CANCERINE, NONOSTANTE LE APPARENZE….


di Maria Grazia La Rosa

Pubblicato su Linguaggio Astrale n. 147

 

Spesso ci troviamo di fronte ad alcune persone che dimostrano grinta, determinazione, tenacia e siamo portati a pensare che appartengano a segni considerati forti come ad esempio il Leone, l’Ariete o il Capricorno ed invece scopriamo che sono del segno del Cancro che l’astrologia tradizionale considera tenero, amorevole, dolce. Eppure sotto la scorza ci rendiamo conto che l’apparenza inganna.

A questo punto abbiamo esaminato, a titolo d’esempio, il ritratto astrologico di sei donne conosciute che sono considerate grintose, dure, tenaci e che invece rivelano una natura protettiva, materna ed una dolcezza inaspettata. Infatti, nel loro tema natale appaiono spesso alcune particolari posizioni astrali che ci mostrano solo il lato esteriore e non c’inducono a considerare la loro natura intima.

Le sei donne prese in esame possono essere suddivise in “perseveranti” ed “energetiche” secondo la posizione, in primis, della Luna, il pianeta governatore del segno e d’altri pianeti.

Le perseveranti sono: Francesca Saverio Cabrini, Natalia Ginzburg, Marisa Bellisario. Le energetiche: George Sand, Oriana Fallaci, Franca Rame.

Dopo un breve profilo biografico di ciascuna, esamineremo il loro tema natale e le motivazioni astrologiche della suddivisione anzidetta.

 

FRANCESCA SAVERIO CABRINI

Francesca Cabrini nacque il 15 luglio 1850 alle ore 11.00, a Sant’Angelo Lodigiano, in provincia di Milano, tra il verde delle risaie sterminate, nella Bassa Padana, e, come vuole la tradizione, la sua nascita fu annunciata da un volo di colombe. Tredicesima figlia di un agricoltore, era vivacissima, ma nello stesso tempo seria ed impegnata nello studio e con una particolare predilezione per la geografia.
A tredici anni incontrò per la prima volta un missionario e quell’incontro fu per lei decisivo al punto che decise di “portare la parola di Dio nel mondo”.

Tentò, dopo la prematura morte dei suoi genitori, di entrare in convento, ma non venne accolta perché era malaticcia e quindi troppo debole di salute. Francesca non si arrese e poiché si era diplomata maestra, decise di occuparsi dell’educazione dei bambini orfani e dell’assistenza ai deboli ed ai diseredati. Nel 1880 fondò a Codogno un istituto religioso a carattere laico, la Congregazione delle Missionarie del Sacro Cuore e, sotto la protezione di San Francesco Saverio diventò, pronunziando i voti religiosi, Madre Francesca Saverio Cabrini.

La Congregazione prosperò e Francesca decise di recarsi a Roma dove ottenne l’approvazione della Chiesa e dove fece il voto di recarsi in Oriente. Ma nel 1889 Papa Leone XIII la volle inviare in America per assistere i moltissimi italiani emigrati, malpagati, sfruttati e maltrattati. Sbarcò a New York con sette suore decisa ad aiutarli in tutti i modi. Scrisse: “poveri italiani, senza Dio, senza patria, senza pane”. Li avvicinava nei porti, nei ghetti, nei miseri tuguri delle “Piccole Italie”, nei posti più malfamati e pericolosi, dove neppure la polizia osava avventurarsi. A tutti portava una briciola d’Italia.

A New York fondò un orfanotrofio e poi attraversò gli States con ogni mezzo, dal New Jersey a Los Angeles, da Chicago a New Orleans, Denver, Seattle, per impiantarvi orfanotrofi, asili, collegi, scuole, ospedali, ricoveri, centri sociali per gli italiani e per i loro bambini. Andò in Nicaragua, in Honduras tra gli Indiani Mosquitos, raggiunse l’Argentina attraverso le Ande a dorso di mulo, giunse in Brasile, sfiorò l’Alaska e il Canada. Ovunque lasciò opere per le quali trovava sempre finanziamenti, donazioni, prestiti bancari, firmando anche tante cambiali.

Qualche tentativo mafioso o richieste di tangenti furono da lei stroncati con ferrea energia. Assisteva i carcerati italiani nelle prigioni di Sing Sing, Chicago, New Orleans; visitava i minatori nelle profondità delle miniere di Scranton e di Denver. La maestrina malaticcia rivelò una resistenza ed un’energia inaspettate! Divenne la donna forte, ammirata dai più potenti uomini del mondo americano, rispettata anche dai più terribili gangsters.

Nel 1909 prese la cittadinanza americana e il 22 dicembre 1917 morì improvvisamente a Chicago, dopo uno dei suoi estenuanti viaggi. Il suo corpo, trasportato a New York, venne seguito da tutti gli emigranti, italiani e non italiani, da tutti coloro che avevano trovato in lei la “madre”, cioè il loro sostegno e la loro consolazione.

Nel 1938 fu proclamata beata, nel 1946 santa, nel 1950 patrona degli emigranti. Lasciava ben 67 fondazioni, tra le quali vi erano anche dispensari, laboratori e case di riposo per vecchi.

Francesca Cabrini condusse una vita dinamica e valorizzò la religiosità femminile in modo estremamente moderno, adatto ai tempi in cui visse, rispondente a problematiche ancora presenti oggi, portate dall’evento migratorio. Espresse la carità cristiana con atteggiamenti ed iniziative che fecero di lei la fondatrice del moderno servizio sociale. Seppe vedere nei principi della democrazia americana una via d’integrazione e d’avanzamento sociale per gli emigrati italiani e promosse una sana emancipazione delle capacità d’iniziativa delle donne.

 

TEMA NATALE

Sole in Cancro, Ascendente e Luna in Bilancia. Dall’analisi degli elementi risulta una leggera prevalenza dell’elemento Acqua a conferma della sua sensibilità e di quella pietas che l’avvicinava ai poveri ed ai diseredati. Gli altri elementi sono distribuiti in maniera equilibrata, indice di un buon equilibrio interiore. Prevalgono i pianeti in segni cardinali, ben 5 (Sole, Luna, Mercurio, Saturno e Plutone). Francesca, infatti, fu un’innovatrice, una pioniera con un grande spirito d’iniziativa.
Il modello planetario è una Clessidra e i pianeti guida sono Nettuno e Mercurio. Nettuno ha rappresentato nel suo tema la spinta caritatevole verso i poveri e Mercurio l’aver utilizzato questa spinta in maniera intelligente e proficua per loro.

La parola chiave del modello Clessidra è l’adattamento. Infatti, Francesca ha saputo adattarsi alla realtà circostante ed ha avuto la capacità di usare questa forza per ottenere i risultati che più le stavano a cuore. E’ stata un “ponte” tra gli emigrati e l’ambiente in cui vivevano, in un libero fluire di compromessi e d’equilibri.

Il Sole è in X casa quadrato a Saturno. Per realizzare i suoi obiettivi, Francesca ha dovuto affrontare molti conflitti, sia interiori, sia con l’ambiente circostante e chissà quante volte si è scoraggiata, ma, poiché il Sole in X casa è cosignificante del Capricorno, governato da Saturno, Francesca è tenacemente andata avanti ed ha raggiunto il suo scopo senza risparmiarsi, arrivando quasi ad una consunzione personale.

La Luna è in Bilancia in I casa, isolata. Il senso della giustizia è forte. La personalità di Francesca è innestata sulla sensibilità, sulla percezione intuitiva delle circostanze. La Luna in Bilancia, venusiana e saturnina la rende tenace, ma allo stesso tempo accomodante per la presenza di Venere.

Mercurio in Cancro è sestile a Marte in Vergine e trigono a Nettuno. La sua mente è acuta, convincente e ispirata. Ha un gran fiuto politico. Il suo progetto vitale è di tipo nettuniano ed aperto al rapporto con gli altri in una dimensione spirituale, religiosa e mistica.

Mercurio è anche Punto di Talete e su di esso si scarica la delicatissima opposizione di Marte a Nettuno. Per raggiungere il suo progetto Francesca ha dovuto affrontare molte insidie anche di salute. L’accudimento dei poveri è più importante di tutto, anche di se stessa e per realizzarlo, tutto il suo organismo si è mobilitato con una grand’ostinazione, senza risparmiarsi.

Venere è in Leone in XI casa, trigona ad Urano e a Plutone. Anche qui si conferma la sua generosità ed il suo amore per il prossimo.

Francesca, quindi, ha accolto gli emigrati come una mamma cancerina, ma si è battuta fortemente perché a loro fossero date migliori condizioni di vita e poiché Saturno è dominante nel suo tema, essendo, oltre che nelle posizioni anzidette, anche il governatore dell’Ascendente per esaltazione, possiamo definirla una perseverante.

 

 

NATALIA GINZBURG

Natalia Levi nacque il 14 luglio 1916, alle ore 6.00 a Palermo, da una famiglia ebraica d’origine triestina. Il padre, Giuseppe Levi, era un illustre medico e professore universitario.
Trasferitasi a Torino, città originaria della sua famiglia, fin da piccola respirò un’atmosfera specificamente intellettuale e antifascista tanto che la polizia faceva continui controlli ed arrivò anche ad imprigionare e processare diversi membri della famiglia Levi per antifascismo.
Dopo le scuole elementari, che il padre le fece frequentare privatamente a casa, andò al liceo ed iniziò a seguire i corsi di letteratura all’Università che, però, non portò a termine.

A diciotto anni pubblicò il suo primo racconto, “I bambini” sulla rivista fiorentina “Solaria”. Poco dopo conobbe un giovane intellettuale di Odessa, Leone Ginzburg (cognome con il quale firmò, poi, tutte le sue opere), professore universitario di Letteratura russa e collaboratore di Giulio Einaudi nella casa editrice fondata nel 1933 e nel 1938 si sposarono.

Dal 1940 al 1943 visse in un paesino dell’Abruzzo, Pizzoli, dove il marito, dirigente della cospirazione antifascista clandestina, era stato mandato al confino. A Pizzoli scrisse il suo primo romanzo “La strada che va in città”, con lo pseudonimo di Alessandra Tornimparte, a causa delle leggi razziali.

Tra il 1943 ed il 1944, Natalia ed il marito si dedicarono a diverse attività d’editoria clandestina e, quando si recarono a Roma, Leone fu arrestato e messo in prigione, dove morì per le torture subite, senza poter rivedere la moglie ed i tre figli. Nel 1945 tornò a Torino dove riprese a lavorare per la Casa Editrice Einaudi e nel 1947 pubblicò il suo secondo romanzo “E’ stato così” vincendo il premio “Tempo”. Nel 1950 sposò Gabriele Baldini, docente di Letteratura inglese e direttore dell’Istituto italiano di Cultura a Londra e si trasferì definitivamente a Roma. Nel 1952 pubblicò “Tutti i nostri ieri” e nel 1957 al volume di racconti “Valentino” fu assegnato il premio Viareggio.

Durante un soggiorno a Londra con il marito, scrisse “Le voci della sera”. Nel 1962 uscì la raccolta di saggi “Le piccole virtù” e nel 1963 vinse il premio Strega con “Lessico famigliare” nel quale raccontò le vicende della sua famiglia. Nel 1964 scrisse un’opera teatrale “Ti ho sposato per allegria” e successivamente scrisse altre nove commedie di cui l’ultima “L’intervista”, fu messa in scena da Laurence Olivier a Londra e da Luchino Visconti in Italia.

Nel 1969 morì anche Gabriele Baldini e negli anni ’70 pubblicò “Mai devi domandarmi”. Tra il 1974 ed il 1977 uscirono “Vita immaginaria” e “Famiglia”.

Negli anni ’80 ritornò sulla scena politica e fu eletta alla Camera dei Deputati con il PCI, sia nel 1983 sia nel 1987. Durante la sua attività parlamentare difese con fervore diverse cause umanitarie, come l’abbassamento del costo del pane, l’assistenza ai bambini palestinesi, la persecuzione legale nei casi di stupro.

Nel frattempo scrisse la ricostruzione storica su “La famiglia Manzoni” e una traduzione di “Une vie” di Maupassant che, pare, finì due giorni prima di morire, l’8 ottobre 1991.

La vita della Ginzburg fu segnata da avversità, persecuzioni, tragedie e morti, ma trovò sempre la possibilità di risollevarsi per la forza del suo carattere.

Così la descrive la nipote Lisa Ginzburg: “combattevano in lei un’anima leggera e sognatrice e una, invece, saldamente e costantemente ancorata alla realtà. In questo contrasto, credo si riassuma una delle radici più profonde della sua vocazione di scrittrice. Mi sono chiesta molte volte se la seconda, l’anima più realistica, non si sia sviluppata più di quanto le sarebbe stato naturale, se non si sia trattato di un’obbligata conseguenza delle tragedie che l’hanno colpita nel corso della vita. La leggerezza brillava nei suoi occhi nonostante i modi spesso rigidi e sempre sobri e austeri. Era una leggerezza che i fatti avevano soffocato e di cui, tuttavia, lei conservava una memoria lieta, piena di gratitudine. Lo penso, ricordando il sorriso aperto, ingenuo in cui a volte si apriva, offrendo a chi ne era spettatore lo stesso calore di un abbraccio inaspettato; lo penso ricordando le risate a cui sapeva abbandonarsi liberamente. Ci si sentiva immersi standole vicino, in un universo dove le regole del mondo riuscivano a legarsi ad una libertà ariosa, ad un respiro che riusciva sempre ad essere più lungo di quello degli avvenimenti…”

 

TEMA NATALE

Sole e Ascendente in Cancro e Luna in Capricorno. Dall’analisi degli elementi risulta una prevalenza dell’elemento Acqua ed un solo pianeta in segno d’Aria (Urano in Acquario). Natalia è intuitiva e sensibile, poco incline ai voli di fantasia. Nelle sue opere letterarie traspare spesso il sentimento ed i fatti, passando dall’intimo neorealismo dei primi romanzi alla narrazione concreta e viva del suo mondo e delle sue esperienze, come testimonianza di un’esistenza sofferta.
La maggioranza dei pianeti è in segni cardinali e fissi. Natalia ha sempre cercato con insistenza di innovare la tecnica narrativa, allontanandosi dai canoni della letteratura femminile, manifestando la volontà di scrivere “come un uomo”, staccandosi dall’autobiografia intesa come sfogo personale.

Il modello planetario è anche qui, come per Francesca Cabrini, una Clessidra, ma i pianeti guida sono diversi. In questo caso sono la Luna e Giove. La Luna è la sua infanzia, la sua femminilità e Giove è la maturità e l’accettazione serena dei drammi della sua vita.

Nella Clessidra la parola chiave è “mediare” e Natalia ha sempre cercato un compromesso tra se stessa e gli altri.

Colpisce lo stellium in Cancro (ben 5 pianeti) in XII Casa e la dura opposizione alla Luna in Capricorno. La sua vita è stata sottoposta a molte prove che ha affrontato con coraggio e rassegnazione.

Il Sole è congiunto a Saturno e la Luna, così importante per il Cancro, è in un segno saturnino. Inoltre spesso il segno opposto funge da risucchio allo stellium e, in questo caso, il segno in opposizione, il Capricorno, c’induce a pensare che Natalia fosse di carattere chiuso e incline alla ritrosia. In realtà il suo animo era sensibile, materno, pieno di nostalgie e ricordi, come traspare dalle sue opere letterarie, ma il suo modo di apparire era “triste e malinconico anche quando era operosa, positiva e creativa”. Così dice Vittorio Foa che l’ha conosciuta fin da quando aveva quattordici anni.

L’opposizione tra la Luna e Mercurio congiunto a Venere si scarica su Giove che è Punto di Talete. Infatti, Giove, pur essendo in X Casa, non le ha dato quel fiducioso ottimismo che è una delle caratteristiche del pianeta. La sua naturale ritrosia a scoprirsi, l’inclinazione ad esprimersi con semplicità, la tendenza a preferire le immagini ai lunghi discorsi ed il coraggio con il quale ha affrontato le dure prove della vita, indicano un carattere perseverante come si esprime Saturno, pianeta molto importante nel suo tema.

 

MARISA BELLISARIO

Marisa Bellisario nacque il 9 luglio 1935 alle ore 13:40, a Ceva, in provincia di Cuneo. Nel 1959 si laureò in Discipline economiche presso l’Università di Torino e poco dopo, nel 1960, decise di abbandonare la provincia per recarsi a Milano dove ebbe il suo primo colloquio di lavoro e fu assunta alla divisione elettronica dell’Olivetti.
Dopo un corso aziendale d’informatica, coordinò un gruppo di lavoro per l’applicazione dell’ELEA, il primo grande elaboratore italiano e nel 1964 la divisione elettronica dell’Olivetti fu ceduta all’americana General Electric Systems dove Marisa diventò responsabile della pianificazione dei prodotti e poi passò all’Honeywell.

Nel 1965 si recò in America dove, in breve tempo, ottenne un felice riscontro delle sue capacità manageriali, ottenendo innumerevoli successi. Le sue doti furono ampiamente riconosciute anche sulla piazza americana, tanto da divenire l’indiscussa protagonista dell’Honeywell.

Nel 1969 sposò Leonello Cantoni, professore d’Informatica all’Università di Torino. Nel 1972 rientrò all’Olivetti e, dopo un certo periodo, fu nuovamente inviata a New York per rilanciare l’Olivetti Corporation of America e ne assunse la conduzione, in qualità di Presidente, guadagnandosi il titolo di “manager più duro d’Italia”.

Nel 1981 ritornò in Italia per dirigere l’Italtel che raggruppava 30 aziende elettromeccaniche, 30.000 dipendenti e 700 miliardi di debiti su un fatturato di 500, prodotti obsoleti e negli anni “di piombo” fucina di terroristi rossi (Peci, Moretti).

Marisa attuò un piano quinquennale di risanamento, basato sul rinnovamento dei processi produttivi e di ristrutturazione (prepensionamenti, blocco del turn-over, mobilità) e nel 1983 riuscì ad ottenere il pareggio del bilancio, riuscendo, miracolosamente a trasformare un complesso di fabbriche da rottamare in una moderna azienda elettronica. Nel 1986 il fatturato dell’Italtel sfiorò i 1.300 miliardi con 18 mila dipendenti

Favorì il lavoro delle donne, appoggiando le carriere femminili e fondò il primo Osservatorio per le Pari Opportunità. Marisa, infatti, diceva spesso che “rispetto ad un nuovo e sempre più qualificato mercato del lavoro, la politica della parità nelle opportunità sarà espressione di una più equilibrata selezione nel mercato del lavoro”.

Nel pieno del lavoro si ammalò di cancro, ma la sua volontà di non arrendersi la portò, fino alla fine, a programmare il lavoro per telefono, a presiedere improvvisate riunioni, a coordinare dall’esterno il lavoro del suo ufficio.

Morì in un afoso pomeriggio d’agosto nel 1988 a soli 53 anni.

Nel 1989 è nato il Premio Marisa Bellisario, destinato ogni anno a quelle donne che sono riuscite a mettersi in luce per le loro capacità imprenditoriali o che hanno primeggiato nelle arti, nella politica, nella cultura. In seguito è sorta anche una Fondazione che è tuttora attiva nella progettazione d’interventi specifici rivolti alle esigenze dell’imprenditorialità e nel managment femminile.

Marisa Bellisario è stata una delle prime donne che hanno conquistato il ruolo di top-manager nel nostro Paese, in tempi in cui era ancora difficile emergere per le donne ed è considerata ancora oggi un’importante protagonista dell’evoluzione italiana nel campo delle telecomunicazioni, sostenitrice di un nuovo “femminismo” dei valori. Era nota non solo per le sue esemplari capacità manageriali, ma anche per la sua forte levatura morale, la sua sensibilità, le sue convinzioni ed il suo altruismo.

Ha avuto un grande amore coronato dal matrimonio che è durato per tutta la sua vita con l’unico cruccio della mancanza di figli e allora riversava tutto il suo affetto sugli animali che teneva in casa, cani e gatti.

Nel 1985 aveva scritto l’autobiografia “Donna e top-manager” nella quale esprimeva il suo rammarico per non aver fatto di più per le altre donne: “Non ho vissuto da protagonista il femminismo nei suoi anni più caldi: ero impegnata nel mio lavoro all’estero e poi ad Ivrea. Lavoravo e facevo carriera, dimostrando che potevo fare quello che facevano gli uomini, e forse farlo meglio. Ho però il rimpianto di essere mancata a quel momento storico. Negli ultimi anni mi sono impegnata in questo campo, usando, tra l’altro, il mio lavoro come testimonianza degli obiettivi che una donna può raggiungere nel mondo tradizionalmente maschile della grande industria”.

 

TEMA NATALE

Sole in Cancro, Ascendente e Luna in Bilancia. Riguardo agli elementi c’è un buon equilibrio fra Aria, Acqua e Terra, ma manca, salvo che per il Medio Cielo, l’elemento Fuoco. Marisa è dotata di sensibilità, intuito, idee innovative e concretezza, ma sembrerebbe non aver saputo gestire l’energia che potrebbe aver costituito il suo lato ombra.
Anche i pianeti sono prevalentemente  distribuiti in segni cardinali e mutevoli. Marisa è innovativa, ha spirito d’iniziativa e si adatta alle circostanze senza prendere posizioni troppo rigide.
Il modello planetario è una Locomotiva e il pianeta guida è Giove. Questo modello ha dato a Marisa una grande spinta che le ha consentito di andare dritta per la sua strada e di agire sempre in prima persona.

E’ coerente con le sue convinzioni e sente che, comunque si presenti la situazione, lei sa come affrontarla. C’è anche un grande trigono d’Acqua ed il Sole sta nel Punto Focale della configurazione.

Il Sole in Cancro in IX Casa ed il governatore della X Casa in Leone ci spiegano il successo professionale che ha avuto all’estero. Inoltre il Sole è nella parte più alta del tema natale. Una posizione forte che ha contribuito a stimolare l’intraprendenza, l’audacia, lo spirito d’iniziativa e il desiderio di valorizzare al massimo le proprie capacità. Vuole sentirsi allo stesso livello dell’uomo, soprattutto in campo lavorativo, non manca d’ambizione (M.C. in Leone) ed ha una forte aspirazione ad emergere per dimostrare a se stessa ed agli altri le proprie abilità tecniche ed organizzative.

I suoi forti valori di sensibilità ed intuito sono anche confermati dal grande trigono d’acqua e sostenuti da una certa sicurezza ed ottimismo di fondo riguardo alle proprie attitudini progettuali e creative (Giove in I Casa trigono al Sole in IX Casa e a Saturno in V Casa) e non le manca anche la capacità diplomatica di interagire e relazionarsi con gli altri (Ascendente, Luna e Marte in Bilancia).

Ma soprattutto i suoi valori cancerini si esprimono nell’essere stata una “mamma” dell’azienda intenta a curare, sviluppare e perfezionare sempre più la sua creatura e nel non aver fatto mai mancare un consiglio ed un aiuto soprattutto alle giovani che vedeva in difficoltà, esortandole ad abbandonare i tradizionali studi umanistici e a privilegiare quelli scientifici.

Anche Marisa Bellisario che è andata avanti con determinazione (Sole trigono a Saturno) riuscendo ad imporsi nel mondo degli affari meglio degli uomini, divenendo un vero e proprio simbolo del mondo industriale di quel periodo, può essere definita una "perseverante".

 

Ora passiamo a considerare le altre tre donne che per la posizione astrale di alcuni pianeti possono essere considerate "energetiche":

 

GEORGE SAND

Aurore-Amantine-Lucie Dupin nacque a Parigi il 1° luglio 1804 alle ore 22.20.  Il padre era un ufficiale dell’esercito napoleonico e la madre apparteneva alla piccola borghesia parigina.

Nel 1808 il padre morì per una caduta da cavallo e la madre, che Aurore amava molto, fu costretta a rinunciare alla sua tutela a favore della nonna paterna, in grado di garantirle una buona educazione e, soprattutto, una cospicua dote. La nonna, un’aristocratica assai colta e con la mentalità molto aperta, con l’aiuto di un precettore, crebbe Aurore in grande libertà, facendole conoscere le opere degli illuministi, la musica, le scienze naturali, il latino e le permetteva di fare lunghe passeggiate a cavallo nelle distese verdi della campagna, indossando abiti maschili.

Dal 1818 al 1820 studiò in un collegio di suore inglesi a Parigi e nel 1821, alla morte della nonna, ereditò il castello di Nohant e si trasferì definitivamente a Parigi presso la madre. Nel 1822, appena diciottenne, sposò il barone Casimir Dudevant dal quale ebbe due figli: Maurice e Solange. Vissero a Nohant, ma il suo matrimonio non durò a lungo e nel 1831 si separò dal marito. Tornò a Parigi con i due figli ed iniziò una vita molto indipendente e libera.

A Parigi conobbe lo scrittore Julien Sandeau con cui ebbe una lunga relazione e da lui prese l’idea di chiamarsi George Sand. Con lui scrisse il romanzo “Rose et Blanche” nel 1831 e l’anno dopo pubblicò “Indiana” firmandosi, per la prima volta, con lo pseudonimo maschile di George Sand.

La sua attività artistica e quella politica erano molto intense. George diventò una persona che s’incontrava dovunque ci fossero artisti di valore e Balzac la definì “più intelligente di un uomo”. Estrosa nei comportamenti, indossava sempre abiti maschili, fumava il sigaro e sceglieva gli uomini che più le piacevano amandoli ed essendo riamata. Ebbe numerose relazioni amorose con grandi artisti: il pittore Delacroix, lo scrittore George De Musset, Prosper Merimée fino al musicista polacco Chopin che conobbe nel 1837 ad un concerto.

Chopin, nato in una cittadina polacca, era giunto in esilio a Parigi a vent’anni ed il suo straordinario talento gli aveva fatto conquistare tutti i salotti della città. Si racconta che quando Chopin vide per la prima volta George Sand avesse commentato “George Sand? Ma pare un uomo…” e che lei avesse detto di lui “Pare una fanciulla”.

Tuttavia i due s’innamorarono perdutamente ed il loro amore libero – molto scandaloso per quei tempi – durò nove anni. Nel tentativo di guarire Chopin dalla tubercolosi che l’affliggeva, George affittò una casa nell’isola di Majorca e poiché era anche affetto da un disturbo nervoso che in tempi recenti sarebbe stato diagnosticato come schizofrenia, tentò di guarirlo e pare che vicino a lei ed ai suoi figli il musicista fosse felice.

Nel 1846 George e Chopin si separarono, ebbero qualche altro sporadico incontro e nel 1849 Chopin morì.

Tra il febbraio ed il maggio del 1848 George svolse un’intensa attività politica per i repubblicani e fondò due periodici d’esplicita tendenza socialista. Partecipò attivamente alla rivoluzione del 1848 e poi si ritirò a Nohant. Gli amici più cari le facevano visita, fra questi Gustave Flaubert, Alexander Dumas (padre), Turghenev, Gautier e dal 1849 le fu accanto l’incisore Alexander Manceau, suo ultimo compagno. Una relazione affettuosa che durò per quindici anni, fino alla morte di lui, che avvenne nel 1865.

Il ritiro a Nohant durò quasi trent’anni, dove visse una vita tranquilla e dove morì nel 1876.

La produzione letteraria di George Sand fu molto vasta. Scrisse 143 romanzi e racconti, 49 scritti vari e 24 commedie. Dal 1854 al 1855 fece pubblicare a puntate su “La Presse” la sua autobiografia col titolo “Histoire de ma vie” che fu da molti considerata il suo capolavoro.

La Sand fu un “personaggio” oltre che una scrittrice. La prima donna dell’età moderna a ribellarsi ai pregiudizi che soffocavano la vita delle donne di quell’epoca. La sua turbinosa vita sentimentale fece scandalo, ma nella storia letteraria occupò un posto molto importante.

Aveva un forte senso materno, tanto che in una lettera indirizzata a Juliette Lamber che considerava come una “figlia” scrisse: “Quando mi esamino mi accorgo che le sole passioni della mia vita sono state la maternità e l’amicizia”.

 

TEMA NATALE

Sole in Cancro, Ascendente in Acquario e Luna in Ariete. Sia gli elementi sia i pianeti sono distribuiti in maniera equilibrata (4 Aria, 3 Acqua, 3 Fuoco, 2 Terra e 4 pianeti in segni cardinali, 3 in segni fissi e 3 in segni mutevoli) e ciò dimostrerebbe un buon equilibrio interiore. Infatti, George Sand ha dimostrato sicurezza e coerenza nelle sue scelte di vita.
Il modello planetario è una Locomotiva, in cui il pianeta guida è Plutone. Come Marisa Bellisario, George è andata dritta per la sua strada con audacia ed intraprendenza. Plutone, in I Casa, le ha anche dato la consapevolezza di avere il controllo del suo destino e sebbene fosse andata oltre i limiti imposti dall’ambiente, tuttavia ha saputo come modificarne alcune condizioni in modo da avere maggiori possibilità di successo.

Il Sole è in V Casa trigono a Plutone e quadrato ad Urano. George vuole essere al centro dell’attenzione, ha coraggio e determinazione nel raggiungere i suoi obiettivi, utilizzando il suo potenziale creativo per il miglioramento delle condizioni sociali e dell’ambiente in cui viveva. Aveva, infatti, manifestato una forte tendenza politica ed aveva anche partecipato alla rivoluzione del 1848. Inoltre, la quadratura con Urano le ha dato un carattere eccentrico e spesso, mancanza di scrupoli. Questa configurazione è tipica dei “bastian contrari”, cioè di coloro che si atteggiano o esprimono idee in contrasto con quelle degli altri e devono sempre andare controcorrente.

La Luna è in II Casa in Ariete opposta a Giove. L’immagine che George vuole dare è quella di una combattente e di una donna “virilizzata”, che sa anche apprezzare altruisticamente il talento degli altri. Il contrasto fra il Sole in Cancro, tenero e nostalgico e la Luna in Ariete, impulsiva e avventurosa si esprime in lei da un lato, nella forte vitalità arietina e dall’altro nel bisogno di condivisione con gli altri. La sua disponibilità “ materna” la sospinge verso l’uomo bambino, bisognoso d’aiuto e protezione come nel caso di Chopin, ma nello stesso tempo lei vuole essere autonoma e indipendente.

E’ come se fosse una “Grande Madre” che dispensa fiducia, amore, coraggio e, se consideriamo anche Venere, pianeta dei rapporti affettivi, collocata nel segno del Leone, ci accorgiamo che la sua generosità si colora d’accenti autoritari. Molti suoi amanti, infatti, oltre ad essere anagraficamente più giovani, dipendono da lei anche sul piano materiale.

Nei confronti di Chopin accomuna i suoi sentimenti a quelli dei suoi due figli chiamandoli “i miei tre ragazzi”. Ai figli, infatti, offrì un costante appoggio morale e materiale a conferma di una forte vocazione materna, ma a differenza di quanto accade spesso alle donne Cancro, lei ebbe per i figli un amore aperto ed attento lasciandoli liberi di manifestarsi. (Mercurio in Gemelli in IV Casa trigono a Giove e ad Urano).

Durante il suo ritiro a Nohant scriveva “Io sono sempre stata maschio, cioè stupida, credula e ingannata, ma lascio che le mie figlie si ‘femminizzino’ quanto vogliono” riferendosi anche ad Augustine Brault che George aveva adottato ed accolto a Nohant.

Da queste frasi si può intuire che alla fine George Sand fu un’insoddisfatta perché pur combattendo contro la schiavitù delle donne non riuscì a proporre una vera e propria teoria per risolvere i problemi dell’emancipazione femminile. Si era illusa che bastasse il suo coraggio a combattere e a sfidare il ruolo in cui il costume relegava le donne (Marte opposto a Nettuno) e negli ultimi anni scrisse, facendo una severa autocritica: “Mi sembra di aver scritto una quantità di sciocchezze. Enfatiche soprattutto. Eppure ero in buona fede. Immaginavo di riassumermi. Si può riassumersi? E conoscersi? Si è mai ‘qualcuno’? Non ne so più nulla. Si cambia di giorno in giorno e dopo qualche anno si è un essere nuovo e diverso. Ho un bel cercare in me stessa, ma non ritrovo nulla di quella persona ansiosa, agitata, malcontenta di se stessa, irritata contro gli altri. Seguivo senza dubbio allora la chimera della ‘grandezza’ (...) Ora sono vecchia ed ho capito che si vive con il carattere più che con l’intelligenza. Per una bizzarria della sorte mi sento meglio”.

In ogni caso George Sand fu uno spirito libero, avventuroso e con la presenza della Luna in Ariete e di Plutone in I Casa può essere inserita fra le “energetiche”.

 

ORIANA FALLACI

Oriana Fallaci nacque a Firenze il 29 giugno 1929, alle ore 23.00 (fonte Anagrafe). Erano gli anni del potere di Mussolini e lo stato politico e sociale dell’Italia di allora ebbero un notevole influsso sulla sua vita.
Il padre, un liberale antifascista, era così convinto delle sue idee al punto da coinvolgere Oriana, che aveva solo 10 anni, nel movimento clandestino di resistenza con compiti di vedetta e a 14 anni divenne un membro del corpo dei volontari della libertà contro il Nazismo. Nell’occupazione di Firenze da parte delle truppe naziste, il padre fu catturato, imprigionato e torturato e riuscì fortunosamente a salvarsi. Fu un periodo molto duro per la Fallaci e forse, proprio per aver vissuto quegli avvenimenti, la sua tempra si fortificò tanto da essere considerata una “donna di ferro”.

Terminata la guerra, Oriana decise di dedicarsi alla scrittura in maniera attiva e continuativa con il proposito di farne la professione della sua vita. Iniziò la sua carriera giornalistica con un articolo di cronaca, ma i direttori dei giornali con i quali venne a contatto riconobbero in lei notevoli doti e cominciarono ad affidarle incarichi di più vasto respiro e di grande responsabilità, come le interviste ad importanti personalità della politica o il resoconto di avvenimenti internazionali.

Cominciò a scrivere sull’“Europeo”, prestigioso settimanale di grande spessore giornalistico e culturale, per poi collaborare anche con altre testate, sia in Europa, sia in Sud America. Scelse il giornalismo d’assalto e divenne corrispondente di guerra.

A lei si devono memorabili reportages ed interviste, fra le quali è da ricordare quelle all’Ayatollah Khomeini, leader del regime teocratico iraniano e poco incline a riconoscere diritti e dignità alle donne ed a Henry Kissinger, cui la Fallaci fece incalzanti domande, inducendolo a parlare di argomenti mai affrontati con altri interlocutori. In seguito il resoconto dei colloqui con i potenti della Terra fu raccolto in un libro “Intervista con la storia”.

Dalla scrittura giornalistica Oriana Fallaci passò a scrivere romanzi e libri e lei stessa affermava “…ho iniziato con il giornalismo per diventare scrittrice” e quando le chiesero quali circostanze fossero state importanti per la sua carriera, rispose: “prima di tutto il fatto di appartenere ad una famiglia liberale e impegnata politicamente. E poi, il fatto di aver vissuto durante l’infanzia i giorni eroici della Resistenza in Italia attraverso mio padre che ne era il leader. E ancora, il fatto di essere fiorentina. Insomma è il risultato di una certa civiltà e cultura. Comunque, a volte mi chiedo se il fattore più motivante non sia stato il fatto di essere nata donna e povera. Quando sei una donna, devi combattere di più. Di conseguenza, devi vedere di più e pensare di più ed essere più creativa. Lo stesso quando nasci povero. La sopravvivenza è una grande motivazione.”

Molti sono i ricordi della figura paterna, alcuni dei quali affiorano in un’intervista del 1979 a cura di Luciano Simonelli: “…andavo a caccia, mi ci portava mio padre. Avevo nove, dieci anni quando, al capanno, il babbo m’insegnò a sparare. E continuai fin verso i venticinque anni, trenta…”.

E poi il ricordo della madre, cui s’intrecciano i giorni trascorsi insieme a Panagulis, cui la Fallaci è stata legata sentimentalmente: “le due creature che amavo di più. Le amavo tanto che dividere il mio amore per loro era una fatica quasi drammatica; voglio dire, il tempo che passavo con l’uno mi sembrava rubato a quello che avrei dovuto passare con l’altra… Una delle scale, tra piano terreno e primo piano, nella mia casa di campagna, è quella che unisce l’appartamento dove viveva la mamma e l’appartamento dove vivevamo io e Alekos (Panagulis). Ebbene, quando ero lì con entrambi, era tutto un correre su e giù per quelle scale… Su e giù, su e giù. Poi, di colpo, nel giro di pochi mesi, l’immobilità. Se n’erano andati tutti e due.”

Il fattore motivante di tutti i suoi libri è “una grande emozione, un’emozione psicologica o politica e intellettuale”. I suoi libri sono stati tradotti in 31 Paesi. Consegnandole la laurea ad honorem in letteratura, il Rettore del Columbia College of Chicago la definì “uno degli autori più letti ed amati al mondo”.

Nonostante le origini fiorentine, la Fallaci risiedeva e lavorava a New York: “Firenze e New York sono le mie due patrie”, raccontava lei stessa.

Per anni è stata malata di cancro e il suo atteggiamento nei confronti della vita apparve chiaro dall’intervista di Luciano Simonelli: “Ho sempre amato la vita. Chi ama la vita non riesce mai ad adeguarsi, subire, farsi comandare. Chi ama la vita è sempre con il fucile alla finestra per difendere la vita… Un essere umano che si adegua, che subisce, che si fa comandare, non è un essere umano”.

 

TEMA NATALE

Sole in Cancro, Ascendente in Pesci e Luna in Ariete. Prevale l’elemento Fuoco (5 pianeti + il Medio Cielo), mentre è carente l’elemento Terra, dato solo da Venere in Toro. Oriana è egocentrica e sente di avere sempre ragione. Ha un’energia inarrestabile ed un bisogno viscerale di esprimersi liberamente, mancando, a volte d’autocontrollo.
La carenza dell’elemento Terra può anche portare ad ignorare le necessità del corpo fisico pur di esprimere le proprie idee: “Inizio a lavorare presto la mattina e vado avanti fino alle sei, sette di sera senza interruzione, senza mangiare e senza riposare. Fumo più del solito, il che significa 50 sigarette al giorno. Dormo male la notte… quindi mi ammalo e divento brutta, perdo peso e divento più rugosa”.

Come la personalità di Oriana è stata così complessa, così è problematica l’interpretazione del modello planetario del suo Tema Natale. Sembrerebbe un misto tra il modello Cuneo ed il Ventaglio, ma anche questi imperfetti essendo l’angolo di bordo di 145° e non di 120° come vogliono entrambi i modelli.

Eppure il temperamento di Oriana si attaglia sia al modello Cuneo per la sua capacità di attrarre gli altri a seguito del suo particolare magnetismo personale sia al modello Ventaglio per la forte concentrazione sul proprio Io, per la sua determinazione e perché sa quello che vuole. Anche il pianeta manico, Saturno per tutti e due i modelli che è anche singleton per emisfero, costituisce uno di punti forti del suo Tema ed attira su di sé tutte le energie espresse dagli altri pianeti.

Saturno è anche in X Casa in Sagittario, a dimostrazione del suo impegno e della sua professionalità al servizio degli ideali. Inoltre è retrogrado: Oriana è determinata e concreta e tende ad approfondire ogni cosa prima di agire, ma non sempre riesce a raggiungere il suo scopo ed allora Saturno può generare un forte stato di tensione. Il lato ombra di Saturno è la paura patologica dell’ignoto e Oriana ha paura dell’espansione del mondo islamico e delle conseguenze che può provocare, come ha scritto nei suoi ultimi libri.

Il Sole è in IV Casa quadrato alla Luna. Questa quadratura è molto difficile da gestire. Con un Sole in IV è esaltato in Oriana il sentimento d’attaccamento alle radici, alla patria, al padre, ma la quadratura con la Luna indica che in lei c’è un’insoddisfazione perenne ed un’insicurezza emotiva che la fa vivere sempre sulla difensiva ed in polemica con tutti.

Il suo attaccamento alla Patria è così intenso che si dice tenesse in Toscana una grossa bandiera tricolore alla finestra: “sebbene la mia Italia sia un’Italia ideale, un’Italia che non esiste, che forse è esistita soltanto nel Risorgimento, guai se il mio orgoglio patriottico viene ferito”.

La Luna è in Ariete, congiunta a Urano in I Casa, quindi fortemente attiva, ribelle e determinata e si trova in grande difficoltà con il Sole in Cancro.

Marte è congiunto a Nettuno in Leone, entrambi trigoni a Saturno in Sagittario. Oriana è molto orgogliosa, eroica ed anche dura e persegue con forza i suoi ideali. E’ una donna forte come una roccia (Venere in casa II sestile a Plutone).

Giove e Mercurio in Gemelli in III Casa, poi, le danno l’impronta della scrittrice di razza e della giornalista per vocazione. La prevalenza, quindi, dell’elemento Fuoco e la forza e la passione che hanno segnato tutta la sua vita, ci segnalano che la sua energia è stata così impetuosa che può essere sicuramente inserita nel gruppo delle energetiche.                               

 

FRANCA RAME

Franca Rame è nata a Parabiago, piccolo paese in provincia di Milano, il 18 luglio 1929, alle ore 12.25 (fonte CIDA). Il suo luogo di nascita è puramente casuale in quanto, in quel periodo, la sua famiglia recitava in quel paese. Tutta la famiglia, insieme con altri attori regolarmente scritturati, formava infatti una compagnia che girava per i paesi e le cittadine della Lombardia e del Piemonte.
La famiglia Rame aveva tradizioni teatrali antichissime e, fin dal 1600 erano attori, burattinai e marionettisti secondo le occasioni. Il padre, Domenico, era di fede socialista e spesso gli incassi delle serate venivano dati in sostegno alle lotte operaie o per costruire asili o per altri scopi benefico-sociali. La madre, Emilia Baldini, maestra e figlia di un ingegnere del Comune di Bobbio, sposò contro il parere della famiglia Domenico Rame che aveva vent’anni più di lei.

Emilia divenne attrice e costumista ed insegnò ai quattro figli a recitare nei vari ruoli ed a muoversi sulla scena e in quell’ambiente Franca Rame fece il suo apprendistato, sentendo sempre il palcoscenico come “casa propria”.

Nel 1950-51 debuttò nel mondo dello spettacolo nella compagnia primaria di prosa di Tino Scotti per lo spettacolo “Ghe pensi mì” di Marcello Marchesi, in scena al Teatro Olimpia di Milano. Durante la stagione teatrale 1951-52 Franca Rame fu scritturata, insieme con Dario Fo, per lo stesso spettacolo, ma Dario finse di non vederla, nonostante l’anno prima, a casa di amici l’avesse vista in fotografia e, come dicono, ne fosse rimasto fulminato!

Dopo qualche settimana, però, Franca lo bloccò dietro le quinte e gli dette un gran bacio sulla bocca! A questo punto si fidanzarono ed il 24 giugno 1954 si sposarono. Dall’unione nacque a Roma il figlio Jacopo, il 31 marzo 1955.

Nel 1958, insieme al marito fondò la compagnia “Dario Fo - Franca Rame” che, negli anni seguenti otterrà grande successo commerciale nel circuito dei teatri cittadini istituzionali. Nella Compagnia, Franca è stata la prima attrice e l’amministratrice.

Nel 1968, sempre a fianco del marito, abbracciò l’utopia sessantottina, uscì dal circuito dell’ETI, fondò il collettivo Nuova Scena e poi La Comune, con cui interpretò spettacoli di satira e di controinformazione politica anche molto feroci. A partire dalla fine degli anni ’70 Franca Rame si fece portavoce delle istanze perseguite dal movimento femminista e iniziò ad interpretare testi di propria composizione.

Nel marzo del 1973 fu rapita da esponenti dell’estrema destra e subì violenza.

Da allora lei ed il marito hanno sempre recitato insieme, hanno proseguito le loro lotte politiche e sociali ed hanno prodotto moltissimi documenti. Nel 2000 Franca Rame ha ricevuto una laurea ad honorem in Discipline teatrali e drammaturgia da parte dell’Art Institute dell’Harvard University.

Nelle elezioni politiche del 2006 si è candidata capolista al Senato in Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Toscana e Umbria tra le file dell’Italia dei Valori ed è stata eletta senatrice in Piemonte.

 

TEMA NATALE

Sole in Cancro, Ascendente in Bilancia e Luna in Sagittario. Dal punto di vista degli elementi c’è una certa prevalenza d’Acqua e di Fuoco e, come Oriana Fallaci, è carente l’elemento Terra, rappresentato da Marte nel segno della Vergine.

Questa combinazione d’Acqua e Fuoco rende l’individuo particolarmente emotivo, eccitato e alquanto impulsivo. Infatti, Franca Rame ha spesso un atteggiamento irrequieto e abbraccia la difesa delle cause sociali in modo piuttosto irruento, riuscendo a manifestare le sue idee in modo persuasivo. E’ comunque un’ottima combinazione per le persone che lavorano nel campo dello spettacolo.
Prevalgono i pianeti in segni cardinali (4 + Ascendente e Medio Cielo) e mutevoli.

Franca inizia le sue lotte, che cambiano di volta in volta. Passa dalle rappresentazioni teatrali, in cui esprime il suo impegno sociale, alle manifestazioni di piazza, alle occupazioni delle fabbriche ecc. Insomma le sue attività nel sociale sono molteplici.

Il modello planetario è un Ventaglio imperfetto ed il manico è rappresentato dalla congiunzione Luna/Saturno. Franca è determinata, possiede una forte energia, sa quello che vuole ed userà il manico come un punto di leva per il perseguimento dei suoi ideali. La Luna per la grande energia emozionale che la porta ad orientarsi verso tutto ciò che cattura la sua attenzione e Saturno per la tenacia nello stabilizzare quest’energia.

I pianeti sono distribuiti sopra l’orizzonte, il suo interesse è fortemente orientato verso la visibilità e la vita sociale.

Il Sole è in larga congiunzione con Plutone in X Casa. Questa congiunzione e per di più in X, dà a Franca un carattere estremista capace di suscitare profonde simpatie o antipatie ed è incapace di agire con moderazione. Ma è anche sensibile alle condizioni sociali della gente, dedicandosi con passione e intensità al miglioramento di esse. Non tollera la debolezza dei sistemi politici che produce condizioni umane ingiuste e per lei intollerabili.

La Luna, come abbiamo già detto, è congiunta a Saturno, trigona ad Urano in VI Casa ed opposta a Venere congiunta a Giove. Franca è mentalmente vivace e avida di conoscenza, ma è anche irrequieta e mette tutta la sua energia nel fare programmi sociali. Con l’opposizione Luna-Venere sembra destinata a ricevere provocazioni da tutti, qualsiasi cosa faccia, ma la congiunzione con Giove indica che in lei c’è una natura gentile, comprensiva e generosa.

Marte è in Vergine quadrato a Venere e Giove. Franca è una piantagrane, tuttavia possiede una qualità magnetica che sa attirare la gente e l’Ascendente in Bilancia le dà la possibilità di trarre vantaggio dai gruppi, dalle relazioni sociali e, nel suo caso, soprattutto dal matrimonio.

In ogni caso Franca è sempre un Cancro attaccata alla sua famiglia e alle sue radici e ciò risulta evidente in alcune frasi dette in occasione del suo primo giorno in Senato.

“…Ecco, quel giorno a Montecitorio con tutto il Parlamento riunito, per la prima volta mi sono sentita emozionata… per la prima volta mi sono sentita senatrice. Proprio così, Io senatrice… Ho pensato a mia madre, a mio padre, avrei voluto che fossero lì con me, a vedermi… ho pensato alla mia famiglia tutta, a Jacopo, a Dario, a Pia mia sorella, alle mie nipotine… ‘Sì, guardatemi bene… sono proprio io… vostra figlia, sorella, moglie, madre, nonna e bisnonna, zia. Siete contenti di me? Mi volete bene?’ Eh sì… ‘l’essere voluta bene’ è molto importante per me. Più di ogni cosa al mondo.”

Anche lei, come George Sand e Oriana Fallaci, per quella Luna trigona a Urano in Ariete e per la sua combattività può essere inserita nel gruppo delle energetiche.

 

Abbiamo terminato quest’excursus su alcune donne del Cancro esaminando i loro percorsi di vita e le varie posizioni planetarie e tutte hanno rivelato la loro “cancerinità”, caratterizzata dal senso e dal comportamento materno nei riguardi di persone o d’interi gruppi sociali oltre ai ricordi e alle proprie radici familiari e patriottiche: Francesca Cabrini, “mamma” degli emigranti; Natalia Ginzburg con i suoi scritti intessuti di ricordi familiari e di nostalgia; Marisa Bellisario “mamma” dell’azienda che ha guidato fino alla morte ed anche protettrice delle donne; George Sand, dotata di un forte senso materno che ha dimostrato sia con i figli sia con Chopin; Oriana Fallaci nell’attaccamento alla sua Terra, arrivando addirittura ad esporre il tricolore fuori casa e a considerare l’Occidente come una IV Casa, cioè come un nido da proteggere da minacce esterne; Franca Rame, attaccatissima alla sua famiglia originaria e a quella che si è costruita, desiderando nei momenti di maggiore successo di averli tutti vicini.

A questo punto penso che possiamo veramente concludere che sono tutte “cancerine, nonostante le apparenze”

 

 

NOTIZIE SITOGRAFICHE E BIBLIOGRAFICHE

 

Per Francesca Cabrini:

http://www.diocesi.it/borgopiave/missioni/cabrini.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Francesca_Saverio_Cabrini

Achille Mascheroni in http://web.tiscali.it/madrecabrini/webit/biografia.htm

 

Per Natalia Ginzburg:

http://www.italialibri.net

http://www.italica.rai.it

http://www.italiadonna.it

 

Per Marisa Bellisario:

http://www.fondazionebellisario.org

 

Per George Sand:

http://www.dialogare.ch

http://www.gayroma.it

http://www.girodivite.it

Serena Foglia: Protagoniste, ed. Rusconi, Milano 1980

 

Per Oriana Fallaci:

http://magazine.enel.it

http://www.arcobaleno.net

http://biografie.leonardo.it

http://www.italialibri.net

 

Per Franca Rame:

http://it.wikipedia.org

http://www.itineraria.it

http://www.musicalstore.it

http://www.francarame.it

 

TORNA AD ARTICOLI PERSONALI

TORNA A RITRATTI

HOME