|
CAMILLE CLAUDEL |
||||||||||
|
VITA DI UNA SCULTRICE FRA ARTE, AMORE E FOLLIA |
||||||||||
|
|
||||||||||
|
di Maria Grazia La Rosa |
||||||||||
|
|
||||||||||
|
“Una fronte superba e occhi magnifici, di un blu così profondo e così raro che si può trovare soltanto nei romanzi” ... |
||||||||||
|
Così
scrive Paul Claudel, il celebre poeta e diplomatico, a proposito della
sorella Camille. |
|
|||||||||
|
Camille,
bambina ed adolescente, era fantasiosa, volitiva, orgogliosa e scoprì molto
presto la sua vocazione per la scultura. Già a 13 anni comincia a modellare
le sue prime figure in argilla. Non seguendo un iter di apprendimento
regolare si rivolge istintivamente a soggetti viventi, saltando i lunghi
esercizi di copia di nature morte imposti dalle Accademie; la scultura
coinvolge lei e l’intera famiglia: non avendo ricevuto lezioni affronta
audacemente i soggetti mobili e, a turno, tutti sono costretti a posare per
lei. Da ragazza Camille legge molto, attingendo alla biblioteca del padre e,
per i suoi tempi, accumula, con la sregolata attività dell’adolescenza e
dell’isolamento, una cultura eccezionale. |
||||||||||
|
Nel
1879, quando Camille aveva 15 anni, il padre
chiese un giudizio sulle opere che la figlia creava già da qualche
anno allo scultore Alfred Boucher, che fu talmente impressionato dal talento
della ragazza da proporsi come suo insegnante. |
||||||||||
|
Camille
lottò per convincere il padre a trasferirsi a Parigi, fulcro della vita
culturale ed artistica, molto più promettente rispetto alla provincia
francese, dove non poteva esserci nessun avvenire per un artista. Il padre,
che non si oppose mai alle sue aspirazioni, finì per assecondarla e nel 1881
i Claudel si trasferirono a Parigi dove Camille seguì le lezioni di modellato
di Alfred Boucher all’Académie Colarossi ed affittò un atelier con tre amiche
inglesi. |
||||||||||
|
Boucher,
scultore di buon livello, le seguiva nei loro progressi. Tre anni dopo lo
scultore dovette lasciare momentaneamente le sue allieve per un
soggiorno-premio in Italia e chiese ad Auguste Rodin, ancora poco conosciuto,
di sostituirlo nell’insegnamento, raccomandandogli in particolar modo
Camille. Rodin riconobbe subito lo straordinario talento di Camille, che
aveva ventiquattro anni meno di lui e nel 1883 la volle nel suo atelier, con
le mansioni di modella e di sbozzatrice. |
||||||||||
|
Aveva
solo 19 anni, una bellezza prepotente ed un fascino assoluto che riuscì a
sconvolgere la vita di Rodin che aveva 43 anni ed un legame stabile con Rose
Beuret, donna rozza e semianalfabeta che gli aveva dato un figlio, ma che non
aveva sposato. Camille era una delle più promettenti allieve del Maestro e
riuscì a conquistare un posto speciale nella vita di Rodin, diventando la sua
amante e vivendo con lui anni di passione e di lavoro comune, aiutandosi ed
ispirandosi a vicenda nel creare alcuni fra i più grandi capolavori scultorei
di tutti i tempi. |
||||||||||
|
La
comunanza di motivi e di linguaggio di Auguste e Camille è evidente, lavorano
insieme in un continuo scambio di esperienze, al punto che diventa difficile
distinguere il ruolo di ciascuno dei due nella realizzazione di determinate
opere per le quali si potrebbe forse arrivare a parlare di “sculture a
quattro mani”. Nell’atelier tutto si decideva insieme e Rodin lasciava spesso
che Camille modellasse mani e piedi delle sue opere. |
||||||||||
|
Rodin
affittò per loro due una dimora in rovina, una villa con un giardino
selvatico dove avevano già abitato George Sand ed Alfred de Musset al tempo
della loro storia d’amore. |
||||||||||
|
La
famiglia Claudel finse d’ignorare per lungo tempo che Camille amava Rodin e
che conviveva con lui; una situazione, per quei tempi, scandalosa per una
ragazza di “buona famiglia”. |
||||||||||
|
Intanto
Rodin diventò sempre più celebre tanto che nel 1887 ottenne la Legion
d’onore, la massima onorificenza francese. Camille, nel frattempo, scolpì i
suoi capolavori ed insieme a Rodin frequentò i grandi pittori Impressionisti.
Per qualche tempo la sua fu una storia d’amore felice. |
||||||||||
|
Durante
la relazione Camille rimase incinta, ma interruppe la gravidanza. Quanto
questo aborto influenzò emotivamente la loro storia non si sa. Fatto sta che,
quando Camille aveva quasi trent’anni, la relazione con Rodin cominciò a
franare. Molte sono state le ipotesi sulle cause di questa crisi, ma non
esiste documentazione che racconti perché Camille e Rodin si lasciarono.
Camille credeva in una possibile, definitiva unione con Rodin, forse anche
per liberarsi completamente da quei sotterfugi ed ipocrisie che aveva dovuto
subire nel corso degli anni per l’illegalità di quell’amore, ma Rodin, pur
amandola e sostenendola nella sua
vocazione, nel 1892 rifiutò di sposarla. I legami artistici e sentimentali
tra loro due si allentarono, ma non s’interruppero definitivamente, tanto che
lui l’aiutò in varie occasioni. |
||||||||||
|
Ma
la rottura fu inevitabile. Camille e Auguste si rividero all’inaugurazione di
una mostra, tornarono di quando in quando a scriversi ma non entrarono più
l’uno nello studio dell’altra e viceversa. Nel 1893 Camille ruppe
definitivamente i rapporti con Rodin, affittò uno studio-abitazione e
realizzò per conto suo alcune sculture assai importanti. |
||||||||||
|
Con
la rottura con Rodin il forte temperamento di Camille cedette. Aveva voluto
seguire la sua vocazione d’artista, aveva amato fuori dagli schemi
prestabiliti ed ora, a trent’anni, tutto crollava. Aveva sfidato convenzioni
e pregiudizi ma si ritrovava sola, delusa, non abbastanza stimata e
considerata, come avrebbe voluto essere in rapporto al suo genio. |
||||||||||
|
Dopo
Rodin, Camille incontrò il giovane compositore Claude Debussy. Non si sa se
il loro fu un rapporto d’amore o d’amicizia, comunque Debussy, ancora
sconosciuto, restò profondamente impressionato dalla scultrice. Dopo due anni
non si frequentarono più. Probabilmente perché Camille non riusciva ad
abbandonarsi al rapporto sentendosi, in fondo, ancora legata a Rodin. |
||||||||||
|
Camille
viveva sola in una piccola casa, numerose erano le difficoltà finanziarie.
Essere scultori comportava spese ingenti per i materiali e Camille non
riusciva a sostenerle, si trovava in difficoltà economiche e doveva ricorrere
all’aiuto del padre e del fratello. Un profondo rancore verso Rodin le invase
il cuore e la mente. Cominciò a soffrire di ossessioni. Pensava che Rodin volesse
impossessarsi delle sue opere e ne distrusse alcune; immaginava anche che
Rodin la facesse spiare dai suoi assistenti per rubarle le idee e che volesse
ucciderla. Non era vero, ma tutto ciò era chiaramente il segnale di una grave
forma di depressione con manie di persecuzione. |
||||||||||
|
Ormai
costretta a vivere in ristrettezze economiche, andava sempre più isolandosi e
compì vere e proprie stravaganze. Si chiuse nel suo atelier, si isolò e visse
in povertà tra gatti, ragnatele e marmi. Completò le sue opere e le distrusse
a colpi di martello. Vere e proprie “esecuzioni”, come lei stessa le definì.
Nel 1911 lo stato di salute di Camille si aggravò; viveva in isolamento quasi
totale, in condizioni d’indigenza, nel disordine e nell’abbandono. |
||||||||||
|
Alle
difficoltà e alle ossessioni si aggiungono gli odi familiari, a Villeneuve è
persona non gradita, sua madre la subissa di rimproveri e la condanna, la
sorella Louise è poco incline all’indulgenza, il fratello Paul è lontano
dall’Europa e, dopo la conversione, si trova a condannarla come peccatrice.
Solo il vecchio padre, di nascosto, le manda del denaro. |
||||||||||
|
Il
3 marzo 1913 il padre morì. Uomo colto ed illuminato, aveva sempre cercato di
aiutarla, appoggiando ed approvando la sua aspirazione alla scultura. |
||||||||||
|
La
follia di Camille fu l’argomento di una riunione di famiglia, cui
parteciparono anche il marito della sorella, magistrato, ed il fratello Paul
che, in quanto diplomatico di carriera, riteneva Camille troppo ingombrante
anche per lui che pure le voleva bene e decisero di condannarla ad essere
cancellata dalla vita sociale. Il 10 marzo 1913, per volontà dei familiari e
soprattutto della madre che firmò la carta per farla interdire, venne
internata nell’Ospedale psichiatrico di Ville-Evrard e poi, allo scoppio
della prima guerra mondiale, fu trasferita a Montdevergues, vicino ad
Avignone. |
||||||||||
|
Nei
primi anni d’internamento la madre fece vietare ogni visita alla figlia.
“Tenetevela, ve ne supplico… ha tutti i vizi, non voglio rivederla, ci ha
fatto troppo male”. Così scriveva la madre al Direttore del Manicomio senza
riuscire a perdonarle le sue scelte anticonformiste. Camille sembra
dimenticata da tutti: la madre e la sorella non le faranno mai visita, il
fratello Paul solo due volte in trent’anni d’internamento. Le sue condizioni sono
alterne, passa da fasi in cui è preda, secondo i rapporti medici, di manie di
persecuzione, a momenti di maggiore serenità. In manicomio non era violenta
né aggressiva; col passare degli anni diventò sempre più tranquilla e
chiedeva insistentemente di tornare a casa. |
||||||||||
|
Nel
1917 morì Auguste Rodin, all’età di 77 anni. Nel 1925 gli stessi medici
proposero un tentativo di riavvicinamento alla famiglia, consigliando di
farla rientrare a casa. Ma questa soluzione non fu mai presa in
considerazione dai familiari. Camille, come testimonia una sua lettera,
rifiutò anche le sollecitazioni che le venivano rivolte di riprendere la
scultura. Resterà rinchiusa, sentendosi una prigioniera ed alternando
lucidità e follia. |
||||||||||
|
Nel 1942 le condizioni fisiche ed intellettuali di Camille registrarono un progressivo indebolimento e il 19 ottobre 1943, all’età di 79 anni e dopo trent’anni d’internamento, morì. Nessuno, nemmeno il fratello, partecipò al suo funerale. |
||||||||||
|
Successivamente
l’Ufficio Cimiteri comunicò alla famiglia Claudel che il terreno dove era
stata sepolta Camille Claudel era stato requisito per “necessità di servizio”
e che la sua tomba, sormontata da una croce recante le cifre “1943 - n. 392”,
non esisteva più. |
||||||||||
|
Così
la ricordò suo fratello Paul, riassumendo l’amara vicenda della sua vita: “Mia
sorella Camille aveva una bellezza straordinaria ed inoltre un’energia,
un’immaginazione, una volontà del tutto eccezionali. E tutti questi doni
superbi non sono serviti a nulla; dopo una vita estremamente dolorosa, è
pervenuta al fallimento completo.” |
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
RITRATTO ASTROLOGICO
|
||||||||||
|
Sole in Sagittario, Ascendente in Scorpione, Luna in Ariete. |
||||||||||
|
||||||||||
|
L’Acqua è quindi carente ed è questo
elemento che Camille dovrà imparare a sviluppare dentro di sé, in quanto la
sua mancanza può comportare difficoltà a riconoscere e gestire le proprie
emozioni. C’è come un blocco ed un’incapacità a farle vivere, nel il timore
di non esserne all’altezza e non sapere come arginarle. |
||||||||||
|
La
prevalenza dell’elemento Fuoco le dà un carattere irruento, forte ed attivo. |
||||||||||
|
Il
modello planetario è a forma di Clessidra caratterizzata da cinque pianeti ad
Est del cerchio zodiacale e cinque ad Ovest. Tra quelli ad Ovest c’è la Luna
e Marte e tra quelli ad Est il Sole, con Venere quadrata a Saturno. Le sue
reazioni saranno di tipo sensitivo, femminile, fantasioso (Luna), mentre
l’azione sarà maschile, positiva (Sole). Un’oscillazione perenne fra le
esigenze del proprio Io e quelle degli altri. Nel primo quadrante troviamo
quattro pianeti, tre nel secondo, due nel terzo ed uno nel quarto. Pianeti
guida Saturno e Nettuno. Saturno è anche solo nel quarto quadrante, segnando
così un punto focale. |
||||||||||
|
Troviamo
Saturno in esaltazione (Bilancia) e Giove in domicilio (Sagittario). Notiamo
anche che Saturno in Bilancia è in un segno venusiano mentre Venere è in
Capricorno, segno saturnino, e quindi entrambi in ricezione. |
||||||||||
|
L’unico
pianeta angolare è Plutone, molto vicino al Discendente. L’Ascendente è in
Scorpione e il Discendente in Toro. Camille s’impegna con tutte le sue forze,
può cacciarsi in situazioni estreme, ma questo è il prezzo che deve pagare
per evolversi. Al Discendente cerca di stabilire rapporti di fiducia,
stabili, sicuri, ma può rivelarsi possessiva o suscettibile. Da notare che i
due governatori dell’Ascendente (Marte e Plutone) si trovano al Discendente,
cui è congiunto Plutone. Camille ha bisogno dell’impegno totale dell’altro ed
è solo attraverso la considerazione dell’altro che può scoprire se stessa. La
sua relazione con Rodin è stata d’ostacolo. Venere, che governa il
Discendente, riceve un difficile quadrato da Saturno. |
||||||||||
|
Osserviamo
che il Sole, oltre ad essere in Sagittario presenta una larga congiunzione
con Giove, pianeta che esprime valori di socievolezza ed ottimismo e si trova
in Casa II, cosignificante del Toro. Il temperamento è eccessivamente
fiducioso. Il suo nutrimento è dato dagli ideali, dall’energia. Camille è
ambiziosa, ma molto generosa e, in partenza, ha un atteggiamento aperto di
fronte alla vita, dalla quale si aspetta tutto. |
||||||||||
|
Dal
punto di vista dei rapporti interpersonali, esaminiamo la terza casa, la
settima e l’undicesima e vediamo che nella terza casa troviamo Venere in
Capricorno che simboleggia un’affettività trattenuta, controllata, incapace
di manifestarsi in tutta la sua potenzialità. I sentimenti sono forti,
profondi, ma restano per lo più inespressi. Venere, inoltre, è quadrata a
Saturno, indice di fame d’affetto, di frustrazioni affettive e di tendenza ad
innamorarsi di persone più anziane. Rodin aveva 24 anni più di lei. |
||||||||||
|
La
settima casa è in Toro, il suo governatore, Venere, è in terza casa. Il
rapporto con i fratelli e soprattutto con Paul è importante. La settima casa
è inoltre occupata da Marte in Gemelli che è opposto a Giove. Camille è
ribelle e anticonformista. Marte, però, è retrogrado e quindi Camille tende a
disperdersi in una realtà solo immaginaria, tutta mentale (Gemelli)
caricandosi di negatività con effetti distruttivi ed autodistruttivi. |
||||||||||
|
L’undicesima
casa è vuota ed il suo governatore, Venere, si trova nuovamente in terza
casa. Quindi, oltre ai fratelli per lei sono molto importanti anche gli
scambi, le relazioni, gli scritti. Risulta, infatti, che abbia scritto molte
lettere, soprattutto dal Manicomio. Se poi esaminiamo Mercurio come capacità
di scambio in senso lato vediamo che riceve il quadrato di Nettuno e
l’opposizione di Urano. In lei si annida l’insoddisfazione, è suscettibile ed
ipersensibile. La quadratura con Nettuno può aver facilitato la possibilità
di essere ingannata ed a volte a renderle le idee confuse. |
||||||||||
|
Possiamo
quindi concludere che, in realtà, l’Ascendente in Scorpione e la cattiva
posizione di Mercurio possono suggerire che vi fosse, in Camille Claudel, la
difficoltà ad intrattenere rapporti sociali per una forma di costrizione
interiore. |
||||||||||
|
Il
Sole è in larga congiunzione con Giove, governatore del Sagittario ed è in
trigono alla Luna, pianeta del Cancro ed è in seconda casa, cosignificante
del Toro, segno di Terra. Plutone, governatore dello Scorpione si trova in
sesta casa opposto all’Ascendente. Il Sole, nucleo fondamentale della
personalità, in Sagittario tenderà a realizzarsi con mezzi taurini (II casa)
e cioè con la creatività e l’amore per il bello per raggiungere il benessere
materiale espresso dalla seconda casa. A stimolarla sarà l’idealismo del
Sagittario e la forza dello Scorpione. |
||||||||||
|
Il
doppio trigono fra il Sole, Giove, la Luna e Nettuno fra le case I, II e V,
tutto in segni di fuoco, suggerisce che vuole farcela da sola, ricevere
energia da se stessa attraverso le sue opere creative. L’atteggiamento nei
confronti della vita è fiducioso, quasi prepotente, coraggioso, ma ha
difficoltà a lasciarsi andare. |
||||||||||
|
Esaminando
il Sole come figura paterna, il tema ci mostra un ottimo rapporto con il
padre. Infatti fu sempre lui a sostenerla e ad aiutarla e, non a caso, poco
tempo dopo la sua morte i familiari decisero d’internarla in manicomio. |
||||||||||
|
La
Luna è in Ariete, congiunta a Nettuno in V casa, trigona a Giove. E’ una Luna
forte, desiderosa d’indipendenza, impulsiva, ma è anche caratterizzata da un
sovraccarico di sensibilità, determinando un temperamento emotivo ed
instabile, sognatore con una tendenza ad una super-ricettività. Lo scambio
emotivo, simboleggiato dalla Luna congiunta a Nettuno in V casa
(cosignificante del Leone) fa pensare che le sue emozioni più forti si
scatenassero nel creare le sue opere scultoree. La congiunzione Luna-Nettuno
in V casa è stata la fonte della sua ispirazione ed il trigono con Giove
dimostra quanto fosse accentuato il suo intuito e la sua sensibilità. |
||||||||||
|
Esaminando
la Luna come figura materna ci troviamo di fronte all’immagine di una madre
troppo idealizzata, ma evanescente, lontana, quasi irraggiungibile.
Un’immagine materna, tutto sommato, che ha influito negativamente su di lei,
in quanto dovrebbe averle inculcato, proprio perché non approvava le sue
scelte, molti sensi di colpa. |
||||||||||
|
Mercurio
in Capricorno, in II casa, è quadrato a Nettuno ed opposto ad Urano. La sua
intelligenza è rigorosa, responsabile. La quadratura con Nettuno potrebbe
averle dato spesso una certa incapacità a distinguere il sogno dalla realtà
ed una difficoltà ad esprimere chiaramente le proprie idee, in uno stato di
confusione interiore rispetto al mondo esterno. L’opposizione con Urano suggerisce
quasi un desiderio di scandalizzare gli altri con il proprio anticonformismo
e ci si sente incompresi. |
||||||||||
|
Venere
si trova in Capricorno, in III casa, quadrata a Saturno. I sentimenti sono
congelati dal Capricorno. C’è la paura del rifiuto, dell’abbandono e la
possibilità di legarsi a qualcuno che potrà crearle dei problemi. Il rapporto
con Rodin non è stato facile ed ha segnato la sua vita. |
||||||||||
|
Marte
è retrogrado in Gemelli in VII casa, opposto a Giove e sestile a Nettuno.
Dall’opposizione di Marte le viene il bisogno di misurarsi con gli altri, con
coraggio e rettitudine, ma senza essere capace di soppesare i rischi. Inoltre
tale opposizione pone il problema della sfida all’autorità. Il sestile con
Nettuno le da’ una buona percezione degli altri e dei loro umori. |
||||||||||
|
Giove
in Sagittario in I casa è nel suo domicilio ed è quinconce a Plutone.
Ripropone la questione del rapporto con il potere. In effetti la lotta contro
sua madre è stata senza pietà. |
||||||||||
|
Saturno
è in Bilancia, in XII casa trigono a Urano e quadrato a Venere. Il bellissimo
trigono tra Saturno ed Urano, Marte in Gemelli e la Venere in Capricorno le
danno una notevole abilità manuale e rafforzano la sua inclinazione alla
scultura. Ma Saturno in XII le ha anche provocato l’isolamento interiore e
fisico. |
||||||||||
|
Urano
è in Gemelli, retrogrado ed in VIII casa, opposto a Mercurio. Il rapporto
negativo con Mercurio suggerisce la possibilità di esaurimenti nervosi, di
decisioni sbagliate ed anche della
fine dei rapporti con i fratelli (governatore dell’VIII in III). La
retrogradazione di Urano l’ha costretta a vivere in una forma d’isolamento,
rendendo ancora più difficile lo sviluppo cosciente della sua personalità.
L’oscillazione fra il vivere fuori delle regole data dalla sua relazione con
Rodin, dalla sua vocazione alla scultura, e dentro le regole, come ad esempio
la speranza di regolarizzare la sua unione. Inoltre Urano è congiunto al
Punto Vertex. Bisogno continuo di stimoli mentali, nervosismo. Camille vive
una fortissima agitazione interiore e sente impellente la necessità di fare
qualcosa di grande. E’ originale e sente che deve seguire il proprio estro,
le proprie intuizioni. |
||||||||||
|
Nettuno
è in Ariete congiunto alla Luna in V casa, trigono a Giove e sestile a Marte.
La congiunzione Luna/Nettuno è Punto di Talete e Nettuno è retrogrado. E’ il
pianeta più critico in quanto scarica l’opposizione fra Marte e Giove lungo
l’asse della prima-settima casa, generando aggressività soprattutto verbale
verso gli altri. Questa aggressività ha il suo pesantissimo sfogo su Nettuno sia
come psiche sia come evasione dal quotidiano attraverso la fantasia e la
creatività. Inoltre, la retrogradazione di Nettuno, congiunto alla Luna,
pianeta personale, ha acuito il distacco e l’abbandono da parte della madre
che non solo l’accusava di essere la vergogna della famiglia, ma non andò mai
a trovarla in manicomio. |
||||||||||
|
Plutone
è in Toro in VI casa quinconce a Giove. Molta fantasia, anche eccessiva. La
costruzione della forma attraverso le sue opere piene di pathos e di
corposità. La scultura come lavoro (VI casa). |
||||||||||
|
La
Luna Nera è in Vergine in X casa, quadrata al Sole, trigona a Venere ed a
Plutone. Questa configurazione rivela che Camille era una persona
affascinante, con una sensualità morbosa. Dal punto di vista della
realizzazione personale c’è il rimpianto e la frustrazione di non essere
apprezzata per la propria arte indipendentemente da Rodin, pensando di essere
conosciuta solo perché era la sua allieva. La Luna Nera in X casa ci parla
anche dei suoi problemi con la madre che sono sorti fin dalla nascita. Era
nata come “figlia in sostituzione”, in quanto aveva precedentemente perso un
fratello e la madre sperava che nascesse un maschio. |
||||||||||
|
Inoltre
la Luna Nera collocata in X casa ci conferma che la sua immagine pubblica era
soggetta a critiche e calunnie da parte dei benpensanti per il suo
anticonformismo. |
||||||||||
|
Il
Nodo Nord in XII casa in Scorpione rivela il compimento del suo destino e
l’incapacità di ascoltare le proprie voci interiori. |
||||||||||
|
|
||||||||||
LUNA NUOVA PRENATALE
|
||||||||||
|
||||||||||
|
Anche qui si ripropone il trigono Saturno-Urano, confermando la sua abilità
nella scultura. Venere trigona a Plutone in V, esprime l’espressione drammatica e
passionale delle sue bellissime opere piene di pathos e di corposità. |
||||||||||
|
Anche
nel tema di Luna nuova prenatale il modello planetario è a forma di clessidra
ed i pianeti guida sono sempre Saturno e Nettuno. Ciò fa pensare alle sue
oscillazioni ed alla sua instabilità. |
||||||||||
|
Il
potenziale genitoriale espresso dal Novilunio opposto a Marte mostra le
radici di una famiglia unita, ma in opposizione a lei. Mostra anche la
speranza dei genitori per la nascita di questo figlio “in sostituzione”
(Giove in I casa). |
||||||||||
|
L’asse
nodale (Nodo Nord in Casa XI-Nodo Sud in V) avverte la necessità di
sviluppare la propria creatività e di realizzare progetti, attraverso trasformazioni
interiori. |
||||||||||
|
||||||||||
|
||||||||||
|
||||||||||
|
Nel 1876 scolpisce L’età del bronzo, che espone al Salon dell’anno seguente e viene acquistata dallo Stato. Dopo il suo rientro a Parigi, nel 1877, inizia il San Giovanni Battista che sarà esposto al Salon nel 1880. |
||||||||||
|
Riceve,
sempre nel 1880, l’incarico di realizzare una porta monumentale da destinarsi
al Museo delle Arti decorative, la cosiddetta Porta dell’Inferno, che voleva
ispirarsi alla Divina Commedia ma che non porterà mai a termine. Tuttavia
alcune parti saranno il modello d’ispirazione per altre opere di quegli anni,
tra cui Il pensatore che era la personificazione ideale di Dante e Il bacio, ispirato alla vicenda
di Paolo e Francesca.
|
||||||||||
|
||||||||||
|
Fra
la fine del secolo e i primi anni del Novecento si susseguono mostre ed
esposizioni in Francia e all’estero. Divenuto popolare e ricco, nel 1897 si
stabilisce nella villa che ha comprato a Meudon e nel 1908 all’Hotel Biron
che, donato allo Stato nel 1916, diventerà il Musée Rodin. |
||||||||||
|
Numerose
opere di Camille sono esposte al Museo Rodin, in una sala a lei dedicata,
voluta da Rodin per riconoscere l’opera dell’allieva, collaboratrice,
ispiratrice e compagna. |
||||||||||
|
Auguste
Rodin muore il 17 novembre 1917 e viene sepolto insieme alla moglie Rose, che
ha sposato poco prima che morisse (febbraio 1917), nel giardino della Villa
des Brillants a Meudon. |
||||||||||
|
Proprio di recente è stata allestita una mostra dedicata al rapporto fra Rodin
e la letteratura (Rodin e gli scrittori) presso il Centro Saint Bénin di
Aosta. |
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
RITRATTO ASTROLOGICO
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
Quindi
i pianeti forti del suo tema sono la Luna, il Sole culminante, Marte e
Plutone. |
||||||||||
|
Marte
in VIII casa in Vergine corrisponde, in quanto base dello yod, ad
un’espressione creativa. Mercurio congiunto a Venere che, a sua volta, è
congiunta a Saturno, incanala i mezzi di espressione in una doppia direzione
venusiana e saturnina. Ciò corrisponde in modo significativo ad un destino di
scultore: l’estetica della forma. La Luna in V gli fornisce l’immaginazione
necessaria, mentre Nettuno in I le fonti d’ispirazione. |
||||||||||
|
Il
Sole culminante spiega la straordinaria riuscita sociale di Rodin e la sua
congiunzione, anche se larga a Giove, amplifica dei mezzi già potenti: Rodin,
da vivo, era un vero e proprio monumento pubblico. |
||||||||||
|
La
congiunzione Venere-Saturno che è anche governatore dell’Ascendente, rafforza
ancora di più la predisposizione a lavorare la forma. L’Ascendente in
Capricorno denota ambizione, possibilità di costruire e ricerca, nel
Discendente, di persone che daranno un aiuto. Forse è qui che si vede il suo
attaccamento a Rose e forse anche che la sua arte si sia nutrita del talento
di Camille Claudel, come sostennero in molti. |
||||||||||
|
Rodin
era un bambino serio, riservato e questa è una delle manifestazioni possibili
dell’Ascendente Capricorno. Il governatore dell’Ascendente, Saturno, è
quadrato ad Urano e a Marte e questa configurazione può spiegare un
temperamento esplosivo ed una facilità a rinnovare le concezioni della forma
che regnavano all’epoca. L’opposizione alla Luna descrive probabilmente i
rapporti femminili, durevoli, ma difficili. |
||||||||||
|
La
VII casa nel segno del Cancro è
vuota, ma il Leone, segno intercettato, rivela una tendenza a voler dominare
l’altro, come ha dimostrato la sua tumultuosa relazione con Camille Claudel. |
||||||||||
|
L’Ascendente
è in un segno di Terra, seguito dall’Acquario intercettato. Questa
intercettazione in un segno d’Aria ci potrebbe indicare un problema a livello
relazionale. Le opposizioni in segni mutevoli ci confermano che le relazioni
erano molto problematiche per Rodin. |
||||||||||
|
Il
trigono tra Sole-Giove e Urano in segni d’Acqua (Scorpione e Pesci) ci
segnala ricettività, plasticità. Ed è proprio di un artista ricevere in un primo momento delle
impressioni e poi tradurle nella sua
opera. La casa VI vuota, il cui governatore è in V ci rivela il lavoro del
creatore. Le case IV, VIII e XII sono tutte in segni di Terra e ci indicano
una personalità monolitica, granitica, poco suscettibile ai cambiamenti. |
||||||||||
|
Il
Nodo Nord in Prima Casa in Acquario, indica che il suo percorso di vita si
deve indirizzare verso gli altri conservando la propria individualità nel
gruppo. In realtà aveva un gruppo di allieve, era il maestro, colui che aveva
plasmato Camille, che l’aveva valorizzata, ma poi abbandonata. |
||||||||||
|
Riguardo
alla comparazione fra i due modelli planetari, la Clessidra di Camille Claudel
ed il Secchio di Auguste Rodin, ci si rende subito conto che il loro romanzo
d’amore è stato tutt’altro che tranquillo, in perenne oscillazione tra
speranze e delusioni. Il filo che li ha uniti, il loro punto d’incontro è
stato l’amore per la scultura che costituiva il loro comune ideale. |
||||||||||
|
La
Grande Croce presente nel tema natale di Rodin ha i suoi poli in Marte, Urano
e Luna, Venere congiunta a Saturno, tutta in segni mobili. Altro segnale
dell’importanza del rapporto con gli altri, ma anche della difficoltà data
dalle opposizioni. Infatti Rodin era un uomo abbastanza chiuso e possiamo,
quindi, pensare che abbia sublimato le sue contraddizioni interiori
attraverso la sua arte, ma che non abbia dominato affettivamente le sue
opposizioni. Probabilmente non
riusciva ad infondere sicurezza e stabilità e questo anche nel rapporto con
Camille Claudel. |
||||||||||
|
La
caratteristica della Grande Croce, in un modello Secchio, è quella di mettere
in crisi continua la persona, ma con un buon potenziale di realizzazione,
purché le energie non vengano disperse. |
||||||||||
|
|
||||||||||
TEMA INTEGRATO
|
||||||||||
|
La coppia appariva agli altri impostata sulla comprensione
intellettuale, su obiettivi comuni, sull’idealismo estetico, sulla
realizzazione ed il riconoscimento personali, sul lavoro comune di tipo
artistico, la scultura (Capricorno, segno di terra). Venere trigona ad Urano,
a Plutone e sestile a Nettuno. Una relazione fuori degli schemi, intensa nei
sentimenti, trasformatrice. |
||||||||||
|
Nella
terza casa troviamo Nettuno quadrato al Sole. Non c’è molta comunicativa. La
sensibilità è completamente diversa, non c’è sintonia. |
||||||||||
|
Il
governatore della IV è in VIII con Plutone ed Urano collocati sempre nella IV
Casa. Non c’è possibilità di una convivenza duratura. Il rapporto finisce
male, con rancori e problematiche sotterranee. |
||||||||||
|
Nella
V casa c’è una Luna in Toro opposta a Saturno. Nel rapporto è lei che subisce. Sul piano emotivo sono molto
distanti l’uno dall’altra. |
||||||||||
|
Nell’VIII
casa c’è Marte congiunto al Vertex, trigono a Saturno e quadrato a Plutone.
La trasformazione della coppia ha comportato per entrambi radicali
cambiamenti di vita. C’è anche competitività e sfida reciproca. |
||||||||||
|
La
X casa in Bilancia indica che entrambi sentivano che l’evoluzione del
rapporto poteva realizzarsi soprattutto in funzione della comunione di ideali
artistici ed estetici. |
||||||||||
|
Nell’XI
casa c’è La Luna Nera e Saturno. I progetti non sono condivisi, c’è angoscia
e rimpianto. |
||||||||||
|
Nella
XII Casa c’è il Sole congiunto a Giove, entrambi trigoni a Marte e quadrati a
Nettuno. La relazione è clandestina, sofferta, sacrificata, repressa, non
regolarizzata da un matrimonio che appare irrealizzabile, ma nello stesso
tempo c’è energia per lavorare assieme costruttivamente. |
||||||||||
|
Dal
punto di vista della sinastria possiamo notare che la Luna di Rodin,
singleton e quindi molto vulnerabile, è congiunta al grado ad Urano di
Camille e la sua Luna (11°) va verso Plutone di lui (18°), una Luna
velocissima, crescente ed applicante. Poi Marte di lui sulla Luna Nera di
lei. Un Marte particolare che è già passato sopra la Luna connotandola
significativamente. Inoltre il Sole e Giove di lui vanno sulla I casa di lei
ed infine il Sole di lei congiunto alla Venere di lui. Ci sono, quindi,
tantissime assonanze anche se il loro rapporto è stato molto tormentato. |
||||||||||
|
|
||||||||||
|
|
||||||||||
OPERE DI CAMILLE CLAUDEL
|
||||||||||
|
|
||||||||||
|
Di
Camille Claudel si conoscono soltanto 67 sculture sopravvissute al suo
delirio distruttivo ed una serie di disegni, una quindicina in tutto. Le sue
sculture, oltre ad essere tecnicamente perfette, sprigionano un erotismo ed
una profondità di sentimenti che colpiscono e commuovono profondamente. |
||||||||||
Ne mostrerò solo alcune tra quelle che mi hanno colpito in maniera
particolare.
|
||||||||||
|
E’ ispirato ad un’antica leggenda indiana trascritta in
sanscrito nel XV secolo dal grande poeta indù Kalidasa. Mentre sta cacciando
nella foresta, il principe Dushyanta incontra Sakuntala, figlia adottiva di
un eremita. I due s’innamorano e si uniscono in matrimonio con un antico rito
nuziale. Ma il principe ritorna al suo castello e lascia a Sakuntala il suo
anello come pegno. Lei rimane a vivere con l’eremita. Ma per un sortilegio il
principe la dimentica. Consigliata dal padre, Sakuntala decide di andare dal
principe per ricordargli il loro amore grazie all’anello che, però, perde nel
fiume quel giorno stesso. Allora ritorna nella foresta e dà alla luce un
bambino concepito la notte delle nozze. Ma un giorno un pescatore trova
l’anello che era stato inghiottito da un pesce che aveva pescato e lo porta
al principe che ricorda tutto e ritorna nell’eremo del padre di Sakuntala,
dove riconosce il bambino come suo figlio e incontra l’amata. Così il
principe e Sakuntala, con il loro figlio, fanno ritorno al castello. |
L'ABBANDONO |
L’abbandono rappresenta l’incontro dei due innamorati con una
tensione erotica notevole.
Camille
modellò anche le mani e i piedi nelle figure della Porta dell’Inferno
di Rodin e nel 1889 scolpì in bronzo anche il suo Ritratto. Infatti
Camille dimostrerà un talento notevole nell’affrontare la tematica del
ritratto.
|
|
|
|
|
IL VALZER |
L'IMPLORANTE |
LA SUONATRICE DI FLAUTO |
Nel
1891 scolpì, sempre in bronzo, Il
valzer. Una coppia che balla appassionatamente.
In questa opera Camille mostra una forte capacità di trovare equilibrio tra movimento e
staticità. Soprattutto la figura femminile, quasi ancorata al terreno dal
panneggio dell’abito, dà il senso del collegamento tra la terra e l’aria. In
quest’opera sembra ben resa una potenzialità femminile solo apparentemente
contraddittoria, la capacità di “volare alto e agire nel concreto”.
Nel 1907 scolpisce L’età matura, il suo capolavoro. Espressione artistica del distacco da Rodin, è una scultura in cui è ritratta una giovane donna in ginocchio che protende le braccia verso un uomo più anziano che, voltato di spalle, si lascia portare via da una donna pure anziana: facilmente riconoscibili nell’uomo anziano e nella donna giovane Camille e Rodin, mentre la donna anziana potrebbe essere Rose Beuret. Un primo progetto del 1895 presenta questo gruppo di tre figure – vecchiaia, età di mezzo, giovinezza – come fosse fisso ed immobile.
|
La versione definitiva ha,
al contrario, un effetto di movimento che coinvolge tutta la composizione,
amplificandosi lungo una diagonale che accentua la plasticità delle figure e
la loro drammaticità. La giovane donna inginocchiata, figura realizzata
anteriormente al gruppo e conosciuta come l’Implorante, immagine di Camille
al momento della sua rottura con Rodin è integrata ora in una composizione
più vasta e drammatica: è isolata e le sue mani non riescono a trattenere quelle
dell’uomo. Il contrasto fra le figure, lisce e nude, realizzate con
naturalismo esacerbato e le pieghe tormentate dei drappi, fanno di questo
gruppo un’allegoria del tempo e della morte. |
L'ETA' MATURA |
Nel 1932, Eugène Blot, un gallerista suo amico, in
una lettera inviata a Camille, scrive di lei e di quest’opera: “…Nel mondo
di volpi che è la scultura, Rodin, voi e forse tre o quattro altri, avevate
introdotto l’autenticità, e questo non si dimentica. In quest’opera siete
finalmente voi stessa, liberata completamente dall’influenza di Rodin, grande
tanto per l’ispirazione che per il mestiere. La copia della prima tiratura
arricchita dalla vostra firma è uno dei pezzi salienti della mia galleria. Io
non la guardo mai senza provarne un’emozione indicibile. Mi sembra di
rivedervi, queste labbra semiaperte, queste narici palpitanti, questa luce
nello sguardo, tutto grida alla vita in ciò che ha di più misterioso. Con voi
si lasciava il mondo delle false apparenze per quello del pensiero. Quale
genio!”
Nel
1897, inoltre, aveva scolpito anche Le pettegole, utilizzando l’onice. All’inizio intitolato La
Confidenza, è un gruppo particolarmente originale. Si tratta della
miniaturizzazione di una scena ripresa dalla vita reale, nello scompartimento
di un treno; l’impiego dell’onice, materiale raro e difficile da lavorare,
dona a quest’opera un carattere di estraneità, non priva però di un
naturalismo sensibile e aneddotico. Ci sono più versioni di questo stesso
soggetto, che si diversificano per un modo particolare di trattare il
paravento. Un paravento che non era presente nella prima ipotesi di lavoro e
che sembra isolare-proteggere dal mondo esterno il gruppo di donne che si
scambia confidenze. Una scena che si tramanda da sempre, sempre attuale, che
restituisce il senso delle relazioni femminili; quelle relazioni
indispensabili per crescere e per vivere, che a Camille, a partire dalla
relazione con la madre e con la sorella, sono mancate.
|
|
|
|
LE PETTEGOLE |
L'ONDA |
Il modo di scolpire e di tagliare personalmente il marmo di Camille, oltre a dimostrare una tecnica perfetta, era ricco di forza, energia, movimento, era capace di trasmettere i più reconditi sentimenti, dal dolore alla sofferenza, allo straniamento: era un’innovatrice che seppe dare alla scultura una vitalità non indifferente. Le sue straordinarie sculture rimasero a lungo oscurate, nonostante già nel 1951 fosse stata tenuta una mostra al Museo Rodin. Nel 1984 ci fu una riscoperta critica delle sue opere e nel 2002 a Bellinzona fu allestita una mostra ed un’altra, nel 2003, a Reggio Emilia.
Nel 1990, inoltre, fu girato un film sulla sua vita in cui il personaggio di Camille era interpretato da Isabelle Adjani. Il film ottenne cinque Cesàr, un Orso d’oro a Berlino e due candidature all’Oscar.
Nei
trent’anni d’internamento Camille Claudel scrisse numerose lettere, in
massima parte indirizzate al fratello Paul ed alla madre. In esse chiedeva
sempre di tornare a casa.
Ne riporto alcuni brani strazianti che si ripetono negli anni, ben trenta, e che non possono non farci pensare che questa artista ha, in realtà, pagato il prezzo del suo tempo: lo scandalo di essere una donna libera e creativa.
“Mi
si rimprovera (efferato crimine!) di aver vissuto sola, di trascorrere la mia
vita con i gatti, di avere manie di persecuzione”.
“Essendo l’immaginazione, il sentimento, il nuovo, l’imprevisto, che nascono da uno spirito evoluto, incomprensibili per loro, cervelli ottusi, eternamente chiusi alla luce, occorre che qualcuno fornisca loro un’illuminazione… Qualcuno, almeno, potrebbe riconoscere il merito di originalità e dare qualche compenso alla povera donna che hanno spogliato del suo genio: no! Un manicomio! Nemmeno il diritto ad avere una casa!… E’ lo sfruttamento della donna, l’annientamento dell’artista cui si vuol far sudare anche il sangue.”
“Mi dispiace vedere che sprechi il tuo denaro per un
manicomio. Denaro che potrebbe servirmi per eseguire delle belle opere e
vivere piacevolmente!”
“Ho fretta di lasciare questo posto… Non so se tu
abbia intenzione di lasciarmi qui, ma è davvero molto crudele per me!… E dire
che si sta così bene a Parigi e vi si deve rinunciare per i grilli che avete
in testa… non abbandonarmi qui tutta sola…”
“In questi giorni di festa, penso sempre alla nostra
cara mamma. Non l’ho più rivista dal giorno in cui avete preso la funesta
decisione di farmi ricoverare in manicomio! Penso al bel ritratto che le feci
all’ombra del nostro giardino. I grandi occhi nei quali si leggeva una
segreta sofferenza, lo spirito di rassegnazione che emanava dalla sua figura,
le mani incrociate sulle ginocchia in un atteggiamento di completa
abnegazione: tutto denotava la modestia, il senso del dovere spinto
all’eccesso che caratterizzavano la povera mamma. Non ho mai più visto il
ritratto (non più di quanto non abbia visto lei stessa!). Se mai ne avessi
notizia fammi sapere. Non penso che l’esecrabile personaggio di cui ti parlo
sovente [Rodin] abbia l’ardire di attribuirselo, come ha fatto per altre mie
opere: sarebbe davvero il colmo, trattandosi del ritratto di mia madre.”
“…condannarmi all’eterna prigione per impedirmi di protestare! Tutto questo nasce, in fondo, dal cervello diabolico di Rodin. Aveva un’idea fissa, ed era che, dopo la sua morte, io spiccassi il volo come artista e diventassi più grande di lui: doveva riuscire a tenermi fra i suoi artigli dopo la morte come in vita. Bisognava che fossi infelice, che lui fosse vivo o no. E’ riuscito in ogni suo intento perché, quanto ad essere infelice, lo sono!… Sono molto seccata per questa… schiavitù.”
Nel
1935, otto anni prima di morire, in una lettera ad Eugène Blot scrisse: “Sono
precipitata in un baratro… Del sogno che fu la mia vita, questo è un inferno”.
In tutte le lettere traspare la disperazione, il forte desiderio di tornare a casa ed anche una certa alternanza di lucidità e follia.
|
Nella
sua grafia non s’individuano particolari squilibri. Al contrario sembra una
grafia controllata, ponderata, con notevoli facoltà intellettive. |
|
Il segno Pendente è l’unico elemento che potrebbe
averla portata fuori strada perché va a rafforzare un carattere già molto
determinato affettivamente. Lei apparentemente ha tutte le carte vincenti in
mano con Rodin: è bella, giovane, intelligente, indispensabile a livello
professionale per quanto è brava, ma, nonostante questo, lui non lascia la
moglie per lei e perciò Camille deve riconoscere – a livello affettivo – di
aver perso. Per il segno Pendente ammettere questo non è facile, in quanto
deve contrastare la propria tendenza primaria, che è quella di riversare il
suo sentimento affettivo per ricevere affettività in modo esclusivo.
In conclusione possiamo dire che Camille Claudel fu una donna due volte prigioniera: dell’amore e della malattia, ma libera nella sua arte. E’ come se avesse avuto due vite, la prima di passione, amore, creatività e la seconda di follia, incomprensione ed isolato abbandono.
Alessandra
De Santis - Camille Claudel, scultrice, Compagnia Teatro delle Moire - Cusano Milanese
Silvia Casanova - Camille, la Musa di Rodin che
impazzì d’amore per lui, articolo pubblicato sulla rivista Oggi -
2003
Lavinia Capogna- Una donna straordinaria:
Camille Claudel
Grafologia morettiana - I grandi della
scrittura: Sylvia Plath, Camille Claudel, Virginia Woolf
Nadia Magnabosco, recensione della Mostra dedicata
a Camille Claudel al Museo Villa dei Cedri di Bellinzona - 2002
Giovanna Galli, intervista a Sandro Parmiggiani,
curatore della Mostra allestita a Palazzo Magnani di Reggio Emilia nel 2003
Roberta Balmas, BTA- Bollettino Telematico
dell’Arte, 14 luglio 2003, n. 331.
Anne Delbée, Una donna chiamata Camille Claudel,
Ed. TEA DUE, 1995
Antonia Bonomi - Camille Claudel, una geniale
amazzone
Francesca
Santucci, Camille Claudel, dal libro: Donne protagoniste
Bernard Crozier, Moderno Trattato di Astrologia,
voll. 2 e 3, Gruppo Editoriale
Armenia, Milano 1994
Bordoni Grazia - Il punto di Talete
Janski C. Robert - Modelli planetari -
trad. a cura del Centro Studi Lo Zodiaco di Padova