Con il patrocinio del CIDA, in collaborazione con la Delegazione Roma-Lazio
CONVEGNO ASTROLOGICO ROMANO - 19.10.2002

URANO - NETTUNO - PLUTONE
L'AVVENTURA DELL'ANIMA


 

 

CORSI E RICORSI NELLA STORIA DELL’ARTE

SUL FILO DEGLI INTRECCI

DI PLUTONE, NETTUNO E URANO

 

Relazione di Cristina Caretta

cris.car@flashnet.it

 

 

Per mettere in relazione i movimenti dei pianeti lenti (Urano, Nettuno e Plutone) con le vicende storiche occorre scegliere un preciso filone di ricerca per non disperdersi in mille rivoli interpretativi.

Si evita tale rischio sia restringendo il campo d’indagine dalla cosiddetta storia universale a uno qualsiasi dei suoi rami specialistici (storia della tecnica, della letteratura, delle arti ecc.) che dando un taglio preciso ai contorni della ricerca.

Ho scelto, perciò, di dipanare il filo della storia dell’arte centrandolo su alcune particolari “svolte epocali” degli ultimi mille anni: punti di non ritorno nei quali possiamo notare fortissime e reciproche riverberazioni fra mutamenti artistici e mutamenti generali del gusto, della tecnica e dei modi di sentire, percepire e concepire spazi, forme e colori: la ricerca si muove, quindi, fra invenzione artistica e mutamenti culturali e di costume.

I moti e agli aspetti reciproci di Plutone, Nettuno e Urano determinano lo “spirito del tempo” e “fanno” i periodi storici. Vediamo come.

 

Plutone, in quanto impulso creativo ‘sotterraneo’ in cerca di una forma tangibile (1), è “il corpo della storia”: nucleo dell’inconscio collettivo, motore interno dello sviluppo della coscienza e delle vicende umane, incluse quelle artistiche.

Le istanze e i modelli culturali proposti da Plutone nel suo cammino si sedimentano e si radicano profondamente nella psiche collettiva che muta di conseguenza ed è così spinta a dare alla luce forme nuove.

Al “corpo storico” (Plutone) si affianca “la mente storica” di Nettuno che, come scrive Enrico Suffritti “governa tutto ciò che nella storia fa riferimento al mondo delle idee”. (2)

Nettuno è fantasia, immaginazione, ideale e nel suo percorso attraverso lo Zodiaco influenza e segna le mutazioni e l’evoluzione ideologica, artistica e culturale. Le idee nuove proposte da Nettuno sono più esplicite dei fermenti plutonici e si diffondono in fretta.

Urano infine è il pianeta che media fra i tempi cosmici e quelli umani: la sua natura pragmatica, concreta e pratica postula l’immediata e drastica realizzazione (o distruzione in caso di aspetti negativi) delle istanze di Nettuno e Plutone. E’ un po’ il “braccio della storia” che innesta nell’oggi un’azione veloce, rivoluzionante (ma non necessariamente innovativa) e capovolge il presente cambiando drasticamente gli orizzonti umani.

Urano segna anche l’evoluzione della tecnica e le invenzioni scientifiche che consentono di migliorare la nostra vita. E la tecnica è fondamentale per un artista.

I pianeti lenti portano cambiamenti sociali in sintonia col segno in cui transitano; così in quel periodo nascono persone che nel corso della loro vita saranno promotrici, in senso evolutivo o involutivo, dei valori e dello spirito del tempo in cui sono nate.

In termini storico-artistici: ci sono periodi della storia in cui sorgono cambiamenti nella cultura visiva paralleli a mutamenti di gusto generalizzati e durante i quali nascono artisti che, incarnando lo spirito dell’epoca, daranno vita a svolte fondamentali nell’arte.

Dipanando man mano il filo della storia delle arti visive si svelano a noi forme, luci, colori, pensieri: è il racconto di storie non solo di uomini ed eventi, ma soprattutto di opere: pitture, sculture, edifici danno un riscontro concreto e decifrabile alla narrazione storica.

Il linguaggio visivo della Storia dell’Arte è la forma di comunicazione più immediata: la nostra prima sintesi cognitiva del mondo è visiva. L’occhio recepisce e coordina fulmineamente: lo sguardo è un battito di ciglia che incamera un’enorme quantità di informazioni che in seguito saranno elaborate dal pensiero. Un testo scritto o un discorso richiedono molta più attenzione.

Numerosi sono gli strati di lettura delle immagini e delle opere d’arte: ce n’è uno primario, a un livello di reazione elementare, che permette la visione d’insieme e dà un’idea generale dell’oggetto osservato, un po’ come lo scatto di un’istantanea. Al di sotto di esso, per chi ha la pazienza di osservare e riflettere più a fondo, si scorgono intrecci di linguaggi metaforici, simbolici e contenuti inconsci che permettono una lettura più complessa e articolata dell’opera e del suo autore. Non si può parlare di immagine e di arti visve senza parlare del segno del Toro: il secondo segno zodiacale rappresenta infatti la vista intesa come sguardo che abbraccia in un solo colpo d’occhio tutto ciò che appare e che circonda l’osservatore.

Una visione del mondo reale che diventa anche Visione del Mondo personale e soggettiva, che può fermarsi ai confini del visibile, ai limiti del proprio orticello, o ampliarsi oltre le apparenze, al di là dei confini per cercare il nuovo e sviscerare ciò che c’è ma non si vede.

E qui entra in gioco la dialettica con l’opposto Scorpione, che rompe i confini dell’orticello, il velo delle apparenze e sonda lo sconosciuto, scandaglia il nascosto, s’immerge negli strati di significato più profondi facendo emergere altre interpretazioni. Lo sguardo dello Scorpione non si accontenta di descrivere ciò che vede: si fa beffe dell’apparenza proposta dal Toro, la rifiuta, la rivoluziona, la rivolta come un guanto per proporre letture e visioni alternative del mondo.

Plutone, signore dello Scorpione, ogni volta che transita nel Toro, suo segno di esilio (il passaggio dura circa trent’anni) intacca nel profondo dell’inconscio collettivo la visione del mondo corrente, la capovolge e ne propone una nuova.

L’artista sensibile e attento è il primo a dare nuova forma, a creare modelli e linguaggi espressivi che si adattano all’inedita visione del mondo, esplicitandola e narrandola: e i nati con Plutone in Toro saranno anch’essi gli artefici di mutamenti irreversibili nella storia delle arti visive.

 

Esaminando i transiti di Plutone in Toro negli ultimi mille anni scopriamo elementi di studio che sembrano suffragare questa tesi.

La tabella che segue prende come punto di riferimento questi passaggi:

 

Plutone

in Toro

1121-1152

1365-1396

1608-1639

1852-1883

Nettuno

in Toro

-

1383-1397

-

1874-1887

Nettuno

in Scorpione

1138-1152

-

1629-1643

-

Urano

Leone - Capricorno

Cancro - Sagittario

Gemelli - Bilancia /Scorpione

Toro - Vergine


Intanto notiamo che ogni due passaggi di Plutone in Toro, cioé ogni 500 anni circa, anche Nettuno transita nello stesso segno, benché leggermente in ritardo, andandosi poi a congiungere a Plutone nei Gemelli. Invece, nel passaggio di Plutone in Toro che intercorre fra i precedenti, Nettuno transita, tra l’altro, anche in Scorpione.

Urano infine, durante tutti i passaggi di Plutone in Toro esaminati, attraversa i segni che vanno dal Toro al Capricorno; quando si trova in Vergine, quindi in aspetto positivo coi pianeti in Toro, e secondariamente in Bilancia, si sviluppano nuovi linguaggi artistici e nascono artisti che faranno storia.

Il Gotico inizia tra il 1137 e il 1144, periodo della costruzione della cappella reale di Saint Denis a Parigi per opera dell’abate Suger: il nuovo linguaggio valicherà presto i confini di Parigi per espandersi in tutta Europa e diventare lingua artistica e culturale internazionale esaltando i contrasti dimensionali, l’ardimento costruttivo, il senso della luce e della policromia, la gioia delle emozioni legate alla forma e alla natura in aperta contestazione del severo ascetismo formale della precedente età romanica. Questa ascesa del gotico non si spiega senza una nuova spiritualità che postula nuovi modi di espressione.

In quegli anni Plutone è nei gradi centrali del Toro, opposto a Nettuno e Urano in Scorpione. La visione del mondo si amplia e da rinunzia ascetica si fa mistico tripudio e visione del mistero divino, ben espressa dall’apoteosi della luce, dall’inedito dualismo dimensionale delle cattedrali gotiche, che esaltano al contempo la profondità e la verticalità fino a mozzare il fiato allo spettatore: contrasti spaziali che si riverberano sull’aggettivazione divenendo contrappunti luministici, coloristici e dei materiali.

Le nuove linee-forza, invenzione del gotico, scardinano da terra qualsiasi elemento taurinamente pesante e statico per smaterializzarlo (in senso scorpionico) e dissolverlo in motivi lineari che rendono idealmente traslucidi e leggeri i muri – ridotti ad esilissime cartilagini – e, vincendo la gravità, permeano di leggerezza l’intero organismo inondandolo di luce colorata, metafora estatica di vita ultraterrena.

Fondamentale nelle cattedrali, e riconducibile alla dialettica Toro-Scorpione, la parte giocata da sculture, intarsi, mosaici, immense vetrate colorate che, sotto l’apparenza di splendidi fregi decorativi, celano anche simboli esoterici (nascosti-Scorpione) riconoscibili solo agli iniziati, nonché la ricerca di un’armonia numerica interna al progetto.

Nettuno e Urano in Scorpione testimoniano anche novità tecniche spesso azzardate: contrafforti, archi a sesto acuto, archi rampanti esterni e soprattutto il gusto del rischio calcolato nell’ardimento costruttivo, che osa ora altezze prima impensate.

A fine ‘300 ritroviamo Plutone in Toro: siamo agli albori dell’Umanesimo, movimento culturale centrale nella storia umana, che pone l’uomo e i suoi desideri terreni, le sue passioni la sua individualità al centro del mondo.

E non poteva essere che Plutone in Toro, seguito da Nettuno, a riportare coi piedi in terra e a donare all’umanità uno sguardo nuovo sul mondo, più radicato e concreto, legato alla terra, alla natura, al reale.

Il grande Brunelleschi (1377) e il Ghiberti (1378) nascono con Plutone in Toro al trigono di Urano in Vergine e con Nettuno in Ariete. Lo scultore Donatello (1386) invece nasce con Plutone e Nettuno in Toro, Urano in Bilancia. (3)

I tre artisti, con le loro opere innovative (ricordiamo tra l’altro, la cupola del Duomo di Firenze e S. Spirito di Brunelleschi, le porte del Battistero di Firenze di Ghiberti e il David di Donatello), gettano i semi del Rinascimento artistico, frutto della rinnovata visione del mondo.

Nelle opere degli artisti rinascimentali non si leggono le tensioni e i contrasti propri del gotico, frutto della dialettica Toro-Scorpione, ma si reinventano i classici elevandoli a modello di perfezione, si studiano le tecniche migliori per rappresentare la realtà nel modo più realistico possibile (Brunelleschi inventa la prospettiva) mentre il simbolismo esoterico perde importanza.

Seguendo lo scorrere dei secoli arriviamo al ‘600: età controversa, ricca di eventi, personaggi e opere molto complessi da decodificare. Il secolo della Scienza Nuova si apre con Plutone in Toro, che questa volta invita a gettare lo sguardo fuori dal mondo. Il primo a osare è Galileo, che nel 1609 spinge l’occhio verso il cielo attraverso le lenti di un cannocchiale e vede ciò che non solo lui aveva previsto: la Terra non è al centro dell’universo ma ruota con gli altri pianeti intorno al Sole.

Questa nuova, realistica e più articolata visione del mondo, scoperta ed elaborata dagli scienziati è in aperta contraddizione con il dogma antico della fede religiosa. I forti contrasti si condensano e si esprimono magistralmente nel linguaggio espressivo del Barocco.

L’arte Barocca propone una nuova concezione dello spazio e della natura, rinnovando il rapporto fra essi e l’uomo, che si manifesta in una relazione di tipo emozionale con il fruitore dell’opera: gli artisti, con forza immaginativa senza limiti, avvalendosi di giochi di luci violente e ombre profonde, con acuto realismo e sensorialità delle immagini mirano a colpire e stupire, quasi a confondere lo spettatore. Lo spazio conquista stratificazioni dinamiche anche nelle composizioni apparentemente più statiche e si temporalizza; le forme esprimono tensioni interne a sfondo erotico o forti sentimenti che tendono al divino. Come nel periodo della nascita del Gotico, durante il transito di Plutone in Toro, Nettuno passa in Scorpione: la dialettica dei segni è di nuovo in gioco e si evidenzia nelle opere degli artisti del tempo. In quegli anni lavorano Bernini, Borromini, Velasquez (tutti nati con una congiunzione Urano-Plutone in Ariete al trigono di Nettuno in Leone) e Rembrandt, solo per citarne alcuni.

Nel 1632 Galilei pubblica il “Dialogo fra i massimi sistemi” e, a distanza di pochi giorni uno dall’altro, nascono il pittore olandese Vermeer e l’architetto inglese Christopher Wren. I loro Temi Natali sono molto simili e presentano forti opposizioni Toro-Scorpione, oltre a due bellissimi trigoni tra Urano in Vergine e la cong. Giove-Plutone in Toro, vale a dire la perfezione tecnica uraniana al servizio della rinnovata espressione visiva taurina.

Wren oltre che architetto era anche un noto astronomo e matematico: progettò e costruì 52 chiese di Londra tra cui la bella cattedrale di St. Paul; morì ricco e onorato.

Vermeer, vissuto tra i debiti e i troppi figli, morì prematuramente e povero. Dimenticato per secoli, fu riscoperto nel ‘900 e considerato uno dei primi grandi pittori moderni: le sue composizioni sottilmente astratte ed eleganti, la perfezione descrittiva dei particolari e i suoi contrasti cromatici, i volti enigmatici e le atmosfere velate di mistero hanno ispirato molta Arte moderna.

Durante l’ultimo transito di Plutone in Toro, specie tra il 1880 e il 1883, in pieno positivismo, nasce un gruppo di pittori che faranno la storia dell’arte del XX° secolo: Franz Marc, Kirchner, Picasso, Braque, Leger, Boccioni, Utrillo. Tutti hanno Plutone e Nettuno in Toro, quest’ultimo trigono a Urano in Vergine.

Dal Cubismo al Futurismo, ognuno ha contribuito a innovare radicalmente l’arte liberandola dai vecchi schemi, a rompere i limiti della rappresentazione classica e accademica della natura e a trovare nuovi modi di espressione.

Nello stesso periodo si diffonde e viene accettato dal pubblico l’Impressionismo, movimento apripista dell’Arte moderna sviluppato da un esiguo gruppo di coraggiosi artisti, nati tutti con Plutone in Ariete e Nettuno in Aquario (4).

Osserviamo quanto il Tema di Picasso è simile a quello di Vermeer, pur essendo lontani di due secoli e mezzo: ambedue dello Scorpione e con la congiunzione Giove-Plutone in Toro al trigono di Urano. Forte la dialettica Toro-Scorpione in entrambi: l’occhio che vede oltre la superficie del reale e la trasforma sulla tela, allo stesso tempo mostrando e nascondendo a piacere particolari con giochi di luce e colore.

Abbiamo visto come Plutone in Toro vada a smuovere nel profondo la fissità e staticità di visione del segno, suggerendo che l’immagine fino ad allora consolidata del mondo non ha più valore e deve morire affinchè l’osservazione del reale si rinnovi. Plutone in Toro è il seme portatore di nuova luce e nuove visioni. Anche Nettuno in Toro ha un compito importante nella storia dell’Arte quando si affianca a Plutone: propone una trasmutazione della visione corrente del mondo, una distorsione del reale che si concretizza in opere innovative specie se guidate da una mano Uraniana dotata di ottima tecnica (5).

Quando invece il pianeta è in Scorpione e si pone in tensione dialettica con Plutone in Toro, spinge a sovvertire e deformare ulteriormente la nuova figurazione proposta da Plutone iniettandovi esasperati e dissonanti dinamismi in cui materia e spazio, luce e ombra, colore e forma si fronteggiano in una tensione incessante in cui nessuno prevale sull’altro.

E senza dimenticare l’apporto di Urano, suggeritore indiscusso di tecniche atte a interpretare al meglio le forme del tempo, chiudo questo rapido schizzo di storia dell’Arte filtrata astrologicamente, che, come sempre in questo genere di studi, necessita di ben altri approfondimenti.

 

 

Desidero ringraziare Giannino Cusano per la preziosa collaborazione prestata per la parte di storia dell’architettura.

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

Dati di nascita presi dall’archivio Bordoni e da quello personale.

Oltre ai testi già citati nelle note:

H. W. Janson, “History of art”, ed. Abrams Prentice-Hall, 1978

AA. VV., “La nuova enciclopedia dell’arte”, ed. Garzanti, 1986

 

 

NOTE

 

1) Vedi Lisa Morpurgo: “Introduzione all’astrologia”, ed. Longanesi 1975, pag. 68: “…Plutone è un principio vitale alla rcerca di una forma…”

2) Dall’articolo: “Alcune idee per l’interpretazione della storia”, Linguaggio Astrale n° 80, 1990, pag. 99.

3) Non essendo riuscita a reperire le date di nascita esatte di questi artisti, si possono analizzare solo gli aspetti tra i pianeti lenti dei loro anni di nascita.

4) Per approfondire l’Impressionismo dal punto di vista astrologico, si veda la mia relazione al VI° convegno di astrologia di Vico Equense, diretto da Ciro Discepolo, e pubblicata su Ricerca ‘90 n° 40, 1999: “L’Impressionismo e la crisi delle certezze solari”.

5) A proposito di Nettuno in Toro, vedi anche Lisa Morpurgo, “La natura dei segni”, Longanesi 1989, pag. 68.

 

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