ASTRI IN PUNTA DI PIEDI


Relazione di Elisabetta Romanello Giudici

giudici.marc@tiscalinet.it

 

Per gentile concessione C.I.D.A.

 

 

Quando il giovane astrologo si accinge per la prima volta ad affrontare uno o più temi natali nella loro interezza, gli strumenti del sapere che egli ha a disposizione sono come un esercito perfettamente armato e schierato che però non ha ben chiara né la strategia né il percorso da intraprendere. E così l’individuazione del filo interpretativo, la chiave di volta risulta spesso ingannevole e nebulosa. Le regole astrologiche vengono applicate rigorosamente, ma il senso del tutto sfugge, non emerge. E allora ci si chiede se la regola o il simbolo abbia veramente quel significato oppure se i nostri occhi vogliano vedere qualcosa che realmente non c’è.

Questa premessa è necessaria per introdurre il lavoro che ho voluto svolgere e per indicare che non sempre le cose sono così come ci saremmo aspettati, anche se il risultato trovato è forse molto più esaustivo di quel che si pensava in principio.

 

Questa ricerca parte da una mia passione giovanile, che permane tuttora più forte che mai (grazie forse all’ingresso di Urano in Pesci) e cioè la danza classica. Quest’arte così unica che riesce a rendere visibile, attraverso l’eleganza del movimento corporeo, la musica e il suono ha avuto recentemente un ritorno di fiamma, sia nella sua forma tradizionale classica che in quella della danza moderna (basta vedere il fiorire di trasmissioni televisive sull’argomento). La mia curiosità astrologica mi ha spinto così a ipotizzare che il segno dei Pesci, tradizionalmente collegato, specie nei primi dieci gradi, ai piedi e quindi alla danza classica fosse fortemente sollecitato o presente nelle carte natali dei grandi protagonisti del balletto.

Per essere certa dell’esattezza dei dati natali, ho scelto quattro protagonisti assoluti della danza, molto noti a tutti e di cui avevo reperito gli elementi necessari per un’accurata indagine astrologica: Rudolf Nureyev, Margot Fonteyn, Carla Fracci e Michail Baryshnikov.

Le sorprese sono arrivate subito all’analisi generale di temi e ascendenti:
 

Rudolf Nureyev
Pesci ascendente Leone

 
Carla Fracci
 Leone ascendente Acquario

 
Margot Fonteyn
Toro ascendente Acquario
Michail Baryshnikov
Acquario ascendente Bilancia

 

Ad un primo esame del segno e dell’ascendente, gli elementi prevalenti sembrano essere Acquario e Leone. L’elemento Pesci non è sicuramente predominante. Occorre allora procedere ad un esame comparato dei vari temi per evidenziare quali sono i segni predominanti.

 

Come si può vedere dalla tabella superiore, non possiamo evidenziare nessun segno prevalente comune ai quattro danzatori; in Nureyev prevale l’Ariete, in Baryshnikov c’è equivalenza tra Acquario, Vergine e Bilancia, nella Fonteyn spiccano gli elementi Toro e Cancro mentre nella Fracci è sottolineato l’elemento Vergine. Cosa più sorprendente è che in nessuno dei quattro prevale il segno che noi avevamo supposto dominante e cioè quello dei Pesci, legato tradizionalmente alla danza.

Giunti a questo punto, ci si pone un quesito fondamentale: c’è qualcosa in questi quattro quadri astrali che possa accomunare nell’arte tersicorea questi personaggi? Forse la visuale di osservazione è presa da un angolo sbagliato. Forse l’essersi concentrati sulla convinzione che sia l’elemento Pesci la chiave di volta è errato.

Procediamo allora ad un’analisi comparata delle carte natali in base alle case ed ai pianeti in esse contenuti.

 

I risultati che emergono da questa tabella comparata sono molto interessanti.

Le case più sollecitate per i quattro danzatori sono senza dubbio la terza e la decima casa. La terza casa, cosignificante del segno dei Gemelli, è domicilio di Mercurio e viene definita da Lisa Morpurgo “la prima casa che indica la mobilità, la comunicazione e la socialità”(Lezioni di astrologia, vol. 1, La natura delle case, ed. TEA PRATICA). Quale definizione migliore per indicare un ballerino, colui che attraverso il movimento comunica sensazioni ed emozioni ad un pubblico!

Naturalmente i pianeti coinvolti danno a ciascun protagonista uno stile diverso di interpretazione. In Nureyev, quel Nettuno in Vergine si è espresso nell’estrema precisione del suo movimento e nella pignoleria di esecuzione; l’esuberanza del Giove in Sagittario di Baryshnikov individua la sua generosità nel danzare e la sua tendenza a superare il limite fisico del proprio corpo, mentre il Sole e il Marte in Toro di Margot Fonteyn sottolineano la sua caparbietà e forte volontà di raggiungere il proprio obiettivo, come l’Urano in Toro di Carla Fracci l’ha indirizzata verso scelte stilistiche originali.

La decima casa stabilisce, come ricorda Ciro Discepolo (Guida all’astrologia, ed. Armenia), “il grado di aspirazione alla propria emancipazione e il modo in cui si realizza, l’ambizione, la sete di encomi, il desiderio di emergere…” ed è proprio questo il secondo elemento caratteristico che lega queste quattro personalità. Una forte volontà di emergere, la determinazione a raggiungere il proprio obiettivo e il desiderio del riconoscimento pubblico sono l’autentica molla che ha spinto questi quattro danzatori ad arrivare, in mezzo a innumerevoli sacrifici, fino all’apice del successo professionale. Ulteriore caratteristica interessante è che tutte le decime case natali sono in segni di fuoco (Ariete, Leone e Sagittario), e questo a riconferma del leit-motiv che riunisce i nostri ballerini e cioè una volontà determinata, una forza d’animo notevole e un senso del protagonismo che li ha portati a diventare gli indiscussi numeri uno della danza internazionale.

I segni coinvolti indicano inoltre il prevalere di un elemento istintivo rispetto a quello razionale, specie nella realizzazione del loro destino, quasi a voler significare che la scelta di diventare ballerini è stata loro dettata dal cuore, da un’esigenza intima, da una spinta interiore e non dalla ragione.

Ma non è tutto.

Volendo riassumere i risultati della precedente tabella, calcolando il maggior numero di pianeti in un segno, otteniamo questa classifica:

Ariete - 3
Toro - 6
Gemelli - 1
Cancro - 5
Leone - 6
Vergine - 6
Bilancia - 3
Scorpione - 0
Sagittario - 3
Capricorno - 0
Acquario - 3
Pesci - 4

I segni col maggior numero di pianeti sono Toro, Leone e Vergine. Il segno dei Pesci è “solo” in terza posizione, dopo il Cancro. Ancora una volta l’analisi astrologica ci stupisce, ma positivamente.

Infatti se andiamo a vedere il valore simbolico di ciascun segno, scopriamo che il Toro rappresenta il gusto estetico, l’amore per l’arte e la musica, il Leone la passione per il mondo dello spettacolo e della recitazione e la Vergine la precisione e l’abilità nei movimenti: un quadro che, ancora una volta, dipinge perfettamente la figura del danzatore, colui che muovendosi con estrema precisione rappresenta un’ideale di bellezza ed armonia.

La presenza di forti valori cancerini in seconda posizione indica la grandissima sensibilità di questi interpreti, soprattutto nell’espressione dei sentimenti, e una certa componente lunare, notturna, che richiama il fatto che la loro professione si svolge quasi sempre di sera, di notte. Il segno dei Pesci, terzo, ci ricorda comunque che, attraverso il movimento, il danzatore si spinge verso confini trascendenti che in ogni nuova metamorfosi artistica tende a superare.

Ecco che, dunque, come ho ricordato nella premessa, l’astrologia ci ha dimostrato che solo un approccio umile e attento ci può portare a scoprire molto più di quanto ci eravamo prefissi. Sarebbe stato troppo semplice condensare in un’unica affermazione (e cioè che la danza classica era legata al segno dei Pesci) un fenomeno così sfaccettato e complesso come l’arte tersicorea, che si esprime attraverso soggetti profondamente diversi l’uno dall’altro. Solo un’analisi approfondita di tutta la simbologia astrologica dei segni, dei pianeti e delle case e delle loro analogie mi ha consentito di individuare un comune denominatore che diventa il tratto distintivo del danzatore.

Questo procedimento è, secondo me, la base del corretto approccio astrologico all’analisi di qualsiasi tema natale, proprio perché dalle molteplici sfaccettature della realtà si può arrivare a costruire l’unicum di ciascun individuo: e pluribus uno!

 

TORNA A INDICE RELAZIONI

HOME