ALL’OMBRA DELL’ULTIMO SOLE


di Sandra Zagatti
Articolo pubblicato sul n. 236 di SIRIO

 

 

La prossima eclisse totale di Sole avverrà proprio verso la fine dell’anno, precisamente il 4 dicembre alle 7.31 GMT (in Italia 8.31), ad 11°58’ del segno del Sagittario; il suo cono d’ombra partirà dal Sudafrica ed attraverserà tutta la parte meridionale dell’oceano Pacifico fino all’Australia. In Italia, quindi, non la vedremo, ma potremo ugualmente “sentirla”…

 

 

Che le eclissi siano fenomeni tanto affascinanti quanto inquietanti è noto: altrettanto noti sono i motivi sia del fascino che dell’inquietudine. Noi “moderni” ormai preferiamo concentrarci sulla prima di queste emozioni, e quando un’eclisse è visibile ci precipitiamo ad ammirarla, armati di occhialini, filtri fotografici e buona compagnia; viceversa, se non è visibile, quasi non la consideriamo neppure. Tuttavia, anche senza sbilanciarci in antichi e superstiziosi terrori, non dobbiamo dimenticare che le eclissi, in quanto fenomeni astronomici, hanno luogo anche se noi dalla terra non ce ne accorgiamo e sono quindi un evento – celeste – che l’astrologia non dovrebbe trascurare. In particolare un’eclisse di Sole ha una valenza simbolica talmente evidente, nell’oscuramento dell’astro che ci dà la vita, da rendere inevitabile e persino doverosa una riflessione. E’ pur vero che le eclissi non sono particolarmente rare: in un anno, infatti, tra parziali e totali possono essercene da due (solari) a sette (due lunari e cinque solari, oppure tre lunari e quattro solari). Ma soprattutto non sono tutte uguali, per cui, se riflessione dev’essere, è bene che sia anche attenta, obiettiva, non troppo riduttiva e concentrata sul presente (i cicli di Saros ci insegnano che le eclissi sono singoli anelli di una lunghissima catena) ma nemmeno troppo generica.

 

 

L’IMPORTANZA DEL PUNTO DI VISTA

 

Prima di procedere all’analisi della prossima eclisse, comunque, c’è ancora una piccola ma fondamentale premessa da fare. Un fenomeno del genere avviene quando il Sole, la Luna e la Terra si trovano in una particolare posizione reciproca (anche altri pianeti possono essere eclissati e per gli stessi motivi, ma qui ci riferiamo alle eclissi dei Luminari, che sono quelle più spettacolari). Il “contributo” della Terra in questi allineamenti è di primaria importanza, perché solo un punto di vista terreno – quindi umano – permette la visione delle eclissi, e per l’astrologia la realtà apparente è altrettanto vera di una realtà obiettiva, ammesso che una realtà veramente obiettiva possa davvero esistere: anche il sole, in fondo, quando tramonta al nostro orizzonte occidentale non “scompare” realmente, e non soltanto è ancora al suo posto nel cielo ma è ancora visibile e splendente in altre zone della terra diverse da quella in cui siamo!

Quindi, non dimentichiamo mai che l’astrologia dà importanza, e giustamente, all’oggetto osservato quanto al soggetto osservatore: soggetto uomo, soggetto nazione, soggetto mondo, a seconda del livello e delle finalità che vogliamo dare all’interpretazione. Così, un’eclisse avrà sempre un significato generale, seppur diversificato, per la collettività mondiale ed un significato particolare per le zone intercettate dal cono d’ombra, ma avrà anche un significato sottile ed intimo nell’esperienza di ogni persona, nella misura in cui ogni singolo tema natale verrà diversamente coinvolto e stimolato dal tema dell’eclisse, ma soprattutto in funzione della persona stessa e della sua disponibilità ad accogliere questo evento dal punto di vista… di una coscienza in evoluzione.

 

 

NIENTE DI NUOVO?

 

Le variabili da esaminare sono dunque moltissime, a partire dalla configurazione celeste che ospita l’eclisse. Pur tenendo conto, infatti, che si tratta sempre di un fenomeno di oscuramento, e che in quanto tale tende a favorire una certa “contrazione” delle energie, sottolineando disarmonie e problematiche piuttosto che il contrario, la realtà astrologica di contorno è invece diversificata caso per caso, in modo da caratterizzare questo evento in modo unico e da ridurne od amplificarne il significato.

Veniamo quindi al prossimo 4 dicembre. Il tema dell’eclisse, eretto per la domificazione universale di Greenwich, vede l’opposizione tra i Luminari ed il Nodo Nord precisamente posizionata sull’orizzonte, con la congiunzione Sole/Luna all’Ascendente ed il Nodo al Discendente. Già questo la dice lunga, purtroppo, sulla difficoltà attuale a livello di rapporti interpersonali: cioè non solo tra individui, ma anche tra società, culture e nazioni diverse; ammesso che ci fosse bisogno di un’eclisse per notarlo. La vicinanza di Plutone ai Luminari sembra sottolineare quanto, in questa dinamica letteralmente “oscurata”, dipenda in buona parte dalle solite ma mai stanche questioni di potere: sicuramente politico, visto il coinvolgimento della settima casa, ma anche economico, come sembra suggerire l’opposizione Urano/Giove tra la seconda ed ottava casa. Quest’ultima opposizione, inoltre, interessando la casa cosignificante del Toro, legata quindi al territorio ed all’alimentazione, mette l’accento sulle tensioni e contraddizioni provocate dalla mal distribuzione delle risorse planetarie ed osteggiate, come sappiamo, dai movimenti no-global. Il punto è che persino questo tipo di protesta, legittima e sacrosanta, rischia di cadere nella stessa trappola, quella per cui l’estremismo è l’altra faccia del dogmatismo… rischio difficilmente scansabile, purtroppo, almeno finché Nettuno ed Urano – soprattutto quest’ultimo – resteranno in Acquario, quadrando appunto il segno del Toro.

Niente di nuovo, insomma? Non è detto.

 

 

RINNOVARE PER RICREARE

 

C’è un dettaglio, nel tema della prossima eclisse, che richiama l’attenzione: una congiunzione precisissima di Venere e Marte sulla cuspide dell’undicesimo campo. Venere e Marte sono i principi femminile e maschile, fortemente legati alla sfera erotica e sessuale ma più in generale alla sfera vitale: alla Vita, che appunto nasce – da sempre e solo in questo modo – dall’unione di uomo e donna. Vederli così uniti nel settore delle amicizie e degli ideali, fa sperare che finalmente si possa cominciare a risanare quella scissione e quell’allontanamento di vedute che ha caratterizzato gli anni ’80 e ’90: tra uomini e donne, certo, ma anche e soprattutto tra parte maschile e femminile di ognuno di noi e persino delle società. Conquista e mantenimento, operatività ed affettività, lavoro e famiglia… sarebbe davvero bello che queste realtà, diverse ma non certo opposte, anzi necessariamente complementari, ritornassero amiche, addirittura “amanti”, finalmente e veramente congiunte in un ideale comune, alla ricerca di un modo di esistere e di rapportarsi più giusto e conforme al nostro tempo!

Perché non si tratta di tornare indietro, semmai di ricominciare ad andare avanti, con direzioni e modalità più naturali: Venere e Marte, nel tema di questa eclisse, governano rispettivamente il quinto ed il quarto campo, proprio quelli associati ai “figli” e ai “genitori”, cioè alle capacità di generare, proiettandosi nel futuro, ma anche alla necessità di rispettare il proprio passato – famiglia, casa, razza o nazione – perché solo un albero ben radicato può crescere, svilupparsi in ampiezza ed altezza, e quindi produrre fiori, frutti, nuovi semi. E il fatto che questa congiunzione si formi in Scorpione non lascia dubbi sull’esigenza di trasformazione autentica e profonda, direi “assoluta”, ma anche sulla possibilità di attuarla a partire dal “relativo”, accettando punti di vista nuovi anche in noi stessi.

A questo processo di vera e vitale ri-creazione partecipa inoltre il bellissimo trigono tra Mercurio in Sagittario e Giove in Leone. Anche in questo caso, infatti, la simbologia dei segni coinvolti ci parla di un’armoniosa corrente di energia che può scorrere grazie all’incontro tra i valori individuali (Leone) e quelli di apertura verso il mondo esterno, lontano o diverso (Sagittario): valori che Giove chiede di arricchire ed espandere e Mercurio di comunicare, di mettere “in comune”, con l’approvazione del sestile di Urano!

 

 

E, PIÙ IN DETTAGLIO…

 

Concentrandoci sull’Italia, e sugli italiani in particolare, ricordiamo ancora una volta che le eclissi non hanno un impatto significativo sul singolo individuo, salvo nei casi in cui intercettino punti sensibili del tema natale, soprattutto i Luminari, gli angoli e i Nodi.

Per quanto riguarda la nostra nazione, il tema della prossima eclisse – domificato per Roma – vede i Luminari congiunti in XII casa, con l’opposizione Mercurio/Saturno proprio sull’orizzonte. Ciò non fa ben sperare a livello di dialogo politico, e probabilmente il cambio dell’anno vedrà le solite baruffe tra maggioranza ed opposizione, concentrate sui problemi del lavoro, della sanità pubblica o delle leggi relative alle nascite (il trigono di Urano alla congiunzione Marte/Venere in X casa potrebbe segnare novità nel dibattito sulla fecondazione artificiale); senza escludere la possibilità di qualche scandalo coinvolgente persone in vista. Non è un tema particolarmente disarmonico ma, ammettiamolo, nemmeno tanto armonioso e rassicurante. Anche qui, dobbiamo comunque augurarci che i tanti trigoni in atto facciano bene il loro lavoro, sciogliendo le tensioni più gravi e favorendo un dialogo non sempre facile quanto necessario.

A livello individuale, invece, poiché la prossima eclisse si forma sull’asse Gemelli/Sagittario, asse in cui troviamo anche l’opposizione tra Mercurio e Saturno, è ovvio che questi segni saranno maggiormente sensibilizzati e quindi soggetti ad una sorta di “verifica” interiore: in particolare i nativi della seconda e terza decade di Gemelli, Sagittario, Vergine e Pesci si troveranno ancora alle prese con una revisione dei valori personali e delle scelte relazionali ed esistenziali. Molto stimolante, invece, sarà l’influenza sui segni di Fuoco, per i quali il benefico passaggio di Giove si sommerà a quello di Plutone come un energico impulso di realizzazione e di apertura verso nuove esperienze. I diciottenni dell’Ariete, inoltre, avranno in questa occasione anche il primo ritorno del Nodo Lunare su quello di nascita, e ciò li spingerà forse ad avvertire una certa insoddisfazione e quindi il bisogno di orientare diversamente la propria direzione di vita; altrettanto dicasi per i nativi del Leone del ’65.

 

 

AMORE E NON GUERRA

 

Abbiamo visto che l’asse dei Nodi, nel tema universale di questa eclisse, è posizionato con il Nodo Nord sul Discendente: il Nodo che indica la direzione evolutiva, da conquistare, è insomma proprio all’inizio della casa cosignificante il segno della Bilancia, quella delle relazioni, della diplomazia, dei rapporti stabili. Ma per concludere (diciamo pure per insistere), diamo ancora uno sguardo a questo tema, che ha il meridiano, tra Fondo Cielo e Medio Cielo, sull’asse Ariete/Bilancia.

Negli anni ’60, lo ricorderete, c’era uno slogan molto diffuso, nato come reazione alla guerra in Vietnam e poi divenuto tra i giovani una specie di parola d’ordine, di segno di riconoscimento e condivisione. Diceva: “Fate l’amore, non fate la guerra”… Ora, in ogni tema il Fondo Cielo rappresenta le radici, le dipendenze, il passato, ciò da cui in un certo senso dobbiamo differenziarci, e viceversa il Medio Cielo rappresenta le ambizioni, le scelte e le realizzazioni autonome, il futuro: il punto più alto del nostro tema, appunto. Qui vediamo al Fondo Cielo il segno dell’Ariete, governato da Marte, Dio della guerra, mentre al Medio Cielo troviamo la Bilancia, segno governato da Venere, Dea dell’amore. Interessante, vero?

Ma ancor più interessante è, come abbiamo visto, che proprio i due pianeti governatori di questi segni, i due Dei più vitali dell’Olimpo zodiacale, siano così vicini nel segno della rinascita, lo Scorpione. E’ una congiunzione davvero strettissima, che irradia forza e grande intensità... sembra quasi un abbraccio.


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