IL COUNSELLING IN ASTROLOGIA
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Conferenza di Lidia Fassio |
Torino, maggio 1996 |
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Prima di
iniziare a parlare di counselling, vorrei affrontare quello che mi sembra
essere un problema assai spinoso per tutti i consulenti astrologici e che riguarda
lincontro unico per interpretare il tema natale e, al massimo, un incontro o due
lanno per eventuali transiti o rivoluzioni solari. Questo è quanto accade nella
maggior parte dei casi, con il risultato che il lavoro è necessariamente frammentario per
lutente, e assolutamente insoddisfacente per il consulente. |
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Ho spesso
notato come gli astrologi mostrino molta resistenza quando si trovano a contatto con la
parola counselling. Nei miei corsi ho incontrato allieve che davano poca
importanza al contatto con il consultante, convinte che bastasse saper fare bene il
proprio lavoro perché tutto possa avvenire di conseguenza. Questo approccio spesso è
oggetto di confusione poiché la maggior parte dei consulenti ritiene che
unimpostazione, o meglio, una preparazione adeguata per affrontare il colloquio con
un cliente, sia importante esclusivamente se si opera in campo psicologico o
psicanalitico. |
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La conoscenza di alcune regole del
counselling, nonché di alcune problematiche di tipo psicologico, può servire ad
illuminare il consulente sulle molte trappole in cui è facile cadere se si è inesperti. |
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Il primo
requisito per chiunque faccia questo lavoro concerne laccettazione della
responsabilità personale e quella di dover portare il consultante a prendere coscienza
della propria, in qualunque situazione si trovi in quel momento. Per arrivare a ciò,
occorre eliminare il concetto di determinismo, proprio perché lavorerebbe contro
qualsiasi tipo di salute o di ripristino di salute. Il determinismo vale esclusivamente
per la sfera dellinconscio, ovvero per quelle parti di noi e della nostra vita di
cui non siamo consapevoli e sulle quali il consulente, anche quello astrologico, può
contribuire a far luce. |
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Chiunque tenti
di scaricare le colpe sui genitori, sulla società, sulla famiglia e su quantaltro
di esterno, dovrà essere sentito, ascoltato, il suo dolore dovrà essere accolto e
condiviso, ma poi bisognerà accompagnare la persona a pensare a soluzioni per sé
piuttosto che a continuare a dare spazio ed energia alle strutture del passato. Chi invece
è profondamente determinista, mantiene un tratto nevrotico che consente già a sé stesso
di scaricare su altri le proprie colpe e le proprie responsabilità o corresponsabilità e
del tutto inconsciamente appoggerà certe caratteristiche del proprio cliente. Questo
atteggiamento è molto negativo poiché preclude anche la possibilità di trovare e di far
trovare una strada di trasformazione. Ribadisco quindi che il primo punto per qualunque
consulente anche astrologico consiste nel far prendere atto che esiste una
precisa responsabilità sulla vita personale e che tutto il resto ne è conseguenza. |
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Molti
sostengono il determinismo per potersi in qualche modo cullare nei fallimenti che in una
vita inevitabilmente si incontrano: se io ho fallito su cento cose diventerà molto più
facile credere che esista un destino che ha stabilito tutto da fuori piuttosto che
affrontare la profonda revisione della propria nevrosi, che causerebbe sensi di colpa e
assunzione di responsabilità e, in ultimo, imporrebbe cambiamenti di rotta nei propri
comportamenti. |
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Essere colpiti
da nevrosi significa non avere libertà e quindi essere schiavi di qualcosa, di schemi
rigidi al punto tale da essere diventati automatici. |
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Il secondo importante punto
consiste nellaiutare il consultante a pensare che la libertà è lunica
condizione per la personalità, ed è anche ciò che più ci distingue dagli animali,
proprio perché siamo esseri capaci di rompere con gli automatismi di cui loro sono invece
prigionieri. |
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Prima di passare ad una seconda
fase, vorrei sottolineare che i lavori di consulenza, come tutti i lavori del mondo, non
possono essere fatti senza luso del BUON SENSO, che in molti casi purtroppo sembra
essere diventata merce rara e quasi introvabile. |
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Parliamo ora degli scopi che deve
prefiggersi un consulente: |
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Accompagnare
pian piano la persona ad accettare la responsabilità della propria condotta e dei
risultati conseguiti nella propria vita. Si può quindi partire dal fatto che sicuramente
vi sono state delle influenze, ma che alla fine saranno proprio le esperienze più
difficili a portarlo alla ricerca di una sua libertà. |
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Un altro grosso
problema è quello dellindividualità: infatti la gran parte delle persone ha
una grave difficoltà di accettazione di sé; non si sopporta e vorrebbe essere diversa.
Una cosa però è certa: non si può essere qualcosa di diverso da ciò che si è. Ogni
sé è unico, e buona parte della salute di una persona dipende dallaccettazione di
questa sua unicità. |
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Questo concetto
è di importanza fondamentale e deve essere assolutamente acquisito dal consulente,
perché altrimenti può tendere a considerare il consultante come una parte di sé, una
sua propaggine. Il tratto più comune nei consulenti è quello di considerare la persona
che si ha di fronte come se possedesse gli stessi meccanismi mentali, gli stessi standard
morali, e quindi usare la proiezione, violando totalmente lautonomia e
lindividualità del cliente. |
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Non servirà
neppure dire al cliente di essere sé stesso se probabilmente non ci riesce o se, peggio
ancora, non sa neppure chi è. Qualunque buon lavoro di consulenza dovrà quindi tendere a
portare il cliente a trovare sé stesso, cosa abbastanza facile da individuare
attraverso un tema natale. Del resto, se una persona va in cerca di aiuto, significa che
in quel momento è anche particolarmente ricettiva. Nel momento in cui si pone delle
domande sarà anche attenta alle risposte. Questa persona sta comunque cercandosi e ciò
che riflette al momento spesso è solo una pallida e brutta fotocopia, molto distorta, di
ciò che potrebbe essere. Dal tema natale potete vedere immediatamente quali potenziali ha
e cercare di stimolarla a scoprirli. Inoltre, avete anche modo di vedere con estrema
chiarezza e immediatezza quali pezzi di questa personalità sono attivi e quali sono
invece muti. |
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Una lettura di
un tema natale a livello psicologico consentirà di vedere quali parti del suo tema e
quindi della sua personalità sono poco accettate, poco sviluppate; consente anche di
comprendere quanto il soggetto si è allontanato da quello che veramente è e deve
divenire. La struttura della personalità non può essere modificata o amputata, può
essere ricercata, risvegliata e poi successivamente ampliata: i cambiamenti e le nuove
esperienze che inevitabilmente si fanno durante la vita devono servire ad aggiungere
sempre più consapevolezza e quindi ad imparare sempre più lezioni, ma non devono in
alcun modo servire a diventare qualcosa di diverso da ciò che si è. |
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La lettura dei
due luminari con i tre pianeti personali può dirvi esattamente chi potenzialmente è
questa persona, quale progetto ha da portare a termine, quali meccanismi mentali ha, quali
gusti e quali capacità affettive e come cercherà di scegliere, conquistare e realizzare
ciò di cui ha bisogno. I blocchi su questi pianeti indicheranno deviazioni rispetto al
suo vero modo di essere e quindi la costruzione di un falso Sé al quale probabilmente
può essere attaccata per motivi di paura e di difesa. |
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Un altro
pericolo sempre in agguato consiste nel fatto che ogni consultante considera il consulente
come una specie di salvatore , o comunque attribuisce ad esso un certo tipo di
potere e questo sollecita chiunque abbia una parte nettuniana o plutoniana a ricevere
questa proiezione. Il punto da comprendere però non è solo questo, giacché chiunque
intraprenda un lavoro di sostegno possiede sicuramente un nucleo che si infiamma e si
attiva proprio nel momento in cui sente che qualcuno ha bisogno di lui; non a caso, in
genere chi fa lavori di sostegno possiede forti case 11a o 12a, nonché valori uraniani o
nettuniani, tuttavia il grosso problema è anche che spesso ci sono forti bisogni inconsci
che danno una predisposizione a proiettare parti di sé. Lastrologa
dellesempio sicuramente non conosceva e non padroneggiava bene la sua parte di
potere distruttivo (Plutoniana) ed ha finito per rendere un pessimo servizio ad una
cliente. |
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Questo è
pericoloso se non viene compreso poiché porterà il consulente a creare stati di
dipendenza che saranno necessari a farlo sentire forte e potente o in grado di salvare;
proietterà la propria parte debole senza mai farla crescere e rafforzarla, perché la
vive attraverso gli altri. Dietro ad ogni onnipotenza cè sempre laltra metà
del cielo: un nucleo di impotenza e di debolezza forse non ancora agganciata, e qui le
connotazioni Luna-Nettuno e Luna-Plutone nel tema del consulente
insegnano. |
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Ci sono poi alcune situazioni che
possono far scaturire atteggiamenti non autentici del conduttore: |
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I deficit nella
percezione emozionale del consultante che spesso procurano frustrazione nel consulente che
può tendere a ritirarsi. In questo caso il soggetto deve ancora lavorare sul proprio
bisogno di riconoscimento che rischia di diventare preminente nei confronti
dellaltra persona. |
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Il bisogno del
consultante di avere un modello cosa che può lusingare il consulente che ha ancora
bisogno di accettazione ed apprezzamento. Questo può indurre un comportamente falso
poiché si preferisce non deludere linterlocutore con un vero contatto. |
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Il bisogno del
consultante di dipendere affettivamente: linsicurezza del consultante fa sì
che si aggrappi a qualcuno pur di non trovarsi solo con i suoi problemi: Questo può
enfatizzare il lato protettivo e la parte bisognosa del consulente, a scapito della sua
presenza vera. |
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Il bisogno del
consultante di dipendere psicologicamente, perché magari non ha fiducia nei propri
giudizi, nelle proprie idee, valutazioni ed intuizioni ed intravede nel consulente una
persona di prestigio che può consigliarlo in tutto. Questo atteggiamento appaga
fortemente il bisogno di riconoscimento intellettuale del consulente che può poi tendere
a mantenere una asimmetria intellettiva vera o presunta. |
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La coalizione:
questo accade molto spesso nelle consultazioni in cui il consulente si coalizza con il
consultante contro qualcuno di esterno (parente, marito, datore di lavoro, ecc). Nel far
questo, però, si tende a spostare il problema del consultante, deviandolo, anziché
portarlo a comprendere il perché del problema e come affrontarlo personalmente. |
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La collusione:
questa è una dinamica delicata, in cui entrambe le persone collaborano a confermarsi
reciprocamente limmagine di sé che vogliono presentare. È una sorta di tacito
accordo inconscio tra i due; il problema che cè dietro però appartiene al
consulente che è ancora troppo concentrato a fornire unimmagine di sé tanto da
perdere di vista lautenticità del rapporto e dellaltro. Chiaro che in questo
lavoro vi possono essere situazioni di transfert che possono rappresentare un
grosso problema soprattutto se il consulente non ha fatto alcun lavoro sulla psiche
personale. |
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Il pregiudizio:
il consulente tende a trovarsi in difficoltà se laltro ha un pregiudizio nei suoi
confronti. In questo caso il desiderio del consulente può essere quello di eliminare
quegli aspetti del rapporto su cui gravano pregiudizi rendendo così tutto scarsamente
vero. |
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Un altro errore
che spesso ho riscontrato fra i consulenti astrologici consiste nel fare temi natali a
figli, mariti, discutendoli magari con la madre o con la moglie. Oppure, cosa molto
frequente, la madre che dice le porto mio figlio, poi si scopre che il figlio
ha 30 anni, il che rappresenta un bisogno della madre di mantenerlo in una posizione
subordinata. In questo caso, il consulente ha lobbligo di rifiutarsi di vedere il
figlio con la madre e di cercare di far capire a questultima che vi sono fasi della
vita che escludono il prolungamento del ruolo di madre protettiva o, ancor peggio, di
madre manipolante e decidente. |
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Il colloquio necessita poi della
capacità di distinguere tra: |
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ciò che si
percepisce attraverso i sensi e attraverso le sensazioni del proprio corpo |
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ciò che si
sente , si prova ed esperisce attraverso le emozioni |
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ciò che si
presume attraverso il processo deduttivo |
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ciò che è un
dato di fatto evidente per entrambi |
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ciò che è
evidente solo per il consulente |
Questa capacità discriminativa
può esistere solo se si conoscono bene i propri confini, e la differenza tra componente
soggettiva ed oggettiva della realtà percepita. |
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ABBAGLI NELLA CONSULENZA |
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Vi sono alcuni abbagli che, come
consulenti, possiamo prendere: |
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Effetto
alone: consiste nellestendere allintera personalità alcuni tratti
percepiti nel cliente. Ad esempio, se una persona risulta simpatica ad un primo impatto,
considerarla anche buona, disponibile e magari positiva il che tende a mettere in sordina
eventuali aspetti negati. |
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Errore logico:
consiste nella tendenza a correlare tra loro tratti della personalità. Ad esempio, ho
sentito dire da un astrologo che un Sole-Saturno, che dà ovviamente una perso schiva,
riservata e introversa, dà automaticamente anche una persona fredda, severa e priva di
sentimento; lastrologo in questione aveva unopposizione Sole Saturno e
trasferiva su tutti i clienti una prerogativa che apparteneva a suo padre. |
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Pregiudizio:
consiste nel dare interiormente un giudizio di valore a qualità e tratti della
personalità che il cliente espone o mostra, che sono in conflitto con proprie concezioni
di vita o morali; oppure, fatto molto frequente, nellestendere allintera vita
del cliente qualcosa di particolare che si è visto in un solo settore. |
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Giudizio: molti
consulenti tendono a dare giudizi su ciò che vedono del loro cliente. Questo è forse
lerrore più grave ed anche quello eticamente più scorretto poiché la persona che
viene da noi ha bisogno di aiuto e non può e non deve essere giudicata o criticata. |
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Indulgenza:
consiste nel mantenere un atteggiamento di pseudo-bontà, ovvero nel dire al cliente
quello che lui vuole sentirsi dire, consentendogli così di illudersi o di continuare a
cullarsi su comportamenti non responsabili. Questo generalmente è il frutto di un bisogno
inconscio e non elaborato di accettazione. |
Nel colloquio possiamo trovarci di
fronte a persone che usano meccanismi di difesa o che adottano misure di sicurezza. Nel
primo caso, abbiamo una personalità normale, che adotta difese in modo del tutto
inconscio; nel secondo, invece, la persona adotta una precisa strategia per manipolare
lincontro con laltro. Questa modalità accade spesso quando si ha di fronte
madre e figlio, marito e moglie, oppure quando si toccano argomenti che il cliente non
vuole discutere. |
Le misure di sicurezza sono
essenzialmente tre: |
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Evasione:
avviene quando il cliente accetta solo apparentemente lo scambio con laltro e quindi
lo riempie di banalità, soprattutto su argomenti per lui difficili, ovvero non affronta i
contenuti veri; è abbastanza rara nel colloquio astrologico, mentre è una strategia
comunissima nei colloqui psicologici, soprattutto quando sono coatti. Questa dinamica
però, lho vista spesso nei consulenti alle prime armi: siccome non vogliono urtare
il cliente, tendono ad indorare le pillole o a non dire con chiarezza ciò che dovrebbero
dire, ma in questo modo tutto rimane sul vago e sul generico. |
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Seduzione:
il consultante accetta lo scambio offrendo cose di sé che mirano alla conquista
dellapprovazione del consulente. Questo caso è estremamente frequente quando si fa,
ad esempio, il tema ad una coppia: uno dei due può voler in ogni modo competere con
laltro e alla fine il consulente ha la sensazione di essersi lasciato
giocare. |
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Ribellione:
è un atteggiamento inizialmente molto comune nelle persone marziane che sono
insofferenti, e nei plutoniani che si mostrano chiusi e non collaborativi. Realizzano
questa loro modalità in un modo abbastanza classico: silenzi lunghi che sottintendono che
siete voi che dovete parlare; attacchi e negazioni quando parlate voi il che è una
strategia di svalutazione del consulente e della sua professionalità. Tendono anche a
cercare di sottolineare la superiorità proponendo una sfida al consulente. Questa è la
più comune delle tre misure di sicurezza ed è quella che generalmente solletica di più
i consulenti che sono investiti da manie di potere e di grandezza o di megalomania. Non
possiamo dimenticare che, soprattutto allinizio di questa professione,
lastrologo conosce pochissimo di sé, salvo rarissime eccezioni, è convinto di
avere capito tutto e si pone su un palcoscenico da cui pensa di dirigere lorchestra;
in caso di consultanti di questo tipo, egli diventerà una preda facilissima poiché
accetterà una sfida che in nessun modo poi sarà in grado di sostenere, anche perché non
vi è consulto in cui non vi sia bisogno del consultante: chi crede di poter fare tutto da
solo ha problemi di onnipotenza e vuole probabilmente strabiliare il prossimo con quel
poco che sa. |
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Altro punto
rispetto a questo tipo di comportamento: il consultante vuole mettervi alla prova e tiene
appositamente un atteggiamento irritante. Se siete in veste di consulente dovreste per lo
meno essere in grado di non accettare provocazioni e di smontare lo schema che il soggetto
vuole mettere in atto. I plutoniani vogliono che voi giungiate ad un atteggiamento
collusivo, poiché il loro gioco consiste nel vediamo chi è superiore o chi è più
forte. |
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Non bisogna mai
perdere di vista che in linea di massima voi siete lì per ascoltare, quindi dovete dare
la massima importanza a questa dimensione, tralasciando il bisogno dellIo di
riuscire a rielaborare frettolosamente per poter dare risposte veloci. |
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Nel colloquio
bisogna saper distinguere bene tra ciò che la persona dice di avere come intenzione e
ciò che invece sono le controintenzioni., che si basano su convinzioni personali. Queste
saranno importantissime al fine di vedere come la persona riuscirà nella vita. Ad
esempio, se una persona dice ho intenzione di prendere la patente, si
presuppone che vi sia una certa determinazione interna che la porterà a superare gli
ostacoli presenti tra lei e la patente; se però la persona dice ho intenzione di
prendere la patente, ma credo che non supererò mai gli esami, il comportamento
sarà fortemente contaminato da questo conflitto interno, reso palese da una comunicazione
apparentemente normale. Infatti, il soggetto in questione potrà andare a scuola guida ma
magari abbandonerà, o si ritirerà prima dellesame, oppure si presenterà
allesame e ne minerà lesito in anticipo perché convinto di non poterlo
superare. In questo modo, la sua convinzione avrà avuto la meglio sullintenzione.
Ho notato questo nelle persone che hanno quadrature e opposizioni Saturno-Marte e
Saturno-Plutone, in cui lintenzione di Plutone si scontra con le convinzioni o la
volontà personale. |
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COMUNICAZIONE NON VERBALE
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In ogni
colloquio, a qualunque livello, diventa importante la comunicazione non verbale, ovvero
tutti quei messaggi che vengono trasmessi e che influiscono sulla comunicazione. La
comunicazione non verbale è divenuta interessante e frutto di studio perché ha la
capacità di trasmettere messaggi impliciti e poi perché influenza la relazione
interpersonale. Per intenderci, in questa sede come comunicazione non-verbale,
affronteremo esclusivamente quella analogica, ovvero quella che deve essere letta e
compresa per analogia. Parlando di analogia, dobbiamo quindi prendere in
considerazione una sorta di traduzione, perché interpretando un gesto o uno sguardo,
interpretiamo unintenzione o unemozione. Cerchiamo di vedere di cosa si
tratta. |
Quando comunico sono
allinterno di un sistema verbale in cui attivo processi comunicativi che passano
attraverso parole, frasi e discorsi. Se comunico non-verbalmente, uso invece una serie di
comportamenti diversi: |
1 - Elementi non verbali del
parlato: qualità della voce, modulazione, vocalizzazioni, intonazioni, pause, ecc. |
2 - Cinesica: si divide in
macro e micro, la prima comprende i gesti del corpo, il movimento e lorientamento
del corpo nello spazio, tratta per lo più la postura. La seconda comprende espressioni
più sottili, come lo sguardo, le espressioni del volto e i suoi movimenti, nonché quelli
dello sguardo che trasmettono elementi emozionali e coinvolgimento. |
3 - Prossemica: riguarda
luso della distanza interpersonale e dello spazio disponibile. |
Vi sono poi tutte le manifestazioni
neurovegetative (lacrime, sudorazione, rossore, pallore)
che giungono dal sistema nervoso autonomo involontario. Ultimo messaggio di
comunicazione non verbale è labbigliamento, lacconciatura e il trucco. |
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Certo, per una persona non abituata
non è facile prestare attenzione ai vari elementi della comunicazione, tuttavia,
attraverso i diversi canali comunicativi si rivelano i conflitti motivazionali, quelli
emozionali e quelli tra le diverse sub-personalità. |
Una situazione conflittuale può
essere palesata in una discrepanza tra comunicazione verbale e comunicazione non verbale,
ma anche tra gli stessi canali non verbali (ad esempio quando la voce non è in linea con
la direzione dello sguardo, oppure ciò che sottolineo con lo sguardo viene contraddetto
dalla postura del corpo). Di fronte ad incongruenze tra il verbale e il non-verbale, viene
tenuta in maggior considerazione la non-verbale, in quando manifestazione non cosciente. |
È interessante il fatto che, a
livello psicologico, la mancanza di comunicazione non verbale viene considerata
unincongruenza, comunque il risultato di un conflitto psichico o di un tentativo di
ingannare gli altri o sé stessi, che nasce dal bisogno di mascherare un messaggio
negativo o socialmente non accettato e che, tuttavia, trapelerebbe a livello non verbale. |
I genitori psicotici o
schizofrenici sono quelli che più di tutti veicolano messaggi negativi attraverso la
comunicazione non verbale. I figli di queste persone sviluppano una tendenza abnorme ad
interpretare messaggi, unitamente ad una sfiducia di fondo nella propria capacità di
leggere correttamente ciò che vedono negli altri. Ad esempio, i Plutone quadrati o
opposti a Mercurio, il Plutone leso in casa terza, sono spesso indizi di incongruenza tra
comunicazione verbale e non verbale. |
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I GESTI E LE POSTURE
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Rispetto alla cinesica, non sempre
è facile leggere bene i gesti poiché bisognerebbe conoscere bene la persona; in secondo
luogo è difficile seguire tutto inizialmente, ovvero sguardo, viso e movimento del corpo.
La parte superiore del corpo, le mani e il viso sono le parti che abbiamo imparato ad
usare al meglio e che sfruttiamo intenzionalmente; tuttavia, la complessità della
muscolatura facciale rende difficile il controllo completo. Si ha meno consapevolezza
delle gambe, a meno che non ci troviamo di fronte una persona con un controllo totale su
di sé. |
Vediamo di leggere i gesti. |
- Ci sono gesti definiti emblematici
perché codificati e sono: la mano alzata per dire alt, fare no con il dito ecc. Questi
sono indipendenti dal messaggio verbale ma sono inequivocabili. |
- Ci sono poi i gesti illustratori
che servono ad accompagnare le parole e facilitano la comunicazione. Si chiamano espressivi. |
- Ci sono gesti collegati ad uno
stato emozionale: quasi sempre espressioni e movimenti facciali. |
- Ci sono i gesti regolatori
che sono i punti che servono a delimitare i ruoli tra gli interlocutori nel parlare e
nellascoltare: comprendono le pause, il distogliere lo sguardo o volgerlo da
unaltra parte con interesse, ecc. (sono gesti impercettibili, eppure universalmente
riconosciuti e usati). |
- Anche la posizione è importante:
linizio o la fine di una conversazione vengono spesso segnalati da un netto
cambiamento posturale di almeno metà del corpo. La posizione, in generale, indica
latteggiamento verso laltro e il grado di attenzione riposta nella
conversazione. |
- La presentazione
rappresenta linsieme delle posture con cui appunto ci si presenta e ci si mantiene
in rapporto con laltro durante il colloquio. Quando questo termina, ci si sposta in
modo da modificare la distanza e langolatura, il che significa che si sta mettendo
fine al contatto interpersonale. La presentazione indica il grado di coinvolgimento, di
partecipazione emotiva e di intimità tra i due interlocutori. |
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Gli adattatori
sono gesti che soddisfano esigenze fisiche e/o emotive (grattarsi il capo o toccarsi i
capelli, stropicciarsi gli occhi, aggiustare oggetti): vengono in genere usati, anche se
del tutto inconsciamente, come riequilibranti di uno stato di tensione, che spesso si
manifesta a livello somatico (una parte del corpo che prude e un impellente bisogno di
toccarsi, oppure si sdrammatizza e si spezza la tensione ad esempio mettendo a posto gli
oggetti sulla scrivania, togliendo frammenti di polvere). |
Per quanto concerne
latteggiamento posturale di base premetto che rappresenta il condizionamento
esercitato oggi dalle esperienze emozionali sedimentate del passato, quindi di questo
parleremo nellambito dei seminari di counselling, poiché in questo caso la postura
non ha nulla a che fare con lespressione del momento, ma servirà a darci un quadro
generale del tipo di persona che abbiamo davanti. Quando parlo quindi di postura
nellambito di un colloquio intendo le sequenze posturali che sono il riflesso
dello stato danimo della persona che abbiamo di fronte. Ovviamente, la postura
andrà osservata durante tutto il colloquio o, meglio ancora, durante più colloqui. Se la
persona, nellambito di più incontri mostra costantemente una fissità nella
postura, questo tende ad essere visto come un controllo psicologico o meglio il
mantenimento di un controllo e può essere a scapito di una disponibilità ad accettare ed
accompagnare le esperienze emozionali. In genere, a ciò si accompagna anche una certa
inespressività nel volto. |
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Annuire con il capo in
modo lento e ripetuto significa approvazione e comprensione; annuire invece in modo veloce
e risoluto denota impazienza e volontà di intervenire nella discussione; è un invito per
laltro a terminare presto. |
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Annuire in modo
un po vago ha invece spesso a che fare con la voglia di assentarsi e quindi è un
modo implicito di assecondare per non essere disturbato. |
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Lo stesso può
essere detto della testa di lato con lo sguardo verso lalto: è una presa di
distanza dallinterlocutore e dal contenuto della conversazione; se il capo invece
tende in avanti è un chiaro segno di sottomissione, di non affermazione di sé. |
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Spostare la
testa indietro invece ha il significato di cedimento: tirarsi indietro. Se
invece questo è presente come tratto posturale di base, è più in relazione ad un
atteggiamento di superiorità. |
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Ritirare la
testa fra le spalle è simbolicamente un gesto di riduzione della propria altezza, però
equivale ad un gesto di protezione e di chiusura. Se lo si osserva con continuità può
essere unattitudine di opposizione passiva-aggressiva. |
I gesti delle mani, contrariamente
a quanto si pensa non sono mai molto indicativi, perché le mani accompagnano la parola ed
anche lespressione del viso. Le mani infatti modulano e seguono linterazione
con laltro. |
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Certe forme di aggressività e di
ansia tendono a far assumere una incontrollabilità nei movimenti (come se diventassero
dei gesti auto-adattatori); le espressioni di rabbia tendono invece ad irrigidire le mani
e a chiudersi a pugno. Laggressività tende a dare maggior mobilità della testa e
delle gambe. |
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IL VISO E LO SGUARDO
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Il viso è
sicuramente lelemento non verbale a cui si presta più attenzione; ha unenorme
capacità di espressione e quindi può svolgere un grande ruolo. Le emozioni spontanee si
manifestano molto rapidamente sul viso, anche quelle che si vorrebbero controllare o
nascondere possono apparire per un brevissimo istante e poi scomparire. Sul volto però
possono anche essere espresse emozioni deliberate che possono servire a dissimulare altre
emozioni spontanee: occorre una grande attenzione poiché vedrete quelle dissimulate
prolungate e accentuate, mentre le microespressioni autentiche saranno veloci, rapide e
sfuggevoli. A volte sfuggono anche ad un occhio esperto; di solito vengono individuate
attraverso filmati, tuttavia, quando vi sono queste incongruenze solitamente si ha una
impressione di non autenticità nei confronti della persona. Le espressioni facciali
possono essere simulate non solo per ingannare, ma spesso come forma di circostanza:
sorrisini, saluti, convenevoli; la perdita di queste espressioni quasi sempre denota
personalità molto disturbate. |
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