IL MOVIMENTO DEI MOVIMENTI


di Fabrizio Cecchetti

 


Nessuno avrebbe mai potuto immaginare che i tumulti di Seattle, ricca città americana sede della Boeing e della Microsoft, dovevano improvvisamente ufficializzare la nascita di un movimento di protesta sociale così vasto da coprire, con le sue “maglie” telematiche, gran parte della superficie terrestre.

Segnali ed avvisi di un nuovo moto libertario di grandi proporzioni ce n’erano già stati anni prima, ma è nel novembre 1999 che esso esplode in tutta la sua importanza ed estensione, tanto da essere a un certo punto ribattezzato con il nome di “Movimento dei Movimenti”.

Gran parte della gente comune, troppo assorta nei piccoli problemi quotidiani, non è tuttora cosciente della sua esistenza o non riesce a cogliere le sue dimensioni e la sua natura, oppure ne conosce a malapena certi aspetti e anche quelli in modo estremamente confuso, se non addirittura distorto.

Lo si identifica normalmente col nome di movimento “no-global”, efficace ma un po’ deviante, i cui aderenti non vedrebbero l’ora di abbandonarsi a contestazioni violente, ad atti di teppismo pericolosi ed insensati. Qui in Italia, ad esempio, lo abbiamo troppo frettolosamente associato ai fatti di Genova del giugno 2001, dove disgraziatamente, oltre ai danni materiali da guerriglia urbana, la contestazione troppo accesa è costata la vita a un nostro giovane connazionale negli scontri con le forze dell’ordine.

Ma se non è solo pura follia giovanile e voglia di protesta fine a sé stessa, come sostengono molti studiosi della società contemporanea, cos’è allora questo cosiddetto “Movimento dei Movimenti”?

Era, ripetiamo, il novembre 1999 quando i mass-media si accorsero all’improvviso dell’esistenza di una moltitudine di individui, sia giovani che meno giovani, pronta a riunirsi e a contestare duramente le decisioni prese negli incontri delle grandi organizzazioni internazionali; nel caso specifico in presenza di un consesso del Wto, ossia dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Una moltitudine contestatrice sparsa per il globo che ha meravigliato un po’ tutti per la sua modalità di mobilitazione, di darsi appuntamento, di comunicare le proprie idee e le proprie intenzioni in tempo reale, incentrata sull’utilizzo di Internet, sulla famosa rete di comunicazione globale.

Da questo evento shock che rimbalzava sui vari canali mediatici, com’era prevedibile, emerse l’etichetta più sintetica e potente, ma anche falsificante, per definire il nuovo fenomeno: No-Global, appunto. Dietro questa etichetta apparentemente perfetta, calzante e rassicurante in realtà si tentava e si tenta tuttora di classificare tutto un universo molto eterogeneo e magmatico di forze sociali e spinte idealistiche.

Un popolo caleidoscopico che si stava sempre più, questo si omogeneamente, rendendo conto dei guasti che la globalizzazione troppo libera, rapida e selvaggia stava e sta generando nei vari distretti del mondo.

Sotto il coperchio dell’anti-globalizzazione bolle, infatti, un calderone dove coesistono ancora frange anarchiche e ribelli fini a sé stesse, così come frange di utopisti che auspicano di tornare romanticamente al passato e di bloccare quindi il processo in atto di unificazione dei popoli.

Il grosso del movimento, quella parte che ha cercato di organizzarsi meglio, di incontrarsi al di fuori delle contestazioni di piazza e di elaborare delle contro-proposte ragionevoli al neo-liberismo dilagante, in realtà, sembra ampiamente consapevole del valore benefico della globalizzazione. Ma è altrettanto consapevole che questo imponente processo di uniformazione mondiale potrebbe essere un toccasana, e non una calamità, soltanto se i suoi promotori riuscissero e/o volessero concretamente ridistribuire con equità e giustizia la ricchezza e il benessere da esso prodotti.

Contrapporsi alle sacre leggi del mercato, in nome della solidarietà e del rispetto dei diritti altrui, da un decennio a questa parte significa, però, contrastare un processo di trasformazione mondiale di natura prettamente economica e finanziaria che pretende di essere l’unico motore del progresso e della libertà umana nel XXI secolo.

In altre parole, il “movimento” viene percepito dalle strutture del Potere come una sorta di “freno” al cambiamento, di “resistenza” alla liberalizzazione e alla crescita economica planetaria.

Come interpretare astrologicamente il “movimento” impegnato a condurre questo complicato braccio di ferro con il Potere neo-liberista?  

 

La configurazione celeste del 1999-2000

 

Davanti a fenomeni sociali così grandiosi ed innovativi come questo che stiamo trattando la sfida dell’astrologo nel comprendere la logica celeste che li sottendono diventa proporzionalmente più intensa ed avvincente.

Data l’impossibilità di desumere l’ora esatta d’inizio della manifestazione del ’99, in questo articolo non si disquisirà sul tema di nascita del Movimento dei Movimenti ma sul “gioco profondo” dei pianeti da Giove a Plutone che ne ha accompagnato sia il suo emergere, che il suo evolversi.

L’aspetto che più colpisce dello scenario celeste del 1999-2000 è la simultanea presenza di Urano e Nettuno nel rivoluzionario Aquario che si era timidamente preannunciata già nel 1998, con il primo e provvisorio affaccio del più lento nel segno.

Rintracciare nel passato una simultanea presenza nell’Aquario dei suoi due più importanti signori costituisce un’impresa davvero ardua, poiché la realizzazione di un simile evento astronomico si perde probabilmente nella notte dei tempi, agli albori delle civiltà e sicuramente prima della nascita di Cristo.

La rarità del fenomeno celeste ci fa subito supporre due cose. La prima, di ordine più generale, è che forse stiamo vivendo sul serio un’epoca storica di trasformazioni straordinarie, ancora più radicali di quanto si pensi. La seconda è che il Movimento dei Movimenti, caratterizzato da questa doppia presenza aquariana, potrebbe rappresentare davvero uno dei motori sociali più potenti e rivoluzionari della formidabile transizione in corso.

 

Lo scontro fra Aquario e Toro

 

Altro elemento astrologico fondante del movimento è senza dubbio lo scontro tra l’Aquario e il Toro.

Nell’arco del 1999 e del 2000 il recente dominio dell’Aquario è stato, infatti, messo in crisi da una serie di aspetti negativi provenienti dal Toro. Protagonisti della succitata raffica di quadrati scagliati in successione contro Urano e Nettuno in Aquario furono, appunto, i più rapidi ma comunque potenti Giove e Saturno.

Il primo a subire il tiro al bersaglio fu Nettuno, già sottoposto nel ‘98 alle fredde collere di Saturno, e poi anche a quelle più sanguigne di Giove. Il secondo a subirle una dietro l’altra fu naturalmente Urano, spostato una decina di gradi più avanti.

Che cosa dovremmo dedurre osservando questa sfilza di quadrature?

Questa nuova e possente corrente di idee libertarie che sta attraversando il mondo come una scossa elettrica, incarna benissimo sia la forza rivoluzionaria e tecnologica di Urano, sia l’afflato idealistico un po’ utopico di Nettuno, sia il bisogno dell’Aquario di trovare equilibri sociali alternativi ed evoluti.

Tuttavia, indagando meglio il fenomeno di massa, ci accorgeremo che uno degli obiettivi principali dichiarati dal “Movimento” è la difesa sia dell’ambiente naturale che dei diritti delle società rurali tradizionali sviluppatesi nelle varie parti del mondo nell’arco di secoli.

Tale presa di posizione non si concilia né con Urano, né con Nettuno stimolati dal progressista Aquario, semmai con Saturno e Giove nel ben più conservatore segno del Toro.

Tale aspetto, insieme ad altri, del programma “No-Global” ci costringe a rifiutare l’idea di una lettura astrologica troppo semplicistica del fenomeno, secondo cui esiste una parte ben precisa della configurazione celeste del ‘99 riconducibile esclusivamente al “Movimento” (Urano e Nettuno in Aquario) e un’altra attribuibile soltanto alla globalizzazione neo-liberista (Saturno e Giove in Toro).

Le cose non sono evidentemente così semplici come si vorrebbe e bisogna ammettere che il fenomeno di protesta in esame è molto più complesso, sfaccettato e forse contraddittorio di  quanto sembra.

Da un lato esso appare effettivamente in vesti aquariane e cioè come un soggetto socio-politico di “rottura” (Urano), un po’ anarchico e sognatore (Nettuno), che si pone in contrasto con una forma di capitalismo taurino vecchia maniera, cioè ostinatamente aggrappata alle barriere doganali (Saturno) e ai protezionismi economici (Giove). Dall’altro, invece, sembra assumere i connotati taurini di un movimento ambientalista un po’ ingenuo (Giove) e conservatore (Saturno) che vuole fronteggiare una forma spinta di neo-liberismo aquariano pronta a trasformare il mondo in un enorme laboratorio dentro cui è possibile sperimentare le più folli innovazioni tecnologiche (Urano e Nettuno).

Nel “Movimento”, dunque, sembrano convivere entrambe le tendenze: quella aquariana che spinge sull’acceleratore del cambiamento e della liberalizzazione, e quella taurina che cerca di mettere un freno ad alcuni aspetti del suddetto processo.

Questa stessa osservazione, poi, ce ne suggerisce un’altra opposta e complementare: anche la globalizzazione neo-liberista, incubo del “Movimento”, non è inquadrabile in una delle due “barricate” e basta.

 

La forza propulsiva di Plutone

 

Finora non si è parlato del ruolo di Plutone nello scenario socio-politico che ha visto emergere dal corpo dell’opinione pubblica mondiale i fremiti contestatori dell’anti-globalizzazione, ma non certo perché esso sia trascurabile. Tutt’altro.  

Plutone nel 1999 stava solcando, ormai dal ’95, la prima decade del Sagittario e già questo la dice lunga sull’orientamento generale del protagonismo umano che sta caratterizzando la Storia di questi ultimi dieci anni: esplorazione e soprattutto colonizzazione di nuovi territori.

Finita da un pezzo l’epoca delle grandi scoperte geografiche e delle grandi colonizzazioni (Plutone nel segno all’inizio del ‘500 ha portato gli europei nel continente americano, mentre a metà del ‘700 li ha condotti in Australia e in Oceania), e in procinto di imbarcarci in una problematica avventura sul pianeta Marte, ora siamo di fronte al complesso fenomeno della globalizzazione dei mercati.

In altre parole, a un nuovo tipo di colonizzazione di matrice occidentale e soprattutto statunitense (USA-Sagittario) più subdolo e sottile, ma pur sempre capace di trarre profitti enormi dai paesi più lontani e sprovveduti della Terra.

Plutone, non scordiamolo, è il signore del denaro liquido, della speculazione, della mercificazione e dello sfruttamento delle risorse naturali, in particolare di quelle sotterranee, come il petrolio. In Sagittario il pianeta senza dubbio gonfia a dismisura le sue ambizioni più spregevoli, ma al contempo rischia di perdere tutta la sua efficacia (secondo lo schema morpurghiano qui è in caduta) perché finisce per mettere in moto una reazione giustizialista del tutto contraria, spesso ammantata di pretesti ideologici e/o religiosi che sfumano nel fanatismo (il Sagittario è pur sempre un segno nettuniano).

E’ nel solco di Plutone in Sagittario che, ad esempio, il terrorismo integralista islamico si è eretto ad inafferrabile vendicatore del popolo arabo-musulmano, umiliato dai soprusi dell’occidente, che a sua volta è il massimo consumatore del petrolio mediorientale.

Ed è sempre nel solco di Plutone in Sagittario che è rinata la passione per le grandi battaglie ideologiche, per la difesa dei diritti umani su scala mondiale, per la protezione delle ultime zone naturali della Terra, al di là di ogni confine e differenza politica locale. 

Il “Movimento dei Movimenti” è in tutto e per tutto anche “figlio” di Plutone in Sagittario, su questo non ci piove.

 

Il ruolo del ciclo Saturno-Nettuno nei movimenti ideologici

 

Per tentare di risolvere l’apparente paradosso del nostro tempo che trasforma il “Movimento” in un fenomeno di ripudio al progresso, cerchiamo lumi nell’insegnamento, oltre che di Lisa Morpurgo, di un altro grande maestro dell’astrologia: Andrè Barbault.

Secondo il maestro transalpino, infatti: “Ogni 35-36 anni, quando il ciclo Saturno-Nettuno si ripete, assistiamo a una spinta collettiva, a un movimento popolare, a una corrente di rivolta, oppure, addirittura, a una rivoluzione.  

 

Concentriamo, dunque, l’attenzione sull’ultimo ciclo Saturno-Nettuno iniziato a partire dall’ultima congiunzione del 1989 che ha spento capricornicamente con una rivolta di massa l’esperimento comunista sovietico, a sua volta avviato sotto l’assolutistica congiunzione Saturno-Nettuno in Leone del 1917.

In quel fatidico 1989 la rivolta contro il regime in URSS ha, di fatto, spalancato le porte al trionfo mondiale del capitalismo neo-liberista occidentale, alla vittoria dell’ideologia che mette al primo posto l’affarismo nettunianamente libero da lacci e lacciuoli regolativi, all’apoteosi del potere delle multinazionali e dei cartelli economici, alla diffusione dello stile di vita dei top-manager seguaci del dio mercato.

In altre parole, tale rivolta ha indirettamente offerto l’occasione al capitalismo (Urano-opportunità era vicinissimo) di generare un altro tipo di Potere, non più affidato al totalitarismo (Leone) ma al meccanismo senz’anima del business (Capricorno-capitalismo appoggiato dallo Scorpione-mercato).

Ora, seguendo le sequenze principali del ciclo stesso, vediamo che al sestile del 1995-’96 la teoria neoliberista si diffonde con forza moderata, tesa in questa fase soprattutto a convincere i vari governi che la “deregulation” gioverà anche ai paesi più poveri ed emarginati (Nettuno in Capricorno sestile a Saturno in Pesci-sofferenza ed isolamento). Parallelamente, però, si stanno già formando le prime frange della contestazione.

Giunti al quadrato evolutivo, 1998-’99, ecco un primo rallentamento sostanziale imposto alla teoria da parte di governi ed intellettuali che accusano il neo-liberismo di non tenere in debita considerazione la difesa dell’identità dei popoli e poi le caratteristiche ambientali, ecologiche ed agro-alimentari dei paesi e delle varie culture sottoposti alla globalizzazione.

Sempre sotto questa seconda fase della quadratura, ecco finalmente esplodere il fenomeno del movimento No-Global, contrario al tentativo di appropriazione dei beni più preziosi dell’uomo (dalla libertà di comunicazione alla possibilità di nutrirsi con i prodotti della propria terra, privi di modificazioni genetiche) messo in atto da multinazionali senza scrupoli.

Si tratta ancora di un movimento fin troppo fluido e poco coerente, riluttante ad affidarsi a figure carismatiche capaci di riunire e pilotare i consensi (Nettuno ed Urano in Aquario- anti-autoritarismo).

Nel 2001-’02, però, grazie al trigono tra Nettuno in Aquario e Saturno in Gemelli, vince il desiderio di dialogo, di confronto aperto e vivace, trionfa il bisogno di trovare un punto d'incontro dove approfondire i temi sul tappeto e progettare assieme “un altro futuro possibile”: ecco nascere i primi Forum Sociali Mondiali in cui si tenta di strutturare meglio il movimento (Saturno-struttura positivo a Nettuno).

 

L’avvenire prossimo del Movimento

 

Tra poco l’eterna danza celeste dei pianeti ci presenterà un’altra fase topica del ciclo Saturno-Nettuno: la loro opposizione, aggravata dalla doppia quadratura con Giove. Tale configurazione si verificherà con esattezza e in più riprese tra il 2006 e il 2007, ma farà probabilmente sentire i suoi effetti già nell’autunno 2005.

Il movimento No-Global, dunque, non si limiterà più a contestare il Potere “dal basso” e in forma vaga, confusa e temperata (Nettuno in Aquario), ma molto probabilmente si radicalizzerà, diventerà più duro e perentorio; vorrà farsi istituzione, vorrà entrare nei centri nevralgici del Potere stesso, correndo il rischio di dividersi in due tronconi, uno moderato e l’altro estremistico (Saturno in Leone).

Temi fondamentali e delicatissimi come l’energia, la bio-etica, la crescita demografica, il controllo dei gas serra e l’equilibrio politico internazionale (riconducibili all’asse Leone-Aquario) su cui si scontreranno il pensiero alternativo dei contestatori e il pensiero unico neo-liberista, saranno affrontati in maniera troppo conflittuale e perentoria da entrambe le parti.

La configurazione negativa del 2006  porrà il Movimento sopra un crinale tanto esaltante quanto pericoloso. I No-Global, spalleggiati da certi paesi in via di sviluppo, evidenzieranno certamente tutti i limiti e le pecche ideologiche sia della globalizzazione neo-liberista, che del neo-conservatorismo americano, ma d’altra parte difficilmente riuscirà a convincere il mondo della bontà delle sue contro-proposte, stenterà assai a comunicare diplomaticamente la sua via solidaristica e correrà il rischio di dissolversi tra mille dubbi e tanta confusione.

Nonostante le insidie, a nostro avviso, il Movimento sopravviverà e ritroverà una coerenza vincente attorno il 2011-’12 sotto il trigono Nettuno-Saturno che si formerà tra la Bilancia e l’Aquario e poi tra lo Scorpione e i Pesci.

Ma si tratterà di un rilancio probabilmente tra le macerie del sistema capitalistico travolto dai suoi stessi difetti ed errori.

 

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