TANTO PER CAMBIARE

(l'ingresso di Urano nei Pesci)


di Sandra Zagatti

Pubblicato sul n. 239 di SIRIO

 

 

Ogni cambio di segno dei pianeti lenti va osservato e considerato attentamente, perché segnala l’inizio di un nuovo ciclo di espressione ed esperienza del pianeta in oggetto; in particolare se si tratta di un pianeta super-lento, come è appunto il caso di Urano, che attraversa un segno circa in sette anni ed entrerà in Pesci il 10 marzo alle 20.54 GMT, rimanendo diretto fino a giugno (tornerà poi in Acquario per l’ultima volta da settembre alla fine dell’anno).

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Il pianeta del rinnovamento era entrato in Acquario all’inizio del 1996: allora si parlò molto dell’importanza di questo evento, ipotizzando che il passaggio del pianeta nel proprio domicilio segnasse finalmente l’inizio ufficiale della Nuova Era. Molte parole furono spese, molte anche sprecate, tra previsioni più o meno enfatizzate dalla speranza, mentre qualcuno immaginava l’avvento della fratellanza universale, la colonizzazione dello spazio, la fine delle malattie e della fame nel mondo grazie al progresso della scienza e della tecnica. E, in effetti, gli ultimi anni sono stati caratterizzati da sperimentazioni e scoperte scientifiche davvero rivoluzionarie: la mappa del genoma umano, la costruzione della stazione spaziale, l’ingegneria genetica; ma purtroppo abbiamo assistito anche ad alcuni effetti-boomerang, tra cui lo scandalo della mucca pazza o le polemiche sulla clonazione… Questi pochi esempi sono insomma sufficienti per notare che, pur in tale trionfo scientifico, non sempre è stato mantenuto un equilibrio etico od ecologico, tanto meno è stata mantenuta o raggiunta la pace tra i popoli. Ma allora che è successo? Perché Urano ha tradito le migliori aspettative? E’ davvero iniziata la Nuova Era e, se sì, perché in un modo tanto poco… umano?

 

 

DI ERA IN ERA

 

Torniamo un attimo indietro, e riflettiamo su questo esplosivo ed esigente pianeta. Urano, è vero, opera per il rinnovamento ed il superamento dei confini: non a caso simbolicamente segue Saturno, intervenendo a demolire ogni struttura personale o sociale che – dapprima necessaria – comincia a diventare troppo rigida e soffocante. Urano parla sempre e innanzitutto di autenticità, autonomia, apertura consapevole. E’ il primo dei pianeti transpersonali perché chiama l’uomo a liberarsi dei confini egoici non certo per sacrificare la propria individualità ma, al contrario, proprio per declamarne l’unicità e riconoscerne il ruolo all’interno dell’ambiente naturale e sociale, dove il senso della più vera e feconda collaborazione sta appunto nella diversità e non nell’uniformità di apporti. Questo è quanto Urano offre e chiede. Ma se la reazione al suo messaggio è di chiusura, non di apertura, se le strutture logore ed ormai inutili invece di sgretolarsi oppongono resistenza, irrigidendosi ancora di più, allora la violenza del risultato sarà proporzionale alla sua mancanza di naturalezza. Magari le cose cambiano ugualmente, ma a costi molto maggiori, e così lasciano alla successiva occasione un’eredità più simile a un debito.

Ecco dunque che la tanta invocata Nuova Era sembra essersi finora presentata soltanto come desiderio e bisogno; forse anche come programma, ma i modi e i mezzi per concretizzarlo sono rimasti quelli dell’Era precedente – istinti compassionevoli non realistici o non realizzati, miraggi illusori ed anche fanatiche utopie – come se il rinnovamento potesse giungere improvvisamente e facilmente con un colpo di bacchetta magica. Invece, anche gli strumenti (esteriori ed interiori) devono essere a loro volta rinnovati, o finalmente inventati: e chissà, forse l’Era dei Pesci finirà proprio con il passaggio di Urano in quel segno.

 

 

INVERSIONE DI TENDENZA

 

C’è da sperarlo, ovviamente. Tuttavia, visti i precedenti, non possiamo esimerci dalla valutazione delle possibili e non altrettanto evolute alternative; perché anche in questo caso Urano offrirà e chiederà al mondo “qualcosa di migliore”, ma se il mondo non risponderà in modo degno potrà semplicemente accontentarsi di “qualcosa di nuovo”, lasciandoci liberi in ogni caso, anche di non gradire...

Osserviamo il tema di questo ingresso. Presenta alcune obiettive novità, già manifeste o prossime, ma anche alcune configurazioni già note, tra cui l’opposizione tra Saturno e Plutone sull’asse Gemelli-Sagittario, di cui si è parlato a lungo nello scorso anno. In questo tema, tale opposizione è rinforzata dalla posizione terrestre dei pianeti, collocati in segni e case cosignificanti, ma con il piccolo particolare del ribaltamento di posizione: Saturno in Gemelli è infatti in nona casa, cosignificante del Sagittario, mentre Plutone in Sagittario è in terza casa, cosignificante dei Gemelli. C’è il pro e il contro in un’inversione del genere, perché da un lato è vero che può introdurre contraddizioni inconsce nel modo in cui gli uomini interpretano il rapporto tra vicino e lontano, ma da un altro lato – il lato evolutivo, appunto – potrebbe rappresentare un’occasione unica di vero interscambio: ampliare la propria cultura e mentalità (Plutone in Sagittario) ed applicarla, così trasformata, a partire dai rapporti quotidiani ed immediati (terza casa), quelli che poi ci chiamano a dare l’esempio assai più di tante teorie; e contemporaneamente rendere più maturo e consapevole il nostro modo di comunicare con i nostri simili, e portare questa nostra acquisita responsabilità anche in ambiti di confronto con la diversità culturale, rinforzando quindi il senso delle proprie tradizioni per poter così rispettare ogni tradizione, e non incorporarla o combatterla.

Diciamo la verità: sarebbe un modo incredibilmente saggio per risolvere gli squilibri di una globalizzazione che sembra di per sé inarrestabile, ma che può e deve essere tenuta sotto controllo nei suoi aspetti più devastanti…

 

 

DIFENDERE, NON DIFENDERSI

 

Ecco allora che, da questo punto di vista, possiamo guardare a quel Marte isolato in Capricorno con minore inquietudine. Anche qui, è meglio non sottovalutarne gli effetti più istintivi ed involuti, perché un pianeta isolato (senza aspetti maggiori) è privo di appoggi ma anche di freni, e quindi può rimanere silente a lungo per poi scatenarsi improvvisamente e liberamente: tra l’altro in questo segno Marte non è certo debilitato, e così collocato in terza casa potrebbe fornire ulteriori ed inopportune dosi di aggressività nei rapporti interpersonali o internazionali, e purtroppo anche facilitare un aumento degli incidenti ai mezzi di comunicazione. Non ci voleva, obiettivamente.

Però proviamo a guardarlo, per cambiare, come pianeta non solo violento e battagliero ma anche determinato ed affermativo: positivo, insomma. Proviamo a non considerarlo come preposto soltanto all’attacco ma anche e soprattutto alla difesa. Difesa di cosa? Certo, se parliamo di difesa personale (in senso fisico ma anche culturale), è ovvio che ciò può trasformarsi facilmente in contrattacco e saremmo daccapo, mentre anche tutto quanto abbiamo detto sull’asse Gemelli-Sagittario tornerebbe ad essere un problema. Tuttavia, se consideriamo il Capricorno nel suo legame con la decima casa, quindi con il punto più “alto” di ogni tema e di ogni espressione delle simbologie astrologiche, allora viene da pensare – da sperare – che se difendiamo i principi e non i dogmi, le aspirazioni e non semplicemente le ambizioni, le idee e non solo le persone che le esprimono, allora anche Marte può diventare un alleato di Urano nella realizzazione della Nuova Era: uno strumento di libertà e per la libertà. A tal proposito la posizione cuspidale di Plutone (che tocca anche la seconda casa) potrebbe contribuire spingendo a rivedere il concetto di appartenenza al proprio “territorio” e suggerendone l’estensione a livello planetario.

 

 

IL BENE DI TUTTI

 

Ma veniamo dunque al protagonista di questo tema, cioè Urano. Posizione delicata, la sua; e non poteva essere altrimenti, non solo perché un cambio di segno è di per sé un evento cruciale, ma anche perché, di questi tempi, avere a che fare con una simbologia di tale esplosività mette un po’ di apprensione, inutile negarlo, soprattutto considerando la preoccupante e fin troppo palese associazione della sua presenza in Pesci con le armi chimiche o analoghi orrori. Così come è inutile negare che la sua posizione in quarta casa faccia temere per la stabilità delle nostre tradizioni, nonché dei nostri affetti familiari, delle nostre sicurezze, delle nostre stesse case… Ma che ci fa al vertice di una Croce a T sull’opposizione nodale? E’ mai possibile che in un momento così importante stia in quella posizione solo per farci tremare, magari richiamando l’attenzione sui debiti karmici dell’umanità? Io non lo credo, comunque non in assoluto; e nemmeno credo che i pianeti abbiano funzioni punitive o univocamente determinate: se ci invitano a muoverci con loro, a cambiare con loro, passando come in questo caso da un segno all’altro, da una polarità all’altra (maschile-femminile), un motivo ci deve essere ed è tutto nostro, non certo dei pianeti.

Come ho già detto, più che dell’individualità Urano parla della singola “eccezionalità”, non in quanto orgoglio (l’Acquario è opposto al Leone!) ma in quanto funzione: e quindi del ruolo che ognuno può avere all’interno della collettività appunto per il bene collettivo. Il segno dei Pesci chiama non solo gli individui ma le stesse società ad abbandonare certi canoni di identificazione ormai troppo stretti, insomma a “trascendersi”: sembra un paradosso, ma è invece l’unica chiave possibile per raggiungere una visione e un senso di partecipazione universale davvero degna di un’era tanto nuova quanto attesa da tempo. L’ingresso di Urano in questo segno potrebbe dunque essere un passo avanti nel superamento degli interessi di parte, e favorire la crescita di quella coscienza umanitaria e planetaria di cui fino ad oggi si è più che altro parlato. E ciò appare ancor più evidente se osserviamo che Nettuno, proprio il governatore dei Pesci, è in questo tema congiunto a Venere e trigono alla Luna, quindi strettamente legato ai pianeti femminili e a ciò che rappresentano: sensibilità, comprensione, protezione, affetto, nutrimento; valori che possono ritrovare una più giusta importanza solo imprimendo una direzione nuova – dall’interno all’esterno – ai comportamenti umani.

In questo senso l’opposizione di Giove dalla decima casa sembra ammonirci soprattutto nei confronti del rischio di esagerare in sicurezze e presunzioni, inflazionando l’espressione dei nostri sentimenti e della nostra capacità di dialogo: non è necessario gridare per comunicare, e sarebbe ora che anche le mode televisive portate da Urano in Acquario – così ricche di una condivisione in fondo solo apparente – cominciassero a proporre una “visione” più autentica e profonda sia della realtà che dei valori che la dovrebbero sostenere. Valori che vanno rivalutati a tutti i livelli relazionali, non ultimo quello politico: l’ascendente Bilancia, che riceve un trigono da Saturno, può testimoniare di quanto sia insostituibile l’impegno verso rapporti equi e diplomatici, ancor più perché governato da quella Venere congiunta a Nettuno che vorrebbe stringere tutti e tutto in un unico abbraccio… E chissà che l’ingresso di Urano nel segno della compassione non operi dal cielo alla terra in modo finalmente meno rigido e più umano, portandoci il messaggio di cui forse abbiamo maggior bisogno in questo periodo, così come cantava il bravo e sfortunato Alex Baroni: per restare liberi, cambiare... cambiare!

 

 

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