| Con il patrocinio del CIDA, in collaborazione con la Delegazione
Roma-Lazio CONVEGNO ASTROLOGICO ROMANO - 19.10.2002 URANO - NETTUNO - PLUTONE L'AVVENTURA DELL'ANIMA |
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VIAGGIO TRA NORMALITA E PATOLOGIA |
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Friedrich Nietzsche in un
suo famoso aforisma scrisse che: Le verità
sono illusioni di cui si è dimenticata la natura illusoria. In queste
parole troviamo gran parte del significato simbolico e ancor più psicologico di Nettuno.
Ma questo pianeta in astrologia risulta ancora essere uno sconosciuto e troppo facilmente
viene relegato al discorso delle illusioni, della spiritualità e della religione in senso
lato. |
Credo che in realtà ben
poco è stato esplorato del suo potenziale e molto deve ancora essere valutato. Tanto per
iniziare è bene dire che Nettuno usa il linguaggio analogico, linguaggio che mira a suscitare
emozioni, a favorire la comparsa di immagini ed impressioni. Le parole vengono adoperate
per il loro significato metaforico. La comunicazione è quindi olistica e legata
allemisfero cerebrale destro. Pertanto il potere trasformativo di Nettuno, specie
nei suoi transiti, è per certi versi devastante, in particolare per coloro che sono
fortemente ancorati ad un linguaggio e quindi ad un pensiero di tipo
digitale. Nettuno insegna a dubitare, ad alterare i confini, non delinea ma assorbe,
confonde, unisce apparentemente in modo caotico ma profondo, secondo un nesso esoterico da
scoprire, individuare, ricercare. A questo pianeta appartiene il simbolo del labirinto
che è una rappresentazione del mondo che rende schiavi, mentre il filo dArianna è
il simbolo della libertà e dellemancipazione dalla trappola della psiche ordinata e
schematizzata che cerca di dare un ordine al mondo. Lesperienza psicologica di
Nettuno è ciò che gli indiani chiamano shunya, vuoto, ma non nel senso di mancanza, ma
semplicemente che nessun concetto di cui disponiamo è potenzialmente valido, in quanto
nessuna idea, dottrina, pensiero o teoria può contenere luniverso. |
A ben riflettere tutto
ciò è devastante per un sistema di pensiero occidentale, cartesiano di analisi della
realtà e quindi fa apparire lesperienza nettuniana come qualcosa di vago,
indefinito, secondario. Ma sappiamo dai racconti mitologici che Poseidone era molto
vendicativo, basti pensare che fece vagare Ulisse per mari insidiosi per molto tempo al
fine di vendicarsi della morte causata da questi del nipote Palamelo e laccecamento
di suo figlio Poliremo. E la vendetta astrologica di Nettuno è quella di far
perdere la bussola, il controllo, di spingere in direzioni poco definite, in mari
sconosciuti, di rendere instabile il mondo circostante, di lasciarsi sedurre dal canto
delle sirene. Con Nettuno si perde il controllo perché è giunto il momento di mutare
quel che si porta dentro da troppo tempo, da più esistenze; nei suoi transiti sblocca la
creatività partendo dal caos, o facendovi precipitare, spingendo verso lindefinito,
aiutando ad incontrare principi lontani e apparentemente incompatibili tra loro. |
Nettuno
è un oriente del pensiero, ovvero aiuta ad avvicinarsi ad un tipo di
mentalità che non è razionale, ma dionisiaco, dominato dal caos e in cui la variabile
temporale è data dal cerchio. Infatti a differenza del tempo rettilineo basato su di un
inizio e su di una fine, il tempo circolare non è legato a nessuna visione del genere, ma
fa sua il mito delleterno ritorno, del continuo divenire e rigenerarsi del Tutto. La
visione del tempo circolare è peculiare di Nettuno, così come quella rettilinea è di
Saturno. |
Nettuno unisce i due
principi purificatori per eccellenza: lacqua e il fuoco, perché è solo attraverso
essi che sirene possibile la creazione. Luomo creativo, afferma Eric Neumann, è
colui che ha in se sin dalla nascita una più forte tensione psichica; questa tensione,
ogni stato di tensione, è dato dallansia dellindefinito, del possibile, della
trasformazione. Colui che crea va oltre le comode sicurezze e costantemente si autocrema e
disperde le proprie ceneri in acqua per poter poi rinascere a nuova vita. Ed è
dallazione sincronica dellacqua e del fuoco che si la creazione. |
Nettuno ci fa dimenticare,
confondere, perdere perché è indispensabile, quasi fosse una sorta di rito
diniziazione e purificazione, a qualcosa che è in nuce dentro noi e attende di
essere realizzato. Nettuno non è il velo di Maya, lillusione del fenomeno, ma è il
confronto, il vissuto, la presa visione dellillusione, dellinganno, della
truffa, è la cosa in sé, il noumeno secondo laccezione di Schopenhauer. Nettuno ci
brucia perché sa che è lunico modo che rende possibile il riconoscimento del
nostro falso sentiero esistenziale. |
E il perdersi
forse apparentemente allinfinito per poi ritrovarsi, distrutti o rinnovati,
ma comunque diversi. Nettuno è la droga, ma proprio come le divinità del pantheon indù
che posseggono un aspetto positivo e negativo, è indispensabile per lanestesia, per
superare o sopportare il dolore e rendere possibile la guarigione; ma è anche devastante
per il tossicodipendente, perché lo assuefa alla dipendenza, alla mancanza di libertà o
forse gli procura proprio come lalcool (altro simbolo e elemento nettuniano) quella
libertà dai condizionamenti sia personali che collettivi. Ma laddove cè dipendenza
non cè libertà ed in questo eterno gioco e sfida che risiede il potenziale
evolutivo e trasformativo di Nettuno, il suo favorire il viaggio dal caos alla
creatività. |
E il tema della
creatività, specie se di ampia portata, è proprio frutto da parte delluomo della
sua capacità di saper attingere dallinconscio collettivo per poi poter trasformare
il tutto in modo personale e unico, ma allo stesso tempo capace di permettere agli altri
di rispecchiarsi ed eventualmente riconoscersi. E Nettuno è sicuramente, più di ogni
altro pianeta, legato al mondo dellinconscio collettivo per la grande abilità che
possiede nellaiutare luomo ad immergersi nel mondo degli archetipi. Le fiabe,
i sogni, il vissuto culturale, la mitologia appartengono tutti alla sfera di influenza
nettuniana. La psiche nettuniana è tutto ciò, è la parte destra del nostro cervello,
quella che riconosce i visi e le loro espressioni mimiche, che presiede
allespressione musicale (tonalità, timbro, armonia) e agli aspetti ritmici del
linguaggio (= prosodia, ovvero intonazione della voce). |
Ma Nettuno è anche legato
ad una patologia ben specifica che in psichiatria è chiamata psicosi, ossia
la scissione della personalità in un mondo reale e in uno fantastico. Salomòn Resnik,
uno psicoanalista che ha studiato a lungo questa patologia, la definisce come una
metempsicosi, perché il corpo è in un determinato posto e la psiche altrove, errante,
dispersa in mondi lontani e spesso privi di realtà. In una intervista che Resnik
rilasciò nel 1999 al quotidiano la Repubblica, ha chiarito quanto sopra,
asserendo che Il mondo del paziente schizofrenico
è di pietra, di legno, di acciaio, di un materiale che possa opporsi al sentimento di
disintegrazione minacciato dalla fragilità del suo Io: è un paziente che ha
unenorme difficoltà a tollerare non solo il dolore ma anche il piacere di vivere. I
suoi sentimenti sono come congelati
. E allora, gran parte del lavoro analitico è
proprio quello di capire dove sono finiti i pensieri migratori, discordanti, confusi e
farli tornare a casa, nel corpo del paziente.. |
In questa analisi troviamo
una profonda verità, riscontrabile nella dinamica Saturno-Nettuno come eziologia della
psicosi, ma senza vedere laspetto esclusivamente psicopatologico e riconoscendo le
nostre parti psicopatiche, accettiamo parte della esperienza psichica nettuniana, quel
sentire una scissione mente-corpo, quel non afferrare i propri pensieri e cadere preda di
paure e angosce prive di fondamento. Laspetto psicotico in questo modo può
colorarsi di una esperienza negativa, specie quando ci si permette di uscir
fuori, di trasgredire la norma senza sensi di colpa. |
La psicosi è anche una
modalità di pensiero e soprattutto di sentire profondamente creativa, in grado di aiutare
lindividuo a trovare un equilibrio tra il dovere e il piacere; ma molto spesso è
anche la paura di non essere in grado di meritarsi il piacere o di non poter sopportare il
dovere che blocca, confonde, fa perdere in un universo inconsistente e privo di emozioni. |
Nettuno può congelare o
comunque disperdere le emozioni, cioè non renderle reali, palpabili, visibili; ma se non
ci si irrigidisce e ci si abbandona al suo fluire può aprire a sensazioni molto profonde
e alte che si possono mistiche nel senso che contengono intensità e modalità non
riscontrabili nella quotidianità. Nettuno porta alle peak-experiences,
alle esperienze vetta che permettono di raggiungere una visione olistica, globale di una
determinata cosa, anche se solo per una brevissima frazione di tempo. E una
illuminazione, un eureka che richiede subito una concretizzazione, una fattività per non
finire perduta in qualcosa di illusorio. La creatività nettuniana richiede lo sforzo
della concretizzazione altrimenti si disperde, si volatilizza. |
Non a caso Nettuno a
livello fisiologico presiede allequilibrio psico-fisico. Scrive Adriana Cavadini: Dal punto di vista puramente fisiologico Nettuno regge il
complesso direttivo ormonale che si finalizza nel sistema ipofisi-ipotalamo e da cui
dipende tutto lequilibrio del sistema nervoso-psichico e corporeo.
(pag. 50) |
Questo aspetto deve far
riflettere sul come Nettuno incida anche sul proprio umore. La perdita di coscienza o come
avviene nei transessuali il cambio di identità corporeo-sessuale passa attraverso un
mutamento ormonale. Nettuno è legato ai processi psico-fisiologici della menopausa e
dellandropausa, quando il corpo inizia a trasformarsi e talvolta ad essere
ingestibile nelle sue reazioni (tachicardia, pruriti, rossori, mancanza di erezione,
perdita o aumento del desiderio sessuale), così come la psiche risponde in modo
altrettanto psicotico con reazioni altalenanti che vanno dalla depressione
alleuforia, dallaccettazione al rifiuto. E il penultimo importante rito
di passaggio della nostra esistenza (lultimo è dato da Plutone e
dallesperienza della morte), quello che porta ad uno stato ambiguo didentità:
si ha ancora desiderio e verve sessuale ma non si è più produttivi; non si lavora più
eppure si percepisce del denaro (= pensione); non si è vecchi eppure si viene collocati
nella terza età. Tra lesterno e linterno si crea una idiosincrasia che va
assolutamente capita e superata, passando anche qui dal caos alla creatività,
ricollegandoci al mondo archetipico, al bisogno di far vivere in noi in modo non ambiguo
il vero potenziale delle immagini e in particolare quella del viandante,
del viaggiatore diretto alla ricerca di se stesso. Certo le prove che dovrà sopportare
sono molteplici e per certi versi Nettuno è più cattivo di Saturno in quanto
subdolo. |
Lesperienza
nettuniana va sempre compresa, deve essere de-criptata, valutata, mai presa in quanto
tale, nella sua manifestazione primaria in quanto nasconde in se sempre qualcosa
daltro, quel qualcosa che può essere utile per collegarsi con piani alti
dellesistenza. |
La
manifestazione nettuniana è caos, lessenza è creatività. |
Nettuno è un pianeta che
nella sua manifestazione sia dal punto di vista psicologico che sul piano degli eventi
sembra sfuggire ad una visione chiara, razionale o comunque inquadrata di un qualcosa. A
livello simbolico tutto ciò è presente nella sua rappresentazione iconografica; infatti
Nettuno è sempre rappresentato con un tridente (come
del resto anche Shiva, divinità importante del pantheon induista e molto vicina alla
natura di Nettuno), che secondo Hades è legato al monosillabo AUM,
dove la lettera A corrisponde
allo stato di veglia legato alla consapevolezza del nostro corpo e delle sue reazioni;
mentre lo stato del sogno, onirico, legato alle realtà sottili, corrisponde invece alla
lettera U;
infine lo stato di sonno profondo corrisponde alla natura principale e profonda
dellessere e alla lettera M. Questi tre stati di coscienza fanno parte di un
unico processo circolare che possiamo chiamare tempo nettuniano. |
Per Nettuno
lesperienza temporale è circolare e non rettilinea, come si è già detto, cioè
non si parte da un punto per giungerne ad un altro, ma vi è un continuo ritorno il
mito
delleterno ritorno che permette allindividuo di poter
esperire la sua realtà circostante così come realtà altre per poi ritornare sempre a se
stesso. Per alcuni può apparire una sorta di trappola, per altri un punto certo di
ancoraggio, ma sempre e comunque qualcosa che riporta a se stessi, una sorta di principio
egoico al cui centro cè il Sé. |
Riguardo al tempo
circolare scrive H.C. Puech: |
Per il mondo greco, infatti lo svolgimento
del tempo è ciclico e non rettilineo. Dominati da un ideale di intelligibilità che
assimila lessere autentico e plenario a ciò che è in sé e rimane identico a se
stesso, alleterno, allimmutabile, i Greci consideravano il movimento e il
divenire come gradi inferiori della realtà, in cui lidentità può essere colta, al
massimo, solo sotto forma di permanenza e di eternità, quindi di ricorrenza. Il movimento
circolare che assicura il mantenimento delle medesime cose ripetendole, riportandole
continuamente a riprodursi, è lespressione più immediata e perfetta (e dunque la
più prossima al divino) di ciò che, al grado più alto della gerarchia, è assoluta
immobilità. (pagg. 9-10, in AA.VV. Le
metamorfosi del tempo) |
Ed è proprio il concetto
di divinità che avvicina Nettuno alla concezione ciclica del tempo. La nostra cultura
(giudaico-cristiana) tende invece a considerare il tempo come una linea retta con un
inizio e una fine (concezione saturnina) voluto e determinato da Dio e nel quale cè
una direzione irreversibile, unica, rivolta ad una meta. In questo senso, scrive sempre
Puech: |
il
destino di tutta quanta lumanità, così come quello particolare di ciascuno di noi,
si compiono, anchessi, in ununica volta, una volta per tutte, in un tempo
concreto e insostituibile che è quello della storia e della vita. (pag. 17,
ibidem) |
Questa ultima dimensione
è completamente avulsa dalla psicologia nettuniana, la quale per sua stessa natura non
potrebbe essere legata ad un segmento spazio-temporale entro cui manifestarsi. La
dimensione circolare del tempo non è invischiante e restrittiva come appare ad una prima
superficiale analisi, ma è foriera di creatività libera, a tratti completamente
anarchica, perché sa che non è mai possibile perdere completamente il contatto con se
stessi poiché tutto ritorna in un processo di continuo divenire. |
E in questo ciclico
processo del conoscere e dellesperire che risiede la chiave di volta del mondo del
nettuniano. Prendendo a prestito il mito della caverna di Platone e parte della sua
dottrina della conoscenza, si può asserire che il nettuniano partendo da una conoscenza
legata alle apparenze e quindi potenzialmente illusoria, invertendo la sua posizione
(dalla caverna allesterno) giunge alla conoscenza reale che però può apparire
deludente o risultare essa stessa una illusione su ciò che inizialmente si pensava e
quindi si può tornare nuovamente alla posizione iniziale, alla caverna (rimozione della
realtà, diniego di ciò che si è visto) principio nettuniano involutivo
oppure trovare un punto dincontro tra le due esperienze e pur ritornando nella
caverna, la consapevolezza si amplifica e questa non diventa più luogo illusorio, ma
luogo di illuminazione (la caverna dei mistici, dei sadhu) principio evolutivo di
Nettuno e quindi di possibile inizio di un altro giro di esperienze. |
Nettuno è la conoscenza medianica
nel senso che non usa le strutture logiche del pensiero (parte sinistra del cervello), ma
segue il principio del a-razionalità, dellintuizione, dellemotività
(emisfero destro). Spesso non sa descrivere cartesianamente come sia giunto a quel
determinato punto, a quella conoscenza eppure ha un suo sistema logico che
però non segue il principio della razionalità, della evidenza sperimentale. Si può dire
che per un nettuniano lapprendimento è per insight, ovvero dopo aver tanto visto e sentito nel suo
procedere in tondo giunge improvvisamente (apparenza illusoria per coloro che non
comprendono tale processo conoscitivo) alla conclusione, allessenza della cosa. La
ricostruzione del come ci sia giunto è forse impossibile, ma sulla qualità e profondità
della stessa non ci sono dubbi. |
La strada nettuniana è
circolare e nebbiosa, ma non necessariamente errata; è importante riconoscere ed
accettarsi a-priori del proprio sistema di navigazione interno, perché la rotta è
qualcosa di soggettivo. Inoltre non è importante il come o il perché si giunge ad una
meta, in quanto in essa lIo scopre la più profonda delle verità, la realtà ultima
(e dalla quale spesso fugge via impaurito rimuovendola tout court), ovvero giunge alla Anatman, il
non-sé.
Scrive Alan Watts in proposito:
lidea dellio è una
istituzione sociale senza realtà fisica. Lio è semplicemente un simbolo per
indicare la nostra persona(pag. 36). |
E da tutto ciò che
luomo moderno fugge via, ma che attira invece coloro che cercano lessenza
delle cose, che è sempre al di la della semplice evidenza, dellIo e del mondo
chiamato volgarmente reale. |
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BIBLIOGRAFIA: |
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AA.VV. Le
metamorfosi del tempo, Ed Red |
P. Conty Labirinti,
Ed. Piemme |
A. Daniélou Miti e
dèi dellIndia, Ed Bur |
L. Frederic
LIndia mistica e leggendaria, Ed. Neri Pozza |
R. Graves I miti
greci, Ed. Longanesi |
H.J. Gouchon
Dizionario di astrologia, Ed Siad |
Hades
Lune et Neptune, Ed. Bussiere |
K. Kerenyi Gli dei
della Grecia, Ed . EST |
A. Rampino Cavadini
Principi di astrologia medica, Ed. Hoepli |
M.L. von Franz
Lesperienza del tempo, Ed. Red |
A. Watts Buddismo,
Ed. Red |
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