IL VECCHIO E IL BAMBINO


di Sandra Zagatti

Pubblicato sul n. 242 di SIRIO

 

 

Il 4 giugno, alle 3.28 italiane (1.28 GMT), Saturno entrerà in Cancro, al termine del suo quasi trentennale tragitto ciclico nello Zodiaco. Il suo passaggio durerà poco più di due anni, e in tutto questo tempo lo stimolo ai valori Acqua del segno andrà a sommarsi all’azione di Urano, da poco entrato in Pesci, altro segno d’Acqua.

I due pianeti inaugurano il rispettivo cambio di segno con una simbolica stretta di mano: un bel trigono che durerà tutta l’estate e che, grazie alla lunga retrogradazione di Saturno, si riproporrà anche nella primavera 2004.
Non sembri un dettaglio da poco. Un trigono Saturno-Urano si forma ogni 45 anni circa, e per ritrovarlo nello stesso Elemento bisogna aspettare molto di più: insomma, non è un appuntamento a cui giungere impreparati. Nel caso attuale, poi, un aspetto così potente non può che essere parte integrante nella valutazione interpretativa del passaggio di Saturno in Cancro, perché assieme alla precisissima opposizione Giove-Nettuno ne caratterizza il tema di ingresso.
saturno_in_cancro.jpg (36246 byte)

 

 

UNA STRUTTURA INTERNA

 

Entrambi gli aspetti – il trigono tra Urano e Saturno e l’opposizione tra Giove e Nettuno – mettono a confronto energie alquanto diverse: Nettuno dall’Acquario chiama ad una vera e propria metamorfosi in senso partecipativo ed universale, mentre Giove nell’egocentrico Leone vorrebbe forse continuare a godersela senza preoccuparsi troppo degli altri o del pianeta… D’altra parte sono entrambi governatori dei Pesci, ed anche Urano, con il suo ingresso nel “loro” segno, spinge ad un rinnovamento della coscienza collettiva. Da questo punto di vista il contributo di Saturno potrebbe anche essere di complice appoggio, sempre che l’umanità riesca ad interpretare saggiamente la sua severa presenza in un segno delicato come il Cancro.

Partiamo da qui. Dalla “delicatezza” del segno femminile per eccellenza, perché governato dalla Luna che in questo tema è presente anch’essa nel segno, quasi a ricordare a Saturno chi comanda, qui; e soprattutto per quale motivo e scopo. Come sappiamo il Cancro rappresenta l’emotività, la passività ricettiva, l’istinto; è legato al passato (inteso sia come storia che come memoria), all’infanzia, alla madre, alla famiglia e alla casa, quindi a tutte le nostre “radici”; ed anche al cibo, alla notte (sonno e sogno), all’inconscio, alle masse. Tutte queste associazioni del principio Luna-Cancro rimandano effettivamente ad ambiti di fragilità, che sono anche quelli in cui il bisogno di sicurezza è più forte: si pensi ad esempio alle donne e ai bambini, oppure alla condizione di vulnerabilità in cui siamo quando dormiamo, o alla necessità primaria di nutrimento. Non viene davvero spontaneo associare a questi valori il tradizionale Grande Vecchio, e non sarà un caso che il suo segno di domicilio, cioè il Capricorno, sia opposto proprio al Cancro!

Ma Saturno è soprattutto “struttura”: struttura ossea, struttura psichica, ed anche intellettuale, sociale, morale. E’ il sostegno necessario per muoversi nel mondo senza perdersi, è il senso dei limiti personali (anelli) che permette di rapportarsi agli altri, è la consapevolezza delle proprie responsabilità e la capacità di agire conseguentemente: una struttura interiore, dunque, che potrebbe volersi sostituire, in senso attivo e propositivo, alla “corazza” esterna ed esclusivamente difensiva del segno…

 

 

I RAMI SECCHI

 

Si dice spesso che Saturno sia un principio di privazione e questo è senz’altro vero, anche se non sempre altrettanto negativo. Ciò che rappresenta in quanto crescita, maturità, inserimento responsabile nella società, sottintende inevitabilmente una privazione di libertà e di istintività: ciò non significa affatto essere frustrati nella propria essenza, al contrario l’insegnamento di Saturno è proprio quello di favorire un’espressione consapevole di noi stessi, così da poter poi offrire il nostro “unico e speciale” contributo alla collettività, come vuole Urano, che lo segue nell’avvicendarsi planetario. Ecco dunque che il passaggio di Saturno in Cancro potrebbe – o dovrebbe – apportare un elemento di razionalità laddove permangono istinti emozionali e comportamenti incoerenti, richiedendo forse alla nostra società una maturazione evidentemente non spontanea; comunque non ancora compiuta, a quanto possiamo vedere.

Si dice anche che Saturno, quando transita, elimini “i rami secchi” con l’aspro ed impietoso taglio della sua falce, ma non si capisce perché ciò debba farci sempre così paura: se i rami sono veramente secchi, non sarà certo Saturno a portare morte ma semmai… a portarla via, eliminando ciò che non serve più per dare spazio a realtà nuovamente funzionali, congrue ed utili; vive, insomma.

Tutto sta a capire quali siano i rami secchi e quanto forte sia la negazione di tale loro realtà, nonché il devoto e in fondo nostalgico ricordo della loro antica vitalità. Se pensiamo al nostro mondo odierno, non dovrebbe risultare troppo arduo identificare i tanti comportamenti che gli individui e le società si trascinano dietro dal proprio Medioevo, come orpelli culturali e comportamentali; né dovrebbe essere difficile accettare di separarsene, visto che non solo hanno terminato la loro funzione, ma pesano ormai come inutile zavorra. Parlo di attaccamento al passato: non di rispetto della storia dei popoli e degli individui, che sono valori sacrosanti, ma della cronicizzazione del senso di sicurezza offerto dal personale “orticello” e che ha ridotto gli inquilini del pianeta a tanti nemici o, alla meglio, sconosciuti; mentre il decantato abbattimento dei confini geografici ha alzato sempre più le barriere umane, irrigidendo la corazza cancerina in una forma non più adatta a contenere i valori necessari oggi; e domani. Da questo punto di vista il trigono di Urano non potrà che collaborare con Saturno, esigendo un nuovo futuro costruibile su basi diverse ed opportunamente ripulite, appunto, dai rami ormai secchi.

 

 

E’ ORA DI CRESCERE

 

Sia chiaro. Non voglio dare ad intendere che il passaggio di Saturno in Cancro possa rappresentare un momento facile o indolore. Il rischio di un ulteriore indurimento degli atteggiamenti umani esiste ed è palese; come quello di un aumento del senso di pericolo collettivo, del senso di precarietà, nel timore di perdere le proprie sicurezze magari a causa di guerre, immigrazioni, depressioni economiche e così via... Ma è proprio questo il punto, e non è certo questione di pessimismo: Saturno in Cancro sottolinea quanto fragili siano, in realtà, le sicurezze prive di un sostegno autentico, perché “radicato” in una cultura in linea con i tempi (in senso evolutivo e non solo contingente); per cui l’aumento di un tale timore è un tentativo estremo, nel percorso costruttivo che Saturno attua con il suo ciclo, di farci desiderare – e quindi comprendere – una sicurezza più vera, profonda e stabile.

L’umanità di oggi, dopo l’euforico ottimismo scientista che ha caratterizzato il suo recente passato, vive indubbiamente una fase di disagio e rimpianto. Rimpianto non troppo consapevole, in verità, né del “cosa” né del “perché”: tuttavia è forte e diffusa la percezione di qualcosa che non è andato come doveva, o meglio come si sperava. Altrettanto forte è il senso di perdita di tanti – forse solo alcuni, ma fondamentali – valori, buttati via come bambini assieme all’acqua sporca; o per lo meno questo sembra essere il sospetto, a metà strada tra un capriccioso lamento e uno scomodo senso di colpa...

Ma il Cancro non è un segno di valori sociali, bensì di valori individuali o meglio intimi: è il segno che conserva la nostra memoria proprio affinché non dimentichiamo “da dove veniamo” quando ci trasformiamo in qualcos’altro, e quindi non sia infeconda la gestazione con cui Luna e Sole – dal Cancro al Leone – produrranno nuovi frutti; quegli stessi frutti che la Luna già tiene in sé come passato potenzialmente fertile, per con-tenerli in futuro. Il Cancro ci parla di noi, di un “antico bambino” che sempre si rinnova attraverso lo stupore dei sentimenti più semplici e puri, protetti all’interno di ogni organismo cosciente (individuo, famiglia, nazione) e in quanto tali più fragili, perché solo se ancora vivi non verranno portati via da Saturno. Al contrario, Saturno chiederà al bambino di diventare grande: non rinnegando ma appunto diventando sé stesso; non invecchiando ma sostituendo la dipendenza (senile o infantile, sarebbe sempre tale) con l’autosufficienza, l’appoggio esterno con il sostegno interiore.

 

 

FIDUCIA E TENACIA

 

Non è una “privazione dell’infanzia”, come si potrebbe pensare accostando un po’ troppo letteralmente, a mio avviso, il “senex” saturniano al “puer” cancerino… Un tempo i vecchi erano un riferimento di saggezza, e il loro rapporto con i bambini era più complice che paternalista, più amichevole che educativo. Paradossalmente erano i nonni ad aiutare i nipotini a distaccarsi dai genitori, perché il solo-passato dell’esperienza vissuta può e sa comunicare con il solo-futuro dell’esperienza ancora da vivere; ed anche questa è un’alchimia da recuperare, se vogliamo superare a testa alta il passaggio di Saturno in Cancro. Perché per il mondo sarà comunque una crisi di crescita, proprio come quelle che i bambini appunto vivono nell’età dello sviluppo, in cui da un lato avvertono la scomodità e la fatica che la maturità richiede, e magari rimpiangono la protezione totale dell’infanzia, mentre da un altro sentono il bisogno ribelle di conquistare la propria autonomia: anche in questi casi, sembra che Urano e Saturno si alleino affinché ciò che deve essere sia.

Così, Saturno probabilmente minaccerà le nostre comode abitudini compromettendo il senso di protezione esterna; inutile illuderci. Ma offrirà al suo posto la possibilità di un rafforzamento reale e durevole, richiedendone comunque una verifica sul campo della vita. Non solo il trigono Urano-Saturno, ma anche l’ascendente Ariete di questo tema – con Marte in avvicinamento ad Urano – ci parla della necessità di trasformare le idee in azioni, la cultura in comportamento nonché, appunto, il passato in futuro. Ciò non sarà affatto facile, e l’opposizione di Plutone al Sole ce lo conferma; ma il Medio Cielo in Capricorno si allea a Saturno invitando alla tenacia, mentre lo stesso Plutone sostiene Giove in Leone e quinta casa, ricordandoci il potere creativo della fiducia e della volontà.

 

TORNA AD ARTICOLI PERSONALI

HOME