ASTROLOGIA
E PSICOLOGIA |
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Lastrologia è quella disciplina che studia le corrispondenze
esistenti tra le posizioni degli astri al momento della nascita e le caratteristiche
dellindividuo. Il cerchio zodiacale o eclittica (il cammino del sole attraverso le
dodici costellazioni così come appare dal punto di vista terrestre) è il simbolo della
totalità del bambino che viene alla luce. La fascia zodiacale fa da sfondo al movimento
del sole, della luna e degli otto pianeti finora conosciuti che stanno tra loro in un
rapporto misurabile in gradi. Abbiamo quindi un quadro simbolico del nuovo nato, con la
ruota zodiacale, simbolo della sua totalità, allesterno ed i pianeti, simboli delle
componenti psicologiche, allinterno. |
Sulle orbite dei pianeti leggiamo in un testo rinascimentale: |
«Guarda
il cielo e le sfere dei pianeti. Vedi che saturno è il più alto e che gli succede giove,
e poi marte, il sole, venere, mercurio e in più la luna. Ora noterai che cè una
grande corrispondenza fra saturno e la luna, in mezzo ai quali sta il sole, come anche tra
mercurio e giove e marte e venere, i quali hanno tutti il sole in mezzo.» |
Possiamo ancor oggi attualizzare queste immagini della tradizione
astrologica poiché ci aiutano a non dimenticare che lastrologia fonda il suo
simbolismo sulla visione geocentrica del cosmo, così come luomo inizialmente ad
occhio nudo lo percepiva dal suo punto di osservazione. Darò quindi un rapido cenno del
significato simbolico dei pianeti, considerandoli proprio nella relazione con cui questa
descrizione ce li propone. |
La Luna indica come lindividuo reagisce in base ad una
predisposizione inconscia ed innata. Esprime i bisogni fondamentali delluomo messi
in evidenza da Maslow, uno dei fondatori della psicologia transpersonale, quelli di
sicurezza: la necessità di tranquillità emotiva e di appartenenza. Rappresenta la
funzione materna interiore, che è impulso e capacità alladattamento; la buona
madre deve infatti sapersi adattare alle esigenze del bimbo per proteggerlo e curarlo ed
essere in grado di mediare tra le esigenze dellambiente e le pulsioni istintuali.
Richiama dunque in noi il principio della plasticità. |
Laltra polarità, la funzione paterna, è rappresentata da Saturno,
principio della permanenza. Saturno erige barriere, separando linterno
dallesterno. E limpulso a difendere la propria struttura ed integrità.
Costruisce lIo, inteso come Ankara, ego personale. Fonda il suo sforzo
disciplinato sullaccettazione di doveri e responsabilità e sul bisogno di
approvazione sociale e stima. In questo senso è anche chiamato signore del
karma, poiché rappresenta il vincolo, nelloggi, che deve essere
necessariamente pagato prima di e per poter proseguire oltre
nella propria evoluzione. |
La Luna riflette e fa circolare lenergia solare per quella parte che
Saturno-Io è in grado di strutturare. In termini vedantini potremmo dire che
lenergia della Luna muta, diminuisce e cresce secondo le identificazioni strutturate
da Saturno. Se questi due principi sono in armonico accordo lindividuo saprà
esprimere la sua capacità di accoglienza e adattamento alle circostanze (Luna madre)
secondo il tipo di struttura stabilita dalla particolare società in cui si trova a vivere
(Saturno padre). |
Di nuovo il principio femminile e maschile vengono espressi da
unaltra coppia di pianeti: Marte e Venere. Caratterizzato da desiderio, volontà
dazione, iniziativa, energia fisica, intraprendenza, il primo indica come
lindividuo esprime limpulso autoaffermativo ed aggressivo, nonché
limpulso sessuale. Venere simboleggia il bisogno di unione, amore e completezza; la
necessità di sentirsi vicino allaltro, di provare uno stato di benessere e armonia
e di esprimere le proprie emozioni. Marte divide poiché vuole affermare lIo, Venere
unisce poiché ha bisogno di stabilire legami con gli altri; luno è preposto alla
differenza, al contrasto, laltra a fare emergere le affinità. |
Con Giove e Mercurio entriamo nel regno dei bisogni superiori
dellindividuo, anche se sempre nellambito personale, dellIo. Zeus
Giove è figlio di Crono Saturno, ed è questultimo pianeta che
con la sua orbita traccia la demarcazione tra il personale e il transpersonale, tra
lIo e il collettivo. Tutto ciò che è compreso nellorbita di Saturno
appartiene al personale, al di là la coscienza è espansa oltre i limiti dellIo.
Giove indica dunque come lindividuo cerca di crescere, di migliorare sé stesso.
Indica se e quale fiducia egli ripone nella vita. Esprime la necessità di fare
assegnamento su un potere superiore o un progetto più grande; è apertura alla grazia,
impulso verso un ordine più vasto, desiderio di connettersi con qualcosa più grande di
sé. Mercurio, come il suo stesso mito indica, è il messaggero, la possibilità di
mettersi in comunicazione con laltro e con Dio. Senza la funzione Mercurio tutta la
conoscenza promossa da Giove non avrebbe alcuna possibilità di espansione e di
circolazione. Poiché se luomo non fosse mosso dallimpulso ad esprimere le
proprie percezioni e la propria intelligenza attraverso labilità o la parola, e dal
bisogno di stabilire relazioni con gli altri, rimarrebbe isolato nei limiti della propria
struttura sia mentale che spirituale. |
A questo proposito può essere utile riportare una frase del grande
mistico Thomas Merton: |
«Pochissimi uomini si santificano
nellisolamento. Vivere con gli altri e imparare a perdersi nella comprensione delle
loro debolezze e delle loro deficienze ci aiuta a diventare veri contemplativi.» |
I tre pianeti le cui orbite sono al di
fuori di quella di Saturno esprimono la dimensione transpersonale dellindividuo.
Urano, Nettuno e Plutone sono stati scoperti in età relativamente recente ed il loro
significato si svela lentamente, ma quasi inesorabilmente, tanto quanto lumanità si
sta avviando con sicurezza, per un occhio che sa vedere, ad una comprensione e ad una
realizzazione della propria natura divina. |
Il primo è Urano. Urano rompe i limiti
saturnini. E colui che distrugge lImpero eretto dalluomo. La torre di
Babele che crolla. Urano è libertà dellIo: richiamo transpersonale verso la
differenziazione, loriginalità e lindipendenza dalla tradizione per cercare
una maggiore sintonia con la verità; esprime il bisogno di inventiva e sperimentazione
diretta. Urano è la voce imperativa dentro di noi ad esprimere i nostri particolari
talenti, quelli di cui dovremo rendere conto al padrone del campo. |
Nellultimo convegno organizzato
dallAIPT, Lincontro delle vie, Padre Mazzocchi nella sua
bellissima relazione ci ha parlato, citando Pascal, di due anime dentro di noi;
lanima che ci tiene fermi, lanima della bassezza (Saturno), e lanima che
disturba la nostra quiete poiché ci spinge a volare. Nettuno è proprio questo richiamo
straziante e meraviglioso che lanima sente verso il ritorno alla sua origine
di divina bellezza. Il divino scontento, quel verme che Padre Mazzocchi
considera responsabile del disturbo della nostra quiete. E la bramosia prometeica di
orizzonti sempre più vasti, necessità di raggiungere stati di coscienza che siano al di
là dellumana dimensione. Nettuno è dunque necessità di libertà trascendente,
unificazione con la nostra fonte originaria, libertà dallIo. Rappresenta, come ci
dice lastrologo americano Arroyo, limpulso a fuggire dai limiti del proprio io
e del mondo materiale spinti dal bisogno di sentirsi uniti alla vita, attraverso una
fusione completa con la totalità, in sintonia con il tutto. E la spinta alla
realizzazione della dimensione spirituale, alla compassione che tutto comprende, è
lanima che pretende di vivere anche a costo di fare morire lIo. |
Ed è Plutone che esprime questa funzione.
La morte dellIo è simboleggiata dalloperazione alchemica plutoniana. Il solve
et coagula. Trasformazione; trasmutazione; eliminazione. Plutone risponde
allimpulso a penetrare al centro dellesperienza per una rinascita totale.
E la macerazione del seme da cui nascerà il germoglio. E il processo
attraverso cui il bruco diventa farfalla. Ma questa trasformazione passa attraverso
laccettazione: è dunque laccettazione del bruco a diventare farfalla. Plutone
quindi esprime anche la forza di volontà necessaria per eliminare il passato attraverso
la sofferenza e per concentrare la mente e il cuore sulla propria trasformazione, il
coraggio di affrontare i propri impulsi e desideri più profondi e di trasformarli. |
Infine il Sole indica il punto di
emanazione dellenergia del Sé, lirradiazione che il nostro spirito ha scelto
in questa incarnazione, il punto attraverso cui libera la sua energia. Simboleggia il
nostro Dharma, la forma, lespressione creativa e affettiva da realizzare. Il
sentiero come modo di trasformare e trascendere lIo. Ciò che rappresenta il Sole
nel nostro oroscopo non è dato in partenza, ma è sia il punto di realizzazione che il
centro vitale che guida questa realizzazione. Tutti gli altri pianeti esprimono energie e
funzioni al servizio del sole, sono lenti riflettenti, di una parte o di un
aspetto, dellirradiazione solare. |
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Dunque, lorganizzazione di questi
ventidue elementi (segni astrologici e pianeti) che sono collettivi, in relazione alla
realtà spazio-temporale individuale, costituisce loroscopo di nascita: la
rappresentazione grafica del cielo colto nellora, nel giorno, nellanno e nel
luogo in cui il bambino viene alla luce. Loroscopo non traccia il destino
dellindividuo, ma le linee basilari dello sviluppo potenziale del suo carattere.
Simboleggia il palcoscenico psichico, la struttura di riferimento entro cui il nuovo
essere si dovrà muovere e con il quale si confronterà nel corso della sua vita. |
Diventa obbligatorio a questo punto
chiedersi su cosa poggi una disciplina che pretende di leggere, raccontare lUomo,
nella sue diverse dimensioni (corporea, istintuale-emozionale, mentale ed infine
spirituale), partendo dallosservazione e dallinterpretazione della volta
celeste che lo ha accolto al momento della sua nascita. Seguendo nel tempo il ritmo
ciclico degli astri che continuamente ritornano su se stessi, cerca inoltre di seguire la
crescita di questo individuo e le modificazioni coscienziali nel suo manifestarsi nel
mondo. La pretesa va ancora oltre, fino al tentativo di cogliere quanto luomo,
vivendo, si riveli per ciò che autenticamente è, occupando il proprio posto nel mondo,
unico e irripetibile, oppure, disattendendo a quello che la tradizione orientale chiama il
Dharma, perda il contatto con il suo scopo. |
La teoria fisica, di una qualche influenza
di tipo elettromagnetico dei pianeti sulluomo, non convince e naturalmente non
giustifica le discrepanze di questi influssi. Occorre introdurre concetti come simbolo e
proiezione per cominciare a comprendere la natura della correlazione tra configurazione
astrale e psiche individuale; poiché lastrologia è un sistema di lettura della
realtà, basato su un insieme di simboli pieni del significato che hanno via via
acquistato nel corso dei secoli. |
Noi viviamo in un mondo di simboli che
evocano particolari stati affettivi ed emozionali. Ogni situazione di vita che
nellesperienza più o meno universale dellumanità è identificabile
spontaneamente con la qualità di un particolare stato psicologico, diviene il simbolo di
quello stato e quello stato evoca; per esempio è contemplando ed abbracciando per
intuizione lo spettacolo armonioso delle stelle che luomo sperimenta in sé ordine e
armonia, ed è per questo che esse divengono simbolo di tale sentimento. |
Così gli oggetti che ci circondano, gli
atti creativi ed intelligenti che esprimiamo nella nostra vita, i diversi linguaggi con
cui comunichiamo, le esperienze che facciamo, sono in realtà simboli. La psicologia cerca
di liberare luomo dalla costrizione di simboli che non gli appartengono, creati dai
fantasmi del passato, restituendogli la possibilità di incontrare invece i propri simboli
affinché possa vivere la realtà in modo creativo e personale. E questo è un processo di
liberazione che va di pari passo con il processo creativo. La teoria proiettiva, in
astrologia, vede la carta del cielo come il modello, in termini simbolici, delle
componenti psichiche dellindividuo, e ci dice come loroscopo sia la
trasposizione sugli astri delle immagini archetipiche che da sempre abitano
linconscio collettivo dellumanità. |
Jung stesso precisa che la tipologia
astrale è la proiezione celeste della psicologia inconscia. Ed aggiunge: «Lastrologia
ha tutto il riconoscimento della psicologia poiché rappresenta la somma di tutte le
conoscenze psicologiche dellumanità». |
La teoria proiettiva però non ci aiuta a
capire la natura della relazione di corrispondenza, indubbia ed inalterata nel corso dei
secoli, tra lesistenza autonoma della costellazione e il singolo individuo, né come
mai la psiche collettiva abbia potuto imbattersi proprio nelloggetto esterno
(pianeta) che simboleggia la tendenza proiettata. La dottrina astrologica, per essere
convincente, non può prescindere da una visione del mondo fondata sulla consapevolezza
intuitiva dellunità del cosmo e dellinterdipendenza di tutte le sue
componenti. Si tratta di un Universo in cui regna lordine; un ordine sempre e
ovunque presente, e in cui gli elementi del cosmo non agiscono gli uni sugli altri, ma
sono tra loro in una relazione armonica prestabilita, come uniti da un accordo sinfonico. |
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Questa visione del mondo, pur essendo
molto diversa da quella scientifica, fisica, materialistica, non la contraddice. Infatti
semplicemente si applica ad una dimensione diversa delluniverso. Lordine
cosmico rilevato dai sensi e percepito dalla mente empirica è sottoposto alla legge di
causa-effetto, che si esprime in termini di relazioni spaziotemporali e si riferisce alla
dimensione materiale, grossolana. Cè poi un ordine più sottile conoscibile solo
dalla mente intuitiva che giunge ad una visione simbolica e sintetica della vita
attraverso il metodo dellanalogia, della corrispondenza, che vuole dire
accordo e non influenza, per arrivare ad intuire ciò che leggiamo
nellantico testo di Ermete Trismegisto, la Tavola Esmeraldina: |
«E vero senza menzogna, certo e
verissimo, che linferiore è come il superiore, ed il superiore è come
linferiore, per compiere i miracoli di una cosa unica, e come tutte le cose ebbero
inizio a cominciare da uno per mediazione delluno, così tutte le cose nacquero per
congiunzione di questuno... così è il microcosmo ad immagine del macrocosmo». |
Ed anche il noto astrologo Andrè Barbault
ci dice che la vita si costruisce da ununità allaltra, dal piccolo al grande,
dal semplice al complesso seguendo un itinerario analogico in cui da un gradino al
successivo tutto trova corrispondenza. Da questo deriva che un principio unico governa
tutte le molteplici manifestazioni di ununica realtà: lenergia che anima i
corpi celesti è della stessa natura di quella che anima gli essere umani, gli uni sono
limmagine corrispondente degli altri su un piano diverso di manifestazione, in una
relazione di perfetto sincronismo. |
Così si esprimeva Paracelso, scrivendo di
astrologia nel XVI secolo: |
«Se ho manna nella mia
costituzione, posso attrarre la manna da cielo... Saturno non è soltanto nel cielo, ma
anche nelle profondità della terra e delloceano. Cosè Venere se non
lartemisia che cresce nel tuo giardino? Cosè ferro se non Marte? Vale a dire,
Venere e artemisia sono entrambe il prodotto della stessa essenza, e Marte e ferro sono
entrambi la manifestazione della stessa causa. Cosè il corpo umano se non una
costellazione delle stesse forze che formano le stelle nel cielo? Chi sa cosè il
ferro, conosce gli attributi di Marte. Chi conosce Marte, conosce le qualità del ferro». |
Ed ancora: |
«Non cè bisogno che alcuno si
curi del corso di Saturno: esso non accorcia né allunga la vita di nessuno. Se Marte è
feroce, non segue che Nerone fosse suo figlio: ciò nonostante Marte e Nerone possono
avere avuto tutti e due le medesime qualità che non presero tuttavia luno
dallaltro... Le stelle non ci forzano in niente che noi non vogliamo; esse non ci
inclinano verso niente che noi non desideriamo. Esse sono libere per se stesse, e noi
siamo liberi per noi stessi... Le influenze planetarie si estendono su tutta la natura,
perché la Natura è un Tutto indiviso le cui parti sono strettamente connesse... il sole
e le stelle attirano qualcosa da noi e noi attiriamo qualcosa da loro, perché i nostri
corpi astrali sono in simpatia con le stelle, e le stelle sono in simpatia con i nostri
corpi astrali; ma lo stesso vale per i corpi astrali di tutti gli altri oggetti». |
Analogamente, arrivando ad oggi, Jung
ipotizza che il cosmo sia regolato secondo il principio del sincronismo: |
«Così ho trovato che esistono
parallelismi psichici che non possono essere messi in reciproche relazioni causali, ma che
devono essere connessi attraverso unaltra sequenza di eventi. Questa connessione mi
sembrò essere regolata in modo essenziale per via della simultaneità, da cui
lespressione sincronistica. Sembra infatti essere, come il tempo, non
unastrazione bensì un continuum concreto che contiene qualità o condizioni
fondamentali che si manifestano simultaneamente in vari luoghi, in modo che non può
essere spiegato da parallelismi causali». |
Questo concetto di qualità e condizioni
fondamentali che si manifestano simultaneamente viene ripreso da Dane Rudyar, fondatore
dellastrologia evolutiva ed olistica. Uomo e configurazione del cielo al momento
della sua nascita sono entrambi espressione, a livelli diversi, di un unico atto, momento
creativo da lui chiamato monade che nel mondo, e cioè entrando in una dimensione
spazio-temporale, diventa dualità. Questo ci riporta alla memoria Plotino che usa una
bella metafora per farci comprendere il processo per il quale la monade, Uno, diviene
molteplice: |
«Si immagini una sorgente che non ha
alcun principio e che a tutti i fiumi si espande senza che i fiumi la esauriscano, e
rimane sempre calma; i fiumi che escono da essa scorrono tutti insieme prima di dirigersi
verso posti diversi, ma ciascuno sa già dove i flutti lo porteranno. (
) Non
cè da stupire che la molteplicità della vita proceda da ciò che non è molteplice
(...) difatti il principio non si divide nellUniverso, che, se esso si frantumasse,
lUniverso perirebbe né più rinascerebbe, qualora il suo principio non rimanesse un
sé, differente da tutto». |
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La monade è come un seme che con il suo
progetto evolutivo in potenza cade nel terreno dellincarnazione. Nel suo significato
di progetto, potenzialità, rimane cristallizzato nella configurazione del cielo, come
totalità distinta e in sé completa. Nel suo aspetto dinamico diviene energia che
sottende tutti i nostri atti, è la forza dintegrazione, individualizzante, che
molti psicologi di tradizione umanistica hanno trovato essere alla base della capacità di
guarigione dei loro pazienti. La psicologia transpersonale individua questa forza nella
dimensione spirituale, le tradizioni religiose nellanima. Le due polarità, quella
del modello celeste alla nascita e quella della personalità e del destino del nativo sono
identiche ed entrambe sono espressione della totalità del momento. Lapproccio
psicologico vede il processo del divenire delluomo svolgersi attraverso
le sue innumerevoli trasformazioni, fino ad attualizzare il progetto evolutivo iniziale;
lapproccio astrologico afferma che il risultato finale di questo processo,
lultima totalità, è già allinizio del processo stesso, in partenza. Poiché
la totalità della fine, come anche Plotino ci ha detto attraverso la sua bella metafora
ma ciascuno sa già ove i suoi flutti lo porteranno è latente nella
monade dellinizio. |
Come per il seme, la cui crescita può
essere ostacolata o impedita, anche luomo può perdere per strada il proprio
senso e disattendere, dimenticare ciò che è, sia per influenze esterne
disturbanti ma anche, come hanno integrato le discipline di consapevolezza orientali, per
la forza velante dellignoranza egoica o a causa di un karma non compreso o non
accettato e non risolto. Ciò naturalmente è fonte di grande sofferenza, sia spirituale
che psicologica. Lastrologia ci aiuta però a conoscere la forma del nostro progetto
iniziale, ed è per questo che un tempo era considerata scienza sacra. Essa non ci indica
gli eventi che incontreremo nella nostra vita, benché negli anni sia stata degradata a
puro esercizio di predizione, spesso assolutamente sbagliata, di eventi futuri: indica
invece la strada che possiamo percorrere per il ritorno allorigine, il
riconoscimento cioè della nostra natura divina. E questa strada è il riconoscimento di
ciò che siamo, nella nostra totalità. |
Anche lo psicanalista junghiano James
Hillman, con la sua teoria della ghianda, ci parla dellimportanza
dellimmagine originaria con cui siamo venuti al mondo e che ci definisce: |
«Limmagine originaria è
presente tutta in una volta (
), tutte le parti si presentano simultaneamente
(
); noi nasciamo con un carattere, che è dato, che è un dono, come nella fiaba
delle fate madrine al momento della nascita (
). Prima della nascita, lanima di
ciascuno di noi sceglie unimmagine o disegno che poi vivremo sulla terra, e riceve
un compagno che ci guidi quassù, un daimon, che è unico e tipico nostro». |
Al centro della teoria della
ghianda vi è il mito di Er che Platone racconta nella sua Repubblica. Il mito
prosegue dicendo che venendo al mondo e avendo bevuto dal fiume Amelete che scorre nella
pianura del Lete dimenticanza perdiamo memoria della nostra scelta, ma il
Daimon no. |
«E il Daimon che ricorda il
contenuto della nostra immagine, gli elementi del disegno prescelto, è lui il portatore
del destino che ci siamo scelti». |
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La carta di nascita dunque rivela la
struttura potenziale della monade, il paradeigma di Platone, forma fondamentale che
abbraccia lintero destino di una persona. Quasi che attraverso la carta del cielo il
nostro Daimon ci ricordasse il progetto che abbiamo scelto di attuare. |
Allora non ha più motivo neanche la
polemica tra determinismo e libero arbitrio. Naturalmente è il contrario: non sono le
corrispondenze astrologiche a determinarci e a non renderci liberi, ma lignoranza
sulla nostra reale natura, lillusione dellIo di essere libero nel determinarsi
come più gli piace. Illusione smascherata sia dalla intuizione psicanalitica che ha
portato a scoprire nella psiche, accanto ad un aspetto diurno e cosciente, un aspetto
notturno ed inconscio che è però altrettanto attivo e da cui lIo è
inconsapevolmente determinato nel suo esprimersi, sia dalle più antiche tradizioni di
consapevolezza orientali che hanno sperimentato essere lIo cosciente una struttura
limitata e fallace. La cosa più importante da capire è che non possiamo sfuggire al
nostro modo basilare di essere, possiamo solo conoscerlo meglio e accettarlo per poter
lavorare in conformità con esso. La sofferenza psicologica è data proprio da questa
pretesa di essere ciò che non si è. La carta del cielo di un individuo è il simbolo
della sua libertà perché è il simbolo di ciò che egli è; lastrologia con
linterpretazione delloroscopo di nascita e lanalisi dei transiti può
aiutarci in tale acquisizione di verità permettendoci di comprendere le forze in campo
nella nostra vita psichica. |
In altri termini la carta del cielo
restituisce allindividuo il proprio mito personale. Gli astri non sono fuori di noi
ma, come dice Shiller, nel tuo cuore sono le stelle del tuo destino; vivono
dunque ed operano nella nostra psiche: coglierli nella loro unitaria configurazione
significa cogliere e vivere il nostro mandala interiore. |
Come afferma il filosofo neoplatonico
Giamblico, «conosceremo con altrettanta chiarezza i mezzi per placare la collera degli
dei se impareremo a conoscere quel che sia questa collera». Potremo scoprire allora
che la collera degli Dei è provocata solo dal nostro lasciarli in ombra e dal tenerci da
loro lontani. |
Detto questo, tanto più saremo liberi dal
determinismo, cosmico o psicologico che sia, quanto più la consapevolezza e la volontà
ci porteranno a trascendere la condizione egoica, il cui funzionamento è assoggettato a
leggi precise, e ad abbracciare la nostra dimensione spirituale. Sempre Giamblico,
parlando delle Cause Prime, ne definisce la superiorità poiché «sanno e contengono
in sé tutto ciò che è inferiore, poiché in se stesse abbracciano tutto simultaneamente
nellUnità».
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Conferenza tenuta allAssociazione
Italiana di Psicologia Transpersonale |