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PERCEZIONE E SCORRERE DEL TEMPO |
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NELLA DIALETTICA Y-CRONO/NETTUNO |
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di
Patrik Costamagna |
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Pubblicato
sul n. 6 di Albatros |
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Ottobre 2008 |
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“Cosa, allora, è il tempo ? Se nessuno me lo chiede, lo so; se desidero spiegarlo a
colui che me l’ha chiesto, non lo so”
Sant'Agostino (Le confessioni) |
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Salvador Dalì “La persistenza della memoria”
conosciuto anche come “Gli orologi molli” |
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Quando
ero piccolo, nella piazza in cui si giocava tutti insieme, c’era un’antica
fontana. Uno dei nostri passatempi preferiti era quello di spruzzarne l’acqua
sull’asfalto. Restavamo lì ad osservare quell’acqua che pian piano formava
diversi rivoli, i quali tornavano poi a riunirsi in un unico rigagnolo che si
infilava giù per una discesa. A quel punto scendevamo sempre un po’ più in
basso aspettando che il rigagnolo, guadagnando terreno, ci raggiungesse, e
nel mentre contavamo i secondi che passavano. Non sapevamo bene il perché, ma
il tutto ci appariva estremamente affascinante… Era solo un gioco… un gioco
che però ci avvicinava in qualche modo al grande mistero dello scorrere del
tempo e alla sua percezione. |
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Questi
concetti, dal mio punto di vista, risultano presenti nelle corrispondenze
simboliche della coppia dialettica Y-Crono/Nettuno, rispettivamente “signori”
della Vergine e dei Pesci nella visione zodiacale morpurghiana. Dialettica
degli opposti che come sempre non si manifesta solamente in concetti
antitetici, ma implica anche parallelismi comuni e richiami reciproci. |
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Intanto
il tempo (Y) scorre… proprio come l’acqua (Nettuno)… accostamento antico come
il mondo. E allora come non pensare subito al “panta rei” di Eraclito
e al suo celebre aforisma, in cui associa l’immagine del fluire dell’acqua al
fluire del tempo per far comprendere come tutto sia sottoposto alla sua legge
inesorabile: “non ci si può bagnare due volte nello stesso fiume perché né
l’uomo né l’acqua sono più gli stessi”. È la teoria del divenire, in cui
proprio grazie allo scorrere del tempo ha luogo la metamorfosi nettuniana. I
giorni e le stagioni si susseguono ad un ritmo sempre uguale e ripetitivo
(Y), ma ogni giorno e ogni stagione saranno diversi, in continua e perenne
trasformazione (Nettuno)… come noi stessi d’altronde, insieme a tutto quello
che ci circonda. |
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Interessanti
anche i racconti dell’origine del mondo di Omero e di Esiodo correlati alla
considerazione, da parte di Lisa Morpurgo, di Y-Crono come pianeta delle
origini poiché legato all’inizio del tempo. Nella “Teogonia” Esiodo afferma
che in principio c’era il Caos (Nettuno) ritenuto dalla mitologia greca
l’elemento primordiale da cui nacque l’universo, il cosmo (da cosmos cioè
ordine, quindi Y). Nell’Iliade Omero parla del “fiume” Oceano, come l’origine
di tutto, degli dei e degli uomini, che dopo aver creato il mondo comincia a
scorrere agli estremi margini della terra rifluendo in sé stesso in un ciclo
ininterrotto. Immagine simbolica della nascita del mondo con il tempo e anche
immagine simbolica della ciclicità del tempo. E non stupisce neanche,
considerando la nostra dialettica, che Oceano fosse ritenuto confine e
limite, concetti ypsilonici, tra il mondo conosciuto e l’ignoto nettuniano. |
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Il
fluire ininterrotto in sé stesso di Oceano rimanda poi all’Uroboro, il mitico
serpente che si morde la coda ricreandosi continuamente, simbolo antico e comune
a molte culture, che rappresenta la ciclicità del tempo e la percezione del
tempo come eterno ritorno dell’uguale (Y). Concezione che ha da sempre
affascinato popoli, come ad esempio i Maya, e grandi pensatori, dal biblico “niente
di nuovo sotto il sole” di Qoelet (Libro dell’Ecclesiaste) fino a
Nietzsche: “il tempo presenta una natura ciclica. Tutto ciò che accade è
destinato a ripetersi, sempre uguale” (Così parlò Zarathustra). |
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È
anche significativo che nell’antichità l’acqua venisse usata proprio per
misurare il tempo. In Cina ad esempio furono inventati vari tipi di orologi
ad acqua, mentre in occidente dai Babilonesi, agli Egizi e infine presso i
Greci abbiamo la famosa clessidra. Noi solitamente la associamo alla sabbia,
ma in origine questo strumento, come ci ricorda la sua etimologia, funzionava
ad acqua. Clessidra significa infatti rubare, sottrarre l’acqua. Acqua che è
da sempre immagine simbolica di vita, ed è proprio la vita che sentiamo
venirci sottratta in qualche modo dal tempo con il suo passare. Sarà
probabilmente anche per questo che lo si è percepito come tiranno (Y in
Leone-5^casa), come signore spietato e padrone dispotico delle nostre vite,
dove tutto giace sotto il suo dominio. Visione che porta l’uomo a sentirsi
schiavo del tempo e che si contrappone ad un’altra concezione, quella di uno
strumento a servizio dell’uomo (Y in Vergine-6^casa). Infine, la presenza di
Y in Gemelli-3^casa, richiama il fatto che, come scrisse già Aristotele, “il
tempo è indissolubilmente legato al movimento” (Fisica). D’altronde la misura
dello scorrere del tempo è stata sempre riferita alla velocità di un
movimento: da quello apparente del Sole e di tutti gli astri della volta
celeste, della sabbia o dell’acqua nella già citata clessidra, a quello del pendolo
galileiano o degli ingranaggi e delle lancette degli orologi meccanici, fino
ad arrivare ai moderni orologi atomici, che funzionano in base alle
“oscillazioni” di alcuni atomi posti in particolari condizioni. |
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È
utile a questo punto considerare brevemente le varie posizioni di Y nello
zodiaco e il ruolo del tempo nelle varie trasformazioni dell’età evolutiva
studiate dalla psicologia dello sviluppo nei suoi vari approcci, soprattutto
negli sudi di Piaget, in relazione anche al modello temporale ed evolutivo
delle case elaborato da Lidia Fassio. |
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Y
in trasparenza in Ariete-1^casa ci parla di come sia proprio la nascita il
momento dell’inizio della nostra esistenza nel tempo. Si può ipotizzare che
con il primo respiro (Y) il neonato ponga il suo primo mattone nella
costruzione di quella che sarà la consapevolezza temporale della sua
esistenza. Il neonato infatti, come vedremo, arriva da una condizione di
a-temporalità, e quindi il concetto di “tempo”, non essendo un’idea innata,
un a-priori, dovrà essere “costruito” nella sua mente. |
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Dall’età
di un anno in poi troviamo Y in Gemelli-3^casa. In questo periodo il bambino
comincia a rendersi conto di essere inserito in un ambiente circostante che
ha una realtà fondamentalmente temporale. È proprio il rapporto e l’adattamento
ai riti, alle cadenze, alla ripetizione dei ritmi delle esperienze di questo
ambiente che fanno sì che il bambino applichi la nozione di tempo alla
successione di questi fenomeni. L’acquisizione del linguaggio è poi un altro
elemento importantissimo per lo sviluppo della temporalità. Il neofreudiano
Lacan ad esempio riteneva l’esperienza del tempo come un effetto del
linguaggio stesso e di conseguenza senza di esso non ci sarebbe il senso
dello scorrere del tempo. È anche interessante che il bambino in questa fase
non utilizzi ancora dei vocaboli che si riferiscano al passato; questo
avverrà durante la fase Cancro-4^casa. |
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Con
Y in Leone-5^casa , quindi, l’ “acquisizione” del passato aumenta la capacità
del bambino di orientarsi nel tempo e contribuisce anche alla costruzione
della sua identità. Rendersi conto di avere una storia personale, unita alla
coscienza di permanere attraverso il tempo e alla consapevolezza di avere una
prospettiva temporale sono prerogative fondamentali per concepire di avere
un’identità. Non solo, ma in questa fase il concetto di tempo diventa
essenziale per la risoluzione della fase edipica freudiana. Questa si
conclude proprio quando il bambino differisce la soddisfazione di un
desiderio finché non sarà possibile realizzarlo. |
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Con
l’ultima tappa di Y in Vergine-6^casa – periodo che inizia verso i sei anni –
si conclude la costruzione della nozione del tempo. Alla base di questo vi è
l’acquisizione della piena capacità di “ordinare” gli avvenimenti in un
sistema logico e soprattutto la comprensione della relazione più veloce-meno
tempo, capacità che al bambino sono precluse prima dei sette-otto anni.
Inoltre, questa fase coincide con l’ingresso nella scuola, grazie anche alla
quale il tempo assume un’importanza decisamente rilevante nelle giornate del
bambino. La vita scolastica è fortemente regolata dall’orologio, con le
lezioni, gli intervalli, e gli ingressi e le uscite a determinati orari. Ma
anche il resto della vita quotidiana diventa fortemente programmata a causa dei
compiti e delle varie attività che solitamente si intraprendono con l’inizio
della scuola, quali ad esempio il catechismo o la pratica di un’attività
sportiva. Il bambino si sente così inevitabilmente “costretto”, almeno nella
nostra società, ad adattarsi e a conformarsi al tempo “socializzato”, quindi
oggettivo, convenzionale, lineare e ripetitivo, che, in questa fase con la
scuola e le varie attività, e un domani principalmente con il lavoro,
regolerà sempre di più i ritmi quotidiani della sua esistenza. |
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Passiamo ora ad un’altra considerazione. Lo scorrere del tempo presenta le varie caratteristiche ypsiloniche, ma ecco che se pensiamo alla percezione di questo scorrere ritroviamo caratteristiche prettamente nettuniane. Il tempo infatti è stato sempre percepito come sfuggente e inafferrabile, basti ricordare, ad esempio, il “Tempus fuggit” dei latini… Esso sfugge anche ad ogni tentativo di definizione e di interpretazione razionale. “Prima di dare una definizione di tempo bisognerebbe sapere che cos’è…”: queste sono le parole di Étienne Klein uno dei più famosi studiosi contemporanei dell’enigma del tempo in fisica e autore di vari libri sull’argomento. Per ora infatti non esiste una definizione unanime del concetto. |
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Inoltre le ultime scoperte nel campo del macrocosmo e del microcosmo, operate rispettivamente dalla fisica moderna e dalla fisica quantistica, sono praticamente giunte ad una conclusione che aveva già intuito Parmenide, che nell’antica Grecia nel suo scritto “Sulla natura” arrivò a sentenziare: “Il tempo non esiste, è pura illusione” (Nettuno). È praticamente lo stesso concetto espresso da Einstein quando scrisse, in una lettera alla famiglia di un amico defunto, “per noi che crediamo nella fisica la divisione tra passato presente e futuro ha solo il valore di un’ostinata illusione”. |
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Non
solo, ma pur essendo sempre la successione di istanti equivalenti (Y) come
durata, molte volte il tempo sembra invece scorrere illusoriamente in modo
diverso (Nettuno), accelerando o rallentando nella nostra percezione. Tutti
noi abbiamo fatto esperienza di come, in particolari condizioni, i minuti e
le ore non sembrano passare con la solita cadenza. A volte sembra infatti che
il tempo non passi, e ce ne lamentiamo, mentre al contrario altre volte
diciamo che purtroppo il tempo è volato via per quanto è passato velocemente…
Una coscienza del tempo diversa quindi a seconda dell’esperienza vissuta, ed
in contrasto con la misura oggettiva dell’orologio. Quello che succede anche
a seconda dell’età: più siamo giovani e più il tempo rallenta, più si avanza
verso la senilità e più esso sembra invece accelerare il suo ritmo. |
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Nella
dialettica degli opposti se Y-Crono è il tempo Nettuno sarà allora il
non-tempo, l’a-temporale, l’eternità. Eternità che è sempre stata associata
nelle religioni a Dio, al divino (Nettuno) e anche indicata escatologicamente
come fine ultimo dell’uomo (Nettuno in Pesci-12^casa). Ma se ci pensiamo bene
c’è un periodo della nostra vita in cui abbiamo già sperimentato questa
a-temporalità. È probabilmente ciò che abbiamo percepito durante la nostra
vita intrauterina, immersi nel liquido amniotico nettuniano, immersi in quel
non-tempo, quel paradiso terrestre sperimentazione di eternità, la cui
sensazione si farà sempre presente in tutta la nostra esistenza, come
nostalgia e anelito, proprio attraverso il pianeta Nettuno. Dato che questa
sensazione, che potremmo definire “imprinting d’eternità”, è stata provata
nella relazione con la madre, verrà conseguentemente ri-cercata, e in qualche
modo anche ri-provata, sempre nell’alterità: lo stesso “percorso” zodiacale
nettuniano lo conferma svolgendosi interamente nella parte superiore dello
zodiaco, nei quadranti dell’io-tu e dell’io-noi. Non solo quindi nel “per
sempre” provato e desiderato nella relazione privilegiata con l’altro da sé
(Nettuno in trasparenza in Bilancia-7^casa) ma ad esempio anche nella
relazione con il divino fino all’ esperienza a-temporale dell’estasi mistica
(Nettuno in Sagittario-9^casa), oppure nel cooperare ad un progetto comune
che potrà perpetuarsi ed essere utile anche alle generazioni future (Nettuno
in Acquario-11^casa). |
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Si
parla di eternità anche quando si è nell’ambito dell’arte (Nettuno). Il vero
artista infatti con le sue creazioni, in qualsiasi forma vengano espresse,
dalla musica alla pittura, dalla poesia alla scultura, ha la capacità di
cogliere e saper comunicare un qualcosa che va al di là del tempo
contingente. Significativa nel nostro contesto è questa definizione del
pittore astrattista russo Kandinskij: “L’arte oltrepassa i limiti nei
quali il tempo vorrebbe comprimerla”. |
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L’a-temporalità
è anche una delle caratteristiche che Freud attribuì all’inconscio (Nettuno)
e conseguentemente ai sogni che sono uno dei linguaggi privilegiati in cui si
esprime. I processi del sistema inconscio infatti non solo non seguono un
ordine temporale, ma non risentono del passare del tempo per cui mantengono
inalterata la loro forza. L’oceano e il mare, regni di Poseidone, sono
inoltre usati molto spesso in psicologia proprio come metafora dell’inconscio. |
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Ultimo,
ma non per importanza, nella dialettica Y-Crono/Nettuno, nelle rispettive
simbologie di temporalità ed eternità, si svolge anche uno dei più grandi
drammi dell’uomo, che nell’Io si percepisce soggetto allo scorrere del tempo
e ha quindi la consapevolezza di essere mortale, mentre nell’esperienza del
Sé si sperimenta come eterno. Il concetto di tempo è stato molte volte
associato all’Io, ad esempio dal filosofo tedesco Reichenbach: “io sono”
equivale a “io sono ora”; da Hegel: “il tempo è il principio medesimo
dell’io”, e da Kant: “io sono il tempo”. D'altronde il Sole-Io si “lega”
schematicamente ad Y sia nell’esaltazione in Ariete, sia soprattutto nel suo
domicilio in Leone, e diviene di conseguenza partecipe per ben due volte
della dialettica con Nettuno, che nelle sue simbologie di totalità,
a-temporalità, di rimando al divino e al trascendente può essere accostato
all’istanza del Sé junghiano. |
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Per concludere, illusione o no, per noi purtroppo il tempo (Y) scorre e allora non ci resta che tras-correrlo, andare oltre, nel suo significato di trascenderlo (Nettuno), fino al giorno in cui ci immergeremo nuovamente nelle acque a-temporali di quel sconfinato oceano (Nettuno in Pesci-12^casa) da cui proveniamo e a cui siamo destinati con la speranza di poter fare nostre le parole del celebre poeta: “… e il naufragar m’è dolce in questo mare…” |
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Bibliografia |
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L. Morpurgo – Introduzione all’astrologia |
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K. Kerényi – Gli dei e gli
eroi della Grecia |
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E. Klein – Le strategie di Crono |
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J. Piaget – La costruzione del reale nel bambino
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C. G. Jung – L’uomo e i suoi simboli |
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