia potrebbe indicare la possibilità di dirottare una parte dell’energia ruotante, verso obbiettivi e luoghi più lontani. Un’altra immagine è quella del germoglio primaverile che rompe l’unità del seme, perseguendo la liberazione, attraverso la tangente. Il glifo potrebbe anche ricordare il becco di un pulcino, mentre fora l’involucro dell’uovo che lo contiene: azione molto arietina, simbolo primaverile e inizio della vita. Marte è una forza auto-espressiva che agisce fin dall’inizio della vita: è la spinta che fa uscire il bambino dal ventre materno, è lo stimolo che agisce sui polmoni perché per la prima volta permettano una respirazione autonoma, è l’istinto che spinge il neonato verso il seno materno, è il desiderio di esprimersi, di essere riconosciuti nella propria specificità individuale.

L’energia di Marte è di tipo centrifugo, ossia tende ad andare dal centro alla periferia e nell’uomo, dall’interno verso l’esterno. Tale energia rappresenta l’origine del desiderio, della “libido” che spinge l’uomo ad esprimersi e manifestarsi. Nella mitologia Marte è conosciuto soprattutto come dio della guerra e come amante di Venere; questo indica che nella sua simbologia sono implicite l’aggressività e la passione, intese non solo nella loro accezione materiale, ma anche come forza di combattere per eliminare gli ostacoli sul cammino della propria realizzazione. La simbologia marziana sottende anche il desiderio che spinge l’individuo verso determinati obbiettivi. Molto attinente a Marte è la funzione che Perls attribuisce all’aggressività (Io, fame. Aggressività. F. Perls), quale tendenza vitale dell’organismo all’autoaffermazione: i denti sono i primi strumenti per assimilare il cibo. Marte, infatti, esprime la capacità dell’Io di soddisfare i propri bisogni, attraverso l’attività auto-affermativa del “mordere” e “masticare” l’ambiente “per assimilarlo, se è nutriente; o per distruggerlo, se è nocivo”.

In epoca medievale, Dante colloca Marte nel Quinto Cielo; nel canto XIV (vv. 82-139), egli si trova trascinato in un cielo alto, dove una stella risplende di luce rossastra. Secondo il sistema delle sfere delineato nel Convivio, Dante assegna al cielo di Marte la nota mediana, la chiave di volta dell’armonia cosmica, associando le sue proprietà a quelle della musica. Nel cielo di Marte, il sommo poeta assiste all’apokalipsis della Crux Christi, definita in termini musicali, come strumento summativo e produttore d’armonia cosmica. In effetti, l’energia di Marte vissuta in senso positivo può condurre alla trascendenza. Il Mangala hindu indica anche l’ardore e il fuoco dell’ascesi.

 

 

MARTE ASTROLOGICO

 

Marte è un’energia planetaria del Tema natale e, come tale, racchiude nei suoi significati le informazioni necessarie all’espressione del sé in uno o più dei suoi ambiti funzionali. Va ricordato che, essendo un anello della catena potenziale evolutiva, la simbologia marziana è implicita nell’ordine dei 12 segni e dalle 12 case; con gli altri anelli essa rappresenta, simbolicamente, l’eterno passaggio dall’universale all’individuale e viceversa. Per espletare le sue funzioni, anche questo pianeta si associa ad altri corpi celesti. Le differenziazioni, ad un primo livello, sono indicate dal segno in cui Marte si trova.

Secondo la tradizione, Marte rappresenta il grado di volitività, aggressività ed energia del nativo, sfidato a diventare un maestro di strategia nella casa governata. Indica tutto ciò che ha carattere di lotta, la capacità di conquista, la volontà di agire per fini precisi e secondo strategie ben congegnate. Le emozioni marziane sono la passione, la gelosia, la paura e gli opposti di ognuna di esse.

Liz Greene e Howard Sasportas descrivono Marte come il cavaliere che combatte a favore del Sole e dei pianeti interni alla sua orbita, per la costruzione dell’identità individuale. Si tratta di un pianeta impulsivo ed impetuoso che, con il trascorrere del tempo, impara ad agire, secondo la coscienza. Marte è la forza centrifuga che fa emergere, attivandole le potenzialità individuali; è energia auto-espressiva che, partendo dal livello dall’istinto di sopravvivenza, si differenzia, fino ad arrivare alla volontà vera e propria. La sua funzione si compie, attraverso azioni finalizzate all’affermazione dell’Io nel mondo esterno, ma anche attraverso conflitti, sfide e battaglie. Il senso di forza personale, insito nell’azione marziana, convive spesso con la sicurezza delle proprie risposte e con la certezza di poter affrontare gli eventi che la vita propone. A volte, nascono emozioni così forti, che se ignorate, possono accentuarsi, sino a sopraffare altre funzioni del nativo. All’estremo, possono generare rifiuto, collera, sopraffazione e individualismo nel soddisfare i propri interessi a detrimento degli altri. In altri casi, quando l’energia marziana non è connessa alla consapevolezza e non si riesce a concretizzare la sua parte istintiva, possono emergere sentimenti e reazioni assai frustranti. In ogni caso, piuttosto che condannare o ignorare le vibrazioni di questi sentimenti, potrebbe essere utile analizzarli, cercando di scoprire il valore che assumono nella propria esistenza.

Solitamente, le corrispondenze marziane si risolvono in azioni che l’uomo compie con la forza della propria volontà, ma anche nei settori in cui bisogna essere coraggiosi, così come nelle reazioni a situazioni che non rispondono alle proprie aspettative. Si tratta d’azioni in cui occorre riesaminare il valore di quello che si sta facendo, per verificare se esistono le premesse di migliorare le proprie capacità. Ognuno possiede la facoltà del libero arbitrio, ma non tutti ne fanno un medesimo uso. Dalla posizione di Marte nell’insieme del TN si può dedurre, se e fino a che punto il soggetto sia capace di adoperare il libero arbitrio a proprio vantaggio. Tale probabilità è tanto maggiore, quanto più forte appare la posizione di Marte (per es. in Ariete, Scorpione o Capricorno).

In un tema maschile, Marte e le sue interazioni simbolizzano il modo in cui l’uomo esprime la sua mascolinità; nel TN di una donna simbolizza l’animus che proietta sul partner. Marte è anche la figura dell’amante. Nella vita di alcune donne Ariete, la figura paterna può essere dominante e repressiva. Il Padre terribile può riapparire anche molti anni dopo la fanciullezza, attraverso le istituzioni o i superiori sul posto di lavoro, oppure sotto forma di competizione ad impronta maschile per la conquista di un partner o di un premio.

Le figure simbolico-professionali correlate a Marte possono essere il guerriero, il macellaio, lo sportivo, l’operaio metallurgico, il corridore di macchine sportive, il motociclista, il domatore, il pastore, l’imprenditore, il commerciante d’armi, il pugile, il dentista, il poliziotto, il cultore di arti marziali, il cacciatore, il vigile del fuoco e simili. Tamburi e percussioni sono rappresentati da Marte e nonostante molti musicisti abbiano un Nettuno ben piazzato nel loro oroscopo, batteristi e percussionisti, di solito, hanno un forte Marte. Non dimentichiamo che Marte era anche un provetto danzatore.

 

 

LE TRASFORMAZIONI MARZIANE

 

Secondo la griglia tradizionale, Marte ha il suo domicilio in l’Ariete e Scorpione; si trova in esaltazione nel Capricorno, in caduta nel Cancro, in esilio nella Bilancia e nel Toro. Il ciclo domiciliare è Ariete (domicilio), Toro (esilio), Cancro (caduta), Bilancia (esilio), Scorpione (domicilio), Capricorno (esaltazione).

Marte in Ariete manifesta la sua forza vitale e primaria in pieno giorno, alla luce del Sole. Marte in Ariete è un intenso ed impellente impulso ad agire, senza conoscere la causa e il fine del suo impulso. Non è tortuoso, ma diretto e qualche volta, brutale. La sua imprudenza può diventare impuden­za o sfrontatezza. Marte è l’energia indispensabile alla realizzazione dell’Io individuale, ma può richiedere anche attacco o difesa, aggressività o resistenza, azione o adattamento, secondo obbiettivi che non dipendono unicamente dal Sole, ma anche dal proprio grado d’evoluzione. In linea di massima, è difficile che, avendone la possibilità, Marte non aiuti chi glielo chiede, anche se si tratta di una persona che non sopporta. Marte arietino, di solito, non serba rancore, anche se, nell’ira del momento, potrebbe aggredire. Secondo Lisa Morpurgo, in Ariete, la forza bruta del pianeta appare dissociata dalla ragione. In ogni modo, essa non potrà restare sempre al livello elementare, ma dovrà ascendere ad un settore diverso da quello che l’ha generata e affinché ciò avvenga, deve accettare un periodico ritiro.

Marte in Toro protende alla riconquista del territorio perduto, ma anche alla manutenzione di quello in cui è costretto a risiedere. A volte, sembra che non abbia realizzato di essere in esilio e ancora si ostina a voler dominare e difendere il suo territorio, anche da lontano. Può capitare anche che il “territorio” non sia realmente minacciato, ma che sia solo percepito come tale. Questo Marte in molti casi può sembrare paziente, teso come ad organizzare la sua azione in specifici ambiti, con caparbietà e fissità che molti giudicano poco ragionevoli. Ciò provoca un’aderenza ostinata al territorio, a prescindere che sia libero o soggetto a cattività. Marte in Toro non cerca la rissa e non attacca coscientemente per il gusto della sfida o per desiderio di conquista. Si tratta di un Marte passivo nei riguardi di molte provocazioni che per altri soggetti sarebbero da considerarsi dichiarazioni di guerra. Essendo in esilio, non può rispondere alle provocazioni, ma diventa fortemente reattivo in determinate situazioni. La reazione scatta, e talvolta con un certo impeto, quando si toccano certi punti sensibili o si oltrepassano determinate linee di confine. Le modalità della difesa e il rapporto con l’oggetto del possesso dipendono dal grado di coscienza personale, dalla sua evoluzione e dalla complessità della situazione. Il quadro cambia se il nativo evolve e prende coscienza di tale attaccamento, sentendosi pronto a cadere, per poi rialzarsi.

Marte nel Cancro si trova in caduta. All’esilio, ora sopraggiunge la caduta e la perdita temporanea delle proprie forze. L’energia è di tipo emotivo, si manifesta in modo incostante, ma può rivelarsi potente, seppur discontinua. L’azione marziana qui dipende dagli stati d’animo che si alternano e perciò, può apparire attiva o passiva, esagitata o stabile. La parte più instabile è mentale e rende le azioni dense, più che intense e sistematiche. L’assertività altalenante è condizionata dalla sfera circostante, pur conservando una buona forza d’affermazione, anche se non immediata. Se però i risultati tardano a realizzarsi, Marte potrebbe mollare, abbandonando l’im­presa a metà, con spreco di tempo e d’energia, nonostante le doti di concretezza che non gli mancano. Marte cancerino sa mostrare la parte piacevole della sua natura, agendo in maniera dolce, ma decisa e onesta. È sincero amante della pace, ma non è esente da sentimenti irruenti e non espressi, soprattutto se attaccato da persone poco oneste e ambigue. Potrebbe perdersi, sopportando un dolore cieco o confondendosi nelle brume di idee non facilmente attivabili. In ogni modo, in questa fase energetica, Marte resta molto legato alle sue valenze espresse o inconfessate. Questa forma marziana non possiede le capacità di saper rispondere ad azioni subdole, né sa difendersi da attacchi meschini, perciò nutre sentimenti dolorosi e laceranti che potrebbero tramutarsi in una rabbia interna, difficile da concretizzarsi in azioni. Allora, la caduta oltre ad essere dolorosa, può essere traumatica. In alcune circostanze, tale lacerazione non sussiste e anche in occasione di vessazioni subite, l’energia è orientata in altre direzioni. A volte, tende verso la devozione per certi ideali e ideologie o si realizza attraverso un progetto condiviso, ma potrebbe sviluppare una forma d’attaccamento eccessivo alle sue scelte. In ogni modo, nel pieno della sua caduta, Marte può prendere coscienza di una seconda forma d’attaccamento e dipendenza, differente da quella venusiana-taurina già superata nella fase precedente.

Marte in Bilancia. Alla dipendenza si oppone l’allontanamento o il ritiro. Così esiliato, Marte ha il tempo per soppesare tutte le possibili alternative alle questioni che lo interessano. In questa modalità espressiva, Marte può accettare ogni evidenza, tra un ripensamento e l’altro, senza grossi traumi di coscienza. Ora è ben consapevole della sua condizione. Se vuole, può riflettere e ponderare, misurare i pro e i contro, prima di agire. A volte, questa riflessione può protrarsi a lungo, altre volte può essere troppo rapida. Al meglio delle sue espressioni, Marte confinato, avendo già sperimentato tale condizione, riesce a valutare in anticipo le situazioni che arrecano discordia; anzi, essendo lontano dalla realtà considerata, può trovare ottime mediazioni e specifici compromessi per concordare azioni giuste. Inizia, infatti, ad avere la consapevolezza che la vita non è così semplice come sembra e che è necessario difendere se stesso e le persone care, nonostante il desiderio di pace e la posizione di ritiro. Si sente molto preso dal ruolo di portatore di giustizia umana o sociale, anche se obbligato ad una forzata pausa di riposo. Il problema è che la sua energia può oscillare tra alti e bassi. Al positivo, però, questa fluttuazione permette al suo potenziale d’aggressività ed egocentrismo di ridimensionarsi. Se si abbandona ad uno stato d’aggressività passiva o non ha voglia di mettersi in gioco, allora si perde in lucidi piani mentali, irrealizzabili e mutevoli, secondo le occasioni. Se, invece, riesce a decidersi, dopo aver ben ponderato le sue posizioni, può trovare ottimi alleati (interni ed esterni) per uscire dal suo esilio.

Marte in Scorpione, dopo la lunga pausa riflessiva, dopo essersi dedicato a progettare piani e strategie, è diventato un guerriero che sa puntare e colpire con fine precisione i suoi bersagli, sa tramare come un ragno e intrappolare le sue prede, con una rapida azione manipolatoria. Mentre il Marte arietino è un intrepido apri-pista che avanza, travolgendo gli ostacoli, lo scorpionico, dopo il primo esilio, la caduta e il secondo esilio, ritorna alle sue origini combattive, pronto ad affrontare gli ostacoli con la consapevolezza del rischio. Pur conservando qualcosa dell’esecutore rozzo, è fidato e fedele al mandato di Plutone. Nell’interazione con l’esperienza plutonica, Marte entra in contatto profondo con le dinamiche del potere personale ed esterno. Pur di raggiungere il suo scopo, è disposto a perdere qualcosa. In questa fase, volendo, può usufruire, realmente, della nuova e potentissima forza interiore che ha conosciuto, a tratti, nella fase precedente. La forza plutonica lo spinge a riconoscere i bisogni dell’Io, soprattutto quelli meno evidenti e intrecciati con gli istinti più profondi. Può sacrificare gli altri ai suoi bisogni o rendere sacri i suoi bisogni a favore degli altri. Questo travaglio, a tratti esplosivo, lo prepara alla fase successiva, quella più esaltante, in cui potrà usufruire della collaborazione di Saturno per acquisire la capacità di gestire la sua forza, per controllarla, farla esplodere o equilibrarla in piena maturità.

Marte in Capricorno vive la sua esaltazione alla ricerca d’autonomia, maturità e sicurezza. Può gestire e misurare la forza da usare, attraverso la disciplina e l’esperienza, ma anche attraverso l’adattamento creativo. Un Marte saturnino ha superato l’abitudine di attaccare sconsideratamente, riesce ad affermarsi bene e a difendersi con discernimento, ma può perdere la creatività, se sorgono problemi con il confine di contatto. Per inciso, il confine di contatto è il luogo in cui è possibile integrare la creatività con l’adattamento necessario al vivere sociale. La maturità, infatti, è riconducibile all’adattamento, come meta per lo sviluppo sano dell’individuo, in modo che si generi l’integrazione tra i bisogni individuali e quelli comunitari. In questa fase, Marte conosce le cause e i fini delle sua azioni, sa gestire ed orientare i suoi impeti, ma può correre il rischio di non integrarsi, di congelarsi o irrigidirsi, specialmente se c’è in gioco la sua sopravvivenza o quella dei principi in cui crede. In alcuni casi, preso dai suoi imperativi categorici e rigorosi, rischia di perdere il contatto con i suoi confini, varcando con fredda ostinazione territori impervi.

 

 

BREVE CENNO ALLE CARTE DINAMICHE MARZIANE

 

Marte è il pianeta che innesca le esperienze indicate dai pianeti lenti e dalle progressioni. Gli eventi indicati dalla simbologia del pianeta richiedono orbite assai strette. Il pianeta “si fa sentire” qualche grado prima o dopo l’aspetto esatto, in particolare nella congiunzione. Quando Marte transita, emana una forte carica energetica che tende alla realizzazione delle potenzialità marziane radicali Se il pianeta è transitato per progressione, e il transito più frequente è quello della Luna che in 28 anni e mezzo fa il giro della carta di nascita, nell’anno in cui la Luna al grado sopra Marte, avrà un’energia affettiva ed emotiva molto intensa. I transiti di Marte, come quelli dei pianeti apparentemente difficili, non vanno considerati come decise negatività. La casa transitata dal pianeta indica il settore nel quale la sua energia agirà e volendo, possiamo anche dirigerla in modo costruttivo. Ad esempio, se Marte sta transitando in Casa VI, indicherà grande attivismo nel lavoro e nel nostro ambito quotidiano. A rigor di logica, dovremmo redigere un calendario dei transiti di Marte nel biennio della sua rivoluzione e leggerli unitamente ai transiti dei pianeti lenti. Durante il periodo nel quale Marte insiste su certi gradi e in quella casa, sono importanti gli aspetti che entrano in gioco. Nel caso di forti dissonanze che non si esauriscono in poco tempo, è il caso di usare e consigliare prudenza. Assecondare, andare incontro, alla simbologia legata al pianeta, può rappresentare un valido supporto a vivere il transito. Nei transiti scorrevoli di Marte, potremmo dedicare alle pratiche sportive più che in altri periodi. Anche chi non si considera sportivo, può trarre soddisfazioni e vantaggi da un tale passaggio.

Con le rivoluzioni solari, Marte è considerato nella sua classica simbologia e nella casa di rivoluzione che lo ospita, indicando il fermento e la lotta dell’anno. Molto raramente, va letto in ottiche pessimistiche; salvo, quando siano presenti aspetti molto dissonanti o congiunzioni “dure” con pianeti natali (del genere Marte/Saturno ad esempio). L’Ascendente di rivoluzione che si congiunge a Marte radicale indica un tipo d’azione diretta, incisiva e improrogabile. Gli altri aspetti della rivoluzione spiegano in quale ambito questa azione avrà i suoi riflessi.

Nel tema progresso, molto importante è considerare l’eventualità che Marte divenga retrogrado, dopo la nascita e per quanto tempo (giorni/anni). Molto utile è osservare il passaggio da un segno all’altro, per capire da quando e per quanto tempo l’energia del pianeta ha mutato la sua vibrazione. Se si presenta il caso di un Ascendente progresso in avvicinamento a Marte radicale, si possono fare delle considerazioni sugli effetti di una tale configurazione.

 

 

FISIOLOGIA-BIOLOGIA MARZIANA

 

Come tutti gli altri animali, anche l’uomo ha cercato di trovare un compromesso tra la conservazione delle proprie peculiarità e i grandi cambiamenti proposti dall’ambiente, tra le mutazioni genetiche casuali e le piccole contingenze ambientali. La posizione di Marte per segno e casa all’interno del TN fornisce informazioni sul tipo d’energia fisica e sul modo di esprimere tale forza per difendersi, rispetto agli attacchi esterni. Questa energia planetaria esprime i bisogni d’eccitazione fisica, ma anche i desideri, gli impulsi e gli entusiasmi con le rispettive reazioni fisiche. Un forte Marte nel tema può denotare una personalità competitiva, atletica, capace di assumere rischi.

Secondo l’antica tradizione astrologica, Marte governa il trigemino, il tono muscolare, gli organi maschili, il sangue, il naso e i denti. Il sangue è associabile, simbolicamente, a Marte per la funzione di trasporto d’ossigeno, dovuta all’emoglobina, proteina quaternaria, che contiene atomi di ferro e conferisce il classico colore rosso. Marte permette ad ogni emozione di agire sul sangue, stimolando l’organismo al tipo di risposta più adeguata. Nei momenti di collera, per esempio, il sangue irrora le mani, quasi a predisporre l’individuo alla difesa. Nei momenti in cui la persona è in preda alla paura, il sangue defluisce nelle gambe, quasi a favorire la fuga. Nei soggetti a pressione alta è interessante il rapporto tra il bisogno di esprimersi e il contenimento o il restringimento dei vasi che frenano e rallentano la pressione sanguigna.

Marte potrebbe essere la causa primaria dello scatenamento delle dinamiche depressive. Alcune teorie definiscono la depressione come modalità d’aggressione-passiva in cui la rabbia è agita contro di sé. Attraverso la contrazione muscolare cronica si crea una negazione delle sensazioni dell’organismo, un’insensibilità sensoriale ed emotiva, caratteristica del Marte in cattività.

Il pianeta è associato anche ad infiammazioni, ulcere, ernie e tutto ciò che dall’interno vorrebbe esplodere. Nei processi infiammatori, vi è un contenuto energetico che preme per trovare un canale d’espressione. A Marte si legano anche i meccanismi d’auto-frustrazione: lussazioni, fratture, tagli, piccole lesioni. Sul piano immunitario, Marte capricorneo è paragonabile al sistema di difesa acquisito (detto anche specifico o adattativo) che, nonostante la sua grande immuno-competenza, può non riconoscere più certi tessuti dell’organismo stesso che lo ospita, ossia alcune parti dell’Io biologico individuale (Sole-Ariete), e finire per attaccarle e distruggerle. Da qui le malattie auto immuni, come il Lupus Eritematoso Sistemico, la sclerosi multipla, il diabete, ecc. Se il Marte arietino è perfettamente riconducibile all’immunità innata, sistema di difesa più antico e primitivo, quello scorpionico è il punto di sutura tra questo e l’immunità acquisita, o adattativa, assai più complessa ed evoluta. Con Marte esaltato in Capricorno trionfa l’immunità acquisita, la capacità delle nostre difese di imparare dall’esperienza (Saturno) e di reagire con maggiore efficienza agli agenti patogeni che ci hanno attaccato in passato. Si può affermare che Marte saturnino è paragonabile alla macchina bellica che elimina con efficacia le eventuali minacce sia esogene, che endogene.

 

 

ASTROMEOPATIA

 

Ecco alcuni rimedi omeopatici molto affini alle simbologie marziali.

1.    Ferrum Metallicum (Ferro metallico), utile soprattutto nelle anemie ipocromiche.

2.  Ferrum Phosphoricum (Fosfato di Ferro) per gli stati febbrili o infiammatori, le malattie esantematiche nel periodo invasivo e per la tendenza alle epistassi.

3.  Sanguinaria canadensis (la Sanguinaria del Canada, piccola pianta della famiglia delle Papaveracee) da usare per alcuni tipi di cefalee congestive, vampate di calore con guance brucianti, acne, polipi nasali emorragici, riniti vasomotorie e pollinosi.

4.       Pyrogenium (bioterapico preparato a partire dall’autolisato settico di carne bovina, suina e placenta umana, contenente ogni sorta di germi patogeni) per le affezioni acute come ascessi, ferite infette, suppurazioni dentarie, sinusiti e otiti croniche, malattie infettive croniche che portano il VES a valori sopra la norma.

5.       Glonoinum (Nitroglicerina) per soggetti sanguigni, nervosi, ipertesi che presentano fenomeni vasomotori: vampate di calore con afflusso di sangue alla testa, cefalea, esplosioni ad ogni pulsazione cardiaca; è utile in certi tipi d’ipertensione, nelle insolazioni, nell’aplopessia.

6.       Kreosotum (il creosoto prodotto dalla distillazione del catrame di legna) per le gengive dolenti e gonfie che sanguinano facilmente, per le stomatiti e per i flussi mestruali troppo abbondanti.

7.       Veratrum Viride (l’Elleboro della famiglia delle Colchicacee) per i disturbi circolatori congestivi a livello cefalico, con la congestione cerebrale violenta, in cui il malato è litigioso, ha il viso arrossato, gli occhi iniettati, la testa calda, le pulsazioni delle arterie del collo violente. Utile anche nell’ipertensione.

 

 

MARTE E I MERCATI FINANZIARI

 

Marte in ambito economico/finanziario è un pianeta molto importante. In realtà, un po’ tutti i pianeti fanno sentire la loro influenza sulla vita politica, economica e sociale. Questo pianeta però, in ambito economico ed in certi momenti, può determinare dei trend ben delineati al rialzo od al ribasso, secondo il contesto a cui si associa la sua influenza.

La sua rivoluzione intorno al Sole è di circa due anni; sugli indici azionari questo ciclo è abbastanza evidente, nel determinare dei minimi o massimi biennali molto importanti. Naturalmente, per comprendere se rispetto ad un minimo di due anni precedenti, il successivo minimo sarà più alto (quindi trend di lungo al rialzo) o più basso (trend di lungo al ribasso), è di capitale importanza conoscere anche i cicli dei pianeti più lenti (da Giove in su) ed analizzare il tutto nella globalità.

Nel passato recente, il ciclo biennale di Marte sull’indice Mib30 ha formato un minimo molto importante ad ottobre 1999, seguito da un massimo nel marzo del 2001 e dalla chiusura del ciclo con un minimo nel settembre 2001. Il ciclo successivo, partito nel settembre del 2001, presenta un’irregolarità temporale, dovuta ai cicli superiori; ha conosciuto il suo massimo nell’aprile del 2002 e la sua chiusura, con un minimo importante, appare attorno al 16 settembre 2004. A livello di cicli mensili, non è infrequente osservare minimi o massimi in prossimità di un transito lunare su Marte, soprattutto in congiunzione e opposizione, e questo perché la sua influenza si ripercuote, direttamente, sull’emotività e “sulla psicologia operativa” di tutti gli operatori e i trader. Quindi, in ambito borsistico e finanziario, Marte rappresenta l’energia di un titolo o di un indice nel contesto complessivo del mercato.

La sua combinazione con altri pianeti colora poi la sua influenza. Rapporti Marte/Mercurio possono dare delle giornate con intensissimi volumi di scambio, oppure giornate in cui le notizie danno una direzione ben precisa al mercato, sia al rialzo sia al ribasso. Con rapporti Marte/Giove, si possono creare dei massimi o minimi annuali o biennali. Rapporti positivi con altri pianeti possono determinare dei periodi euforici, mentre rapporti negativi con altri pianeti lenti possono generare giornate di vero e proprio panico. Giove, quindi, non è da considerare solo come pianeta positivo, ma anche come “acceleratore ed amplificatore” di una situazione che ha già creato i presupposti in precedenza, ma che non era ancora stata “vista”. Può essere responsabile della “speculazione”, l’ultima fase del rialzo, dove l’ottimismo si trasforma in euforia e si assiste ad una rapidissima crescita delle quotazioni dei listini azionari. Entrano sul mercato le cosiddette “mani deboli”, ossia i piccoli risparmiatori, che decidono di acquistare, quando i prezzi sono vicini ai massimi, incoraggiati dall’enfasi dei mezzi di comunicazione che descrivono il boom borsistico in corso. Di contro, può anche rappresentare, ma devono essere presenti aspetti planetari o contesti ciclici collaterali negativi, momenti in cui si manifesta un brusco declino dei prezzi, poiché tutti si accorgono che il mercato non ha più nulla da dare e vendono “al meglio” per salvarsi dal ribasso generale. Con Marte/Saturno, l’atmosfera non sarà d’euforia come con Giove, a meno di aspetti collaterali, può trattarsi di periodi dove si consolida un trend precedente. Si può anche trattare di fasi di “accumulazione”, quando la maggioranza degli investitori è ancora convinta di essere in un mercato al ribasso, le cosiddette mani forti (gli investitori professionali) iniziano ad acquistare a prezzi convenienti, nella consapevolezza che la fase ribassista è in esaurimento. Gli acquisti sono fatti, gradualmente, in modo da non muovere il listino. Si formano, così, una serie di movimenti laterali, detti anche base o bottom. Di contro, può anche trattarsi di fasi in cui gli operatori dominanti nel mercato comprendono che il mercato “toro” è finito e cominciano ad alleggerire le proprie posizioni rialziste. La fase espansiva appare indebolita e si crea un movimento laterale, chiamato di distribuzione, o di tetto o top. Gli aspetti Marte/Urano possono determinare periodi di particolare fermento nel comparto dei tecnologici, ma può trattarsi anche di eventi improvvisi, traumatici ed imprevisti nei mercati. Con Urano in Acquario, a cui nel mese di dicembre 1999 si è aggiunto Marte, il listino tecnologico Nasdaq ha registrato performances incredibili. Con Marte/Plutone il mercato può sorprendere per la sua forza intrinseca, non completamente prevista dagli analisti. Possono crearsi i presupposti e le sinergie tra aziende capaci di condurre a profonde trasformazioni per il futuro. Può anche essere il periodo di pericolose trame finanziarie condotte con troppa disinvoltura con il rischio di future vicende giudiziarie o di fallimenti.

 

 

MARTE RETROGRADO

 

Teoricamente, un pianeta retrogrado rappresenta una funzione la cui attività si dirige in direzione opposta al flusso naturale, anche se il termine “contro”, in questo caso, non significa, necessariamente, animosità. Nel loro moto apparente-contrario a quello dei luminari, i pianeti retrogradi possono completare quello che non è stato possibile attuare in precedenza, durante il movimento diretto.

Nel corso della vita, l’individuo si scontra con la costante necessità di adattarsi a nuove condizioni, deve affrontare il processo di crescita ed espansione interiore, deve fronteggiare i cambiamenti causati dell’ambiente circostante, deve farsi carico di problemi e questioni irrisolte. In virtù di tali necessità, i periodi di retrogradazione potrebbero costituire momenti d’approfondimento del passato, per elaborare nuove strategie comportamentali ed espressive. Marte è retrogrado per meno di un decimo del tempo che passa fra due successive congiunzioni con il Sole (circa ogni 25 mesi). Il periodo di retrogradazione marziana assume un’importanza particolare, durante il quale il pianeta indica il potere di agire e di affermarsi nel mondo. Alcune preoccupazioni della società e dell’uomo moderno sono il risultato di un uso sbagliato di questo potere. Nel periodo centrale del movimento retrogrado, Marte si trova in opposizione al Sole e non in congiunzione. Per riesaminare il proprio comportamento e apportarvi le opportune modifiche, è necessario rivedere in modo obiettivo il rapporto con il proprio Sole. Il momento migliore è il periodo d’opposizione al Sole, perché la fase illuminante potrebbe permettere una decisa obiettività. La prima metà del periodo retrogrado di Marte, fino all’opposizione al Sole è una fase preparatoria. Dopo la conclamazione dell’opposizione (retrograda), le esperienze aventi come scopo il progresso personale, possono dare i loro frutti. Le congiunzioni ed eventuali aspetti che Marte forma in stazione retrograda, possono indicare il tipo d’energia funzionale ai bisogni e agli obiettivi da conseguire per l’eventuale avanzamento personale.

 

Concludo con il verso del “De Rerum Natura” in cui Lucrezio accenna a Marte, rivolgendosi a Venere:

 

“Solo a te è dato infatti concedere agli uomini il dono

della tranquilla pace, poiché della lotta cruenta

son gli uffici spietati commessi al potente ne l’armi

Marte, che sul tuo grembo sovente la testa reclina,

vinto per te d’amore per piaga che mai non si chiude,

il ben tornito collo poggiando, a te gli occhi solleva,

bramosamente fiso suggendo per gli occhi d’amore,

e dal tuo labbro pende del nume supino lo spirto.”

 


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Interventi (in ordine alfabetico) di:

Emanuela Badiali, Nella Bernardi, Rosanna Bianchini, Stefano Capitani, Fabrizio Cecchetti, Chameli, Meskalila Nunzia Coppola, Giovanni D’Amico, Lidia Fassio, Roberta Fianchini, Margherita Fiorello, Chiarastella Ghersani, Rosanna Gosamo, Maria Grazia La Rosa, Rosamaria Lentini, Gabriella Leopizzi, Nazarena Marchigiani, Maria Teresa Mazzoni, Michela Mutiara, Cristina Negro, Anna Maria Neri, Mary Olmeda, Isabella Orsini, Evelina Paoletti, Giovanni Pelosini, Rita Romagnoli, Clementina Messaggi, Clara Tozzi, Sandra Zagatti.