L’EUROPA
DELL’INQUISIZIONE
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Astromagazine - 26.5.2008 |
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La notizia è recente, anche se l’argomento è riciclato da secoli: ogni
tanto, una sana caccia alle streghe ci vuole. E’ comoda, pratica, economica,
scarica in un attimo tutte le colpe del mondo su una sola categoria di
persone, e poco importa se in mezzo alla rete ci finisce anche chi non
c’entra: ciò che conta è che tutti gli altri, come per magia, si sentano
subito più buoni e più bravi. |
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Accidenti, ho detto “magia”! Era una metafora, ma vagliela a spiegare
al legislatore di Bruxelles, che ha messo in un unico calderone bollente
maghi, cartomanti, sensitivi, chiromanti, occultisti, imbonitori, medium,
venditori di fumo e di intrugli miracolosi… e ovviamente astrologi.
Ingredienti eterogenei, per non dire disomogenei, accomunati e uniformati in
un solo giudizio inappellabile di ciarlataneria, da servire in pasto alla
società moderna: quella che la sa lunga, che usa la testa, che non si fa
certo ingannare, ecchediamine! |
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Ma insomma che è successo? E’ successo che, nel 2005, l’Unione Europea
ha emanato una direttiva a difesa del consumatore, relativa alle “pratiche
commerciali sleali” tra cui la cosiddetta “pubblicità ingannevole”, di cui a
disposizioni precedenti abrogate ed opportunamente riviste ed integrate.
Detta così, sembra una buona cosa. E lo è, in effetti, laddove tale direttiva
mette al bando le pratiche che influenzino la libera decisione del
consumatore, ingannandolo tramite un’azione (ad esempio un’informazione
falsa, fuorviante, fraintendibile), oppure tramite un’omissione (cioè priva o
carente delle informazioni di cui il consumatore ha bisogno, e diritto, prima
di acquistare). Le forniture di servizi telefonici non richiesti, le finte
interviste pubbliche, la pubblicità-esca e persino gli ammiccamenti e le
suggestioni pubblicitarie rivolte ai “consumatori sensibili” come i bambini
rientrano nelle pratiche scorrette, e non possiamo che convenirne. |
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Tutto bene, dunque? Non esattamente. Tra le
righe di questa direttiva-calderone, infatti, sono comprese anche pratiche
non proprio o non solo commerciali, e in particolare quelle sopracitate che, in
quanto non “scientificamente testate”, diventano automaticamente disoneste.
Così, sulla scia di una pur nobile crociata anti-truffa, qualcuno di recente
ha pensato bene di imporre anche agli astrologi, come agli altri compagni di
merende, una sorta di etichetta sulla porta dei loro studi o in calce ai loro
scritti, in cui specificare che si tratta “solo di un gioco”, quindi
eventuali interpretazioni o previsioni sono da prendere con le molle, o
meglio da non prendere proprio, possibilmente da rifiutare… facciamo da
condannare e non se ne parli più. |
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Ho sempre rispettato le leggi e rispetterei
anche questa volentieri, se davvero mirasse a identificare ed isolare i
ciarlatani da un mondo professionale obiettivamente variegato ed inquinato.
Se riguardasse chi approfitta della debolezza di una persona in difficoltà
per vendergli a prezzi strabilianti amuleti scaccia-guai, fatture contro il
malocchio o talismani di amore eterno, che con l’astrologia non hanno nulla a
che vedere; se mettesse in guardia da chi si improvvisa astrologo dopo aver
letto un paio di libercoli o si permette di interagire con le aspettative
psichiche ed emozionali di un essere umano senza nemmeno conoscere l’abc del
counselling; se facesse pulizia, e prima ancora chiarezza, su approcci
professionali seri e rispettosi, finalizzati ad una maggiore consapevolezza e
dignità del consultante, distinguendoli da quelli che gli forniscono alibi alla
responsabilità della propria esistenza, rendendolo così dipendente e alla
mercè di incompetenti. E se, soprattutto, chi ha emanato questa direttiva
e decretato le sue applicazioni, conoscesse davvero la materia su cui ha
legiferato con tanto accanimento. |
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E invece no. L’ignoranza e la confusione di
questa stesura giuridica è palese; altrettanto palese, ma non per tutti, è
l’ossessione contro una materia, una disciplina ed una professione
antichissima e nobile come l’astrologia, odiata concorrente di una visione
“moderna” che vorrebbe dare al punto di vista scientifico il monopolio
assoluto sulla verità. Senza dimenticare che qui non si tratta solo di
opinioni o credenze più o meno condivisibili, ma anche – eccome – di potere e
di denaro. Infatti, non è raro che le colpe personali e collettive
vengano proiettate su un capro espiatorio con violenza e cecità tanto
crescenti quanto titanico è il rifiuto di ammetterle; e quella società
moderna, civile e razionale che condanna gli astrologi e si erge a difensore
unico e sovrano del “consumatore di oroscopi” – evidentemente considerato
incapace di intendere e di volere – è la stessa che corre ad ingurgitare
pillole chimiche al minimo malessere, a tutto vantaggio di industrie
farmaceutiche che promettono la guarigione al modico prezzo di effetti
collaterali miniaturizzati nei foglietti illustrativi. |
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Immagino la reazione: che c’entra? i farmaci
sono testati scientificamente! Mica tanto, in verità; e mica tutti. E
comunque la dipendenza (fisica ed emotiva) da farmaci è cresciuta in modo
esponenziale negli ultimi cinquant’anni, assieme alla promessa di lunga
vita che la scienza continua ad assicurare agli esseri umani, proprio nei
momenti di maggiore fragilità e vulnerabilità, cioè nella malattia e nella
vecchiaia. Questi non sono forse “consumatori sensibili”? Qualcuno li ha
avvisati che l’interazione tra diversi farmaci può avere rischi anche fatali
ma imprevedibili, visto che nell’era della specializzazione ogni
medico ha responsabilità di curare solo il sintomo di personale competenza?
Qualcuno li ha informati che i protocolli clinici indirizzano verso analisi,
terapie, indagini spesso solo per utilizzare fondi disponibili, testare nuovi
macchinari o promuovere nuovi prodotti farmaceutici? |
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Forse sì e forse no; ovviamente dipende dalla
premura, dall’esperienza e dalla professionalità del medico di base, primo
riferimento per il malato. Ma è così anche per l’astrologia: l’astrologo
attento, serio, scrupoloso, professionalmente e deontologicamente preparato
non promette mai miracoli al proprio consultante, non lo esonera delle sue
responsabilità né offende la sua dignità e libertà, ma lo aiuta a trovare da
solo ciò di cui ha bisogno per vivere in modo più consapevole e sereno.
Eppure, secondo questa direttiva anche un tale professionista dovrebbe
premettere che ciò che offre con la sua consulenza “non è stato provato
sperimentalmente”. E l’assurdità di una tale pretesa – che ne dimostra
tutta l’arrogante ignoranza – è che nessun astrologo o studioso della materia
si sognerebbe mai di dire il contrario, perché nessuna materia umanistica
può rispondere ai criteri di riproducibilità previsti dalla sperimentazione
scientifica: l’uomo non è un vetrino da laboratorio, non è una realtà
standardizzata su milioni di esemplari, ma un individuo unico ed
irripetibile, un meraviglioso caleidoscopio fatto di razza, corpo fisico,
cultura, educazione, ambiente, psiche, intelligenza ed esperienza. E
coscienza, non dimentichiamolo. Su questo mistero dell’essere in continuo
divenire opera l’astrologia e l’astrologo, con cenni generici e utili solo
come stimoli di riflessione negli oroscopi segnosolari, e con metodi ed
approcci più profondi e personalizzati nei consulti individuali. |
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D’altra parte, come il regno della psiche,
della coscienza o del sentimento, anche quello della spiritualità sfugge alle
certezze scientifiche, e c’è già chi ha obiettato che una tale direttiva – se
applicata alla lettera – dovrebbe riguardare anche le istituzioni religiose e
chi opera in contesti o vesti ecclesiali: magari avvisando che la vita eterna
non è stata “testata sperimentalmente o riprodotta in laboratorio”, quindi
crediamoci pure, ma giusto per gioco… Comprendo la logica di una tale
obiezione, ma ho troppo rispetto per la religione e per le persone religiose
(sottoscritta compresa) per condividerla come controffensiva. E poi credo che
il problema sia un altro. Il problema è che la scienza si è autoproclamata
sovrana tenutaria dell’unico punto di vista, quello laico, agnostico o
razionale che dir si voglia, ritenuto valido per osservare, analizzare e
giudicare la realtà: partendo da una legittima competenza sulla materia,
ha voracemente conquistato territori alieni al proprio dominio, arrivando a
considerare ogni cosa come vera e reale solo se materiale, riproducibile,
quantificabile o misurabile con strumenti sensoriali o tecnologici. Tutto il
resto è chiacchiera da salotto, millanteria, misera superstizione o imbroglio
organizzato. Ipse dixit. |
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Per il momento, solo l’Inghilterra ha reso
attuativi i dettami di questa direttiva; ma immagino che in Italia si
risveglierà presto una caccia alle streghe già iniziata da anni e mai sopita.
Ricorderete che nel maggio 2006 l’Unione Astrofili Italiani presentò in
Parlamento una proposta di legge (n. 483) su ciò che venne poi comunemente
definito “il bollino per gli oroscopi”. La missione della UAI, portata avanti
anche su Internet e con modi non di rado aggressivi, era ed è di arrivare a “distinguere
nettamente dove finisce la cultura e dove inizia l’abuso di credulità popolare”,
e a “regolamentare questo settore e contribuire così a
far uscire finalmente l’Italia da questa pratica medioevale”. |
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Suona strano sentir parlare di cultura proprio
mentre si condanna una materia di cui non si ha alcuna conoscenza; e non si
creda che sia solo una mia opinione, perché è sufficiente fare un giro sui
Newsgroup della Rete per leggere dichiarazioni orgogliosamente dogmatiche e
pregiudiziali del tipo “non è necessario studiare l’astrologia per sapere che
è una bufala”, e complimenti per la serietà metodologica di valutazione.
Suona strano sentir parlare di pratiche medievali mentre si promuove un nuovo
oscurantismo inquisitorio, comportandosi con lo stesso integralismo
ideologico che su altri fronti si osteggia. E suona strano anche considerando
che esiste un’altra Direttiva dell’Unione Europea per il riconoscimento
delle nuove professioni, portata avanti dal CNEL (Centro Nazionale Economia e
Lavoro) che vede l’astrologia inserita in tale progetto, grazie anche
all’impegno e ai contatti già in corso da anni con il CNEL da parte del CIDA
(Centro Italiano di Discipline Astrologiche). |
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Ma una cosa va detta e ribadita. Tutti noi
condanniamo i lestofanti, i parolai, i ciarlatani e chiunque approfitti della
fragilità umana per abbuffarsi di denaro o potere; in qualsiasi campo
eserciti. Da questo punto di vista la Direttiva europea, già denominata
“anti-mago”, non sarebbe da scartare in toto, ma da rivedere e correggere in
grossa parte. Quella parte che umilia l’apertura mentale che dovrebbe essere
il fulcro della visione moderna e la stessa cultura multidisciplinare che le
società democratiche dovrebbero difendere; e che ancora una volta, come
sempre, colpirà invece soltanto i professionisti onesti, offendendone la
dignità e danneggiandoli nell’immagine e nel loro lavoro. Mentre gli
imbroglioni, in quanto tali, continueranno semplicemente ad imbrogliare, e
non solo in Italia. |
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“Scienziato
non è colui che sa dare le vere risposte, |
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ma
colui che sa porre le giuste domande.” |
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