TEMA DI CARLO LORENZINI / PINOCCHIO |
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di Ljuba Cordara |
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Le avventure
di Pinocchio (1883) di Carlo Collodi appartengono ai classici della letteratura
dellinfanzia. E anche uno dei libri più venduti: nel mondo ne sono stati
pubblicati milioni di esemplari e solo in Italia, sino al 1983, ne erano uscite 160
edizioni illustrate; da quella data sino al 2002 se ne sono aggiunte altre 27, mentre
risulta che lopera sia stata tradotta in 260 tra lingue e dialetti, comprese due
versioni in latino. |
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Carlo
Lorenzini detto il Collodi non venne mai a conoscenza del successo del suo libro e nemmeno
sembrò prevederlo; quando nel 1881 cominciò a scrivere i primi capitoli della
Storia di un burattino, aveva cinquantacinque anni e alle spalle un intenso
lavoro come giornalista, direttore di giornali e scrittore di libri per la scuola, ma non
immaginava che, proprio grazie a Pinocchio, avrebbe raggiunto la fama mondiale. La morte,
sopraggiunta allimprovviso pochi anni dopo luscita in volume de Le
avventure di Pinocchio, gli impedì di assistere al crescente successo del libro. |
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Anche le
notizie biografiche paiono confermare la scarsa consapevolezza del valore della propria
opera da parte dellautore e dar credito allidea, avanzata da più parti, che
Pinocchio sia nato dalla penna del suo creatore per caso. |
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In una lettera
a Guido Biagi, animatore e redattore del Giornale per bambini, che accompagnava le prime
cartelle della Storia di un burattino, pubblicata a puntate nellinserto
settimanale del quotidiano, Collodi definisce il suo lavoro una bambinata e
dice: Fanne quello che ti pare; ma, se la stampi, pagamela bene, per farmi venire
voglia di seguitarla. |
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E per
via di questa sottovalutazione della sua opera che alcuni critici del Collodi ritengono
che lopera sia stata scritta addirittura contro il volere dellautore,
trovandone la conferma nel gesto deciso con cui, ponendo la parola fine dopo
il XV capitolo, Collodi sembrava volersi addirittura liberare del burattino. Le lettere
arrivate numerose in redazione, in cui i piccoli lettori protestavano per la perdita
dellamato burattino, lo avrebbero invece costretto a riprendere in mano la penna. |
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La visione
dellinconsapevole genialità dello scrittore fa però sorgere spontaneo un
interrogativo: quanto cè di Pinocchio in Collodi? |
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Curiosamente
questo atteggiamento dello scrittore assomiglia a quello di Geppetto che porta sotto il
braccio ciò che considera un semplice pezzo di legno, mentre il pezzo di legno ha dato
prova di vivere di vita propria. La modestia di Collodi si sovrappone a quella di Geppetto
che vuole solo costruirsi un burattino che sappia ballare, saltare e tirare di scherma per
girare il mondo e guadagnarsi un tozzo di pane e un bicchiere di vino, mentre il burattino
gli è già sfuggito di mano per correre incontro ad un orizzonte che si allarga sempre di
più. |
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La storia di
Pinocchio non è un capolavoro nato per caso, ma un capolavoro che era già lì, in attesa
dellautore che lo estraesse da una semplice storia raccontata a puntate a lettori
che erano bambini nel 1881. |
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In quali altri
tratti del carattere Collodi e Pinocchio si assomigliano, alla luce dellastrologia?
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Su scale
simili è salito e sceso da bambino Carlo Lorenzini. I marchesi Ginori, la famiglia
patrizia presso cui lavoravano come cuoco e cameriera il padre e la madre di Carlo,
avevano messo a disposizione queste case di via Taddea ai loro servitori, in quanto
adiacenti al vicino palazzo. Il padre di Carlo, Domenico, era stato assunto lanno
precedente la nascita di Carlo, era di origine contadina e proveniva da Cortona, una
cittadina della Toscana allora molto povera ed era un belluomo con gli occhi celesti
e sbarazzini. Angiolina Orzali era una delle figlie del fattore del marchese Garzoni
Venturi a Collodi e la sua famiglia godeva di buone condizioni economiche, tanto da
permettere alle figlie di diventare maestre elementari. La giovane Angiolina fu adibita
alla direzione della casa e, ben presto scelta da Marianna Garzoni come sarta e cameriera,
continuò a lavorare per lei anche quando questultima sposò il marchese Ginori e si
trasferì a Firenze nel palazzo omonimo. |
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Il
trasferimento da Collodi a Firenze di Angiolina Orzali avviene sì in seguito al
matrimonio con Domenico Lorenzini, ma anche a causa del forte legame che la unisce alla
marchesa Marianna Garzoni, la quale sarà anche madrina del suo primogenito Carlo. |
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La madre di
Carlo, secondo i biografi del Collodi, sarebbe stata particolarmente intelligente, abile
in ogni lavoro, bellissima anche da vecchia, spigliata e cortese. Il rapporto con lei, con
cui, salvo alcune interruzioni, Carlo continuò ad abitare tutta la vita, ha avuto un
influsso decisivo sulle sue vicende esistenziali: dalla scelta dello pseudonimo
Collodi in omaggio al paese natale della madre, sino alla decisione di non
sposarsi e di non avere una famiglia propria. |
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Se guardiamo
il tema di Collodi vediamo una Luna in Vergine e in casa terza che corrisponde abbastanza
bene alla descrizione che viene fatta dai biografi della madre dello scrittore quale donna
intelligente, spigliata, abilissima nei lavori femminili, efficiente e affabile con il
prossimo. Ma questa è soltanto una parte della personalità della bella Angiolina, quella
più superficiale, quella che tutti erano in grado di cogliere ad una prima occhiata. |
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Anche la
povertà di avvenimenti (a parte la nascita di numerosi fratelli e sorelle, alcuni dei
quali morti in tenera età) che i biografi registrano nellinfanzia di quella che
definiscono la modestissima vita di un bambino povero possono essere associati
ad una Luna Vergine, anche se appartengono ad una lettura piuttosto riduttiva degli eventi
della prima parte della vita del Collodi, descritta come una piccola nascita ed una
piccola vita, fatta di cose quotidiane e anche un po misere. |
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In realtà
linfanzia del nostro autore sembra essere piuttosto contrassegnata dal forte
contrasto fra il proprio ambiente familiare di estrazione popolare e il mondo dei marchesi
frequentato quotidianamente dai genitori, che lavoravano nel palazzo Ginori. Da bambino
Carlo fa esperienza delle misere condizioni della sua famiglia, che con la nascita dei
numerosi fratellini diventano sempre più misere, tuttavia questo non è lunico
ambiente con cui si misura: nello stesso tempo, infatti, ha lopportunità di
osservare da vicino, e con lo stupore degli occhi infantili, la magnificenza di vita di un
illustre casato fiorentino, un mondo che con il suo fasto e la sua ricchezza non appare
affatto grigio e tanto meno borghesuccio. |
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La seicentesca
villa Garzoni a Collodi, la villa dalle cento finestre, i suoi saloni affrescati dai
Carracci, la biblioteca, la grande cucina e il parco gli svelano sin da bambino un modo di
vivere completamente opposto rispetto a quello modesto della propria famiglia, quasi che
la sua vera esistenza fosse tra quelle mura avite, piuttosto che nelle anguste stanze di
via Taddea. |
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Ora, come si
deve sentire il figlio dei domestici in tale situazione? |
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Il rapporto
con i marchesi è segnato da un forte rispetto e da una grande soggezione, non solo
perché da loro dipendono le condizioni economiche della famiglia, essendo i padroni dei
suoi genitori, ma anche perché saranno proprio i marchesi a pagargli gli studi. Inoltre
la marchesa è la sua madrina e il ragazzino si rende conto che è un privilegio avere
laffetto di una donna intelligente, ricca e colta, nello stesso tempo è consapevole
della distanza incolmabile che lo divide dalla società alla quale essa appartiene e alla
quale sente di appartenere inconsciamente anche sua madre. |
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Viene così a
delinearsi sin dallinizio il conflitto di fondo che segna le vicende biografiche di
Carlo Lorenzini e ne rappresenta il tratto più saliente: il bisogno irrinunciabile di
emergere da una condizione di sudditanza e di sottomissione e, nello stesso tempo, una
sensazione di impotenza per la difficoltà di competere con uno stile di vita che
sembrerebbe irraggiungibile. Pare nascere qui il sogno di un cambiamento radicale su cui
incombe, opprimente, la paura della sconfitta. |
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Probabilmente
anche sua madre, la bella Angiolina, si sentiva fuori posto tra le povere mura della casa
di via Taddea in cui era andata a vivere dopo il matrimonio e trasmise questo disagio al
figlio forse ancora prima che costui venisse al mondo. |
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In questo caso
ci sembra illuminante anche la nascita della creatura Pinocchio. |
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Se noi
guardiamo alla storia di Pinocchio, lui era ancora un pezzo di legno, un pezzo di legno
qualsiasi, da catasta, ed era nella bottega di un falegname, tale mastro
Ciliegia, quando, nel momento in cui sta per essere picchiato, comincia ad urlare che gli
stanno facendo male, e appena viene picchiato dice che gli hanno fatto male sul
serio
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La prima
riflessione che possiamo fare è che per Pinocchio, come per molte persone, esiste
realmente la sofferenza prenatale. |
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Il problema
della psicologia prenatale è molto complesso, e non è questa la sede per entrare nel
merito, ma due concetti sono interessanti e meritano di essere esposti in questo contesto:
il primo è che esiste già a livello fetale una complessa attività motoria, sensoriale,
neuronale che lascia presupporre, quantomeno, lesistenza di uno psichismo, non
sappiamo ancora bene quanto strutturato o appena abbozzato; il secondo è che la
differenza di strutturazione, esistenziale tra feto, neonato e adulto è così abissale
che non possiamo che invocare, con Musatti, lestrema cautela nel gettare lumi e
prospettare ricerche sulla vita prenatale. |
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Rimaniamo
quindi con questi punti fermi: che uno psichismo prenatale esista sembra ormai assodato;
che si possa dire quanto questo psichismo prenatale incida, è tuttaltro discorso. |
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Pinocchio non
è ancora nato, è ancora dentro al pezzo di legno, che già comincia a combinarne alcune
delle sue: riesce, tanto per cominciare, a seminare zizzania tra Geppetto e Mastro
Ciliegia, prendendo in giro Geppetto e facendo in modo che i due si azzuffino, facendo
leva sulla suscettibilità di Geppetto. |
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Nel momento in
cui viene scolpito nella stanza di Geppetto, appena ha la lingua fa le boccacce, prima di
avere la lingua ha già occhi che intimoriscono Geppetto, appena ha le mani gli porta via
la parrucca, appena ha i piedi gli tira un calcio sul naso, comincia cioè, appena nato, a
lasciar intravedere quale sarà la propria indole. |
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Particolare
non trascurabile: Pinocchio viene al mondo senza orecchi, come si accorgerà di lì
a poco Geppetto, nel momento in cui vorrebbe usare gli orecchi per tirarglieli. |
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Daltra
parte anche letimologia del verbo obbedire deriva dal latino ob
audire dove ob ha il significato di abbattimento:
saremmo tentati di dire che Pinocchio è venuto al mondo con una congenita incapacità
di prestare ascolto, con una congenita incapacità di ascoltare gli ammaestramenti,
una congenita predisposizione a disobbedire. |
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E così ci si
pone finalmente questa domanda che ciascuno di noi davanti ai problemi si pone: Ma
è così dalla nascita?. Se questo burattino, già nel momento in cui sta nascendo,
fa dispetti e ne combina un po di tutti i colori, se viene al mondo privo della
capacità di prestare ascolto, è forse un fatto costituzionale? |
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Anche qui,
come ben saprete, è dai tempi prekantiani che esiste una diatriba dai toni anche
violenti, ma qui ci preme sottolineare una cosa e cioè che lesistenza dei fattori
prenatali è fuori di dubbio, che lesistenza di una scrittura
costituzionale del nostro modo di essere è fuori di dubbio e non è in
contraddizione con la lettura psicanalitica, ma semmai la integra. |
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Per renderci
conto di questo potremmo leggere un passo estremamente significativo di una delle più
belle menti psicoanalitiche che è Melanie Klein, la quale diceva: Non sappiamo
quale sia linfluenza prenatale, non sappiamo quali siano i fattori costituzionali,
ma tutto questo, tuttavia, non toglierebbe validità al nostro lavoro; e assodato
questo ci si rivolge psicoanaliticamente a ricostruire il destino che hanno le energie,
sia pure costituzionalmente inserite nel nostro organismo. |
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Come viene al
mondo Pinocchio? |
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In quattro
parole, Collodi ci dà una descrizione illuminante di quello che è il suo ambiente
neonatale di Pinocchio: |
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La
casa di Geppetto era una stanzina terrena, che pigliava luce da un sottoscala. La mobilia
non poteva essere più semplice: una seggiola cattiva, un letto poco buono e un tavolino
tutto rovinato. Nella parete di fondo si vedeva un caminetto con il fuoco acceso, ma il
fuoco era dipinto e accanto al fuoco cera dipinta una pentola che bolliva
allegramente e mandava fuori una nuvola di fumo che pareva fumo davvero. |
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In questo
luogo dunque manca la luce, manca il calore e sappiamo che la luce e il calore sono due
elementi non soltanto fisicamente ma anche simbolicamente fondamentali per lo sviluppo di
una crescita psicologica sana; è un ambiente degradato (la sedia poco buona, il tavolino
ecc.) ma soprattutto è un luogo falsificato, è un luogo falso: il caminetto è dipinto,
il fuoco non è vero, è unillusione ottica, la pentola che bolle sembra bollire
allegramente, ma anchessa è solo un dipinto sul muro. |
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Sembra insomma
che in questambiente tutto ciò che è brutto è reale e tutto ciò che è
bello è falso: Pinocchio, che per molti di noi è lemblema della menzogna,
nasce egli stesso in un ambiente falsificato, egli stesso sperimenterà a proprie spese
tutte le sfumature della falsificazione della realtà, ma questa falsificazione è già
presente nel momento in cui lui viene al mondo. |
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Da un punto
vista astrologico una tale dicotomia tra lambiente reale (anche quello psicologico)
e quello emotivo è abbastanza leggibile nella quadratura di Luna a Mercurio e
nellopposizione dello stesso luminare con Plutone. Larchetipo di una Luna
mercuriale come quella dello scrittore rappresenta una madre di tipo fortemente
intellettualizzato, abbastanza inconsapevole delle proprie emozioni, che ha un forte
bisogno di rapportarsi con il mondo esterno, giovane, vivace e intelligente, ma non ancora
perfettamente calata nel ruolo di madre. La quadratura Luna/Mercurio ci fa pensare che non
sia riuscita a capire i bisogni psicologici del bambino, che non ci sia stata facilità di
integrazione tra la sensibilità del figlio e il lato intellettivo della madre. Di qui la
sensazione di mancanza di autenticità, di irrealtà nel rapporto tra madre e figlio, di
difficoltà a corrispondere ai bisogni emotivi essenziali, di mancanza di calore e
protezione di questultimo. |
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Il clima
interiore in cui viene al mondo Pinocchio è freddo, raggelante, privo di capacità di
contenimento e di nutrizione: il tema della fame (da intendersi qui come fame
psichica) è sempre presente in tutto il racconto e il burattino farà sempre i salti
mortali per accaparrarsi qualcosa da mettere sotto i denti. Come accade a molti bambini in
carne ed ossa che hanno subito la perdita della figura materna e sono vissuti in un
ambiente reale ostile e poco nutritivo, i movimenti di Pinocchio sono legnosi, a scatti,
spigolosi e scarsamente dotati di fluidità e morbidezza. |
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Per il
soggetto che ha questo aspetto nel tema il rapporto con le proprie emozioni diventa
difficile e cè la tendenza a cercare di razionalizzarle, il modo di proiettarle
sullaltro sesso rimane piuttosto adolescenziale per tutta la vita. Per questa
difficoltà ad integrare il lato femminile nella propria esistenza, Carlo Collodi colloca
lincontro con lunico personaggio femminile quasi alla fine della prima (e
nelle sue intenzioni unica) parte delle Avventure di un burattino. |
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Se proviamo a
pensare alla favola di Pinocchio come al percorso di trasformazione di un burattino di
legno (metaforicamente la condizione del bambino ancora inconsapevole, che non riesce a
fare tesoro dellesperienza, che non ha ancora contattato la propria anima) verso la
maturità, la completezza, lincontro con lanima, con il femminile che
nella favola possiamo individuare nella figura della Fata dai capelli Turchini, colei che
consente a Pinocchio di contattare la propria parte emotiva, la propria funzione
sentimento e di diventare uomo ci rendiamo conto che questo incontro non può che
avvenire dopo un certo numero di avventure e di esperienze di Pinocchio. |
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Alla prima
difficile fase del rapporto con il femminile/materno si riferisce il simbolo della Bella
Bambina Morta: la bella Bambina con i capelli turchini è la prima figura femminile che
compare nel romanzo, se si eccettuano le figure del teatro dei burattini, e mostra subito
di avere qualcosa di familiare con Pinocchio, appare infatti come una bambola, parla senza
muovere le labbra e la sua vocina pare arrivare dallaltro mondo
La Bambina
aspetta la bara che la porterà via: lanima bambina, sorella di Pinocchio è
morta ed è totalmente impotente: non riesce o meglio non vuole aprire la porta della
casina nel bosco e offrire a Pinocchio quella ospitalità che potrebbe salvare il
burattino inseguito dagli assassini. |
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Questa
apparizione rivela a Pinocchio che non può più tornare indietro (la sua fase di
innocenza infantile è definitivamente conclusa), anche se il pericolo che corre adesso è
quello di non poter più nemmeno andare avanti, ed infatti di lì a poco finisce impiccato
alla Quercia grande, proprio a rappresentare il suo stato di totale impotenza psichica. |
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Il rapporto
con il lato maschile della personalità è il primo che viene vissuto dallo scrittore: la
nascita di Pinocchio avviene per mano della creatività maschile simboleggiata da un Sole
in quinta in Sagittario (si tratta di un Sole potentemente creativo in quanto trigono a
Plutone in Ariete e sestile a Marte in Acquario, anche se la sua creatività è
indifferenziata, onnipotente ma ancora priva di uno scopo preciso, come quella di un
bambino). |
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Anche se nel
tema di Carlo Collodi non abbiamo uno scontro diretto tra valori mercuriali e valori
saturniani (come ci si potrebbe aspettare da unopposizione tra Saturno e Mercurio ad
esempio) tuttavia vediamo campeggiare una Luna fortemente mercurializzata dal segno e
dalla casa in cui si trova e dal rapporto del luminare con il pianeta, mentre Saturno si
trova in Cancro e in dodicesima in rapporto dinamico con Giove, Plutone, Venere e Nettuno.
Il potente freno di Saturno agisce così da deterrente tanto sulla feconda ed estrosa
opposizione Giove/Plutone tra terza e nona casa, quanto sulla pudica, timida, riservata e
quasi monastica congiunzione Nettuno/Venere in Capricorno e in sesta. |
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Nel racconto
di Pinocchio il lato Senex della personalità è rappresentato da due personaggi: Mastro
Ciliegia e Geppetto, il primo assolutamente castrante e rifiutante, mentre il secondo, pur
rappresentando il genitore normativo, è comunque lartefice della
nascita del burattino e acquista quindi qualche valenza solare. La prima considerazione
che possiamo fare è che Pinocchio viene alla luce da una dimensione che è solo maschile
e che i due uomini sono entrambi anziani. |
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Mastro
Ciliegia è il primo ad entrare in relazione con lui ma, spaventato nel sentire la vocina
che gli dice Non mi picchiare tanto forte, reagisce violentemente,
sbatacchiando il pezzo di legno da tutte le parti e cadendo a terra morto di paura quando
la stessa vocina, reagendo alla pialla, comincia a ridere chiedendogli di non fargli
troppo solletico. Mastro Ciliegia, quindi, dimostra la propria inadeguatezza di fronte
allesuberanza del pezzo di legno, che viene ceduto con un certo sollievo a Geppetto. |
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Psicologicamente
quindi abbiamo una dimensione Senex (vecchiaia) assolutamente rigida e cristallizzata, con
una visione eccessivamente materialistica della vita: Mastro Ciliegia avrebbe voluto
utilizzare il pezzo di legno per fare una gamba ad un tavolo; ci troviamo di fronte,
quindi, ad unimmagine di staticità, di mancanza di creatività e soprattutto ad una
incapacità di interagire e di intuire lenergia bisognosa di essere canalizzata
della dimensione Puer con tutte le sue potenzialità. |
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Questa
dimensione Senex corrisponde bene alla posizione di Saturno nel tema dello scrittore:
Saturno in Cancro in dodicesima, privo di riscatti e in rapporto dinamico con Nettuno; e
Nettuno è proprio il pianeta che Saturno teme di più perché ha il potere il
dissolverlo. Nettuno tende a sciogliere tutti gli arroccamenti che fa Saturno e quindi la
persona, soprattutto se è razionale, sente che sta per perdere la testa. Anche nel mito
era Nettuno che aveva il potere di sciogliere la pietra. |
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Saturno qui non molla mai gli ormeggi per paura di perdere il
controllo su di sé, di essere sopraffatto dallemotività. |
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Alcune persone
con questo tipo di Saturno tendono a divorziare dallinconscio, inibiscono anche
molto di quello che cè di positivo nel regno della propria interiorità,
soprattutto il bisogno di riconnettersi con il mondo simbolico che è potente in ognuno di
noi. Con un Saturno con questi aspetti, anziché sperimentare con gioia la sensazione di
immergersi dentro qualcosa di più grande di sé, si tende a vedere con orrore ciò che
accadde, pensando che in questo modo sarà la propria individualità a venire distrutta.
E come se Saturno qui agisse una sorta di repressione del sublime, cioè ha
sempre paura di lasciarsi andare e quindi non riuscire più a controllare quello che
succede. Queste persone soffrono di paure di perdersi, si sentono in colpa e sentono che
cè un qualcosa allinterno che impedisce loro di lasciarsi andare, come se
facendolo venissero distrutte. |
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Lopposizione di Saturno a Venere e la quadratura di Saturno
a Giove complicano ulteriormente le cose: le paure psicologiche più profonde sono
difficili da rintracciare, lasciano un senso di dubbio, di mancanza di stima che può
impedire la fiducia di sé. |
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Molti problemi del genere con questo Saturno possono essere
relativi al periodo prenatale, in cui sicuramente si possono essere avvertite situazioni
di rifiuto, di non accettazione, simboleggiate nel caso della nascita del burattino dal
difficile rapporto con Mastro Ciliegia. |
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Se le acque dellutero non sono chiare, ma sono torbide, da
adulti tenderemo a resistere a tutto ciò che si collegherà a questo tipo di esperienza.
Nellutero cè questa sensazione di indifferenziazione, e di essere immersi nel
tutto. La paura di Saturno in questo caso può essere la paura di riaffrontare una
situazione in cui ci si sente immersi. |
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E
importante per le persone con Saturno in questa posizione scoprire cosa può essere
successo in questa fase. A volte può essere una difficoltà di gestazione ad aver messo
in dubbio la capacità di farcela; può essere che la madre non volesse il figlio in quel
periodo oppure che non avesse una buona situazione economica e che avesse paura di
affrontare questo tipo di esperienza oppure che avesse una situazione difficile con il
marito. Comunque, per una qualsiasi ragione, si è registrato che la vita non era così
facile. |
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La quadratura
di Saturno con Plutone può far crescere il bambino ansioso su molte cose, quasi con sensi
di colpa per essere ancora vivo, e quindi indurlo a mantenere uno scarso senso relazione
con il resto della vita, una condizione in cui il senso di colpa spesso si associa alla
sensazione innata di essere responsabile dei problemi altrui. |
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Il soggetto
con un Saturno così difficile ha un innato terrore dellintimità, e questo nasce
dalla sensazione della paura di perdere lidentità, e quindi di venire in qualche
modo inglobato. Crede di poter mantenere la propria autonomia solo se si mantiene ben
separato dagli altri e spesso si sente affermare che tutto ciò che fa nella vita va a
finire male, ed è proprio questo senso di fallimento interno che andrebbe
esplorato perché può impedire la riuscita di molte realizzazioni esterne. Finché il
soggetto non affronterà queste paure, lintero mondo delle emozioni e dei sentimenti
potrà essergli precluso. |
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Geppetto ci
rimanda invece unimmagine di Senex più evoluta, più aperta: intuisce le
potenzialità del pezzo di legno, immagina di costruire un bel burattino che sappia
cantare e ballare, con il quale girare il mondo e guadagnarsi un tozzo di pane.
Però, pur riuscendo a plasmare il pezzo di legno e ad insegnargli a camminare, non riesce
a gestirlo e cade egli stesso vittima dellesuberanza di quella dimensione infantile
che dimostra anche tutta la sua irriverenza. |
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Perché
Pinocchio compie tutte queste monellerie, spesso gratuite, a volte anche pericolose per
sé stesso e per gli altri? |
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La risposta
che possiamo dare è che Pinocchio, come tutti i bambini nella fase neonatale, e come
molti adulti anche molto tempo dopo, è globalmente immerso nellinconscio,
parola talmente abusata in questi giorni a tal punto che non esprime più niente. |
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Non sappiamo
più che cosa significhi essere immersi nellinconscio: faceva molto effetto quando
lo diceva Freud, quando linconscio era unacquisizione nuova, ma adesso che
inconscio lo diciamo ogni tre parole (si vede che inconsciamente non
sarò voluto andare ecc.) allora dobbiamo chiederci che cosa significhi che
Pinocchio è prepotentemente immerso e talvolta travolto dalle proprie energie inconsce. |
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Ne abbiamo una
descrizione didascalica, piacevole a leggersi ed estremamente illustrativa: Pinocchio è
immerso nellinconscio perché fa esattamente quello che fa
e cioè cosa
fa? Uno dei capitoli dopo la sua nascita si intitola prime monellerie di
Pinocchio: la prima cosa che fa è scappare di casa, si sottrae cioè da un ambiente
chiuso, limitante, che in qualche modo lo costringe (i termini più ricorrenti in
Pinocchio, ad una statistica linguistica, sono quelli che hanno che fare con il movimento,
con il correre, con la velocità, con il darsela a gambe ecc.). |
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Questo
innanzitutto, nel caso di Pinocchio, significa essere presi dallinconscio:
significa, come fanno molti bambini, essere costretti a muoversi indipendentemente da un
fine. Se voi osservate i bambini noterete che non corrono per andare da qualche parte, ma
fanno una corsa per il piacere di correre, non sanno perché corrono e non sanno dove
corrono: questo è linconscio, questo non sapere dove sto correndo e perché sto
correndo, esattamente come fa Pinocchio. |
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Pinocchio è
estremamente suggestionabile e questo è un altro aspetto dellinconscio
dal fascino anche un po ingenuo del nuovo; Pinocchio fa delle buone promesse,
quelle che facciamo un po tutti noi, ma viene immediatamente sedotto da una musica
di pifferi e di grancassa, e immediatamente si ritrova fra tanti burattini come lui, che
sono una delle rappresentazioni più belle delle forze caotiche, scoordinate, inconsce, e
riesce a seminare scompiglio anche qui. Quando entra nel Teatro dei Burattini succede una
mezza rivoluzione, si interrompe lo spettacolo, i burattini dal palco lo riconoscono, pur
senza averlo mai visto, e gridano: ecco il nostro fratellino!; e Mangiafuoco
comincia a dare i numeri perché tutto lo spettacolo subisce questo scompiglio. |
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Ecco: lo
scompiglio, il caos, lo scoordinamento, la mancanza di una pianificazione, di un disegno
unitario
ecco che cosa significa essere assorbiti dalle energie inconsce. |
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Pinocchio, in
questo suo essere preda dellinconscio, potrebbe entrare nel ruolo del cosiddetto
briccone, dove il briccone non è propriamente un cattivo, ma chi ne combina
di tutti i colori, con un certo gusto della presa in giro. Prima di essere un antisociale
è un burlone: ci narra infatti Collodi che la bocca non era ancora finita di fare,
che cominciò subito a ridere e a canzonarlo
Comincia lesautorazione
del padre, accentuata dal contegno di Geppetto con il suo fingere di non
avvedersene. Fatte le mani, Pinocchio afferra la parrucca gialla del padre e,
continuando a canzonarlo, se la mette in testa a dimostrargli la sua inadeguatezza, la
falsità del suo essere, del suo pensiero, messo a confronto con un pensiero più
autentico, schietto, anche se ancora grezzo. Poi, appena fatti i piedi e imparato a
camminare, dopo avergli assestato un bel calcio sul naso, scappa via e la sua corsa
sfrenata sarà fermata solo da due carabinieri che alla fine, però, influenzati dalle
grida di aiuto di Pinocchio che non vuole tornare a casa dal padre e influenzati, ancora,
dai commenti del capannello di gente che nel frattempo si è radunata, metteranno in
prigione Geppetto. |
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Ecco Pinocchio
in questo ruolo di Burlone, che è una dimensione fondamentale del nostro sviluppo. Se ci
si consente una rapida incursione nella mitologia greca, tutti i grandi personaggi che
hanno percorso la strada dellautorealizzazione hanno attraversato un passaggio di
Burlone: è accaduto così a Pan, che girava per i boschi insidiando le ninfe e facendo un
uso scanzonato della sessualità. |
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Ma sgomberiamo
subito il campo dalla questione centrale del naso fallico di Pinocchio:
lassociazione tra il suo naso e il fallo è tra le più diffuse, ma non ci pare
così scontata, anche perché pene e fallo non sono la stessa cosa; figurativamente sì,
sono sempre la stessa appendice, ma da un punto di vista simbolico il primo è
strettamente associato con lattività sessuale. Orbene, tra tutte le marachelle che
Pinocchio combina non cè una che abbia unevocazione sessuale: non gioca
neppure al dottore, come fanno tutti i bambini, quindi sarebbe il caso di dire che è più
un bravo ragazzo di tanti nostri bambini! |
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Sembra quasi
che nella scissione Luna/Plutone lo scrittore abbia deciso di rimuovere completamente
Plutone per vivere solo la dimensione lunare e mercuriale inconscia, forse perché le
connotazioni sessuali che sono passate attraverso la figura materna sono state vissute dal
soggetto in modo particolarmente angoscioso. E allora che cosa ci sta a fare questo naso
fallico così prominente, così ostentato, così esuberante? E lespressione
direi proprio priapica di questa vitalità esuberante, sconvolgente, strafottente,
che si rifiuta di essere incanalata, così come la sessualità di Priapo rifiutava di
essere incanalata in qualcosa di ordinato e soprattutto di preordinato. |
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Una delle
prime cose che Pinocchio fa è ridere. Ed è la risata di chi prova gusto
nellespressione della propria vitalità. Uno dei più noti Bricconi
dellantichità classica fu Dioniso, il contraltare di Apollo, dio molto più
serioso, più etereo, sublime, mentre Dioniso era il dio dei Baccanali e durante i riti di
Dioniso era obbligatorio darsi alle risa (e per ridere di più ci si sbronzava...). Un
altro famoso Briccone fu Mercurio, che riuscì a combinare scherzi a tutti i fratelli, dei
dellOlimpo, riuscendo di solito a far ricadere la colpa su qualcun altro, come
spesso accade a Pinocchio. |
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E fu Briccone
anche il Figlio di tale Giuseppe della cui infanzia noi sappiamo poco, a differenza di
quella di Pinocchio, ma che secondo i Vangeli apocrifi marinava sistematicamente la scuola
e scappava da casa (un giorno che lo rincorrevano, esattamente come accadde a Pinocchio
dopo che era stato accusato delluccisione di Eugenio, si travestì in modo da
depistare coloro che lo stavano cercando). Nei Vangeli sinottici abbiamo un unico vago
accenno a queste situazioni ed è quella fuga dai genitori, quando i genitori si accorsero
due giorni dopo che non cera più e tornarono indietro a cercarlo e lo trovarono che
era rimasto nel Tempio ad ammaestrare i sacerdoti. |
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Pinocchio è
proprio il prototipo di questa fase, di questo stadio, di questa componente di Briccone
che abbiamo avuto tutti dentro di noi, e che a ciascuno di noi auguriamo di aver
conservato almeno in parte. Una parte che potremmo riassumere in una forza vitale
incontenibile, esuberante, nella capacità di ridere, nel rifiuto dellordine (tutti
i ragazzi che vivono più marcatamente di noi questa dimensione del briccone, si trovano
in uno scontro frontale con i genitori riguardo alla questione dellordine delle
proprie camere). Una parte che vive fuori dal tempo: Pinocchio, come la gran parte dei
nostri ragazzi e di coloro che vivono più in sintonia con questa dimensione del Briccone,
esce due minuti per tornare quattro mesi dopo; dice alla fata vado a salutare un
attimo i compagni e li invito per domani e andrà finire nel Paese degli
Acchiappacitrulli, verrà messo in carcere, poi tornerà indietro, non troverà la Fata
ecc., ricomparendo, a occhio, almeno quattro mesi dopo. |
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Anche nel tema
di Collodi, ad una dimensione infantile, esageratamente aperta, si contrappone la
dimensione della vecchiaia, esageratamente chiusa, impotente, rinunciataria e non
autentica. Manca la dimensione solare della maturità: il figlio dovrà andare incontro al
padre per conquistare la dimensione adulta e il padre dovrà andare incontro al figlio per
recuperare il suo bambino interiore (Sole e Mercurio in casa quinta). A questo punto
potranno brillare anche le qualità positive di Saturno, come riconoscere i propri limiti,
laccettazione delle responsabilità e dei doveri verso noi stessi, ma questo
equilibrio trai i due poli Senex e Puer verrà raggiunto solo dopo lincontro con
lAnima, con il femminile, rappresentato dalla Fata dai capelli turchini, la prima ed
unica figura femminile che appare nel racconto. |
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Il primo
incontro avviene quando Pinocchio sta scappando dalle grinfie del Gatto e della Volpe che,
travestiti, lo inseguono per rubargli gli zecchini doro: una bella rappresentazione
delle tentazioni di scorciatoie per un facile successo che Giove in opposizione a Plutone
e in quadratura a Saturno regalano al soggetto. Eppure, nonostante la pretesa amoralità
di questo Briccone, Pinocchio ha sempre dentro di sé la capacità di provare empatia nei
riguardi degli altri, di provare commozione e riconoscenza, salvo poi dimenticare di lì a
poco i buoni proponimenti fatti sulla tomba della Bella Bambina morta di dolore per
labbandono del fratellino Pinocchio, o davanti a Geppetto in maniche di camicia per
aver venduto la giacca per comprargli un libro. La posizione di Giove non del tutto lesa
fa sì che Pinocchio dimostri sempre quel sagittariano buon cuore che sarà
alla base della costituzione del suo senso etico e del suo riscatto finale. |
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Pinocchio
riesce a difendersi dai propri istinti inconsci rappresentati dal Gatto e dalla Volpe, pur
senza averli riconosciuti, staccando addirittura con un morso uno zampetto al gatto e,
dopo leuforia iniziale per lo scampato pericolo che lo porta a ridere e a saltare
gioioso, comincia a perdersi danimo, si affaccia la paura e cade in un pianto di
disperazione (anche qui troviamo quella pericolosa oscillazione tra stati danimo
opposti ben descritta da Hilmann a proposito del Puer), fino a che intravede nel buio una
casina bianca. Inizia a correre velocemente e, quando dopo due ore finalmente la
raggiunge, comincia a bussare, a dare calci e testate, ma la porta rimane chiusa. Si apre
invece una finestra, da cui si affaccia una bella Bambina coi capelli turchini e il viso
pallido come la cera, che annuncia con una vocina che pare venire dalloltremondo:
In questa casa non cè nessuno, sono tutti morti
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Questa
crudeltà della bambina che non presta soccorso a Pinocchio, lasciandolo nel pericolo di
essere ucciso, ci ha probabilmente inquietati tutti da piccoli, ed è stato oggetto di
discussione approfondita per chi ha voluto dare uninterpretazione psicologica della
favola. Ma forse è proprio questa crudeltà, questa situazione dolorosa di rifiuto che
spinge Pinocchio sulla strada della sua vera iniziazione. Ricade infatti nelle mani del
Gatto e della Volpe che lo impiccano al ramo della quercia grande. Questo è
il primo momento fondamentale di trasformazione: per rinascere occorre prima morire,
per ricominciare a vivere occorre vivere fino in fondo lesperienza della solitudine
e dellabbandono. Molti studiosi della simbologia di Pinocchio hanno visto nel suo
grido prima di morire, Oh! Babbo mio se tu fossi qui!, il grido di Gesù sulla
croce: Padre mio, Padre mio, perché mi hai abbandonato?
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Con questo
gesto estremo si chiude la prima parte della Storia di un burattino e da
adesso in avanti cominciano le vere e proprie Avventure di Pinocchio. |
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In realtà il
trigono della Luna a Marte rappresenta nel tema dello scrittore il rapporto con una madre
volitiva, competitiva, con la quale il soggetto ha dovuto lottare per conquistare il
proprio spazio vitale, che solo se sfidata e vinta diventa accogliente e nutritiva. Questo
tipo di tensione psicologica ha creato nellinfanzia un surplus di dispendio
energetico ed emotivo che molto spesso rimane anche nel soggetto adulto e che non potendo
essere più canalizzato nellirrequietudine e nella vivacità infantile, diventa
difficile da gestire, a tal punto che pare sia uno dei canali che favoriscono la comparsa
di capacità extrasensoriali. |
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Lopposizione
della Luna con Plutone rende ancor più difficile e drammatica lintesa con la Madre
che viene veramente vista dal soggetto come padrona di un potere occulto e potenzialmente
distruttivo, simile a quello della Grande Madre Mediterranea, che non a caso era
anchessa chiamata Signora delle Fiere, così come anche la nostra Fata
dai Capelli Turchini si rivelerà essere la Signora degli Animali. |
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Lunione
simbiotica con la madre si rivela qui impossibile e la mancanza di questa fondamentale
fase di crescita psichica rende difficile il passaggio ad una realtà psicologica che non
sia colorata di dipendenza, sottomissione e violazione della fiducia in sé stessi. Le
esperienze dolorose nel rapporto con il potere materno rappresentate da questa opposizione
possono dare una scissione interna fra sessualità che è il mezzo attraverso cui
può avvenire lunione e laffettività. E quindi si trovano persone che
operano sempre una separazione, cioè si uniscono da un punto di vista sessuale perché la
sessualità diventa lunico strumento per avere unintimità, ma non vogliono
laltro tipo di intimità. |
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La profonda
ferita che si è verificata nel momento della separazione dalla madre dà al soggetto la
sensazione che qualunque cedimento emotivo a favore dellaltro equivale a consegnarsi
in balia del suo potere e di conseguenza laltro farà di lui quello che vorrà. La
dinamica è sempre quella simbiotica: più sono attaccato allaltro, più
laltro avrà potere su di me, ed in più io lo odierò per il potere che avrà su di
me. Quindi, tutte queste dinamiche possono portare la persona con una lesione plutonica
alla Luna a concedersi soltanto sul piano fisico-sessuale e ad evitare invece qualsiasi
condivisione a livello emotivo, mentre la Luna è un pianeta dAcqua e richiede la
soddisfazione di bisogni anche livello emotivo, non solo fisico o razionale. |
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Con questa
lesione lunare, la fase infantile è stata vissuta con apprensione, con angoscia e con un
senso di perdita, ragione per cui la persona sarà perfettamente strutturata a difendersi
proprio da ciò che gli altri potrebbero dargli, soprattutto da qualsiasi apertura che lei
potrà concedere, imparando a manipolare gli altri così come lei è stata manipolata.
Rinascere in qualcosa di diverso come potrebbe essere una relazione adulta, significa che
prima occorre affrontare la morte dellIo, e questa è una paura quasi atavica per
questa Luna che ha bisogno di trattenere e di possedere tutto quello che può. |
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Per questo Pinocchio dovrà essere impiccato alla Quercia Grande,
quale simbolo universale dellAlbero della Vita, per questo dovrà affrontare e
cedere davanti a tutte quelle dinamiche emotive che si sforza di tenere sotto controllo e
sarà quindi sopraffatto da tutti gli istinti possenti che sono alla base delle nelle
dinamiche plutoniche: rabbia, odio, distruttività, impotenza. Il mito ci parla di Eros e
Thanatos (Pathos) come dire che Amore e Morte, Amore e Sofferenza, sono innegabilmente
legati in qualche modo. |
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La seconda
parte del racconto comincia con la riapparizione della Fata, viva, che manda il suo cane
Medoro a prelevare Pinocchio, lo porta nella sua casa e dopo il consulto medico e la
diagnosi di non morte (quindi simbolicamente il riconoscimento che Pinocchio è pronto per
accogliere il principio femminile), la Fata può finalmente intervenire concretamente
iniziando il suo ruolo terapeutico. |
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Pinocchio si
smarrirà ancora molte volte, a testimonianza che anche quando si ha lintuizione di
quello che deve essere il nostro percorso, le ricadute sono comunque inevitabili. Ma a
questo punto la Fata sarà sempre presente (la dimensione Anima ormai è stata contattata
e sarà quindi sempre possibile recuperarla), anche se non farà mai niente per evitargli
nuovi sbagli e nuove paure, non gli indicherà il percorso che deve compiere per diventare
un essere umano, ma lo lascia andare perché trovi da solo la propria strada. |
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Ritroveremo
ancora la Fata nel Paese delle Api industriose, a cui Pinocchio arriva
allontanandosi dalla spiaggia dove ha visto il suo povero babbo annegare in mare. In
questo paese, mosso dalla fame, fa lesperienza che per mangiare e soddisfare questa
esigenza si deve impegnare, deve lavorare: sedotto dalle promesse che gli fa una
buona donnina di cose buone da mangiare se solo lavesse aiutata a
portare a casa una brocca di acqua, Pinocchio finalmente accetta il peso della fatica e
giunto a destinazione, oltre alle varie leccornie, ritrova la sua Fata che gli si svela
dicendogli: Mi lasciasti che ero bambina e mi ritrovi donna, tanto donna che ti
potrei fare quasi da mamma. Non più bambina morta quindi, non più sorellina, ma
una madre che finalmente sa nutrirlo. |
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Da questo
momento in poi le vicissitudini di Pinocchio non saranno più una serie di esperienze da
cui non riesce a ricavare alcun insegnamento, come succedeva nella prima parte del
racconto. Adesso da ogni esperienza tratterrà qualcosa che gli servirà per la volta
successiva (sviluppa quindi la capacità di assimilare lesperienza) e il simbolo
della Fata sarà sempre presente. La ritroveremo alla fine, in una dimensione eterea:
compare in sogno a Pinocchio per annunciargli che finalmente può diventare un bambino. E
questo avviene dopo unaltra serie di ricchissime vicissitudini: dal rischio di
essere fritto in padella come un pesce, alla trasformazione in asino nel Paese dei
Balocchi, alle sue performance nel circo come ciuchino. |
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Nel circo, una
sera, a metà di uno spettacolo, alzando gli occhi il ciuchino Pinocchio vede nel palco la
sua Fata, nei panni di una bella signora ingioiellata, che lo guarda con profonda
tristezza. A causa di questa emozione il salto nel cerchio infuocato non riesce e
Pinocchio si azzoppa; viene così venduto per 20 soldi a un nuovo proprietario che lo
getta in mare per affogarlo e ricavare dalla sua pelle un tamburo per la banda musicale
del paese. Con questa immersione nellelemento Acqua, che è lelemento
trasformatore per eccellenza, Pinocchio perde la sua pelle dasino e ritorna ad
essere burattino. |
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A Pinocchio
immerso nei flutti appare, su uno scoglio, una bella capretta dal manto turchino che
belando sembra volerlo mettere in guardia dal pericolo di essere ingoiato dal pescecane.
La Capra nella mitologia è il simbolo della Grande Madre. La Capra Amaltea, infatti, fu
la nutrice di Zeus. La Capra turchina che compare sullo scoglio ha quindi una funzione di
soccorso, vorrebbe infatti aiutare il burattino ma non ci riesce. Ancora una volta,
proprio non prestandogli aiuto, lo spinge verso il compimento del proprio destino: per
progredire Pinocchio deve superare la prova dellacqua nel regno di Nettuno e la
discesa agli inferi nel regno di Plutone, rappresentato simbolicamente dal ventre del
pescecane dove, finalmente, ritroverà il padre. |
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La comparsa
della madre del mondo quindi, preannuncia il ricongiungimento con il padre. |
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Il richiamo a
Dante non è casuale. Esiste unanalogia tra le due opere: sono tutte due la
descrizione di un viaggio iniziatico. Le avventure di Pinocchio, come la Divina Commedia,
sono opere polisense, hanno cioè più significati: oltre al significato
letterale cè un significato più nascosto, più ermetico, simbolico; ed è solo
questo tipo di linguaggio che può esprimere una verità non spiegabile a parole, ma il
cui senso viene percepito, da ognuno a proprio modo, mediante lintuizione e la
sensazione. |
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La storia di
Pinocchio, quindi, è la metafora di un viaggio di iniziazione delluomo che da una
condizione di inconsapevolezza deve arrivare a conoscere e a realizzare la propria vera
natura, il proprio mito personale: deve trovare la sua vera strada. |
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Ma in che
punto della vita il nostro Collodi sentì la necessità di scrivere questo racconto così
marcatamente simbolico e psicoanalitico? La stesura dei primi capitoli iniziò nel 1881 e
terminò nel 1883. Lautore aveva cinquantacinque anni, un passato di giornalista di
fama e di impenitente seduttore alle spalle e uno splendido transito di Plutone in trigono
alla Luna di nascita e in opposizione al Sole radicale: se esiste davvero un transito in
grado di trasformare un burattino di legno in un uomo è confermato che non può che
essere un transito di Plutone. |
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Bibliografia: |
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Marcello Carosi, Pinocchio un
messaggio iniziatico, Ed. Mediterranee |
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Giacomo Biffi, Contro Mastro
Ciliegia, Jaca Book |
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Bruno Betthelaim, Il mondo
incantato |
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Rosanna Dedola, Pinocchio e
Collodi, Bruno Mondatori Editore |
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Adriana Mazzarella, Alla ricerca
di Beatrice, La biblioteca di Vivarium |
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Giorgio Manganelli, Pinocchio:
un libro parallelo, Ed. Einaudi |
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Seminari su Mercurio e su Saturno
tenuti da Lidia Fassio a Ravenna nel gennaio 2003 |
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James Hillman, Puer
Aeternus, Ed. Adelphi |
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Collodi, Le avventure di
Pinocchio |
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