LOU SALOME’:

RITRATTO ASTROLOGICO DI UNA DONNA LIBERA


di Maria Grazia La Rosa e Margherita Fiorello

Acuta come un’aquila e coraggiosa come un leone” (F. W. Nietzsche)

 

I Salomè erano originari della Francia meridionale. Il padre di Lou, Gustav, dovette emigrare con i suoi genitori, nel 1810, all’età di 6 anni, a San Pietroburgo. Entusiasmato dalla vittoria dei russi su Napoleone abbracciò la carriera militare e lo zar Nicola I, nel 1833, lo incluse nell’aristocrazia ereditaria e lo nominò generale dei Romanov per compensarlo del suo valoroso comportamento nell’insurrezione polacca del 1830.

Dal suo matrimonio con Louise Wilm, figlia di ricchi industriali dello zucchero, nacquero 6 figli e Lou era l’ultimogenita e l’unica figlia femmina. Louise (detta Lou) nacque il 12 febbraio 1861, a San Pietroburgo.

La nascita di Lou coincise con un evento storico molto importante per la Russia: l’emancipazione dei servi della gleba, evento che precedette importanti cambiamenti politici ed economici in tutta Europa. L’ambiente in cui crebbe era spiccatamente maschile e fu allevata secondo i principi della chiesa protestante riformata che a 16 anni abbandonò e cominciò a prendere lezioni private di filosofia, letteratura e teologia.

Il suo maestro e la sua guida spirituale fu Hendrik Gillot, pastore olandese che ebbe una grandissima importanza nella sua formazione filosofico-spirituale, oltre che sentimentale. Gillot era un brillante oratore, affascinante, liberale, colto, vero scettico ed in cuor suo ateo. Egli riconobbe subito l’intelligenza non comune di Lou, alla quale impartì insegnamenti sulla storia delle religioni, sulle società primitive, sul simbolismo, sulla logica e sulla metafisica.

Gillot era sposato con figli e più vecchio di Lou di 25 anni. Nonostante ciò, provocò lo scioglimento del suo matrimonio e chiese a Lou di diventare sua moglie. Lou rifiutò e, un po’ per sottrarsi alle attenzioni di Gillot ed un po’ per sfuggire al clima russo troppo inclemente per la sua salute, nel settembre 1880 si trasferì a Zurigo, accompagnata da sua madre.

S’iscrisse all’Università, dove seguì i corsi di storia dell’arte e teologia. Ma dovette interrompere gli studi per motivi di salute (era ammalata di tubercolosi) che richiedevano un clima più mite. Nel febbraio 1882 si trasferì a Roma con la madre e dopo due anni Lou la convinse a tornare in Russia senza di lei.

A Roma conobbe la baronessa tedesca Malwida von Meysenbug, anticonformista e liberale, sostenitrice della parità di diritti delle donne. Malwida accolse Lou tra le sue amicizie più ristrette e rimase affascinata dall’intelligenza della ragazza. Nel 1882, a casa di Malwida, Lou conobbe il filosofo e medico ebreo Paul Rèe e i due decisero di andare a vivere insieme.

Paul Rèe se n’era subito innamorato, tanto da chiederla immediatamente in moglie, ma lei aveva rifiutato, cercando di instaurare un rapporto d’amicizia e di collaborazione. Tanto ne era rimasto impressionato che l’aveva anche descritta lungamente nelle sue lettere a Nietzsche, nelle quali lo sollecitava a raggiungerli in Italia.

Il 23 aprile 1882 Nietzsche arrivò a Roma e raggiunse subito la coppia alla Basilica di San Pietro; rimase talmente affascinato da Lou che le prime parole che le rivolse furono “Da quale stella siete caduta affinché ci potessimo incontrare qui?”.

Ben presto Nietzsche, che non si era reso conto dei sentimenti che provava Rèe, pregò l’amico di chiedere per suo conto la mano di Lou, che aveva 17 anni meno di lui, ma ricevette anche lui una risposta negativa. Nacque, però, fra i tre un forte sentimento d’amicizia e un progetto di studio e convivenza secondo un sogno di “fraternità ideale” (la “santa trinità”) che però non si realizzerà mai per le insormontabili difficoltà create dall’innamoramento dei due filosofi per Lou, che aveva opposto il suo rifiuto ad entrambi.

L’idea di questo progetto era venuta a Lou in un sogno notturno, in cui lei conviveva e lavorava in perfetta armonia con due uomini, senza che il suo essere donna fra gli uomini turbasse in alcun modo la serenità della convivenza. L’irrealizzabilità di quel sogno non impedì il verificarsi di un intenso scambio intellettuale e spirituale tra Lou e Nietzsche. Sembra, comunque, che il rapporto fra i tre fosse solamente platonico, basato più sull’affinità intellettuale che su una reale attrazione sessuale.

I tre continuarono a spostarsi per l’Europa, ma i rapporti fra Lou e Nietzsche si guastarono e dopo soli due anni dall’incontro la loro storia finì, mentre la convivenza tra Lou e Rèe durò cinque anni e s’interruppe a causa del fidanzamento di lei con Friedrich Carl Andreas, professore di Lingue orientali a Gottingen, con il quale Lou nel 1887 si unì in un “matrimonio bianco”.

Paul Rèe non riuscì mai a superare quest’abbandono e nel 1901 morì tragicamente nel fiume Inn in Engadina (Svizzera). Anche Andreas aveva tentato il suicidio per lei e, in un certo senso, l’aveva costretta a sposarlo. Consapevole di aver subito un ricatto, Lou pretese che il marito rispettasse un reciproco patto di libertà sentimentale.

Nonostante entrambi avessero altre relazioni amorose, Andreas rimase sempre un punto di riferimento per Lou che ritornava sempre dal marito al quale, nonostante tutto, era molto legata e il suo matrimonio durò formalmente 43 anni, fino alla morte di lui.

L’occasione per Lou di conoscere il sesso le fu data dall’incontro con un medico viennese, Friedrich Pineles. Lei aveva 34 anni e Pineles 27. Il giovane medico suscitò in lei una forte attrazione che si tramutò in un legame affettivo e duraturo. La relazione con Pineles durò quasi dodici anni durante i quali Lou, però, visse anche una lunga parentesi d’amore con Rainer Maria Rilke che aveva incontrato a Monaco nel 1897, quando il poeta era poco più di un ragazzo. Rilke aveva 22 anni e Lou 36.

Rilke era un poeta destinato ad un grande successo e tra loro nacque un amore intenso e passionale, ma nel 1901 Lou decise di lasciarlo perché sentiva che Rilke dipendeva troppo da lei. Comunque continuarono a scriversi e rimasero sempre legati dall’affetto.

Nel 1902 Lou ricominciò a vedere Pineles e, dopo una vacanza con lui nel Tirolo, rimase incinta. Tuttavia il bambino non nacque e non è chiaro se ci sia stato un aborto spontaneo o procurato. Comunque Lou decise che non avrebbe mai più avuto figli. Continuò la relazione con Pineles, fece con lui altri viaggi, ma rifiutò tutte le sue proposte di matrimonio. Alla fine Pineles la lasciò.

Nel 1911 Lou incontrò Sigmund Freud. Questo incontro lasciò un segno indelebile nella sua vita. Divenne la confidente, la discepola e forse anche l’amante di Freud (come lei stessa confidò a Jung), che la stimava molto. La psicoanalisi di Freud, le sue idee, la sua scienza la coinvolsero moltissimo e anche lei cominciò a praticare e a scrivere di psicoanalisi, anche nello stesso giornale di Freud: Imago.

Scrisse diversi articoli sulla sessualità, sul desiderio e sulla felicità, raccolti nell’antologia “La materia erotica” nei quali analizzò in modo approfondito il complesso edipico femminile. Nel 1931, in onore di Freud, che compiva 75 anni, pubblicò il libro: La mia gratitudine per Freud.

Lou continuò ad esercitare la psicoanalisi fino all’ultimo, anche se dopo l’avvento del nazismo questa disciplina visse momenti molto difficili. Infatti, i nazisti la soprannominarono “l’ebrea finlandese”, la osteggiarono e volevano esiliarla, ma lei coraggiosamente si rifiutò e rimase nella sua casa.

I nazisti la risparmiarono, ma pochi giorni dopo la sua morte, avvenuta nel sonno il 5 febbraio 1937, all’età di 76 anni, la Gestapo confiscò i suoi libri e ciò che è rimasto fu salvato dai suoi amici e discepoli.

Aveva disposto che le sue ceneri fossero disperse nel giardino di casa di Göttingen, dove aveva vissuto gli ultimi anni della sua vita, ma il suo desiderio non potè essere esaudito perché in contrasto con le leggi tedesche e fu tumulata nella tomba del marito.

Lou Salomè lasciò una vasta produzione poetica, narrativa e saggistica di venti titoli e più di cento tra articoli e saggi i quali, specialmente l’epistolario, rispecchiano i fermenti della fine del secolo. Nel 1977 è stato girato anche un film, “Al di là del bene e del male”, con la regia di Liliana Cavani e il personaggio di Lou è stato interpretato da Dominique Sanda.

 

La vita dell’uomo, sì, la vita è in sé Poesia. Noi la viviamo ignari, giorno dopo giorno, un poco alla volta, e intanto, nella sua sconfinata vastità, essa vive di noi, compone con noi la sua poesia”.  ( Lou Andreas Salomè)

       

TEMA NATALE

Sole in Acquario, Ascendente in Scorpione e Luna in Pesci. L’analisi degli elementi rivela una prevalenza di Aria, con il Sole e Venere in Acquario e Urano in Gemelli e di Acqua con l’Ascendente in Scorpione e Luna, Mercurio e Nettuno in Pesci.
L’elemento Fuoco è rappresentato da Marte, uno dei due governatori dell’Ascendente, che, pur essendo in una casa cadente, riveste una particolare importanza in quanto è nel suo domicilio in Ariete ed in trigono al Medio Cielo. L’altro pianeta di quest’elemento è Giove in Leone, strettamente congiunto al Medio Cielo. Saturno e Plutone sono in segni di Terra (Vergine e Toro) ed in trigono fra loro.

La prevalenza di Aria è visibile nel suo progetto di vita impostato tutto sul mentale e sembrerebbe non orientato verso i beni materiali e la sicurezza economica, mentre appare evidente la sua forte ambizione (Giove in Leone al MC), rivolta soprattutto verso un riconoscimento intellettuale.

Dal suo stile di vita si può intuire che Marte è stato il motore prevalente delle sue scelte che poi sono diventate il suo progetto esistenziale che era indirizzato a lasciare un’impronta personale in quella società che non concedeva spazio alla realizzazione femminile.

I numerosi pianeti, ben 5, in segni mutevoli (Luna, Mercurio e Nettuno in Pesci; Saturno in Vergine e Urano in Gemelli) fanno pensare che fosse dotata di un notevole spirito di adattamento nell’ambientarsi in una società con connotati probabilmente molto diversi da quella da cui proveniva e nell’adattarsi a situazioni differenti che potevano permetterle di realizzare i suoi obiettivi.

Il modello planetario in questo tema è piuttosto anomalo. Potrebbe essere considerato di tipo misto, tra la Clessidra e la Locomotiva. Infatti, dal comportamento di Lou Salomè notiamo che in lei c’è sia la capacità di adattarsi alla realtà in qualsiasi situazione venga a trovarsi, coordinando punti di vista conflittuali e, quindi, simile al tipo Bilancia, sia l’abilità nello sfruttare le circostanze che si presentano nella vita secondo il suo personale interesse, dirigendo la vita degli altri in modo simile alla personalità dell’Ariete.

Nel suo tema sono presenti due opposizioni principali fra Sole e Giove e fra Mercurio e Saturno, entrambe nelle Case IV e X. La caratteristica di base dell’opposizione indica sempre un problema interpersonale che induce ad una situazione critica fra il soggetto e gli altri. Il suo interesse per il prossimo è di tipo molto personale che la induce alla continua ricerca di un delicato equilibrio fra se stessa e il mondo circostante. Infatti, Lou ha mantenuto le situazioni in modo indefinito e fluido, libere nel movimento e senza provocare eccessi.

L’opposizione fra la IV e la X indica ciò che ha cercato di mettere in equilibrio. Un surrogato di famiglia data dalla “trinità” e la sua realizzazione personale, in un libero fluire di compromessi e di equilibri. Questa opposizione si scarica su Marte che è anche Punto di Talete, rafforzando sempre più la sua importanza in questo tema.

L’altro punto sensibile di quest’oroscopo è rappresentato da Urano che è il pianeta focale del quadrato a T in cui Mercurio e Saturno sono in opposizione e ne evidenzia l’individualismo e l’esasperato anticonformismo. Il quadrato a T, inoltre, è in segni mutevoli, accentuando la sua irrequietezza soprattutto nel campo affettivo (Urano trigono a Venere).

E’ forte in lei il bisogno di essere diversa dagli altri. Di conseguenza abbandona i comportamenti normali per seguire uno stile di vita bizzarro ed eccentrico. Urano, così importante nel suo tema natale, la rende anche fautrice del cambiamento che esprime nella sua vita, il cui obiettivo principale è rivolto al suo Io interiore.

La Luna è in Pesci ed è priva d’aspetti. Ciò indica, da quanto appare dalla sua biografia, che non volesse figli e che desiderasse, però, un matrimonio stabile seppure non consumato che le desse la sensazione di aver messo delle radici nella sua vita. (Luna in IV Casa).

Venere in Acquario, in trigono ad Urano, governa la VII Casa. Questa posizione ci conferma il suo comportamento anticonformista nelle relazioni affettive. Nella VII Casa troviamo anche Plutone che ci fa pensare alla manipolazione che esercitava nei rapporti con gli uomini e all’alone di sofferenza che creava intorno a sé.

La Luna Nera in V Casa in Ariete indica uno spirito d’iniziativa non comune, volto prevalentemente a lasciare un’impronta duratura che compensasse la mancanza di figli, attraverso la creatività. In realtà Lou Salomè fu l’ispiratrice e la musa di molti intellettuali dell’epoca senza, però, raggiungere i loro livelli.

L’asse dei Nodi si sviluppa tra la III Casa e la IX. Il Nodo Sud è in Cancro ed indica la famiglia di provenienza da cui si è distaccata sia mentalmente sia fisicamente, per realizzare un’autonomia ed un inserimento stabile nell’ambiente circostante, rappresentato dai circoli intellettuali dell’epoca (Nodo Nord in Capricorno).

In conclusione, dall’analisi del suo tema natale si può riscontrare la veridicità del suo motto: “osare tutto e non aver bisogno di nulla”.

 

LUNA NUOVA PRENATALE

La Luna Nuova prenatale indica il cammino che l’anima intraprenderà nella vita.

Nel caso di Lou Salomè, il Novilunio è nello stesso segno natale, rafforzando il significato dell’Acquario. Anche la sua posizione nella IV Casa, conferma la sua aspirazione a costruire una parvenza di famiglia seppure in maniera anticonformista e l’attaccamento alle sue radici russe.
Venere governa l’Ascendente in Bilancia ed è in Capricorno. L’affettività è controllata e rigida e non lascia spazio alle emozioni. Urano in Gemelli e Mercurio in Acquario in posizione di mutua ricezione, si rafforzano l’uno con l’altro. Ciò fa pensare che Lou Salomè non fosse ancora consapevole della sua originalità prima del suo viaggio in Europa e che il contatto con il nuovo ambiente avesse esacerbato le valenze uraniane.

Sembrerebbe, anche, che i suoi genitori non avessero un ruolo rilevante nella sua vita, lasciandola libera di fare le sue scelte, manifestando anche loro un atteggiamento anticonformista (Novilunio in Acquario in IV Casa).

 

FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE

Friedrich Wilhelm Nietzsche nacque a Rökken, presso Lützen il 15.10.1844 alle 10 del mattino. La sua infanzia fu costellata da una serie di tragici lutti: nel luglio 1849, quando non aveva compiuto ancora cinque anni, morì il padre a cui seguì l’anno dopo la morte del fratellino di due anni. Nello stesso anno la madre decise di trasferirsi a Naumburg, dove Nietzsche compì i suoi primi studi, che proseguì a Bonn, dove nel 1865 cominciò a frequentare la facoltà di Teologia. Contemporaneamente seguiva anche le lezioni di filologia classica di Friedrich Ritschl, e quando questi si trasferì a Lipsia decise di seguirlo.

In questa città strinse dei forti legami con Cosima e Richard Wagner. Wagner condivideva con Nietzsche la stessa ammirazione per Schopenhauer ed aveva esattamente l’età del padre che Nietzsche quasi non aveva conosciuto, oltre ad aver frequentato molti anni prima la stessa facoltà universitaria: il loro rapporto fu molto importante per entrambi e segnò Nietzsche per tutta la vita, malgrado i due interrompessero completamente i loro rapporti qualche anno più tardi.

Nei primi mesi della sua conoscenza con Wagner, il professor Ritschl lo raccomandò per una cattedra presso l’Università di Basilea, dove cominciò ad insegnare nel maggio 1869, quando aveva solo 24 anni. L’ambiente universitario non era esaltante e questo contribuì a far crescere il suo distacco dalla cultura tedesca; contemporaneamente continuava a frequentare Wagner e a stringere legami con altri intellettuali come Jacob Burkhardt e Paul Reè.

Nel 1872, a 28 anni, pubblicò il suo primo libro “La nascita della tragedia” che fu accolto assai tiepidamente, ma che non gli impedì di continuare a pubblicare altre opere e di proseguire la sua amicizia con Wagner, fino alla rottura nel 1878, sigillata dal libro “Umano, troppo umano” in cui Nietzsche prendeva le distanze dall’amico di sempre.

Nel giugno 1879 la sua salute sempre più precaria lo costrinse a lasciare l’Università. Apolide (aveva rinunciato alla cittadinanza tedesca, ma non aveva acquisito quella svizzera) cominciò a vagabondare per l’Europa, tra Nizza, le Alpi svizzere, Lipsia, Roma, Venezia, Firenze e Torino, senza mai fermarsi più di una stagione in un posto.

Questi furono gli anni più importanti per lo sviluppo del suo pensiero: ad essi risalgono La gaia scienza (1882), Così parlò Zarathustra (1883-1885), Al di là del bene e del male (1886), Il crepuscolo degli dei (1888), L’Anticristo (1888).

La sua salute era profondamente minata: accusava violenti dolori al capo ed agli occhi dei quali soffriva fin da bambino; inoltre aveva contratto la sifilide in un bordello in giovane età e soffriva di una serie di altri gravi disturbi che lo portarono alla demenza paralitica, una conseguenza diretta della lue. Credeva di essere la reincarnazione ora di Voltaire, ora di Napoleone, ora di Wagner.

Ma l’esplosione della sua follia avvenne mentre si trovava a Torino. La mattina del 3 gennaio 1889, osservando un vetturino che frustava un cavallo, lo abbracciò urlandogli “Amico mio, non soffrire!”… e cadde in un deliquio da cui non si riprese mai più: fu dapprima ricoverato a Basilea ed a Jena, ed in seguito ospitato dalla madre a Naumburg, dove rimase sette anni. Alla sua morte, fu la sorella Elisabeth, che nel frattempo era ritornata dal Paraguay, dove assieme al marito aveva fondato una colonia “ariana” ed anti-semita, a prendersi cura del fratello che era inchiodato ad una carrozzella ed incapace di fare qualsiasi ragionamento, a raccoglierne tutta la produzione letteraria, affittando una grande villa a Weimar. Fu qui che il filosofo morì di polmonite il 25 agosto 1900.

 

L’incontro con Lou Salomè

Come ogni triangolo amoroso, quest’incontro sembra un evento predestinato e come tutti gli eventi del genere, ebbe importanti conseguenze sulla vita dei tre protagonisti.

Abbiamo già esposto nella biografia di Lou che Nietzsche la incontrò nel 1882 tramite l’amico Paul Reè, che conosceva dai tempi di Lipsia e che lo accompagnava nei suoi vagabondaggi per l’Europa e la chiese in moglie. Malgrado il rifiuto di Lou, i tre continuarono a frequentarsi, ed, assieme alla madre di Lou, decisero di partire per il Nord, stabilendosi ad Orta, vicino al Lago Maggiore.

Il 5 maggio, approfittando di un’indisposizione degli altri due, Lou e Friedrich partirono da soli per un’escursione e quando tornarono, erano entrambi visibilmente sconvolti. Cosa realmente successe fra loro, nessuno lo sa, ma Nietzsche le scrisse alcuni giorni più tardi “devo a te il più bel sogno della mia vita”… Alcuni giorni dopo le propose di nuovo di sposarlo, ma lei rifiutò ancora.

Nietzsche cominciava a sospettare che l’amico avesse una relazione con la donna amata e per vendetta organizzò una sessione fotografica con uno dei più importanti fotografi dell’epoca. La foto, divenuta molto famosa, mostra Lou Salomè con in mano un frustino, su un carretto trascinato da Reè, mentre Nietzsche si tiene da una parte. Risale a questo periodo la celebre frase di Nietzsche: Vai a donne? Allora porta la frusta!”.
I tre continuarono a spostarsi per l’Europa, ma i rapporti tra Lou ed il filosofo non tornarono mai più quelli di prima, tanto che nel frattempo Lou e Reè cominciarono a vivere assieme apertamente, anche se la loro relazione restò sempre platonica. Il loro legame durò alcuni anni finché la donna non conobbe Andreas, l’uomo che avrebbe sposato.

L’incontro con Lou, seppur breve, fu tuttavia un vero segno del destino: da questa storia Nietzsche fu ferito e scosso sino all’orlo della follia. Si sentì, come dopo il balenìo di un fulmine, ripiombato nelle tenebre. Odiò Lou per averlo deluso – perché in lei aveva amato anche le sue speranze. Si odiò per aver creduto che fosse sua simile e che potesse strapparlo alla solitudine. Giudicò la loro amicizia uno sperpero inutile d’amore e sentimento. Tempo dopo, però, riconobbe che di tutte le conoscenze che aveva fatto, la più feconda era stata quella con Lou, e solo dopo averla frequentata era stato maturo per scrivere Così parlò Zarathustra. Giunse a scrivere: La cosa più utile di quest'estate sono state le mie conversazioni con Lou. Le nostre intelligenze e i nostri gusti sono profondamente affini - e d'altra parte vi sono tanti contrasti che noi siamo l'un per l'altro i più istruttivi oggetti e soggetti di osservazione. Finora non ho conosciuto nessun altro che sapesse trarre dalle sue esperienze una tale quantità di cognizioni oggettive... Vorrei sapere se si è mai data un'apertura filosofica come quella che esiste tra noi”.

Vissuto in quel periodo storico in cui tutti i valori in cui ci si era riconosciuti stavano andando in quella crisi che la Prima Guerra Mondiale avrebbe poi suggellato definitivamente, egli non mise per scritto in modo compiuto il suo pensiero, ma lo espresse in modo frammentario; lui stesso conscio della “inattualità” delle sue parole scrisse in modo quasi profetico: Mi si comprenderà dopo la prossima guerra europea”. 

Egli individuò due atteggiamenti culturali fondamentali nella genesi della cultura: da una parte il principio simbolizzato da Apollo, che si esprime nella ricerca dell’armonia, dell’equilibrio, della bellezza, della serenità dello spirito, della razionalità; e quello, che trova il suo simbolo in Dioniso ed è originario nell’uomo, che invece è espressione dell’istinto, della volontà, dell’irrazionalità, del desiderio di trasgredire ad ogni ordine ed ad ogni legge.

Poiché il principio apollineo che aveva guidato fino ad allora l’umanità aveva prodotto il conformismo, la passività, il dogmatismo della scienza e la decadenza della società, era necessario tornare al principio dionisiaco, alle gioie ed alle passioni, abbandonare dunque “la morale da schiavi” per esaltare la volontà indomabile dell’uomo. La massima espressione di tale volontà è il Superuomo, un essere totalmente libero, “al di sopra del bene e del male”.

Nietzsche è dunque il filosofo della liberazione dell’individuo da tutte le strutture sociali.

 

TEMA NATALE

Sole in Bilancia, Ascendente in Scorpione e Luna in Sagittario. Gli Elementi sono distribuiti in maniera equilibrata, anche se c’è una lieve prevalenza dell’Aria. Dal punto di vista della suddivisione ternaria, prevalgono i segni mutevoli (Luna in Sagittario, Venere, Marte e MC in Vergine e Giove in Pesci).
Secondo Rudhyar, il modello planetario di Nietzsche è una Clessidra imperfetta perché a livello di distribuzione di Case, ciascuno dei due gruppi è posto in un emisfero e ci sono anche le opposizioni di  Marte a Giove e quelle di Mercurio a Urano e del Sole a Plutone. Le configurazioni caratteristiche dell’opposizione sono, quindi, fortemente marcate.

Il Sole in Bilancia opposto a Plutone e trigono a Nettuno, indica la sua fondamentale ricerca d’equilibrio interiore. Rimasto orfano di padre in tenera età, Nietzsche cercò nel suo rapporto con Wagner un surrogato della figura paterna, come ci appare dal Sole in undicesima casa e, anche se interruppe bruscamente l’amicizia, l’incontro con Wagner lo segnò per tutta la vita. 

La Luna in prima casa in Sagittario, congiunta al Nodo Nord costituisce un punto di particolare importanza. Infatti, indica, tra gli altri significati, anche il femminile, la popolarità, la sensibilità che sono fortemente rappresentati durante il corso della sua vita. Inoltre la Luna in Sagittario, segno rappresentato tradizionalmente come un centauro, ci ricorda l’episodio scatenante della sua follia, legata all’incontro con il vetturino.  

Mercurio è in Bilancia in X Casa, opposto ad Urano. Ciò fa pensare ad un’aspirazione ad una realizzazione intellettuale fuori degli schemi. Infatti, con il mito del Superuomo ha rappresentato il suo ideale anticonformista d’accettazione degli eventi della vita. L’opposizione Mercurio-Urano indica anche la sua instabilità mentale che raggiungerà l’esasperazione negli ultimi anni della sua vita.

Mercurio è anche opposto a Giove in IV casa: infatti, il suo ambiente familiare si è dimostrato ostile nei suoi confronti cercando di strumentalizzare il suo genio.

Venere è in Vergine in caduta e quadrata alla Luna. Il suo rapporto con il femminile è stato molto problematico sia riguardo alla sua vita sentimentale, sia nei confronti delle figure femminili che facevano parte della famiglia: la madre e la sorella. Inoltre Venere governa la VI casa ed indica chiaramente la sua malattia venerea.

Marte in Vergine congiunto al Medio Cielo e opposto a Giove ci segnala la massima concentrazione della “volontà di potenza” intesa come capacità di accettare “gioiosamente” anche le conseguenze del proprio destino.

Saturno, nel suo domicilio in Acquario, trigono a Mercurio e sestile ad Urano, chiarisce la facilità nel realizzare opere che immediatamente riscossero consensi e gli conferirono una fama duratura.

La Luna Nera è in Gemelli in VII Casa. Questa posizione fa pensare alle sue difficoltà interiori nell’instaurare rapporti con il suo prossimo. L’asse dei Nodi si svolge tra la I e la VII Casa, rispettivamente in Sagittario ( Nodo Nord) e Gemelli. Infatti, ha realizzato il suo percorso di vita attraverso le sue opere filosofiche, distaccandosi dall’altro per volgersi verso la profondità del proprio io interiore.

 

TEMA COMPARATO FRA LOU SALOME’ E FRIEDRICH NIETZSCHE

Il rapporto fra Lou Salomè e Friedrich Nietzsche fu, come abbiamo visto, di natura prevalentemente intellettuale.

Infatti, il Sole in Acquario di lei è strettamente in trigono a quello di lui in Bilancia, entrambi in segni d’aria e inoltre è anche congiunto al Nettuno di Nietzsche, che per tutta la vita la idealizzò e la considerò la sua musa ispiratrice.
Mercurio di lei in Pesci è opposto a Venere di lui in Vergine ed è anche quadrato al suo Ascendente. Ciò dimostra che Lou mentalmente rifiutava un rapporto affettivo con Nietzsche che sentiva soffocante (Saturno di lui congiunto strettamente a Venere di lei), mentre avrebbe preferito un rapporto impostato sulla libertà reciproca (Venere di lei sestile ad Urano di lui), sull’attrazione fisica (Venere di lei trigona a Marte di lui) e sulla comunione mentale (Venere di lei trigona a Mercurio di lui).

Marte in Ariete di lei è congiunto al Plutone di lui: la forza dell’azione di Lou è soffocata dalla potenza di Plutone e quindi sente un notevole disagio che le impedisce d’instaurare un rapporto paritario. Il fatto che Nietzsche si fosse innamorato di lei in fondo la gratificava (Giove in Leone di lei in trigono a Plutone di lui) e, anche se non corrispondeva al suo ideale, in lui trovava una forte corrispondenza intellettuale (Giove opposto a Nettuno e sestile al Sole).

Dall’analisi della sinastria fra Lou Salomè e Friedrich Nietzsche si può concludere che gli obiettivi di vita non coincidevano in quanto lei non era ancora preparata ad affrontare un rapporto duraturo, ma era concentrata a cercarsi il proprio spazio vitale nella società dell’epoca.

 

RAINER MARIA RILKE

“Nessun vento è favorevole per chi non sa dove andare, ma per noi che sappiamo, anche la brezza sarà preziosa” (Rainer Maria Rilke)

Figlio di un modesto funzionario delle Poste, Renè Maria Rilke nacque a Praga il 4 dicembre 1875. La madre, che aveva perso qualche anno prima una femmina, lo chiamava Sophia e lo vestiva con abiti femminili, ma fu la prima che lo incitò a leggere Schiller e a scrivere poesie.
Quando Rilke aveva nove anni, i genitori divorziarono e dopo l’educazione elementare in uno dei migliori collegi di Praga, il padre lo iscrisse all’Accademia militare di Sankt-Polten, presso Vienna.
Nel 1890 abbandonò l’Accademia e frequentò le scuole a Linz e a Praga, dove preparò privatamente la licenza liceale (1895). Nel 1896 proseguì a Monaco e a Berlino gli studi di letteratura e di storia dell’arte. Risalgono a questi anni le prime raccolte liriche ed altri saggi che non sono mai stati riuniti in un volume.

A Monaco conobbe Lou Andreas Salomè, di quattordici anni più grande di lui, che lo introdusse nella cerchia dell’alta aristocrazia cosmopolita. Rilke, d’origine modesta e di limitate possibilità economiche, assimilò rapidamente le nuove abitudini e si presentò come ultimo discendente di un’antica casata, attribuendosi persino un titolo nobiliare

Con Rilke, Lou Salomè, nonostante fosse sposata, ebbe una relazione amorosa. Gli suggerì di cambiare il suo nome dal femmineo Renè in Rainer, come segno tangibile d’indipendenza e di distacco dall’influenza materna ed iniziò con lui una convivenza che sarebbe durata quattro anni, fino al febbraio 1901, quando Lou decise d’interrompere il loro rapporto che stava diventando per lei troppo costrittivo.

L’influenza di Lou fu tale che le dedicò un diario, pubblicato nel 1942 col titolo di “Diario fiorentino”. Oltre ad incoraggiarlo nella scrittura, Lou lo accompagnò in due viaggi attraverso la Russia che furono per Rilke di decisiva importanza. Influenzate dalle esperienze del viaggio russo sono le Storie del buon Dio, ciclo di racconti narrati ai grandi per i bambini, nei quali Rilke dà voce alla presenza divina nella vita quotidiana ed il Libro delle immagini che dimostra un ulteriore affinamento delle sue qualità poetiche.

Di ritorno dal secondo viaggio in Russia si recò a Worpswede, presso Brema, dove era stabilita una colonia d’artisti. Lì incontrò un’allieva di Rodin, la scultrice Clara Westhoff, che sposò dopo pochi mesi. Dal matrimonio nacque un’unica figlia, Ruth. Ma il matrimonio non durò a lungo: dopo un viaggio a Parigi compiuto con la moglie, Rilke riacquisterà la libertà.

Tra il 1899 ed il 1903 Rilke aveva scritto le tre parti del Libro d’ore: Il libro della vita monastica - Il libro del pellegrinaggio - Il libro della povertà e della morte. L’opera, pubblicata in prima edizione nel 1905, fondò la fama di Rilke. Essa esprimeva una religiosità terrestre, che si esplicava nella mistica delle cose concrete.

Successivamente pubblicò Canzone d’amore e di morte dell’alfiere Cristoforo Rilke.

Tornato a Parigi per un certo periodo lavorò come segretario di Rodin. La severa concezione dell’arte e la disciplina morale di Rodin, come pure la conoscenza dell’opera di Cézanne, contribuirono a provocare un profondo mutamento in Rilke, evidente nelle Nuove poesie (1907-1908), nelle quali cercò di raccontare con precisione le immagini delle cose, per restituire alla realtà la sua pienezza, andata perduta a causa del processo di mercificazione che aveva investito la società industriale. Nel 1906, a seguito della rottura con Rodin, Rilke cominciò a viaggiare nell’Europa meridionale.

Documentazione artistica, per molti aspetti rivoluzionaria, di una tormentata condizione esistenziale dell’artista, chiuso nella propria interiorità, è il romanzo-dialogo autobiografico I quaderni di Laurids Brigge (1910).

Nel 1911 iniziò la prima stesura delle Elegie Duinesi a Duino dove era ospite nel castello della principessa von Thurn-und-Taxis e le concluse nel 1923.

Nel 1915 fu richiamato alle armi e congedato nel giugno dello stesso anno. Il periodo bellico produsse nella sua vita una frattura insanabile e, per circa dieci anni, sebbene continuasse a scrivere, non pubblicò più nulla. Finita la guerra si recò in Svizzera per una serie di conferenze e da lì non si allontanò più, se non per brevi viaggi.

Morì il 29 dicembre 1926 di leucemia nel sanatorio di Valmont, presso Montreux in Svizzera. I suoi pensieri furono per Lou Salomè fino alla morte ed a lei, con cui era rimasto sempre in contatto epistolare, fu indirizzata la sua ultima lettera.

 

TEMA NATALE

Sole in Sagittario, Ascendente in Vergine e Luna in Acquario.

Gli Elementi si distribuiscono in maniera equilibrata. Dal punto di vista della suddivisione ternaria troviamo ben 8 pianeti in segni fissi (Nettuno e Plutone in Toro, Urano in Leone, Mercurio e Giove in Scorpione, Luna, Marte e Saturno in Acquario) e 2 in segni mutevoli (Sole e Venere in Sagittario). Mancano completamente i segni cardinali e ciò indica carenza di spirito d’iniziativa.
Ad esclusione di Nettuno, questi pianeti formano una grande croce fissa (Plutone, il pianeta più elevato, è opposto a Mercurio e a Giove e Urano è opposto a Luna, Marte e Saturno) che serve a stabilizzare le energie mutevoli date dal Sole in Sagittario e dall’Ascendente in Vergine.

La croce si sviluppa tra gli assi III-IX e VI-XII, mettendo in risalto sia la mobilità fisica e la produzione letteraria da una parte e dall’altra i problemi di salute. Rilke è stato viaggiatore in tutti i sensi: ha girato buona parte dell’Europa, dalla Spagna fino alla Russia ed anche la parte settentrionale dell’Africa. Ma è stato anche un viaggiatore interiore: conosce profondamente tre culture, la tedesca, la francese e la russa.

Il modello planetario è a forma di Secchio con Urano per manico che costituisce il punto focale.  La caratteristica fondamentale di questo modello è legata all’ubicazione del pianeta manico, come segno e casa. L’energia di questo pianeta darà una grande enfasi al carattere di base dell’individuo e, trattandosi di Urano, possiamo affermare che Rilke è uno “sperimentatore” che pensa in maniera originale e apprezza coloro che rispettano la sua individualità e il suo spirito indipendente.

Il Sole è congiunto alla Luna Nera in IV Casa. Molti dei suoi problemi sono legati alla figura paterna che ha impedito l’espressione della sua personalità e di sviluppare fiducia in se stesso. Infatti, ha dovuto imparare ad affermarsi attraverso l’esperienza di nuovi incontri per cui il lato relazionale ha avuto un’enorme importanza nella sua vita (Nodo Nord in VII Casa).

La Luna è congiunta a Saturno, Marte è molto vicino e tutti e tre sono opposti ad Urano. L’immagine materna è dura e fredda e il solo modo di attirare la sua attenzione è stato quello di eccellere nel campo letterario. La figura materna, infatti, ha condizionato profondamente lo sviluppo della sua personalità spingendolo da una parte, a conoscere e ad approfondire i classici, ma dall’altra è stata una fonte d’angoscia.

Mercurio, governatore dell’Ascendente e del Medio Cielo, indica che il suo Io è profondamente legato alla sua realizzazione professionale ed è, inoltre, opposto a Plutone, governatore della III. Ciò sta ad indicare una tensione estrema verso la profondità dell’inconscio e l’angoscia legata alla scrittura e all’ispirazione creativa.

Venere in Sagittario governa la IX Casa. Rilke era molto attratto dalle donne con le quali intrecciava relazioni durante i suoi viaggi, ma che abbandonava sempre, compresa la moglie, per ritrovare nella sua solitudine la sua essenza. Venere è anche in trigono a Nettuno, governatore della VII. I suoi amori erano idealizzati, ma non duraturi.

Urano in Leone in XI lo spingeva a ricercare amicizie un po’ eccentriche e di un certo livello culturale.

L’asse dei Nodi si sviluppa tra la I e la VII Casa rispettivamente in Bilancia (Nodo Sud) ed in Ariete (Nodo Nord). Rilke ha realizzato abbastanza i suggerimenti del Nodo Nord indirizzando il suo percorso di vita verso l’autonomia, imparando a stare in piedi con le proprie forze, sentendo la ricchezza in se stesso e la felicità di esistere, anche se in concreto non tutto è andato secondo i suoi desideri.

 

TEMA COMPARATO FRA LOU SALOME’ E RAINER MARIA RILKE

Il rapporto fra Lou Salomè e Rainer Maria Rilke, fu invece di natura prevalentemente emozionale. Infatti, il Sole in Acquario di lei è congiunto, largamente, alla Luna di lui, entrambi in segni d’Aria.

Questa congiunzione esprime la polarità ying e yang dei principi universali della creatività e della ricettività. La persona Sole (in questo caso Lou Salomè) tende ad avere un forte impatto sulla persona Luna (Rilke), influenzando i suoi comportamenti emotivi ed inconsci e a dominarla psicologicamente. Inoltre, questa congiunzione indica anche una forte attrazione sessuale, oltre ad un legame d’amicizia naturale e duraturo.

Questa congiunzione si verifica nella V Casa di Rilke e nella IV di Lou Salomè che valorizzò molto il potenziale creativo del poeta, all’inizio della sua produzione letteraria, divenendo la sua musa ispiratrice; mentre lei lo considerava una persona da proteggere, stimolando il suo senso materno.

Marte in Acquario di lui è congiunto al Sole di lei. Questa congiunzione ci conferma la reciproca attrazione sessuale che si verificava tra i due ma, Saturno, congiunto al Sole di lei, rendeva soffocante il rapporto. Infatti, fu proprio Lou Salomè ad interrompere, per questo motivo, la relazione.

Probabilmente il loro rapporto era costellato da incomprensioni e violenti litigi (Marte di lui congiunto a Mercurio di lei). Venere di lei è perfettamente quadrata a Nettuno di lui sulla cuspide della sua VII casa. Probabilmente Lou lo aveva idealizzato e voleva costruire un rapporto più stabile, ma lui si dimostrava sfuggente. In ogni caso la loro relazione non sarebbe durata, in quanto entrambi avevano il Sole opposto all’Urano dell’altro.

In conclusione, nonostante la forte attrazione sessuale, il rapporto fra i due non era maturo sia per la differenza d’età, sia perché Lou, spaventata da quest’attrazione che non riusciva a razionalizzare, preferì riprendersi la sua vita.

Il ritratto che affiora dalla personalità di Lou Salomè, le cui caratteristiche emergono chiaramente anche dal tema natale, è quello di una donna anticonformista, libera e all’avanguardia rispetto all’epoca in cui visse, dove le donne erano relegate in un ruolo secondario. Il suo obiettivo fu quello di essere apprezzata soprattutto per la sua capacità intellettuale e per la sua libertà di pensiero. Scrisse infatti: “voglio svelare una mia stranezza: sentivo il lavoro intellettuale come un’azione tesa a rafforzare la femminilità”.

La definizione che esprime meglio la sua personalità, è quella di una “donna filosofica, combinazione di una mente fredda e insofferente che non sia intellettuale ed insieme di temperamento caldo, accogliente e gioioso” (Cesare Medail).

Comunque non era una filosofa, ma era dotata di uno sguardo acuto che sapeva scrutare nell’animo altrui con rara profondità. Nonostante ciò è nota più come ispiratrice delle opere di Nietszche e di Rilke che per i suoi scritti di psicanalisi, che avrebbero meritato un maggiore riconoscimento.

 

 

NOTIZIE BIBLIOGRAFICHE E SITOGRAFICHE

                  

LOU ANDREAS SALOME’

www.girodivite.it/antenati

www.matmatprof.it

www.psicolinea.it

www.geagea.com

Serena Foglia, Protagoniste, Ed. Rusconi, 1980.

 

FRIEDRICH WILHELM NIETZSCHE

www.cronologia.it

www.virtusens.de/walther/lou_e.htm

Melania Mazzucco in il Messaggero “E Lou preferì la vita alla filosofia”

Dane Rudhyar, “L’Astrologia centrata sulla persona”, Ed. Astrolabio, 1989

 

RAINER MARIA RILKE

www.edizioniclandestine.com

www.girodivite.it

Danielle Rudrauf: Rainer Maria Rilke: le poète  en quête du centre in L’Astrologue, 146, Edition Traditionnelles

 

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