IL COUNSELLING


di Ljuba Cordara

Introduzione ad un corso di astrologia

 

 

Desidero dedicare non solo questa lezione introduttiva ma l’intero corso di studi all’amata memoria di due colleghi astrologi e amici miei personali, Mario Zoli e Cleto Salvolini, che hanno lasciato l’umana dimensione da qualche tempo, ma che sono sempre presenti in noi e che ci accompagnano nel nostro lavoro per il quale ci hanno dato non solo preziosi consigli, ma autentici pezzi della loro vita e della loro esperienza, e alla nostra maestra Lidia Fassio che invece per mia fortuna è ancora saldamente in questa dimensione.

Considero queste tre persone degli autentici Maestri, ciascuno a suo modo, perché non ci hanno dato solo informazioni di cultura astrologica, ma carne della loro carne e sangue loro, e noi bevendo il distillato delle loro esperienze abbiamo bevuto un vino che conteneva non solo il ricordo del grappolo d’uva ma anche la forza della vite che lo aveva prodotto e il calore del sole che lo aveva fatto maturare.

Ciò che distingue un Maestro da un insegnante è il fatto che, mentre l’insegnante, per quanto dotto quant’altri mai, ripete più o meno meccanicamente quello che ha a sua volta letto in un libro o imparato da altri come lui, il maestro invece trasmette come e perché quei concetti che illustra si sono incarnati nella sua esistenza e in quale esperienza di vita sono stati da lui elaborati.

E’ chiaro che trasmettere esperienza mette in gioco sé stessi molto di più che fare una relazione accademica: ci si espone in prima persona, si entra in rapporto con l’altro, si avvia una relazione interpersonale in cui avviene uno scambio e quindi mi scuserete se qualche volta parlerò di me, anzi mi metterò all’asta come faceva periodicamente Gassman, sperando che questo esercizio mi porti la stessa longevità professionale e fisica che ha portato a lui.

 

Quando a questo corso l’avevo all’inizio considerato “un atto dovuto” secondo la formula che i Pubblici Ministeri usano quando inviano un avviso di garanzia particolarmente scomodo a qualche personaggio particolarmente influente, e a ciò mi vedevo costretta dal dilagare di un mare di banalizzazioni dell’astrologia, a cui ho assistito negli ultimi tempi, un marasma di puttanate astrologiche infilate tra quiz televisivi e previsioni del tempo, un sapere antico fatto a pezzettini e rimontato come una Disneyland per consumatori distratti, che infilano una monetina e ottengono un responso su amore lavoro salute… Se in quattro millenni l’astrologia ha affrontato persecuzioni e scomuniche, oggi è vittima di un paradossale successo: il ritorno degli astromanti, o meglio degli astronzologhi, ha generato un giro d’affari calcolato intorno ai 1500 miliardi di lire l’anno, molti dei quali rigorosamente in nero.

Per questo sono invalsi tanti pregiudizi nei confronti dell’astrologia, da quelli degli scienziati in TV a quelli del vicino di pianerottolo, alle perplessità degli organi ufficiali deputati a fare cultura, tutti pronti a scambiare l’astrologo per un mago vendifustini a un tanto a talismano. Ma quella di fare i soldi in questo modo è la tentazione a cui l’astrologo Thomas Beckett resiste più facilmente: se la vostra intenzione, nell’avvicinarvi all’astrologia, è quella di fare soldi a questo modo, non vi serve un corso, bastano un paio di libri per imparare qualche termine d’effetto, astruso e altisonante, un po’ di faccia tosta che vi consenta di improvvisare e il gioco è fatto, i clienti non vi mancheranno e i soldi neppure.

In seguito ho pensato a questo corso come atto d’amore verso l’astrologia in generale, quella disciplina che ha bruciato la giovinezza di Marsilio Ficino, filosofo neoplatonico, e ha confortato la vecchiaia di Tycho Brahe, astronomo di Rodolfo II, ma anche qui si prospettava un ulteriore tentatore. La tentazione è quella di fare del counselling (termine d’impatto per indicare le consulenze, dalla scelta del lavoro a quella del partner) come una forma di potere sulle vite e sulle anime degli altri, potere per il quale qualcuno di noi è disposto a rinunciare ai compensi, pur di soddisfare una passionaccia narcisistica, venata da sfumature filantropiche.

In realtà è un potere immenso quello che i consultanti consegnano nelle mani dell’astrologo: ci danno le loro sconfitte, i loro dubbi, le loro speranze, e in cambio richiedono vera partecipazione; fingere di capire o dimostrare una generica solidarietà è un delitto, le persone che si rivolgono a noi ci danno l’anima e noi dobbiamo dare in cambio una partecipazione che ci consenta di stare fuori quel tanto che ci permette di essere obiettivi e dentro quel tanto che ci consente di essere utili. Se è la curiosità per le vicende altrui, la possibilità di brillare nei salotti e di essere ricercati in società e la prospettiva di acquisire potere sull’anima degli altri che vi induce a fare questo corso, vi posso indicare la strada maestra che conduce a questa iniziazione che è quella della porta di questa stanza, percorsa nel senso dell’uscita ovviamente.

Il terzo tentatore, sempre più subdolo e misconosciuto, è quello che prospetta all’aspirante astrologo la possibilità di emergere socialmente in un campo dove non esiste un controllo ufficiale da parte dell’Accademia intesa come Università statale e tutto pare lasciato alla buona fede individuale, un ambiente nel quale ci si può fare largo con rapidità e ascendere in fretta ai vertici della piramide, una brillante alternativa ad un lavoro noioso, ad una carriera frustrante o ad una vita quotidiana deludente. In questo caso mi incorre l’obbligo di ricordare che l’ambiente accademico – anche questo ambiente accademico – è sanguinosissimo, pieno di lotte intestine e sgambetti per la carriera, solo che mentre un primario ospedaliero o un professore universitario che aspiri ad un rango più elevato può permettersi di stangare gli avversari senza che la medicina o la letteratura abbiano a soffrirne, un astrologo che denigri un altro astrologo getta discredito su tutta la controversa disciplina. Quanto al successo nel campo delle pubblicazioni posso dirvi che valgono le stesse misteriose regole inerenti al successo letterario: i libri del grande Balzac si vendevano come panini, mentre Proust altrettanto grande ha sempre dovuto pubblicare in proprio.

I pochi presenti le cui motivazioni per seguire un corso di astrologia ancora reggono, saranno sottoposti alla quarta tentazione, quella che per Thomas Bechett equivale alla tentazione più misteriosa di tutte: la tentazione della santità.

Il discepolo mi può quindi anticipare che viene a chiedere il pane degli angeli solo per conoscere se stesso e gli altri, motivazione di tutto rispetto, con la quale non posso che dimostrarmi completamente solidale. Ma attenzione, io non posso promettervi che avrete di colpo un’illuminazione totale, stile San Paolo sulla via di Damasco, quella che vi promettono certi profeti che hanno male interpretato il fermento New Age di fine millennio e vi propongono uno suadente armamentario cultural-filosofico-esoterico capace di produrre una portentosa marmellata spaziale di zodiaco e Tao, aromaterapia e sciamanesimo, tecniche di autorealizzazione e Feng- Shui, Nostradamus e Reiki. Cosparsi di questo magico unguento potreste acquisire superpoteri cerebrali e fisici, pari a quelli di Superman, produrre miracoli con cui piegare la sfiga esistenziale, procacciare angeli o demoni disposti a dare una mano, ma acquisendo questi poteri sovrumani rischiereste di perdere di vista il vostro potenziale umano in quanto, come ci dice Jung, “per trascendere l’Io bisogna averlo prima strutturato”.

Che cosa vi propone invece l’astrologia? una non meno conturbante conoscenza profonda di se stessi, del proprio carattere, e di quello di coloro che ci circondano e del tempo nel quale ci muoviamo, ottenuta a prezzo di una disciplina e di uno studio costanti nel tempo e formativi per il carattere. Il percorso che vi propongo è un viaggio alla scoperta del potenziale che c’è in noi, e come ogni viaggio ha un suo inizio e una sua meta; ma qui non è tanto importante raggiungere la meta quanto gli accadimenti e le scoperte che faremo in questo viaggio.

 

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