UNA SCELTA DI VITA
(l'ingresso del Nodo Nord in Toro)


di Sandra Zagatti

Pubblicato sul n. 240 di SIRIO

 

 

Come sappiamo, i Nodi lunari (Nord e Sud) sono i due punti, opposti tra loro, in cui il percorso della luna intorno alla terra interseca quello della terra intorno al sole: da un punto di vista astrologico, cioè geocentrico, sono dunque i punti di contatto tra l’orbita apparente del sole (eclittica) e l’orbita lunare; nonché i punti in cui avvengono le eclissi, quando la Luna Nuova o Piena si forma in loro prossimità.

Il movimento dei Nodi lungo l’eclittica è retrogrado e relativamente lento: per percorrere l’intero Zodiaco impiegano infatti circa 19 anni; un anno e mezzo in ogni segno. Il 14 aprile il Nodo Nord entra nel segno del Toro, dove rimarrà sino alla fine del 2004. Come per i pianeti più lenti, questo passaggio da un segno all’altro viene considerato un evento significativo per l’astrologia; poiché tuttavia i Nodi non sono corpi fisici bensì punti sensibili, riuscire a cogliere cosa cambia con il loro cambiamento di segno non è sempre facile e tanto meno ovvio, pur rappresentando una necessaria pausa di riflessione all’interno del viaggio zodiacale.

 

 

NOSTALGIA DELLA LUCE

 

Ho detto che i Nodi sono punti sensibili perché, a differenza di pianeti, asteroidi o stelle fisse, non hanno una realtà materiale ma solo geometrica; questo almeno sul piano astronomico. La loro valenza su tale piano non è comunque da meno per questo, visto che riescono a generare il fenomeno delle eclissi, cioè l’oscuramento dei Luminari quando ne ospitano la congiunzione o l’opposizione.

Ma in che senso sono “sensibili”, e a cosa? Evidentemente al rapporto tra luce ed ombra, di cui evidenziano e governano da sempre l’ineluttabile mistero, direzionandolo sulla strada della coscienza passo dopo passo, attraverso il confronto e le verifiche rappresentate dalle posizioni che assumono nel cielo collettivo e personale. E’ proprio per questo che i Nodi sono considerati protagonisti dall’astrologia esoterica ed evolutiva, in particolare dall’astrologia karmica. Se infatti il Sole rappresenta la fonte di vita e le aspirazioni più elevate dell’uomo, se la Luna rappresenta il radicamento alla vita stessa nonché i legami ed i bisogni umani più intimi, ciò che accade quando i Luminari si oscurano è di importanza essenziale, perché rappresenta comunque una domanda: sui desideri e sulle necessità, appunto, e dunque sul loro motivo d’essere.

Questo perché l’assenza genera naturalmente una mancanza, forse addirittura una nostalgia, e – ammettiamolo – è solo quando ci manca qualcosa che riusciamo a capirne l’insostituibile funzione. Per il loro legame funzionale con le eclissi, i Nodi portano sempre con sé una… nostalgia della Luce, e quindi un fortissimo richiamo per l’anima nei confronti della propria verità, antica ed attuale: è questo il motivo per cui vengono associati fin dall’antichità al karma che ci trasciniamo dietro, come zavorra ma anche come bagaglio per il nostro viaggio, e al dharma che ci chiama verso il nostro fine evolutivo. I Nodi dunque “vengono al pettine” di segno in segno, evidenziando nel loro ciclico movimento assiale le polarità intrinseche nella vita e l’urgenza evolutiva di integrarle in un unico insegnamento: il Nodo Sud indica il passato, le strade già percorse e da comprendere, per poterle superare; il Nodo Nord il futuro, le vie ignote e forse persino in salita ma che appartengono al nostro destino come richiesta e possibilità di crescita e miglioramento, esteriore ed interiore. Questo sempre, ma ogni volta con un segnale specifico e relativo al presente, all’oggi, al “qui ed ora”, che ci chiama a risolvere qualcosa di noi in un arco di tempo a noi necessario ma anche sufficiente per rispondere; se vogliamo.

 

 

PIÙ VITA E MENO MORTE

 

Vediamo dunque cosa possono volerci dire i Nodi con il loro passaggio sull’asse Toro-Scorpione: un asse fortemente “destinico” nel suo richiamo al binomio vita-morte. Sappiamo infatti molto bene quanto il segno dello Scorpione si “opponga” in ogni senso a quello del Toro nelle dinamiche di approccio all’esistenza e di legame con essa, laddove il Toro è concretizzazione, possesso, identificazione attraverso il senso di appartenenza, mentre lo Scorpione è dissoluzione, distacco, rigenerazione attraverso la separazione.

Vita e morte, ho detto, ma dovrei essere più precisa: “vita” è il Toro, lo Scorpione è “morte-rinascita”; quindi la fase rappresentata da quest’ultimo segno sembra porsi sia all’inizio che alla fine della fase rappresentata dal Toro. Non c’è vita senza nascita, non c’è rinascita senza morte: ecco l’indissolubile legame tra questi due segni, che come le altre coppie zodiacali ritroviamo sempre uniti in qualche modo in ciò che sentiamo e facciamo, a tutti i livelli del nostro essere, quando ad esempio un eccesso di attaccamento a cose o persone (Toro) può richiederci od anche imporci un allontanamento salutare per la nostra dignità individuale, ed un eccesso di distacco (Scorpione) può viceversa invitarci a recuperare quella condivisione e partecipazione che la Natura infonde ovunque.

Ma è appunto il Nodo Nord ad entrare in Toro, in questo periodo: quindi è questo segno a richiamare su di sé l’attenzione, dal punto di vista di una consapevolezza e volontà di crescita, mentre il Nodo Sud segnala cosa, dello Scorpione, è tempo di superare ed abbandonare. Sul piano del karma individuale ciò potrebbe significare, in particolare per i segni fissi (Toro, Scorpione, Leone, Acquario), già da tempo soggetti a cambiamenti e bilanci dai transiti planetari, la necessità di riconsiderare la propria esistenza alla luce di un “nutrimento” meno ingordo ma più sano, più profondo e vero, più fecondo: “Adopratevi non per il cibo che perisce, ma per quello che dura in vita eterna” (Giov. 6.27). Chi ha in questi segni alcuni pianeti personali (o i Nodi stessi), ben conosce quanto sia difficile mantenere un’autonomia pur nel rapporto con gli altri e con la vita, e spesso si è dovuto confrontare, volente o nolente, con l’istinto fagocitante del proprio od altrui comportamento. Ma è proprio questo atteggiamento che il Nodo Nord in Toro vuole risanare: il termine “karma”, di per sé, ha a che fare soltanto con l’azione, o meglio con gli effetti delle nostre azioni, sui quali è inevitabile che dobbiamo confrontarci, prima o poi; tuttavia questo potrebbe essere il momento giusto per dare nuove cause, nuove motivazioni al nostro agire, ritrovando da un lato quella semplice ma tanto rara capacità di gioire per ciò che abbiamo, e da un lato imparando a rispettarne la ricchezza e a condividerla senza egoismo.

 

 

UNA NUOVA SCALA DI VALORI

 

Come ho detto i segni fissi potranno essere quelli maggiormente stimolati in tale direzione, ma i passaggi dei Nodi riguardano le tappe dell’umanità nel proprio cammino storico, per cui tutti saremo in qualche modo chiamati a definire una nuova scala di valori esistenziali, più in sintonia con la nostra natura e con la natura umana in genere. Ciò potrà richiedere modifiche o correzioni, non necessariamente radicali ma significative, a livello di rapporti interpersonali o di lavoro, e comunque interiori, in cui certe priorità dovranno essere rispettate o sostituite. E’ importante ricordare che quest’anno anche Saturno ed Urano, con il loro ingresso in segni d’Acqua, parteciperanno a richiamarci verso azioni e caratteristiche di maggiore sensibilità e spontaneità: rispettivamente dal Cancro e dai Pesci, entrambi formeranno un armonioso e vitale aspetto di sestile al segno del Toro, ma è soprattutto lo scioglimento della quadratura di Urano dall’Acquario a far sperare nel riequilibrio tra la tecnologica “vita moderna” e la vita più vera e naturale, e in fondo il bellissimo trigono tra Saturno ed Urano è come un “calumet della pace” tra passato e futuro, tradizione e progresso, vecchio e nuovo…

E a proposito di pace, il monito simbolicamente lanciato dall’ingresso del Nodo in Toro appare significativo ed assai opportuno, in questo periodo, anche a livello di karma collettivo. Troppi sono i drammi a cui abbiamo assistito in questi pochissimi, ultimi anni: troppe guerre, troppe catastrofi naturali, troppo odio e terrore… troppa morte, appunto. Ed anche troppa smania di conquista, di territori e culture, religioni e ideologie. Da questo punto di vista è un sollievo che la lunga opposizione tra Plutone e Saturno si sia ormai sciolta, dopo aver tanto gravato sulla capacità (e lucidità) di “comunicazione”; ma evidentemente c’è ancora molto da lavorare per purificare questo aspetto dell’Ombra collettiva che, come un buco nero, sembra divorare ogni memoria degli errori già compiuti dall’umanità, dei dolori già provati eppure ancora e sempre, tragicamente, rinnovati. E c’è senz’altro da fare attenzione alla congiunzione Marte-Nettuno che si formerà in opposizione a Giove in Leone, quadrando il segno del Toro proprio quando il Nodo starà avvicinandosi al Sole, perché la smania espansionistica, come l’integralismo politico o religioso, non è un vizio facile a perdersi e soprattutto non è un vizio di pochi. Questo sarà un momento molto delicato, e non sarà nemmeno l’unico purtroppo: la posta in gioco è alta e l’umanità non ha più molto tempo per evitare una scelta di vita palesemente rimandata fin quasi all’oblio. La dinamica sollecitata dai Nodi sull’asse Toro-Scorpione dovrà quindi trovare in fretta espressioni evolutive per tutti e da parte di tutti: l’abbandono degli interessi di parte, ad esempio, o la difesa del proprio “territorio” che non passi attraverso la distruzione di quello altrui... ma anche la salvaguardia dei diritti universali (e proprio per questo diversificati) nei confronti dell’alimentazione, della salute, dell’autosostentamento, nonché delle culture e tradizioni locali.

In attesa che il Nodo entri in Ariete, che prima di essere il segno della guerra è il segno della Primavera, auguriamoci di interpretare questo suo passaggio in Toro, nel tempo che ci concede, come la migliore forza che il segno stesso rappresenta: creativa, paziente, protettrice e nutritiva. La forza dell’amore per la vita, fuori e dentro di noi.

 

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