SATURNO |
E IL COMPLESSO DEL
CAPRO ESPIATORIO |
Conferenza di
Lidia Fassio |
Roma 3 aprile
1998 |
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Certe tematiche saturniane sono molto
comuni, ma troppo spesso non sufficientemente analizzate. Forse perché nella nostra
società che è patriarcale e quindi sensibile a temi quali il rigore,
lobbedienza, le regole le dinamiche in qualche modo legate al Grande
Vecchio vengono viste come qualità, mentre altre, salutari e necessarie per
raggiungere una reale autonomia psicologica, sono quelle che hanno creato la reputazione
di Grande Malefico. Sia chiaro, non è mia intenzione
tornare a collocare Saturno in un ambito di negatività e di ombra, tuttaltro.
Saturno ha qualità estremamente positive e fornisce ampie potenzialità alla crescita
personale, tuttavia alcuni suoi aspetti meritano a mio avviso un approfondimento ed una
maggiore comprensione. |
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Saturno ha una doppia faccia e una
doppia funzione, ed è proprio questa duplicità che va approfondita. Liz Green lo
paragona a Giano Bifronte, e lo colloca come Signore della Soglia, però non chiarisce questo
concetto di bi-frontalità, né il motivo per cui lo associa alla simbologia del pianeta. Saturno è stato per migliaia di anni
lultimo dei pianeti conosciuti: ha quindi segnato i confini del nostro sistema
solare e, ovviamente, del nostro sistema psichico. Infatti, affinché un certo tipo di
sistema possa perdurare, ha bisogno di trovare un riscontro in qualcosa di materiale e
biologico. Saturno era effettivamente a guardia del nostro sistema solare, della sua
soglia, ma era anche lì a stabilire i confini della mente delluomo. Gli
aspetti umani che non si comprendevano, lirrazionalità, la follia, i comportamenti
strani, venivano affidati ancora alla possessione demoniaca, quindi proiettati
come cause esterne ed estranee alla persona. Certo, tutto ciò fa ipotizzare che
fino al XVIII secolo ci fosse bisogno di continuare a strutturare ed a perfezionare gli
schemi razionali della mente; in un certo senso cera bisogno che lIo si
rafforzasse, per essere in grado di concepire ciò che sarebbe arrivato poi. Negli ultimi
due secoli, infatti, ben tre pianeti oltre Saturno sono stati scoperti, e tutti tre hanno
fornito alla collettività e al singolo potenzialità assolutamente sconosciute fino a
quel momento, generando veri e propri sconvolgimenti per luomo, che scopre di avere
un inconscio, una parte interiore potentissima, in grado di determinarlo e dominarlo, ma
anche in grado di farlo crescere e diventare più consapevole e completo. Tutto ciò che
prima era visto come un destino esterno (Saturno era il Signore
del Destino) ora non lo è più, e luomo comincia a comprendere che il
destino è nelle sue mani, affidato alla consapevolezza e al libero arbitrio (altro
simbolo saturniano) che può sviluppare dentro di sé. Tutte le forze transpersonali che
il mito aveva ritenuto esterne appartengono ora alluomo, sono possibilità della sua
mente, anche se non si può dire che il suo Io ne sia padrone, almeno non ancora. Ci
vorrà tempo perché ciò diventi una potenzialità di tutti gli esseri umani; tuttavia,
da quel momento in poi Saturno è diventato qualcosa di più di un semplice Guardiano
della Soglia, e probabilmente tra le sue funzioni troviamo anche quella di decidere chi o cosa lasciare entrare o uscire dalla sua
Soglia
Questa funzione è molto chiara nella
strutturazione del Super-Io, il Guardiano psichico legato al Grande Vecchio e che, quando
tutto procede normalmente, è un vero e proprio aiutante dellIo, qualcosa che gli
dà una mano contro certe forze o certi impulsi che potrebbero sbaragliare una coscienza
non sufficientemente forte. In tal senso, Saturno comincia a mostrarsi più chiaramente
nelle due facce di Giano: ha infatti uno sguardo rivolto verso linterno del sistema
cosciente, e favorisce il rafforzamento della struttura psichica; ma ha anche uno sguardo
rivolto allesterno, verso quel mondo a cui concede accesso con gradualità, fatica e
disciplina qualora il soggetto sia pronto, riservandosi di sbarrargli la strada
inesorabilmente in caso contrario. Tuttavia, se le cose non funzionano
bene e linconscio manda stimoli che Saturno, da buon Guardiano, ritiene troppo
pericolosi per la salvaguardia dellIo, allora ha lautorità per bloccarli. In
questo caso il Super-Io diventa una struttura autonoma, che decide ciò che ritiene più
opportuno senza consultare lIo. E possibile vedere che, da una struttura
portante importantissima nellinfanzia capace di garantire la
sopravvivenza materiale e psichica con una serie di meccanismi di difesa, il Super Io può
diventare anche un vero tiranno, elevandosi al di sopra dellIo e facendone una
vittima, prigioniera e priva di potere. Questo è il classico caso in cui, quando si
raggiunge unetà di consapevolezza, è necessario destrutturare
tutto ciò che il Super-Io ha costruito, altrimenti lIo non potrà crescere né
rafforzarsi per compiere il suo processo di individuazione. |
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Possiamo quindi dire di più.
Saturno-Giano ha anche due anime: una collettiva,
che si forma ed esprime durante linfanzia; una individuale
che va ricercata e sviluppata nella vita adulta. Saturno incarna tutto ciò che è
moralità, regole di vita, norme collettive che vengono impartite ai bambini fin dalla
nascita e che sono introiettate come senso di autorità, come regole di convivenza e senso
di struttura sociale (sarà proprio questo nucleo a formare il Super-Io); insieme a
Mercurio stabilisce i confini, le regole ed i limiti che permettono linserimento
nella realtà ordinaria rispettandone le convenzioni. Tutto ciò funziona con un meccanismo
di premio-punizione dapprima proiettato
allesterno, in quanto il bambino non lha ancora personalizzato, in seguito si
formerà una sorta di giudice interno che gratificherà o punirà il bambino per le sue
azioni. E quindi unistanza che diventa una vera e propria funzione, in base
alla quale il bambino valuterà e giudicherà il proprio comportamento partendo dai
presupposti che gli sono stati insegnati come norme. Se però è stata impartita una
disciplina ferrea ed autoritaria, in cui non è permesso discutere o negoziare, se i
genitori hanno fatto leva sul senso di colpa o della gratitudine, è molto probabile che
il bambino rimanga incapsulato in quei valori, che non sono suoi personali ma collettivi e
genitoriali, perché non oserà ribellarsi e pian piano sacrificherà sempre di più la
propria natura più autentica, fino a concedersi di interpretare il ruolo di Capro Espiatorio. |
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Saturno, a livello mitico, rappresenta
uno dei primi Padri patriarcali: era Crono,
un Dio di potere e di dominio che nel mondo greco assume più che altro il simbolismo di autorità, distacco, freddezza, nel senso che aveva
uno scarso contatto con la vita (inghiottiva infatti i figli che Rea gli partoriva). A
livello psicologico, si presenta dunque come colui che tarpa le possibilità dei figli. Tuttavia come ha acutamente
sottolineato Lisa Morpurgo nel Convitato di Pietra questo Dio incarna ancora un
simbolismo matriarcale. E infatti un Dio di Terra (Saturno appartiene alla stirpe
dei Titani, esseri mostruosi che abitavano nelle viscere della terra) ed ingoia le proprie
creature: il simbolismo del cibo e del divoramento appartiene appunto al mondo matriarcale
ed è sinonimo di castrazione. Ed è proprio questo che fa ai figli: li seppellisce
impedendo che mostrino le proprie potenzialità. Se ragioniamo su questo simbolismo
psicologico, il mito è illuminante. Quando tocca un pianeta personale, Saturno blocca ed
impedisce lespressione di quel valore, esattamente come faceva con i figli e mosso
dalla medesima ed unica cosa: la paura, che
è infatti uno dei simboli del Saturno greco, e sicuramente un tema saturniano anche oggi.
Contrariamente al padre Urano che respingeva i figli in quanto mostruosi e lontani
dallidea-immagine di perfezione che lui se ne era fatto Saturno divora i
figli per paura di essere detronizzato e soppiantato, da menti, corpi ed ideologie più
giovani, proprio come la profezia gli aveva predetto. Li divora ma poi affronta
stoicamente il proprio destino, ben sapendo che non potrà sfuggirgli, dal momento che
egli stesso aveva dovuto castrare suo padre. In questa occasione mostra tutta la sua
rigidità, lincapacità di modificare uno status quo ed una struttura mentale,
manifestando tuttavia di mantenere ancora, nellaccettazione del destino, un legame con la ciclicità matriarcale
delleterno ritorno delle cose. Nel mito greco comunque non vi è
traccia di alcune caratteristiche che oggi attribuiamo a Saturno e che ci sono state
portate dal mito giudaico-cristiano, indubbiamente assai più patriarcale di quello greco.
In particolare, per quanto possiamo vedere oggi nel suo simbolismo, incarna il patriarcato
proprio nella sua Zona dOmbra, dato che è lautorità preposta alla rimozione, soprattutto dei simboli collettivi ed
individuali legati al mondo femminile. Saturno infatti censura e nega le emozioni e gli
istinti, li blocca nelle sue ferree leggi della logica senza considerare le leggi del
cuore; non dimentichiamo tuttavia che è proprio la sua simbologia di autorità ad
ostacolare o favorire lindipendenza. Saturno incarna un maschile originario
e primitivo, scollegato dalla totalità: è la scissione, la dicotomia psichica che ha
creato e crea la frattura che originariamente serve allIo per dividersi e
rafforzarsi. Lui ha la signoria sul tempo, ma il suo è un tempo lineare, che non consente ritorni e si oppone
al tempo circolare della Luna, proprio
cercando di estirparla dalla coscienza. Possiamo dunque ipotizzare che sia Saturno a
spingere nellOmbra tutti i contenuti che la coscienza trova inaccettabili perché
non ancora forte e strutturata. Saturno quindi divide, spezza, separa parti di inconscio
per elaborarle e portarle alla coscienza dellIo, ma nel contempo esclude,
supervisiona e rimuove ciò che considera pericoloso ed invasivo. |
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Tutto ciò ha un perfetto riferimento
mitologico e si colloca nella fase di transizione dal sistema matriarcale a quello
patriarcale, in cui questo Dio-simbolo ha avuto un ruolo fondamentale nel forgiare e
strutturare la nuova acquisizione di realtà fino a giungere a simboli quali SENSO DI COLPA SENSO DEL DOVERE OBBLIGO OBBEDIENZA,
che nascono tutti dallistanza del Super-Io ma che sono frutto di uno sbilanciamento
del potere patriarcale. Saturno rappresenta anche alcuni
cardini dellEra dei Pesci e del Cristianesimo, che si è affermato così
potentemente proprio perché ne ha usato i simboli: ha gerarchizzato le vecchie strutture,
ha potenziato limmagine di un Dio punitivo che infliggeva perdite e sacrifici, ha
eliminato lelemento femminile, demonizzandolo e degradandolo a ruolo inferiore,
lasciando intatto quello maschile. In pratica, nellAntico Testamento avviene un
crescendo di distruzione della potenza femminile che era invece fortemente radicata in
quellarea geografica. Da quel punto in poi, tutti i simboli che prima erano sacri
il sangue, il maiale, la Grande Madre diventano immagini di impurità, di
degradazione e di inferiorità. |
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Per riuscire ad instaurare il concetto
di autorità, di obbedienza e di gerarchia, si comincia a fare largo uso del senso di colpa, tra cui il più tipico è quello
verso il padre, che fa sì che il figlio non sia mai libero e non giunga mai ad una vera
identità; anzi, questa timorosa obbedienza al padre non consente al figlio di raggiungere
un vero senso di autonomia, perché per farlo dovrebbe ribellarsi, accettando appunto di
pagare con il senso di colpa. Se invece mantiene lamore del padre, facendo ammenda,
è condannato a rimanere figlio, perché il Vecchio Re non intende abdicare;
contrariamente a quanto accade nel mito del Re dellanno matriarcale, dove Zeus
detronizza Urano e lo spedisce nel Tartaro. Questo sembra essere il vero dilemma
patriarcale, in cui lEroe non può più realizzarsi, non perché non ne abbia la
forza ma perché non osa sconfiggere i padre, permettendo così la rinascita e la ripresa
della vita. Qui il Vecchio Re non vuole morire, e il figlio ha tali sensi di colpa da
giungere troppo spesso alla rinuncia, a cui
segue la privazione dellautonomia (tutti simboli saturniani, Casa decima
Capricorno), raggiungibile solo attraverso un TRADIMENTO
che consiste nel voltare le spalle e farcela da solo, senza madre né padre, diventando
adulto e genitore di sé stesso. Questo passaggio filosofico tra mondo
matriarcale e mondo patriarcale si compie proprio attraverso il Re, che prima aveva un
regno di un solo anno, e che attraverso il proprio sacrificio (Seme) fecondava lUovo
garantendo il rinnovamento della vita grazie al potere creativo femminile: ogni anno,
dunque, risorgeva e rigenerava sé stesso, mentre nel patriarcato il Re diventa permanente
e non obbedisce più al ciclo naturale. E proprio in questa passaggio che si imbatte
nel fortissimo contrasto con il figlio (la lotta tra Urano e Saturno): nel mondo greco il
padre perde, ma nel mondo giudaico è il figlio che deve morire e sacrificarsi ad un
Super-Padre che non vuole arrendersi. Il Dio-Iahvè, infatti, non è
limmagine di un Padre ma quella di un Patriarca, che castra lautonomia e la
vita del figlio per rimanere Re. Il
figlio, di conseguenza, rimane un non-uomo, gravemente ferito nella propria identità, non
perché non abbia un padre in cui identificarsi ma perché ha un Super-padre-patriarca che
non può sconfiggere (temi che ruotano attorno agli aspetti Saturno-Sole o Saturno-Marte).
Qui dunque si compie il passo successivo: sulla Croce
ci va il Figlio, e questa rimane lunica possibilità di individuazione,
pur attraverso la sottomissione al Padre e lidentificazione nel suo medesimo
principio. Per poter liberare la propria natura, Gesù non ha avuto altra scelta se non
quella del sacrificio, altrimenti sarebbe rimasto eternamente Figlio. Certamente lerrore non dipende
dal Mito in sé, ma dallinterpretazione che se ne è fatta: rendendo positivi gli
atteggiamenti di sottomissione ed obbedienza ai padri, si garantiva infatti la
sottomissione e lobbedienza ai Super-Padri della Chiesa. Tuttavia, finché i figli
si sottometteranno, non riusciranno a vedere il padre come castratore (appunto come Saturno) mentre, se non si
vogliono perdere, devono fare proprio come indicato nel vecchio mito (e come vuole il
Re-Io), cioè tradire leducazione ricevuta ed imposta, e lottare per la
propria legge. |
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Ma come si è arrivati a tutto ciò? I grandi profeti ebraici, che volevano
instaurare una nuova religione con un solo Dio, Iahvè, si scontrarono con una religione
ancora molto potente quella della Grande Dea ed anche più permissiva, più
istintiva e naturale. Essi desideravano che Israele avesse ununica identità, e per
questo dovevano incutere terrore, rendendo Ombra tutto ciò che era femminile e sacro alla
Dea, negando e rimovendo i suoi simboli perché non consentivano di fare ordine. A tal fine occorreva limmagine di
un Dio punitivo, che si inserisse lentamente nella coscienza attraverso il senso di colpa
richiamato dalle infrazioni alla legge di Iahvè. Tutto ciò si realizzò attraverso il rituale del Capro Espiatorio. Originariamente il capro espiatorio era
un simbolo risanante, simile alla nostra
Eucaristia, in cui il corpo era quello di Dio, che veniva così incorporato. Il sacrificio
che veniva offerto a Iahvè aveva dunque lo scopo di lavare tutte le colpe con il sangue
del capro, così da ricongiungersi a Dio e ritrovare pace ed armonia. Lintero
rituale veniva eseguito dal Gran Sacerdote, in veste di tramite tra il Divino e
lUmano. In unepoca successiva il rituale
si complica molto, e i capri diventano due. Uno di questi, analogamente a quello più
antico, veniva sacrificato allinterno dellaccampamento, della tribù, della
città, con il fine già descritto di ricongiungersi a Dio ed ottenere il perdono dei
peccati. Contemporaneamente però veniva eseguito un altro rituale, allesterno
dellaccampamento, oltre le mura, in cui un capro non veniva ucciso, ma legato ad un
altare mentre il Gran Sacerdote elencava sopra la sua testa tutti i peccati del popolo
dIsraele. Questo capro riceveva dunque i peccati non suoi, dopo di che
veniva liberato ma condotto nel deserto e lì abbandonato. La
dualità, il bene e il male, cominciano a farsi molto evidenti nella possibilità di
addossare a qualcun altro le proprie colpe, vivendo tranquillamente allinterno delle
proprie reti sociali sapendo che, allesterno, cè chi paga per noi... Infatti,
mentre il sangue del primo capro purifica e riconcilia (e rappresenta quindi la forza
positiva che un istinto sano sempre possiede quando ricontatta lo Spirito), il secondo
capro viene invece bandito e porta con sé tutti i peccati, lontano dalla coscienza
collettiva, in una vera e propria rimozione del senso di
colpa. Esso rappresenta la libido,
una forza necessaria e vitale ma da respingere: non a caso gli venivano scaricati addosso
tutti i peccati banditi dal codice ebraico ed associabili ad energie minacciose per lo
status quo: sessualità, aggressività, ribellione, cupidigia eccetera. Queste
energie negative venivano proiettate su un Dio di nome Azazel (legato allistinto e
al femminile), che gli ebrei ritenevano responsabile anche di indurre le donne al peccato
e gli uomini alla guerra. Azazel significa letteralmente roccia dura, proprio
per la solidità strutturale che doveva possedere per portarsi addosso questo carico. Era
un Dio, ma nel tempo si trasformò sempre più nellOmbra di Iahvè, consentendo al
Dio ebraico di affrancarsi dalle dee matriarcali, dalla natura e dal male, e
sancendo definitivamente la separazione tra maschile e femminile, conscio ed inconscio,
bene e male, Dio e Satana. |
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Ovviamente,
attraverso la modifica di un rituale si modifica anche laspetto psicologico del
popolo che ne fa uso, altrimenti non sarebbe possibile la proiezione. Psicologicamente
Azazel diventò un giudice, ipocrita e
condannante: il braccio vendicativo di Dio e portatore della Sua ira. Incarnò la morale collettiva, fatta di leggi dogmatiche ed
inflessibili, che distruggeva i suoi trasgressori ed annullava ogni traccia di autonomia
etica. Nella psicologia individuale si traduce con il Super-Io castrante, che opera contro
i valori umani in generale e contro la libido in particolare. E il Saturno-Marte che
dapprima viene personificato dal Super-Padre-Patriarca che impedisce attraverso il
disprezzo lindividuazione del figlio, e che poi diventa censore interno,
consentendo solo due modi di essere: |
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1) Identificazione con il condannante Qui ci
sono scarse possibilità per il figlio, se non di diventare inflessibile con gli altri
così come il padre lo è stato con lui, ed assumendo atteggiamenti di presunta
superiorità, sprezzanti qualsiasi emozione che viene vista come debolezza. Il figlio
diventa Dio: colui che ha fatto sacrifici, che si è redento e che non cade più nella
tentazione del peccato. Le persone
che imboccano questa strada sono senza vita, non concedono nulla agli altri perché non si
concedono nulla; sono scollegate da ogni sentimento, annegati nella sofferenza ed appagati
solo di fronte a chi soffre e si snatura come loro. |
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2) Identificazione con la parte Ombra In questa
condizione cè lassenza totale di autostima, si svaluta e si nega il proprio
modo di essere perché lIo non si è mai sviluppato e quindi non esiste
individualità. Al suo posto si è strutturata una Maschera (Persona) che cerca di uniformarsi alla morale
collettiva (familiare-sociale) senza lasciare spazio ai bisogni personali. Forte è la
paura del rifiuto e si cerca disperatamente unappartenenza. |
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In
entrambi i casi, comunque, laspetto giudicante e condannante di Azazel è visto come
una virtù, una forma di ideale elevato di moralità che si traduce in un Super-Io sadico,
che travolge ed annienta lIo-vittima. Tuttavia lIo, pur straziato e
frammentato, non riesce a vivere secondo i canoni collettivi e quindi si sente sbagliato e
non meritevole di amore, sperimentando quello
che Freud chiamò il senso di colpa primario. A questo punto,
nellindividuo insorge un inconscio ma fortissimo bisogno di espiazione, perché si
sente inadeguato alla realtà ma non può mostrarsi fragile chiedendo protezione, e
contemporaneamente non può ribellarsi perché si sentirebbe in colpa. Di fatto è
bloccato e si sente come un bambino di fronte alla vita, perché il suo Io è ammalato,
torturato, ormai insensibile. Questi
soggetti sognano spesso bambini congelati o chiusi in casseforti di piombo, oppure che lottano per sopravvivere ma che loro non riescono ad aiutare
Ciò che sognano è il loro Io-bambino, ferito, disperso, che non riescono a contattare
proprio perché congelato da un Super-Io rifiutante e da un totale senso di impotenza.
Proprio come Azazel, essi non fanno concessioni né alla ribellione né
allimpulsività: ogni cosa che affiora viene ricacciata nellinconscio, e così
lIo si dicotomizza tra il ruolo di VITTIMA e quello verso il DOVERE, che in realtà
protegge la parte vittima relegandola in una torre davorio, al cui interno rimangono
congelati gli impulsi, i bisogni, laggressività, lemotività e la forza
vitale. In questi
casi si finisce col negare tutto, e per sopravvivere viene sviluppata una MASCHERA talmente forte da reggere come Roccia
Dura tutto questo carico. Il problema è che è proprio questa maschera a fornire
un senso di identità alternativo, per compensare lIo-vittima tenuto in scacco.
Lindividuo è sorretto dal Super-Io giudicante e condannante, come un blocco a sé,
completamente staccato dallinteriorità e quindi non integrato ma adattato
perfettamente alle condizioni esterne. LIo è estraneo e vaga nel deserto, così
come Azazel
Ed ha un tale bisogno di essere accettato da giungere a comprare questa
accettazione, sviluppando qualità come lefficienza, la pazienza, il perfezionismo,
il perbenismo e la competenza, cercando di diventare indispensabile agli altri ma in fondo
condannandosi come se avesse venduto lanima al diavolo: e di fatto vendendola alla
collettività, mentre la sua individualità rimane abbandonata nel deserto. Apparentemente
è forte, stoico; con un misto di falsa passività e di falso orgoglio si ritiene un
virtuoso martire. Ma allinterno si sente inadeguato ed impuro, e quindi deve
continuamente rinforzare lirreprensibilità della sua immagine esterna. LIo è
totalmente identificato con la propria Maschera, non ha sviluppato alcun senso di giudizio
e di morale personale e non sa neppure che esistano valori individuali, perché fa
riferimento solo a quelli collettivi: questo è uno degli aspetti più difficili di
Saturno perché nella prima parte della vita richiede ai suoi protetti uno sforzo doppio
rispetto agli altri. Gli
individui saturniani sono davvero protetti dal Grande Vecchio, perché a certe
condizioni esterne, spesso proibitive (tipiche ad esempio delle quadrature di Saturno al
Sole e/o a Marte), lui offre un modo per sopravvivere, fornisce meccanismi di difesa
efficientissimi, che consentono alla struttura psichica di forgiarsi in qualche modo. E
qui si consuma il paradosso: durante linfanzia Saturno è veramente un protettore
dellIo troppo fragile per affrontare la vita, ma per proteggerlo lo imprigiona, lo
cristallizza, così da impedirgli di avvertire la sofferenza e la paura, nonché il senso
di solitudine e di alienazione per ciò che non ha e non può avere. E come se
Saturno prendesse lIo e lo chiudesse dentro una buca protetta da un muro di mattoni:
così la Maschera cresce ma non cresce lIo, perché la sua ferita non può
cauterizzarsi se prima non viene riaperta e disinfettata. La Maschera sembra forte, matura
e competente, ma in realtà è solo rigida.
LIo invece è vulnerabile ed alla ricerca della soddisfazione di bisogni infantili
continuamente negati. Così, queste persone finiscono per sentirsi addosso lOmbra
della società (il peso del mondo sulle spalle
), sono spesso depressi e frustrati ed
arrivano persino a desiderare la morte per porre fine al loro esilio. |
Hanno
insomma sviluppato appieno il complesso del Capro
Espiatorio, perché: - non hanno identità, né fiducia in
sé stessi od autostima; - sono caricati di un senso del dovere
e di responsabilità che portano avanti per inerzia; - non si sono sviluppati
individualmente perché sono identificati nelle norme e regole della morale collettiva; - per non tradire ciò che hanno
ricevuto, hanno invece tradito sé stessi, fino a distaccarsi completamente dalla vita
(non dimentichiamo che Marte si presenta come rabbia e frustrazione ma scatta quando
vengono attaccati i nostri punti vitali: i saturniani però sono scollegati anche dalla
rabbia e finiscono per non sentirla più); - hanno negato lOmbra e finiscono
per incarnare i valori di autorità e di disciplina perché la loro esistenza dipende
dalla convalida esterna; - non sono in grado di affrontare la
propria realtà emotiva e quindi utilizzano ruoli per affrontare gli altri e come barriere
tra sé stessi e gli altri; - il dovere, il decoro, lobbligo
morale e i parametri comportamentali si sostituiscono alla responsabilità personale e ai
rapporti di sentimento, ed ogni situazione viene affrontata e risolta senza emozione,
ragionevolmente e praticamente. |
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Perché si struttura questo complesso? Questi soggetti hanno sperimentato
nellinfanzia la sensazione di non essere meritevoli di amore, e quindi si sono fatti
carico del senso di inadeguatezza e dellidea di essere sbagliati ed incapaci. Sono
bambini che si sentono in colpa per tutto, a volte persino di esistere. I genitori hanno analoghi problemi:
infatti le dinamiche saturniane vengono in un certo senso passate di
generazione in generazione. Genitori del genere non sono in grado di entrare in rapporto
con il proprio figlio: pretendono da lui ciò che nemmeno loro riescono a fare, ed anche
dentro di loro cè una scissione tra bene e male; si appoggiano ad ideali di
perfezione tirannici ed esasperati, sconnettendosi dalle emozioni che provano e non
tenendo conto dei bisogni del figlio ma solo delle richieste del mondo. Chi sviluppa questo complesso,
identificandosi con lOmbra, è incapace di strutturare il proprio Io perché non è
in condizione di elaborare ed assimilare le esperienze. In effetti i saturniani,
contrariamente a quanto si scrive e si pensa, maturano
tardissimo: maturare significa avere il coraggio ed accettare il rischio della
sofferenza, ma perché ciò avvenga è necessario aver vissuto nellinfanzia
lesperienza della dipendenza unita ad un senso di
contenimento, e questo ai saturniani è stato negato, per cui crescono
scollegati dalla sofferenza, nella loro maschera rigida che li fa apparire maturi mentre
sono solo vecchi, di atteggiamento e spesso di mentalità, privi di spontaneità e gioia
di vivere. Vorrei poi sfatare anche unaltra
credenza astrologica, che considera i saturniani come persone dallassoluta freddezza
emotiva. Questo, come al solito, è solo leffetto, ma è tale proprio per la loro
potente fragilità e sensibilità: da cui devono difendersi, per non morire. I saturniani
quindi non sono persone non emotive ma persone terrorizzate
dallemotività e scollegate da essa. Per uscire da questa empasse, devono ricomporre
lIo scisso e permettersi di provare emozioni, compreso quel dolore che hanno così a lungo represso. Devono
ricominciare a fidarsi delle loro percezioni e smettere di dar credito alle valutazioni
esterne, lasciando emergere la frustrazione, la ribellione ed il risentimento che si cela
dietro ad una maschera virtuosa che inganna gli altri e loro stessi. Lo scoglio di Saturno consiste nella
personalizzazione. Soprattutto nel suo secondo ciclo chiede allindividuo di
allontanarsi dal collettivo, ma a quel punto è necessario un lavoro di destrutturazione
dei valori introiettati e la loro sostituzione con i valori personali. Saturno chiede che
diventiamo responsabili di ciò che siamo veramente,
di farci carico delle nostre scelte e delle nostre opinioni, nonché del nostro senso di
realtà e di giustizia; diventerà crudele e terribile come Azazel se saremo falsi e
troveremo alibi nel dire che sono gli altri a volere determinate cose da noi. Il messaggio è chiarissimo a livello
astrologico: la libertà valore a
cui Saturno ci conduce attraverso la decima casa e nel suo sostegno in Acquario non
può esistere se prima non sappiamo chi siamo e cosa vogliamo, se non abbiamo conosciuto i
nostri personali limiti e valori. La libertà è il
lusso che può concedersi solo la disciplina, cantava Bob Dylan negli anni
60. Ma io credo che ciò sia valido soprattutto ora. |