I DIRITTI DEL CUORE


di Sandra Zagatti

Pubblicato sul n. 252 di SIRIO

 

 

 

Il 19 aprile, alle 13.34 GMT, avrà luogo un’eclisse parziale di Sole che interesserà l’emisfero terrestre meridionale. Non sarà, quindi, visibile dall’Italia. Poco male, si dirà: un’eclisse parziale è senz’altro meno spettacolare di una totale, d’altra parte la luce del Sole è così potente che, se non viene occultato almeno al 90%, il suo oscuramento è davvero poco significativo…

Ci sono però due possibili cause per questo incompleto oscuramento del Sole. La prima è “relativa”, perché dipende dal luogo in cui un’eclisse è visibile: luogo che, se rientra nell’area di penombra proiettata dalla Luna, a differenza dei luoghi situati nella più ristretta zona del cono d’ombra (da cui si vede un’eclisse totale) e di tutti gli altri fuori (da cui semplicemente l’eclisse non si vede), permette di osservare appunto solo un parziale oscuramento.

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Questo fu il caso della famosa eclisse dell’agosto 1999, totale nell’Europa settentrionale ma visibile in Italia solo parzialmente, con un minimo dell’80% al sud, dove infatti il cielo, per quanto cromaticamente alterato e spento, rimase abbastanza chiaro. L’altra causa è invece di natura “assoluta”, nel senso che l’eclisse è comunque parziale quando Sole, Luna e Terra non sono perfettamente allineati e il novilunio non avviene quindi in precisa corrispondenza dell’asse dei Nodi (i punti d’incontro tra le orbite della Terra intorno al Sole e della Luna intorno alla Terra) ma in una zona prossima, sufficiente solo per un parziale oscuramento del disco solare: in questo caso da nessun luogo si vedono coincidere i centri di Sole e Luna, e l’eclisse sarà parziale per tutti i luoghi investiti dalla penombra.

 

 

ELEMENTI DOMINANTI

 

Resta ovviamente un’eclisse. Tuttavia, il fatto che sia parziale dovrà logicamente avere un senso anche dal punto di vista astrologico; il che significa una certa riduzione di “autorevolezza” rispetto a un’eclisse totale, perché i Luminari e l’asse nodale sono abbastanza distanti o addirittura, come in questo caso, in segni diversi. Mentre il Nodo Nord è ampiamente in Toro, nel tema di questa eclisse sia Sole che Luna sono infatti ancora in Ariete, seppur di un soffio. Con loro c’è Mercurio, retrogrado, che come pianeta congiunto al Novilunio diventa particolarmente indicativo, assieme al segno che governa (Vergine) che qui troviamo all’Ascendente per la domificazione Greenwich e anche per l’Italia.

Un trigono anomalo, quello che lega dunque i Luminari all’Ascendente: un trigono per gradi, non per segni e tanto meno per Elementi. La Terra della Vergine (come quella del Toro, che ospita il Nodo) ha in comune con il Fuoco dell’Ariete il principio Secco, ma è Fredda quanto questo è Caldo. Sembra dunque logico pensare che tale trigono potenzi i valori simili e riduca il conflitto tra quelli dissimili. Non dimentichiamo però che questo non è il tema di una persona ma di un evento, anzi di un particolare “momento” che si estende per tempi più o meno brevi (almeno fino all’eclisse successiva di uguale importanza) e che riguarda l’intero pianeta e i suoi abitanti; da questo punto di vista, già il semplice accostamento di Terra e Fuoco, e l’enfasi sul principio Secco, potrebbe far ipotizzare una primavera di siccità, un’estate torrida come quella dello scorso anno e magari i soliti correlati incendi, ancor più aggiungendo la presenza di Saturno ancora in Cancro e di Marte in Gemelli (che riscalda anche l’Aria). Ma queste sono interpretazioni letterali e in quanto tali forse riduttive, mentre valori del genere sembrano accennare soprattutto ad un periodo in cui le energie si ritirano o forse… cronicizzano: calma apparente, in parte, oppure una persistenza infruttuosa sui soliti problemi di sempre, che forse riemergeranno nei prossimi mesi con particolare urgenza, perché ancora irrisolti e per questo acutizzati dalla mancanza di Aria che li disperda o di Acqua che ne diluisca la gravità…

 

 

VECCHIO E NUOVO A CONFRONTO

 

Quando ci troviamo di fronte ad aspetti di opposizione, non è comunque azzardato né banale interpretarli testualmente. Opposizioni, appunto: conflitti, divergenze, scontri; dovuti non tanto ad una sorta di “antipatia” tra i pianeti coinvolti, ma al fatto di essere collocati in segni e case per loro natura preposti ad ambiti e significati radicalmente differenti. L’opposizione genera dunque disarmonia laddove forze anche affini si direzionano a mete diverse, come due cavalli che tirano una carrozza da una parte e dall’altra: il risultato può essere l’immobilità, pur in un gran dispendio di energie, oppure il ribaltamento della carrozza; cosa che ovviamente non ci auguriamo! Ma, come in un tema individuale, anche qui tutto dipende dall’abilità del “conducente”, che in questo caso è la società, non solo nei suoi rappresentanti politici ma soprattutto nelle sue componenti umane, che possono trasformare lo scontro in confronto anche salutare.

Gli argomenti di interesse collettivo da affrontare sono sintetizzati dalle due opposizioni presenti in questo tema e riconducibili sostanzialmente a tematiche relazionali. La prima opposizione è di portata più ampia e generale, riguardando pianeti lenti. E’ quella tra Giove e Urano sull’asse Vergine-Pesci tra prima e settima casa, simile all’opposizione tra Giove e Marte delle eclissi di novembre 2003 ma più incisiva, visto il coinvolgimento di Urano rientrato definitivamente in Pesci con il nuovo anno. Un’opposizione che mette di fronte una forza di mantenimento ed una più rivoluzionaria: un “potere” politico, economico e culturale legato alla tradizione e poco disponibile a lasciare il controllo (Giove in Vergine e prima casa, sestile a Saturno) ed una “potenza” anticonformista e ribelle, delusa e desiderosa di nuovi valori ma anche di rivalsa verso chi li osteggia o non li condivide (Urano in Pesci e settima casa). Pro e contro in entrambi i casi, è evidente; e torniamo al proverbio sul bambino che non andrebbe buttato assieme all’acqua sporca… Tuttavia in un’opposizione del genere sembra difficile realizzare un equilibrio tra ciò che, nel nostro mondo sconclusionato, deve o non deve morire o nascere; eppure un tale equilibrio rappresenterebbe proprio ciò che deve o meglio dovrebbe… vivere: quella vita “naturale” così ben indicata dal Nodo Nord in Toro e che, se rispettata, comprende il rispetto sia del passato che del futuro, sia del vecchio che del nuovo.

 

 

STRANEZZE IN FAMIGLIA

 

L’altra opposizione è più specifica del periodo in corso, ed è infatti quella tra Plutone e la ben più veloce coppia Marte-Venere. E’ un’opposizione particolare, delicata e per certi versi un po’ minacciosa, soprattutto perché complicata nella sua componente Venere dalla quadratura di Urano e Giove. Ma partiamo da Marte, che governa il Sole eclissato in Ariete ed è per questo un protagonista del tema, assieme all’altro governatore del segno, cioè Plutone che gli sta di fronte. Un’opposizione Marte-Plutone è sempre un po’ dura: caparbietà, superbia ed arroganza manipolatrice sembrano esserne, purtroppo, descrizioni corrette e manifestazioni verosimili. E in questo caso la presenza di un Plutone sagittariano, quindi in un certo senso portatore di “estraneità” o addirittura “stranezze” nella quarta casa (quella della famiglia, delle radici, dei genitori), opposto alla coppia Marte-Venere che tradizionalmente e palesemente parla di amore, di sessualità, di procreazione, non può non rimandare alle correnti tendenze scientifiche e relative tensioni etiche riguardanti il concepimento e la nascita: se, come, quanto, soprattutto fino a che punto.

Ma a proposito di procreazione… Nel tema per Greenwich del Capodanno 2004 Urano appena rientrato in Pesci era emblematicamente in quinta casa, e qui lo vediamo quadrare Venere in decima, quasi a spingere la femminilità affettivo-sessuale ad un’emancipazione dalle motivazioni un po’ ambigue; così come la femminilità emotivo-materna della Luna si colloca prepotentemente in Ariete ad oscurare il principio maschile e solare rappresentativo della quinta casa e del segno del Leone. Di contro, abbiamo la quadratura di Giove che, opponendosi a Urano, sembra opporsi anche ad un’accettazione morale e/o legale di eventuali iniziative o scoperte in tal senso. Nel tema in esame, la quinta casa è vuota e “raffreddata” dal segno del Capricorno, come se il naturale campo preposto all’erotismo e ai figli risultasse abbandonato ad una funzione, se non proprio rimpiazzata, almeno accostata a più “moderne” e spettacolari alternative. Contemporaneamente, il governatore del Capricorno se ne sta dalla parte opposta, in Cancro, segno lunare e materno per eccellenza, nonché nella undicesima casa che ancora ci parla di Urano, di progetti avveniristici e di sperimentazioni.

Alla luce di questi dati (ma la luce è oscurata, in un’eclisse, non dimentichiamolo…), sembra che l’argomento nascite possa tornare alla ribalta nel suo aspetto scientifico-tecnologico, e quindi artificiale: il freno di Giove fa sperare che il “costi quel che costi” scientista si limiti per ora a scandagliare le possibilità di clonazione animale, anche se non meno inquietante di quella umana, ma in ogni caso la volontà già palese di sostituirsi o affiancarsi al potere della natura potrà ulteriormente esprimersi in diversi e più o meno estremi settori, dalla fecondazione artificiale alle nascite pilotate eccetera. In tale ottica si inquadra forse anche quel Mercurio retrogrado, che “governa” letteralmente la coppia Marte-Venere in Gemelli e su cui Plutone esercita tutta la potenza di un trigono: dati contraddittori che da un lato indicano un “passo indietro” sul valore dei figli, se dovessero dipendere dalla volontà umana (con la complicità scientifica) più che dalla scelta destinica della loro incarnazione (con la complicità della natura); dall’altro rendono la realtà-figlio più importante, perché prioritaria, rispetto a quella di ciò che l’ha generata, cioè l’unione carnale e affettiva dei genitori. La confusione di valori è fin troppo evidente, e in entrambi i casi a farne le spese sembra essere il concetto e il ruolo del “corpo”; ma fortunatamente la presenza di Nettuno acquariano in sesta casa ha anche migliori significati.

 

 

AMORE COMUNQUE

 

Confusione, dicevo; e ipotesi un po’ tristi. Ma davvero il tema di quest’eclisse è tanto e soltanto preoccupante? Davvero il “secco” degli Elementi che lo caratterizzano è così dominante da inaridire anche il miracolo della Vita e soprattutto della vita relazionale? Naturalmente no, e non solo in questo caso, perché sempre l’astrologia ci mostra entrambe le vie: quelle verso l’alto o verso il basso, per andare avanti o tornare indietro. D’altra parte, in questo tema è Giove (morale tradizionale) a legarsi in modo armonico all’asse dei Nodi; il che, trattandosi del tema di un’eclisse, non è certo di secondaria importanza e sembra consigliare, almeno al momento o cautelativamente, quanto il “costi quel che costi” sia anche pericoloso. Un sano filtro di buon senso (dato dal Nodo Nord in Toro e sostenuto dal trigono di Saturno a Urano) potrebbe forse essere sufficiente: ma è necessario stanarlo là dove si è nascosto o è stato relegato… cioè, come sempre, dentro di noi.

Non a caso, quello stesso Urano in Pesci e in settima casa a cui abbiamo associato la ribellione contro le leggi o i governi costituiti, ci parla anche di un possibile “svecchiamento” dei vissuti familiari, forse con ulteriori riconoscimenti dei diritti delle coppie non sposate, con qualche concessione alle coppie omosessuali o più in generale con l’esigenza culturale di più aggiornati concetti sulla cellula base della società e quindi dell’umanità. Non sarà facile, questo no, e la quadratura a Marte-Venere assieme all’opposizione di Giove lo evidenziano. Ma non sono mai facili i veri progressi culturali, e in fondo l’appoggio di Saturno dal Cancro forse riuscirà ad imporre una presa di coscienza o almeno ridurre i “capricci” con cui le due parti (passato e futuro, etica e tecnologia, Oriente e Occidente, e l’elenco potrebbe continuare…) insistono ormai da troppo tempo a non volersi ascoltare reciprocamente.

C’è comunque anche una diversa interpretazione di quel Nettuno di cui ho solo accennato ma che è l’unico pianeta a formare un trigono alla coppia Marte-Venere: alla coppia, appunto. Perché magari sarà vero quanto detto sulle nascite, ma è altrettanto possibile che, parallelamente, Nettuno porti dall’Acquario una “liberazione” all’interno del settore delle adozioni. Sempre di figli si tratta, ed anzi di figli ancor più bisognosi e capaci di amore, ma sappiamo fin troppo bene quanto questa meravigliosa esperienza sia purtroppo spesso ostacolata dai modi e tempi della burocrazia. Da questo punto di vista non solo l’opposizione di Urano a Giove in Vergine ma anche la presenza di Nettuno in sesta casa sembra provvidenziale, portandoci a considerare diversamente pure il governo di Mercurio su Marte e Venere: nell’augurio che una volontà di solo-amore, sia per il figlio che per i genitori, venga finalmente agevolata da pratiche più snelle, più attente al proprio fine e che non si perdano nei contraddittori meandri di leggi che dovrebbero essere al servizio degli uomini e non ridurre questi a loro servi…

La legge vera è giustizia, e tutela dei diritti prima ancora che controllo sui doveri. In tal senso è molto legata a Urano e quindi all’Acquario, che appunto ospita la sesta casa e Nettuno, proprio mentre la settima casa e i Pesci ospitano Urano, in un interscambio di governi (e, perché no, di favori…) che ci fa sperare in un vero rinnovamento, di significati, valori e quindi “leggi” interiori: in un nuovo senso dell’amore, in omaggio all’abbraccio di Marte e Venere nel segno del dialogo e in fondo anche a quello di Sole e Luna nel segno di ogni nuovo inizio. Inizio solo “parzialmente oscurato” dai tempi, sofferto solo perché troppo rimandato; ma forse per questo ancora più atteso.

 

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