STELLE DELL'ARTE

di Sandra Zagatti

 

Sarà pure banale, ma è un fatto: la donna è molto amata dall’arte.
Dal pittore che ne accarezza le vesti con il pennello al poeta innamorato o tradito, dal fotografo che ne cattura lo sguardo allo scultore affascinato dalle sue forme... in tutte le epoche, non esclusa quella moderna, gli artisti di ogni disciplina si sono soffermati almeno una volta, almeno in un particolare “periodo” di ricerca espressiva, ad osservare la donna e a tentare di svelarne il mistero. Parlo soprattutto, è ovvio, degli artisti di sesso maschile, ma non solo: anche tante artiste si sono cimentate e si cimentano nella raffigurazione del soggetto femminile, per raccontarsi o addirittura comprendersi meglio attraverso la sintesi significativa che l’arte sa raggiungere.
Donna come corpo o come carattere, amica preziosa o incompresa nemica, amante o madre, forte o debole... si può dire che l’arte abbia colto ogni suo aspetto, ma mai la sua interezza, anche perché la donna stessa si esprime mediante aspetti differenti e parziali, come ogni individuo ma forse particolarmente, in virtù di quella “lunaticità” che tanto spesso (e non a torto) le viene attribuita e che la rende un caleidoscopio di manifestazioni, un’altalena di stati d’animo, un dilemma tra bisogni e desideri, sempre diversa dalle altre donne e persino da sé stessa, eppure polarità altrettanto salda e necessaria di quella maschile per l’equilibrio e l’armonia di questo mondo duale...

Anche l’astrologia è un’arte. Possiede dell’arte le stesse capacità, gli stessi meriti e la stessa magia, perché sa spiegare ciò che la razionalità non sempre comprende o sa descrivere, se non con mille parole; ne possiede anche analoghi limiti, perché pur essendo un linguaggio assoluto viene tradotto in modo inevitabilmente relativo, ed un astrologo - come un pittore, e per quanto bravo - può comunicare un aspetto per volta, o magari diversi aspetti insieme ma secondo sintassi analogiche più o meno limitate in numero e complessità.
D’altra parte, quando parliamo - per fare un esempio - della donna Sagittario, ci riferiamo ad una donna che ha il Sole in quel segno, oppure l’Ascendente o la Luna o numerosi pianeti, e che in sintesi ha una dominante Sagittario nel proprio tema. Ma i segni non sono “proprietà” individuali, non sono presenti solo in alcuni temi ed assenti in altri! Ed ognuno di noi può manifestare i propri aspetti sagittariani anche se non ha alcun pianeta in quel segno: ci sarà sempre una casa che gli corrisponde, e un transito su quella casa o sulla nona, come un transito di Giove magari sul Sole o su altri pianeti personali, può sollecitare (o richiedere) in noi l’espressione di quei valori sagittariani che comunque ci appartengono seppur in modi e quantità minori.
Insomma, ogni donna ha una femminilità propria e particolare, che la rende diversa dalle altre e che può ben essere rappresentata dai valori astrologici che maggiormente la caratterizzano; ma il desiderio di tanti artisti di ritornare sul soggetto femminile, come se mancasse sempre qualcosa nella loro capacità di raffigurarlo, dipende forse dal fatto che ogni donna ha in sé tante donne (forse dodici?), che si alternano o sovrappongono o miscelano in modo senz’altro “lunatico”, o meglio lunare: a volte incomprensibile, capriccioso o persino nevrotico, ma sempre importante ed affascinante...

Difficile scegliere, tra tanti meravigliosi dipinti della nostra storia dell’arte! Quelli che propongo sono “quadri zodiacali” nati certamente da altre motivazioni e per altri fini, tuttavia a mio parere sanno descrivere, meglio di tante parole, l’espressione di una femminilità “tematica” che può essere maggiormente riconosciuta dalle donne con forti valori nei segni che vi ho associati, ma che in maniera sottile, o in tempi diversi, appartengono ad ognuna di noi.

 

ARIETE

Eugène Delacroix:
LA LIBERTÀ GUIDA IL POPOLO (1830)

Il titolo del quadro, riferendosi direttamente alla libertà, potrebbe far sorgere qualche dubbio. Anch’io sono stata indecisa, perché i valori Ariete sono solitamente valori individualistici, egoici, immediati: non sono valori universali, non sono “ideali”… Eppure, nella raffigurazione di questa immagine femminile, c’è qualcosa di talmente diretto ed istintivo che mi ha portato a sceglierla come rappresentante dei valori arietini femminili. Questa donna non sta scrivendo una relazione per una conferenza dell’ONU, non sta incitando la folla dal palco di un comizio politico, tanto meno sta disquisendo in salotto su questioni sociologiche o morali. Questa donna sta su un campo di battaglia, oltretutto in ruolo di guida; vicino a lei ci sono morti e feriti e, da come il quadro descrive la scena, il rischio di essere a sua volta colpita non è tanto remoto, visto che se ne sta così “in mostra”, a facile bersaglio per i nemici!

Tale è la donna Ariete. Se c’è qualcosa da fare, lo fa senza pensarci due volte… anzi senza pensarci affatto: c’è da fare, appunto. Può sbagliare in tal modo, può rischiare, e spesso infatti il suo modo di esporsi è talmente non-pensato da risultare aggressivo (per gli altri) e controproducente (per sé stessa); ma se non ha pensato né prima né durante, non penserà nemmeno dopo, tanto quel che è fatto è fatto! C’è indubbiamente qualcosa di infantile e ruvido nei suoi comportamenti, ed il suo slancio pionieristico è tanto brusco quanto ingenuo: può essere persino violenta, ma mai disonesta, perché se ne frega della diplomazia e l’uomo che la vuole capire dovrà farlo senza aspettarsi suggerimenti, oltre che scansare i suoi colpi o curare da solo le ferite che questi gli hanno inferto, seppur “a fin di bene”…

 

TORO

Jean Marc Nattier:
ENRICA DI FRANCIA IN VESTE DI FLORA (1733)

Com’è diversa la donna Toro! Paciosa, bucolica, appagata nei sensi e a sua volta sensuale, se ne sta pigra e tranquilla ad intrecciare ghirlande di fiori, comodamente distesa su una solida e profumata terra; e se assieme a lei, nel quadro, non vediamo il panierino per il picnic, significa che ha già provveduto a rifocillarsi prima, ed è per questo che ora può concedersi ad un rilassante e gratificante ritratto… tanto lei non ha fretta.

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Il suo sguardo bonario, le sue forme morbide e rotonde, i suoi movimenti lenti, non devono però trarre in inganno: sa essere resistente e testarda come poche altre donne, e farle cambiare parere non è facile. Discutere con lei può snervare, perché non ama il battibecco rapido né il confronto diretto. Si dice che “rumini” i propri pensieri, ed è vero, ma li deve anche assaporare, e poi digerire ed assimilare… solo allora può trasformarli in una risposta, che a quel punto può anche essere diversa dalla propria posizione di partenza ed accordarsi sinceramente con quella dell’interlocutore; poco importa se nel frattempo lui è passato oltre.

Egoista, possessiva, gelosa… sì, ma anche materna, accogliente, vitale, e pragmatica, produttiva, ricca di buon senso. Vuole possedere per dare valore alle cose, e vuole trattenere perché ogni valore è importante e non va disperso ma utilizzato. In fondo non ha tutti i torti, e può essere un’ottima compagna; per chi ha pazienza.

 

GEMELLI

Goya y Lucientes Francisco:
IL PARASOLE (1777)

Sembra impossibile che l’autore di questa splendida immagine sia lo stesso che, nel successivo “periodo nero”, dipinse opere messaggere di stati d’animo tanto diversi! Senza ovviamente dilungarmi nella sua biografia, voglio solo ricordare che, quando dipinse “Il parasole”, Goya era stato finalmente apprezzato come auore, si era sposato, aveva ricevuto buoni incarichi e insomma era felice; in seguito, diverse disgrazie tra cui una grave malattia, trasformarono lui e la sua arte...

Ma anche per questo ho scelto questa sua opera per rappresentare la donna Gemelli: tale segno precede il più introspettivo e sensibile Cancro e rappresenta, dal punto di vista stagionale, il massimo del divertimento della natura, illuminata da un Sole in piena ascesa. Non c’è spazio, in questo periodo, per la malinconia o il senso di fallimento, e non c’è tempo per soffermarsi su ogni esperienza: i semi deposti dall’Ariete, le piante cresciute con il Toro, ora gioiscono senza freni e “comunicano” con la vita producendo colori e profumi, trasmettendosi il polline, maturando attraverso questi scambi!

Guardiamo bene il volto della donna sotto il parasole: i suoi occhi sono un capolavoro di espressione, attenti, birichini, ironici… Sembra ferma ma in realtà è un’anima guizzante, e ci si aspetterebbe quasi di vederla da un momento all’altro alzarsi e scacciare l’ombrellino e il piacente servetto che ombreggiano la sua testolina piena di idee, dimenticandosi di ringraziare e magari con la scusa di far correre un po’ il suo cane. Ma è lei, la donna Gemelli, che vuole correre! E poi non ama i ruoli o i modi ingombranti… c’è un mondo da conoscere, là fuori, cosa stai lì a farle ombra? Se hai fiato per seguirla tanto meglio: avrà un compagno di giochi in più!

 

CANCRO

John Everett Millais:
OFELIA (1852)

Sia chiaro: ho scelto questa Ofelia non per la drammaticità del personaggio, ma per la sua grazia, la sua fragilità, la sua capacità (anzi, tendenza) ad “immergersi” nelle acque della memoria, della fantasia, del sogno. Candida, infantile, delicata, sensibilissima, la donna Cancro mi è parsa insomma ben rappresentata da questa intensa immagine, da quegli occhi stupiti e forse traditi da una realtà troppo dura, e che ora si abbandonano grati come tra le braccia di un dolce sonno.

E’ una descrizione, questa, senz’altro romantica ed estrema, perché nella vita di tutti i giorni la donna Cancro non se ne sta certo continuamente con il naso appiccicato alla finestra a seguire il volo delle rondini, o a sfogliare album di vecchie fotografie vicino al camino… tuttavia ha sempre in sé una sorta di nostalgia, quasi una ferita che risale all’abbandono di un mondo fatato, fatto di fanciullezza, di mamma, di favole, di protezione.
Protezione, ecco: la cerca, la desidera, la chiede e a volte la pretende; se non la avverte, se si sente insicura, allora reagisce con moti di capricciosità e chiusura, rifiutando di verificare sé stessa in un mondo che non corrisponde mai completamente al suo ideale. Affettuosa e fin troppo protettiva a sua volta, non è facile accedere al suo cuore, strenuamente difeso da un involucro esterno paradossalmente più freddo e rigido dei sentimenti che contiene, o meglio delle emozioni di cui spesso si sente in balìa ma che sono anche la sua ricchezza più sincera: tornare bambini, di tanto in tanto, può far bene a tutti…

 

LEONE

Gustav Klimt:
RITRATTO DI MARGARET WITTGENSTEIN (1905)

Beh, nessuno meglio di Klimt ha usato l’oro nelle proprie tele! E niente, meglio dell’oro, sa descrivere l’essenza tutta solare di questo segno, e quindi anche della femminilità leonina!
La donna Leone è qualcosa di incontenibile: passionale, autorevole, magnifica, quasi matriarcale (anche se non ha figli: i cortigiani possono andar bene ugualmente…). La difficoltà ad avere un rapporto con lei, sia di amicizia, di amore o di lavoro, sta nell’accettare questo suo modo di essere letteralmente egocentrico, in cui lei si pone come punto di riferimento principale, per non dire assoluto. Ma se lo si accetta - meglio se sinceramente - sa essere davvero un fulcro di calore a cui attingere senza riserve!
E’ generosissima, purché glielo si riconosca (non solo in privato); protegge e controlla i propri cari come se non potessero mai cavarsela senza di lei. Sa piacere e compiacere, e riveste il proprio uomo di ammirazione e adorazione totale, facendolo sentire un re; e non potrebbe essere altrimenti, visto che lei è regina…

Guai ad abbandonarsi ad un calo di attenzione nei suoi confronti: cadrebbe subito in depressione, perché in realtà il suo fuoco si alimenta della propria emanazione, e se non viene apprezzato rischia di spegnersi.

Certo, ha un modo di offrire ed esprimere sé stessa un po’ immaturo. Può essere invadente ai limiti della sopportazione, ed esagerata, melodrammatica, talmente concentrata su sé stessa da sembrare distratta nei confronti delle intime esigenze altrui: insomma una “prima donna” nel bene e nel male… Ma in fin dei conti, più che una leonessa è una gatta desiderosa di coccole; possibilmente signorili, ben fatte, e soprattutto continue.

 

VERGINE

François Millet:
RITRATTO DI PAULINE ONO (1841)

Curiosamente, anche Millet è nato sotto il segno della Vergine: l’ho ricordato in ritardo, e ne ho ricevuto un gratificante senso di conferma; comunque fuori luogo, visto che è l’immagine ad essere associata al segno, non il suo creatore. Tuttavia tale “coincidenza” mi ha fatto riflettere: forse solo chi vive su sé stesso certi valori, può capire quelli della donna Vergine… inutile negare che, almeno nei luoghi comuni, sia il segno più bistrattato dello Zodiaco, laddove la donna, più che l’uomo, viene descritta come saccente, noiosa, precisina, un po’ fredda…
Ci sarà anche del vero ma sembra eccessivo, e se ogni segno ha un pro e un contro, qual’è allora il lato positivo della Vergine? Osserviamo questa immagine femminile. Lo sguardo è acuto, attento, quasi impaziente o addirittura scocciato; le sembianze non sono particolarmente fascinose ma nemmeno sgradevoli, d’altra parte non sembra ci sia ombra di trucco su quel volto.

E’ una ragazzina che sembra un’adulta o una signora dall’aria giovanile? La prima ipotesi sembra la più corretta: la donna Vergine non è una “ragazzina” neanche da ragazzina, per lo meno non nel senso spensierato e sbadato a cui solitamente si associa l’animo adolescenziale.
E’ vero che, come si dice, difficilmente sa lasciarsi andare, ma non è per freddezza o per una sorta di cronica “ritenzione” dei propri sentimenti… semplicemente non sa esprimersi a caso, ed ha sempre bisogno di conoscere il senso e l’utilità delle proprie azioni, prima di compierle. Aspirazione alquanto difficile da gestire, da cui i vari sensi di colpa o di inadeguatezza, che tuttavia non la trattengono dal criticare la mancanza di senso o di utilità delle azioni altrui, quando il suo occhio inesorabilmente analitico le coglie! Si dice anche che soffra di complessi d’inferiorità. Anche qui, è vero ma non è tutto: la donna Vergine sa di non essere inferiore, e se non intervenisse l’autocensura sospetterebbe persino di essere superiore, e a molti. La sua inferiorità è solo la conclusione logica di un bilancio che sembra sempre in passivo, tra ciò che vorrebbe e ciò che ottiene, o meglio che le si riconosce di aver ottenuto; perchè sì, è dipendente per natura.
Può essere scomoda o comoda, a seconda delle circostanze; e probabilmente i suoi meriti si notano a distanza, mentre i suoi difetti sono palesi. Tuttavia, come disse un saggio amico a proposito di questo segno, “se non ci fossero le Vergini, l’entropia del mondo andrebbe alle stelle”…

 

BILANCIA

Dominique Ingres:
MADEMOISELLE RIVIÈRE (1806)

Baciata da Venere, la donna Bilancia è la biù bella del reame zodiacale! E lo sa, e ci tiene, e se glielo si dice tanto meglio: si schernirà con fare civettuolo ma ne sarà contentissima. Sì, certo, è vanitosa e mondana, ma come si fa a non adorare quel suo visino ben truccato, quei suoi modi raffinati, quella sua voce gentile?
Tra l’altro, non è mica solo una bambolina vuota e fragile, ed anche se le decisioni immediate la mettono a disagio e la indispettiscono, ha le idee molto chiare su come va il mondo, o su come dovrebbe andare. E’ creativa, aperta, disponibile, ma molto esigente... E il motivo per cui non sa dire di no ma si trattiene dal dire , o non sa scegliere tra questo o quello, dipende dalla sua idiosincrasia per le cose tristi, brutte, formalmente grossolane, come appunto scartare qualcosa o dispiacere a qualcuno; anche perchè detesta la solitudine. A lei piace credere in un mondo di armonia e giustizia, in cui i buoni sono la maggioranza e i cattivi... sono in fondo buoni anche loro.

Per questo sa essere molto diplomatica e cordiale, salvo quando deve assistere o, ancor peggio, sottostare a modi aggressivi e volgari, nel qual caso è capace di ritirarsi con un evidente musetto risentito e, se necessario o inevitabile, anche sostenere a testa alta discussioni sull’etica comportamentale o sui limiti del libero arbitrio. Tuttavia, come si dice, la classe non è acqua... e non si creda, con lei, di cavarsela con una bella esteriorità: ne gradirà l’offerta e la partecipazione, ma se dietro non c’è una sostanza corrispondente se ne accorgerà in fretta, ed il suo broncio sarà una punizione peggiore di ogni litigio.

 

SCORPIONE

Henri Rousseau:
L'INCANTATRICE DI SERPENTI (1907)

Ahi! Qui entriamo in zona minata! Le descrizioni che sto facendo sono ragionate, è ovvio, ma anche un po' scherzose e necessariamente generiche: sono certa che le rappresentanti dei vari segni sapranno capirlo, ma la donna Scorpione non è tanto indulgente... Ho sempre detto, di lei, che “è meglio averla come amica”, non come alternativa a non conoscerla affatto (sono dappertutto: non si nota, ma c’è sempre uno Scorpioncino da qualche parte che ti scruta), ma perchè se ti diventa nemica son dolori!
Intelligentissima e affascinante, la donna Scorpione non ha difetti ma armi... che quindi sono un problema solo per gli altri.

E’ un’attenta valutatrice di opportunità, e si concede con perizia tardiva, solo se e quando ha deciso che ne vale la pena; allora ama profondamente e disperatamente, con impeti estremi di gelosia, vendicatività, erotismo. Non esiste il poco, per lei: meglio niente. Non esiste il molto, semmai tutto. Per avere un rapporto con lei senza essere gettati dopo l’uso, bisogna accettare di essere... agitati, prima. Bisogna osare, rischiare, soffrire e gioire fino alle viscere; bisogna urlare (anche in silenzio) il proprio amore o magari il proprio odio, ma per carità mai “confrontarsi serenamente”! La vita è intensità, altrimenti non è vita.

Mi sentirà lo stesso, la donna Scorpione, ma lo dico ugualmente sottovoce: non è proprio tanto “buona”, anzi sa essere anche permalosissima e crudele, se le si pesta la coda (che però è invisibile, anzi occultata, e vattelapesca dove si nasconde); sa di avere potere e lo usa a volte senza troppe remore... Però non c’è nessuna che la eguaglia in profondità. Riesce a costruire, generare, creare anche dal nulla (a meno che non ci sia qualcosa da distruggere nei paraggi); sa risorgere dalle proprie ceneri più velocemente di un gatto, e nella sua lotta per la vita, o con la vita, c’è più coraggio che aggressività. Se si riesce ad averla come amica, beh, effettivamente si vedono anche i suoi pregi...

 

SAGITTARIO

Auguste Renoir:
À LA GRENOUILLÈRE (1879)

Un’immagine del genere riscalda solo a guardarla! Rossa di capelli e cappellino, quella donna sta indubbiamente bene, senz’altro si sta godendo il sole durante una bella gita, e chiacchierando in una pausa fisica - ma non certo mentale - con qualcuno di non meglio identificabile: forse un’amica, oppure il cameriere, la guida turistica, uno straniero di passaggio... non è poi così importante.
La donna Sagittario ha energia da vendere: ama viaggiare, conoscere posti e amici nuovi, imparare nuove cose e poi raccontarle, comunicarle, e pure insegnarle...

Già. Il problema infatti è che straparla, vivacemente e fino allo sfinimento (altrui), e quando lo fa nemmeno un dubbio la sfiora, non un “forse” o un ”non so”, tanto meno spreca il suo tempo con quella barba che chiamano umiltà.
Ammettiamolo: è un po’ invadente, un po’ saccente, niente affatto paziente. E’ più facile conquistarla regalandole un atlante geografico che un mazzo di rose, e ammiccare ambiguamente ad una seratina tranquilla in casa può equivalere a passarsela da soli, la seratina. Ma è la vitalità fatta donna, e con lei è impossibile annoiarsi o deprimersi, anzi, seguendola, è possibile aumentare tanto la propria cultura quanto il proprio peso, indulgendo con soddisfazione tra musei e ristoranti. Inoltre è gradevolissima, sempre radiosa, ottimista, piena di iniziative. Le piace approfondire le cose, ma in senso verticale, raramente in orizzontale: l’idea che qualcuno abbia un punto di vista diverso dal suo non le viene in mente con facilità, ma nel caso il qualcuno insista, allora il suo stupore sarà sinceramente interessato, come a conoscere i costumi di un indigeno africano... e con altrettanta probabilità di modificare i propri, dopo un tale confronto.

 

CAPRICORNO

Felice Casorati:
L'ATTESA (1919)

Lo so che la donna Capricorno è il prototipo della donna in carriera: ambiziosa, grande lavoratrice, calcolatrice sapiente e blablabla. So anche che, del suo modo di essere, ciò che meno piace è la durezza (reale od apparente), l’assenza di dolcezza, di sensibilità, di affettuosità... e so che possiede il senso dell’umorismo più antipatico dello Zodiaco, perchè sarcastico e quasi cinico. Per questo può sembrare stonata l’associazione che di lei ho fatto con l’immagine femminile di questa splendida opera italiana.
Ma proviamo a lasciar perdere ciò che “sappiamo”. Proviamo (ci provo io, intanto) a mettere in parole le semplici impressioni che riceviamo dal quadro: c’è una tavola apparecchiata con diverse scodelle, ma la donna è sola; sembra assopita, stanca, ma ancor più rassegnata all’attesa dei suoi ospiti, per i quali certamente ha preparato con impegno un rinfresco ineccepibile.

Solitudine, fatica, perseveranza... e forza, sì: forza nell’attesa che il tempo premi i propri sacrifici mentre già se ne accettano i probabili ritardi o slittamenti. Anche questo è Saturno.
Altre donne (vediamo se le riconoscete...) avrebbero affrontato la stessa situazione in modo assai diverso: una magari scoppiando in lacrime perchè si sta raffreddando tutto, un’altra lasciando un biglietto affinchè la raggiungano in pizzeria, un’altra ancora smangiucchiando con la scusa di controllare la cottura ed addormentandosi beata alla faccia dei ritardatari... Ma lei, la donna Capricorno, resta lì, al suo posto, a fare semplicemente ma completamente ciò che quel posto - forse ruolo - richiede.
Tra le altre, una sola scodella è posata vicino a lei; è vuota, ma sembra assicurare un pasto non necessariamente solitario: c’è chi sa apprezzare la serietà sorvolando sull’eccessivo rigore, e chi è grato di poter contare su una donna con i piedi per terra e un’intelligenza operosa. Qua si fa sul serio.

 

ACQUARIO

Andy Warhol: MARILYN MONROE (1964)

Strana donna, quella dell’Acquario... ma è davvero una donna? O non è piuttosto un computer antropomorfo, un genio in gonnella, un mito moderno, come quelli per cui tanto si infervora?
Come altre rappresentanti dello Zodiaco, anche la donna Acquario è a volte accusata di freddezza, cioè di mancanza di calore e delle doti “femminili” che a questo si associano. Ma qui il punto è un altro, anzi è oltre: oltre il calore e la freddezza, che sono valori desueti e limitanti, oltre la differenziazione tra donna ed uomo e persino oltre la stessa individualità. I valori veri, i valori nuovi e necessari per progredire sono quelli dell’umanità, e possono essere filosofici o ecologici, politici o scientifici, purchè siano universali.

Naturalmente questa donna sa anche essere madre, moglie, sorella o amante... ma lo è comunque in modo originale, imprevedibile, talvolta imbarazzante. Odia essere inquadrata in uno schema o in un comodo cliché; nel suo look c’è sempre qualcosa di “speciale”, e può cambiare taglio o tinta di capelli senza preavviso, imponendo a figli, parenti e marito (o meglio “partner”) una continua difficoltà a riconoscerla. E’ sempre e soprattutto un’amica, ma non può accettare di personalizzare troppo i propri sentimenti, perchè le porte del suo cuore e della sua casa sono aperte a tutti.
Da questo punto di vista potrà sembrare un po’ distaccata, più interessata a promuovere un’ideologia o a conoscere una nuova tecnologia che alle esigenze interiori del singolo. Ha bisogno di libertà, intellettuale prima ancora che comportamentale, e difenderà i diritti all’autonomia (non solo propri) a qualunque costo. Per una sola questione “di principio” potrà rinunciare a tutto in un attimo, tanto meno tornerà sui propri passi o si cruccerà di venire per questo giudicata un po’ matta.
Ricevere una carezza da lei non è impossibile, semmai raro; ma condividere i suoi ideali, inventandosi ogni giorno un giorno nuovo, può essere assai più appassionante e creativo. Solo l’Ego ne sarà un po’ offeso e frustrato... ma chi l’ha detto che ciò non sia salutare?

 

PESCI

Georges Seurat: POSEUSE (1887)

Anche su questo segno esistono tanti luoghi comuni, ma sono indicatori di pregi, non di difetti. La donna Pesci è la “consolatrice” per eccellenza: compassionevole, buona, disponibile ad accudire i malati partecipando al loro dolore con un trasporto emozionale intenso e spiritualmente elevato...
Come sempre, i luoghi comuni hanno un fondo di verità, per quanto esasperata o parziale. Ed in effetti questa donna possiede una sensibilità fuori dal comune; talmente “fuori”, tuttavia, da non riuscire ad essere elaborata in vera e propria utilità, rimanendo piuttosto a vagare in un mondo eterico e lontano dal reale quanto un’opera lirica da una domenica al bar. Soffre davvero, se vede soffrire... ma a volte soffre talmente da diventare lei stessa bisognosa di cure, mentre magari qualcun’altra si abbasserà a passare in farmacia o a preparare da mangiare. E non si creda che soffra in silenzio o che trasformi tutto in un’estasi mistica: nessuno può capire cosa sente e quanto lo sente! Così, chi le vuol bene si crederà meschino od incompreso a sua volta, e le lamentele dilagheranno come virus...

Mi si dirà che sono eccessivamente critica, ma non è così. Di questa donna è veramente ammirevole la capacità di dilatare e sublimare la realtà, nè ritengo un tale atteggiamento la maschera di una fuga, se fuggendo da un mondo si può comunque accedere ad un altro dalle dimensioni più ampie, magiche, poetiche...

Solo lei sa guardare un bimbo come un miracolo, il volo di un’aquila come l’essenza della libertà, e un fiorellino come un’opera d'arte della natura... però poi non dovrebbe straziarsi al pensiero di tutti i problemi che il bimbo dovrà affrontare da grande, del coniglietto su cui l’aquila piomberà o del piede che calpesterà il fiorellino! Croce e delizia del cuore, la sua percettività potrebbe concentrarsi un po’ di più sulla delizia, e diventare uno strumento evolutivo, oltre che un sentimento.
Della grande avventura zodiacale, lei è lo stadio finale, e quindi anche quello che può gettare il ponte per il ciclo nuovo: della femminilità, della creatività, della spiritualità. Per farlo, per esserlo, deve solo smettere di tremare.



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