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PREZZI DEL
GREGGIO ALLE STELLE: |
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FINE
IMMINENTE DEL PETROLIO? |
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di
Fabrizio |
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Sono ormai quattro anni, dal 2000 per l’esattezza,
che stiamo constatando un progressivo e preoccupante “alleggerimento” del
portafoglio dopo ogni rifornimento alla pompa di benzina, costretti come
siamo ad alimentare le nostre vetture eternamente “assetate”. |
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Oltre ai nostri malumori di piccoli automobilisti
italiani, consapevoli di subire la più elevata tassazione sul prezzo dei
carburanti in Europa, si avverte ormai la palpabile inquietudine dei governi
di mezzo mondo circa il peso che sta avendo questo innalzamento dei prezzi
del greggio, non solo sui trasporti, ma sull’intera crescita economica dei
nostri paesi occidentali, tutti abituati ad un alto tenore di vita. |
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Fino a poco tempo fa la maggior parte degli
esperti dei settori energetici ed economici erano propensi a non
drammatizzare questa corsa al rialzo, a considerarlo un fenomeno passeggero e
di poco rilievo, ora comincia ad insinuarsi pure in loro qualche stato d’ansia
e preoccupazione. |
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Alcuni tra essi, forse i più onesti ed
indipendenti, avevano addirittura sostenuto ben prima dell’impennata che non
poteva continuare ancora per molto tempo un prezzo del petrolio a soli 10
dollari al barile (record del 1999). Grida di allarme simili furono anzi
soffocate da chi auspicava autorevolmente persino un prezzo ancora più basso,
a 5 dollari per la precisione. |
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Proprio adesso in cui sto scrivendo l’articolo,
agosto 2004, abbiamo visto, al contrario, il superamento del prezzo record di
49 dollari al barile: una quota negativa che si era toccata più di vent’anni
fa! |
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Com’era già avvenuto tra la seconda metà degli
anni ’70 e i primi anni ‘80, ai tempi delle prime grandi crisi energetiche,
le cause di questo innalzamento sembrerebbero l’atteggiamento speculativo dei
produttori di petrolio mediorientali (appartenenti al cartello dell’OPEC) e
le turbolenze politico-militari in quello scacchiere del mondo (guerra in
Iraq e Afghanistan). |
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Per alcuni altri analisti, invece, la situazione
di crisi serpeggiante attuale è più profonda e grave: secondo costoro
staremmo per avvicinarci al cosiddetto picco di produzione mondiale del
petrolio convenzionale, ossia all’incirca alla metà delle risorse estratte
finora e quelle ancora da estrarre a livello mondiale. Prossimi quindi al
momento in cui ci sarà l’inizio del declino delle risorse totali e da qui il
brusco ed irreversibile aumento dei prezzi petroliferi. |
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Se sarà adottata la prevedibile decisione dei
paesi dell’OPEC, con in testa l’Arabia Saudita, di “raffreddare” la corsa al
rialzo aumentando per l’ennesima volta la loro produzione, finalmente
caleranno un po’ i prezzi del petrolio: ma potremo dire di essere scampati
per sempre al pericolo della più seria crisi petrolifera ed energetica della
storia? |
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L’astrologia può aiutarci a capire come si evolverà questa situazione poco rassicurante? La risposta è ragionevolmente affermativa. Per comprendere il messaggio offertoci dagli astri, bisognerà però ritornare sugli accostamenti simbolici basilari che rende tale combustibile fossile riconducibile a Plutone. |
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Plutone, il
signore celeste del petrolio |
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L’ipotesi più accreditata tra gli astrologi odierni, dovuta in gran parte all’acutezza di Lisa Morpurgo, consiste nell’associare il petrolio a Plutone e in particolare alla sua sede domiciliare in Scorpione. |
Fin dalla più
remota antichità il segno e poi recentemente il suo pianeta più
rappresentativo (Plutone, appunto, scoperto nel 1930) sono stati collegati ai
fenomeni più distruttivi, inquietanti, orripilanti e persino imbarazzanti che
possa offrire la Natura.
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La morte,
individuale e/o collettiva, costituisce forse la loro espressione più cupa e
terrorizzante, ma anche la più nota ed emblematica.
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Per estensione
analogica, seppure meno conosciuta, poi annoveriamo tra i fenomeni
pluto-scorpionici la decomposizione e putrefazione dei corpi dopo il
sopraggiungere della morte, ma anche la degenerazione dei tessuti organici
indotta da alcune terribili malattie.
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Immagino già il
senso di raccapriccio di taluni di fronte a queste associazioni, magari da
parte di alcuni nativi dello stesso Scorpione…niente paura, sono solo dei
collegamenti simbolici generali che non determinano alcun destino terribile
ai singoli Scorpione.
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Se avete
superato il senso di orrore, molto sfruttato peraltro dal cinema, passiamo a
quello del ribrezzo e dell’imbarazzo, che è forse più “divertente”: ecco
allora l’evacuazione pluto-scorpionica dei nostri rifiuti organici e più in
generale lo scarico dei liquami nei condotti fognari, lo svuotamento
dell’immondizia, la produzione di inquinamento e il degrado ambientale
conseguente.
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Paradossalmente,
oltre a questi fenomeni di tipo contaminante e distruttivo, sia Plutone che
lo Scorpione sembrano essere anche i massimi simboli di manifestazioni del
tutto opposte: la “rinascita dopo la morte” è, infatti, la più suggestiva e
metafisica delle loro estrinsecazioni.
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Un fenomeno in
stretta analogia a questa sorta di miracolo avviene più banalmente e
quotidianamente nel corpo di ogni essere vivente: la rigenerazione dei
tessuti corporei resa possibile dalla moltiplicazione di nuove cellule che
sostituiscono le vecchie e/o quelle danneggiate.
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Negli ambienti
naturali succede una cosa simile. La degradazione dei cadaveri, anche se non
sempre ce ne rendiamo conto, è messa inevitabilmente in moto dal meccanismo
complementare della proliferazione dei microscopici batteri decompositori,
“felici” di banchettare con tali tessuti.
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Da qui l’inizio
del processo contrario alla morte e alla contaminazione: la ri-fertilizzazione
del terreno, la depurazione dell’ambiente e la preparazione a una nuova vita.
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La simbologia
pluto-scorpionica, oltre a questa complessa ambivalenza di fondo, connessa
strettamente all’idea di ciclo vitale, così come al simbolo mitologico del serpente
uroborico che si distrugge e si rigenera da sé stesso, presenta delle
sfaccettature ancora più varie che ci consentiranno di avvicinarci
maggiormente al concetto di “petrolio”.
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Plutone in
Scorpione, ad esempio, viene associato a tutte le attività di occultamento e
di seppellimento. In Natura esistono delle forze titaniche che riescono, nel
corso di milioni di anni, a sotterrare e a far sprofondare nelle viscere
della Terra, praticamente qualsiasi cosa, anche intere isole o continenti.
Queste sono appunto le forze geologiche e sono state sempre loro, in un certo
periodo del passato remoto terrestre, a seppellire dei materiali molto particolari: enormi depositi di sostanze
organiche accumulatisi in bassi fondali marini poverissimi di ossigeno.
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Tali depositi,
una volta affondati nelle profondità del sottosuolo, finirono per
trasformarsi in qualcosa di chimicamente diverso e per noi prezioso.
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Il
mito greco di Ade (Plutone è solo il suo nome romano), signore del tenebroso
regno dei morti, sembra confermare il rapporto tra ciò che si forma nel
misterioso mondo ipogeo e la preziosità, ossia la ricchezza e la potenza che
gli “inferi” possono produrre e nascondere. “Ploutos” in greco significava,
infatti, “ricchezza”. |
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L’analogia con
il petrolio grezzo, quindi, è molto evidente.
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Il plutonico
Scorpione è un segno d’Acqua, lo sappiamo, ma di natura paludosa, melmosa e
spesso densa di rifiuti organici, di resti mortali, in cui è facile
riscontrare processi di decomposizione e fermentazione.
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L’Acqua
pluto-scorpionica è pure quella che fluisce sporca e magari inquinata nelle
cloache, nei meandri fognari sotterranei delle città. |
Il petrolio, da
parte sua, è un liquido oleoso e maleodorante, prodottosi nelle viscere
oscure (Scorpione) della Terra in seguito al lentissimo sprofondamento,
schiacciamento e decomposizione di enormi quantità di organismi che vissero e
morirono in un lontanissimo passato (trigono al Cancro), in mari poco
profondi (trigono ai Pesci).
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Siccome la
maggior parte di quegli antichi organismi era di natura fotosintetica, si
potrebbe dire che il petrolio contenga in sé tutta l’energia solare
assorbita, in milioni di anni, da quelle creature marine durante il loro
ciclo vitale (il Sole-energia-vita esaltato in trasparenza nello Scorpione).
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Energia
solare fissata in forma chimica che ha “atteso” l’avvento dell’uomo per
essere estratta e rimessa di nuovo nel ciclo vitale, assieme purtroppo ai
suoi distruttivi effetti ecologici. |
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Da
un certo preciso momento della Storia umana, il petrolio è diventato la fonte
d’energia primaria per la società industriale e per l’economia moderna,
insomma la massima fonte di “ricchezza” e di …affarismi plutoniani. |
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Plutone-petrolio: un breve sguardo alla sua storia nella società
umana
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Chiarito il legame simbolico tra Plutone e il
petrolio, possiamo capire, con maggiore consapevolezza astrologica, come si è
sviluppata e come si evolverà l’attuale era petrolifera. |
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Anche se il rapporto dell’uomo con questa sostanza
risale a millenni fa, in medio-oriente (zona associata allo Scorpione), l’era
petrolifera inizia ufficialmente nel 1859, in Pennsylvania, con il primo
pozzo petrolifero funzionante della Storia. |
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Come quasi tutti gli “inizi ufficiali”, anche
questo finisce per oscurare tutta una serie di antefatti e presupposti molto
importanti. Basta pensare ai mezzi perforanti necessari per raggiungere il
prezioso liquido oleoso dai suoi nascondigli sotterranei. Strumenti che sono
stati elaborati e messi a punto nell’arco di un decennio o poco più, tra il
1848 e il 1859, appunto. |
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Consultando le Effemeridi, scopriamo che alla fine
degli anni ’40 del XIX° secolo Plutone completava il suo passaggio in Ariete
e cioè nel segno che meglio rappresenta l’inizio delle cose, il coraggio e
l’incoscienza indispensabili per intraprenderle. |
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Plutone in Ariete (1821-1851): il pianeta qui ritrova il suo domicilio
base e la sede di esaltazione del Sole, massimo simbolo dell’energia e del
calore, nonché il domicilio primario del violento e penetrante Marte. In
altre parole, Plutone spinse l’umanità verso la metà dell‘800 a cercare,
anche se in modo poco consapevole e con mezzi grossolani, una nuova e potente
fonte di luce ed energia. |
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Plutone in
Toro (1851-1882): primi pozzi petroliferi e primo aumento drastico dell’impiego di un
suo derivato (il kerosene) usato per l’illuminazione tramite lampade nelle
quali veniva fatto ardere. Nascita del motore a scoppio e della benzina che
rivoluzioneranno il mondo, soprattutto in senso produttivo ed economico. |
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Qui Plutone, in esilio, fu costretto
sistematicamente a schizzare fuori dal sottosuolo e diventare fonte di
ricchezza economica e comodità per la nuova borghesia imprenditoriale
(Giove-denaro), nonché il nuovo “cibo” per la società delle macchine e delle
industrie (Giove-alimentazione). |
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Plutone in
Gemelli (1882-1913): primi mezzi di trasporto alimentati a benzina e gasolio, derivati del
petrolio. Nasce l’era dell’automobile, delle strade asfaltate e
dell’aereoplano. Esplosione trionfale dei consumi dell’oro nero e apparizione
delle prime compagnie petrolifere. |
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Il segno dell’esaltazione di Plutone ha favorito
in modo evidentissimo l’impiego e il consumo di petrolio per alimentare sia i
tanto gemellari mezzi di trasporto, sia per l’altrettanto gemellare
circolazione stradale (Mercurio-movimento e comunicazione). |
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Plutone in
Cancro (1913-1939): prime abitazioni e primi locali pubblici riscaldati con il gasolio o
con il cherosene, anziché col carbone o la legna. La Prima Guerra Mondiale si
combatte anche con le prime corazzate dotate di motori diesel. Le nazioni più
moderne ed industrializzate diventano così dipendenti dalle forniture di
petrolio da istituire le prime compagnie petrolifere totalmente
nazionalizzate. |
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Plutone in questo segno è al trigono dello
Scorpione, ma quadrato all’Ariete: la diffusione dell’uso del petrolio
diventa tanto capillare da entrare nella vita di ogni famiglia e nazione
(Luna), ma ciò insinua un eccesso di dipendenza e vulnerabilità (Luna-Venere)
nel sistema di approvvigionamento che diverrà evidente qualche decennio più
tardi. |
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Plutone in
Leone (1939-1956): prime centrali termoelettriche e prime industrie siderurgiche che
utilizzano derivati del petrolio come combustibile. In questo periodo
assistiamo al famoso sorpasso nei consumi dell’oro nero nei confronti del
carbone, combustibile fossile che da allora subì un lungo declino. Il mondo
osanna finalmente il petrolio come la fonte energetica più importante in
assoluto, quella che permette di vivere pienamente la cosiddetta società dei
consumi e dello spreco. |
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Plutone in Leone ritrova il Sole-energia quale suo
antico alleato nell’Ariete, ma si pone al quadrato del Toro e dello
Scorpione: il petrolio vince la sua gara con il carbone, ma comincia a fare
dei danni enormi all’ambiente e vede apparire all’orizzonte un’altra fonte
energetica competitrice assai più potente, quella nucleare. |
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Plutone in
Vergine (1956-1971): diffusione mondiale delle industrie petrolchimiche e quindi prime
ingenti ricadute pratiche di questo nuovo tipo di “fabbrica” sulla vita
quotidiana. Le società più avanzate conoscono una vera invasione di un nuovo
materiale nell’oggettistica comune: la plastica. La petrolchimica rivoluziona
e rende più produttiva (Urano) l’agricoltura (trigono al Toro) grazie
all’introduzione di fertilizzanti ed anti-parassitari sintetizzati dal
petrolio, ma arricchisce con i suoi derivati di sintesi anche la farmaceutica
(Vergine). Si moltiplica un nuovo tipo di rifiuti che non si degradano con
l’azione delle forze naturali (Y-conservazione). |
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Plutone in
Bilancia (1971-1984): negli anni ’70, Plutone giunse nel segno opposto a quello di partenza
dell’era petrolifera (l’Ariete). Il pianeta si apprestava, quindi, a toccare
la metà esatta del ciclo iniziato circa 120 anni prima (Plutone compie
un’intera orbita in circa 250 anni). |
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Nella
teoria astrologica, il momento dell’opposizione (180° di distanza nello
Zodiaco dal punto di partenza) rappresenta il periodo critico per eccellenza,
il punto di svolta che conduce un dato fenomeno alla sua regressione e poi
alla sua fine. |
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Il
segno attraversato da Plutone, in quegli anni, la Bilancia, è il regno di
Saturno, cioè perdita di energia e di calore solare (caduta del Sole), ma
anche sede della possibile privazione delle risorse energetiche nascoste
(esilio di Plutone). |
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Non
è sorprendente notare che proprio in quel periodo scoppiarono le prime crisi
petrolifere ed energetiche della storia moderna. Tutto il mondo, provato
dallo shock, cominciò a porsi degli interrogativi sulla durata e la
consistenza delle risorse energetiche ancora sfruttabili (Bilancia, inizio dell’autunno
e preoccupazione per le future ristrettezze invernali). |
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Plutone in Scorpione
(1984-1995):
dopo la crisi degli anni ’70 e inizio ‘80, si verificò inaspettatamente nel
decennio successivo, proprio durante il sontuoso transito di Plutone nello Scorpione
un massiccio ritorno del petrolio come energia primaria, quella che fa
muovere le industrie, i trasporti, i commerci ed accende le lampadine nelle
nostre case. |
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Grazie
alla rinuncia del nucleare in molti paesi, dopo il disastro ambientale di
Chernobyl (1986), ma anche all’abbassamento concertato dei prezzi con i
grandi produttori mediorientali, il petrolio divenne nuovamente conveniente
ed appetibile. |
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L’aspetto
negativo di questa fase oppositiva del ciclo plutoniano (il primo pozzo
petrolifero funzionò quando il pianeta si trovava in Toro) lo possiamo
rilevare in due fenomeni: principalmente nel drastico peggioramento dei
problemi ambientali dovuti all’inquinamento da idrocarburi (piogge acide,
disastri marini di petroliere affondate, ecc.) e l’accelerazione
dell’assottigliamento dei giacimenti più importanti, realtà tenuta nascosta
da un’abile manipolazione delle informazioni da parte dei grandi produttori. |
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Plutone in Sagittario
(1995-2008): come c’era da aspettarsi dalla natura ottimistica e facilona del
Sagittario, l’abbassamento dei prezzi e le furbesche omissioni sulle reali
proporzioni delle risorse petrolifere rimanenti da parte dei maggiori
produttori, hanno contribuito a generare alla fine degli anni ’90
l’incredibile ed ingenua convinzione di poter gioiosamente sfruttare l’oro
nero e gli altri combustibili fossili praticamente all’infinito. Massimi
fautori di questa auto-presa in giro furono i tanto sagittariani Stati Uniti,
i quali hanno favorito appunto la discesa del prezzo del greggio fino a
livelli bassissimi, in modo che diventasse appetibile a tutti, compresi i
paesi in via di sviluppo (Sagittario-generosità ma anche mire
colonialistiche). |
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Questa
strategia, se da una parte aveva quasi tolto il controllo del mercato
petrolifero ai paesi arabi, dall’altro innescò un aumento progressivo della
domanda in tutto il mondo. Ad un certo punto, la domanda superò l’offerta,
scatenando distorsioni del mercato. |
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Astrologicamente,
possiamo notare come l’attuale innalzamento dei prezzi petroliferi sia cominciato
quattro anni fa in perfetta sincronia con i transiti nel 2000 di Giove e
Saturno in Toro, nonché di Urano e Nettuno in Aquario, generatori di
opposizioni e quadrature con lo Scorpione-paesi arabi massimi produttori di
petrolio. |
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Questa
terza crisi petrolifera che stiamo vivendo è senza dubbio la più soft e
graduale delle precedenti
(1973-’76; 1979-’83) ma, come allora, il vero cardine astrologico sul quale
essa s’impernia è il ciclo Saturno-Plutone, coadiuvato da quello più rapido
di Giove e Plutone. |
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Nel
2001, infatti, Plutone fu interessato nello spazio di pochi mesi dalle
opposizioni dapprima di Giove e poi di Saturno, entrambe ovviamente scoccate
dai Gemelli. L’opposizione Saturno-Plutone, con alcune brevi pause, perdurò
fino a tutto il 2002 e nell’anno attualmente in corso, il 2004, stiamo
sperimentando la quadratura involutiva tra Giove e Plutone: quella che sta
facendo letteralmente schizzare il prezzo del petrolio alle stelle! |
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Ma
perché questa crisi si è scatenata proprio nei primi anni 2000? Nel
quadriennio 1990-’94, con una situazione celeste simile (1) ci fu solo un
rialzo esplosivo ma brevissimo dei prezzi del greggio, correlato alla prima
guerra del Golfo, non un fenomeno prolungato e preoccupante come quello
attuale. |
La risposta astrologica più plausibile
all’interrogativo iniziale risiede nel fatto che a differenza dei primi anni
’90, quando transitava nel suo domicilio scorpionico, ora Plutone sta
solcando i gradi centrali del Sagittario, sede della sua caduta.
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E tutto questo
in accordo con le ipotesi dei geologi che indicano nel decennio in corso come
quello in cui si verificherà il famigerato picco della produzione petrolifera
mondiale.
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Uno sguardo al futuro prossimo dell’era
petrolifera
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Tre fattori astrologici farebbero temere, tra 5-6
anni al massimo, uno stato di crisi petrolifera ben peggiore di quello
attuale. |
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1)
L’indicatore celeste del petrolio, Plutone, tra 5 anni si sposterà
nel Capricorno in una zona zodiacale saturnina e quindi fortemente privativa,
spietata nel far emergere gli errori del passato |
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2)
Plutone-petrolio entrerà nella fase di quadratura virtuale con
l’Ariete, cioè con il segno da cui è partito il ciclo stesso dell’era
petrolifera |
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3)
Il pianeta subirà, in particolare nel 2010, tre quadrature simultanee
da Giove e Urano congiunti in Ariete, nonché da Saturno in Bilancia |
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Ci sono, purtroppo, tutti gli ingredienti astrali
per farci credere che nel quadriennio 2010-‘14, i mercati petroliferi
crolleranno letteralmente, facendoci soffrire un drammatico rincaro dei
prezzi non solo del greggio e dei suoi derivati, ma di ogni genere di
prodotti commerciali, compresi quelli alimentari. |
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Assisteremo, in altre parole, alla caduta rovinosa
dell’era petrolifera e probabilmente al collasso dell’economia mondiale che
si è retta quasi univocamente sull’energia ricavata dai plutonici
combustibili fossili. |
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La configurazione del 2010, ad esempio, ricorda in
modo impressionante quella che si è formata nel 1929-’30 (2), “responsabile”
della Grande Depressione economica che colpì dapprima gli USA e poi il resto
del mondo, a partire dal crollo borsistico di Wall Street. |
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A differenza di allora, sarà soprattutto il
comparto energetico a subire il maggiore contraccolpo, diventando
improvvisamente incapace di produrre con continuità ed efficienza, ad
esempio, l’energia elettrica (Urano leso). Da qui la possibilità di frequenti
e pericolosi black-out che oscureranno le città, fermeranno le industrie e i
vari servizi assicurati dal computer (Urano leso). |
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Già nel 2008, con l’opposizione Saturno-Urano tra
i Pesci e la Vergine, nonché con l’ultimo scampolo del transito di Plutone in
Sagittario, il settore automobilistico comincerà a soffrire duramente
(Gemelli lesi) ma solo a partire dal 2010 si avrà il crollo del mito stesso
dell’automobile, quale simbolo della potenza fallica maschile (Urano in
Ariete molto afflitto): un lusso troppo energivoro e costoso da mantenere. |
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Crisi ancora peggiore, nello stesso periodo di
poco precedente il 2010, spetterà ai trasporti aerei, all’industria
aeronautica commerciale, alle compagnie aeree, al settore del grande turismo
internazionale (asse Gemelli-Sagittario leso). |
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Lo shock petrolifero ed energetico, con le sue
ricadute economiche e produttive, ma anche politico-militari, durerà
probabilmente fino al 2014 con lo scioglimento definitivo della quadratura
Urano-Plutone. |
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Non c’è dubbio che tale shock toccherà
profondamente il nostro modo di vivere coccolato dalle macchine, metterà a
rischio le nostre comodità casalinghe assicurate dagli elettrodomestici e
dagli impianti di riscaldamento e/o di condizionamento (il Cancro-casa e
comfort bersagliato da tutte le parti). |
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Eppure, nonostante le avversità, potrà essere
un’occasione per cambiare finalmente rotta e passare a uno stile di vita più
sobrio, attento al risparmio energetico, meno dipendente dai combustibili
fossili, e più in sintonia con la Natura (Plutone in Capricorno sarà trigono
al Toro) traendo, ad esempio, energia dalle fonti rinnovabili. Se non faremo
tale transizione al più presto, se non si opereranno in tal senso le nazioni
più potenti, se non capiranno i politici più influenti quale compito attende
la nostra società, allora ci aspetta un’altra prova forse peggiore nel 2020:
una tripla congiunzione Giove-Saturno-Plutone ancora in Capricorno, avversata
da due aspetti dissonanti di Urano in Toro (quadrato a Giove e Saturno in
Aquario già nel 2021) e Nettuno in Pesci (quintile). |
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Dipende da noi come viverla, fin da ora. |
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NOTE |
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1.
Plutone in Scorpione si quadrò nel ’90 e nel ‘91a Giove in Leone, poi subì la
quadratura di Saturno in Aquario nel ‘92-’93 e infine si congiunse a Giove
nel ’94 tra lo Scorpione e il Sagittario |
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2.
Nei primi anni ’30 Plutone in Cancro si congiunse a Giove ma si oppose a
Saturno in Capricorno e si quadrò a Urano in Ariete |
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