ASTROLOGIA KARMICA |
SAMSARA, LIBERO ARBITRIO E KARMA |
di Meskalila Nunzia Coppola |
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Prima
di esplorare i meandri dellAstrologia karmica, è necessario chiarire tre concetti
fondamentali: samsara,
libero arbitrio e karma. |
Il
Samsara è il ciclo eterno del divenire, è linsieme dellesistenza
universale e individuale, retta dal Karma con i suoi corsi e ricorsi ciclici. In altre
parole, è il percorso da uno stato di coscienza allaltro, è il processo di
trasmigrazione da una vita allaltra, sino al raggiungimento della liberazione
finale. Secondo il Tantra,
l'Infinito si manifesta, attraverso la creazione dinnumerevoli universi e illimitate
individualità, ognuna delle quali percorre varie vite e tanti tipi desperienze,
fino a realizzare la natura dell'Infinito che esiste in sé. Vi sono varie ipotesi
sulle modalità dattuazione del passaggio da una vita allaltra. Questa è la
preferita dalle scuole tantriche, ma non solo: dopo il trapasso, lindividuo
sperimenta, solitamente, uno stato di profonda confusione e non sempre è cosciente di
aver valicato laltra dimensione; i riti funebri mirano, infatti, ad offrire al
defunto la possibilità di prendere consapevolezza dellavvenuto passaggio. Si
tratta, in effetti, di una vera elaborazione dellauto-lutto. Questa presa di
coscienza, in una dimensione non più subordinata ai limiti spazio-temporali della vita
terrena, può avvenire in un attimo o dopo giorni o anni o secoli o anche millenni.
Nellattimo in cui lindividuo prende coscienza dellavvenuto cambiamento,
iniziano a delinearsi le fondamenta del cambiamento successivo, vale a dire della nuova
nascita. Nel preciso istante in cui si concretizza la possibilità di una tappa
successiva, termina lo stato di sospensione e lanima sente il bisogno di completare
una gestalt, rinascendo. Allora, la forza magnetica derivante dallincrocio del suo
bagaglio passato con la condizione attuale, genera unattrazione fortissima verso i
futuri genitori, che con la loro storia le permetteranno di realizzare il tipo di vita
inerente al suo karma. Spesso, la forza dattrazione si attiva nellistante in
cui la coppia prescelta è nel pieno dellunione sessuale e quando vi sono tutte le
premesse perché avvenga il concepimento. Infine, il karma dei due genitori
sintreccia con quello della creatura che sta per essere concepita. |
Il libero arbitrio è la
garanzia affinché ogni anima possa scegliere, indirettamente o direttamente, le
esperienze che la condizioneranno nel bene e nel male, sia nella vita attuale sia nelle
seguenti. Basti pensare al modo in cui il pensiero può condizionare il corpo e viceversa,
o a quanto il nostro stile comunicativo incida sulleventuale risposta
dellinterlocutore.Alla nascita, ognuno di noi trova quello che ha scelto in tempi e
condizioni diverse. Si tratta di un percorso molto ampio, i cui estremi, passato e futuro,
s'intrecciano con il relativo presente. Questo presente è l'essenza stessa del libero
arbitrio: salvo apparenti eccezioni, in ogni momento, noi possiamo fare delle scelte
consapevoli, partendo da quello che troviamo "in situazione". Possiamo decidere
di abbandonarci agli eventi, di ignorarli, di collaborare con essi o di contrastarli;
possiamo decidere di essere al di fuori degli eventi, così come possiamo decidere
qualsiasi altra cosa. Il libero arbitrio non ci permette di cambiare la successione delle
stagioni o le condizioni climatiche, a nostro piacimento; eppure, in un rigidissimo
pomeriggio invernale, noi possiamo decidere se sopportare, stoicamente, il freddo o se
avvolgerci in una calda coperta; se eseguire movimenti di riscaldamento, se accendere i
termosifoni o il fuoco, se restare tappati in casa o uscire. Il modo in cui si decide di
reagire al freddo e le azioni che ne conseguono, scaturiscono da una libera decisione, sia
per chi vive sotto un ponte, sia per chi risiede in un confortevole appartamento. Insomma,
in una situazione che dipende da fattori non causati dalla nostra volontà diretta,
possiamo decidere in quale modo affrontare l'evento. Non dobbiamo, però, dimenticare che
siamo esseri umani e che l'onnipotenza non ci appartiene. Come per tante altre realtà
inerenti alla nostra condizione terrena, anche il nostro libero arbitrio ha un suo limite
e benché, grazie alla consapevolezza, possiamo allargarne i confini, sicuramente, non
possiamo eliminarli. In effetti, possiamo migliorare le condizioni della vita, possiamo
prolungarla ma non possiamo eliminare la morte che, tra l'altro, è un transito
obbligatorio. Insomma, noi possiamo migliorare le situazioni in cui ci veniamo a trovare
ma sempre nei limiti delle nostre reali possibilità. Spesso, purtroppo, ci capita di
sottovalutare o sopravvalutare le nostre capacità. In entrambi i casi, finiamo per
peggiorare la situazione. Secondo la cosmogenesi tantrica, in seno ai trentasei principi
della Creazione e del Karma, vi sono cinque Kanchuka o corazze che limitano il nostro
libero arbitrio: Kala o limite temporale; Kala o limite spaziale; Raga o limite volitivo;
Vidiya o limite conoscitivo; Niyati o limite causale. I confini di questi limiti sono
personali, modificabili e reversibili ma restano pur sempre dei limiti, almeno sino alla
Liberazione finale. Volendo, noi possiamo allargare o restringere questi limiti. Niyati,
il limite legato alle cause esterne, come gli eventi naturali, è il meno personale e
perciò, il più difficile da gestire, e lo possiamo sperimentare in situazioni come le
catastrofi naturali o cose simili. Raga, il limite alla volontà è il più personale e
perciò, il più modificabile e flessibile. Un qualsiasi percorso evolutivo, e tra questi
lAstrologia, purché confacente alla nostra natura, ci consente di conoscerci meglio
e ci offre la possibilità di trovare un personalissimo adattamento creativo, affrontando
le situazioni emergenti nella maniera a noi più conveniente. |
Il
termine Karma, dalla
radice sanscrita kr, significa azione, compimento, rito, produzione,
attività. Nel linguaggio ordinario rappresenta anche il lavoro quotidiano. Il
Karma è la Legge
universale
di
azione-reazione
cui nulla e nessuno può sfuggire, nemmeno gli Dei.
Secondo questa legge, le azioni ed i pensieri sono il risultato delle energie che ne
determinano la causa. Nello stesso tempo, le conseguenze delle azioni e dei pensieri
diventano, a loro volta, le cause daltri risultati che, a loro volta, producono
altri frutti, e così via, in una catena ininterrotta. Naturalmente, il karma non è
prodotto solo dalle azioni e dai pensieri ma anche dalle omissioni e dagli evitamenti.
Capita spesso di testimoniare ingiustizie inesplicabili: persone disoneste che, a dispetto
dogni umana giustizia, conducono una vita felice e promettente, mentre creature
innocenti, sono marcate dal dolore o dalla disgrazia, sin dalla nascita. In realtà, gli
uni e gli altri raccolgono i frutti delle vite precedenti, mentre piantano quelli per le
esistenze future. In altre parole, raccolgono e seminano karma. Il
termine karma ha subito spesso interpretazioni arbitrarie ed erronee che ne hanno svilito
lessenza fondamentale. La stessa religione brahmanica e
vedica, portata dai pastori-guerrieri ariani che invasero lIndia, stabilì il
rigoroso sistema delle caste, legittimandolo con il principio secondo cui l'appartenenza
ad una di esse era dovuta all'eredità karmica. E così, da principio di responsabilità e
libertà, il karma fu reso funzionale alla conferma o alla negazione dei privilegi legati
alla gerarchia sociale e natale dappartenenza.
In Occidente, lo si è spesso confuso con il fato e il destino. I primi missionari
sbarcati in India e i colonizzatori di varia origine, avvalendosi dei propri schemi
mentali, attribuirono al Karma il significato di mera reincarnazione, derivante da un
destino ineluttabile, voluto dalla volontà divina, come premio per i propri meriti o
punizione per i propri peccati. In
realtà, non si tratta di una premiazione o di un castigo determinato da una forza esterna
o superiore, né della legge del contrappasso ma di una personalissima coazione a
ripetere (la vita stessa, il Samsara con il suo ciclo di nascita, crescita, morte e
rinascita), a volte assai dolorosa, che si riproduce, sino al momento della consapevolezza
e del cambiamento evolutivo. In ogni vita, lindividuo porta il bagaglio delle
precedenti esistenze ed esso lo accompagna durante il suo percorso alla ricerca di nuove
soluzioni. In questo modo, ad ognuno è data la facoltà di assumersi le proprie
responsabilità e
di modificarne gli effetti, cambiando il proprio modo di agire e pensare. Ogni azione
diventa una possibile sperimentazione per ampliare al massimo la mappa del proprio vissuto
e del libero arbitrio, così da modificare le conseguenze del passato.
Gli archetipi e i
simboli possono essere potentissimi strumenti di conoscenza karmica; essi sono le immagini
di sfondo del karma umanitario e rappresentano gli intrecci dantiche memorie
individuali che formano un racconto collettivo. Il
karma è un principio cosmico assai equilibrato e democratico che aiuta lessere
vivente a confrontarsi con uno stesso problema, fino a superarlo. Secondo questo
principio, la
conoscenza e la liberazione sono subordinate al frutto delle azioni dellindividuo ma
vi è sempre una possibilità di recupero; nessuno potrà essere condannato a soffrire in
eterno all'inferno o in altri luoghi simili perché vi sarà sempre la possibilità di
agire sul proprio karma, al fine di evolvere e progredire. In altre parole, si tratta di
un cammino di speranza in cui non esiste leterna condanna. Il Karma è, infatti, un
percorso formativo che dura diverse vite e che ci permette di evolvere o meno, secondo il
modo in cui usiamo il libero arbitrio nei suoi estensibili o restringibili limiti. Ognuno
potrà, alla fine, tornare a Dio o allInfinito da cui proviene. |
Il
karma si basa su quattro principi fondamentali: |
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1. LEnergia sopravvive
alla morte del corpo. |
2.
Ogni azione, pensiero ed omissione è sia causa, sia effetto. |
3.
Tutte le azioni, le omissioni ed i pensieri prodotti da un essere vivente nel presente,
producono karma futuro e neutralizzano, diminuiscono o accrescono gli effetti del karma
passato. |
4.
Ogni reincarnazione è una nuova possibilità devoluzione. Essa porta con sé
i semi dimpressioni (vasana) e tendenze derivanti dalle esperienze di questa vita e
delle passate esistenze. Linsieme di questi semi è il samshkara (da non confondere
con Samsara,
prima illustrato)
e costituisce la mappa delle predisposizioni karmiche. |
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I
fattori karmici che, correlandosi al passato, indicano gli intrecci di un certo tipo di
esistenza, piuttosto che unaltra sono tre: Adyatmika, Adibhautika e
Adidaivika. |
-
Il fattore Adyatmika (microcosmico, soggettivo, individuale) è direttamente
correlato al sé interiore (atmika). Lorigine e la successiva trasformazione del
benessere e della serenità, delle difficoltà e dei problemi, è insita nella nostra
mente, nei pensieri, nei sogni, nelle fantasie, nelle azioni e nelle omissioni. Gli stadi
della consapevolezza sono il frutto di situazioni emergenti da periodi che abbiamo
dimenticato, quali linfanzia, le condizioni prenatali e in ultima o prima analisi,
le esistenze passate. |
-
Il fattore Adibhautika (fisico, terreno, materiale, mondiale) è legato ad
agenti esterni e spesso indipendenti dalla nostra volontà o dal controllo personale sugli
eventi, come le condizioni atmosferiche, i rovesci sociali e ambientali o altri elementi
scatenanti. Questa componente karmica è la più vicina a Niyati. |
-
Il fattore Adidaivika (macrocosmico, celeste) è definito dalle influenze
astrali. Daivika è la mappa siderale che rappresenta la mente, le emozioni e le azioni
del singolo per rapporto al suo passato. Ognuno di noi è nato in un particolare momento e
in un determinato luogo, e deve necessariamente affrontare le conseguenze di
questevento. Adidaivika è il fattore meno irreversibile e più regolabile: in
teoria, i genitori che lo volessero, con laiuto dellAstrologia, potrebbero
pianificare il concepimento dei propri figli, in modo da offrire loro la possibilità di
vivere in condizioni migliori. Daltro canto, la conoscenza della propria mappa
celeste e un appropriato lavoro sulle progressioni o su altri elementi dinamici
delloroscopo, offrono allindividuo la possibilità di modificare le attitudini
che producono effetti deleteri. |
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Per quanto concerne il processo
dattuazione, tre sono i principi che concorrono alla realizzazione del Karma: il
prarabdha o delle azioni che iniziano a dare i frutti; il kriyamana o delle azioni
correnti; il samchita o dei residui dazioni accumulate. |
- Prarabdha karma è
linsieme delle azioni pronte per dare i frutti. Prarabdha è la situazione che si
trova al momento del concepimento e poi della nascita. Prarabdha indica il nostro stato
attuale desistenza e le caratteristiche che, nella presente incarnazione, ognuno
possiede: corpo, personalità, attitudini, qualità, difetti, potenzialità, ecc.. In
sintesi, è ciò che ha spinto lanima a scegliere quel tipo di genitori, quel
determinato ambiente e la situazione della vita attuale. Quando le tendenze in situazione
si manifestano, lindividuo ha la facoltà di scelta allinterno di esse e se
usa lintuizione, la coscienza e il discernimento per vivere saggiamente, potrà
sempre avere la forza di evolvere con laiuto di scelte e relazioni consapevoli. In
Astrologia karmica, i
Nodi lunari e Venere sono indicatori di prarabdha. Lavorando, evolutivamente, sulla natura
di questi fattori astrologici, tenendo presente il progetto di vita originario e
limprinting natale, lindividuo può meglio comprendere le esperienze e le
relazioni passate, così da attivare una maggiore realizzazione del processo di crescita. |
- Kriyamana karma, detto
anche agami o vartamana o istantaneo, indica la possibilità di risoluzione o
intensificazione del karma accumulato. Grazie ad esso, lessere vivente può
mantenere, migliorare o peggiorare la propria attitudine verso le esperienze della vita,
ignorando, accettando o negando che esse abbiano origine dal modo in cui egli struttura il
suo pensiero, le azioni, le scelte, le omissioni e gli evitamenti. Si tratta anche di
tutto quello che si compie o non si compie nella vita attuale, e che fonda le basi per le
prossime reincarnazioni. In astrologia karmica, Mercurio, Marte e Giove (soprattutto una
loro eventuale relazione), sono indicatori di Kriyamana. |
- Samchita karma o Karma Cumulativo è formato
dallinsieme dei residui dazioni compiute in varie esistenze ma non ancora
mature per dare frutti immediati. Questo tipo di karma è composto dal
materiale non elaborato, che in questa vita e nelle altre, è stato stivato in una parte
del subconscio e nella memoria genetica. Una volta attivato, samchita matura in fretta e
partendo da ciò che emerge, di volta in volta, può causare esperienze traumatizzanti e
inattese, ma anche meravigliosi lampi dinsight e azioni liberatorie, portando
lindividuo alla consapevolezza. In Astrologia, Saturno è lindicatore del
Samchita in azione, mentre la Luna e il Sole sono indicatori del modo in cui la
potenzialità di Samchita viene espressa, sin dalla nascita. |
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Per
collaborare con il processo karmico e trascenderlo, ottenendo la liberazione dal Samsara,
gli asceti praticano varie strade, di cui la più semplice è il karma yoga
o niskamakarma, ossia il processo di liberazione dai vincoli e dai limiti generati
dalle attività. Esso è strettamente legato al distacco dal frutto delle azioni,
piuttosto che alla rinuncia dellazione stessa. Il karma yoga è un altro termine
spesso travisato e male interpretato; molti lo confondono con il volontariato o con il
lavoro fatto per il bene della comunità, di un ideale o del maestro, un tipo di servizio
questo, assai nobile, ma daltra natura e che si chiama Sheva. I
laici possono realizzare una forma semplificata di karma yoga, attraverso la
consapevolezza interiore e il non attaccamento al proprio lavoro o
ai suoi vantaggi, compresi i risultati e i traguardi da raggiungere. Si
tratta, comunque, di un percorso difficile da realizzare, perché richiede la continua
consapevolezza dei pensieri, delle sensazioni, delle emozioni e delle azioni quotidiane,
oltre ad un approccio
quasi sacro al proprio lavoro. Gli esseri umani lavorano per concretizzare un ideale ma
anche per realizzarsi, per ottenere ricompense e profitti a favore di se stessi e dei
propri cari, per nutrire le proprie ambizioni, per la ricerca del potere personale, per la
semplice gratificazione e per tante altre ragioni. Con il trascorrere del tempo, molti
rischiano di diventare schiavi del proprio lavoro e degli utili ricavabili o non, finendo
per viverlo solo come fonte di benessere o di malessere, secondo i casi. Accade spesso
che, dopo liniziale zelo e limpegno appassionato, a poco a poco, alcuni
finiscano per annientarsi nel lavoro, facendo scelte sempre più interessate e venali, pur
di mantenere o aumentare lo standard ottenuto. Lidea del profitto o
delleconomia prende, così, il sopravvento su tutto il resto. Altri si alienano
nella corsa verso le ambizioni, il successo o il benessere totale, fino alla schiavitù,
allannientamento della propria natura e allindifferenza verso quella degli
altri, compresi gli utenti, i colleghi o gli associati di vario genere. Un rischio che,
prima o poi, può scaturire da questapproccio, è il rallentamento o il blocco della
propria evoluzione, anche al punto di capovolgere la situazione acquisita e produrre
inadeguatezza e fallimenti, non solo dal punto di vista etico o spirituale ma anche da
quello professionale e sociale. Il karma yoga può essere un ottimo strumento di
prevenzione per questo tipo di degenerazione. Naturalmente, il karma yoga non deve
necessariamente trasformare gli individui in missionari al totale e cieco servizio delle
imprese o degli utenti, anche perché in questo modo, si potrebbe addirittura capovolgere
la situazione, producendo mistificazioni di vario genere. Il laico che pratica il karma
yoga, pur vivendo ogni attività lavorativa come un atto sacro, come mezzo
devoluzione e come rito, non rinuncia al suo guadagno, chiede e riceve la sua giusta
remunerazione ma non subordina il proprio lavoro al solo profitto o alla sola crescita
personale. Nel programmare le attività lavorative e nellespletare i suoi compiti,
egli è concentrato sulle persone verso cui è indirizzato il suo servizio e non sui
tornaconti personali. Daltro canto, senza dover arrivare agli estremi devozionali ed
esulando dalla scelta delladepto che santifica il proprio lavoro,
questapproccio dovrebbe far parte delletica professionale di ognuno, ed ancor
più di chi esercita professioni basate sulla relazione daiuto. In primis, gli
astrologi. |