ISABELLA ORSINI

 

Astrologa ed Erborista, visse in Maremma nel Cinquecento. Processata più volte per stregoneria e più volte assolta,  dopo una confessione estorta con la tortura fu condannata al rogo, ma la notte precedente si suicidò in carcere con un colpo di chiodo alla gola.


L’idea che un nome storico-mitologico rispecchi una personalità non è probabilmente vera se non nell’iconografia popolare; ma sono certa che il mio carattere si rifletta comunque nei criteri che mi spinsero alla scelta di questo nickname, che con gli anni si è radicato a tal punto da sostituire o quasi il mio nome di battesimo.
Sono particolarmente grata a Mary Olmeda – che ho il piacere di conoscere personalmente fin dai tempi della creazione della sua Mailing List Convivio Astrologico – per l’ospitalità offerta ai miei studi sul suo sito.
Malgrado la mia formazione rigorosamente classica ed umanistica – o forse proprio perché per anni ho lavorato professionalmente con la creazione e la trasmissione degli archetipi – il mio approccio all’Astrologia tende ad essere il più scarno possibile dal punto di vista teorico, privilegiando al massimo lo studio pratico: sono fermamente convinta che sia la pratica quel che deve guidare ed adattare a se stessa la teoria, e non viceversa, e questo vale per me in ogni caso, ma è diventata la mia prassi abituale da quando faccio ricerca sugli Asteroidi (dall’inizio degli anni Novanta mi occupo di quelli della Fascia principale tra Marte e Giove, dal 2001 ho iniziato ad occuparmi dei Centauri e dei Transnettuniani).
Sono vegetariana, animalista ed antispecista da prima ancora di conoscere il significato e le implicazioni di queste scelte, ed esistenzialista da quando sono capace di intendere e di volere, per quanto affascinata dalle correnti di pensiero successive. Ed anche se l’idea di avanzare con lo sguardo fisso nel futuro mi esalta, non credo affatto che l’Umanità riesca a farlo. Credo piuttosto che – come sostenevano i Greci – l’Umanità non possa se non camminare volgendo la schiena ad un futuro che non conosce e può solo immaginare e progettare, con lo sguardo rivolto all’unica cosa che può veramente conoscere (sempre che non scelga di camminare ad occhi chiusi), cioè il passato. E credo anche che il nostro vivere sia simile a quello di Teseo nel Labirinto: ma non a tutti è stato dato un gomitolo di filo rosso, non tutti vogliono usare il pugnale e non tutti hanno il privilegio di incontrare un Minotauro che ci insegni a fondere insieme uomini, animali e dei.



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