L’INFELICITA’ DELLO SCAPOLO:

KAFKA RACCONTA IL SUO SOGNO DI REDENZIONE


di Roberta Fianchini

 

 

Grazie alla pubblicazione postuma del ricco materiale cartaceo che il grande scrittore ci ha lasciato – annotazioni e tanti appunti, scarabocchiati su qualsiasi pezzettino di carta e mai gettati via; lettere, scritti autobiografici e, naturalmente i suoi romanzi – si può penetrare così a fondo nell’intimità di Kafka, quasi da intravederne l’anima.
Quello che propongo per Convivio Astrologico è una parte inedita dei miei studi sulla comparazione tra vita, opere e tema natale dello scrittore, sezione in cui analizzo principalmente il materiale biografico e artistico relativo alla sua vita sentimentale e, in particolare, alla storia d’amore tra Franz Kafka e Felice Bauer.

 

“Senza antenati, senza nozze, senza discendenti, con una voglia selvaggia di antenati, di nozze e di discendenti. Tutti mi porgono la mano: antenati, nozze e discendenti, ma troppo lontano da me.”

Così scrive Franz Kafka il 21 gennaio 1922.

Ha 39 anni, quattro fidanzamenti annullati e oramai si è rassegnato: il blocco emotivo che si frammette tra lui e il matrimonio con gli anni è diventato macigno e sotto questo peso insopportabile che gli toglie il respiro, Kafka si sta lentamente avviando verso la fine dei suoi giorni.

Ma torniamo indietro nel tempo, all’estate 1900. Franz ha diciassette anni, è un bel ragazzo, alto, dalla costituzione esile, che cammina leggermente inclinato in avanti. Il volto è magro, i grandi occhi dalle lunghe ciglia nascondono sguardi “incredibilmente energici”.

Il suo primo amore si chiama Selma Kohn; è la figlia del proprietario della casa di Rostock, che la famiglia Kafka ha affittato per trascorrervi le vacanze. Tre anni dopo scrive all’amico Oskar Pollak: “[...] sono capace di parlare con donne” riferendosi compiaciuto alla sua prima avventura amorosa. Poi c’è Agathe – un flirt estivo durante le vacanze del 1907 trascorse a casa dello zio Siegfried – e, quasi contemporaneamente, Hedwig Weiler, studentessa viennese, fervente socialista, di un anno più giovane, con la quale avvia una relazione più che altro platonica, scrivendole per quasi due anni. E’ datata 30 giugno 1910 la foto che lo ritrae insieme a Grethe Kirschener, figlia del guardiano di casa Goethe, a testimonianza dei loro fugaci incontri; mentre si conserva il ricordo di un’altra sua breve avventura in un’altra foto, dove posa insieme a Hansi Julie Szokol, cameriera in un cabaret praghese. E, come da consuetudine per un ragazzo di buona famiglia d’inizio secolo, Franz non disdegna l’amore mercenario: in alcune lettere, descrivendo i suoi incontri con le “geisha” – così chiama le prostitute – confida di apprezzare questi appuntamenti dal sapore perverso descrivendoli come un qualcosa “d’irritante, d’eccitante e di abominevole”.

Eppure, benché nulla nel suo comportamento lasci intravedere turbamenti e conflitti – a parte il trasparire di un po’ di timidezza negli approcci leggermente impacciati – in cuor suo già prende corpo una certa ansietà circa i propositi più seri di cui un fidanzamento ufficiale generalmente è foriero.

Così scrive nel novembre 1911:

“Un uomo infelice che non può avere figli è terribilmente chiuso dentro la sua infelicità. In nessun luogo c’è speranza di rinnovamento, di aiuto da parte di astri più fortunati. Egli deve percorrere la propria strada portandosi addosso l’infelicità”…

 

Casa, famiglia e figli sono il perno attorno al quale si svolge la vita del nativo Cancro, ma per Kafka questi valori sono amplificati al massimo dalla posizione di Giove in congiunzione al Sole: riuscire a formare una famiglia e avere dei figli diviene d’importanza vitale; tutto il suo essere vi aspira con bramosia.
Il Nodo Lunare Nord in casa quarta Scorpione, al trigono della congiunzione Sole-Giove in undicesima, mostra come il sogno di famiglia si universalizzi divenendo non solamente desiderio d’unione e discendenza ma uno strumento per dare un senso a se stesso, per dimostrarsi degno di esistere, per allontanare una volta per sempre quell’asfissiante senso di colpa che non gli dà tregua, e che, come lui stesso confessa nei suoi Diari, gli ha tolto l’aria facendolo soffocare pian piano.
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TEMA NATALE DI FRANZ KAFKA


Kafka muore di tubercolosi a 41 anni: la sesta casa è in Capricorno e Saturno, nel segno dei Gemelli associato alla funzionalità respiratoria, si congiunge a Plutone che, come pianeta reggente il segno dello Scorpione intercettato in casa quarta, riporta alle tematiche di famiglia, discendenza, patria.

In questo tema natale, Giove agisce da lente d’ingrandimento: l’interessamento ansioso di Kafka non si rivolge solo verso il proprio nucleo famigliare, oltrepassa i confini parentali per arrivare ad abbracciare le problematiche dell’intera sua stirpe, il popolo ebraico.

La posizione planetaria nel tema dello scrittore evidenzia un forte raggruppamento di pianeti tra la decima e l’undicesima casa, divisi in gruppi di congiunzioni e con pochissimi altri aspetti tra loro. A fare da direttore d’orchestra troviamo Urano che, dalla sua posizione verginea, forma aspetti con uno e con l’altro gruppo ma non riesce a toccare la congiunzione Sole-Giove che quindi agisce autonomamente. Ed è proprio a questo soliloquio astrale che si deve gran parte dell’esagerato grandangolo con cui Kafka osserva il mondo e se ne estranea.

Il Giove kafkiano è la Legge, altro motivo dominante nella vita e nella narrativa dello scrittore. Una Legge che, sconosciuta all’uomo, domina l’uomo. Una Legge inaccessibile ed incomprensibile che relega l’intera umanità – primo tra tutti il popolo ebreo – all’eterna solitudine, all’impossibilità di stabilire rapporti autentici.

E Kafka sente su di sé l’insostenibile ombra di questa assurda Legge che lo fa sentire un escluso, uno straniero, un senza tetto, un senza famiglia: non si riconosce in suo padre, non si riconosce nella sua famiglia, non si riconosce nel suo popolo, non si sente cecoslovacco, non è tedesco, è solamente “al di fuori, al di sopra o al di sotto di tutto e tutti”.

Kafka anela alla famiglia ma sa perfettamente che non vuole ricreare il tipo di famiglia in cui è vissuto.

“Io vivo in famiglia fra le persone migliori e più amorevoli, più estraneo di un estraneo. Con mia madre non ho scambiato in questi ultimi anni più di venti parole in media al giorno, con mio padre niente di più di un saluto.”

La cuspide della quarta casa cade in Bilancia e Venere – pianeta signore del segno – si trova in Gemelli in congiunzione a Mercurio e alla Luna e in perfetta quadratura a Urano posto in seconda casa.

Per il piccolo cancerino non deve esser stato facile trovare saldi punti di riferimento in seno alla famiglia. Lui stesso ricorda una madre affettuosa ma assente perché impegnata nell’attività commerciale di famiglia; il continuo alternarsi di bambinaie, domestiche, cuoche e governanti astiose e tristi; anche la sua stanza – ricavata da un corridoio – è una camera di passaggio dov’è impossibile concentrarsi per il continuo allegro vociare delle tre sorelle.

Elli, Valli e Ottla lo adorano ma non rispettano il suo bisogno di quiete.

La Luna doppiamente mercuriale affolla l’infanzia di Kafka di personaggi frettolosi, allegri o tristi, comunque superficiali, o almeno è così che lui li vive. E quella dolorosa sensazione di non appartenenza, tipica della Luna al servizio di Urano, gli nega qualsiasi tipo di familiarità lasciandolo solo in mezzo a tanta gente.

In “Meditazione”, il suo primo libro, si trovano “La infelicità dello scapolo”, “Il commerciante” e “Tornando a casa”, tutti ispirati allo stile di vita solitaria che conduce lo zio materno, non sposato, che vive a Madrid. In “Tornando a casa” egli racconta la solitudine di un uomo che vive solo per il lavoro; la sera rientra nella sua casa vuota, dove mai nessuno lo attende. Un destino che a lungo andare gli diviene insopportabile, trascinandolo verso strane fantasticherie.

L’ansia di Kafka riguardo al matrimonio non è dettata dalla fretta – ha ventinove anni e il suo stesso padre si è sposato a trent’anni compiuti – ma piuttosto dal bisogno di prendere una decisione in merito, di far luce sulle sue necessità. Il grosso ostacolo è il dilemma su come poter conciliare il matrimonio con la scrittura, perché Franz non può proprio fare a meno di scrivere. La passione per la letteratura è come una febbre divorante e Franz ha paura di essere risucchiato in questo vortice senza più possibilità di ritorno. Vede nel matrimonio la propria ancora di salvezza e non sa che quel vortice, invece, l’ha già risucchiato.

E’ ancora Urano a dirigere le sorti di Franz: come pianeta signore della settima casa – corrispondente al rapporto con il partner e a tutti i tipi di unione, soprattutto quella sentimentale – disincanta le promesse dei pianeti in undicesima, ne mina le aspettative; logora il sogno di unione felice, esorta a non accettare compromessi, alimenta l’inquietudine e incita a staccarsi dalle passioni.

La Luna uranizzata non sostenta, non nutre; è una madre premurosa che all’improvviso diventa ostile; è un’idea di donna lontana, fredda, mutevole, imprevedibile; è la donna dei suoi personaggi femminili. E’ Frieda de “Il Castello” che da piccola e insignificante biondina diventa una Circe scatenata nel concedersi furtivamente. E’ la grottesca Brunelda di “America” che vive all’ultimo piano di una labirintica casa. E’ Leni de “Il Processo” che cura e consola ma allo stesso tempo avvilisce e degrada chi con lei si unisce.

Venere uranizzata inclina all’amicizia sentimentale, rifugge i legami vincolanti ma contemporaneamente ha paura della libertà amorosa: così i motivi mercuriali di amore per la letteratura, passione per la scrittura, cerebralità sentimentale, innamoramento dell’idea del partner più che del partner stesso, sono frenati dalla preoccupazione sulla propria instabilità emotiva e resi quasi inaccessibili dagli uraniani repentini cambiamenti che Kafka stesso provoca per paura di diventare dipendente da ciò che più di tutto ama.

Marte nel sensuale, goloso e possessivo segno del Toro forma trigono con Urano, ma quest’aspetto, seppur scorrevole, non mitiga le turbolenze della quadratura tra Urano e Venere/Luna, anzi: sostenendo la diversità ad ogni costo – nonostante le buone intenzioni taurine di stabilità e continuità – pregiudica un approccio sereno verso il partner, esasperando i rapporti, compromettendo la durata dell’unione sentimentale.

Il 13 agosto 1912 Kafka va a trovare l’amico editore Max Brod, per l’ultima supervisione del manoscritto “Meditazione” ed è presentato alla signorina Felice Bauer, figlia di un’amica di famiglia, venuta a far visita alla mamma di Max. La presenza di Felice quella sera a casa Brod non è del tutto casuale: l’amico ultimamente è preoccupato per certi discorsi di Franz e vorrebbe vederlo felicemente fidanzato. Kafka rimane molto colpito dalla signorina Bauer, tanto da dedicarle quella stessa sera il suo manoscritto, dichiarandosi pronto ad “allontanare col piede” il proprio libro se non le fosse piaciuto.

Felice ha venticinque anni, non è un’appassionata di letteratura – e questo la rende agli occhi di Franz ancora più attraente –, vive a Berlino dove lavora come dirigente in una ditta che produce uno strumento simile al dittafono. Tutto in Felice sembra realizzare le kafkiane immagini interiori di Luna e Venere in encadrement a Mercurio assoggettati al quadrato di Urano. E’ una donna attiva, indipendente, intraprendente; è professionalmente affermata, efficiente, paziente, che sa quello che vuole e che, come lui stesso scriverà, “...se ne intendeva di affari!” (da notare l’intercettazione del venusiano segno del Toro in casa decima, il settore rappresentante la carriera e il successo personale). E’ quindi facile comprendere come Felice possa aver da subito rappresentato per Kafka la sposa ideale. Indipendentemente dal fatto di essere o non essere innamorato di lei, Felice doveva a tutti i costi diventare sua moglie. E’ con lei che avrebbe potuto finalmente condurre un’esistenza normale. E’ grazie a lei che avrebbe smesso di sentirsi un reietto, che si sarebbe riscattato.

“Questo matrimonio sarebbe sceso su di lui come una grazia.”

La notte del 13 agosto 1912 nella sua mente c’è solo la signorina Felice, in tutto se stesso c’è Felice e solo di lei la penna può scrivere, ed è così che lui la descrive: “un viso ossuto e vuoto, che portava apertamente il suo vuoto [...] pareva vestita alla casalinga [...] Naso quasi rotto. Capelli biondi un po’ lisci, senza attrattiva, il mento robusto [...] i moltissimi denti d’oro [...]”. Venere-Mercurio/Urano analizza minuziosamente, freddamente e spietatamente il corpo di Felice e aiuta a prenderne le distanze. Kafka è leale e onesto con Felice e non gli nasconde sin dall’inizio del loro rapporto, quasi esclusivamente epistolare, il suo desiderio di viverle lontano proprio per riuscire a continuare ad amarla. Egli non s’innamora del corpo di Felice, non s’innamora della mente di Felice: ama l’idea di Felice dentro di sé e giorno dopo giorno l’idea di Felice cresce e si eleva, e più si innalza tanto più Kafka si allontana da Felice.

Se Marte al trigono di Urano vuole sentirsi libero dal dominio della passione fisica, la congiunzione Marte-Nettuno crea incertezze e confusione sulla sessualità. I sensi di colpa si alternano al desiderio di sperimentare le molteplici fantasie sessuali, arrivando a idealizzare così tanto il rapporto sessuale da distaccarsene. Nettuno esercita la propria influenza su Marte in Toro – godereccio dei piaceri semplici della vita, materiale ed edonistico, lento e pigro, riproduttivo – portando alla sublimazione degli istinti animali, al rifiuto della propria carica sessuale.

L’autunno 1912 è forse il periodo più sereno di tutta l’esistenza dello scrittore: da quando Felice è entrata nella sua vita l’ansia si è placata, si sente sicuro come mai prima d’ora, avverte che si sta avviando per la giusta strada. In questa apparente tranquillità emotiva, smette di scrivere i Diari dedicandosi a progetti più ambiziosi. In una sola notte scrive “La Condanna” e finalmente riesce a finire il primo capitolo del suo primo romanzo “Il disperso” , successivamente intitolato “America” da Max Brod, l’amico editore. E poi, notte dopo notte, completa il racconto “La Metamorfosi”, la sua opera più nota.

La Rivoluzione Solare di quell’anno vede il ritorno dell’Ascendente in Leone a pochi gradi di distanza dall’Ascendente natale.

 

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    TEMA NATALE                                           RIVOLUZIONE SOLARE 1912

 

Questa sovrapposizione segnala sempre un anno importantissimo sotto ogni punto di vista, soprattutto quando la cuspide dell’Ascendente radix si trova in prima casa di rivoluzione. E’ l’anno in cui si diventa protagonisti di un qualche importante avvenimento anche se non mancano i colpi di testa per ottenere quell’indipendenza necessaria e riuscire nel processo di accrescimento dell’Io.

Marte di rivoluzione in prima casa quasi congiunto all’Ascendente e opposto alla Luna di rivoluzione, esprime il grande desiderio di affermazione personale e la contemporanea ricerca di conferme e nutrimento emotivo da parte degli altri.

Il 10 dicembre 1912 esce la sua prima raccolta di racconti “Meditazione”, racconti in chiave chiaramente autobiografica.

La posizione lunare nella settima casa di rivoluzione, al trigono di Venere Mercurio e Luna natali, è un preciso segnale della comparsa di Felice nella vita di Franz. Presenza confermata dalla congiunzione Sole-Venere di rivoluzione nella progettuale undicesima casa di rivoluzione in congiunzione a Giove radix. Mentre Giove di rivoluzione in Sagittario, dalla sua posizione in quarta casa radix, continua a sollecitare il desiderio di conquistare un proprio spazio, un proprio habitat; alimenta il sogno di formare una propria famiglia.

Nell’agosto 1912, Giove transita nella quinta casa natale annunciando la possibilità di incontri importanti per la propria crescita personale; incontri che il passaggio di Nettuno a 24° del Cancro al sestile di Marte natale può far intendere di natura sentimentale oltre che professionale, favorendo un romantico quanto illusorio stato di grazia emotiva. Anche Saturno spinge al consolidamento: si sta sempre più avvicinando alla sua posizione natale, indicando la necessità di dare forma e sostanza alle intime aspettative.

Ma sappiamo che nessuna Rivoluzione Solare può cancellare o stravolgere, in bene o in male, ciò che si trova iscritto nel nostro codice stellare. E in questo oroscopo, le visioni nettuniane alimentano le tensioni emotive di Venere-Urano e provocano dispersione di gran parte delle energie vitali espresse da Marte. L’inseguimento del sogno d’amore impossibile è reso ancora più impossibile dall’opprimente presenza della congiunzione Plutone-Saturno che dai primi gradi dei Gemelli oscura la congiunzione Marte-Nettuno. In cuor suo, Franz sa che non arriverà mai a sposare Felice: troppi ostacoli si frammettono tra lui e lei e il più grande, il più grave, è che non riuscirà mai a possederla e che quindi la loro unione sarà sterile, una condizione ancora più insopportabile del celibato! Marte come sessualità si attiva bene al trigono di Urano quando si tratta d’incontri clandestini ma è totalmente inibito dalla congiunzione Saturno-Plutone quando la sessualità rientra nell’ambito di un legittimo rapporto matrimoniale. Urano, come pianeta signore della settima casa, in aspetto conflittuale ai pianeti simboleggianti il femmineo, porta sconvolgimento nel rapporto di coppia e il trigono con Nettuno trasferisce nel talamo nuziale valori spirituali difficilmente profanabili da meri desideri materiali.

Kafka scrive così nei Diari il 14 agosto 1913: “Vivere possibilmente da asceta, più asceta di uno scapolo, questa è per me l’unica possibilità di sopportare il matrimonio”.

E’ la fine del sogno: sa di esporsi a penosi rimproveri, ma non può più andare avanti, di notte i rimorsi lo lacerano, gli incubi lo perseguitano. Kafka ritira la sua proposta di matrimonio, ma non si allontana del tutto da Felice. Continua ad alternare periodi di silenzio con momenti di dialogo epistolare. E poi di nuovo, il 12 aprile 1914 gli rinnova la sua proposta matrimoniale con un fidanzamento ufficiale che stavolta è addirittura annunciato sui quotidiani di Praga e Berlino... Tutto inutile: il 12 luglio il fidanzamento è rotto.

 

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  TEMA NATALE                                  RIVOLUZIONE SOLARE 1913

 

Nella Rivoluzione Solare del 1913, l’Ascendente di rivoluzione nel segno della Bilancia palesa come la tematica più importante dell’anno sia il rapporto di coppia; mentre il tipo di relazione, quasi totalmente epistolare, è simboleggiata dalla posizione dell’Ascendente di rivoluzione in terza casa radix. Infatti, Franz e Felice anche se avvolti dal caos emotivo più completo, continuano a scriversi affettuosamente, non si lasciano definitivamente e dopo alcuni mesi il rapporto riprende. Venere di rivoluzione in casa ottava di rivoluzione congiunta a Marte-Nettuno natali al sestile di Nettuno di rivoluzione non promette nulla di buono, richiamando ai valori di ottava casa come “conclusione di un ciclo” e alla caratteristiche evanescenze tipicamente nettuniane: il matrimonio viene annullato e poi viene riproposto ma come sappiamo l’impegno durerà poco.

La congiunzione Luna-Plutone di rivoluzione ci conferma gli incubi di Franz circa il suo impegno matrimoniale che proprio non riesce a rispettare; segnala le critiche e le umiliazioni subite in famiglia a causa dei suoi continui ripensamenti; indica l’inizio di un periodo di crisi letteraria.

Quando Nettuno di transito torna di nuovo a formare sestile a Marte-Nettuno radix e Saturno sta quasi ai gradi di congiunzione su Mercurio e Venere, l’unione riprende vita, sostenuta anche dal bel trigono di Giove di transito in settima con Venere-Mercurio-Luna radix.

 

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  TEMA NATALE                                RIVOLUZIONE SOLARE 1914

 

Nella Rivoluzione Solare del 1914 ecco comparire nuovamente tematiche di carattere sentimentale con l’Ascendente di rivoluzione in quinta casa natale e l’Ascendente radix congiunto a Venere di rivoluzione in casa ottava. Vi è anche un ammasso planetario in settima casa di rivoluzione come a voler riprendere il tema annunciato l’anno precedente con l’Ascendente Bilancia.

Nel contesto non sembrerebbe un anno negativo per riuscire a mantenere l’impegno suggellato con il fidanzamento ma i valori lunari, importantissimi per il nativo Cancro, ricevono aspetti sicuramente di non facile gestione. Saturno di rivoluzione è in congiunzione alla Luna radix creando un ambiente familiare freddo e ostile. La Luna di rivoluzione si oppone ai pianeti in Toro tra la quarta e la decima casa natale sull’asse quinta/undicesima di rivoluzione esasperando i dubbi e le incertezze circa il futuro, provocando una continua oscillazione d’interessi e creando i presupposti per l’ulteriore rinuncia anche se non definitiva: la quadratura Luna-Giove di rivoluzione tra seconda e undicesima casa non permette un distacco definitivo, anela a una continuità d’intenti anche se il continuare è penoso e fonte di amarezze (Luna in Scorpione).

Passano i mesi e gli anni, tra Franz e Felice lo scambio di lettere continua in un clima di amicizia amorosa che fa rilassare Franz al punto tale da spingerlo a proporre a Felice una vacanza insieme. Dal 3 al 13 luglio 1917: quindici giorni di felicità. Al ritorno da Marienbad, Franz decide di riproporle il matrimonio.

Ma il pentimento non tarda ad arrivare e, quando nella notte tra il 9 e il 10 agosto Kafka ha una terribile crisi respiratoria, è la diagnosi infausta di tubercolosi polmonare a permettergli di non rispettare l’impegno, questa volta senza nessun senso di colpa, questa volta senza più ripensamenti.

 

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   TEMA NATALE                                    RIVOLUZIONE SOLARE 1917

 

L’Ascendente di rivoluzione per il 1917 è ancora Bilancia, segno tradizionalmente legato all’imparziale capacità di giudizio e alla capacità di scelta anche se è più facile che sia il destino a mettere i nativi Bilancia di fronte alla necessità di dover scegliere; Liz Greene associa al segno della Bilancia il mito di Paride e quello di Teresia. E per Franz torna di nuovo dilemma: “essere felice nell’infelicità o essere infelici nella felicità?”.

Venere – come pianeta signore dell’Ascendente di rivoluzione – nel tema di rivoluzione si trova congiunta a Saturno a indicare serietà d’intenti, desiderio di stabilità sentimentale ma anche un periodo di grandi rinunce. Il trigono di Urano di rivoluzione alla Luna radix è liberatorio e la doppia enfasi creata dal sestile Luna-Urano di rivoluzione tra terza e quinta, ha sicuramente un ruolo non indifferente nel desiderio di rivedere le decisioni in merito alla ennesima proposta di matrimonio. Mentre la congiunzione Mercurio-Plutone di rivoluzione e la sovrapposizione della sesta casa di rivoluzione sull’ottava radix ci indica il manifestarsi di una malattia che già da qualche tempo agiva silente.

Così si conclude la storia d’amore tra Franz e Felice. Una complicata storia d’amore nata, sviluppatasi e finita all’insegna del transito di Nettuno in anello di sosta sui gradi di Marte.

L’inizio e la fine di un grande sogno di redenzione.

 

 

Bibliografia

 

Opere su Franz Kafka:

“Kafka” di Pietro Citati, Rizzoli, Milano 1987

“Kafka, processo alla parola” di Claude Thiébaut, Universale Electa/Gallimard 1997

 

Opere e raccolte di opere di Franz Kafka:

“America”, Mondadori, Milano 1983

“Il Castello” a cura di Roberto Fertonani, Mondadori, Milano 1983

“Lettere a Felice” a cura di Ervino Pocar, Mondadori, Milano 1982

“Il Processo”, Mondadori, Milano 1986

“Confessioni e Diari” a cura di Ervino Pocar, Mondadori, Milano 1983

“Tutti i racconti” Mondadori, Milano

 

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