INTERVENTO
SULLIMPORTANZA DELLA RELAZIONE IN
AMBITO PSICOLOGICO |
di Giuseppe Sferrazza |
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La mia preparazione in ambito psicologico e psicoterapeutico
avrà una funzione di introduzione e preparazione a quelle che saranno le successive
relazioni degli altri partecipanti che, come è giusto, tratteranno largomento dal
punto di vista più strettamente astrologico. Il tentativo di combinare sinergicamente queste due discipline,
astrologia e psicologia, comè a voi tutti più che noto, è dovuto al lavoro
pionieristico di studiosi come Dane Rudhyar, Stephen Arroyo, Liz Greene, Hermann
Meyer, Raymond Merryman e, in ambito
italiano, Lisa Morpurgo, Grazia Mirti, Ciro
Discepolo, Lucio Canonica, Grazia Bordoni, Lidia Fassio e molti altri che, impegnandosi in
prima persona e dedicando la loro vita a questo lavoro di fusione, hanno permesso di
ottenere quella che oggi comincia ad essere conosciuta come un nuovo modo di fare
astrologia, non soltanto in maniera deterministica (senza nulla togliere a questa
interessante ed antica disciplina astrologica), ma in unottica, oserei dire, più
olistica che tenga conto, cioè, di tutta la globalità fisiologica e soprattutto
psicologica intra ed inter-soggettiva: un eccezionale parallelismo con quella che fu in
Germania la psicologia del Desein,
dellessere-nel-mondo, ovvero la messa a fuoco dellintimo rapporto tra esistenza e situazione. Questo esserci-nel-mondo non può sottrarsi al criterio, non
necessariamente psicopatologico, dei termini problematici di una situazione
che non sfuggono al come (fenomenologico) ed al
perché (psicoanalitico) del loro costituirsi;
come e perché un uomo pervenga a quella peculiare forma di convincimento e di condotta,
come e perché sia giunto al delirio o alla trasgressione, alla malinconia o al rapimento
mistico, al suicidio, allaggressione sessuale o allefferato atto di crudeltà
(di cui è piena la cronaca dei nostri giorni), questo come e perché è un
quesito che ci viene posto e ci poniamo e che non può essere risolto, una volta per
tutte, né ricorrendo al solo postulato del disturbo del controllo di coscienza né
facendo appello al solo supporto fideistico del vecchio modello astrologico, ma
lunica possibilità di comprensione e soluzione completa è auspicabile con la
sinergia attiva dei due modelli in questione che, come in una amalgama metallica, fondono
insieme pregi e difetti per generare un qualcosa di più solido e completo. Questo ampliamento dellindagine, oggi meglio conosciuto
come astrologia psicologica, deve cercare di comprendere i multiformi acting-out, le
espressioni antisociali o pseudocreative, contraddittorie, alogiche, deve quindi trovarci
disposti a perderci nellinclassificabilità e singolarità del comportamento umano
dove carattere ed atto perdono i loro contorni netti ed i loro
confini egoici per mostrarci, invece, levoluzione di un disegno, precedente alla
persona stessa, e che in essa è racchiuso e puntualmente definito come una nuova
personalità. Però a me qui preme soprattutto, come discorso provocatorio e
preliminare per ogni accesso allo studio dellindividuo e della coppia
successivamente, focalizzare ed analizzare gli atti
umani a livello delle loro motivazioni coscienti, delle loro decisioni esistenziali, con due fermi punti di
base: 1. la complessa
problematica di una persona non è riconducibile né solo allambiente né solo alla
psiche, ma è legata allesistenza, alla
sua storia, al suo progettarsi nel mondo; 2. della persona ci
parla maggiormente il suo farsi che la sua invariabile struttura di base,
quindi più il suo volgersi alla coesistenza (nelle amicizie, nellamore,
nellodio, ecc.), il suo andamento dinamico piuttosto che quello statico, cosiddetto
naturale. Tenendo sempre presenti questi due punti, credo si possa
accedere meno grossolanamente ad una comprensione più profonda ed anche più essenziale
delle istanze fondamentali in base alle quali un individuo si propone nei vari passaggi
della sua storia interiore, aderendo di volta in volta alle varie possibilità che gli si
offrono o che egli si procaccia: ogni atto,
quindi, è rivelatore di una modalità di esistere e, in una prospettiva fenomenologica,
non esistono atti che non siano rivelatori, anche quelli più enigmatici, più di
traverso, più distorti, più inattesi, sono da considerarsi come una possibilità espressiva dellindividuo. Proprio in virtù di quanto affermato in precedenza, vorrei
portare lobiettivo del discorso sullimportanza del rapporto tra operatore e
cliente, di quanto possa essere efficace venire in contatto velocemente con laltro e
di quante informazioni egli stesso possa fornirci per lanalisi approfondita del suo
essere-nel-mondo, dei suoi atti e decisioni esistenziali nonché della sua espressività
comportamentale. Eric Fromm insegnava ai suoi allievi ad osservare, ascoltare ma
non aspettare, di cercare di capire presto, di cercare di immedesimarsi nel paziente
(anche senza intervenire esplicitamente), di utilizzare le proprio antenne per
recepire ogni messaggio e, soprattutto, diceva: dovete essere dei traduttori, dovete
capire il messaggio, dovete capire le aspettative della persona, dovete capire quello che
vuole proporvi con le sue parole, gesti, atteggiamenti e sintomi, con questi suoi
disturbi, con queste sue turbe e paure che magari non esplicita... non dimenticate che il
corpo non mente. E proprio nellambito di questo rapporto che va
inquadrata la responsabilità esistenziale che
ogni operatore dovrebbe prendersi e che consiste nel sentirsi interiormente obbligato al
recupero della dimensione dellaltro (sia pure entro certi limiti fissati dal tipo di
preparazione professionale e di categoria), cioè dellesistenza inquadrata ed
immersa nella vita sociale e racchiusa in una cornice universalmente valida e riconosciuta
che è la vita stessa. Indubbiamente una figura, quella del nuovo astrologo, che non deve
lavarsi esistenzialmente le mani o scaricarsi dalla coscienza la dimensione
scomoda del rapporto, ma un impegno ad essere disponibile ad una relazione intersoggettiva
che, in parte, lo troverà coinvolto. Si evince da tutto ciò che lelemento fondamentale di
questa responsabilità esistenziale è il porsi silenzioso in ascolto dellaltro, con
apertura ed interesse, con curiosità e pazienza, mettendo a tacere quella
chiacchiera che spesso tradisce uninsicurezza ed una non
professionalità delloperatore che preferisce infarcire e sbalordire laltro a
causa di una iniziale mancanza di informazioni o, peggio ancora, di una non riconosciuta
qualifica ed accettazione del proprio ruolo e paura della propria responsabilità (come
espressa precedentemente). A volte, solo tacendo
si può far capire, meglio e più autenticamente di chi non finisce mai di parlare; in
questa modalità di entrare in comunicazione con chi viene da noi per aiuto o per
chiarimento o per non so che altro, nellascolto e nellosservazione si
configura il pieno significato di mirare ad una comprensione del messaggio
dellaltro, tale da consentirgli di esplicarsi ed esplicitarsi in ulteriori e più
approfondite articolazioni. Mi rendo conto che la figura professionale che sto presentando
è qualcosa di nuovo e deve esserlo se vogliamo che questa nuova astrologia venga
collocata al posto che le spetta; mi rendo perfettamente conto che sto chiedendo, a chi
già lavora da anni in questo campo, di fare uno sforzo, di sacrificare magari qualche
cliente, ma di cercare di educare il pubblico allidea che lastrologia non è
lontana dalla psicologia e, come tale, non può essere consultata per il mero piacere di
sapere se si troverà il partner ideale o se si potrà vincere al lotto. E un passo faticoso e non scevro da rischi, è il
burn-out, lo sgonfiarsi professionale, del giornaliero incombente ed è
qualcosa che, comunque, deve essere prima di tutto accettato, capito e digerito da colui
che vuole compierlo: se prima non ne siete convinti voi, non pensiate di poter convincere
gli altri. E una trasformazione quella
che vi trovate davanti e che si trovano anche quelli che, come me, credono che
lastrologia sia il modello migliore per poter integrare lincompleto modello
simbolico della psicologia. Queste brevi considerazioni mostrano quanto siano molteplici e
diversi gli ambiti, gli accessi che si prestano allazione del prendersi cura, del
preoccuparsi di qualcuno o di qualcosa, senza però strumentalizzarlo nel progettare il
proprio piano di sviluppo, vivendo con laltro in uno spazio comune. Parafrasando Gadamer (Verità e metodo, pag.417), la migliore
posizione delloperatore è latteggiamento di ascolto facendo spola tra ascoltare e domandare,
in un delicato tentativo di decostruzione,
senza problematizzare dallesterno le strutture difensive dellaltro, ma
prendendo in prestito dalla vecchia struttura tutte le risorse strategiche per
mostrargli che non possiamo comprendere noi stessi, la Babele interna dellIo,
e quindi non possiamo mai pretendere da noi e da lui di poter diventare tanto integrati da
parlare con una sola lingua. Quindi lascolto come tecnica da apprendere e come
dimensione di responsabilità intersoggettiva,
come centro spontaneo della comprensione dellaltro, qualunque sia il problema che lo
conduce a noi, e che indica inequivocabilmente che si è capaci di risposta
allessenza della domanda anche se assillante e problematizzante. Losservazione attenta dellaltro e lascolto,
come detto pocanzi, ci consentiranno di entrare più facilmente in contatto col
nostro interlocutore, facendolo sentire a suo agio e permettendogli, in quello spazio
comune, di essere accolto qualunque sia il suo problema a prescindere, quindi, dal tipo di
domanda: noi sappiamo che si è rivolto a noi per un aiuto e, come tale, la nostra
responsabilità esistenziale deve accoglierlo. Il training al quale deve, in qualche modo, sottoporsi
loperatore è quello di recuperare le sue doti innate allosservazione ed
allascolto che spesso, però, sottostanno a difese e problematiche personali
condizionando la relazione al punto che si preferisce straparlare piuttosto
che lasciare il passo a momenti di silenzio, invece, così propedeutici ed essenziali. Ciò permetterà anche una maggiore possibilità di
elaborazione, il poter seguire un filo logico nella narrazione degli avvenimenti da parte
del cliente che spesso, invece, ha le idee confuse ed ingarbugliate e non chiede altro che
un po dordine. Inoltre, si avrà la possibilità di accorgersi quanto
intervenga la proiezione in ogni rapporto umano, sia esso damicizia, di
lavoro, familiare, affettivo ed anche nella relazione con loperatore stesso. Tutto ciò è basilare per poter interpretare in maniera
corretta gli eventi che si hanno davanti, per potersi rendere conto di quella che è
lattuale realtà della persona e, come dicevo allinizio, non soltanto la
struttura astro-psichica che ci presenta il TN: luomo è un essere dinamico e come
tale deve essere considerato nel momento in cui si presenta a noi, sarebbe infatti un
grosso errore non prendere in considerazione un tratto difensivo attuale che, esistendo,
ha una sua ragion dessere sia che la sua origine sia dovuta ad aspetti strutturati
della personalità (TN) che, come più spesso accade, sia invece un adattamento
allambiente che lo circonda. Non tenere conto di questo significa correre e far
correre al cliente un rischio non indifferente, dobbiamo ricordarci che stiamo trattando
con una parte delicata dellessere umano, la sua psiche, e sapere che ogni
comportamento non è casuale ma ha una sua motivazione e, per quanto possa sembrare strano
in situazioni problematiche, un preciso scopo atto, comunque, a preservare
lindividuo da situazioni peggiori o, almeno, valutate dalla sua mente come tali. Quanto sopra affermato, secondo me chiarifica sufficientemente
limportanza di strumenti quali losservazione e lascolto, che consentono
alloperatore astrologo di non cadere in grossolani errori di interpretazione o,
peggio ancora, di camminare su campi minati che possono nuocere, non soltanto
a noi stessi, ma anche e soprattutto al cliente che, oltre ha perdere la sua fiducia nei
nostri confronti, corre il grave rischio di aggravare una situazione già precaria. Quando loperatore astrologo si rende conto
dellesistenza di problemi inconsci o comunque tali da richiedere lintervento
di una persona specializzata nellambito (psicologo, psicoterapeuta, neurologo,
psichiatra), non deve esitare a far comprendere al cliente che qualcosa deve essere
affrontato in maniera diversa, certamente utilizzando quella modalità di cui ho accennato
sopra così da non far vivere allaltro la sensazione di essere sommerso da
uninutile, quanto sterile, ondata di parole che lo porteranno soltanto ad una
maggiore confusione. Lo scopo deve essere quello di suscitare nella persona un
cambiamento nei suoi punti di vista, nei suoi comportamenti, nei suoi modi di
essere-nel-mondo e di viversi, e questo cambiamento non deve essere effimero, ma capace di
migliorare significativamente lassetto intrapsichico e la vita interpersonale
dellindividuo. Per realizzare ciò, ci avvaliamo della comunicazione che comprende losservazione
e lascolto, di cui sopra, quindi è intuibile come questultima sia la
variabile cruciale sulla quale soffermarsi per creare modelli dintervento validi e
rapidi. In ogni rapporto lefficacia della comunicazione è
direttamente proporzionale alla nostra capacità di aggirare i pregiudizi, le distorsioni,
le limitazioni, le sedimentazioni della persona che abbiamo difronte. Ciascuno di noi ha
imparato a proprie spese quanto sia improduttivo, e numerose volte anche dannoso, entrare
in contraddittorio, a qualsiasi livello, con i nostri clienti: un valido rapporto può
vacillare fino a crollare e, in ogni caso, si crea un contesto di chiusura che
rende laltro meno reattivo a qualsiasi stimolo. Premesso questo, è evidente che il lavoro col cliente si svolge
tramite la comunicazione che deve, quindi, far pervenire i diversi messaggi nella maniera
più chiara possibile, superando le varie barriere conscie e razionali dellaltro. Per raggiungere ciò è fondamentale lutilizzo
dellosservazione e dellascolto per poter velocemente focalizzare il problema
(spesso lontano da quello che il cliente viene a portarci) ed inquadrare le modalità che
laltro usa per percepire la propria realtà: utilizzando i suoi stessi canali
percettivi avremo ottime possibilità di accelerare il processo di rapporto, aumentare la
fiducia nei nostri confronti (basilare per un buon lavoro) e veicolare in maniera non
fraintendibile le informazioni giuste alla presa di coscienza di problematicità
sottostanti la richiesta daiuto. A questo punto, la figura delloperatore di astrologia
psicologica viene a collocarsi al fianco della persona, non soltanto come amico fidato, ma
anche come colui che conosce profondamente laltro e può sorreggerlo ed aiutarlo
nella scoperta di meccanismi difensivi che debbano essere affrontati e risolti con
laiuto di specialisti. Losservazione e lascolto vero con la loro veracità
di disposizione e la comunicazione con la sua fisionomia aperta e mite, sono
lautentica assunzione della responsabilità
esistenziale da parte delloperatore; queste modalità sono, a ben guardare, uno
dei pochi modi che ci si offrono per salvarci dalla colpa di lasciar cadere e spegnersi
inascoltata lumana invocazione al dialogo, provenga dal pensionato più esigente o
dalla vecchietta bislacca: a noi il dovere di non lasciar cadere e di non banalizzare
questa dimensione di incontro, altrimenti saremo esistenzialmente colpevoli qualunque sia
la nostra ideologia di base e la nostra qualifica professionale. Roma, lì 24 ottobre 1999 |