STUDIO PSICOLOGICO SULLA SIMBOLOGIA DELLE CASE


Relazione di Fabio Cassani

fabiocassani@hotmail.com

 

Per gentile concessione C.I.D.A.

 

 

E’ opinione diffusa in astrologia che le case rappresentino su un piano oggettivo ciò che il cerchio dello Zodiaco esprime in senso più soggettivo oppure psicologico; così ad esempio si esprime Andrè Barbault, che osserva come “le Case sono i segni di uno zodiaco terrestre e il loro significato è quello di una “materializzazione” delle tendenze zodiacali celesti.” (1)

Impostando la questione in questo modo si rischia di dimenticare o sottovalutare il carattere innanzitutto psicologico delle case astrologiche. Indubbiamente il rapporto dei pianeti con i segni e tra di loro indica il piano mitico dell’esistenza, il destino archetipico che quell’individuo è inevitabilmente portato a realizzare. Ma anche gli aspetti o i transiti che interessano le Case natali hanno prima di tutto implicazioni psicologiche e presentano poi riflessi materiali solo in un secondo tempo, come effetto dell’attivazione di un complesso psicologico o, per contrasto, a causa della sua rimozione. Soltanto, hanno a che fare con la psiche personale e non con quella collettiva, nel senso in cui Jung intendeva questa differenza.

L’argomento è piuttosto scabroso perché è stato in astrologia quello meno affrontato in assoluto. Mentre nell’ultimo secolo il significato simbolico dei segni zodiacali e dei pianeti è stato sviscerato e approfondito, grazie soprattutto alla grande spinta che la psicologia junghiana ha dato allo studio dei miti e degli archetipi, quello delle case è rimasto più o meno ancorato a una visione oggettivistica e materialistica, piuttosto rozza. In questo intervento, servendomi delle acquisizioni della psicologia evolutiva e degli strumenti della psicoanalisi freudiana e post-freudiana, cercherò di presentare uno schema che dimostri come il cerchio delle case possa simboleggiare lo sviluppo psico-sociale del bambino e del ragazzo fino all’età adulta. Possiamo anche immaginare questa costruzione della personalità come una complessa architettura di spazi interiori, come un palazzo dove una quantità di complessi si cristallizzano in quella particolare stanza o in quel particolare piano. Quando un transito interessa una casa natale è come se il caldo, la luce, il freddo o un qualunque altro evento atmosferico-psicologico irrompessero in quella stanza costringendoci ad adattare o a evolvere il nostro comportamento in quel settore.

Nell’impostare questo schema mi sono valso di un importante punto di riferimento, quello dell’articolo di Elia Rosario Contino pubblicato su Astrologia Magica (2), libro che contiene parecchi interventi di valore. La differenza fondamentale tra l’impostazione di Contino e la mia sta nel fatto che io considero le Case sempre come Asse di case opposte, dal significato complementare. Inoltre non do ad ogni Casa una durata simbolica identica, credo bensì che essa sia assai variabile sia da un asse all’altro che per ogni singola persona. L’approccio di Contino è invece quello di analizzare la serie delle case in successione e di dare ad ognuna una durata simbolica di tre anni.

 

L’Asse Prima-Settima casa ha un collegamento diretto col temperamento dell’individuo e mostra il bambino, nato da pochi giorni, in un ambiente sconosciuto se non addirittura ostile. La prima sfida del bambino in questa situazione è di raggiungere una adeguata capacità di termoregolazione. I ritmi fisiologici devono progressivamente armonizzarsi con quelli dei genitori. In quest’ottica una semplice distinzione per elemento del segno ascendente può dirci molto sul comportamento in questa fase della vita. Non vogliamo naturalmente affermare che tutti i bambini con segni d’Acqua all’Ascendente siano tranquilli e quelli con segni di fuoco siano difficili, anche se sarebbe interessante fare ricerche in tal senso. Ma opposta alla Prima c’è la Settima Casa, e qui l’ambiente esterno entra in scena: il bambino interagisce con chi gli sta intorno, e prima di tutto ovviamente con la madre. Per cui se la Prima Casa indica il temperamento naturale del bambino, la Settima si riferisce all’influenza dell’ambiente esterno sul temperamento e l’emotività. I pianeti che stazionano in Settima casa descrivono in maniera abbastanza fedele l’atmosfera generale dell’ambiente che sta intorno al bambino nei primi due anni di vita. Nettuno in questa posizione indica ad esempio un atmosfera fusionale con la madre, atmosfera che il bambino cercherà poi di replicare in tutte le sue relazioni importanti una volta che sia diventato adulto. Al contrario, pianeti come Marte e Urano in questa posizione fanno pensare a genitori aggressivi o violenti e ad un ambiente in generale “surriscaldato”. Saturno invece può indicare una certa frustrazione o freddezza nei rapporti del bambino con l’ambiente, anche se è più corretto dire che i pianeti non indicano tanto o solo una realtà oggettiva quanto una “lente” attraverso cui la persona vede e vive le cose.

Dicevamo della Settima Casa. Il bambino spesso si approprierà delle caratteristiche e delle potenzialità indicate da questa casa e le vivrà come se fossero sue. Quando però vi siano aspetti di opposizione tra pianeti posti in prima casa e pianeti in settima, o comunque una incompatibilità dovuta ad altri motivi, questa appropriazione sarà perlopiù impossibile. In questi casi il pianeta posto in settima casa verrà proiettato all’esterno, e la persona lo incontrerà “materializzato” nei partner e nelle amicizie o inimicizie più strette; è primariamente in questi casi che la settima casa assume il suo valore tradizionale di “casa del matrimonio”.

Tra i 2 e i 4 anni il bambino ha ormai raggiunto consapevolezza di essere un individuo unico, staccato dalla madre; la sua fase simbiotica naturale è terminata (3). E’ a questo punto che assumono particolare importanza quegli stadi dello sviluppo descritti da Freud come stadio orale e stadio anale, simboleggiati in astrologia rispettivamente dalla seconda casa e dalla sua opposta, l’ottava. Nello stadio orale la libido è concentrata principalmente nell’atto di ingestione del cibo, atto che più tardi simboleggerà per “spostamento” anche l’atto di acquisire denaro, proprietà e qualunque altra cosa. Nello stadio anale al contrario la libido è situata nell’espulsione delle feci (4). Il simbolismo delle feci è anch’esso legato al denaro, ma anche al rinnovamento e alla trasformazione della personalità, nonché alla morte e alla distruzione: tutti significati tradizionalmente attribuiti in astrologia alla casa ottava.

Questo Asse ha anche a che fare con la sessualità sebbene, come sottolinea Contino, con una sessualità piuttosto rozza: infatti gli stadi orale ed anale nella psicologia freudiana sono due momenti importanti nella strutturazione del comportamento sessuale dell’individuo. Per questo le persone con seconda ed ottava casa fortemente occupate si distinguono per l’importanza che nella loro vita assumeranno non solo il denaro ma anche il sesso e spesso il comportamento alimentare, in misura a volte patologica.

La Terza Casa simboleggia il periodo di sviluppo situabile intorno al 4-5° anno di vita del bambino: qui assistiamo a una vera e propria esplosione delle capacità cognitive. Si calcola ad esempio che il numero delle parole conosciute salti da circa 1000 a 3 anni a 1800 appena un anno dopo; inoltre a questa età i bambini sviluppano la capacità di fare discorsi. Parallelamente diventa sempre più centrale l’importanza dei giochi con i coetanei e soprattutto con i fratelli e le sorelle, che la terza casa simboleggia. Pianeti posti in questa casa rivestono fratelli e sorelle di una tonalità archetipica che ne accentuerà l’importanza per tutta la vita della persona.

Ma opposta alla Terza che rappresenta l’uso della mente nella quotidianità c’è la Nona, ossia il metafisico, il lontano, l’astratto: il significato della vita, della morte, della sofferenza; nonché il lontano in senso puramente sociale e geografico. A questa età il bambino incontra per la prima volta anche queste idee, può iniziare a percepirne il fascino e il terrore. Questo Asse di case simboleggia la nascita delle capacità cognitive e spirituali dell’individuo.

L’inizio dell’età scolare segna un importante tappa nello sviluppo psicosociale della persona e segna anche l’ingresso della fase simboleggiata dall’asse 4-10a casa. Questa fase a mio parere è un po’ più lunga delle precedenti, si estende infatti all’incirca dal 6° al 10-11° anno di vita. Essa cade all’interno di quella che Freud denominava la “fase di latenza” nell’espressione delle pulsioni; la vita istintiva dunque passa ora in secondo piano rispetto a quella scolastica e sociale. Per la prima volta in questa fase al bambino vengono poste chiare richieste di profitto. Sarà generalmente uno dei due genitori a farsi carico di queste richieste, mentre l’altro tenderà ad accogliere il bambino nelle sue richieste emotive e nei suoi momenti di scoraggiamento. Tipicamente allora in questa fase il bambino proietterà parte del suo inconscio – soprattutto dei suoi lati emotivi – su un genitore e il suo Io sull’altro; nell’oroscopo il genitore che svolge la prima funzione sarà simboleggiato dalla Quarta Casa, il secondo dalla Decima Casa. Quest’ultimo avrà una parte molto importante nel modellare le ambizioni sociali e di carriera del figlio, ma anche il carattere nel suo insieme; forgerà insomma il Super-Io del figlio. Si è discusso per tantissimo tempo – e ancora si discute – se la madre e il padre fossero simboleggiati dalla quarta piuttosto che dalla decima casa; credo che una generalizzazione sia impossibile, perché ogni caso fa storia a sé. Tuttavia nel singolo tema natale la presenza dei pianeti nella quarta e decima casa può aiutarci a capire in che modo i genitori abbiano contribuito a influenzare lo sviluppo dei figli in questa fase. In particolare penso che la presenza di pianeti maschili come Sole, Marte o Urano in decima casa simboleggiano un forte influsso del padre sul Super-Io, le ambizioni e la carriera; il contrario si può pensare se in questa casa troviamo ad esempio la Luna o Nettuno.

La pubertà e la prima fase dell’adolescenza stanno sotto il segno della 5a e della 11a casa: l’esplosione delle energie sessuali si accompagna in questo periodo alla nascita di un senso profondo di identità e di creatività individuale, tutti attributi tradizionali della 5a casa. Nasce anche una forte dialettica e spesso un conflitto tra l’individuo (simboleggiato dalla 5a casa) e il gruppo (simboleggiato dalla 11a). L’individuo può desiderare fare parte di un gruppo ma opporsi alle restrizioni che questo comporta, con una Quinta Casa forte; al contrario può inserirsi facilmente in un gruppo ampio e trovare difficoltà ad esprimere la sua individualità più profonda se è la Undicesima ad essere fortemente occupata. I significati di questo asse sono piuttosto chiari e trasparenti, mentre lo sono molto meno quelli dell’ultimo Asse di case, quello tra 6a e 12a, che interessa la seconda parte dell’adolescenza a cavallo dei 16-18 anni. Senza dubbio la Sesta Casa si riferisce alla crisi nel passaggio tra l’adolescenza e l’età adulta, crisi che interessa ancora una volta il conflitto con l’autorità, dunque il rapporto tra libertà e necessità, ma anche il bisogno dell’adolescente di conoscersi e comprendersi come individuo, per potersi assumere decisioni di lavoro e di vita che in questo periodo sono imminenti, sia infine la capacità di lavorare e sacrificarsi in vista di un obiettivo. E’ una casa di ripiegamento e questo spiega l’associazione tra la Sesta Casa e il corpo della persona, nonché la sua connessione con la salute, proprio per la tendenza all’autoanalisi e alla repressione dell’istinto simboleggiata da questa casa, che inevitabilmente fa affiorare problemi di salute di tipo psicosomatico.

Il fallimento di questi obiettivi di autoconoscenza, di disciplina e di controllo è simboleggiato dalla Dodicesima Casa, che indica nell’oroscopo quel settore o quell’ambito in cui l’individuo non può assumersi il controllo della propria vita perché è l’inconscio a guidarlo. Questa casa è strettamente legata all’inconscio personale e i pianeti che la occupano indicano in genere le funzioni psicologiche che l’individuo non è riuscito ad integrare e che vive perciò come estranee; spesso esse gli “vengono incontro” dall’esterno. Le “prove” che questa casa indica nell’astrologia tradizionale in questa ottica non sarebbero altro che un incontro con sé stessi, fatto questo che non ne diminuisce affatto le difficoltà, anzi!

 

Questo è uno schema di massima che naturalmente non chiarisce ogni cosa, e che ogni astrologo potrà sentire più o meno corretto a seconda del suo orientamento teorico e della sua sensibilità.

Senz’altro dovrà essere approfondito, con lo studio prima di tutto dei livelli di integrazione della singola configurazione a livello di Asse di Case con la Dominante Planetaria e, su di un piano diverso, con quella Zodiacale, tema che a causa della sua difficoltà e complessità non è stato possibile affrontare qui. Ciò che conta dal mio punto di vista è proseguire con l’integrazione tra la visione astrologica tradizionale e la psicologia non solo junghiana ma di ogni orientamento, integrazione senz’altro può contribuire allo sviluppo della nostra disciplina.

 

 

NOTE

1. Andrè Barbault, “Trattato pratico di astrologia”, Ed. Astrolabio 1961.

2. Astrologia Magica, Ed. Arktos.

3. M. Mahler, “Le psicosi infantili”, Ed. Boringhieri 1972.

4. Vedi S. Freud, “Tre saggi sulla teoria sessuale”, 1905. In questo famoso studio Freud situa la fase orale della libido tra i 0 e i 18 mesi, ma è difficile assegnare una fase di sviluppo autonomo così importante in un periodo in cui il bambino è a tutti gli effetti ancora un tutt’uno con la madre. Per questo ho posticipato la fase orale dello sviluppo a partire dal secondo anno circa.

 

BIBLIOGRAFIA

A. Barbault, “Trattato pratico di astrologia”, Astrolabio, Roma.

AA. VV., “Astrologia magica”, Arktos, Carmagnola.

S. Freud, “Tre saggi sulla teoria sessuale”, Boringhieri, Torino.

S. Freud, “Il carattere anale”, Boringhieri, Torino.

S. Freud, “L’Io e l’Es”, Boringhieri, Torino.

M. Mahler, “Le psicosi infantili”, Boringhieri, Torino.

AA. VV., “Manuale di psicologia dello sviluppo”, Giunti, Firenze.

C. G. Jung, “Gli archetipi dell’inconscio collettivo”, Boringhieri, Torino.

L. Green, “I complessi psicologici nell’oroscopo”, Astrolabio, Roma.

 

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