Con il patrocinio del CIDA, in collaborazione con la Delegazione Roma-Lazio
CONVEGNO ASTROLOGICO ROMANO - 19.10.2002

URANO - NETTUNO - PLUTONE
L'AVVENTURA DELL'ANIMA


 

 

PLUTONE, DALL’IMPOTENZA ALLA POTENZA:

il cammino evolutivo da un complesso d’inferiorità

e bisogno di rivincita fino all’impegno nella lotta

contro il Male e alla dedizione a Valori superiori

 

Relazione di Lucio Canonica

canlucio@tin.it

 

I. Plutone nasce dal senso d’impotenza

Anche se Plutone è stato scoperto solo nel gennaio del 1930, numerosi sono stati i ricercatori che hanno cercato di capire quali forze e tendenze esso rappresenti.

I primi ricercatori, interessati soprattutto dai fenomeni mondani, collegarono Plutone ai concetti di potere, potenza, forze della natura, manifestazioni collettive, di massa.
Altri ricercatori, più interessati alla dinamica interiore e psicologica dell’uomo, lo collegarono a forze elementari, irrazionali ed arcaiche, spesso irresistibili e distruttive, che portano l’uomo a trovarsi a confronto con la morte (di qualcuno o qualcosa in sè o fuori di sè) e a trasformarsi profondamente (concetto di “morte e rinascita”).

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In seguito, altri studiosi, notarono come spesso Plutone diventi il depositario di desideri repressi (sesso e soldi) e di tabù. Un Plutone quindi che, specialmente in ambienti moralisti o perbenisti, raccoglie tutto quello di cui il Sole non potrebbe essere fiero o di cui non si sente capace e gli fa da contraltare, da Ombra.

Quindi tanto il Sole è fiducia in sè e potenza quanto Plutone è reazione al senso d’impotenza e alla sfiducia in sè.

 

II. La reazione all’impotenza mobilita l’istinto di conservazione

L’umano nella sua vita è confrontato a delle minacce di diverso tipo portate alla propria incolumità ed integrità. Le più evidenti sono le minacce portate al suo corpo, alla sua integrità fisica. Ma l’umano è sensibile anche al violentamento della sua identità ed integrità emotiva, dei suoi sentimenti, a ciò che ci fa star male. Infine si constata che l’uomo si sente perdere nel caos e nella pazzia se non può trovare senso ed orientamento nel mondo e nella vita (integrità psichica). Per garantire tutti questi tre livelli d’integrità (fisica-emotiva-psichica), cercando di reagire alla sua relativa impotenza di fronte alle minacce, l’uomo mobilita tutte le forze di cui dispone, mobilita l’istinto di conservazione.

 

III. Il piccolo dell’uomo è a lungo impotente e in balìa di forze superiori alle quali deve sottomettersi

A differenza di un puledrino che dopo poche ore dalla nascita sta già ritto sulle zampe e a differenza di tutti gli altri animali, il piccolo dell’uomo nasce inerme, impotente e completamente dipendente dagli altri per la soddisfazione dei suoi bisogni, e questa condizione si protrae più a lungo che per qualsiasi animale.
Il neonato, passata l’esperienza di separazione dalla fusione con la madre, si ritrova in una situazione d’impotenza, di totale dipendenza dagli altri, in balìa di forze superiori, capaci di annientarlo o di salvarlo.
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In questa fase prerazionale le esperienze vengono vissute principalmente al livello fisico e a quello emotivo. L’istinto di conservazione aiuta a trovare smorfie, sorrisi e suoni che suscitano i favori delle forze superiori (essere nutriti, accuditi, cullati) e a ripararsi dal male, dalla fame, dall’esclusione.

 

IV. E così nascono i condizionamenti, le repressioni e il bisogno ossessivo di rivalsa

Così il neonato “capisce” dalla sua esperienza fisica ed emotiva i codici di comportamento che nel suo ambiente producono bene (star bene) e quelli che producono male (star male). In questo modo l’ambiente incomincia a condizionare (a educare?) il neonato, a sottometterlo ai suoi codici, alle sue regole di comportamento.

Ma il bimbo in età pre-razionale che vive ancora in un mondo magico, nel quale fantasia e realtà sono mescolate, può anche sentirsi minacciato da forze oscure, da mostri, da spiriti malvagi che incorporano le sue angosce, trovando protezione in figure eroiche, in idoli , in modelli esemplari che diventeranno i suoi protettori se sarà loro fedele e se agirà come essi vogliono, reprimendo ciò che altrimenti egli vorrebbe se non provasse tanta paura.

E così l’accettazione dei condizionamenti e la repressione di ciò che si vorrebbe spontaneamente fare si ancorano a livello irrazionale, al livello emotivo, agendo come spinte compulsive e per il momento ci salvano dalle minacce alla nostra incolumità.

Ciò che rimane però anche nell’individuo è il senso della sua debolezza di fronte al mondo, una rigidità mentale e un dogmatismo derivanti dai condizionamenti, un complesso d’inferiorità, ma anche il bisogno ossessivo di prendersi una rivincita per superarlo.

 

V. Il confronto con le “forze superiori”

Non solo da neonati o da bimbi ci troviamo confrontati con forze superiori alle nostre. Durante tutta la vita queste situazioni si ripropongono. Non solo l’ambiente in cui viviamo ci sottopone alle sue pressioni, ma anche la vita stessa ci porta in situazioni dolorose in cui non sappiamo se le nostre forze basteranno ad affrontarle.

Le “forze superiori” possono essere: i genitori, l’ambiente in cui si cresce, persone o istituzioni dalle quali dipende la propria permanenza in vita, fatti portati dal destino come la morte di persone care, sconvolgimenti naturali, la guerra.

In queste situazioni riviviamo il nostro senso di debolezza e d’impotenza, siamo impossibilitati a seguire i nostri desideri e le nostre inclinazioni, temiamo il fallimento dei nostri sforzi, temiamo per la nostra integrità e sicurezza, sia essa fisica, emotiva o psichica.

 

VI. L’oscillazione tra sottomissione e lotta

La tempesta emotiva che viviamo in queste situazioni ci porta ad oscillare tra due alternative proposteci dall’istinto di conservazione: accettare e sottometterci o lottare con tutte le nostre forze, specialmente se il sottometterci equivalesse a distruggerci.

Queste sono le reazioni che hanno anche gli animali di fronte al pericolo: la lotta o la fuga (“fight or flight”). Partendo da un senso d’impotenza e d’inferiorità, il primo tentativo è di cercare di evitare la distruzione sottomettendosi al più forte, ma se questo non funziona e l’individuo si sente distruggere, prima di morire mobilita tutte le sue forze e si sente spinto ad ingaggiare una lotta senza quartiere contro le forze che minacciano di annientarlo.

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VII. Le conseguenze della sottomissione

Il cedimento di fronte alla “forza superiore” rafforza il complesso d’inferiorità che si accompagna con il convincimento di non potercela fare a contrastarla, con una vera ossessione della propria inadeguatezza ed impotenza e della necessità di sottomettersi e di obbedire. Plutone diventa allora una spinta compulsiva a sottomettersi, ad agire secondo i condizionamenti e i modelli stereotipi dell’ambiente in cui si vive, a rispettarne i Dogmi e i Tabù, i concetti di Bene e di Male, a comportarsi “come si deve”, a reprimere la propria spontaneità e i propri desideri, a sacrificarsi e a subire la volontà della “forza superiore”. perbenismo.jpg (11406 byte)

Il tutto sfocia quindi in un perbenismo di facciata, dietro la quale si dà spazio alle proprie passioni, al “peccato”, purché il pubblico non lo venga a sapere. E’ la doppia morale: correttezza di facciata ed immoralità nascosta agli occhi degli altri.

Poiché la propria debolezza e il senso d’impotenza tendono ad abbassare l’idea di sé, ad annullare l’autostima, si accettano umiliazioni, si accetta di diventare strumenti della “forza superiore”, di diventare schiavi e di essere usati da altri, fino ad arrivare a prostituirsi, a cedere al masochismo, all’autolesionismo in un percorso di degenerazione e di abiezione.
Inutile dire che in questa situazione di debolezza si sviluppa un’invidia (talvolta scambiata per amore-passione), una gelosia verso il più forte e verso la sua onnipotenza.
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In queste circostanze la rivendicazione della propria volontà e del proprio potere devono cercare forme indirette di affermazione: si hanno allora forme subdole di manipolazione, di ricatto, di tentativo di allontanare il nemico deviandolo su altre prede o di eliminarlo (ad es. con il veleno, con medicine sbagliate).

Il tentativo di sfuggire a questo tormento cercando aiuto, si manifesta talvolta sia sotto la forma di malattie rare o strane, dalle cause difficilmente individuabili, come pure nella forma di manifestazioni autolesionistiche (ad es. fratture, operazioni ripetute) o di mutilazioni.

Il “Male” respinto nell’Ombra afferma la sua esistenza, vuole attirare la nostra attenzione per essere considerato, vuole darci la forza di rimettere in causa ciò a cui volevamo sottrarci.

 

VIII. La lotta contro le “forze superiori”

Sentendosi morire l’individuo non ha più nulla da perdere ed è quindi pronto a lottare, a rischiare il tutto per tutto, per sconfiggere la minaccia che lo vuole annientare.

Questo succede a un dato momento della vita: momento in cui non ci si può sottomettere a ciò che sta per distruggere la nostra integrità, sia essa quella fisica che emotiva o psichica.
Si persegue allora una ricerca spasmodica, ossessiva di potere o di sapere per essere in grado di scovare, di controllare e di eliminare le minacce in agguato, i nemici nascosti, i pericoli occulti.

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La fiducia in sé viene puntellata da una enorme “volontà di potenza” (o desiderio di onnipotenza) che spinge a ricercare il dominio assoluto sia su di sé che sul mondo.

Si è pronti a dimostrare la propria forza infrangendo gli schemi, i Dogmi e i Tabù correnti, si è pronti a ricorrere ad ogni mezzo lecito o illecito pur di vincere. Si ha un malcelato disprezzo per gli altri e si fa ricorso all’irrisione e al sarcasmo per indebolirne l’immagine. Ci si mostra agli occhi degli altri nelle vesti di superman e al femminile, di superwoman per i quali niente è impossibile.
Si cerca il sapere per avere un vantaggio sugli altri, si indaga su tutto ciò che è nascosto e misterioso, sulla psiche umana, per poter usare queste nozioni sia come arma di difesa, ma specialmente come arma di offesa, per poter controllare gli altri psicologicamente ed eventualmente per plagiarli, per ricattarli o al limite, per distruggerli. Si è pronti ad usare gli altri umani come fossero oggetti, a ridurli a burattini obbedienti.
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Si combatte costantemente con proiezioni del nemico e del Male che si vedono affiorare minacciose da ogni lato, e dai quali si è assediati.

Se l’ossessione di potenza lo indicasse come necessario, per eliminare la causa della propria angoscia (persona o altro) si arriverà a far ricorso alla violenza, alla distruttività, alla sopraffazione, al sadismo, all’omicidio, al terrorismo, al crimine.

 

IX. La crisi come opportunità di cambiamento tramite il superamento delle reazioni istintive

Qualsiasi sia la soluzione al problema dell’impotenza, adottata sulla base dell’istinto di conservazione (sottomissione o lotta), ci troveremo sempre in preda ai nostri complessi e alle nostre ossessioni di fronte al mondo e alla vita. Nel confronto con le “forze superiori” e con le situazioni di crisi portate dal destino, l’istinto di conservazione ci porterà a rispondere da “sottomessi e complessati” o da “duri e fissati”, ma sempre tormentati, in preda a dubbi ed infelici.
Nelle situazioni di crisi d’impotenza, di sofferenza, di confronto con ciò che ci fa male, si scatena in noi una tormenta emotiva che ci porta a rimettere in causa tutti i nostri principi di vita (i nostri valori), il nostro modo di rispondere alle situazioni, i concetti di giusto e sbagliato, di Bene e di Male, i nostri modelli e condizionamenti, e a cercarne di nuovi.

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Ciò che davamo per certo è crollato, ciò che volevamo è fallito, siamo infelici e cerchiamo di capire cosa abbiamo sbagliato, soffriamo e cerchiamo di capire la vita! L’unica cosa di cui possiamo essere sicuri è il dolore che sentiamo, il dolore del nostro Ego impotente e sconfitto.

 

X. Capacità di commuoversi invece di risposte istintive

Se, dimenticando il nostro Ego, questo dolore ci aprirà gli occhi allo spettacolo del dolore nel mondo, al dolore degli altri, sentiremo la commozione di questo comune destino, della nostra precarietà e limitatezza di fronte alle forze superiori che regolano l’insieme delle vite e il loro intreccio nel mondo. Desidereremo diminuire il Male e il Dolore nel mondo. Proveremo solidarietà con il genere umano e proveremo il desiderio di fare del bene agli altri, quel bene di cui ci sentiamo capaci. E questo ci darà un nuovo senso di potenza, non a vantaggio personale, ma buono perché basato sulla immediata verità del proprio sentire, sull’autenticità e coinvolgimento emotivi, sulla commozione nei confronti degli altri. commozione.jpg (10907 byte)
Avremo riconosciuto che la vita e la realtà sono una lotta tra Bene e Male in un grande disegno che ci trascende e che il disegno cosmico non corrisponde a ciò che il nostro Ego vorrebbe. Avremo riconosciuto che esso sfugge alla nostra comprensione razionale, anche se ci assegna una parte. La nostra parte non può essere che quella basata sulla verità di ciò che sentiamo, basata sull’essere autentici nelle nostre risposte alla vita e agli altri, lasciandoci commuovere, senza idee preconcette, senza condizionamenti e non rimanendo come animali gestiti dal solo istinto di conservazione, ma lasciandoci muovere dall’amore e dall’empatia. solidarieta.jpg (8864 byte)

E questi diventeranno allora i nostri nuovi valori e il nostro convincimento: che il mondo non è un supermercato creato per andare a prendere ciò che il nostro Ego desidera, ma che siamo noi che siamo stati creati per mettere a disposizione del mondo, del grande disegno cosmico, il contributo delle nostre capacità!

Non cercheremo più di controllare la vita, ma ci metteremo al suo servizio.
Se invece non fossimo capaci di relativizzare il nostro Ego continueremo ad adottare le risposte dettate dall’istinto di conservazione e rimarremo nel girone dei tormentati, chiusi su noi stessi.

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XI. Impegno contro il Male e dedizione a Valori superiori

lotta_contro_Male.jpg (12373 byte) Seguendo i nostri nuovi valori e aprendoci agli altri potremo invece integrare la Luna al nostro Sole e non li vivremo scissi, ma in unione. Agiremo per amore degli altri, per aiutare gli altri con i nostri talenti e capacità, per portare luce e sollievo. Belzebù si è trasformato in Lucifero. rivincita.jpg (6971 byte)
A questo stadio evoluto, Plutone porta ad approfondire la ricerca di comprensione della vita e delle leggi universali (della Natura), ad essere toccato dal dolore degli altri, dal male nel mondo e a volerlo lenire, ad impegnarsi nella lotta contro il Male, l’Ingiustizia e l’Errore. A questo stadio incontriamo il benefattore, il filantropo, il paladino salvatore, il protettore dei deboli. Plutone rende possibile passare oltre i propri interessi egoistici per votarsi con dedizione al Bene, al Bello, al Giusto, a dei Valori superiori, a dei valori assoluti e universali.

 

XII. Temi natali di personaggi segnati da Plutone

Per verificare le asserzioni fatte su Plutone, abbiamo voluto cercare dei personaggi famosi, nei temi dei quali Plutone giocasse un ruolo dominante, sia in forme evolute come pure in forme non evolute. Nelle banche dati della DAV e in quella di Lois Rodden, abbiamo cercato personaggi che avessero Ascendente Scorpione, con Plutone, governatore dell’Asc., nelle diverse case astrologiche, ed ecco il risultato:

 

Plutone in casa 1: Wolfgang Goethe, poeta, moralista, ricercatore.

Il suo primo Faust vende l’anima al Diavolo in cambio di potere e conoscenza.

Ma il suo Faust successivo, come Goethe stesso, è uno che cerca di capire la vita, di distinguere il Bene dal Male, ostacolato da Mefistofele che vuole fermare la sua ricerca.

Plutone in casa 2: William Wordsworth, poeta inglese, cercò per tutta la vita di approfondire e consolidare l’analisi psicologica e la comprensione di sè, e di conseguenza quella della natura umana.

Plutone in casa 3: Napoleone Bonaparte, visto da molti come “il salvatore d’Europa”, come colui che diffondeva la luce e le riforme portate dall’illuminismo, arringatore e motivatore, calcolatore intelligente, ma anche sempre ossessionato dal potere e dal controllo.

Plutone in casa 4: Victor Hugo, autore di “La fine di Satana”, “Dio”, “I Miserabili” in cui rappresenta la lotta contro il Male e si fa portavoce di una protesta umanitaria.

Plutone in casa 5: Friedrich Nietzsche, autore di “Uomo e Superuomo”, “La volontà di Potere”, “Al di là del Bene e del Male”. Nietzsche invita a non seguire la morale degli schiavi che fa virtù delle debolezze, ma a porre come criterio di valore nell’azione: l’autenticità.

Plutone in casa 6: Sigmud Freud, medico, analista e fondatore della psicoanalisi. Ricercatore delle cause delle nevrosi, sviluppò il concetto dell’inconscio. Riconobbe come fondamentali due forze attive nell’individuo: l’istinto di vita (libido, cambiamento) e quello di morte (o di conservazione).

Plutone in casa 7: Benito Mussolini, parte come monello irrequieto che rifiuta di sottomettersi alle ingiustizie sociali ma sviluppa poi una ossessiva sete di potere e di controllo sugli altri che lo fa diventare il Duce, con i poteri di un Dittatore.

Plutone in casa 8: Margaret Thatcher, la Lady di ferro. La prima donna che diventò primo ministro di un governo inglese. Nacque in un ambiente umile e puritano. Si distinse sempre a scuola come leader, arrivando al potere promettendo di salvare l’economia inglese. La sua ricetta: la legge del più forte.

Plutone in casa 9: Ivana Trump, giunse alla notorietà con il suo divorzio da un multimilionario americano, per il quale applicò la sua massima “Non disperatevi, prendetegli tutto”, facendosi dare 25 milioni di dollari. In tutta la sua vita è stata mossa da una enorme volontà di riuscire, rivelandosi un’abilissima donna d’affari.

Plutone in casa 10: Ilona Staller (“Cicciolina”), la regina e missionaria del sesso degli anni ‘80. Attrice porno che arrivò al successo rompendo ogni tabù sessuale nelle sue rappresentazioni e prestandosi ad ogni pratica degradante e senza amore.

Plutone in casa 11: Raffaello Sanzio, pittore che curò la ricerca di una perfezione ideale nei suoi dipinti, tanto da far dire al Vasari che mentre altri producevano dipinti, Raffaello produceva creature viventi, e da compararlo a un Dio mortale.

Plutone in casa 12: Marquis de Sade, per descriverlo fu coniato il termine “sadico”.  Nel suo testamento scrisse: “imperioso, collerico, irascibile, estremo in ogni cosa, con una immaginazione depravata da non trovarne un’altra pari, ateo fino al fanatismo, ecco in breve come sono… uccidetemi o prendetemi quale sono, perché non cambierò”.

 

XIII. Una famosa crisi plutonica

Una magistrale descrizione di crisi plutonica è stata fatta dal Manzoni nei “Promessi Sposi”, nei capitoli 21 e 23 dedicati alla conversione dell’Innominato, leggendo i quali potremo rivivere quanto abbiamo cercato di schematizzare più sopra.

 

XIV. Messa in guardia sull’interpretazione astrologica

Da un Tema Natale non si può riconoscere il livello evolutivo di una persona. Solo questa può sapere se reagisce più spesso come “complessata e sottomessa” che come “fissata e dura” o viceversa, oppure se già è arrivata al livello evoluto del “benefattore e salvatore”.

Possiamo però essere certi che quando Plutone si fa sentire nei transiti, la persona conoscerà angosce, incertezze, crisi, si sentirà in balìa di forze occulte, si sentirà confrontata con la propria impotenza di fronte alla vita. Anche qui però non possiamo sapere come reagirà: saprà vedere e capire anche il dolore degli altri, saprà commuoversi? Ce lo auguriamo!

 

 

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