| Con il patrocinio del CIDA, in collaborazione con la Delegazione
Roma-Lazio CONVEGNO ASTROLOGICO ROMANO - 19.10.2002 URANO - NETTUNO - PLUTONE L'AVVENTURA DELL'ANIMA |
PLUTONE: IL GRANDE
MAGO DELLANIMA |
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Plutone, ultimo pianeta del nostro
sistema solare, ha nelloroscopo una valenza complessa, oscura e misteriosa che ben
si addice al suo mito di dio degli Inferi; esso rappresenta una delle grandi sfide che
vengono lanciate allanima nel corso della sua avventura terrena. Per alcuni infatti
è il Destino inteso come istinto coattivo; per altri è la grande Finalità della Natura;
è una volontà secondo Jung non necessariamente coincidente con la
propria; spesso è visto come mondo sotterraneo, patria degli istinti più arcaici e
primitivi che esistono in noi; sembra che possa assumere laspetto del Demonio, della
Morte, probabilmente dellOmbra collettiva; è quella forza vitale che
allinizio della storia umana ha permesso alla nostra specie di trasformarsi secondo
le necessità dellambiente e quindi di sopravvivere; ma in quanto tale è anche
lenergia che ci spinge a confrontarci con ciò che ci è più sconosciuto o non
vogliamo conoscere, a morire e disintegrarci se è necessario, a sperimentare la
solitudine che accompagna le grandi scelte, a resistere in quella forma di isolamento che
ci permetterà di incontrare la nostra vera essenza. |
Nel mito, come abbiamo detto, era il
dio degli Inferi; sappiamo che rapì Persefone e più tardi acconsentì a rilasciarla per
sei mesi lanno, periodo durante il quale la vegetazione sulla terra rinasce. In
quanto sposo di Persefone e responsabile del suo annuale ritorno in questo mondo, Plutone
è allora in qualche modo dio della vita oltre che della morte. |
Quando Mercurio fu mandato da Zeus a
riprendere Persefone, Plutone fece inghiottire alla sposa un seme di melograno, simbolo di
fertilità e di conoscenza; egli è portatore perciò di Morte e di Vita, di violenza e di
sapienza. La sua sapienza è collegata allenergia primaria dellUniverso, alla
Forza che scorre in tutte le cose ma è anche il sapere e il ricordare la nostra
mortalità e il contemporaneo fluire della vita sotto molteplici forme e continue
trasformazioni. |
Nella mitologia sono numerosi i
personaggi che effettuano una difficile discesa nel suo regno infero, affrontano le Ombre
come Eracle, si spogliano di tutto come Inanna, falliscono la prova come Orfeo. Queste
vicende sono la metafora sia dei diversi piani in cui si manifesta la vita, sia di quella
che io chiamo la magia di Plutone, ossia di un processo alchemico a cui viene
sottoposta lanima. Essa deve affrontare un travaglio doloroso, ossia lincontro
con lOmbra; vivrà uno stato danimo tenebroso e disorientato che potremmo
definire momento di morte o nigredo a cui potrà seguire
lalbedo equivalente di una luce che sorge dopo il buio, ossia di una
illuminazione che proviene dalla comprensione; l'anima capisce il motivo delle sue
sofferenze, il significato che esse hanno e può arrivare così alla rubedo
che è la serena accettazione dei contrari esistenti in lei; quei contrari che
sono allorigine del suo doloroso percorso ma che nel |
momento in cui riescono a coesistere
pacificamente le permettono di realizzare la pienezza del suo Essere, equivalente del
ritorno alla vita o alloro dellopera alchemica. |
Il Plutone natale è allora anche quel
Daimon interiore che ci spinge ad andare incontro al nostro Destino inteso non come Fato
ma come Necessità: necessità di morire per poter rinascere diversi e migliori. |
Cerchiamo quindi di seguire questo
percorso iniziando proprio da ciò che indica Plutone nel tema natale. |
Poiché esso è un pianeta
ultrapersonale, la sua posizione nel segno ha un valore collettivo equivalente ad un
paesaggio comune nel quale ci inseriamo tutti con la nascita. Sotto questo
aspetto Plutone è portatore di cultura e civiltà ma anche di quelle che sono chiamate le
ferite della storia ossia degli orrori suscitati dalle guerre, dai campi di
concentramento, dalle persecuzioni, dai genocidi, dalla distruzione delle città e delle
popolazioni. Queste non sono ferite solo generazionali; non è necessario averle vissute
in prima persona perché il trauma che esse hanno procurato sia diventato una terribile
eredità per le generazioni successive; fantasmi difficili da esorcizzare e che perciò si
agitano nel nostro inconscio come incubi che provocano paura, rabbia, disperazione. Questi
sentimenti, così come leredità culturale, formano lesperienza collettiva che
si interseca con quella individuale, indicata invece dalla Casa delloroscopo in cui
si trova Plutone e dagli aspetti che esso riceve. Questi due livelli di esperienza
coesistono ed interagiscono perché sarà sempre a partire dal contesto
politico/sociale/morale creato dalle precedenti generazioni che lindividuo
strutturerà la sua identità con tutto il carico di desideri, orientamenti e tabù; e
sarà sempre nellambito di questo panorama che egli poi incontrerà i suoi demoni
personali e famigliari; dovrà confrontarsi con essi per trasformarli rimodellando così
la sua vita personale e collaborando alla formazione di quella diversa cultura che
costituirà lo sfondo delle generazioni successive. |
La sua posizione nelle Case ha, come
abbiamo detto, un valore molto più personale anche se non meno complesso; qui esso indica
larea in cui si è depositato tutto ciò che a partire dallinfanzia ha colpito
la nostra personalità cosciente. Questa per sopravvivere ha cacciato tutto in
profondità, talvolta dimenticando completamente, talvolta ricordando gli eventi come un
passato che non suscita più alcuna emozione, talaltra ricordando tutto, anche la
sofferenza vissuta, ma rifiutandosi di considerarne le conseguenze in termini di paure,
rifiuti, distorsioni. |
Sempre in questa zona personale
giacciono sepolte le problematiche famigliari, le frustrazioni di nostra madre o i
fallimenti di nostro padre; tutte quelle situazioni che li hanno spinti a pensare di
potersi riscattare attraverso noi o che noi avremmo fatto ciò che essi non erano riusciti
a fare; situazioni percepite a livello inconscio ma che possono aver lasciato il segno del
rancore per una enorme responsabilità che non ci si voleva assumere, o la sensazione di
una grande inadeguatezza, ma soprattutto hanno lasciato limpressione di non essere
accettati per ciò che si è. |
Anche le ferite dei nostri avi, quei
problemi famigliari irrisolti che si trasmettono di generazione in generazione e che
spesso colpiscono apertamente solo lanello più debole di questa catena lasciando
altri apparentemente indenni ma tuttavia portatori di qualcosa che si sente ma non si sa
anche queste ferite vanno a stratificarsi nellarea personale di Plutone. Qui
infine si nascondono i nostri dolori più recenti, quelli vissuti in età adulta, quando
avremmo dovuto essere già sufficientemente maturi per elaborarli: le umiliazioni, i
fallimenti, le perdite fisiche e affettive, i tradimenti, ossia tutto ciò che malgrado
letà ci àncora, attraverso uno stato di ripetitività compulsiva, ai dispiaceri
della nostra infanzia. |
Plutone nel Tema natale però non
indica solo questi dolori e queste paure ma anche la possibilità di rimarginare le nostre
ferite dando loro un significato molto più vasto; le cicatrici che esse lasciano possono
essere integrate alla nostra coscienza e la sofferenza che le ha causate diventa la
materia prima necessaria a dare alla nostra vita una forma diversa e autenticamente
nostra. La posizione di Plutone nel Tema natale indica infatti larea in cui saremo
sfidati a trasformarci; la discesa verso cui saremo spinti quasi nostro malgrado per poter
guardare in faccia tutto ciò che avevamo rimosso. Questa è larena dove si
svolgerà la nostra lotta per scardinare i vecchi modelli di vita; dove le nostre difese
compulsive verranno disintegrate per incontrare poi il nostro più grande potenziale,
quello che, dopo aver toccato il fondo, ci farà risalire in superficie trasformati. |
Ma come avviene questo incontro
dellanima con Plutone? |
La nostra anima incarnandosi inizia un
viaggio a più tappe che la porta a percorrere diverse strade; allinizio queste
sembrano appartenere ad un ambiente talvolta difficile, ma sempre conosciuto; il
territorio della nostra vita è cosparso infatti di cartelli indicatori che ci segnalano
la strada: la famiglia, la scuola, la società con i loro insegnamenti e le loro richieste
diventano i binari da seguire, i punti cardinali che possono guidarci; si tratta in altre
parole di quel paesaggio di cui, nascendo, siamo entrati a far parte. Ad un certo momento
però il panorama cambia e lanima perde lorientamento; il viaggio diventa
molto più difficile perché tutti i punti di riferimento spariscono e perfino il modo in
cui ci siamo mossi fino ad allora, sembra non essere più adatto al nuovo territorio.
Plutone ha un movimento lentissimo ma allorché per transito comincia a formare un aspetto
difficile ad un luminare o ad un pianeta particolarmente forte del tema natale, innesca
una forte crisi di valori: è il momento della perdita dellinnocenza. Nel mito
Proserpina, la giovane fanciulla innocente, viene rapita da Plutone, strappata
allaffetto di sua madre, alla sicurezza della sua vita, per venir trascinata
nellAde; ma nellorrore della violenza subita e nel dolore per la perdita della
sua vita passata, capisce come lamore di sua madre le impedisse di crescere, di fare
le sue scelte, di vivere la sua vita di donna. E la constatazione di una cruda
realtà: abbiamo creduto e siamo stati in qualche modo traditi; ci accorgiamo quindi che
molto di ciò che credevamo di aver fatto, costruito, scelto, non era autenticamente
nostro perché ci era stato proditoriamente imposto senza che noi ce ne accorgessimo.
Siamo stati anche usati e ora, oltre a volerci riprendere ciò di cui siamo stati privati,
vogliamo forse anche vendicarci: occhio per occhio, dente per dente. Spesso un transito di
Plutone in aspetto a Marte o a Saturno spinge a guardare gli eventi con sospetto e
desiderio di vendetta. |
Ma questo è anche il momento della
Caduta: quello in cui crollano le illusioni non solo sugli altri ma anche su noi stessi.
Siamo diversi da come credevamo: non siamo buoni e neanche bravi e la vita è un campo di
battaglia in cui vige la legge della mors tua vita mea. Plutone è quella
morte che credevamo potesse colpire solo gli altri e mai noi stessi; è quel potere che
credevamo di avere e che invece si è disintegrato cosicché noi dobbiamo lottare per
affermare i nostri più elementari diritti ma per farlo e proseguire il nostro cammino è
necessario affrontare un terreno sconosciuto, impervio e accidentato i cui ostacoli
possono essere superati solo inventandosi nuove strategie; si devono ormai escogitare
altre modalità di vita perché davanti a noi cè lignoto, ossia una diversa
visione del mondo. |
A questo punto lanima può
bloccarsi rifiutandosi di procedere; oppure può caparbiamente cercare di mantenere gli
stessi parametri seguendo i vecchi schemi, ma né una cosa né laltra le sarà
possibile perché la grande Necessità lattende e questo incontro avverrà comunque. |
La Necessità, ossia Plutone, potrà
allora assumere laspetto della fatalità, della malattia, della separazione o di
altri eventi luttuosi il cui scopo è quello di costringere lanima ad andare oltre.
Essa può avere anche raccolto la sfida che questo oscuro Signore le sta lanciando ma la
non conoscenza del percorso e le difficoltà che esso presenta la rendono ugualmente
vulnerabile. E sola, niente e nessuno le indica la strada, intorno a lei cè
il buio e questa solitudine, questa ricerca cieca e affannosa la fanno sentire persa,
senza più forza, coraggio, capacità. |
E la notte dellanima, il
momento in cui ci sentiamo vittime e incontriamo i nostri fantasmi, le nostre emozioni
represse, le reazioni incontrollate, le paure rimosse, la nostra debolezza, la nostra
incapacità. |
E la fase alchemica della
nigredo; quella in cui nella storta avveniva la putrefazione degli escrementi,
materia prima di questa fase del processo. |
A livello psicologico coesistono le
diverse tendenze di cui abbiamo parlato e i peggiori risentimenti: paura e desiderio di
vendetta, frustrazione e desiderio di rivalsa. Si è attivato infatti il Plutone natale,
archetipo degli opposti desideri: questo da un lato ci terrorizza e dallaltro ci
aizza; ci fa sentire persi, falliti ma nel contempo ci pone davanti altre strade mai
immaginate; ci fa bere fino in fondo lamaro calice della sconfitta, della perdita,
della separazione ma ci ispira anche la voglia della rivincita, la tentazione di
ricominciare. In questa tensione tra sentimenti opposti, tra desideri apparentemente
inconciliabili, prende piede e si sviluppa la scelta dellanima. Una scelta che
almeno allinizio può essere vissuta anche come colpa o come condanna; colpa di aver
scelto una strada piuttosto che unaltra, di aver seguito listinto anziché la
ragione e come condanna per gli errori precedenti, per aver creduto o per essersi fidati.
E iniziato un processo molto lungo e si procede per tappe; questo è il momento in
cui ancora ci si piange addosso, in cui si spera che qualcuno o qualcosa venga a salvarci,
a risolvere i nostri dilemmi; ma già si sa o si sente che la strada
imboccata, per quanto difficile e impossibile possa apparire, deve essere percorsa fino in
fondo; anche se questo fondo non si scorge neanche lontanamente. |
E un percorso di dolore e di
lotta durante il quale dobbiamo misurarci con i nostri mostri interiori, affrontare uno
dei tanti draghi che custodiscono il tesoro, anche se il tesoro non si ha la più vaga
idea di cosa sia, né dove sia. Di fronte al drago vorremmo fuggire senza neanche
guardarlo, come forse abbiamo fatto fino al quel momento, ma non è più possibile perché
ci sta sbarrando la strada. Dobbiamo perciò lottare con lui, cioè con noi stessi perché
il drago incarna tutti i nostri rifiuti e le nostre resistenze. Mentre combattiamo ci
possiamo rendere conto che in realtà non è la prima volta che lo incontriamo e che già
in passato, durante i difficili transiti di Saturno o di Urano, lo abbiamo visto e siamo
fuggiti, oppure lo abbiamo aggirato pensando così di averlo evitato e sconfitto. Ma i
draghi non si arrendono mai, sono capaci perfino di autoriprodursi tantè vero che
il nostro drago è ancora lì e questa volta non avremo scampo, dovremo misurarci con lui,
ucciderlo o essere uccisi. La paura ci attanaglia perché per la prima volta la
consapevolezza della sua forza e della nostra debolezza ci fa intravedere la seria
possibilità di morire: inizia perciò una prima confusa presa di coscienza sulla
necessità di una lotta che per la disparità delle forze dovrà essere condotta non
attraverso lo scontro frontale ma con altre strategie. Lazione di Plutone spinge
allora lanima a sondare se stessa in profondità, interrogandosi sulla propria
natura; è il momento in cui riflettiamo sulle nostre azioni e capacità chiedendoci
soprattutto quale è il senso dellesistenza. Le domande non trovano subito risposta;
inoltre è necessario avanzare sia pure a tentoni ed ecco che ad ogni passo compiuto il
drago ci appare meno minaccioso, sembra quasi retrocedere permettendoci di conquistare uno
spazio sconosciuto. E uno spazio interiore, una parte di noi stessi che non
conoscevamo e che dovremo lentamente annettere alla nostra coscienza. Compare allora
finalmente il primo spiraglio di luce, il primo barlume di comprensione: il drago non va
ucciso ma deve essere avvicinato, guardato in faccia, conosciuto, capito. Esso è l'Ombra
che dobbiamo recuperare, con cui dobbiamo dialogare perché lei è noi e solo
accettandola come nostro alter ego potremo conoscerci davvero e aver pieno accesso alle
nostre potenzialità. |
E il momento della
albedo, quello in cui lanima riconosce che quella materia maleodorante
era fatta sia di quelle esperienze passate in cui non si riconosceva, sia di una sua
realtà interiore negata e repressa. Soprattutto questa bloccava con il suo peso
lautenticità delle sue espressioni, ma ora quella stessa materia si sta
trasformando per diventare il terreno o lhumus su cui fondare una diversa percezione
di sé e una diversa visione della vita. Sotto lazione di Plutone si comprende di
dover rinunciare allidea che questa possa adattarsi ai nostri desideri, che gli
altri possano essere come noi vorremmo e soprattutto che noi stessi possiamo corrispondere
a quellimmagine che avevamo pensato di poter dare. |
E compresa infatti nella
simbologia di Plutone lidea di poter ingannare la vita e gli altri, di poter piegare
le situazioni alla nostra volontà, di poterci mimetizzare sotto unimmagine diversa
di noi che non faccia capire agli altri chi veramente siamo. Plutone nel mito portava
lelmo che lo rendeva invisibile e noi vorremmo che restasse invisibile la nostra
verità interiore, invisibile forse anche a noi stessi. |
Ma ora invece comincia a balenare
lidea di dover sviluppare una diversa volontà: quella di dover agire in armonia
alla propria natura più autentica e contemporaneamente di dover abbandonare tutti i tipi
di attaccamento sia fisico, o mentale o psicologico. Queste due cose sono strettamente
correlate perché solo operando un distacco da tutto ciò che ci vincola e abbandonandoci
a ciò che la vita ci propone o ci impone solo così possiamo entrare in contatto
con il nostro vero Essere e agire in sintonia con questo. Ed è per conoscere questo
nostro noi stessi che si è attraversato il buio, si è percorso un cammino
oscuro ed incerto; siamo scesi agli Inferi come Eracle e come Inanna; abbiamo dovuto come
Eracle combattere con le ombre di un passato che non ci apparteneva; abbiamo dovuto come
Inanna spogliarci di tutto quello che ci sembrava più caro; tutto ciò per portare alla
luce la nostra vera essenza e per dare un significato autentico alla nostra vita. Questo
viaggio sotterraneo ci ha messo di fronte a parti sconosciute di noi stessi e questo
incontro ci ha reso coscienti della nostra contraddittorietà; ha incrinato quella nostra
immagine arbitrariamente univoca facendo emergere una visione di opposti che devono
convivere in noi anche se la consapevolezza della loro esistenza non ci permetterà mai
più di credere alla nostra innocenza. Come Proserpina allora sapremo di non essere poi
così puri ed ingenui ma come lei sceglieremo di vivere la nostra ambivalenza e
soprattutto come lei sceglieremo di vivere. |
E il momento della
rubedo, quello in cui Plutone attiva la nostra capacità di portare in
essere ciò che prima non era, plasmando in modo diverso la nostra vita.
Collaboreremo così ai quei cambiamenti della società, del vivere civile o dei
comuni sensi di... che nel loro insieme costituiranno quel paesaggio che farà
da sfondo a quelli che verranno. |
La nostra anima in tal modo diventa
creatrice; dividerà questo ruolo con la divinità e con gli altri esseri
umani; nel contempo potrà creare il suo mondo, la sua vita della quale potrà dirsi da quel
momento e a pieno diritto responsabile. |
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BIBLIOGRAFIA: |
|
Roberto
Assagioli: Psicosintesi, Ed. Astrolabio |
Aldo
Carotenuto: I sotterranei dellanima, Ed. Bompiani |
Jeff
Green: Pluto - The evolutionary journey of the Soul, vol.I°, Llewellyn
Pubblications |
Judy
Hall: The Hades Moon, Samuel Weiser inc. |
Carol S.
Pearson: Risvegliare leroe dentro di noi, Ed. Astrolabio |