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LA MACCHINA DEI SOGNI: |
IL
CINEMATOGRAFO
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di
Fabrizio Cecchetti |
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Conferenza
di Vico Equense |
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2-3-4
giugno 2000 |
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Non
c’è dubbio che se andassimo a chiedere a una folta schiera di astrologi sia
professionisti che dilettanti quali segni potrebbero essere i grandi
indicatori zodiacali del fenomeno psico-biologico dei sogni, ebbene, la
maggior parte di loro ci risponderebbe i Pesci e il Cancro (e in terza
battuta, ahimè sbagliando clamorosamente, il Toro). |
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Si tratta di un’attribuzione più che legittima,
perché giustificata da innumerevoli osservazioni su persone con forti valori
pescianici e cancerini (Sole, Luna, ascendente in questi segni, forti Case
Dodicesime e Quarte): soggetti quasi sempre fortemente attratti e facilmente suggestionabili dal
mondo onirico, lo stesso che ci accoglie tutti quanti inevitabilmente durante
il sonno per poi sparire quasi del tutto durante la veglia. |
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A questo punto, però, poniamoci un’altra domanda,
forse un po’ bizzarra: un’eventuale macchina che ci aiutasse a sognare,
magari senza farci cadere nel sonno e nell’incoscienza totali, quali
caratteristiche celesti dovrebbe possedere? |
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In quanto “macchina”, lo sappiamo bene ormai, uno
strumento del genere dovrebbe innanzitutto possedere una componente uraniana
a sua volta inserita in qualche segno attinente ai sogni, come ad esempio
quelli già nominati. |
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Porsi questioni di questo tipo può risultare
certamente incantevole, ma una macchina così stupefacente è poi davvero
realizzabile dall’uomo? Se si fosse posto tale quesito a chiunque prima
dell’ultimo decennio del secolo scorso l’intervistatore di turno, con ogni
probabilità, sarebbe stato preso per un povero pazzo o per una persona
soggiogata dal demonio tentatore. |
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Oggi, invece, anche un bambino saprebbe che un
congegno simile esiste da almeno cent’anni e si chiama “cinematografo”: un
dispositivo che, tecnicamente parlando, consente di proiettare delle immagini
in movimento su uno schermo bianco e dentro una sala completamente buia. |
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Per la cronaca, esso fu esibito e fatto funzionare
in pubblico per la prima volta dai suoi stessi inventori, i fratelli Lumiere,
a Parigi il 28 dicembre 1895. |
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Con una certa infastidita sorpresa, effemeridi
alla mano, dobbiamo ammettere che ad accompagnare la nascita e il “battesimo”
pubblico del cinematografo, ossia l’apparizione ufficiale della tanto
sospirata “macchina dei sogni”, non c’è stato affatto un transito di Urano né
in Pesci, né tantomeno in Cancro, ma bensì in Scorpione. |
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Superficialmente potremmo subito consolarci dello
smacco subìto mettendo in risalto il fatto fin troppo evidente che Urano, nel
1895, stava pur sempre percorrendo un segno d’Acqua come gli altri due e
quindi capace di potenziare e soddisfare con un doppio trigono le attitudini
onirico-immaginative umane in modo indiretto e, per così dire, di rimbalzo. |
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Pur non essendo sbagliata, quest’osservazione
appare comunque un po’ misera dal
punto di vista informativo: avvertiamo intuitivamente che potrebbe esserci
qualcosa d’altro e di ben più significativo in quell’oscuro transito
scorpionico di Urano a fine 0ttocento. |
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La logica zodiacale ci ha spesso ricordato con i
fatti (cioè con una ripetitività delle coincidenze fra stati celesti ed
eventi terrestri inspiegabile dal punto di vista delle leggi della
probabilità) che il puro caso negli eventi umani è assai meno onnipotente di
quanto siamo disposti a credere ed è quindi imperativo scavare più a fondo
nelle simbologie dell’Ottavo segno zodiacale per capire davvero il ruolo per
nulla accidentale del suddetto passaggio planetario in relazione alla nascita
del cinematografo. |
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Secondo noi, la chiave di volta per comprendere
questo legame simbolico risiede nella posizione antagonistica dello Scorpione
rispetto al Toro, cioè al segno che corrisponde a una delle più importanti
funzioni sensoriali per la nostra specie: la vista. |
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In altre parole, è nella tendenza scorpionica a
contestare la verità, specie quella ottenibile con i nostri “semplici” occhi
(Toro), che si può rintracciare le radici di quella curiosità (ancora
scorpionica) dedita a scoprire e a sfruttare i segreti e i limiti della
percezione visiva sia animale, sia umana, che sta sicuramente alla base
dell’invenzione del cinematografo. |
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Non dobbiamo, infatti, dimenticare che l’idea
sottostante a questo dispositivo tecnico è proprio quella di sfruttare la
proprietà della nostra retina di conservare l’immagine appena percepita
ancora per qualche istante (circa 1/10 di secondo) dopo che l’immagine stessa
sia effettivamente scomparsa o si sia modificata nella realtà. |
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Il trucco di far scorrere i fotogrammi a una
velocità appena superiore alle facoltà dell’occhio umano nel passare dall’una
all’altra (la lentezza del Toro), in modo da dare l’impressione d’insieme che
i soggetti filmati si muovano davvero, è uno stratagemma in perfetto stile
plutonico e mercuriale e insomma scorpionico (ma anche gemellare, come
vedremo). |
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Il senso di continuità e fluidità che noi
percepiamo visivamente quando guardiamo un soggetto qualsiasi in movimento
sullo schermo, sotto il profilo astrologico, è quindi frutto di un inganno plutonico
che si basa su una mercuriale velocizzazione della pellicola, a sua volta
composta da tanti piccoli mercuriali fotogrammi. |
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Sul piano strettamente pratico, la congiunzione
Saturno-Urano in Scorpione può essere considerata la vera suggeritrice dell’indispensabile
meccanizzazione del trascinamento della pellicola. Meccanizzazione che
consentiva finalmente di muovere i fotogrammi, disposti in sequenza ordinata,
in modo lineare ed omogeneo davanti al faro proiettore. Scorpionica è perfino
la tecnica con la quale si risolveva il problema del trascinamento della
pellicola: una serie di graffes, poste su una rotella girevole, penetravano
(Marte) nei fori laterali praticati preventivamente sulla pellicola stessa,
effettuavano rapidamente lo spostamento del fotogramma, quindi uscivano dalle
perforazioni, riprendevano la posizione iniziale e riagganciavano la
pellicola spostandola ancora una volta e così via. |
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La questione del movimento e della velocizzazione,
tipica di Mercurio, ci rammenta l’esplosione della stessa tendenza a livello
più capillare e diffuso in tutta la società occidentale degli ultimi
vent’anni del XIX° secolo e i primi dieci del XX°. |
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Per convincercene basta annoverare quante
invenzioni fondamentali apparvero in quel periodo, invenzioni capaci di
accelerare i tempi della vita collettiva come l’automobile, la motocicletta,
il tram elettrico, la metropolitana, l’aereoplano (nel campo dei trasporti) e
la radio (nel campo delle comunicazioni). |
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Questa smania mercuriale di far muovere tutto e a
velocità impensabile, prima o poi, doveva coinvolgere anche quella grande
invenzione, assai precedente al cinema, che fu la fotografia (tecnica
evolutasi ed affermatasi durante imponenti passaggi planetari in Toro-vista e
immagine statica). |
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E così fu. E la cosa, guarda un po’, avvenne
proprio nel bel mezzo di una pluri-secolare congiunzione Nettuno-Plutone in
Gemelli, segno in cui Mercurio è più forte che mai (domicilio primario).
Coerentemente a quanto ci si poteva aspettare, essa fu testimone della
nascita di un nuovo e pervasivo mezzo di comunicazione, oltre che un nuovo e
sottile strumento con cui osservare il mondo: il cinema, appunto. |
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Nemmeno i suoi stessi inventori, potevano
immaginare che tra le loro mani era scaturito uno strumento capace di dar
vita più tardi a un’insieme di attività umane così vasto e sfaccettato da
comprendere sia la scienza sperimentale che la disciplina documentaristica,
sia l’arte figurativa che l’arte teatrale: il variegato mondo della
cinematografia moderna. |
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Come sappiamo, tra le altre cose quest’ultima ha
favorito lo sviluppo di discipline scientifiche che sono riuscite a svelare
(ben prima del computer) molti segreti della natura, ad esempio i meccanismi
spesso invisibili sottostanti il movimento dei corpi sia biologici che inanimati,
pensiamo a quei fenomeni fisici (come la traiettoria di un proiettile) o
quelle performance degli animali
(come il battito d’ali del colibrì) che si svolgono in tempi troppo rapidi
e/o troppo lenti per il nostro occhio. |
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Responsabile astrologica, quasi come una sorta di
“deus ex machina”, di tutti questi fermenti creativi, permessi dal
cinematografo (Urano in Scorpione), è stata sicuramente la già nominata
congiunzione Nettuno-Plutone che andò a stimolare l’occulta ingegnosità e il
negletto amore per la scienza sperimentale del segno dei Gemelli (sede
dell’esaltazione in trasparenza di Urano). |
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Altrettanto peso essa ebbe nel rendere questa
invenzione una specie di fantastica “lampada magica”, uno strumento
attraverso il quale poter raccontare delle storie vere o immaginarie e
mostrare gli attori in piena recitazione come poteva essere in grado di fare,
prima di allora, soltanto il teatro (simbologie tipicamente plutoniane e
gemellari). |
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La cinematografia, fin dai primi del Novecento,
diventò insomma una forma di intrattenimento e comunicazione tra le più
suggestive che le masse abbiano mai potuto usufruire (Plutone-seduzione e
Nettuno-immaginazione in Gemelli-comunicazione e divertimento). |
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Come sempre avviene in astrologia, una volta
chiamato in causa intensamente un determinato settore (e lo abbiamo già visto
con lo Scorpione e il suo antagonista Toro) si instaura subito una dialettica
con quello opposto. Ad essere invocato in questo frangente è il segno del
Sagittario richiamato dai Gemelli troppo stimolati, ossia il segno che
(insieme al Toro e ai Pesci) forse più di tutti ama lasciarsi soggiogare dal
mondo delle immagini e meglio ancora se dotate di movimento, di atmosfere un
po’ irreali ed avventurose (Giove-vista e Nettuno-fuga dal reale). |
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Il Sagittario sembra proprio fatto apposta per
diventare il massimo fruitore ed amatore di quelle forme di spettacolo e
comunicazione dalla forte matrice plutonico-gemellare, come il cinema. |
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Studiando a posteriori la relazione tra questo
stesso rapporto dialettico e il cinema, dove i Gemelli rappresentano
l’ingegnosità (Urano esaltato in trasparenza) applicata alla comunicazione,
emerge sempre più chiara l’importanza della complementare e quasi infantile
ricettività del Sagittario (Luna esaltata in trasparenza secondo la teoria
morpurghiana degli Zodiaci Alternativi). E’ in questo nono spicchio dello
Zodiaco, infatti, che troviamo il desiderio degli adulti (Giove) di ritornare
bambini (Luna) e di ridare spazio ai sogni perduti od accantonati. |
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