Con il patrocinio del CIDA, in collaborazione con la Delegazione Roma-Lazio
CONVEGNO ASTROLOGICO ROMANO - 19.10.2002

URANO - NETTUNO - PLUTONE
L'AVVENTURA DELL'ANIMA


 

LA RISALITA DI NETTUNO DAGLI ABISSI MARINI: DAL PESCE ALLA CAPRA-PESCE

 

Renzo Baldini

www.renzobaldini.it

 

 

Questo che vi propongo è un gioco. Lungi da me l’idea di mettere le mani all’interno dell’alveare dei Domicili e delle Esaltazioni. Un gioco, ma come tutti i giochi capace di darci e dirci cose interessanti. E’ risaputo che nel corso dei secoli la sequenza planetaria adottata in Astrologia ha subìto varie trasformazioni; ad esempio, l’ordine planetario usato dagli astrologi babilonesi era: Luna, Sole, Giove, Venere, Saturno, Mercurio, Marte; dagli Egizi: Luna, Sole, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno; dai Greci: Sole, Luna, Saturno, Giove, Marte, Venere, Mercurio. Oggi, quello comunemente adottato, e che ricalca in larga misura la sequenza planetaria egizia, è: Sole, Luna, Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno (più i pianeti moderni) Urano, Nettuno, Plutone. In pratica poniamo i luminari in prima fila e poi svolgiamo i pianeti a seconda della distanza che hanno dal Sole; la Terra, ovviamente, non è presente; consideriamo poi che tra Marte e Giove esiste la fascia degli Asteroidi: anch’essi andranno considerati in questa sequenza. Ebbene, se noi prendiamo questa successione di astri e l’abbiniamo a quella dei Segni zodiacali, cioè facciamo combaciare il primo Segno con il primo astro, ecco cosa abbiamo:

 

ARIETE

Sole

 

BILANCIA

Giove

TORO

Luna

 

SCORPIONE

Saturno

GEMELLI

Mercurio

 

SAGITTARIO

Urano

CANCRO

Venere

 

CAPRICORNO

Nettuno

LEONE

Marte

 

ACQUARIO

Plutone

VERGINE

Asteroidi

 

PESCI

?


Come vediamo, qui i Segni sono stati divisi in due colonne di sei: il Sole che apre la prima sequenza planetaria e Giove che apre la seconda sequenza; potremmo dire così che Giove “è il Sole” per i pianeti posti nella seconda colonna. D’altronde, astronomicamente parlando, Giove viene considerato una stella abortita piuttosto che un pianeta. E’ stato più volte affermato che in origine Giove e il Sole fossero i due componenti, di dimensioni diverse, di un sistema stellare binario. Possiamo dire che se il diametro di Giove fosse quattro volte maggiore di quello che è, e la massa fosse di 70 volte più grande, la sua temperatura diverrebbe abbastanza alta da innescare una reazione nucleare rendendo Giove una stella a tutti gli effetti (1). Senza parlare dei satelliti che ruotano intorno a Giove, fra i quali Ganimede è addirittura più grande di Mercurio, che possiamo considerare una versione in miniatura del sistema planetario. Questo per dire che i pianeti che figurano nella seconda colonna dovrebbero avere una ‘parentela’ con quelli della prima, e comunque rappresentarli su di un piano diverso. Così, Saturno potrebbe essere “la Luna” della seconda sequenza; Urano un “Mercurio”; Nettuno una “Venere”; Plutone un “Marte”. Ovviamente i pianeti che formano queste coppie non necessariamente devono essere (e non lo sono) uno l’opposto dell’altro; quindi, Saturno non è l’opposto della Luna, così come Plutone non è l’opposto di Marte. Potremmo vederli invece come lo stesso pianeta a livelli diversi, e per alcuni potrebbe valere l’equazione ‘1 giorno = 1 anno’ (si veda il periodo di rivoluzione di Luna e Saturno, 27,42 giorni la prima, 29,46 anni il secondo, oppure di Mercurio e Urano, 88 giorni a fronte degli 84 anni). L’abbinamento Segni-Pianeti qui costruito ci può dare alcune informazioni supplementari sia sul simbolismo dei Segni sia su quello planetario. Ripeto: nessun intento di sovvertire i Domicili, pertanto, ad esempio, la Luna è e sarà domiciliata in Cancro, Plutone in Scorpione, tutti insomma al loro posto. Qui desidero solo aprire una finestra su un modo particolare di leggere i pianeti, riscoprendo o esaltando certe loro impensabili caratteristiche. Alcuni di questi abbinamenti appariranno normali o comunque comprensibili con un piccolo sforzo (ad esempio quelli della prima colonna), altri potranno creare dei problemi (vedi la seconda colonna), altri ancora, e mi riferisco all’asse Vergine/Pesci, incuriosire o lasciare esterrefatti: quel punto interrogativo ai Pesci lascia spazio alle più svariate ipotesi, e in mancanza di appigli certi ognuno ci metterà quel che crede. Un’ipotesi potrebbe essere quella di porre in Vergine CERERE-DEMETRA e in Pesci sua figlia KORE-PERSEFONE, il primo essendo un asteroide esistente, il secondo un oggetto celeste di là da venire. Comunque, quale che sia la scelta, l’asse Vergine/Pesci è l’unico, usando questo sistema, a non essere collegato a pianeti ma a surrogati, il che lo stacca dagli altri rendendolo diverso e misterioso, dandogli un compito, dal punto di vista esoterico o spirituale, molto importante, quasi a rappresentare il punto di passaggio da una realtà ad un’altra.

Dicevamo, per quanto riguarda gli abbinamenti Segno-pianeta, che quelli della seconda colonna possono apparire di non facile lettura, e certo vedere Saturno abbinato allo Scorpione, Urano al Sagittario, Nettuno al Capricorno e Plutone all’Acquario, desta sicuramente qualche perplessità. Manca purtroppo il tempo sufficiente a spiegare le analogie presenti in questi abbinamenti, tutti interessanti e stimolanti nuovi concetti interpretativi (ma ne sarà dato ampio risalto in una prossima pubblicazione su Linguaggio Astrale). Vorrei però focalizzare la vostra attenzione su un abbinamento che, senza togliere nulla altri, reputo assai interessante, quello Nettuno-Capricorno.

 

 

NETTUNO – CAPRICORNO

Certo è che a prima vista non sembrano esserci punti di contatto fra questi due principi, eppure, se li consideriamo da un’altra angolazione, e magari andiamo indietro nel tempo a ritrovare i loro significati originali, lo scenario cambia e non di poco. D’altronde, quand’anche considerassimo Nettuno nella sua sola accezione di elemento legato alla spiritualità, alla religiosità, al misticismo, alla trascendenza, allo staccarsi e allontanarsi dal mondo materiale per ritirarsi in meditazione, potremmo ben collegarlo all’ascetico e, checché se ne pensi, mistico Segno del Capricorno, di cui uno dei simboli, la grotta, ha visto nascere nientemeno che il “Figlio del carpentiere” o “del falegname” (Gesù). Vorrei far notare, en passant, come uno dei nomi babilonesi del Cancro, Segno opposto al Capricorno, fosse curiosamente Nagaru, “carpentiere” (2). Quindi, ricapitolando, in Cancro abbiamo il “carpentiere” (cioè colui che costruisce lo scafo della nave), in Capricorno il “Figlio del carpentiere”. Già questo ci parla di un asse che in qualche modo ha a che fare con il costruire un qualcosa che serve da mezzo di locomozione, riparo, dimora, vuoi esso una barca (o un’arca) o, per estensione, una casa. Ma torniamo al nostro Nettuno. Anche da un punto di vista etimologico troviamo agganci con la terra: Nettuno-Poseidone, o Poteidan in lingua dorica, vuol dire sposo della dea Dâ, cioè di Demetra, qui intesa come ‘Terra’. Anche, veniva chiamato Gaiaochos, che vuol dire colui che tiene la Terra. Governava i terremoti, da cui il nome Enosigaios, colui che scuote la terra. Ciò presuppone uno stretto legame con la terraferma (3). Gli erano sacri la pecora e il cavallo, animali terrestri. Quando nacque, affinché non finisse tra le fauci di suo padre Saturno, la madre lo nascose in un gregge di pecore presso la sorgente Arne, la sorgente della pecora. A Poseidone venivano resi onori sia sulla costa che nell’entroterra. Presso i Sumeri era il dio Enki (Signore del Territorio o Signore della Terra: En = Signore, ki = Terra), personificazione dell’abisso primordiale (Apsu), del sottosuolo e delle acque sotterranee, e in seguito, per estensione, anche del mare e dei fiumi. Non solo: significativa, e per certi versi imbarazzante, appare poi la raffigurazione di questo dio presso i Sumeri: rappresentato nientemeno che da un montone dalla coda di pesce! Era poi considerato il patrono degli architetti (4), ma anche dei fabbri, degli intagliatori di pietre, degli orefici, dei giardinieri e degli agricoltori, oltre ovviamente dei pescatori e dei naviganti. La sua prima dimora, in cielo, era presso il tropico del Capricorno, la seconda sulla “Stella Gigante”, una pulsar della Costellazione della Vela indicata oggi con la sigla PSR 0833-45 (vale a dire 8h 33m A.R. – 45° declinazione Sud)(5), prodotto dell’esplosione di una supernova avvenuta diecimila anni fa il cui residuo è oggi la Nebulosa Gum, la più grande che si conosca nella Galassia e che si estende per 50° attraverso intere costellazioni australi come la Vela e la Poppa, costellazioni che facevano parte della grande Costellazione della Nave di Argo (prima che venisse frazionata in epoca moderna in tre costellazioni separate: la Carena, la Vela, la Poppa), le cui stelle, secondo Tolomeo, hanno natura principalmente di Saturno e inducono all’alcolismo e a incidenti connessi all’acqua o ai corsi d’acqua (Robson). Altri (6) danno come dimora celeste del Nettuno sumero la stella Canopo (l’alfa della Costellazione della Carena, seconda stella per luminosità dopo Sirio) situata nei pressi del Polo Sud dell’eclittica, stessa stella, guarda caso, ove secondo vari miti avrebbe preso dimora anche il sovrano decaduto dell’Età dell’Oro, vale a dire Saturno. Enki-Nettuno, poi, come Saturno, era il “signore delle misure”, e addirittura veniva considerato il costruttore, quindi l’architetto e successivamente il patrono, della prima città in assoluto, Eridu, la prima città-tempio, il primo insediamento urbano umano. Anche, nel mito sumero del diluvio, fu lui a dare a Utnapistim (il Noè sumero) le coordinate per costruire l’arca (ricordate “il carpentiere”?). Come vediamo, l’originale raffigurazione di Enki (passato nel mondo ellenico come Poseidone e in quello latino come Nettuno), non era solo marina ma anche terrestre. Certo è che la sua personificazione in terra sumera come montone dalla coda di pesce, il suo patronato sugli architetti e il fatto che sia stato il costruttore quindi l’inventore, se così posso dire, della prima città, desta una certa curiosità, tale che mi sono preso la briga di controllare alcuni Temi Natali di architetti ed ingegneri, controllando in special modo la posizione di Nettuno e i suoi aspetti.

Ovviamente tutto questo non ha nessun peso a livello statistico, essendo il numero decisamente basso (circa una ventina), tuttavia penso possa destare un po’ di curiosità dando se non altro spunti informativi che potranno essere usati per continuare la ricerca.

 

GRAFICO 1

Gli aspetti di Nettuno ai pianeti nei Temi di architetti (in percentuale)

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1–Sole.  2–Luna.  3–Mercurio.  4–Venere.  5–Marte. 6–Giove.

7–Saturno.  8–Urano.  9–Nettuno.  10–Plutone.

 

Come vediamo dal grafico 1, Nettuno si trova in aspetto ai luminari in percentuale assai significativa (con supremazia del Sole: 61%) e a Marte (50%).

 Ma se ha un patronato sugli architetti, dovrebbe averlo anche sulle opere architettoniche. Mi sono quindi preso la briga di controllare la posizione e gli aspetti di Enki-Poseidone-Nettuno nei Temi di fondazione (mancanti purtroppo dell’ora) di alcune chiese e palazzi della mia città (Firenze). (7)

 

GRAFICO 2

Gli aspetti di Nettuno ai pianeti nei Temi di opere architettoniche (in percentuale)

image004.gif (2576 byte)

1–Sole.  2–Luna.  3–Mercurio.  4–Venere.  5–Marte. 6–Giove.

7–Saturno.  8–Urano.  9–Nettuno.  10–Plutone.

 

Anche qui i luminari la fanno da padrone. Anzi, abbiamo una nettissima preponderanza di Nettuno in aspetto alla Luna (quasi il 90%!), astro che guarda caso ha a che fare proprio con la “forma delle cose” (d’altronde, si dice, è la Luna che modella quindi “dà la forma” al corpo). In conclusione, nei Temi di architetti troviamo una preponderanza di aspetti (qualsiasi aspetto) Nettuno/Sole (il Sole come idea, progetto) mentre nelle opere architettoniche una preponderanza di aspetti (qualsiasi aspetto) Nettuno/Luna (la Luna come corpo, materia, espressione o realizzazione dell’idea, del progetto). Ma se Enki-Nettuno era il dio quindi il patrono delle città, ancor più dovremmo apprezzarne la posizione in questo genere di Temi; purtroppo non è facile avere a portata di mano i Temi di fondazione delle città, tuttavia, anche solo per curiosità, nella carta del cielo (ipotetica?) della città di Roma (non certo una città qualsiasi!), troviamo, “guarda caso”, Nettuno in perfetta opposizione alla Luna! (8)

 

 

ROMA

21 aprile 753 a.C.

7:29 LMT

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Ecco che il dio del mare esce dagli abissi marini e si presenta a noi rivendicando un suo antico patronato anche su questioni o cose materiali, in special modo riguardanti la casa e comunque l’ambiente (privato o collettivo) in cui è inserito l’uomo (non è stato lui a costruire la prima città, il primo insediamento urbano umano?). Ovviamente non è mia intenzione scalzare i pianeti dai loro legittimi domicili (ché quelli rimangono), solo invitarvi ad osservare i simboli planetari sotto un’altra luce, riscoprendone le origini e allargando così quelle rigide maglie preconfezionate che non rendono giustizia dell’immensa portata simbolica, e interpretativa, dei pianeti.

 

 

NOTE

 

(1) Roman Smoluchowski, Il sistema solare, ed. Zanichelli, Bologna, 1989

(2) Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend, Il mulino di Amleto, ed. Adelphi, 1983

(3)  Karoly Kerényi, Gli dei e gli eroi della Grecia, ed. Mondadori, Milano, 1989

(4) Federico A.Arborio Mella, Dai Sumeri a Babele, ed. Mursia, Milano, 1986

(5) Sergio Ghivarello, La stella di Eridu (parte seconda), in Linguaggio Astrale n.94

(6) Giorgio de Santillana e Hertha von Dechend, op. cit.

(7) Ovviamente sono pochi casi ma illuminanti. Chiesa della Badia Fiorentina (31.5.978) – Chiesa di S. Miniato al Monte (27.4.1018) – Chiesa di S. Simone (8.2.1192) – Chiesa di S. Maria Novella (18.12.1279) – Duomo (S. Maria del Fiore, 8.9.1296) - Chiesa di S. Marco (8.5.1299) – Palazzo Strozzi (6.8.1489).

8) Tema apparso su Linguaggio Astrale n. 125, pag.40, nell’articolo di Christiane Nastri “L’orientamento dei grandi monumenti secondo i punti cardinali”.

 

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