Alba, 16 -17 novembre 2002 "VERSO LA NASCITA DI UNA COSCIENZA
PLANETARIA" Organizzato dallAssociazione Amaranto |
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DALLINFRAROSSO
ALLULTRAVIOLETTO: |
IL
LENTO CAMMINO DELLA CRESCITA DELLANIMA |
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Vorrei
iniziare con alcune riflessioni circa le più recenti teorie che alcune discipline
scientifiche hanno divulgato e sul mondo in cui possono essere messe in relazione con il
tema di questo Convegno che tratta della nuova Coscienza del terzo millennio. |
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Partirò dalla
fisica quantistica che ha rivoluzionato molti concetti del passato ed aperto strade che
anche solo alcuni decenni fa sarebbero sembrate idee balzane di uno scrittore di
fantascienza o trucchi di un bravo illusionista poiché lontane dal pensiero scientifico
dellepoca. |
Mi riferisco,
per cominciare, al pensiero del fisico David Bohm che ha teorizzato ed esposto in maniera
scientifica un pensiero che in passato era appartenuto esclusivamente alle discipline
esoteriche e mistiche e ad alcuni rami della psicologia umanistica. Bohm sostiene che
nulla ha senso se visto o letto separatamente dal contesto in cui si trova e,
in questo assunto, giunge a modificare sensibilmente le basi del pensiero scientifico
newtoniano, rivoluzionandolo fino ad affermare il concetto di INDIVISIBILITÀ DEL TUTTO. |
Nella visione
newtoniana anche la vita, la creatività e lintelligenza erano per lo più prodotti
che seguivano le leggi della materia, per non parlare poi della coscienza che veniva
considerata esclusivamente una emanazione del cervello e, pertanto, strettamente connessa
ai processi biologici. Questa visione, che ha comunque retto per lunghissimo tempo, è
ormai completamente superata dallosservazione degli atomi considerati in un
primo tempo indistruttibili e indivisibili che ha portato ad individuare particelle
molto più piccole con un comportamento che sfida apertamente le leggi newtoniane, perché
diverso dalle aspettative e dunque non rispondente alle leggi fisiche conosciute. |
Gli studi e
lesplorazione del microcosmo hanno rivelato, in sintesi, che ciò che noi vediamo e
definiamo realtà, fatta di forme solide, ben separate luna
dallaltra e come tali definibili, è invece unillusione, poiché si tratta di
una complessa rete di relazioni e di eventi uniti tra loro, mentre la coscienza è
tuttaltro che un prodotto del cervello ma è parte centrale della creazione della
realtà in cui viviamo. |
Personalmente,
la mia formazione in Terapia Familiare mi ha aiutata a pensare che lUniverso sia un
grande Sistema, perfettamente organizzato, al cui interno esistono numerosi sottosistemi
ad esso collegati e che il tutto sia in relazione ordinata e armonica. La materia viene
ora vista come qualcosa che può interscambiare con lenergia e alla luce di questo
anche la coscienza diventa parte del tessuto energetico universale e assume un ruolo molto
più allargato ed importante di quello che gli è stato dato precedentemente. In
questottica possiamo senzaltro essere concordi con la visione di James Jeans
che sostiene che luniverso, più che essere una macchina molto sofisticata, è in
realtà più somigliante ad un grande pensiero. |
È vero che
questa rivoluzione ha radici lontane: parte infatti precisamente dagli anni 30
quando Godel formulò una teoria rivoluzionaria quanto quella della relatività di
Einstein. Godel dimostrò che in ogni sistema assiomatico è sempre possibile trovare una
proposizione facente parte di quel sistema, quindi vera, ma tuttavia non dimostrabile
sulla base degli assiomi che reggono il sistema stesso. In parole più semplici, riuscì a
dimostrare che i sistemi basati su assiomi, come ad esempio la matematica, sono incompleti
per cui si è costretti ad operare una distinzione tra verità e dimostrabilità. |
Godel con
il suo Teorema dellincompletezza andò a risvegliare antichi
dubbi che erano appartenuti alla filosofia e, forse, alla teologia; in particolare mise in
dubbio la modalità fino a quel momento usata di giustificare il pensiero razionale usando
strumenti e metodi del pensiero razionale stesso. In un certo senso obbligò la scienza a
chiedersi se i sistemi logico-deduttivi fossero davvero capaci di rispondere alla
complessità della vita e al fatto che, quando si pensa che una verità possa spiegarne un
aspetto, ci si accorge che ci sono parti che rispondono ad altre regole. |
È chiaro che da
questo pensiero prese il via, almeno nella mente degli scienziati più audaci ed
eclettici, lidea che le singole parti di un sistema potessero corrispondere e
relazionare tra loro con criteri non ancora noti. Un trentennio dopo Godel
esattamente nel 1974 un altro fisico dimostrò un teorema che Henry Stapp ha
definito la più importante scoperta nella storia della scienza: si tratta di John Bell e
del Teorema che porta il suo nome in cui dice che un universo oggettivo è
incompatibile con la legge delle cause locali. In termini più semplici,
luniverso oggettivo è un universo che esiste separato dalla nostra
coscienza; la legge delle cause locali si riferisce al fatto che nella vita
delluniverso le cose accadono sempre alla velocità della luce o a velocità
inferiori e quindi, per Bell, una totalità invisibile unisce tutti gli oggetti nati
nelluniverso, e questa totalità significa separazione senza separatezza
e realtà senza divisione, alla condizione di poter varcare la velocità della
luce. |
Io non sono un
fisico e quindi non so spiegare bene la portata di questa scoperta ma credo che Bell abbia
scoperto che nelluniverso quantico esista una relazione fra tutte le sue componenti,
e questo pare molto simile allassunto delle religioni secondo cui luomo,
particella subatomica delluniverso, partecipa ad unesistenza indivisa e
indivisibilmente unita con il mondo. |
Altre avventure
scientifiche attuali sono rappresentate dalle affermazioni del biochimico Lewin che
sostiene che luniverso è sorto dal gas privo di forma del Big Bang, e da
allora è governato dalla tendenza al caos, alla dissoluzione e al disordine, come vuole
la seconda legge della termodinamica. Eppure, nonostante questo, luniverso ha sempre
creato strutture organizzate a ogni livello. Forse ipotizza Lewin la
tendenza al caos e al disordine è contrastata da una spinta ugualmente forte che porta
verso lordine, lorganizzazione e la struttura. La vita verrebbe quindi a
basarsi su teorie di complessità in cui vi sono oscillazioni fra fasi di organizzazione e
di ordine e fasi di entropia tendente al caos: per Lewin la vita e luomo sono
sistemi autoregolanti e le scienze che li studiano sono sotto il dominio della
complessità. |
Anche secondo la
teoria dei sistemi di Prigogine luomo viene visto come una realtà dissipativa che
sottrae energia alluniverso per sé stesso, causando perturbazioni allinterno
della struttura: se le perturbazioni sono piccole vengono assorbite con una certa
facilità, se invece sono grandi possono procurare sconvolgimenti nellintera
struttura. |
Arriviamo ora a
Bohm, collaboratore di Einstein; studiando il grande sistema universo egli teorizzò che
le informazioni contenute nella totalità sono anche contenute in ogni singola parte e
propone quindi un modello OLOGRAFICO, ampliato poi da Pibram, che ribadisce che il
cervello umano funziona olograficamente e che in ogni neurone sono impresse tutte le
informazioni cerebrali. |
In pratica,
tutta la base della scienza dal 1930 ad oggi ci ha portati allOLISMO, che racchiude
il concetto che tutto è legato ed interconnesso per cui non si può pensare di agire su
una parte senza interferire sul tutto così come non si può comprendere una parte se non
la si vede in rapporto e nel suo legame con il tutto. |
Forse proprio
nel momento in cui la scienza ha rivoluzionato il proprio modo di leggere e di vedere le
cose, la mente delluomo era pronta per afferrare questo concetto ed è per questo
che negli anni 50 hanno preso vita discipline nuove o semplicemente ritrovate che
hanno posto il TUTTO al centro di qualsiasi studio: dalla medicina, alla biologia, alla
psicologia fino ad arrivare a discipline nuovissime come la psiconeuroendocrinoimmunologia
e lecobiopsicologia, in cui ogni singolo apparato o parte viene visto ed analizzato
nel contesto globale in cui si inserisce. |
Siamo così
arrivati agli studi sul cervello di Eccles e di Sperry che ipotizzano che stiamo arrivando
a grande velocità alla sincronicità degli emisferi cerebrali e che, tra poco, saremo in
grado di utilizzare contemporaneamente sia la parte razionale analitica che quella
creativa associativa e che, quando questo sarà fattibile, in noi si manifesterà un
cambio a livello di onde cerebrali che permetterà una diversa assimilazione di ciò che
ora stiamo osservando e studiando. Significa, dunque, che con il raggiungimento del
sincronismo cerebrale la nostra coscienza si allargherà e ci permetterà di percepire
ciò che trascende il visibile, o meglio saremo in grado di andare al di là di ciò che
è percepibile dai 5 sensi. |
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Alla luce di
queste nuove teorie scientifiche, possiamo riuscire a comprendere molto meglio la portata
del pensiero junghiano. Proprio ora che i fisici hanno aperto la strada per intuire che
tra linfinitamente piccolo e linfinitamente grande cè un unico ed
uguale substrato, un filo conduttore che li lega e che non può essere compreso né
dalluno né dallaltro aspetto separatamente, così come Jung aveva da sempre
intuito linterconnessione con lUniverso spiegando questo concetto nella sua
magistrale idea di INCONSCIO COLLETTIVO secondo cui, a livello profondo, noi apparteniamo
ad un tutto e quindi la nostra coscienza può sicuramente essere influenzata ed
influenzare il comportamento altrui, ma può arrivare a influenzare anche i grandi eventi
dellUniverso. |
In base a questo
pensiero, ogni cambiamento che si verifica ad un livello andrà ad influenzare anche gli
altri livelli, anche se in apparenza non hanno contatto tra loro. |
Presupponendo
che esista un Centro organizzatore cosmico, dobbiamo quindi ritrovare per via del
come sopra così sotto anche un centro organizzatore allinterno
di ogni individuo e così, analogia per analogia, ad un Sé cosmico possiamo far
coincidere un Sé individuale, o meglio un Sé come centrum del continuum
uomo fatto di parte fisica, mentale ed emozionale. Ed è proprio da qui che
dobbiamo partire per ricercare, o forse semplicemente ritrovare, quel perduto interscambio
con la Natura che consenta la trasformazione in contemporanea con tutte le altre forme di
vita. |
Attualmente,
lintero sistema è sbilanciato per via del pensiero lineare che percepisce solo ciò
che giunge attraverso i cinque sensi, ma via via che accrescono le potenzialità si
comincerà a percepire lologramma attraverso il nostro cervello che è esso stesso
un ologramma. |
Sia Bohm che
Pribram ipotizzano teorie che forniscono una visione del mondo molto vicina a quella
mistica o a quella orientale. Ciò suggerisce lidea che noi siamo immersi in due
aspetti della realtà molto differenti: il primo, che possiamo definire tendente
allinfrarosso, rappresenta i sensi e una realtà molto materialistica e
limitata che riconosce essenzialmente i corpi fisici in movimento nello spazio e ci
fornisce la descrizione di una realtà a cui abbiamo dato tanta importanza ma che oggi,
alla luce delle nuove scoperte, non risulta essere veritiera; il secondo, che è tendente
allultravioletto, accarezza lidea che noi siamo essenzialmente energia
ed informazione anziché materia solida, e che non siamo separati dagli altri esseri
viventi o dalla natura poiché ciascuno di noi è connesso a schemi di intelligenza
governanti linterno cosmo. A questo punto, anche il concetto di tempo diventa
unillusione: forse ciò che noi definiamo tempo somiglia più che altro ad
uneternità quantificata. |
Il nostro corpo
che noi percepiamo fisico in realtà è un campo energetico capace di
organizzarsi in forme diverse (organi, cellule, apparati, atomi, ecc.), e queste
particelle immateriali, una volta aggregate, danno origine alla materia, ma la loro
attività consiste per lo più in un grande scambio di energia. |
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Tutto ciò che
la fisica, la biologia e le varie scienze stanno scoprendo ci riporta indietro agli studi
sulla gnosi; come a dire che i vecchi filosofi, pur non conoscendo la fisica quantistica,
avevano già postulato tutti i principali teoremi della fisica moderna e tutto ciò è
magistralmente riassunto in una frase di Ermete Trismegisto ciò che è in
Alto è come ciò che è in Basso e in alcuni versi della Bahagavad-Gita. |
È chiaro che la
fisica quantistica non intendeva certo concedere nulla al misticismo, tuttavia due strade
un tempo apparentemente inconciliabili hanno portato allo stesso crocevia:
lattuale concezione della realtà non può più basarsi sulla separazione ma sulla
interazione delle individualità, passo necessario per diventare multidimensionali. In
fondo, lidea partita da Jung, sostenuta da Neumann e da tutta la psicologia
umanistica, che porta alla riunificazione dellAsse IO-SÉ, racchiude i concetti
della fisica quantistica che oggi ci parla di una unità che si è scissa e che deve
ritornare ad essere collegata. |
La separazione
è unillusione prodotta dal nostro Io che vuole a tutti i costi riconoscersi come
istanza distinta dal resto, esattamente come ha fatto luomo fino ad oggi nel volersi
riconoscere superiore e dominatore della Natura e del Cosmo. In questo senso di
separazione, lIo lascia in disparte anche aspetti che ci appartengono e che non
riconosce: così, come accade per la luce di cui il nostro occhio coglie solo la parte per
così dire centrale, non riuscendo a vedere né i raggi infrarossi, che sono quelli più
densi, né gli ultravioletti, che sono quelli più sottili e rarefatti, lo stesso accade
alla nostra coscienza che non percepisce né la parte più densa e oscura, lombra
infrarosso che deve essere affrontata e illuminata per poter permettere ai
nostri canali superiori di entrare in funzione evitando le contaminazioni derivanti dalle
parti indesiderate di noi; né quella del superconscio ultravioletto che
contiene le grandi potenzialità creative e spirituali che sono espressione della vera
libertà di cui ognuno dispone e con cui può intervenire sul destino al di là di tutti i
blocchi, le paure e i condizionamenti dovuti alle esigenze di adattamento. |
Siamo così
arrivati a dover sovvertire quello che ci sembra un ordine perfetto: noi abbiamo sempre
considerato gli stati ultravioletti come un qualcosa di irrazionale, di
paranormale, di extrasensoriale e abbiamo confinato questi stati al mondo della fantasia,
dellirrealtà, addirittura della follia
oggi che finalmente sta scendendo il
velo di Maja, ci rendiamo conto di essere invece vissuti nella limitatezza,
nellirrealtà, nella percezione assolutamente falsata del mondo che ci ha
imprigionati nel super-potere della nostra mente capace di sintetizzare solo poche gocce
del potenziale che lintera psiche è in grado invece di accogliere e contenere;
così luomo, che è una creatura in grado di partecipare alla grandezza della
verità e dellassoluto, si è affidato alla propria mente chiudendosi in una
ristrettezza ed in un senso di separazione da cui solo ora sente di potersi affrancare. |
Anche le nuove
scoperte della scienza sembrano riconsegnare allindividuo lopportunità di
aprirsi ad una nuova coscienza capace di rendersi progressivamente più libera,
sottraendosi ai vincoli della materialità e della realtà ordinaria per andare incontro
ad aperture in grado di percepirne la parte energetica, preludio dello stato di Unità con
il Tutto. |
È chiaro che,
da un punto di vista squisitamente psicologico, tutto ciò ha a che fare con
lannullamento della dittatura dellIo poiché occorrerà andare oltre i confini
personali; ma oggi è ancora difficile comprendere come potranno essere assorbite e
padroneggiate queste energie senza subirne linflazione, il fascino pervasivo e senza
scadere in nuove ma deleterie forme di illusione che ci alienerebbero ancora una volta dal
nostro centro. |
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Ed è proprio
qui che dobbiamo essere attenti: dobbiamo essere svegli, dobbiamo non lasciarci più
ingannare dalle proiezioni della nostra mente che in un certo senso ci ha mantenuti
schiavi di un lungo sonno, da cui però stiamo lentamente e gradualmente risvegliandoci.
Questa è la dimensione della trascendenza, che esiste, qui e adesso. Non è una
dimensione strana e parallela, è la nostra dimensione; è la dimensione religiosa della
vita, nel suo vero ed autentico significato di re-ligere, ritornare
allunità. La religione in questo senso può essere considerata la più alta forma
di psicologia, intesa come scienza dellanima, anche se oggi si parla molto di mente,
di psiche, di intuizioni, ecc. Attraverso il senso religioso della vita possiamo trovare
la più grande forma di psicologia e di psicoterapia e riagganciarci alla via maestra per
tornare allUno: allessere in-diviso o meglio in-dividuo, come
voleva Jung. |
Il terzo
millennio forse richiede a tutti noi di espandere la coscienza per farci comprendere che
la vita non ha alcun senso se non viene messa in relazione a tutto ciò che la circonda, e
credo che questo sia anche lo scopo e la filosofia delletà dellAcquario.
Forse dobbiamo tornare a pensare che Dio non è un unidea e non è un personaggio in
qualche mondo sconosciuto ma un continente perduto dentro di noi, che dobbiamo ritrovare e
riscoprire perché questo millennio avrà bisogno di PARTECIPAZIONE. |
Dobbiamo trovare
i collegamenti e le vie di accesso al trascendente, al transpersonale, perché solo così
lumanità potrà ricollegarsi alle energie delluniverso: in questi ultimi
secoli abbiamo perduto i miti, le religioni, e forse anche i sogni, in una parola ci siamo
scollegati dallanima e così facendo abbiamo avvertito separatezza, limitatezza e
senso di disintegrazione. Ora siamo alla deriva e stiamo cercando nuove dimensioni di
esperienza che ci ricolleghino e ci permettano di integrare il nostro spicciolo mondo
personale con quello universale, e forse tutto questo potrebbe arrivare proprio
dallabbandono a quel senso spirituale della vita che è il ponte che ci traghetta
verso il Centro a cui siamo collegati. |
Ora le porte
dellEden sembrano essere a portata di mano e si potrebbe compiere quel miracolo che
sembra dirci attenti: quello che vedete, il mondo quotidiano, non è vero, ci sono
leggi molto più profonde, molto più vere e molto più comprensibili che si elevano al di
sopra della realtà quotidiana a cui diamo così tanta importanza. |
Dobbiamo quindi
giungere a percepire che esiste unaltra dimensione, quella trascendente, a cui ci
può condurre la nostra coscienza, ammesso che riusciamo a percepirla non come un qualcosa
di confinato allinterno di un organo, ma un qualcosa che ci dà la possibilità di
andare oltre le limitazioni del tempo e della spazio. La nostra coscienza non ha confini
giacché è la parte di noi che può intuire tutto ciò che sta al di là del tempo e
della spazio in territori ancora sconosciuti. |
William Penfield
neurochirurgo canadese nel suo libro Il mistero della mente
spiega perché la coscienza non sta nel cervello. La sua ipotesi viene ora suffragata da
altri studi sulla tanatologia che suggeriscono che la coscienza non abbia un luogo preciso
in cui risiedere, ma sia piuttosto una manifestazione dellintelligenza o della
coscienza cosmica che arriva e fluisce dentro di noi attraverso lesistenza, il cui
ponte di unione è sicuramente la spiritualità. |
Lessere
umano ha bisogno di ritrovare un contatto con la spiritualità che è lo strumento che lo
può riunire alla Fonte originaria. Studi recenti sulle tossicodipendenze e sulle
dipendenze in genere sembrerebbero suggerire che questi soggetti hanno un forte bisogno di
spiritualità: essa si manifesta con un senso di vuoto assoluto che cerca di venire
colmato attraverso sostanze che temporaneamente e impropriamente placano e anestetizzano
una coscienza che vuole di più e che vuole andare più in là, in quanto percepisce
lesistenza di un mondo al di là di quello reale. Questi nuovi studi ci
riportano a ciò che già Jung scriveva a Bill Wilson fondatore degli Alcolisti
Anonimi sottolineando la confusione che queste persone facevano tra la sete fisica
e quella spirituale. |
Lessere
umano ha bisogno di vivere esperienze transpersonali poiché ha memoria di un tempo in cui
queste erano accessibili attraverso i rituali, i riti iniziatici: vi era dunque una
dimensione che creava stati in cui si poteva abbandonare il senso di
divisione-separazione; mentre oggi tutto questo è in disuso, tutto viene criticato e
rivisitato dalla ragione che analizza, viviseziona e dissacra ciò che non può essere
spiegato con la mente, allontanandoci e facendoci vivere un senso di fallimento interiore
che è più un annientamento dellanima. |
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Il terzo
millennio, a mio avviso, dovrà portare luomo ad essere in grado di cogliere lo
zeitgeist dellEra dellAcquario, e capire che ciò che sta
accadendo fuori è semplicemente il riflesso di ciò che accade allinterno della sua
psiche e che preme per essere riconosciuto. Forse la nuova re-ligione è già
presente e, anche se non si è ancora rivelata totalmente, ci sono prime avvisaglie che
sembrano portare un nuovo modo di pensare e di intendere la divinità, esattamente come è
accaduto in passato nei vari passaggi: pensate allera dellAriete che ha visto
pian piano gli Dei solari e i miti eroici soppiantare il culto della Grande Madre e della
Triade Lunare; pensate allEra dei Pesci che ha soppiantato il paganesimo
introducendo la visione di un Dio compassionevole e colmo di amore, di pietà e di
sacrificio. LEra dei Pesci ha sicuramente stimolato luomo a risvegliare i
propri sentimenti ed ideali più nobili, lo ha sedotto con lidea di essere fatto ad
immagine e somiglianza del Dio; oggi, con lingresso nellEra dellAcquario
forse luomo è chiamato a costruire un modello sistemico-complesso capace di
integrare il senso dellIo e dellindividualità nel rapporto con gli altri e
con il ben più vasto mondo della Natura, delle altre forme viventi e del pianeta,
recuperando in questo modo il senso delluniverso ed anche della divinità,
nellunione del Tutto. |
La nuova Era
promuove una visione del mondo che riunisce tutti i livelli: quello personale, quello
sociale, quello collettivo e in ultimo quello spirituale, in un modello coerente con il
nuovo ordine che possa andare a riattivare i grandi archetipi universali nel ritrovamento
del divenire individuale. Forse lera dellAcquario può finalmente dare un
senso alla prospettiva, sempre considerata utopica, di Platone che nella
Repubblica insegue un ideale di esistenza collettiva costruita in accordo con
leggi simboliche rispettose del destino sia dellindividuo che della collettività. |
Questa immagine,
questa visione a lungo dimenticata oggi torna più che mai a premere al di
sotto della nostra coscienza e lo fa obbligandoci a vedere il senso di alienazione che
prova luomo dopo essersi allontanato dalla dimensione centrale. Forse, la
frammentazione che abbiamo vissuto in questa trascorsa era dei Pesci, in cui abbiamo
sperimentato la separazione tra materia e spirito, fra corpo e mente e fra oggettivismo
estremo e soggettivismo, è giunta ormai a segnare il suo tempo e, riallanciandoci al
concetto di sincronicità degli eventi e allidea di un tempo acausale, ci sta
portando velocemente verso una prospettiva di vita e di realtà più consona e più vicina
a tutto ciò di cui siamo parte. |
Il reale
significato di trascendenza sembra oggi non solo più chiaro, ma anche più a portata di
mano: siamo chiamati a trascendere la dialettica limitata e limitante degli opposti,
dobbiamo riappropriarci del vero significato degli Archetipi che riuniscono nei loro
principi quella sapienza perenne che non è il frutto di una scienza sperimentale, ma di
qualcosa che abbiamo dentro, che scaturisce dal profondo della nostra storia evolutiva e
che giunge dal valore sacrale del mondo. Dobbiamo quindi superare le divisioni e trovare
un nuovo paradigma in grado di porre fine al conflitto uomo-natura. |
Così come sul
piano biologico ogni nostra cellula, ogni molecola, organo o apparato funziona in base a
precisi eventi che sono tra loro sincronici, ma anche connessi in modo analogico al mondo
esterno, anche su altri piani ci ricordano i filosofi neoplatonici cè
lunità delle cose per cui ogni singola cosa è in armonia con sé stessa e poi con
le altre e con tutte le parti che, insieme, costituiscono un unico mondo. Se si riesce a
penetrare larmonia profonda e segreta dellessere umano, possiamo entrare in
risonanza con lanima mundi collettiva. |
Luomo sta
ora comprendendo che la separatezza e la divisione che vive, da un lato rappresenta la
certezza di vita dellIo ma, dallaltro, è una prigione per la percezione ed
esperienza della vastità che lo circonda. I filosofi, gli artisti, gli psicologi umanisti
e i mistici hanno postulato lidea che esista una coscienza collettiva da cui ogni
singolo individuo può attingere per la propria creatività, e questo deriva dalle sottili
connessioni tra le varie esistenze; in pratica, la nostra psiche è collegata allo Spirito
del Mondo e questo ci dice che tutto ciò che noi siamo stati, siamo e saremo resterà
attraverso i ricordi, le idee e le emozioni e andrà ad alimentare il campo informativo
della Terra, il grande pozzo da cui altri uomini attingeranno energia per formulare nuove
ipotesi, nuove relazioni e nuove creazioni che alimenteranno in un crescendo continuo
lAnima mundi. |
Così, la nuova
filosofia che sta emergendo richiede ai singoli individui che le parti più elevate della
coscienza e della psiche vengano sviluppate al fine di sintonizzarsi con le energie più
sottili che operano attraverso principi intelligenti sia psichici che fisici. Come a dire
che anche il concetto di Dio deve spostarsi dallesterno per entrare dentro
luomo: Lui è parte della psiche di ognuno e si cela, per così dire, nel Sé che è
il punto di collegamento tra la parte personale e quella divina o trans-personale. |
Questo cammino,
però, non può avviarsi senza una presa di responsabilità a livello singolo: forse, gli
avvenimenti degli ultimi tempi stanno a segnalare che sono finite le scorciatoie; sono
finite le proiezioni su capri espiatori che cambiano di volta in volta permettendoci di
continuare a cullarci nellidea che noi stiamo sempre dalla parte giusta e qualcun
altro in quella sbagliata, per cui dobbiamo imparare a riconoscere le nostre grandezze ed
anche le nostre piccolezze evitando di indulgere ulteriormente in autocommiserazioni che
ci consentono atteggiamenti arroganti e intolleranti verso gli altri. Questi tratti ci
parlano ancora dellIo che, essendo piccolo e limitato, è anche incapace di cogliere
le impensabili vie della realtà tra cui quella che in lui vive il divino, il Sé, che in
ogni momento può far accadere il miracolo della creazione. |
LEra
dellAcquario ci parla del riconoscimento delle singole creatività e differenze e
vede in esse la grande ricchezza con cui la divinità si esprime; ci parla della profonda
unità dellumano che è superiore alle cose che ci dividono; ci ricorda che ciò che
noi chiamiamo psiche è una trama in cui sono intrecciati in maniera indissolubile il
piano mondano, umano e divino ed in questo vincolo luomo può svilupparsi nel mondo,
percepirlo e stare con esso in un continuo scambio energetico. Ragion per cui, accettare e
valorizzare gli altri e le loro individualità significa pian piano permettere ad ognuno
di esprimersi, ma significa anche accettare il mondo in quanto manifestazione del vivente
e del divino. |
Questo è in
sintesi il principio del pensiero di Lao-Tse che dice: chi nel suo Sé onora il
mondo, a questi il mondo si può affidare. Chi nel suo Sé ama il mondo, a questi il mondo
si può consegnare. |
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Oggi dobbiamo
diventare tutti alchimisti e trasformare, attraverso la forza elettrizzante ed unificante
dellamore, prima noi stessi e il mondo circostante e poi quello più allargato per
unirci infine con la coscienza universale. Dobbiamo imparare a vivere allo stesso modo il
mondo interno e il mondo esterno, riconoscendo che parlano lo stesso linguaggio simbolico
e che noi siamo partecipi di entrambi, proprio come siamo partecipi della totalità. |
In conclusione,
possiamo dire che oggi, grazie alle nuove potenzialità di crescita della coscienza,
luomo può raggiungere con maggiore facilità una vera visione olistica di
unità e di continuità e questo, più che unipotesi di lavoro, deve diventare una
realtà; per riuscire in tal compito dobbiamo riappropriarci delle capacità analogiche
del pensiero metafisico e scalare verticalmente anche gli altri piani dellesistenza
che non rispondono alle leggi del pensiero razionale, così che le due parti della psiche
possano lavorare allunisono permettendoci di sentir respirare luniverso
con lo tesso ritmo. |
Vedere lavorare
insieme la logica e lanalogia significa accedere a forme più evolute di conoscenza:
entrambe infatti pur diverse sono parte di una serie di strumenti
conoscitivi che solo se utilizzati insieme possono dar luogo allevoluzione della
coscienza. È indubbio che non si tratta di ritornare a forme di pensiero pre-logiche, ma
piuttosto di riappropriarci di un modo antico di cogliere le cose e la loro relazione,
senza perdere di vista quegli strumenti discriminativi acquisiti grazie al pensiero
razionale. |
Giungere ad una
sintesi fra queste due potenzialità può donarci loccasione unica di accedere ad
una sensibilità nuova e ad una nuova Anima, che altro non è che il luogo in cui il
divino e lumano si incontrano. |
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Torino, 1 novembre
2002 |
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Bibliografia |
|
D.
Bohm - Universo, mente e materia - Red Edizioni, Como 1996 |
G.
Bateson - Mente e natura - Adelphi, Milano 1988 |
C.G.
Jung - Letters - PRINCETON UNIVERSITY PRESS |
C.G.
Jung - Ricordi Sogni Riflessioni - Bur Edizioni 1992 |
J.C.
Eccles - LIo e il suo cervello - Armando Editore 1981 |
R.
Nannelli - Il pensiero olografico - Compagnia degli Araldi 1998 |
A.H.
Maslow - Verso una psicologia dellEssere - Astrolabio 1971 |
G.
Morpurgo - Dalla cellula alle società complesse - Boringhieri, Torino 1987 |
M.
Eliade - Immagini e simboli - Jaka Book, Milano 1981 |
Lao-Tze
- Tao te king - Adelphi, Milano 1973 |
P.
Maffei - LUniverso nel tempo - Mondadori, Milano 1982 |
K.H.
Pribram - I linguaggi del cervello - F. Angeli, Milano 1976 |
I.
Prigogine - La nuova alleanza - Einaudi, Torino 1981 |
E.
Zolla - Archetipi - Marsilio, Venezia 1988 |