Con il patrocinio del CIDA, in collaborazione con la Delegazione Roma-Lazio
CONVEGNO ASTROLOGICO ROMANO - 19.10.2002

URANO - NETTUNO - PLUTONE
L'AVVENTURA DELL'ANIMA


 


GLI "ALLINEAMENTI" DI
URANO, NETTUNO E PLUTONE

ALLA LUCE DI UNA VECCHIA-NUOVA ASTROLOGIA

 

Relazione di Clara Negri

claranegri@libero.it

 

 

Benché si dica che con cieli particolarmente limpidi e con vista particolarmente acuta alcuni di noi siano capaci di scorgere ad occhio nudo Urano, in realtà credo che nessuno lo abbia mai visto. Sappiamo comunque, dopo averlo scoperto col telescopio, che questo pianeta ha una natura molto bizzarra, un modo di presentarsi controcorrente, (i suoi poli sono quasi orizzontali e la sua rotazione avviene in senso antiorario) per cui tali caratteristiche lo rendono a tutti gli effetti il simbolo dell’eccentricità, del capriccio, del non voler o del non poter essere, a nessun costo, come gli altri.

Ecco perché ad Urano occorre attribuire, fra i tanti, anche il simbolo del protagonismo sfrenato e, all’occorrenza, dell’esibizionismo tout court.

Esso è il primo dei pianeti invisibili, seguito da Nettuno e da Plutone, scoperto nel 1931. La lunga mancanza di questi tre big celesti nel cielo degli astrologi li ha costretti per secoli e millenni ad aggrapparsi alle tecniche più cervellotiche allo scopo di spiegare gli eventi incomprensibili e alcune specifiche influenze sulla vita terrestre, di cui proprio loro sono i responsabili.

Ho cominciato a studiare con particolare attenzione questi tre pianeti da circa due anni, in occasione d’una ricerca fatta da una mia collega su quindici stigmatizzati. Osservando i cieli di questi mistici sanguinanti mi era subito balzata agli occhi una singolarità: tredici su quindici avevano Plutone e Nettuno affiancati in successione, quindi l’uno dopo all’altro ma con distanze non tradizionali lungo la fascia zodiacale, mentre 2 non presentavano quest’aspetto e 5 presentavano nel mezzo un altro pianeta: Tersa d’Avila e Teresa Musco la Luna; Carlo da Sezze Urano, Padre Pio Mercurio e Natuzza Evolo Venere.

Sulle prime ho pensato che fosse l’effetto del caso ma poi ho cominciato a riflettere.

Poiché da anni mi interesso anche dei famosi encadrements proposti da Volguine, ossia del significato che acquista un pianeta trovandosi affiancato ad altri due, indipendentemente dalla distanza dell’uno o dell’altro con quello centrale, mi ero spesso chiesta se tutto ciò poteva davvero avere un significato nascosto. Oggi ne sono perfettamente convinta ed ecco perché, dopo l’iniziale grande meraviglia nel trovare una percentuale così alta di Plutone Nettuno o Nettuno Plutone in successione nei 15 stigmatizzati, sono andata a verificare attentamente altri gruppi-campione per vedere in che misura vi era lo stesso riscontro.

Sapevo difatti che l’importanza di un allineamento o successione di pianeti ha alle spalle una lunga e antichissima tradizione e lo stesso Volguine. nel suo libro sugli allineamenti di Sole e Luna, fa rilevare che l’osservazione dell’ordine dei pianeti disposti nella fascia zodiacale risale addirittura agli egizi e ai babilonesi, i nostri autorevoli predecessori che, non avendo a disposizione le effemeridi di oggi, scrutavano il cielo notte dopo notte, attribuendo grande importanza ai corpi celesti che sorgevano all’orizzonte subito prima del Sole o che tramontavano subito dopo di lui.

L’astrologia indù tuttora non considera l’influenza dei pianeti transaturnini scoperti negli ultimi secoli e si basa sugli “encadrements”, (da me tradotti con allineamenti, per definire i pianeti affiancati) traendone eccellenti risultati.

La mia prima ricerca è quindi partita dal presupposto che, indipendentemente dalla distanza in gradi fra due astri, un pianeta mescola davvero le sue qualità con quelle di un altro che lo segue o lo precede e non soltanto con gli aspetti tradizionali.

Ora, sebbene la mia attenzione sia stata per prima cosa calamitata dall’accostamento Plutone-Nettuno o viceversa, in questi mesi si è diretta ai vari pianeti intercettati da Nettuno e Plutone oppure collocati subito prima o subito dopo, ed ho cominciato ovviamente dal più lento, quindi da Urano quando capita nel mezzo o accanto a loro.

Ne riporto oggi le prime conclusioni dopo aver accuratamente verificato circa 550 grafici di personaggi vari appartenenti a sei diverse categorie: geni, gente comune, criminali, politici, mistici, e vip. Il primo gruppo è chiaramente composto da individui che con fenomeni fisici di tipo paranormale o miracolistico non hanno niente a che fare ed è composto di 150 geni e inventori, fra cui una quarantina di premi Nobel per fisica, chimica, biologia, medicina e così via; il secondo è composto da 167 oroscopi di comuni mortali quindi di ignari parenti, amici e clienti; il terzo comprende 50 oroscopi di criminali; il quarto 50 uomini politici molto importanti, il quinto una campionatura di 54 fra mistici e spiritualisti celeberrimi e, in ultimo, sono stata quasi costretta ad aggiungere 100 vip del cinema, dello spettacolo, dello sport o della tivù perché, scartabellando nella mia banca dati, ho riscontrato una particolare e specifica presenza di Urano nei loro cieli che non ho potuto assolutamente imputare al caso e ve ne dirò il perché.

 Per render ben chiara questa singolarità sarà meglio, tuttavia, fare un breve excursus sul mito e gli archetipi dei nostri magnifici tre.

Sappiamo che Nettuno simboleggia la sfera spirituale e inconscia e rappresenta una vera e propria finestra aperta sui mondi immateriali, superiori e inferiori. Esso è collegato ad altri piani della realtà e della mente per cui, dalla sua scoperta, è entrato di diritto nel mondo del paranormale e degli stati alterati di coscienza, inclusi quelli provocati da droghe, anestetici o follia. Nel mito egli è il dio degli oceani, liquido in cui convergono tutte le acque, piovane fluviali e marine, rispondendo nel modo più totale al simbolo di fusione.

Attento ai sussurri dell’invisibile, il nettuniano appare il favorito per gli stati di veggenza, per l’estasi dei santi o il samadhi dello yogi e, come governatore del segno dei Pesci, è anche, il masochista ideale… Ma non solo. Nei suoi aspetti negativi questo dio mostra “un carattere cupo e litigioso” e, quando fa il cattivo, “si scatena con violenza aggressiva” distruggendo tutto senza pietà. Ecco perché sul piano inferiore il nettuniano poco evoluto diventa l’allucinato, il maghetto, il criminale, il perverso, il drogato, il distruttivo” e ricopre un ruolo di spicco nei cieli di suicidi, pazzi, deviati e criminali.

Invece, su un piano evolutivo superiore esso è presente in quasi tutti i cieli di creativi, geni, santi, mistici e stigmatizzati.

Plutone per contro è il dio dell’Ade, del mondo invisibile e sotterraneo per cui alcuni gli attribuiscono “i poteri di Satana”. Egli viene anche chiamato il “pianeta degli abissi” e, come Saturno, Il Guardiano della Soglia, o il Giustiziere.

Plutone governa il regno delle profondità e il mondo pericolosissimo dei segreti ultimi della natura, con tutti i rischi che essi comportano, inclusa la scissione dell’atomo. Ricordiamo tutti i morti di Hiroschima, in buona parte dissolti dallo scoppio o rimasti come macchie, come ombre tragiche impresse sul suolo distrutto. Ciò è in stretta analogia con l’invisibilità e la pericolosità plutoniana dianzi detta. Si narra che lo scienziato Oppenheimer, presente allo scoppio della prima atomica, abbia esclamato: “Abbiamo fatto il lavoro del diavolo!”

Da questi due primi elementi accostati, ho dovuto dedurre che Nettuno e Plutone, quando si presentano l’uno dopo l’altro, procurano coinvolgimenti intensi e totali, spingendo alle estreme conseguenze i pensieri e gli atti degli uomini che li hanno così collocati nel loro cielo. Essi infondono una enorme potenza istintuale e, nel contempo, una grande tenacia, esaltando l’individualismo. Sulla base della precedente statistica posso quindi decisamente affermare che la loro successione prevale nelle polarità estreme e fa emergere il meglio e il peggio che ciascuno di noi può dare, dato che tale duetto sembra disdegnare la normalità.

Veniamo ora a Urano, pianeta simbolo dell’improvvisa forza decisionale, dell’improntitudine, della trasformazione totale d’un vecchio modo di essere, come ci fece giustamente osservare Roberto Sicuteri nel suo indimenticabile Astrologia e mito. Urano “permette idee che altri uomini non hanno mai avuto e forma i precursori, gli originali, coloro che vedono di più e meglio degli altri”. Esso si trova in opposizione col passato e col presente e quasi sempre crea un diverso avvenire. Difatti rappresenta la rottura del “senso di continuità”, e possiede una forza che libera o distrugge, così come gli altri due pianeti invisibili. Urano è il pianeta visto ad occhio nudo da pochi privilegiati e, come dio del cielo, permette che quest’ultimo sia osservabile da tutti, di giorno e di notte, però sotto i due aspetti antitetici di luce e di tenebre. Sicché era quasi scontato che lo dovessi trovare nella maggior parte dei casi in cui, a parte il valore intrinseco di chi eccelle in una determinata disciplina, entra in discussione anche la sua voglia matta di apparire!

Cosicché, riesaminando i cinque gruppi precedenti, più quello recente dei 100 vip di cinema, sport, spettacolo e Tivù, ho dovuto convenire che proprio quest’ultima categoria risponde in pieno alle caratteristiche di esibizionismo, bizzarria, originalità, stravaganza, creatività, aggettivi più che compatibili con Urano, ed ecco perché esso si è mostrato quasi onnipresente tra Plutone e Nettuno o affianco a quest’ultima coppia. Tale risultato fa intendere che la determinazione feroce scatenata dagli altri due può anche avere un risvolto molto più umano e terra-terra corrispondente alla voglia di essere, di brillare e di mescolarsi a quei pochi, tanto invidiati individui, che sembrano aver raggiunto il vertice del successo e della fortuna. E’ chiaro che questo bisogno appartiene soprattutto al mondo dello spettacolo o dello sport, e molto più raramente a chi, a parte la volontà determinata, non ama affatto trovarsi sotto le luci della ribalta, come mistici, spiritualisti, geni, intellettuali o vari uomini politici per le loro più che comprensibili ragioni.

Infatti nei 57 mistici, stigmatizzati e spiritualisti ho trovato soltanto 6 casi di tutte e tre le successioni, con Urano al centro o subito prima o subito dopo, ed essi sono: Carlo D’Agostino, Teresa di Lisieux e Carlo da Sezze, tutti e tre stigmatizzati; Girolamo Savonarola con Urano, Nettuno e Plutone; Gurdjieff, che ha invece nell’ordine Nettuno, Plutone e Urano.

Nei miei 50 politici vi è Adenauer, Rockfeller, Churchill e Adolph Eickman con Plutone, Nettuno e Urano in successione;

Nei 167 esseri normali sono presenti 18 casi di Urano al centro o affiancato a uno dei due e nei 150 geni, ho 11 casi: Bizet, Copernico, Michelangelo, Einstein, immortalato in piena maturità nel momento in cui caccia la lingua ai fotografi, e poi Rubbia, Spinoza, Pico della Mirandola, T. Huxley, Machiavelli, Newton, Nobel.

Però, sul piano statistico la maggiore frequenza di Urano a contatto con Plutone e Nettuno, a parte i 100 vip, l’ho riscontrata anche nei 50 criminali, ben 10 casi, quindi il 20%, il che mi fa intendere che le turbe psichiche di costoro nascano soprattutto da un preciso senso di inferiorità e di nullità; e questo sentimento raggiunge una tale intensità da far commettere l’azione criminosa unicamente per sbalordire il pubblico, per attrarre finalmente l’attenzione su di sé, e per mostrare anche a sé stessi che si è capaci di diventare famosi, sebbene nel peggiore dei modi.

Il trentatreenne killer di Nanterre che nel marzo scorso ha ucciso senza ragione otto consiglieri della sua città e ferito una decina di altre persone, prima di suicidarsi il giorno dopo gettandosi dalla finestra della Questura, si è così espresso davanti ai poliziotti che l’interrogavano: “Voglio esistere un’ultima volta e non andarmene nell’anonimato”. Ovviamente egli soffriva di gravi disturbi mentali, così come tutti i serial killer che ho analizzato; con ciò non intendo certo insinuare che anche i vip siano dei criminali, ma noto che entrambe le categorie sono mosse da una stessa potente leva: diventare famosi per la propria eccezionale abilità sportiva, canora, recitativa o perversa, attrarre l’attenzione del mondo su di sé, uscire dall’anonimato a qualsiasi prezzo perché per alcuni esistere vuol dire unicamente essere ammirati e invidiati dagli altri. “Il potere logora chi non ce l’ha” diceva il nostro ex ministro Giulio Andreotti, mentre per un genio o un mistico esistere è soprattutto realizzare il proprio io interiore e sfruttare appieno le proprie potenzialità intellettuali.

Concludo comunicandovi che tutto il lunghissimo elenco delle personalità analizzate è a disposizione di chiunque vorrà verificare, e magari anche approfondire con me l’ulteriore significato di Saturno, Marte, Venere, Mercurio, Luna e Sole fra Nettuno e Plutone. Queste altre configurazioni, ben studiate assieme alle biografie dei personaggi così caratterizzati, senza dubbio arricchiranno le nostre interpretazioni con numerose importanti sfaccettature oggi ancora ignorate.

Grazie per l’attenzione.

 

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