DUE DIVERSE MODALITA’

PER INTERPRETARE UN TEMA NATALE


di Mary Olmeda

 

 

All’inizio degli anni 80, quando iniziai a leggere i testi di astrologia allora reperibili in lingua italiana, capii che lo studio della materia mi avrebbe portata lontano, per cercare quella ragione esistenziale che molti di noi rincorrono per l’intera vita. La curiosità mercuriale, che il mio tema di nascita propone, non si è placata nel tempo; oggi, alla veneranda età di 65 anni, sento di avere ancora molto da scoprire, da imparare, da assimilare e mi auguro di non credere mai di essere giunta alla meta.

Ho incontrato, per studio, persone con tagli astrologici assai diversi, ho fatto esperienza usando i temi di tutta la famiglia e degli amici, per valutare la validità dei metodi appresi, dal punto di vista sia tecnico che interpretativo, ho sottoposto all’esame di molti bravi astrologi il mio tema personale e quello di chi mi è stato a cuore ed infine ho deciso: il mio orientamento di base è diretto all’astrologia psicologica, pur non disdegnando alcuni sistemi a carattere tecnico, che consentono una visione più oggettiva, anche se a mio giudizio non permettono previsioni sistematiche.

Ho sentito la necessità di approfondire due sistemi diversi per assecondare il mio bisogno di interiorità e rispondere nel contempo alla richiesta pressante della dominante Terra nel mio tema natale, che desidera vedere concretizzata in una forma la sensazione percepita; messaggio importante proveniente dai Modelli Planetari, che particolarmente apprezzo e mai dimentico. Devo aggiungere che la mia scelta definitiva proviene da un lungo percorso di terapia personale, felicemente conclusosi da diversi anni, con un nutrimento interiore incline a guardare ogni cosa dall’interno all’esterno e non viceversa.

Essendo le mie basi astrologiche di partenza, a carattere tradizionale, confortate in seguito da due diverse formazioni in astro-psicologia, ho individuato due metodi interpretativi che definisco come RELAZIONE LINEARE e RELAZIONE CIRCOLARE. La prima si avvale di un approccio tradizionale che si muove in una relazione lineare diretta. La seconda crea un intervento teso ad una relazione di scambio continuo e circolare fra l’astrologo che analizza, il consultante e il suo Tema Natale, evitando che questo venga vissuto come “lontano da sé” e sentendolo invece come uno strumento d’indagine per un percorso consapevole da seguire, allo scopo di far sentire il Tema Natale “in sé”.

 

 

RELAZIONE LINEARE

 

La relazione lineare fornisce una risposta alla domanda specifica del consultante che si aspetta, nella maggior parte dei casi, che gli venga spiegato come procedere nel futuro, attraverso la lettura della sua Mappa astrale che diventa così un mezzo “onnipotente”, un disegno con strane forme geometriche, vissute da lui/lei, come messaggio divinatorio; l’interazione del titolare della Mappa si limiterà a richieste precise su quesiti del momento: il mio matrimonio resterà in piedi? riuscirò nella carriera? mio figlio prenderà la laurea? mi ammalerò?…

L’astrologo interpreta e consegna il concetto espresso dai simboli planetari, ricavandone una sintesi; lo serve al consultante, spesso con seria capacità interpretativa, ma generalmente non può creare lo scambio reciproco, rendendo consapevole chi lo ascolta delle proprie potenzialità e capacità evolutive, nonché delle difficoltà che hanno determinato comportamenti inclini a rendere difficoltoso il progetto esistenziale. L’incontro interpretativo di solito è uno, e l’astrologo accorto non può approfondire molti argomenti che richiedono un sottile esame che va dal vissuto genitoriale al percorso infantile-adolescenziale, alla scoperta di scelte precedentemente fatte a livello affettivo e professionale, cercandone le motivazioni per comprendere se sono state fatte con la propria volontà, oppure per condizionamenti ricevuti che lasciano inevitabilmente notevoli frustrazioni.

Tutto questo richiede tempo e ricerca scambievole, che non può esaurirsi in una sola lettura, seppure di una certa durata; così come non può essere espresso appieno in una descrizione scritta del Tema, in mancanza di colloquio preventivo.

Non intendo con ciò sminuire il valore astrologico di una “relazione lineare”, che se ben condotta può dare anzi ottime indicazioni; desidero però sottolineare che in questo tipo di rapporto la risposta dell’astrologo rischia di essere limitata dal punto di vista qualitativo e quantitativo, rispetto a quanto l’astrologia umanistica può fornire.

Ovviamente la valutazione si può ampliare in successivi incontri, attraverso l’esame di Rivoluzioni Solari, temi progressi, temi di Armonica, temi sinastrici, integrati e valutazione dei transiti; per questo è necessaria la disponibilità del consultante, che ritenga utile proseguire almeno con successivi controlli, e se questo avviene è possibile nel tempo passare dalla relazione lineare a quella circolare, per colmare con maggiore consapevolezza ogni dubbio.

E’ mia convinzione che recarsi dall’astrologo rappresenti, per un cliente, l’attesa di una conferma sulla validità del suo percorso contemporaneo; abitualmente egli desidera essere appoggiato nelle proprie teorie esistenziali, in base a progetti già strutturati per le oggettive realtà del momento; egli si aspetta di ottenere da quel foglio di carta misterioso, e dal suo interprete, il vademecum da usare in avvenire, per alleggerire le proprie responsabilità nei confronti della vita. Solo in alcuni casi c’è il consapevole desiderio di affrontare le tematiche interiori che hanno prodotto il comportamento che rende infelici o insicuri e forse solo in questi casi si ritiene l’astrologia capace di un approfondimento a tema.

La proposta fatta dall’astrologo per una diversa modalità, per un rinnovamento del concetto di vita a cui il consultante non è preparato, induce in alcuni casi ad uno sbarramento della comunicazione, per dubbi e diffidenza in merito alle capacità interpretative del consulente. Abitualmente la richiesta non corrisponde a quanto l’astrologia può dare, ma soprattutto viene commesso l’errore di innalzare l’astrologo al ruolo di chi conosce il divenire e non di chi può collaborare per comprendere e condividere l’interpretazione. Ma l’onnipotenza conferita all’astrologo è secondo me una trappola, così come lo può diventare una risposta secca e definitiva a precise domande su cose e persone.

 

 

RELAZIONE CIRCOLARE

 

La mia idea di relazione circolare si riferisce alla possibilità di poter avere un contatto empatico e nello stesso tempo organizzato con chi chiede la lettura del proprio Tema; penso ad un rapporto che offra la possibilità di stabilire con il consultante un percorso d’indagine fatto in comune, al fine di un interscambio evolutivo. Io sostengo infatti che ogni trama di vita ben dipanata sia una preziosa lezione di astrologia, anche per chi conosce bene la materia, in quanto ogni persona vive i nuclei di energia archetipica in base al proprio tessuto emozionale. Il consultante dovrebbe in questo caso essere avvertito, spiegando come tale approfondimento richieda almeno due o tre incontri separati, al fine di permettere l’assorbimento dei concetti, anche fuori dal tempo di consultazione.

Io vedo così la relazione circolare: RICHIESTA – RISPOSTA che passa attraverso la valutazione del Tema Natale e del soggetto che elabora quanto gli viene offerto come spunto e restituisce all’astrologo la propria sensazione, il quale a sua volta utilizzando il Tema lancia un nuovo input e così via, fino a raggiungere un dialogo fatto di entrata ed uscita del vissuto reale.

In questa circolarità si crea una maggiore consapevolezza nel consultante, legata alla CONOSCENZA, in grado di sviluppare una maggiore AUTONOMIA.

Ovviamente occorre chiederci: come offrire al consultante una modalità di lavoro che non invada il campo terapeutico (per chi non è abilitato), ma che consenta la comprensione di un concetto così psichico come “fuori da sé” – “in sé”?

Io penso sia possibile gradualmente, spiegando come i due rapporti si differenziano anche nella durata. Sarà compito del consulente valutare, nel colloquio preliminare, se la persona è preparata ad affrontare una conoscenza interiore di quel processo evolutivo che il Tema di nascita propone sulle basi dell’astrologia umanistica e psicologica; dovrà valutare la disponibilità allo scambio degli stimoli, al desiderio di crescere spiritualmente, sviluppando fiducia nelle capacità meno sviluppate, all’accettazione di soppesare il passato, leggendolo come trama su cui poggia il presente; soprattutto, il consulente dovrà essere in grado di osservare oggettivamente che il consultante non manifesti evidenti stati di disagio, perché in quel caso non esiste possibilità d’indagine corretta. Il consulente che attinge le sue possibilità anche dal mondo della psicologia, pur senza essere un terapeuta, deve saper riconoscere un comportamento ansioso circostanziato, in quanto durante l’esistenza si possono attraversare momenti oscuri che da soli si stenta a superare, senza per questo essere aggravati da patologia psichica.

Questo tipo di consultazione astrologica non vuole essere la brutta copia di una seduta di terapia analitica, in quanto si avvale dello strumento archetipico-simbolico rilevato dal Tema Natale e non segue precise regole terapeutiche; ha semplicemente lo scopo di sottolineare lo scambio e la verifica, impedendo così la valutazione deterministica dell’astrologia da parte del consultante. Trovo essenziale che nella relazione circolare si possa ridurre fortemente l’aspetto divinatorio, rinforzando l’autonomia del consultante ma anche difendendo il consultato da quegli attacchi di richieste a raffica che il consultante può lanciare quando teme di non sapersi gestire a causa del potere che “gli astri” possono avere sulla sua vita.

Personalmente ritengo abilitato a questo tipo di relazione circolare l’astrologo che abbia, nel proprio bagaglio esperienziale, una seria cultura astrologica, munita di personale setting terapeutico completato.

 

C.G. Jung definì i tipi psicologici che intese come archetipi dell’Universo umano, in grado di far emergere gli elementi simbolici inconsci della psiche collettiva. Egli introdusse i concetti di “estroversione” e “introversione” che ben si adattano allo studio delle posizioni planetarie nel grafico.

L’estroversione conduce ad un atteggiamento di libera ed ottimistica apertura agli altri. La persona particolarmente estroversa può essere maggiormente incline alla relazione lineare, in quanto legge la propria esistenza oggettivamente e l’innata capacità di comunicare, seppure sul piano realistico, può essere soddisfacente e non richiedere particolari spiegazioni sul vissuto interiore. L’introversione invece invita a proteggersi e chiudersi nel mondo interiore, denso dei propri pensieri e sentimenti, ma anche pieno di ritrosie e talvolta di frustrazioni, di difficoltà nello scambio, nonostante ce ne sia un latente desiderio. E’ in questo caso che la relazione circolare è più necessaria, al fine di aiutare la persona nell’esame delle racchiuse potenzialità e migliorare il suo modello di vita. E’ difficile che ci sia un “tipo” del tutto estroverso o del tutto introverso, ma generalmente una delle due qualità emerge spontanea; starà all’astrologo mettere sul piatto quella meno emergente.

Ritengo importantissimo, nella relazione circolare, approfondire la funzione degli Elementi.

Le quattro Funzioni di Jung sono state associate in astrologia in questo modo:

Funzione INTUIZIONE = Elemento FUOCO

Funzione PENSIERO = Elemento ARIA

Funzione SENSAZIONE =Elemento TERRA

Funzione SENTIMENTO = Elemento ACQUA

Il riconoscimento in un Tema della Funzione principale, di quella secondaria di appoggio e di quella mancante o quasi, sarà necessario in entrambe le relazioni, come “sostanza” da esaminare con attenzione per individuare il tipo di energia su cui far leva, sia per una disamina approfondita che per comprendere le possibili proiezioni.

 

I cicli planetari mostrano come integrare il passato con il presente e consentono di fare qualche lieve ipotesi in merito al futuro. E’ in ogni caso utile ricordare che non si può ignorare il bisogno della persona, a cui è necessario prestare una precisa attenzione. La vita insegna che, per comprendere il bisogno altrui, occorre conoscere il proprio. Aver imparato a riconoscere i propri limiti, a volersi bene, a rispettarsi ed essere amici di sé stessi, ci permetterà di scegliere la modalità con cui interagire con chi si rivolge a noi, sia pure in un contesto di semplice richiesta informativa.

Chi ha la pretesa di interpretare un’altra persona dovrà aver prima avuto l’umiltà di mettersi in discussione. Occorre inoltre aver costruito quel prezioso “contenitore” che serve per accogliere i problemi degli altri e restituirli elaborati, senza lasciarsi invadere, perché diversamente si rischia di annegare nel loro dolore.

Ogni rapporto può muovere delle proiezioni che bisogna saper riconoscere e controllare. La proiezione, attraverso cui si può attribuire ad un’altra persona un sentimento o desiderio che non si è capaci di riconoscere come nostro, è sempre in agguato.

In ognuna delle due relazioni proposte, ritengo che la trasparenza debba essere la motivazione primaria; sarà merito del consulente se saprà tenere un atteggiamento limpido, privato da ogni giudizio e pregiudizio, sapendo rispettare la persona che si è rivolta a lui senza contestarne la modalità comportamentale, seppure nell’intento di aiutare. Sarà necessario valorizzare tutto quel che c’è di meglio, senza impoverire le difficoltà, imprimendo nel rapporto energia costruttiva, mettendo in luce la creatività, così che il consultante potrà arrivare con le proprie idee a valorizzare il proprio progetto.

Tutto ciò che abbiamo nel nostro Tema Natale dobbiamo agirlo in proprio, non attraverso altre persone, altrimenti non porteremo a termine ciò che il Sole chiede, in quanto è proprio il Sole che, nella sua interazione con gli altri pianeti, ci parlerà, per segno e per casa, del progetto che ci compete. A volte potremo osservare che il Sole sembra portare in direzione diversa da quella di altri pianeti: in quella differenza dovremo impegnare lo sforzo, aiutati dall’indicazione dell’Asse Nodale. Qual è lo scopo da raggiungere su questa terra? Nel nostro Tema Natale c’è la risposta.

 

Quando desideriamo qualcosa con tutto il cuore, siamo più vicini all’Anima del Mondo, che è sempre una forza positiva: allora tutto l’Universo cospira affinché realizziamo il nostro desiderio.

 

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