NON SOLO ASTROLOGIA

NON SOLO ASIA

 

L’emendamento delle cose guaste… (I King, 18 – Ku)


di Sandra Zagatti

 

 

Di fronte al dolore credo che solo il silenzio sia opportuno. Più rispettoso, più congruo, più sensato di tante parole che, per lo meno io, non ho voglia di pronunciare o ascoltare. Non ho voglia di “analisi”, fossero anche astrologiche. Per questo, nonostante diverse richieste, non ho voluto interpretare il contesto celeste della tragedia in Asia e non lo farò. Mi si potrebbe obiettare che, forse, è perché non ne sono capace… e non ho problemi ad ammetterlo: è esattamente così. Certo potrei cavarmela ricorrendo al mestiere, a valutazioni manieristiche o ad equilibrismi filosofici, ma di fatto, davvero non so cosa dire: non so “perché” è accaduto ciò che è accaduto, e nemmeno oso fare ipotesi o mi permetto di pretenderlo. Guardo quel cielo e sento solo il pianto della terra: del pianeta, e dei suoi abitanti.

Tolomeo, che pure di astrologia se ne intendeva assai più di me, scriveva nel suo ancora attuale Tetrabiblos: “gli eventi contemplati dall’astrologia universale sono governati da cause naturali più potenti e di portata più vasta di quelle che producono gli eventi particolari; poiché d’altronde le nature più deboli soccombono sempre alle più forti e le cose parziali sono assorbite dalle globali…” (II,1/2-3).

Già. Questa è la difficoltà primaria per chi si cimenta nell’astrologia mondiale: riconoscere i confini tra conoscenza e presunzione, tra esperienza e immaginazione. E fermarsi prima della soglia del mistero per non profanarne la sacralità, paradossalmente impedendosi, proprio in quel modo, l’accesso ad altre risposte, forse ad altre domande.

Il saggio Libro dei Mutamenti ha risposto alla mia domanda con queste parole: “Ciò che fu guastato per colpa degli uomini può essere di nuovo emendato dal lavoro degli uomini”. Io guardo le immagini di tanta devastazione e penso alla cementificazione e alla deforestazione con cui abbiamo sconvolto gli equilibri idrogeologici, ai sotterranei esperimenti nucleari che spesso generano o forzano l’attività sismica, al petrolio che inquina il mare e i rapporti tra i popoli, alle malattie della povertà e a quelle del benessere…

 “Non è un destino ineluttabile. Ciò che ha condotto alla corruzione è anzi la conseguenza dell’abuso della libertà umana. (…) Al posto dell’indifferenza e dell’ignavia che hanno condotto alla corruzione, devono intervenire risolutezza ed energia, perché alla fine possa seguire un nuovo inizio”. Io penso ad Urano in Pesci – terremoto nell’oceano – dove rimarrà quasi per altri sette anni, a simboleggiare ed incitare la libertà più coraggiosa, le scoperte più innovatrici, il progresso più audace. E penso, anzi spero, che non si tratti solo di scienza, ma anche e soprattutto di coscienza.



Di fronte al dolore si può anche pregare. Per chiedere aiuto, per chiedere perdono.

 

Forlì, 31 dicembre 2004

 

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