ASTROLOGIA,
COUNSELING E LAVORO CON LE EMOZIONI: DUE APPROCCI A CONFRONTO |
di Angela Leonetti |
Conferenza CIDA Roma 13.2.2003 |
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Lastrologia
dispone di strumenti autonomi adeguati di lavoro con le emozioni? Se sì, quali sono? E se
no, eventualmente, perché? |
Il
lavoro con le emozioni è senza dubbio parte integrante del counseling, e in particolare
del counseling gestaltico, in quanto professione di aiuto di impronta psicologica. |
Come
ho avuto modo di precisare in altre occasioni, il termine counseling da me utilizzato non
sta ad indicare genericamente lattività di consulenza astrologica (il fare
lastrologo, per intenderci) quanto una specifica professione di aiuto, ormai
da anni qualificata e disciplinata a livello europeo, il cui campo dazione è
circoscritto alle situazioni di crisi che impediscono il pieno funzionamento di una
personalità individuale altrimenti ben strutturata, in altre parole che impediscono
allindividuo di attingere in modo libero, congruente, creativo e costruttivo a tutta
la gamma di risorse interne ed esterne a sua disposizione, alla pienezza delle sue
potenzialità. Il counseling quindi non opera in regime di de-strutturazione e
ristrutturazione dei nuclei profondi della personalità, per le quali è invece indicata
la psicoterapia. |
In
questa sede il termine astrologia non si riferisce a tutte le astrologie
praticabili, ma unicamente allastrologia psicologica, che costituisce il mio
principale interesse; e il termine counseling, oltre allaccezione
specifica cui ho appena accennato, si riferisce in particolare al counseling di impianto
gestaltico, ossia al counseling derivato dalla psicologia e dalla psicoterapia della
Gestalt. |
Vorrei
introdurre questa mio contributo citando alcune frasi tratte dalla relazione di Glenn
Perry (psicoterapeuta e astrologo statunitense) per la United Astrology Conference
tenutasi in Florida nel 2002 (1). Il titolo della relazione è Introduzione alla
psicologia astrologica (An Introduction to AstroPsychology), e al di là
dellinversione dei termini (psicologia astrologica invece di
astrologia psicologica) che qui Perry considera intercambiabili quanto al
rispettivo ordine, le sue osservazioni mi sembrano utili per avviare un confronto tra il
modo di operare delle discipline psicologiche (tra le quali va annoverato il counseling) e
il modo di operare dellastrologia di tipo non previsionale [la traduzione dei passi
riportati è mia]: |
La
psicologia astrologica (
) nello specifico, è il tentativo di integrare i principi
dellastrologia con i concetti e le tecniche psicologici, specialmente nella misura
in cui questi ultimi si rapportano al lavoro con i clienti su base costante e continuativa.
Invero la psicologia astrologica è una teoria della personalità (
)
significativamente più complessa di ogni altra teoria della personalità sviluppata in
epoca moderna. (
) [ed] è [anche] uno strumento diagnostico; essa offre un quadro della
struttura archetipica della psiche ciò che abbiamo in comune con tutti gli esseri
umani come anche della struttura psichica dellindividuo [la sua carta di
nascita]. (
) [Essa] (
) punta e ci mantiene nella giusta direzione, pertanto migliora il lavoro
interpretativo ed accelera lintero processo terapeutico. (
) [La carta di
nascita] assiste il terapeuta tanto nella diagnosi che nella prognosi, giacché
laddove simboleggia conflitti e complessi innati individua anche [grazie ai transiti e
alle progressioni] aree e periodi di probabile crescita. Nel campo della psicologia
moderna non esiste nulla di analogo. (
) Nella maggior parte del mio lavoro
psicoterapeutico, io non parlo con i miei clienti della loro carta di nascita, la utilizzo
semplicemente come strumento diagnostico; ma in quanto tale essa accelera enormemente la
fase di diagnosi e mi aiuta ad empatizzare più profondamente e rapidamente con la visione
del mondo del mio cliente - vale a dire con la sua mitologia personale. (
) Lastrologia non
è una terapia più di quanto una radiografia non costituisca una cura per il cancro.
È uno strumento
diagnostico, ma di gran lunga superiore ad ogni altro messo a punto dalla
psicologia. |
Sempre
Perry, sulla ben nota contrapposizione fra astrologia psicologica e astrologia predittiva
o orientata allevento, osserva: |
Troppo
spesso lastrologia viene sovvertita in un tentativo di evitare gli eventi negativi.
(
) Lassunto implicito è che la conoscenza del futuro possa essere usata per
stornare catastrofi o sfruttare opportunità. (
) [Ma a parte il fatto che] talvolta
la catastrofe e la tragedia sono necessarie in quanto tali (
) io non credo che
lastrologia debba essere usata come profilattico contro linseminazione di
energie cosmiche indesiderate. (
) [Inoltre] lastrologia psicologica non
presume una separazione tra la psiche e levento (
) pertanto la domanda
pertinente non è come posso evitare questa esperienza negativa (come se si
trattasse di una mera intrusione virulenta priva di significato o di valore per la nostra
vita), bensì cosa
posso imparare da questa esperienza. Il primo atteggiamento non manca di
unarroganza
cui è incline specialmente lastrologo orientato allevento. |
Di
quanto Perry afferma mi colpiscono i seguenti tre punti: |
1)
Laccenno
allutilità di unintegrazione fra astrologia e psicologia soprattutto nel
lavoro con i clienti su base costante e continuativa. Il lavoro su base
continuativa accomuna psicoterapia e counseling (questultimo per contratti di durata
molto più breve) differenziandoli dallastrologia, le cui tecniche interpretative e
predittive non sono concepite nellottica di contatti ripetuti con lo stesso cliente,
anche se ciò può naturalmente avvenire. Elaborare le emozioni, tuttavia, non è cosa che
può agevolmente effettuarsi in una sola consultazione. |
2)
Laffermazioni
che lastrologia sia per sua natura tanto una teoria della personalità che uno
strumento diagnostico; che essa migliori il lavoro interpretativo; che
la carta di nascita assista il terapeuta tanto nella diagnosi che nella
prognosi; che infine non sia una terapia più di quanto una radiografia non
costituisca una cura per il cancro, riprendono il primo punto e stabiliscono una
distinzione interessante: lastrologia potenzia e accelera la diagnosi, velocizzando
la personalizzazione della teoria psicologica di riferimento, mentre la psicoterapia (e in
misura circoscritta il counseling) si occuperebbe, appunto, del lavoro terapeutico.
Parrebbe quindi che lastrologia, di per sé, non possa lavorare su
niente, tanto meno sulle emozioni. E può darsi che al momento questa sia lunica
conclusione possibile, visto che, non a caso, allo stato attuale delle cose
lastrologia deve ricorrere a tecniche che se non sono predittive sono psicologiche
(quasi a sostituire unappendice operativa con unaltra), e che la stragrande
maggioranza degli astrologi ad orientamento psicologico è professionista in entrambi i
settori. |
3)
Lalto
valore educativo ed evolutivo attribuito alla elaborazione degli eventi considerati
negativi in quanto spiacevoli (cosa posso imparare da questa esperienza),
unito al giudizio di arroganza attribuito da Perry allatteggiamento predittivo
dellastrologia tradizionale (non orientata alla psicologia). In verità osserverei
che anche il punto di vista di Perry, e in generale dellastrologia psicologica, non
manca di arroganza nel momento in cui dimentica di considerare che ogni esperienza
spiacevole e/o indesiderata deve essere elaborata a tutti e tre i livelli di
espressione di cui parla Liz Greene ne I complessi psicologici nelloroscopo(2).
Chiedersi cosa posso imparare da questa esperienza attiva solo il livello
cognitivo-simbolico del significato, e trascura pericolosamente il fardello spesso più
pesante dei transiti dinamici, ossia le emozioni potenti che li accompagnano. |
In
realtà lastrologo, al pari di ogni altro professionista nella relazione di aiuto,
viene consultato in momenti di forte difficoltà, vale a dire, come ben sa chi pratica,
nel caso di transiti difficili dei pianeti lenti, da Saturno a Plutone. Si tratta di
transiti non di breve durata, pertanto il lavoro sulle emozioni risulta cruciale per
vivere la dimensione oggettiva (le circostanze esterne) al meglio delle possibilità
soggettive, e perché ciò accada le emozioni devono fungere da combustibile, non da grave
intralcio. Parrebbe però che lastrologia non sia in grado di svolgere tale lavoro
se non con lausilio di tecniche esterne ad essa. In definitiva, le tecniche non
specificamente predittive di cui essa dispone non sono propriamente di lavoro a lungo
termine quanto di indagine, e questo vale per le emozioni come per ogni altra realtà
psichica. |
Il
counseling gestaltico ricorre a una varietà di tecniche (per agevolare lo sblocco della
crisi a livello cognitivo, emotivo-affettivo e corporeo, e il conseguente cambiamento)
sulle quali non è possibile dilungarsi in questa sede. Alla loro base vi sono però dei
principi teorici che a mio avviso possono risultare utili per un possibile
lavoro astrologico con le emozioni. |
a)
la teoria del Sé come processo di contatto-ritiro fra lindividuo e
lambiente per il soddisfacimento dei bisogni e dei desideri che costantemente
emergono(3); il Gestalt counselor non considera il Sé del cliente una entità
fissa o una struttura invariabile, pertanto lastrologo counselor può lavorare
con la carta del cliente in modo dinamico, considerando transiti e progressioni come fasi
di emersione o riemersione di particolari bisogni e desideri, e lavorare con le emozioni
in questottica; |
b)
lattenzione costante al qui-e-ora mediante ciò che viene definito continuum
di consapevolezza a tutti i livelli di esperienza (cognitivo-verbale, immaginativo,
emotivo, corporeo); lastrologo counselor può stimolare il cliente a restare in
contatto con le proprie emozioni, così come sono, momento per momento; può stimolarlo a
muoversi, per così dire, un passo avanti laltro, senza proiettarsi
compulsivamente nel futuro. Questo è utilissimo nel caso di transiti dinamici dei pianeti
lenti, come avrò modo di sottolineare fra poco. |
c)
la teoria paradossale del cambiamento, per cui si cambia davvero tanto più si sta
in contatto con ciò che è (4); imparare a tollerare un elevato grado di tensione e
frustrazione per periodi anche lunghi è la vera e propria fucina dei transiti difficili,
e lastrologo counselor può lavorare con il cliente in questo senso. |
d)
losservazione fenomenologica intesa come attenzione a ciò che appare, e che
comporta in particolare il divieto metodologico di interpretare e fornire soluzioni.
Questultimo principio può fungere da salutare correttivo per lastrologo, i
cui strumenti tradizionali lo portano proprio a interpretare e fornire soluzioni a tutto
spiano. Osservare ciò che appare, per esempio lennesima carta con gli ennesimi
terribili aspetti come se fosse la prima carta che ci compare davanti con quegli aspetti,
può aiutarci a spostare lattenzione dalla carta allindividuo (assolutamente
unico) che abbiamo di fronte. |
Considero
strumenti astrologici di indagine e di possibile lavoro con le emozioni soprattutto gli
aspetti dinamici di nascita o di transito che coinvolgono, tra i pianeti personali, la
Luna e Marte, e poi naturalmente i pianeti lenti, da Saturno a Plutone. In questo senso
attribuirei a Venere uno status un po particolare, perché in confronto a Luna e
Marte è un pianeta quasi razionale, un pianeta che regola o veicola le
emozioni più raffinate e i sentimenti, che è legato ai gusti e ai valori personali. Non
vedrei Venere, in altre parole, come una funzione del soddisfacimento di bisogni
fondamentali. Mentre le emozioni legate alla Luna e a Marte sono emozioni quasi sempre
primarie, ossia necessarie al nostro benessere (sicurezza, nutrimento, appartenenza,
possesso, accudimento
- Luna) e alla nostra sopravvivenza (aggressività, attacco,
autodifesa, eros
- Marte). |
A
tal proposito può essere interessante notare che nella Gestalt la consapevolezza
sensoriale perspicace che permette alla persona di utilizzare ciò che per lei è
nutriente (
) e di rifiutare ciò che non lo è (
) [la Luna!] e di distruggere,
destrutturare le esperienze (
) attraverso luso dellaggressione
[Marte!] sono alla base di quella che viene definita autoregolazione organismica
efficace(5). |
Personalmente
ho qualche difficoltà a distinguere sempre e in ogni caso le emozioni legate alla Luna da
quelle legate a Venere. Sarà che sono Cancro ascendente Bilancia, e quindi le istanze di
entrambi i pianeti sono per me ugualmente insopprimibili; sarà che tutte le emozioni
concernenti la vita affettiva non specificamente erotica sono dominio tanto delluna
che dellaltra: non so. Fatto sta che lunico criterio che attualmente mi aiuti
è la possibilità di distinguere tra bisogni e desideri: in genere, quando mi occorre per
capire, attribuisco i primi alla Luna, i secondi a Venere. Per intenderci, definisco come
bisogno, in questa sede, unesigenza caratterizzata da stato di
necessità e quindi da attaccamento, mentre parlo di desiderio nellaccezione
venusiana di esigenza dettata da gusti e preferenze personali, il cui soddisfacimento
aumenta il nostro benessere ma non è necessario ad esso. Se può essere utile un
paragone, è come lamore materno (di nuovo la Luna) rapportato allamore per un
compagno (di nuovo Venere): il primo è necessario alla salute psichica, il secondo no,
anche se il viverlo contribuisce di molto alla nostra felicità. |
Per
inciso, la psicoterapia della Gestalt, e il counseling che ne deriva, non distinguono
particolarmente tra bisogni e desideri dal punto di vista pratico, nel senso che
utilizzano le medesime tecniche per il soddisfacimento di entrambi. Lastrologia, che
non dispone di tecniche di lavoro psicologico bensì di tecniche di indagine o di
previsione, offre con la Luna e con Venere lopportunità di lavorare in
separata sede, mirando al soddisfacimento dei bisogni lunari attraverso
unazione (Marte) mediata dai desideri venusiani, e purificata dalla componente
compulsiva delle emozioni sollecitate dai pianeti lenti in aspetto dinamico. È noto
infatti che gli aspetti e i transiti dinamici dei pianeti lenti scatenano potenti emozioni
caratterizzate prevalentemente da ansia, paura, impotenza, confusione, frustrazione,
rabbia, dolore, e che tali emozioni devono essere prima di tutto individuate e accettate
perché si produca con il tempo un cambiamento costruttivo. |
A
questo punto potrebbe essere utile un elenco sistematico di situazioni emotive legate a
particolari posizioni di Luna, Venere o Marte con ciascuno dei pianeti lenti, tuttavia mi
astengo dal farlo per due motivi. Il più importante è di natura soggettiva: non sono una
professionista in campo astrologico e neppure (ancora) nel counseling, ma solo una
studiosa diciamo così di entrambe le discipline; un elenco di questo genere
richiederebbe da parte mia un impegno esclusivamente cerebrale (eccezion fatta per gli
aspetti e i transiti relativi al mio tema di nascita e a quello di amici e conoscenti) che
risulterebbe privo della credibilità di unesperienza professionale sufficientemente
ampia. |
Il
secondo motivo è che il mondo dei simboli e dei significati astrologici, e ancor più
delle emozioni, è estremamente fluido, e come ebbi modo di notare in unaltra
occasione a proposito dei transaturniani, non trae molto beneficio dalle classificazioni
nette. Pertanto mi limiterò ad offrire dei suggerimenti di lavoro su alcune classi di
configurazioni astrologiche caratterizzate, a mio avviso, da particolari tonalità
emotive, e in merito alle quali sento di potermi esprimere con sufficiente convinzione. |
Chiunque
si sia trovato nelle secche o, in alternativa, nelle tempeste emotive di un transito
difficile di Saturno, Urano, Nettuno o Plutone alla Luna, Venere o Marte, ha ben presente
cosa sia uno stato di necessità o di emergenza emotiva. A ben guardare, al di là delle
storie che possiamo raccontarci (dal voglio sapere come andrà a finire al
voglio utilizzare questa terribile esperienza per crescere), è il livello
emotivo dei transiti a portarci dritti dritti dallastrologo, e non altro. Qualunque
cosa, purché finisca e lo faccia in fretta. Ora, è proprio sulla fretta che mi piace
soffermarmi, perché i pianeti lenti non sono, evidentemente, lenti a caso. Qualunque cosa
essi forgino allinterno della nostra psiche, è qualcosa che prende forma
lentamente, e questo vale anche nel caso di Urano, la cui rapidità nel distruggere può
distogliere lattenzione dal fatto che la vera libertà è il più delle volte un
processo a costruzione lenta. |
Linsopportabilità
emotiva di certi transiti dinamici (e se è per questo anche di molti aspetti dinamici di
nascita) nasce proprio dal contrasto lacerante tra la macerazione lenta, richiesta da tali
transiti/aspetti, e la sgradevolezza delle emozioni che a tale macerazione inevitabilmente
si accompagnano. Abbiamo la sensazione di non poter sopportare un minuto di più un tale
stato di tensione, e le nostre azioni a quel punto sono inconsciamente guidate
dallunico bisogno che tutto abbia termine. |
I
dettagli del quadro possono variare a seconda del pianeta che transita: ho notato di
recente, per esempio, che nel caso di Saturno sono i conti emotivi col passato che
emergono prepotentemente alla ribalta. In questo caso è sicuramente utile, come
suggerisce Tracy Marks in The Astrology of Self-Discovery, recuperare ricordi
di eventi e stati emotivi dellultimo transito dinamico di Saturno allo stesso
pianeta personale, perché risultano davvero illuminanti. Lo sensazione emotiva di fondo
di un transito di Saturno può essere espressa dal seguente concetto: è sempre
andata così, e non vedo perché questa volta dovrebbe andare diversamente. Per
Saturno il passato determina il futuro con una logica matematica schiacciante, che deve
invece essere smascherata e demistificata. Solo allora si potrà lavorare con tutta la
gamma delle emozioni saturnine (deprivazione, solitudine, aridità emotiva, senso di
colpa, ecc.) in modo da porre le basi per un futuro che possa costituire effettivamente
una rottura con certi schemi del passato. Un percorso di lavoro sulle emozioni colorate da
Saturno può essere allora il seguente: distinguere ciò che realmente si prova da ciò
che si è sempre provato in situazioni analoghe. Riconoscere che le paure attuali
appartengono al passato, e potrebbero non essere funzionali alla situazione che si sta ora
vivendo. |
La
percezione emotiva di una frattura insanabile con il passato è invece la dimensione
dominante di un transito dinamico di Urano; il bisogno urgente di libertà scaturisce
dritto dal senso di soffocamento, dalla paura di ristagnare a morte nella
situazione in cui ci si trova (lavorativa, affettiva, ecc.) se non agisce in fretta. Al
contrario è opportuno con tali transiti vivere con il freno a mano tirato (specie con i
transiti di Urano a Luna e a Venere), in quanto lo stato di urgenza messo in scena da
Urano potrebbe non corrispondere ai nostri reali bisogni, desideri e valori. Occorre
pertanto lavorare accuratamente sulla frustrazione generata dal tentativo, da parte
dellastrologo counselor, di inibire lazione del consultante/cliente. |
Per
inciso, osserverei che questo tipo di lavoro è necessario in tutti i transiti dinamici
dei pianeti lenti a Marte: lazione che sorgerebbe spontanea in tali
casi, infatti, ha alte probabilità di risultare prodotta da senso di inferiorità e
inadeguatezza (Saturno); da manipolazione (attraverso il sacrificio) o da debolezza e
inefficacia dovute a una mancata messa a fuoco dei reali obiettivi (Nettuno); da
pericolosità fisica o psicologica per se stessi o per gli altri (Plutone); da bisogno di
autoaffermazione fine a se stesso e/o a spese di qualcun altro (Urano). |
Un
possibile percorso di lavoro sulle emozioni colorate da Urano sarebbe allora il seguente:
utilizzare ciò che si prova per rinnovare vecchie strutture invece di distruggerle, o,
nel caso non sia possibile, porre fine a ciò che non può essere comunque portato avanti
limitando con molta attenzione i danni alle parti sane. |
La
dimensione emotiva di Plutone è sicuramente dominata da un senso di impotenza profondo e
radicale, e su tale punto rimando alle ottime pagine che Liz Greene vi dedica ne I complessi psicologici
nelloroscopo. Le emozioni colorate da Plutone hanno tonalità deliranti
ed ossessive; il bisogno urgente e insopprimibile è quello di dimostrare a tutti i costi
e con ogni mezzo il nostro potere, proprio nel momento in cui la nostra condizione esterna
o interiore ci priva di ogni strumento per farlo. Il lavoro principale qui consiste nello
stare con il panico e i sentimenti di impotenza, e nellimparare a
sentire che non verremo distrutti pur in condizioni di estrema vulnerabilità. Potrebbe
esistere una sola eccezione a questultima regola, e riguarda i transiti dinamici di
Plutone a Marte. Marte presiede infatti la sopravvivenza in senso lato: se la sua
posizione di nascita è particolarmente debole, o se le emozioni relative agli impulsi
aggressivi e di autodifesa non sono mai state elaborate in maniera adulta e consapevole,
credo che un transito dinamico di Plutone possa arrivare, in determinate ed estreme
condizioni, a minacciare la stessa sopravvivenza fisica. |
È
inoltre necessario, sempre nel caso di Plutone, dipanare pazientemente il labirinto di
delirio e ossessione nel quale lindividuo è imprigionato, distogliendolo dal
guardare continuamente luscita alla ricerca di unimprobabile scorciatoia. Non
di rado con Plutone luscita è ben visibile, non così la lunghezza del percorso
(non è possibile procedere per rettilinei) e la logica che governa il labirinto stesso
(le false piste abbondano). Come possibile linea guida per il lavoro sulle emozioni
plutoniane suggerirei: non giudicare ciò che si prova, non averne paura e non servirsene. |
Anche
la scena emotiva nettuniana può dirsi labirintica, con la differenza che non si riescono
a individuare né il labirinto né luscita, si procede semplicemente nella nebbia.
Le emozioni nettuniane vengono collegate spesso, e correttamente, alla spiritualità, alla
creatività, al sacrificio, e anche alla debolezza e alla confusione. Io vorrei
sottolineare qui il senso di paralisi derivante dalla mancanza assoluta di forme visibili:
che si tratti di una situazione esterna o di un paesaggio interiore, il bisogno urgente è
quello di definire e delimitare anzitempo, mentre il lavoro necessario riguarda, al
contrario, la resa incondizionata al fatto che la situazione che si sta vivendo non ha
forma né precisi limiti, unita alla fiducia che quei limiti e quella forma emergeranno.
La fede di cui si parla tanto a proposito di Nettuno può riguardare nientaltro che
questo, e non è poco. Cè infatti da rilevare che finché siamo su questo pianeta,
ogni cosa è destinata, prima o poi, ad assumere una forma: illudersi del contrario fa
parte anchesso dellatmosfera emotiva caratteristica degli aspetti dinamici di
Nettuno, e può ingenerare, paradossalmente, un gusto per la paralisi e linazione,
viste come rassicuranti in rapporto alla responsabilità che deriva dalla scelta. Il
transito di Nettuno va dunque sorvegliato, per poterne cogliere i segnali di
svolta che prima o poi si presenteranno. |
Latmosfera
emotiva nettuniana è particolarmente difficile da gestire soprattutto quando colpisce
Marte: essere coscienti di emozioni che somiglino vagamente alla collera e alla rabbia
diventa allora unimpresa disperata, e intanto il risentimento mette radici. Occorre
demistificare ogni messa in scena sacrificale, perché il rischio è che Nettuno serva
Marte mentre Marte (lindividuo) è convinto del contrario. Espressioni come
sono in grado di lottare solo per gli altri, non sono capace di ottenere
qualcosa per me stesso vanno vagliate attentamente durante un transito dinamico di
Nettuno a Marte. Il punto non sta nel colpevolizzarsi, ma proprio nel rivendicare il
diritto di lottare, correttamente, nel proprio interesse, e riconoscersene la capacità
senza ipocrisie. Un possibile percorso di lavoro sulle emozioni colorate da Nettuno
diventa allora il seguente: attendere che ciò che stiamo vivendo assuma contorni precisi
o comunque intelligibili, sapendo che lo farà; cercare di non stabilire anzitempo quali
dovrebbero essere tali contorni; infine, praticare onestà assoluta in merito a quello che
proviamo, dal momento che avremo comunque la responsabilità delle azioni che ne
scaturiranno. |
|
NOTE |
(1)
www.uacastrology.com/spkrperry.html |
(2) Liz Greene, I complessi psicologici
nelloroscopo. Psicologia e predizione, Roma, Astrolabio, 2002, pp.
123-129. |
(3) E. Giusti, V. Rosa, Psicoterapie della
Gestalt. Integrazione dellevoluzione pluralistica, Roma, Edizioni
Scientifiche Aspic, 2002. |
(4)
P. Clarkson, Gestalt
Counseling. Per
una consulenza psicologica proattiva nella relazione di aiuto, Roma, Sovera
Multimedia, 1992. |
(5)
P. Clarkson, cit.,
p. 37. |