LA TRASGRESSIONE

IN PSICOLOGIA, NEL MITO E IN ASTROLOGIA


di Maria Teresa Mazzoni

 

Relazione presentata al Congresso Internazionale CIDA

7-8-9 novembre 1997, Palazzo del Cinema, Venezia Lido

 

 

In psicologia la trasgressione è considerata un elemento indispensabile alla crescita individuale. Jung parla della “legge del proprio essere” riferendosi a quella spinta interiore che ad un certo punto della vita ci spinge a diventare noi stessi nonostante i conflitti posti dalle circostanze esterne e dalle nostre difficoltà interiori. Fromm a sua volta afferma che la capacità di disobbedienza può essere l’elemento decisivo tra il futuro dell’umanità e la fine della civiltà stessa.

Certo è che la storia dell’uomo è cominciata con due mitiche trasgressioni: quella di Adamo ed Eva e quella di Prometeo, che rappresentano entrambi momenti fondamentali dell’evoluzione umana.

La prima è rimasta nell’inconscio collettivo come Peccato Originale perché con quell’atto spezzò il legame simbiotico fra l’uomo e la natura. Adamo ed Eva vivevano nell’Eden in uno stato di completa armonia, simile a quello in cui vive il bambino nel ventre materno, ma mangiando il frutto proibito tagliarono il cordone ombelicale che li univa alla Terra Madre, quindi furono cacciati dal Paradiso. Da quel momento essi conobbero l’ostilità della natura e la loro estraneità reciproca ma, seppur nella paura e nella solitudine, dovettero imparare a contare soltanto sulle proprie forze e fu proprio questa dolorosa esperienza che fece fare loro il primo passo verso l’individualità. Il distacco dalla natura fu ovviamente un lungo processo e il senso di comunione che aveva contraddistinto la vita nell’Eden fu sostituito man mano dal senso di appartenenza al clan, alla religione dei padri, alla propria comunità sociale. Questa identità ha ridato ogni volta all’uomo una parziale sicurezza perché lo ha ricollocato in un contesto ordinato dove ciascuna cosa ha la sua funzione, ma allorché l’uomo si ritrova di fronte ad un conflitto morale o ad una decisione esistenziale, viene riafferrato dal senso di solitudine e dal dubbio di Adamo ed Eva. Si ripropone infatti per lui l’esperienza di scegliere il proprio destino nell’Universo o la propria posizione nella società, oppure di dare un significato alla propria vita, ed in quel momento egli si sente disperatamente solo.

Il mito di Prometeo ci narra invece del furto del fuoco a Zeus, rimasto nella memoria collettiva come caposaldo dell’evoluzione umana. Questa azione indubbiamente fondamentale per lo sviluppo dell’umanità, marcò non solo l’inizio del progresso ma l’avvento della coscienza. L’eroe trasgredì pur essendo consapevole della terribile punizione che lo aspettava; tuttavia non si spaventò né si pentì ma anzi affermò con orgoglio di preferire l’incatenamento a quella roccia piuttosto che essere “il servo obbediente degli dei”.

Le prime trasgressioni della storia sono state vissute quindi con una diversa consapevolezza: Adamo ed Eva agirono sotto la tentazione del Serpente, simbolo dell’istinto, e a quest’azione seguirono il senso di colpa e la paura; Prometeo invece scelse. Il suo fu un atto di volontà, espressione di quella legge interiore che Jung chiama “legge del proprio essere” e che richiede il superamento dei limiti imposti.

Da Prometeo in poi l’uomo ha infatti continuato ad evolversi attraverso successive trasgressioni e il suo sviluppo materiale e morale, intellettuale e spirituale è dipeso dalla capacità di dire “no” a tutto ciò che voleva limitare la sua coscienza e la sua mente.

Pensiamo a Socrate e a Galileo, e capiremo come l’uomo abbia ogni volta lottato per il diritto ad essere sé stesso; come abbia sempre cercato di opporsi a tutte quelle autorità civili e religiose per le quali il “nuovo” era sempre proibito e come in nome delle diverse idee abbia dovuto affrontare la prigione, l’ostracismo, la morte. La trasgressione ha quindi un suo profondo significato; in essa è implicita la possibilità di sbagliare e regredire così come sono impliciti il dubbio e il senso di colpa, la solitudine rispetto al contesto familiare e sociale in cui si vive; ma solo affrontando questi rischi l’uomo sviluppa la sua individualità, acquisisce la sua autonomia, realizza la sua autenticità.

 

Lo Zodiaco, nella complessità del suo simbolismo, indica la gamma delle esperienze umane e tra esse non può mancare la trasgressione. I 12 segni zodiacali propongono diversi stadi evolutivi; contemporaneamente tuttavia prospettano i “rischi” connessi a ciascuna modalità di sviluppo. Lo stesso tema natale ci prospetta un percorso lungo in cui si incontreranno ostacoli, si erigeranno barriere in apparenza invalicabili e questi sono i limiti che gli dei, la natura o la vita hanno scelto per noi. Ma l’uomo non riesce ad accettare passivamente questo destino e spesso capita che con diversa consapevolezza si ribelli e cerchi di decidere da solo, travalicando quei confini che gli sono stati imposti. Ecco quindi la trasgressione che da un lato è la “caduta” di Adamo ma dall’altro è l’orgoglioso tentativo di realizzare sé stessi.

I rischi impliciti in ogni segno zodiacale sono gli ostacoli con cui dovrà confrontarsi colui che cerca di esprimere pienamente la propria natura, ma poiché non c’è crescita o evoluzione che non implichi la rimessa in gioco di sé stessi con la sofferenza e i dubbi che ciò comporta, questi rischi costituiscono il tentativo stesso di piena realizzazione e affrontarli, viverli, farne reale esperienza significa cercare di superare i limiti o seguendo l’istinto, come Adamo ed Eva, oppure scegliendo, come fece Prometeo.

Ogni segno zodiacale comprende la possibilità di sbagliare o trasgredire e l’errore può essere occasione di regresso o al contrario di crescita; torna la legge interiore di Jung che spinge verso l’adempimento di sé stessi, e questo dovrebbe coincidere con il nostro segno solare. Gli obiettivi, la finalità del segno solare sono la meta che, secondo come la pensiamo, ci è stata destinata o ci viene proposta; il confronto con gli ostacoli, i rischi e i pericoli di cui il segno è portatore è inevitabile, ma da questi dipende la nostra crescita ed evoluzione.

Chi crede ad un destino prestabilito rischia di subire non solo il segno solare, ma tutto il tema natale; di far parte di quelli che vivono senza scegliere e senza capire. Per quelli che credono ad un adempimento del proprio segno, alla realizzazione della meta proposta, questa può equivalere al mitico viaggio dell’Eroe che affronta pericoli mortali per cercare il tesoro nascosto. Gli uni e gli altri nel loro percorso esistenziale incontreranno la Proibizione, l’Ostacolo da non superare, la Porta da non aprire e forse il Mostro messo a guardia del Tesoro, ma ogni volta si tratterà di decidere come Adamo o come Prometeo, quindi con l’incoscienza dell’istinto o con la consapevolezza della ragione, sicuri comunque che la trasgressione comporta la Punizione. Dall’Ariete ai Pesci essa è in agguato, pronta a penalizzare gli sforzi di colui che cerca di realizzare sé stesso, ma a livello astrologico è importante capire quali sono i fattori che per istinto maggiormente spingono a trasgredire senza consapevolezza e quindi con un senso di colpa, e quali sono le componenti che invece, rifiutando l’idea di una vita già segnata, hanno difficoltà ad accettare le regole scritte dagli altri.

In quest’ottica gli Elementi sono fondamentali, perché la predominanza di uno di loro dà al carattere un preciso indirizzo e predispone a vivere la realtà in modo più passivo o più reattivo.

I segni di Terra che per loro natura sono portati a dar forma alle cose, e ad inquadrare le situazioni, sembrano essere i meno propensi alla trasgressione. Essi hanno bisogno di stabilità e concretezza, vogliono costruire sulla realtà presente e per questo hanno bisogno di certezze, di ordine e spesso di gerarchia; di valori precisi che non vengano continuamente messi in discussione. Nel loro timore di perdere il controllo della situazione, questi segni possono diventare drastici e dogmatici, possono scegliere di non scegliere, cosa che può ritardare la loro presa di coscienza e renderla frutto di sconvolgimenti non scelti ma subiti.

I segni di Acqua invece sono passionali, pieni di fantasia, suggestionabili; seguono le emozioni spesso irrazionali o un istinto non sempre consapevole. Essi possono trasgredire per amore o per paura; la passività dell’Elemento li spinge a subire il coinvolgimento da parte delle persone o delle circostanze che si presentano ai loro occhi come ingovernabili. I loro comportamenti possono essere perciò di volta in volta ligi o trasgressivi non tanto per una precedente scelta o per una sofferta decisione quanto per intuizione o irrazionalità e, poiché non riescono a controllare razionalmente il loro amore, la loro rabbia, la loro paura, hanno difficoltà a capire come il “castigo”, la pena, le sofferenze siano una diretta conseguenza delle loro azioni. Solo il tempo e ripetute e dolorose esperienze potranno far acquisire una nuova coscienza di sé e delle proprie motivazioni.

Ben diversa è la situazione del Fuoco e dell’Aria il cui dinamismo non è imprigionabile.

Il Fuoco soprattutto è guizzante perciò imprevedibile; il suo calore è sinonimo di entusiasmo e di ideali; il suo calore è indice di passione, la sua luce è simbolo di coscienza. Tutti tre i segni hanno un senso eroico dell’esistenza che non li fa fermare davanti a nessun ostacolo. Il coraggio, il senso di sé e della propria dignità umana, la ricerca del senso della vita caratterizzano le loro azioni e le loro scelte e perciò il tentativo di decidere da soli della propria vita è molto probabile. Le loro azioni sono quasi sempre motivate da ideali personali e collettivi; esse sono vissute come un impegno ma la presunzione, l’idealismo o l’ingenuità che ne sono alla base non danno la misura delle conseguenze che ne derivano, motivo per cui la presa di coscienza può essere vissuta con molte sofferenze.

L’Aria infine, intangibile e inafferrabile, stimola la curiosità e sfida i tabù; essa è l’Elemento della Ragione e del Principio Astratto per cui i valori morali e sociali sono suoi figli. Tuttavia anche se la sua razionalità impone obiettività e distacco al punto che le passioni dell’Acqua e del Fuoco non riescono mai a coinvolgerla, il suo spirito di conoscenza la rende sempre disposta a considerare e idee diverse, nuove, sconosciute e la rende sempre desiderosa di farne personale esperienza. Essa è la mente sulla quale nessuno può comandare, il Pensiero che nessuno può limitare, l’idea che nessuno può uccidere. I grandi pensatori sono stati spesso perseguitati, ma le loro idee sono sempre sopravissute. Questa consapevolezza di intangibilità può diventare però presunzione o superbia ed essere quindi il vero limite da superare.

Riguardo ai segni zodiacali, fermo restando che la trasgressione è implicita in ognuno di loro, ve ne sono sicuramente alcuni più decisi a vivere secondo la propria natura, come si è visto parlando degli Elementi. Anche in quest’ambito tuttavia c’è una differenziazione da fare: fra i segni di Fuoco il Sagittario è più legalitario e conformista, mentre nell’Ariete la vitalità impulsiva e lo spirito di conquista di un IO che ha assoluto bisogno di esteriorizzarsi, spinge a non tenere in alcun conto gli ostacoli e i condizionamenti; la stessa cosa possiamo dire per il Leone anche se le motivazioni sono diverse. Qui infatti vive alla base il senso della propria unicità e l’orgoglioso rifiuto a sottomettersi, per cui la trasgressione viene vissuta come scelta in un certo senso idealistica.

Fra i segni di Aria la Bilancia è la più indecisa per natura e comunque più interessata a mediare che a contestare, mentre nei Gemelli l’insaziabile curiosità porta a forzare i limiti, anche fisici, pur di vivere nuove esperienze ed instaurare contatti diversi con un prossimo vissuto sia come fratello che come rivale. Nell’Acquario infine l’aspirazione a cambiare il mondo e a realizzare il futuro porta a cercare di superare le leggi che governano il presente.

C’è poi lo Scorpione, segno d’Acqua, per il quale il limite è solo la Morte e poiché “Essere” qui equivale ad “Esistere”, la trasgressione diventa una componente essenziale.

Altro fattore fondamentale nella valutazione delle tendenze trasgressive è dato dalle Case: ogni qualvolta una Casa è fortemente abitata ci troviamo di fronte ad un possibile sbilanciamento delle energie che può far vivere in modo prioritario e talvolta esasperato alcune tematiche della vita. In tale situazione per l’uomo può diventare più difficile rendersi conto delle motivazioni profonde indicate dal Sole o dal suo segno zodiacale; egli si sente istintivamente attratto dal settore così fortemente stimolato ed è con questo che si deve confrontare anche quando il Sole non è presente. Che il Luminare ci sia o meno, una casa molto forte indica comunque un percorso inevitabile, un aspetto della vita che deve essere vissuto ma in cui si nasconde il Grande Ostacolo, la trasgressione e spesso l’espiazione.

Passando ai pianeti: Marte, Mercurio, Urano sono quelli che a vario livello agiscono sull’individualità spingendo l’uomo ad esprimersi, realizzarsi, differenziarsi superando le regole e i condizionamenti. La loro valutazione per Elemento, segno, casa, aspetti dà una precisa idea delle tendenze più o meno trasgressive dell’individuo.

Marte, Principio Maschile, nella fase dell’istinto è legato alla sopravvivenza individuale e della specie e se non supera questo livello primitivo rischia di restare ancorato alla violenza, all’aggressività, alla sopraffazione. Passando invece alla fase successiva, quella autoespressiva, almeno una parte della sua energia viene indirizzata verso la conquista di obiettivi riguardanti la manifestazione significativa della propria unicità e per raggiungere questa meta non ha paura di superare i limiti imposti dall’ambiente. Nel mito, come ho già scritto in altra sede, non c’è solo Ares dio della guerra ma anche Eracle le cui fatiche sono autentiche trasgressioni ma mirano sempre alla conquista di una diversa presa di coscienza.

Mercurio invece è legato alla mente dove nascono le idee, le decisioni, i rifiuti; Mercurio è quella facoltà che ci rende diversi dagli altri animali perché attraverso la capacità di capire e di scegliere ci permette di superare l’istinto. Nel mito Mercurio comincia a trasgredire subito dopo la nascita rubando i buoi sacri di Apollo, uccidendoli e fabbricando con la loro pelle la famosa lira. Ad Apollo, che gli chiede notizie dei suoi animali, nega di averli visti e contemporaneamente cerca di affascinarlo con il suono magico del suo strumento al fine di scambiarlo con il caduceo, simbolo di equilibrio, sapienza, potere. Mercurio quindi ruba, uccide, imbroglia ma cerca di ottenere la verga sacra di Apollo per l’esperienza di cui è portatrice. Egli perciò – come mente curiosa che non accetta limiti, che vuole conoscere e provare senza timore di trasgredire – è uno dei fattori che spingono alla trasgressione ma, per la duplicità della sua natura, è anche la capacità umana di comprendere ed elaborare l’esperienza vissuta.

Urano è l’impulso ad agire in modo diverso da come ci è stato insegnato; è il Disordine che sovverte la Regola; è la spinta a percorrere strade non battute, a contestare la tradizione, a farsi portavoce di nuove possibilità. E’ lui che spinge l’Eroe solare alla mitica ricerca condannandolo spesso all’incomprensione e all’isolamento; Urano non si ferma e non dà niente per scontato; è Lucifero che vuole essere uguale a Dio oppure è Prometeo che preferisce essere punito piuttosto che piegarsi ed accettare supinamente la volontà altrui. Urano è quindi individualismo, orgoglio, superbia, ma anche coraggio, audacia, avventura. Nel mito Urano è il Principio Creatore da cui iniziarono la Cosmogonia e la Vita; rappresenta perciò una situazione potenzialmente ricca di prospettive ma pericolosa per la novità che rappresenta. Egli è portatore di una forza cosmica che rompe col passato provocando cambiamenti e sconvolgimenti, novità e invenzioni, originalità e progresso. E’ simbolo dello spirito umano che non accetta ciò che è dato ormai per acquisito ed è pronto a rimettere tutto in discussione. Nel mito fra i suoi figli non c’era solo Saturno che col famoso falcetto lo castrò ma anche Prometeo. Questi è il suo vero alter ego, il momento evolutivo della sua creazione, ossia l’apparizione dell’uomo e l’avvento della coscienza. Prometeo con la sua decisione di trasgredire è l’Urano astrologico, ossia la scelta di essere sé stessi, di vivere seguendo la Legge del Proprio Essere, ribellandosi non nei sensi ma nello spirito. Ed è questo spirito che richiede il superamento dei limiti, già raggiunti oppure imposti, per un migliore e ulteriore sviluppo della personalità, per un’autentica crescita intellettuale e spirituale.

Nel tema natale, Urano insieme a Saturno ci dà le indicazioni di base per capire la struttura dell’individualità e se i limiti di questa sono segnati da Saturno, Urano indica invece la “pista di lancio” ossia quel percorso che superando il confine può portare alla distruzione o alla conoscenza e all’evoluzione. I suoi transiti, soprattutto rispetto alla posizione natale oppure riguardo al Sole, segnano i momenti in cui l’uomo può capovolgere la propria vita o farsi travolgere da essa perché Urano lo richiama ad una lotta in cui è implicita la possibilità della sconfitta; lo sfida a scegliere sapendo di poter sbagliare, lo invita a misurarsi con la parte “proibita” di sé stesso. Ma che l’uomo sia come Adamo e si lasci tentare o sia Prometeo e osi sfidare la natura e gli dei, Urano è sempre quello spirito che fin dai primordi ha reso la trasgressione, il castigo, l’espiazione, paradigma dell’evoluzione umana.

 

Esaminiamo ora il tema natale di un trasgressore storico: Galileo Galilei. 

 

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Pisa, 15.2.1564 ore 15.00
43N43 - 010E24 - GMT + 0,693

AS. 6°06' Leone MC 20°59’ Ariete

JD=2292354.095 (Placido)

 

Galileo ha l’Ascendente in Leone trigono ad Urano in Sagittario e in 5a casa; ha una Luna in Ariete congiunta al Medio Cielo: il Fuoco con il suo coraggio, il bisogno vitale di conquistare nuovi spazi e affermare la propria individualià è pienamente rappresentato. Ha una 8a Casa, cosignificante dello Scorpione, con tre pianeti: Sole, Mercurio e Plutone. Qui la trasgressione sfida la morte intesa in tutte le sue accezioni giacché le teorie scientifiche di Galileo hanno portato alla morte definitiva del sistema geocentrico precedente e hanno comportato per lui il rischio della morte fisica e una condanna vissuta come una morte morale. Infine Nettuno, signore del segno solare, è in Gemelli, segno d’Aria, ossia l’idea che deve trionfare!

Galileo non ha esitato a sfidare con le sue teorie la Chiesa e le idee scientifiche imperanti, affermando tra l’altro ripetutamente la necessità di distinguere tra la scienza e la verità della Bibbia. Tuttavia l’Acqua delle forti case 8a e 12a provocò la reazione istintiva e umanamente comprensibile dell’abiura di fronte al Tribunale dell’Inquisizione, ed indica anche il peso emotivo della condanna. Alla trasgressione seguì così il castigo mentre l’istinto e la paura presero il posto della ragione e della scelta, ma la sua Luna di Fuoco congiunta al Medio Cielo ha provveduto a dargli una fama imperitura.

 

 

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