UN'ECLISSE DOPO L’ALTRA


di Sandra Zagatti

Articolo pubblicato sul n. 247 di SIRIO

 

 

 

Nel mese di novembre il cielo ospiterà le eclissi totali di entrambi i Luminari: prima si oscurerà la Luna, il giorno 9 (01.19 GMT), poi sarà la volta del Sole, il giorno 23 (22.49 GMT), cioè ovviamente dopo due settimane, quando la Luna avrà compiuto mezzo giro dello Zodiaco, passando dalla opposizione alla congiunzione al Sole sull’asse nodale. Il Sole stesso, intanto, avrà terminato il suo percorso nel segno dello Scorpione entrando in Sagittario il giorno 22, seguito il giorno dopo dalla Luna.

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Se consideriamo che l’aspetto caratterizzante le due configurazioni di eclisse è l’opposizione Marte-Giove, cioè tra i rispettivi governatori di Scorpione e Sagittario (Marte, pur essendo il governatore antico dello Scorpione, forma un quadrato proprio con il governatore moderno, Plutone), questo passaggio di segno risulta ancor più significativo e protagonista. Vediamo come, vediamo perché.

 

 

UN CAMBIAMENTO SOFFERTO

 

Entrambi i temi, domificati per Greenwich e quindi considerati nel loro significato generale, vedono l’opposizione Marte-Giove collocata sull’asse tra prima e settima casa. Ad essere precisi è soprattutto Giove a caratterizzare la prima casa: nel tema dell’eclisse di Luna è addirittura congiunto all’Ascendente. Nello stesso tema Marte è congiunto al Discendente, ma già sotto l’orizzonte, in VI casa; mentre nel tema dell’eclisse di Sole è in settima ma lascia il Discendente ad Urano, che vi si congiunge proprio mentre quadra i Luminari.

Situazione complessa, si dirà. E in effetti, dopo un paio di anni contrassegnati dall’asse Gemelli-Sagittario, con la lunga opposizione Saturno-Plutone che ha coinvolto anche i Nodi, oggi il quadro celeste comincia a differenziarsi, con l’inserimento di nuovi dati. Nel frattempo, infatti, il Nodo Nord ha lasciato i Gemelli, rendendo ogni eclisse, per almeno un anno e mezzo, caratterizzata dall’asse Toro-Scorpione; anche Saturno ha lasciato i Gemelli per entrare in Cancro ed Urano ha fatto il suo primo ingresso in Pesci, tornando solo per questi mesi in Acquario. Tutto ciò non può non rappresentare forti istanze di cambiamento: indubbiamente sofferte, se non altro perché poco spontanee, ma anche eloquenti nonché – diciamolo – motivate.

Da questo punto di vista assume particolare interesse il fatto che l’opposizione di Giove a Marte coinvolga l’asse Vergine/Pesci, mettendo a diretto confronto (o sarebbe meglio dire scontro) il “sistema”, rappresentato da Giove in Vergine come ordine e potere costituito, ed una forza più ribelle ed aggressiva, perché sostanzialmente insoddisfatta, rappresentata da Marte in Pesci. A dirla tutta, l’insoddisfazione pare reciproca, perché Marte in Pesci non ci sta certo molto bene, e diventa più lamentoso che determinato, al limite del fanatismo un po’ paranoide; ma Giove in Vergine è addirittura in esilio, e quindi a sua volta sembra più “arroccato” su posizioni conservatrici che autorevole. In pratica il segno della Vergine sembra qui porre l’accento su tutte le regole consolidate, nonché le acquisizioni politiche, economiche, culturali a cui la società si è conformata o si “deve” conformare (in tal senso il sestile di Giove a Saturno può essere considerato un rafforzativo). Dall’altra parte troviamo, appunto… l’opposizione; rappresentata dal segno dei Pesci come disordine, confusione e soprattutto destabilizzazione di confini o di norme troppo restrittive, che la presenza di Marte colora di una combattività sostenuta da ideali ma minata da continui sospetti (quadratura di Plutone) non sempre obiettivi o fondati.

 

 

REALTA’ VIRTUALE, REALTA’ MALATA

 

Da un punto di vista locale, diciamo italiano-europeo, sembra fin troppo facile l’associazione tra la “maggioranza” (ad esempio parlamentare) e la “minoranza” che vi si oppone, anche considerando il fatto che, per queste domificazioni, la dialettica tra prima e settima casa diventa dialettica tra dodicesima e sesta, trasformando le guerre in guerriglie, tensioni interne e continui “battibecchi”, magari sulle solite questioni irrisolte del tipo lavoro-sanità-previdenza; ma curiosamente l’analogia potrebbe spostarsi, in modo altrettanto corretto, nella polarità tra il governo di “pochi” e il malcontento di “molti”, in cui gli stessi termini appena usati assumono valenze meno relative e contingenti…

Ecco dunque che l’approccio più superficiale, se non apparente, comincia come sempre a mostrare le proprie lacune, chiedendoci di modificare la nostra interpretazione in senso qualitativo, scavando in profondità alla ricerca dei significati più veri. In fondo un tema astrologico, per quanto possa ruotare intorno ad una opposizione, non è fatto solo di questa: ugualmente i conflitti che vediamo ogni giorno intorno a noi e che la televisione non manca di descriverci con ambigua voluttà, che si tratti di scontri politici o, purtroppo, di guerre vere e proprie, rappresentano soltanto un aspetto – forse nemmeno quello più grave – di una generale disarmonia che negli ultimi decenni è dilagata nel nostro pianeta fino ad intaccarne ogni realtà. Non solo politica, insomma: ma natura, cultura, coscienza del reale e conseguente responsabilità comportamentale.

Ho citato la televisione come esempio, perché da questo punto di vista il passaggio di Nettuno in Acquario sembra non aiutare molto il necessario processo di consapevolezza e crescita, visto che l’utilizzo a scala mondiale dei mezzi di comunicazione e informazione ha aumentato il pubblico (e gli attori) di quella “esposizione delle piaghe” tanto cara alle più basse espressioni nettuniane quanto più generosa di alibi e di realtà virtuale. La realtà vera, invece, è forse meno cruenta ma anche meno semplicistica. E’ complessa, ormai direi soprattutto complicata dal troppo tempo trascorso a negarla, abbellirla o retoricizzarla, e l’ingresso di tanti pianeti in segni d’Acqua dovrebbe stimolarci a cercarla, trovarla, riconoscerla e finalmente – si spera – guarirla.

Ecco dunque che, tornando alla dialettica Vergine-Pesci, possiamo guardare agli ambiti di immediata associazione che ho citato (lavoro-sanità-previdenza) in modo diverso e più ampio. Lavorare significa operare, agire, insomma fare: quindi esprimere sé stessi in modo costruttivo e finalizzato, autonomo o partecipativo che sia, e non solo svolgere più o meno volentieri o più o meno bene una qualche attività per “tirare a campare”. La sanità, o come si dice oggi la “salute pubblica”, è innanzitutto una “salute privata”, vale a dire una consapevolezza individuale di cosa significhi essere sani: come persone, come società e come pianeta. Da questo punto di vista l’ignoranza è paradossalmente cresciuta proporzionalmente al progresso e a quello che insistiamo a chiamare “benessere” nonostante ci abbia portato a non sapere più né cosa mangiamo, né come e quanto inquiniamo o ci intossichiamo a nostra volta, e a scoprirci più malati e stressati di quanto vorremmo o potremmo. Infine la previdenza: termine più che mai abusato ed usato anche a sproposito, come surrogato al mantenimento consapevole e responsabile di condizioni… futuribili.

Ma è proprio Giove il pianeta più adatto a guardare al futuro: questo è rappresentato da Urano, che simbolicamente interviene dopo Saturno e oltre i suoi confini cronicizzati, ma Giove è “pre-vidente” in quanto interviene prima di Saturno, a lanciare un ponte alla visuale di quel futuro possibile che solo può direzionarci verso il suo raggiungimento.

 

 

LEGGERE DENTRO

 

Ebbene: Giove in Vergine può avere questo ruolo; e Marte in Pesci, se non disperde la propria energia a combatterlo o ad ostacolarlo, può esserne un complice stimolante e in fondo salutare. Non sembri secondaria in tal senso la quadratura che i pianeti in Sagittario formano a questa opposizione: prima Venere, nell’eclisse di Luna, poi Mercurio-Plutone in quella di Sole. Il rischio infatti (che va considerato, ci piaccia o meno), resta il malinteso: quello per cui Giove in Vergine viene considerato un “burocrate” borghese e rigido, con Marte difensore di ideali a più ampio respiro e per questo lanciato in un’offensiva di per sé contraddittoria o persino integralista… mentre entrambi dimenticano o sottovalutano le legittime proteste di quel “principio del piacere” (inteso come armonia) rappresentato da Venere, nonché la capacità di cogliere la realtà più profonda delle cose rappresentata dall’accoppiata Mercurio-Plutone.

Ho sottolineato la posizione celeste di questi pianeti in quadratura, perché in un’epoca come la nostra non possiamo sottovalutare il significato di una tale enfasi sul Sagittario: segno delle dimensioni lontane e diverse, ma anche della capacità di conoscerle e comunicare con esse. E non a caso ho premesso l’importanza del movimento di energia evidenziato da queste eclissi, nel “passaggio di testimone” tra Scorpione e Sagittario. Sia il Sole che la Luna lo compiono: Venere è posizionata nel segno in entrambe le eclissi, in cui per altro governa il Nodo Nord (in nona casa e poi in decima!), che di ogni eclisse è simbolo della direzione positiva da prendere, ed è quindi molto importante ricordare che una Venere sagittariana vuole e deve implicare davvero il benessere di tutti.

Solo Mercurio sembra recalcitrante. Dapprima in Scorpione, nell’eclisse di Sole è anch’esso in Sagittario, ma come ho detto congiunto a Plutone… tuttavia non lo ritengo affatto un problema. O meglio – e siamo alle solite – può esserlo se con la sua quadratura alimenta le ossessioni vittimistiche di Marte o il delirio di potenza di Giove, non certo se offre il suo lato migliore. Un Mercurio in Sagittario, ammettiamolo, di questi tempi sarebbe poco utile con il suo ingenuo e bonario ottimismo: abbiamo tutti bisogno di speranza, ma deve essere verosimile, altrimenti passeremmo da una realtà virtuale all’altra, anche se con programmi più allegri! Così plutonizzato, invece, Mercurio potrebbe essere davvero il nostro migliore rappresentante di quella intelligenza (inter-ligere) che significa “leggere dentro” ma soprattutto “legare dentro”: dentro la realtà, s’intende, dentro la vita; e quindi comprendere ciò che non va nel profondo, per tentare di riunirne i pezzi, ripristinandone l’integrazione, l’interscambio e l’accordo.

 

 

UNA NUOVA STAGIONE

 

Insomma, sembra proprio che il cielo non si stanchi di lanciare verso la terra lo stesso invito e lo stesso monito: smettere di operare “contro” e cominciare ad operare “a favore”; smettere di ragionare in senso riduzionistico (io, la mia famiglia, il mio partito, la mia opinione, la mia cultura, la mia nazione) e cominciare a ragionare in senso olistico, planetario, il che non significa affatto rinunciare al giusto orgoglio della propria identità ma, al contrario, favorirne la maggiore dignità proprio mediante il rispetto di quella altrui: qualsiasi essa sia.

Un simile cambiamento nel rapporto tra ciò che siamo e ciò che sono gli altri (nonché tra ciò che di noi vogliamo mostrare e il modo in cui invece gli altri ci vedono) è ben evidenziato nella dialettica sull’orizzonte, tra prima e settima casa, che queste eclissi ci propongono e di cui ho accennato all’inizio. Un orizzonte che collega l’IO e il TU proprio mentre sembra separarli. Ritorniamo dunque a questo punto di partenza, provando però a considerarlo come punto di arrivo: come traguardo. Sappiamo bene che in un tema astrologico ogni dettaglio è partecipe della stessa totalità, e quindi ogni pianeta ci parla per lo stesso fine, anche se con mezzi diversi. E nei temi di queste due eclissi c’è un altro importante movimento da considerare: quello per cui Saturno passa dalla decima alla undicesima casa, cioè dalla casa della realizzazione personale a quella della collaborazione interpersonale. Un tale passaggio è di importanza cruciale nella vita di ogni individuo ed ogni collettività, perché se la decima casa ci chiama ad affermare ed esprimere noi stessi, in modo autentico e libero da ogni simulazione o costrizione, diventando veramente esseri autonomi, la undicesima ci chiede (e ci offre) di utilizzare questa nostra identità, unica e speciale, a servizio di tutti: noi compresi, ovviamente, ma in quanto membri di una collettività che solo così può ricambiarci generosamente, tutelando come patrimonio comune la nostra ed altrui diversità. Saturno chiede in ogni caso di costruire, anche se noi lo vediamo come distruttore…

Non è facile dar vita ad un punto di vista così nuovo sul mondo: un punto di vista che non ci veda in lotta con esso o ad esso alieni; ma il fatto che i Luminari, in queste eclissi, passino dalla quadratura a Nettuno a quella ad Urano, può solo renderne più urgente la necessità. Non dimentichiamo comunque che per l’astrologia il termine “necessità” significa anche, sempre… possibilità. A tal proposito, in questo articolo ho parlato molto di alcuni segni in particolare, che sono appunto quelli più forti e protagonisti nei temi delle eclissi che ne sono oggetto: mi riferisco al segno della Vergine, dei Pesci e del Sagittario. Non notate anche voi qualcosa di significativo? Ma certo… sono i segni “mobili” dello zodiaco, quelli preposti al cambiamento: di stato, di visione, di aspettative sulla realtà o della realtà vera e propria. Sono i segni di fine stagione. Ma sono anche quelli che preparano la stagione nuova.
Cerchiamo di prepararci anche noi.

 

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