LA TRIADE D’ACQUA

NELL’EVOLUZIONE DELLA MALATTIA


di Massimo Laterza


L’acqua, si sa, quando è cheta, rompe pian piano i ponti, butta giù le strutture che trasforma e lentamente erode, inoltre è questo l’elemento in cui è portato il messaggio e non ci può sorprendere dunque che l’omeopatia basi la sua forza sulla diluizione in acqua, nella quale il messaggio “passa di molecola in molecola” aumentando la propria vibrazione energetica.

Ho spesso insistito sullo Scorpione, sul fatto che questo segno non è in sé il male ma ne porta il messaggio che ci deve permettere di saperlo cogliere per porvi rimedio. Si può infatti parlare di Scorpione come sintomo ma è necessario, a mio parere, estendere il discorso sulla patologia a tutta la triade d’Acqua.

In effetti, potremmo distinguere tre stadi dell’evoluzione di una problematica patologica: il primo è quello dove ancora, in precedenza alla comparsa del sintomo, può esserci un’iniziale debilitazione fisica con mancanza di forza e debolezza o mollezza, insomma un cedimento. E’ interessante notare come il segno del Cancro nel suo archetipo può ben rappresentare questo stadio patologico in cui la mancanza di forza corrisponde alla caduta di Marte, dove il cedimento strutturale trova analogie nell’esilio di Saturno e dove inoltre la mollezza, l’affaticamento e la stasi possono essere associate all’esaltazione di Venere così come le esigenze di riposo e di staccare dalla routine possono essere lunari. Insomma vi può essere in Cancro, in un certo senso, un primo messaggio di DISAGIO fisico nei confronti di qualsiasi problema che può cominciare ad emergere dallo strato subconscio e lunare. La stessa esaltazione in trasparenza di Mercurio ci parla anche qui di messaggio, come fa poi in Scorpione. Il Capricorno prosegue imperterrito con forza e coraggio nell’affrontare la montagna al fine di arrivarvi in cima e dominarla, nel Cancro invece si conoscono ritmi più allargati e ci si concede il riposo, la morbidezza di un letto. Spostando questo sul piano patologico si potrebbe vedere che in condizioni di FORZA si affronta ogni ostacolo, ma un primo sintomo di stanchezza o di CEDIMENTO strutturale ci porterebbe, se consapevoli, ad interrompere l’azione e a concederci il meritato piacere (Venere) del riposo (Luna).

Tuttavia alcuni cedimenti della struttura non sono sempre così visibili e si nascondono al di sotto, vale a dire conoscono fasi più subconscie di cui è difficile rendersi conto. In altre parole non ci rendiamo subito conto di come particelle solide sono erose sott’acqua ma, di fronte al CROLLO del ponte, ne abbiamo subito un impatto immediato… Prima del crollo però ci possono essere molti segnali, molti SINTOMI che ci indicano come la struttura stia CEDENDO, una struttura che in verità ci stava dando l’ILLUSIONE d’essere solida, e questi segnali si manifestano attraverso il SINTOMO.

La fase sintomatica di una patologia, o in ogni modo di una fase di vita, non comincia dunque in Scorpione ma trova molte analogie proprio nel Cardinale Cancro, segno dei primi cedimenti. Piuttosto poi, nello Scorpione, il cedimento si fa più PROFONDO (Plutone) fino ad intaccare le viscere e minacciare il sostegno stesso, intaccandone cioè la SICUREZZA. Il terreno diviene cedevole, gli argini crollano ed i ponti non sono più sicuri; si ha cioè, nello Scorpione, la sensazione di essere in pericolo(Marte) o in ogni caso in balia del destino, patologico o no che sia (Plutone). Soprattutto, nello Scorpione, si conclama una fase successiva al cedimento e alla prima avvisaglia cancerina, vi è cioè la persistenza del sintomo stesso, che diviene STAGNANTE. Difatti il cedimento cancerino poteva essere una fase di stanca e rientrare nella ciclicità lunare di alti e bassi, mentre di fronte alla ripetizione e alla stagnazione di un sintomo ci potrebbero ora essere già strutture che sono state intaccate profondamente e che stanno per crollare. Non si tratta cioè solo di cedimenti temporanei ma si va verso un persistere del sintomo, che ci avvisa di un’imminente patologia in arrivo.

Si potrebbe anche dire che l’Acqua sorgiva cancerina erode la roccia capricornina così come l’emozione vibra sopra la materia e così come il dolore (emozione dolorosa) è trasmesso alla struttura (sensazione dolorosa). In altre parole il primo cedimento di una struttura (Capricorno) viene così avvertito nell’emozione del dolore, nella prima avvisaglia di malessere o nella prima mancanza di forza di affrontare la vita (caduta di Marte). Nel Cancro il sintomo, il primo avvertimento, è espresso come la fase ACUTA di un momento che può anche passare oppure no, nello Scorpione invece questo sintomo tende a ripetersi nel tempo e in pratica a CRONICIZZARE.

L’acqua sorgiva cancerina erode dunque la roccia e vi trova una fessura dove passare ed “emozionarsi”, come una lacrima di commozione e disagio nell’occhio dell’uomo forte e tutto d’un pezzo (Capricorno); invece l’acqua stagnante scorpionica rende cronica l’erosione della roccia e al semplice disagio segue invece un pianto sempre più continuo e tormentato che può poi, in Pesci, divenire il lamento della vittima! Il DISAGIO avvertito in Cancro diviene nello Scorpione un TORMENTO: la fitta acuta che non smette di “vibrare” e diviene cronica come fosse acqua che non smette di passare perché, in circolo improduttivo, sta STAGNANDO. Al disagio ed al cedimento si può porre rimedio riposandosi, e così anche al sintomo ripetitivo e stagnante si può porre rimedio rompendo metaforicamente i “ponti” con qualcosa che fa soffrire… Prima che i ponti siano rotti veramente e fisicamente!

Si potrebbe anche pensare che se “l’uomo forte” (capricornino) potesse avvisare un cedimento cancerino versando una lacrima, così “l’uomo che sta bene” (taurino) potrebbe avvisare sintomi di malessere scorpionici provando tormento e dolore. Ad ogni modo sia in Cancro che in Scorpione non stiamo ancora parlando di malattia conclamata, o per meglio dire di degenerazione strutturale, bensì è nei Pesci che si passa dalla fase sintomatica alla manifestazione degenerativa della patologia, in altre parole al vero CROLLO. Dal DISAGIO si è passati al TORMENTO e dal tormento si passa al LAMENTO o al VITTIMISMO.

Potremmo anche dire che “la lacrima (Cancro) dell’uomo che era forte”(Capricorno) è seguita, nel suo peggiorare, “dal tormento doloroso e dal malessere (Scorpione) dell’uomo che stava bene” (Toro), e così peggiorando ancora si arriverà al “lamento (Pesci) dell’uomo che stava in salute (Vergine)”. E’ in un certo senso negli archetipi della triade di terra che si accusa sul piano FISICO il disturbo EMOZIONALE che era stato trasmesso come MESSAGGIO nella triade d’Acqua. L’acqua che prima è passata da una fessura “lacrimando”, e che poi è stagnata “tormentando” nella malattia conclamata, ora “dilaga” (Pesci-Nettuno) “inondando i campi coltivati verginei” (salute), cioè destrutturando ogni ordine logico (Y): la struttura non è più riconosciuta e nel caos la malattia avanza.

Si è visto dunque che alla FORZA (Capricorno) è corrisposto il CEDIMENTO (Cancro), che al BENESSERE (Toro) è corrisposto il MALESSERE O SINTOMO O TORMENTO DOLOROSO (Scorpione); così ora alla SALUTE (Vergine) dovrà corrispondere la MALATTIA (Pesci): “la roccia che era stata sfiorata dal passaggio dell’acqua e che è stata erosa dalla sua stagnazione è ora scomparsa del tutto, o meglio si è dispersa nel mare”. In altre parole il cedimento lunare, che poteva essere passeggero, come lo è una fase di Luna, è peggiorato intaccando la struttura nella profondità plutonica ed è poi peggiorato ancora dilaniandosi e disperdendosi nel caos nettuniano. La “sorgiva” emozione dolorosa cancerina è stata poi sostituita dalla “stagnante” emozione tormentata scorpionica fino a passare infine alla “dilagante” emozione degenerante pescina, cioè alla sofferenza.

DISAGIO, TORMENTO E SOFFERENZA sono in verità tre passaggi che portano alla definitiva irreversibilità solo nei Pesci e non nello Scorpione dove ancora vi è la possibilità di comprendere il sintomo e rinascere.

Sempre nella triade d’Acqua, potremmo vedere però anche il percorso di RISANAMENTO o di GUARIGIONE: la lacrima diviene allora una “carezza” che comincia a guarire, cioè al disagio corrisponde in positivo il trovarsi a proprio agio. A questo proposito mi ha fatto molto riflettere l’esperienza di una donna Cancro che una volta mi disse “se mi dai una ‘medicina’ buona per me, io lo so fin dall’inizio se mi fa bene, perché mi ci sento a mio agio!”. La prima medicina è sempre e in ogni caso una “carezza” o in senso più vasto l’amore (Venere esaltata in Cancro) inteso come armonia tra noi e l’ambiente.

Al tormento scorpionico corrisponde nel percorso di guarigione la “liberazione”, la fine di un dolore lancinante che abbiamo provato, ed in effetti è com’essere usciti da un carcere che ci vincolava, ora siamo “liberi di sentirci bene” ed è singolare come a questo segno si possano far corrispondere tutti i farmaci di sintesi ma anche le erbe sintomatiche che danno solo la “sensazione di ritrovato benessere” annullando il SINTOMO ma che ancora non guariscono. Ad ogni modo, se i medicinali che annullano il sintomo ci danno un’ILLUSIONE di guarire, anche un percorso olistico porta alla liberazione dal sintomo passando però prima da una “sofferenza”: in un certo senso ritroviamo qui il principio omeopatico di “simile cura simile”, dove un sintomo più forte (diluito nel messaggio dell’acqua) annulla il nostro sintomo più debole ma analogo. In un certo senso amplifica la CRISI perché lo Scorpione è il segno della crisi, solo che in questo percorso a ritroso stiamo qui parlando di CRISI DI GUARIGIONE.

E’ però nel segno dei Pesci che possiamo parlare di GUARIGIONE sotto ogni aspetto, in contrapposizione a ciò che avevamo chiamato MALATTIA. Come nella malattia vi era stata la degenerazione della struttura, la sua disgregazione, nella guarigione si scioglie e si diluisce nel MARE COSMICO quel sintomo che passando dalla crisi di guarigione (inizialmente peggiorativa e scorpionica) si è ora “DISSOLTO NEL MARE DEI PESCI”, quindi la guarigione è un disperdersi in quel mare, ossia ritrovare armonia tra il nostro microcosmo interiore ed il macrocosmo universale; ma prima di riuscire ad armonizzarsi col TUTTO o col SE’ (Pesci) è indispensabile risalire la corrente, conoscere le cause dei disagi (Cancro) e superare la crisi di guarigione (Scorpione).

Infine è importante, a parere mio, notare come l’acqua, nei suoi tre aspetti, porta il messaggio (chiamiamolo sintomo) di una possibile trasformazione che deve avvenire. Il disagio, il sintomatico dolore e la malattia stessa non rappresentano in sé “il male” ma strumenti o segnali attraverso cui si possono comprendere le disfunzioni in atto, ed è soprattutti nello Scorpione, dove l’acqua stagna, che si ha la possibilità di interpretare e comprendere il tipo di sintomo, passando attraverso una CRISI. La psicosomatica che è in grado di valutare questa crisi è infatti una disciplina scorpionica, come nel contempo è al negativo scorpionico quel “vizio” di cancellare il sintomo attraverso il farmaco sintomatico; ed è interessante notare come la CANCELLAZIONE sia una delle modalità che a volte i valori Scorpione mettono in atto, concretando quel proverbio che vuole l’indifferenza come la miglior vendetta. Inoltre i farmaci sembrano potersi accostare all’ottavo segno anche poiché intossicano (tossine-Scorpione).

Concludo rilevando che col termine guarigione non s’intende qualcosa di rapido ed immediato, perché a volte s’impiega una vita e “forse più” a guarire. La guarigione è un processo lungo e nessuna cancellazione farmacologia del sintomo potrà mai essere paragonabile ad un vero e profondo confronto con i problemi del vivere, che portano ad una guarigione, altrettanto vera e profonda, dell’anima.

 

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