| La diffusione della New Age negli ultimi anni è stata
incredibile: seme in parte deposto dai movimenti hippy tra gli anni 60 e 70,
è rimasta in incubazione fino allinizio degli anni 90, quando i suoi
germogli, nati rigogliosi, si sono poi propagati in tutto il mondo, incrociandosi (a volte
per fortuna, a volte purtroppo) con piante di diversa natura.
Pur nella mia istintiva e in parte sbagliata ritrosia verso tutto ciò che è un
po troppo collettivo, mi sono interessata ed appassionata subito a questo
movimento culturale, che vedevo come una proposta giusta, valida ed essenzialmente
veramente nuova; perdonandone la palese semplificazione in nome di una necessaria o
comunque utile divulgazione.
Cosa proponeva, in fondo, la New Age? Sostanzialmente, il recupero di uno stato di
equilibrio ed integrazione con luniverso, che presupponeva il rispetto per la natura
(rivisitata nei suoi aspetti terapeutici, formali, musicali), lamore per gli esseri
umani, il cosiddetto pensiero positivo, e in generale un rapporto con la
dimensione spirituale più autentico e spontaneo, anchesso semplicemente da
recuperare e quindi libero dalla necessità di intermediari (e forse è
proprio questo che la Chiesa non ha gradito
).
Recupero, dunque, non invenzione: questa era la vera novità. Leggendo i titoli delle
conferenze, dei corsi, dei libri ad orientamento New Age ovunque pubblicizzati, era facile
notare linsistenza sul prefisso ri nella terminologia adottata: Risveglia
il bambino interiore, Ricrea la tua vita, Rigenera il corpo,
Rivivi le esistenze precedenti, Ritrova te stesso, Riscopri
la felicità
e via di
questo passo. Tutte esortazioni al ripristino di una consapevolezza perduta o dimenticata
ma ancora necessaria ed anzi sempre più urgente per far luce in tempi così oscuri.
Una cultura del genere, mi dicevo, non può far male: farà poco, forse, e a pochi, ma qua
e là qualche buon messaggio potrà giungere, e in sintesi il messaggio vero, il messaggio
veramente nuovo, era quello olistico. Ma ora mi chiedo se quel messaggio sia
stato davvero ricevuto, o colto nel suo significato; perché, se la mia simpatia nei
confronti della New Age non è sbagliata in teoria, in pratica vedo ormai che
limpatto con la vecchia realtà culturale ha generato frutti fin troppo strani, e
non solo positivi
Hólos, in greco,
significa intero. LOlismo è e dovrebbe essere dunque un modo di vivere
e di capire la vita come un tutto, e non come un insieme di parti, nella coscienza che
lintero sia superiore e maggiore della somma; al contrario di ciò che potremmo
chiamare riduzionismo, per cui si ritiene possibile comprendere un intero solo
mediante e dopo la comprensione delle sue componenti. Insomma, la solita storia
dellalbero e della foresta.
Meravigliosa meta-visione olistica! Ne ero già innamorata a metà degli anni 80,
quando meditavo sui paradossi logici e sulla pittura di Escher: geniale suggeritore di
quanto la relatività sia illusoria e di quanto sia fondamentale, invece, per abbracciare
un panorama, non esserne parte!
Purtroppo, una svista non riconosciuta come tale può avere gli stessi nefasti
effetti di uninvisibile cellula tumorale su un tessuto sano, e sostenere una visione
olistica è semplicissimo, oltre che salutare, ma ad una condizione: che non si perda mai
la messa a fuoco sullintero, concentrandosi ed identificandosi con una sua parte,
perché ciò significa tornare indietro; e farlo peggio ancora con la
presunzione di andare avanti.
Avevo da tempo il sospetto che levidente assenza
direi lallontanamento della scienza astrologica (considerata, forse, troppo
vecchia) dalle discipline, pur numerosissime e variegate, della New Age, fosse
un particolare non trascurabile ed un pericoloso segnale: più che una carenza, una vera e
propria perdita di un sistema di riferimento e di controllo superiore e
maggiore
Ma non mi aspettavo che gli effetti culturali di questa
proliferazione diventassero anche, e così in fretta, di distorsione.
Quando, di recente, ho visto su una rivista la pubblicità di una tra le tante
associazioni New Age, sono rimasta esterrefatta: Scuola di ricerca
olistica: corsi di yoga olistico, di shiatsu olistico, di karate olistico
Per
un attimo ho pensato si trattasse di uno scherzo, e sono stata persino tentata
dallidea di organizzare in Romagna un corso di mazurka olistica
ma in breve ho
capito che non cera proprio nulla da ridere, e che il solo pensiero di uno yoga
non-olistico era allucinante.
Sfogliando in altre riviste, ho trovato inserti in cui si pubblicizzavano sedute per massaggio
vibrazionale, lampade a raggi UVA per ripristino energetico, manicure, pedicure, ceretta e
peeling su tutto il corpo (olistico, insomma). Non parliamo poi delle
camminate sul fuoco, che mi aspetto vengano ormai proposte anche dalla Valtur, o di altre
assurdità: in fila alla biglietteria di un convegno, qualche anno fa, davanti a me
cerano due signore di mezza età che si confidavano il miglior operatore per farsi
aprire i Chakra come se parlassero di parrucchieri o verdurai di fiducia
Cosa sta accadendo? mi sono chiesta. Ed ero ancora assorta in tale interrogativo quando
lho visto. Era proprio lui, a tutta faccia su un volantino: il luminoso
dirigente del terzo millennio dallo stipendio di giada (per dirla con i comici di
una vecchia trasmissione televisiva), il grandioso Anthony Robbins, colui che ha trovato
sé stesso e che, con comode rate mensili, si offre di trovare pure noi! Altro che
musichine e incensi per la meditazione trascendentale: prendi in mano
il tuo destino! Altro che bambino interiore: risveglia il
gigante che è in te! Altro che pappette vegetariane: migliora il tuo
stato fisico, mentale e finanziario!
Per finire, altro che anima e cuore, amore e comunione: sprigiona il
potere dentro di te!
Ecco: il potere. Ecco lombra della New Age, ed insieme
temo il suo fallimento. Ci si poteva anche pensare, visto che è nata in
pieno transito di Plutone in Scorpione, con Urano e Nettuno ancora in Capricorno
ma
già, dimenticavo che lastrologia è roba da matusa! Comunque la sua dimensione
culturale sembra ormai orientata in grandissima parte (non completamente, per fortuna) dal
recupero di uno stato di naturale serenità alla sua pretesa, e la
coscienza appena risvegliata di essere un tutto non è riuscita a rimanere ancorata alla
dignità di cui solo lumiltà può investirla; come se essere un tutto equivalesse ad essere (e ad avere)
tutto
I temi dei convegni hanno preso un andazzo che mi piace assai poco, e un po ovunque
si propongono esperimenti di psicofonia, telepatia e veggenza, corsi di guarigione ed
autoguarigione con il potere della mente, si esalta la
capacità di crearsi le esperienze e le emozioni desiderate, e lo sviluppo dei sacri poteri
E
cè persino chi si offre di insegnare una nuovissima
forma di ipnosi conversazionale (specificandone ovviamente la differenza da
quella clinica, soggetta a controllo e a qualifica) come strumento idoneo
a superare barriere, per fare arrivare un messaggio ma anche superare eventuali
resistenze, in cui lintento di chi emette il messaggio è di manipolare la scelta
dellinterlocutore
Fantastico,
no?
Non so quando è successo, perché allinizio non era
così, eppure è successo: le persone hanno di nuovo confuso le parti con il tutto,
semplicemente per il solito, vecchio, vizio di
preferirne alcune, rifiutandone altre. Rifiutando di capire le proprie paure e pensando di
potersene così liberare; rifiutando di ammettere la propria piccolezza e illudendosi
così di sentirsi più grandi; rifiutando di fatto lautonomia e
responsabilità coscienziale ed affidandosi così ad illuminati gestori della
propria fragilissima sfera emozionale. Come sempre, ciò che sembra una scorciatoia
diventa un vicolo cieco, se si perde di vista la mappa e il traguardo per cui era stata
tracciata (già, lintero
).
Lerrore è stato nel non saper riconoscere la svista, il punto
fondamentale: lo stesso per cui, quando diciamo di aver compiuto 40 anni, sottindendiamo
laver realizzato ed elaborato, in noi, quella
quarantennale esperienza, perché è con essa che affrontiamo il nostro quarantunesimo
anno, ancora tutto davanti a noi; così come quando uno studente viene promosso alla terza
liceo, e affronta i nuovi insegnamenti grazie alle nozioni apprese in seconda, perché
sono quelle le sole che possiede. Così, per
quanto si possa osannare allavvento della Nuova Era, questa è ancora tutta da
conquistare, come tutto da conquistare è anche ciò che di veramente nuovo può dare: in
parole povere, sarà pure lEra dellAcquario, ma la cultura con cui la stiamo
vivendo è ancora quella dei Pesci.
Se non abbiamo ben chiaro questo punto, ciò che dovrebbe essere un naturale passaggio
evolutivo rischia di divenire una convivenza mal riuscita tra valori che non si
riconoscono a vicenda e che addirittura si confondono, offrendo in tal modo i propri
aspetti peggiori perché assurdamente (ed inconsapevolmente!) competitivi. Un risultato di
ciò è già evidente negli inviti alla libertà
che si trasformano in dipendenze nei confronti
di coloro che si propongono di aiutarci a raggiungerla, nei tanti ideali fondati su illusioni, nellevoluzione della coscienza che si è incagliata
nella fissazione della guarigione del corpo, e
in quella visione distaccata che voleva
comprendere in un solo sguardo ed abbraccio lintera umanità, e che purtroppo sta
invece diventando una visione soltanto lontana dallumanità e ad essa sempre
più estranea, in cui persino letica ha assunto contorni nebulosi.
Era nuova, sì, la
Nuova Era
ma temo non lo sia più. Temo sia diventata vecchia mentre era ancora
giovane; o forse è rimasta vecchia, senza nemmeno accorgersene.
Certo, dalle tante cose che ha seminato, qualche bella piantina è nata, e mi auguro che
possa ancora riprodursi su terreni diversi, così che quella sua speranza e
quelloccasione di rinnovamento non vadano sprecate. Perché ciò accada, è tuttavia
necessario lasciar perdere i sogni di potere e cogliere una reale possibilità,
ripristinando davvero una condizione perduta: non di grazia, di
illuminazione o chissà che, ma di serio impegno, di disponibilità, di
onestà morale ed intellettuale. Per dirla tutta, di verità. |