YOD ED EREDITA’


di Clara Tozzi e Rosamaria Lentini

 

 

Così come abbiamo un’eredità biologica, così possiamo considerare che esista un’eredità psichica, che ci accompagna facendo parte del nostro personale mito familiare.

 

La storia dell’analisi di questi temi è nata curiosamente, e comunque in linea con gli strani intrecci che spesso uno Yod propone a chi voglia approfondire questa configurazione. L’amicizia delle due autrici è nata chiacchierando sedute su una panchina parlando di Yod e scoprendo che entrambe ne portavano uno nel loro tema. Poi è proseguita sulla mailing list “Convivio Astrologico”, e lì hanno cominciato a parlare di Andrea, dello Yod nel suo tema, del possibile collegamento con lo Yod presente nel tema del nonno.

 

Andrea è un ragazzo brillante ed inquieto, da alcuni anni in analisi. Nel suo tema c’è uno Yod, configurazione abbastanza particolare ma non rarissima, costituita da due quinconce che convergono su di un punto e che hanno alla loro base un aspetto di sestile. Uno Yod non è semplice da interpretare, essendo costituito da aspetti che hanno qualcosa di ambivalente nella loro energia, che non permette di classificarli in maniera chiara e definitiva. Il sestile stesso, pur rappresentando un aspetto tradizionalmente positivo, se non viene usato consapevolmente e con un impegno preciso tende a rimanere ‘lettera morta’, o comunque una qualità non impegnata nella vita. Il quinconce, invece, nel tempo tende a dare una forte sensazione di frustrazione, causata dal non riuscire ad indirizzare le energie coinvolte, pur ‘sapendo’ che se esse fossero padroneggiate, permetterebbero una grande soddisfazione personale e la realizzazione di potenziali di cui si è avvertita nitidamente l’esistenza. Uno Yod, infatti, contiene una fortissima carica energetica, ma chiusa in se stessa e quindi foriera di ignote tensioni interne: la comprensione e risoluzione dello Yod e la liberazione delle energie intrappolate possono veramente segnare un nuovo corso di vita, similmente a come può essere fortemente frustrante rimanere nelle strettezze di uno Yod che non ha avuto uno scioglimento.

Il caso di Andrea è particolarmente interessante perché il suo Yod fa parte di un’eredità, passata a lui dal nonno materno per via diretta per il tramite della madre e, indiretta, per quello del padre.

Il lavoro, prima di pubblicarlo, è stato sottoposto ad Andrea, affinché lo verificasse nella sua attendibilità. Va precisato che ha una buona conoscenza dell’astrologia, per cui la sua verifica è stata anche di tipo tecnico. L’approvazione è stata totale e di suo pugno ha aggiunto delle precisazioni, che in parte sono state riportate. Ha dato, inoltre, il consenso a che il materiale fosse messo a disposizione della Mailing List.

 

Andrea è uno Scorpione con Sole in undicesima casa, quindi la base portante del suo “progetto” passa per la necessità di una trasformazione di sé per arrivare a conquistare il proprio potere personale e per diventare un uomo veramente libero, senza il bisogno di manipolare le emozioni altrui per avere il controllo emotivo di cui ha bisogno. Questo potere potrà tradursi in un grande carisma ed in una fortissima carica energetica da mettere al servizio di una causa utile per l’umanità. Come spesso succede ad un Sole di questo tipo, non ha potuto sperimentare a suo tempo una nutritiva fase di dipendenza, quella che tutti avremmo diritto di sperimentare, forse proprio per la necessità di doversi spingere a cercare e a trovare una sua personale indipendenza.

Plutone, governatore del Sole, è in posizione culminante, segnalando con la sua strettissima congiunzione al M.C. come l’eredità familiare materna costituisca uno schema molto potente nella vita di Andrea. Indubbiamente ci sono nella sua vita delle risorse creative imponenti (trigono con Giove, governatore dell’Ascendente Sagittario, in II casa), ma proprio Plutone è il vertice della Croce a T formata con l’opposizione tra le case prima/settima tra Venere e Saturno. Sicuramente Plutone è il pianeta dominante nel tema di Andrea, così come dominante, potente e minacciosa è stata letta la figura materna. E’ un archetipo che ha un conto aperto molto alto con il potere maschile, con cui è in guerra e di cui ha probabilmente subito l’autorità ingiusta, l’abuso e la limitazione alla propria realizzazione, facendo nascere un risentimento distruttivo. C’è una grande intensità emotiva che viene percepita nella madre, un grande desiderio di rivendicazione che passa attraverso il figlio.

Venere vicina all’Ascendente e con aspetti così difficili fa pensare ad un momento, poco successivo alla nascita, in cui il piccolo Andrea abbia sperimentato una sensazione terribile di abbandono da parte della madre, forse anche una paura di morire, di essere distrutto, probabilmente qualcosa di molto concreto sul piano degli eventi. La madre potrebbe aver subito una malattia o un grave lutto, proprio in quella fase, oppure potrebbe aver vissuto una fase di depressione; comunque sia è stata registrata una potente deprivazione affettiva e sensoriale.

 

Su questa lettura, Andrea così scrive:

Mamma voleva una bambina, Papà nessun figlio. Mamma desiderava una femmina che l’accudisse in vecchiaia e mi ha ripetuto fino allo sfinimento che io ero un maschio sbagliato (solo da qualche anno non lo dice più), Papà si sentiva troppo vecchio per avere un altro figlio. Se devo restituire il senso dei miei rapporti istintivi con un’immagine, direi che di mia madre ricordo il terrore di essere divorato e di mio padre la distanza assoluta. Quando mia madre scoprì che ero nato maschio ci rimase malissimo e fino a tre anni mi ripeté (sue sante parole) ‘ora sei nato così ed io ti accudisco lo stesso ma tu non devi farmi arrabbiare’. Non ho ricevuto allattamento, sempre mia madre dice che io non ho mai voluto il seno, appena mi ‘attaccava in petto’ io mi addormentavo preferendo a lei un biberon.”

 

Si imposta così un atteggiamento ambivalente, da un lato c’è la negazione e la falsazione dei propri bisogni attraverso il rifiuto ed il desiderio di autonomia, dall’altro c’è la paura di non farcela a sostenere la separazione e quindi di soccombere perché non ha potuto vivere dentro di sè alcuna certezza di essere accolto e protetto per quello che era.

L’opposizione radix Venere/Saturno è tra Capricorno/Cancro, e questa simbologia ci riporta alla dialettica tra le case IV/X, dove oltre a Plutone troviamo l’opposizione Marte/Urano, rispettivamente Ariete/Bilancia: sarà nelle relazioni affettive e familiari che si giocheranno le sue dinamiche tra dipendenza e autonomia, bisogno di calore affettivo e rifiuto per paura, instabilità, difficoltà nel dare e nel ricevere, controllo ossessivo per incapacità di fidarsi. Se l’archetipo materno ha la colorazione plutoniana, quello paterno non è da meno, il Sole è in Scorpione e il Fondo Cielo con Marte è in Ariete; tutto l’asse genitoriale parla di profonde problematiche di aggressività e di potere, che fanno supporre che la legge imperante fosse lo schiacciamento del più debole.

Andrea può essere descritto come una persona con un mondo interiore molto complesso, con una capacità di lettura degli altri straordinaria, con dei conflitti così intensi da bloccare a volte la sua energia, con sporadiche esplosioni distruttive: l’equilibrio emotivo è proprio un altro dei punti su cui dovrà lavorare, come suggerisce anche il quinconce Saturno/Nettuno. L’Ascendente Sagittario ne fa poi un ricercatore, spinto costantemente dal desiderio di aumentare la propria conoscenza e le proprie possibilità con viaggi, nuove filosofie, nuovi orizzonti che diano significato alla sua vita. Giove, maestro dell’Ascendente, in II casa ci dice che potrà contare su risorse intime e creative veramente considerevoli, che dovrà imparare ad usare non solo in direzione materiale.

 

La dinamica Venere-Saturno-Plutone probabilmente si è riattivata verso i 14/15 anni, quando Saturno è transitato in congiunzione a Venere, ricreando tutta la dinamica distruttiva dell’abbandono, dell’ingiustizia, della mancanza di sicurezze emotive, della necessità di sacrificare parti di sé per avere in cambio affetto. Guardando i transiti, infatti, a questa età non solo Saturno transitava su Venere in I casa contemporaneamente ad Urano, ma Plutone era in congiunzione al Sole.

 

Andrea è ed è stato sempre una persona amante dello studio, è molto intelligente, intuitivo e con un’ottima memoria (Mercurio in Scorpione). All’inizio dell’anno scolastico dell’87 subì una grave ingiustizia a scuola, episodio che sottolineò il conflitto in cui si trovava tra l’essere molto bravo ed essere accettato dai compagni. Questo gli generò una violenta crisi: per giorni pensò di suicidarsi, perché non poteva aggiungere al disamore e alla violenza che subiva in casa anche l’abbandono da parte dei compagni che lo potevano rifiutare come diverso. Da allora in poi divenne, in piena consapevolezza, uno studente nella media. Successivamente al pensiero di suicidarsi partorì quello di iniziare una psicoterapia, non appena avesse avuti i soldi per pagarla. Sono ormai tre anni che ha iniziato e sta molto meglio di prima.

 

Guardiamo ora alcune progressioni. Mercurio retrogrado diventa diretto proprio a 14 anni, cosa che coincide con un particolare cambiamento nel funzionamento di Mercurio-movimento che si aggiunge agli altri che abbiamo già visto.

Anche Marte è retrogrado, evento più raro, e per un Marte in Ariete questa forza trattenuta all’interno – ed in IV casa – è da considerare attentamente, perché è potente ed esplosiva ma nascosta, indica un’aggressività che tende a rimanere inconscia e che si manifesta prevalentemente nell’ambito delle mura domestiche, una rabbia interna che era già di suo padre e che viene percepita come irrazionale, scollegata dalla logica, imprevedibile e quindi difficilissima da conoscere e controllare. Inoltre l’opposizione Marte/Urano si riferisce quasi sempre ad un evento traumatico, e la IV casa nel percorso evolutivo dell’Io – secondo la scuola di Lidia Fassio – corrisponde al periodo che va dai due anni e mezzo ai quattro anni: se consideriamo che in larga congiunzione a Marte si trova anche Chirone è lecito supporre che in quel periodo ci sia stato un episodio che ha scardinato la stabilità del piccolo Andrea, qualcosa che ha rappresentato una dolorosa ferita.

Con questo Marte la battaglia per la propria affermazione e la conquista dell’autonomia e dei propri diritti può essere una guerra difficile e costosa. Marte diventa diretto dopo i vent’anni, e questo fa pensare che possa avergli permesso (anche se non in modo indolore) di cominciare a prendere coscienza dell’esistenza di un problema familiare – ma anche personale – che riguardava l’aggressività e l’autoaffermazione; a livello di transiti è coinciso con la prima quadratura di Urano a se stesso, che quindi è andato a quadrare anche Marte. A questo punto guardiamo quando si è formata per progressione l’esatta opposizione tra Urano e Marte: a 14 anni. Probabilmente l’episodio scolastico è solo la punta dell’iceberg del suo vissuto di quel periodo, che deve aver coinciso con una sensazione di frustrazione, di schiacciamento, di dolore e di rabbia che andavano a confermare le dinamiche principali che ritroviamo nel suo tema, e che avevano come radice le dinamiche che esistevano in famiglia.

 

Giove, governatore dell’Ascendente, si trova in Acquario in II casa: Andrea nasce alla vita allargandosi fiducioso verso nuovi orizzonti, ma presto segue una grave deprivazione, le sue aspettative si contraggono, poi arriva qualcosa di nuovo dall’ambiente che stimola la sua voglia di crescere, di conoscere... ma nella IV casa invece della rassicurazione che può consolidare una base stabile nella vita trova Marte. E’ proprio la dinamica Giove-Saturno: alla fine diventa difficile credere veramente in sé stessi, è come se appena le cose cominciano a girare per il verso giusto ci si mettesse sulla difensiva in attesa che arrivi il colpo basso; questo tende a limitare tutte le sue possibilità, come se non riuscisse più a dare ascolto correttamente a quello che suggerisce la sua parte interna, la sua intuizione e la sua fiducia in essa. A volte si troverà a credere ciecamente nelle proprie possibilità, sordo al senso del limite e all’ascolto degli altri, e a volte sarà frenato del dubbio di non essere all’altezza o dalla paura del giudizio altrui.

In quest’ottica diventa visibile la situazione di impotenza (quindi di sofferenza) che ha sperimentato verso i 14 anni: l’essere facilmente brillante negli studi era un modo per accrescere la propria autostima ed il senso di valore di sé (Venere), ma lo metteva in condizione di dover ‘sostenere’ a livello psicologico il fatto di non essere amato ed accettato dai compagni, prova necessaria da superare se voleva diventarne il leader; cosa durissima per una Venere lesa in I casa.

 

Saturno in VII casa si riferisce ad un modello di relazione che lui ha visto funzionare in famiglia, secondo cui la relazione è un peso ma è anche la struttura necessaria, comunque è un peso a cui non ci si può sottrarre, che comporta una perdita di potere (quadrato Plutone), un agire “per forza”, una rinuncia alla libertà di scelta, un’adesione alla richiesta di “fare”. Il quinconce con Nettuno non fa che alimentare la sensazione di essere “obbligato a dare”, come se in certe circostanze non riuscisse assolutamente a dire di no; come se non vedesse la possibilità di dire no. Naturalmente non ci sarebbe nessun problema se potesse decidere consapevolmente di donare (e non sarebbe un sacrificio, né un cedimento o una sconfitta ma un’offerta di sé consona al suo Nettuno in XII, considerando anche la Luna in Pesci), ma questo è proprio ciò che deve imparare: a non rinunciare, accumulando però rabbia, senso di ingiustizia, sentimenti di impotenza e di svalutazione che lo conducono poi a distruggere indiscriminatamente ogni conquista fatta, oppure a somatizzare disturbi acuti. L’episodio della frustrazione scolastica raccontato prima, a cui seguì la sua decisione di rinunciare a ‘brillare’ conducendolo a pensieri autolesivi, illumina proprio questa parte.

 

Osserviamo lo Yod: Nettuno in XII casa forma un sestile con Giove in II, entrambi formano quinconce con Saturno in VII casa, descrivendo una dinamica di spinta verso l’esterno per portare fuori le sue splendide risorse interne, a cui succede un blocco, dovuto probabilmente ad una grande paura. Gli altri tende a vederli come potenziali nemici, che chiedono troppo, che se non sta attendo lo tiranneggiano e lo sfruttano, oppure alternativamente sono coloro che non lo accettano, che lo possono umiliare e far soffrire se si affiderà a loro. Nettuno vuole trasformare questo punto, vuole trasformare la volontà di potere che nasce dal risentimento e dalla frustrazione in amore per la vita e in un senso religioso della stessa.

Per interrompere questo schema Andrea ha una dote naturale suggerita proprio dal sestile tra Giove e Nettuno: è come se ci fosse nel suo interno una capacità assolutamente istintiva di penetrare nel significato delle cose, di vedere oltre quello che gli altri vedono, un nucleo di intelligenza emotiva che potrebbe essere la base per costruire una sua vita basata su valori spirituali (Nettuno in Sagittario in XII casa) e filantropici (Giove in Acquario in II casa). Credere in queste doti – che corrispondono ad una grande armonia con le energie universali – ed averne fiducia consente la trasformazione indicata da Saturno, quella che probabilmente da generazioni non riesce nella sua famiglia.

Queste risorse si vanno naturalmente ad aggiungere al già brillantissimo Mercurio in Scorpione, in trigono alla Luna in Pesci. Andrea per utilizzare queste doti dovrà andare a recuperare la sua Venere, il senso di valore interno che gli consentirà di distinguere meglio che cosa davvero gli piace e gli fa bene e di scegliere liberamente verso cosa andare. Il trigono di Giove a Plutone sul M.C. fa pensare che la sua creatività e le sue capacità debbano esprimersi e svilupparsi nella carriera lavorativa, anche se è la sua capacità di stabilire delle relazioni corrette e soddisfacenti che diventa il terreno privilegiato su cui lavorare, sia a livello privato che professionale. Nel lavoro dovrà probabilmente superare nel tempo delle difficoltà, con quel Plutone: riconoscere l’autorità non è facile per lui, ed è possibile che lavorando nelle istituzioni (Sole in XI) debba scontrarsi con figure che gli ripropongono ingiustizie; saranno occasioni per risolvere il suo problema col potere. D’altronde fa parte del suo progetto, per questo gli serve tanto recuperare il pieno funzionamento di Saturno, con tutto il distacco emotivo dalle passioni che comporta!

Inoltre è importante considerare che Plutone è certamente congiunto strettamente al M.C. ma è già entrato nella IX casa: di nuovo questo è abbinamento dei valori gioviali e plutoniani, così come quelli che uniscono Sole e Ascendente. Questo dà un impulso ulteriore alla sua ricerca di un profondo significato della vita, al suo interesse per la psicologia, per la filosofia, per la religione, per tutto quello che permette di sondare e conoscere le leggi che regolano il funzionamento delle cose nel mondo e nello spirito. Inoltre da ciò possiamo dedurre che i genitori hanno manipolato profondamente la sua possibilità di operare delle scelte vocazionali e professionali.

 

Infatti i genitori fin dalle medie non gli hanno mai consentito di andare per la strada che lui avrebbe scelto, ed anche all’Università lo hanno messo in condizione di poter proseguire gli studi solo se si piegava alla loro volontà (naturalmente sempre per il suo bene!) svalutando in ogni modo la sua capacità di scegliere bene per se stesso.

Circa un anno fa Andrea ha vissuto il ritorno di Saturno, avvenuto con il transito di Plutone congiunto all’Ascendente, mentre ora Nettuno è al quadrato del Sole. Sta imparando a dire di no (semplicemente, senza arrabbiarsi e sempre solo dentro di sé), è diventato molto più autoaffermativo, anche sul lavoro.

Fin da ragazzo ha avuto una spinta fortissima verso la spiritualità e verso una ricerca di significati superiori della vita (Nettuno in XII casa), ma ha gestito questa ricerca in modo caotico. Nel corso del 2004 ha avuto una crisi mistica, ha deciso di non cercare più in questo modo superficiale e caotico, e di aspettare che la strada si formi dentro lui. Con il quadrato di Nettuno al Sole una ricerca spirituale non deve costituire uno stravolgimento e un disorientamento di se stessi.

Una tappa della sua ‘strada’ intesa in tutti i sensi è l’ordine, ossia la risoluzione del quinconce Saturno/Giove, che fino ad ora lui ha agito o reprimendosi o andando a ruota libera. E questo anche nello studio, perché è uno studioso accanito, ma anche disordinatissimo. Anche questo aspetto si sta regolarizzando, come quello sentimentale. Questi mutamenti fanno pensare ad un Saturno che porta ordine e rigore nell’andare genericamente verso la vita. Può contare su capacità intuitive eccezionali; lui le chiama ‘la vocina’ che dentro gli dice cosa deve fare, oppure che gli fa sentire l’altro in modo quasi medianico.

 

Consideriamo ora quel Saturno vertice dello Yod “Dito di Dio”, che è in una particolarissima posizione. Nel tema di Andrea, Saturno non è solo il vertice dello Yod ma un punto nevralgico di tutto il tema, è anche retrogrado e congiunto al Nodo sud. Come spesso succede, quando un certo punto viene ribadito innumerevoli volte nella carta natale, ci fa chiedere se c’è un karma irrisolto da numerose vite che oggi è proprio necessario affrontare; o forse un’eredità familiare che è passata attraverso la psiche e l’educazione ricevuta.

Il raggiungimento, perciò, di un buon funzionamento di quel Saturno viene a costituire il primo passo – assolutamente essenziale – per poi avere la possibilità di realizzare un Sole in XI casa. Infatti, come Andrea potrebbe arrivare a dare il proprio contributo alla società se non imparando ad essere realmente autonomo, responsabile (Saturno) e in grado di stabilire una corretta relazione con l’altro (VII casa)? Come potrebbe se non sapesse padroneggiare le proprie dinamiche di potere? Saturno in qualche modo gli chiederà di diventare autonomo proprio nel settore della relazione. Inizialmente potrebbe cercare nel partner un genitore, o in alternativa fare da genitore al partner (certo che con una Luna in Pesci in trigono a Mercurio ed il discendente Gemelli è più facile immaginare la seconda...), ma si può anche esprimere in una difficoltà ad avere relazioni durature. La sua fragilità interna potrebbe averlo portato ad una fondamentale paura della relazione vera, dell’impegno che gli sembra chiedere. Ma questo rappresenta solo l’ombra di Saturno: una volta conosciuta e stabilizzata la base (filosofica ed energetica) data da Giove/Nettuno, Saturno vissuto nella parte luce può diventare il saggio, l’iniziato, il potere e la responsabilità della legge giusta, la conoscenza spirituale e, nelle relazioni, la stabilità e la profondità nei rapporti. Potrà così diventare costante e determinato nel raggiungere i propri obiettivi, lontano dall’ossessione di dover dimostrare qualcosa ad altri che non sia se stesso e dalla paura di essere travolto dalle sue stesse emozioni.

Il Nodo Sud e la retrogradazione vanno a suggerire nel passato un uso negativo di questo potere (personale in vite passate o familiare), che Andrea eredita come capacità che ha il compito di imparare a padroneggiare per portarle come dono agli altri ed alla comunità.

 

Guardiamo di nuovo lo Yod: la figura geometrica non è perfetta, ma possiamo considerare, almeno come dinamica, Venere e Nodo Nord come punto di mezzo del sestile, visto che sono comunque opposti a Saturno. Quindi Venere dovrebbe essere il suo “cavallo di Troia”, il trampolino di lancio per arrivare ad integrare Saturno e a risolvere l’intera dinamica.

Ma dobbiamo considerare anche la presenza potentissima di Plutone, che si pone in quadratura a Venere/Saturno. Certo, c’è tanta rabbia con Plutone leso, e Marte (altro governatore del Sole Scorpione) in Ariete può diventare dinamite. Aggiungiamo pure che lui ha una componente estremamente ambiziosa, bisognosa di riconoscimento sociale, ed una che ha bisogno di essere accettata (con le modalità del Capricorno, non certo in modo melenso, ma è sempre Venere in prima casa).

La vera ricostruzione da fare per Andrea sembra essere proprio su Venere, e come sempre a molti livelli. Sul corpo, per esempio, perché i suoi desideri istintivi sono stati falsati e deve recuperare il contatto con quello che gli piace e che gli fa bene, per poter davvero scambiare con gli altri. Non dovrebbe lavorare sempre e solo con la mente e con le emozioni, ma anche con le sensazioni, sulla parte terra, per imparare a ordinare le energie anche sul corpo fisico, sull’alimentazione, sul movimento, sulla sensazione di cosa è buono per lui. Venere è anche (almeno dovrebbe essere) la sana gratificazione del corpo, del piacere sensoriale: questo è uno degli strumenti che Venere usa per trasformare Marte. Il principio del piacere in Venere è unito alla sua straordinaria capacità di scegliere: il principio di Venere nella relazione è “scelgo di stare con te perché ci sto bene”. Andrea però ha visto ben altro in atto nella propria esperienza… La dinamica Venere-Plutone riporta ad una dinamica II/VIII: nell’amore si infila la paura (di non essere accettato, di essere abbandonato, di essere tradito, di essere manipolato, di essere distrutto), l’inquinamento cresce lentamente quanto sotterraneamente, quindi deve fare attenzione alle atmosfere che crea inconsciamente.

 

Saturno in Cancro ed in trigono alla sua Luna oggi gli fa sperimentare anche il doversi far carico di diventare genitore di se stesso, facendo a meno di ogni sostegno (attraverso l’approvazione e la fiducia in lui) da parte dei genitori. Infatti ha da poco avuto un avanzamento nel lavoro che lo ha portato ad allontanarsi da casa, senza alcuna gratificazione giunta dai familiari. Gli si ripresenta la modalità di distacco dalla famiglia che viene descritta dalla sua IV/X, brusco e senza rassicurazione esterna. Quello che deve trovare infatti è una modalità per rassicurarsi dall’interno.

 

L’opposizione Marte/Urano parla di una precarietà interna molto acuta, esaspera il senso di diversità ed è un’energia così potente che deve assolutamente trovare un canale attraverso cui esprimersi. Il canale probabilmente è in direzione sociale, visto Urano in X casa ed il Sole in XI. Adesso Andrea è giovane e può investire molto in direzione affettivo/sessuale (ed infatti Marte forma un trigono a Venere), ma dovrà trovare il modo di investire queste risorse in più direzioni, starà molto meglio lui e ne beneficeranno le sue relazioni.

L’opposizione Urano/Marte costituisce una spinta forse un po’ ossessiva ad individuarsi, spinge verso quel senso di identità che ci vuole unici e speciali. E questa non è la difficoltà sottolineata dall’asse genitoriale IV/X? La violenza potrebbe nascere dalla rabbia di non esserne capaci. Urano è il grande “risvegliatore” e nel tema è in X casa, quindi da lì osserva la madre, che in qualche modo recita un ruolo ribelle e che però non è riuscita a raggiungere una reale autonomia perché è stata vittima delle proprie rivendicazioni. La madre è anche la nettuniana e fantastica Luna in Pesci, ma sia Urano che Nettuno sono ingestibili se non si è arrivati ad integrare Saturno, ed il quadrato di quest’ultimo a Plutone sulla cuspide della X casa segnala che questo passaggio non è ancora stato fatto prima di lui. Lui ha visto benissimo che senza aver costruito una reale integrità personale si può arrivare o al delirante individualismo o ad essere vittima della brutalità altrui. D’altra parte Urano/Marte è anche l’aspetto che più di altri segnala che Andrea ha in questa vita il compito di liberarsi da ogni tipo di dipendenza emotiva: dipendenza che avviluppa in un abbraccio soffocante e tarpante le sue figure genitoriali. La ribellione è inevitabile, l’atteggiamento è di sfida alle convenzioni e di disobbedienza. Manca in qualche modo il senso del pericolo ed anche la capacità di autoprotezione, forse perché la sensazione di essere minacciati è qualcosa con cui ha convissuto fin da piccolissimo.

In Andrea è presente una sorta di “arroganza mentale”, molto legata ad Urano. Non è la presunzione gioviale, è qualcosa di sottilmente astioso; è anche una mente che non si sottrae ai pensieri più dissacranti, a maggior ragione con un Mercurio in Scorpione. Lui ha sia una parte che chiede di essere accettata sia una parte che non sa cosa farsene di essere accettata, ha una grande impazienza e trova difficoltosissimo sopportare tante cose negli altri, mentre deve diventare capace di cooperare proprio con loro, magari in funzione del raggiungimento di qualche ideale; comunque al servizio della società.

 

Andrea in effetti ha una mente ed una sensibilità straordinari ed anche nelle relazioni dà moltissimo, perché è generoso ma ha anche bisogno di essere riconosciuto e valutato. E’ ambizioso, nel senso che vuole emergere e vuole anche dire la sua, spesso sottovalutando quello che dicono gli altri, se di costoro non ha grande stima. Inoltre solo da poco sta iniziando a pensare che non può essere lui la norma e che le norme si possono accettare, oltre che subire. Questa è una via essenziale per essere in grado di costruire la sua nuova legge (norma) interna, legge su cui potrà fondare la propria trasformazione.

 

Nel tema di Andrea lo Yod, che si incastra con il Quadrato a T attraverso la comune opposizione Venere/Saturno posta esattamente sull’asse dei nodi, costituisce una configurazione molto importante. L’asse dei nodi è l’asse della consapevolezza: la tensione interna molto forte l’ha condotto a progettare un lavoro analitico su di sé a soli 14 anni, in qualche modo sentendo di aver bisogno (un bisogno assoluto, non temporaneo) di fare un lavoro per riequilibrare le proprie energie, per ricostruire la sua autostima, per risanare la sua vita affettiva, per portare ordine nella sua vita. Dalla risoluzione di questo schema potrà nascere una persona capace di scambiare con maturità e con soddisfazione con gli altri, capace di portare avanti relazioni durature ma senza dipendenze, rispettando e facendo rispettare le reciproche libertà, avendo ben chiari i limiti personali ed esterni che una vera libertà impone. Conquistato questo obiettivo potrà cominciare a padroneggiare il suo grande potere personale, per poter così vivere pienamente il progetto del suo Sole.

 

 

A ritroso nella storia

 

Il nonno

 

Nella storia familiare di Andrea ha un posto molto importante il nonno materno, in qualche modo capostipite e a sua volta erede di una dinamica di frustrazione che è sfociata in rabbia e violenza.

 

Nonno nasce in campagna in una famiglia di stampo patriarcale, nella quale ancora vige l’usanza che i figli si sposino, ma rimangano in casa con le loro mogli e i rispettivi figli. Su tutti pesa l’autorità indiscussa del patriarca, di fronte alla quale ognuno deve inchinarsi.

 

Il quinconce che “Nonno” presenta fra Giove (III casa Capricorno) e Saturno (VIII casa Gemelli) dimostra esattamente ciò, perché il padre di Nonno è stato completamente adombrato dalla figura di suo padre che, posto in Capricorno, illustra bene la quantità e la qualità del suo potere.

Nonno ha il Sole in Sagittario in II casa, “singleton”, congiunto a Mercurio-Scorpione in I casa, in sestile con Urano-Acquario in III casa, trigono con Marte e Nettuno in IX casa, Cancro, e infine in trigono con il M.C. in Leone. Un Sole così forte, così taurino, tanto stimolato, senz’altro desidera emergere e realizzarsi nel Fuoco del Leone e si può legittimamente pensare che abbia iniziato a farlo adoperando l’energia di Urano per aprirsi un varco che lo facesse uscire da quella famiglia che aveva tutte le caratteristiche della tribù. Anche Plutone – a 0° del Cancro e sugli ultimi gradi dell’VIII casa – e Marte-Nettuno congiunti in IX evidenziano un bisogno fortissimo di creare qualcosa di nuovo, qualcosa che si distingua da ciò che ha caratterizzato la vita di tutti coloro che sono intorno a lui e che gli dia solidità e concretezza.

 

Nonno è l’unico dei suoi tanti fratelli che, pur rimanendo un contadino, dopo il matrimonio decide di vivere per conto suo e con la sua personale famiglia. Esce dalla mischia.

 

Le possibilità che Nonno realizzi il proprio progetto sono rese difficoltose da una serie di fattori che, se gli consentono l’allontanamento fisico dal suo nucleo originario, sono però un gravoso intralcio al più profondo bisogno d’individuazione che non si esaurisce, di certo, nel semplice vivere in una famiglia “mononucleare”.

Nonno ha ben sei pianeti in segni d’Acqua e l’Ascendente in Scorpione, con la presenza di tre pianeti personali – Venere, Luna, Mercurio congiunti – in I casa. Lo Scorpione all’Ascendente è un segno difficile da maneggiare e lo è ancora di più di quando in esso vi è il Sole. Quella fisiologica paura che l’uomo ha di andare verso la vita, la paura che l’Ariete “supera” con l’impulsività, non trova un sostegno altrettanto buono nello Scorpione e tanto più in uno Scorpione così sensibilizzato come quello di Nonno.

Nonno sotterraneamente e sottilmente avvertiva un preciso richiamo alla Vita, ma insieme era impaurito dal subbuglio emotivo che si generava al suo interno, quando le stagnanti acque dello Scorpione venivano scosse e lui non trovava in sé la forza sufficiente per arginare tanto caotico sentire. Quell’argine, infatti, che avrebbe dovuto apportare Saturno era di difficilissimo uso, considerando che, oltre ad essere in VIII casa, con Venere forma un quinconce ed è anche il vertice dello Yod, del quale, però, si parlerà in seguito.

In I casa oltre alla Venere/Saturno c’è anche la Luna che, nonostante tutti i suoi aspetti apparentemente buoni (congiunzione con il Sole, Venere e Mercurio, trigono con Marte e Nettuno sestile con Giove) crea una situazione problematica. La Luna, come madre, in una I casa molto difficilmente rende buoni servigi, poiché funziona come filtro fra il naturale modo di rapportarsi alla vita e la modalità da lei proposta a livello inconscio. Preso fra questa dualità l’individuo non riesce a discernere bene ciò che viene da se stesso e ciò che è stato indotto, ed in una situazione come quella di Nonno tale difficoltà di discernimento aumenta l’instabilità emotiva dovuta alla tanta Acqua. L’attaccamento alla madre, il cordone ombelicale da recidere, in questi casi diventa un obiettivo di vita, obiettivo che nonno non conseguì, poiché il suo legame con la madre rimase fortissimo e simbiotico fino alla sua morte. La sua Luna, inoltre, con gli aspetti che forma, s’intreccia con la V casa in Pesci e con la IX, e va a connettersi dunque con il conseguimento dell’individualità e con la possibilità di creare qualcosa che lo allontanasse definitivamente da tutto ciò che riguardava i vincoli originari.

Il tema natale di Nonno, pertanto, mostra un serio conflitto fra ciò che lui avrebbe desiderato raggiungere nella vita e le resistenze interne, confermate anche dalle opposizioni tra la III e la IX casa. Desiderio e paura di andare “oltre” dovevano essere in permanente lotta dentro di lui, trasformando in forme di aggressività e/o autolesionismo tutto ciò che rischiava di mutare il criterio d’ordine che si era imposto.

 

Poco dopo il matrimonio mio nonno è costretto a partire per la guerra a causa di un imbroglio perpetrato a sua insaputa dal fratello (il fratello gli ha fatto firmare con l’inganno un documento dove nonno dichiarava di volersi arruolare volontariamente, così il fratello non sarebbe stato obbligato a partecipare alla seconda guerra mondiale). Nonno partì non sapendo che la moglie era incinta e tornò che mia madre aveva già due anni. Questo provocò un terremoto e sospetti di ogni genere, ebbe rassicurazioni dai parenti e tutto ritornò alla normalità.

 

Questo avvenimento risulta tragico sotto diversi profili, non ultimo il tradimento compiuto dal fratello. I transiti della partenza per la guerra ci indicano un Plutone culminante al M.C., mentre Saturno ed Urano erano entrati in VIII casa mettendosi in opposizione al Sole!

 

Nonno ha due figli, un maschio e una femmina.

La figlia, dopo le scuole medie, desidera continuare a studiare, lui non vuole e la ricatta proponendole il collegio. La figlia accetta e quindi dall’età di 13 anni vive in collegio, andando pochissimo a casa perfino durante l’estate, e vi rimane fino al conseguimento del diploma di maestra. Nonno, invece, vuole che studi il figlio, ma questi, dopo le scuole medie inferiori, si ferma e non c’è niente che lo possa convincere, quindi Nonno lo porta con sé a lavorare la terra, a continuare il suo mestiere di contadino.

La figlia si sposa e va via di casa, il figlio si sposa e rimane a vivere con i genitori. La storia di “attaccamento e inamovibilità”, mai veramente interrotta, riprende a manifestarsi apertamente.

Nella vita Nonno si distingue per due fattori: la grande laboriosità e la violenza che esercita sugli altri, quando le cose non vanno come stabilite da lui. Tutto deve rientrare nell’ordine precedentemente deciso e quando c’è la deroga la violenza è terribile, quasi ai limiti della follia.

 

Due cose dovevano risolversi affinché Nonno potesse diventare quell’Uomo che indica la V casa, dove c’è anche il Nodo, e colui che portava a compimento ciò che indicava lo Yod. Se questo lavoro avesse avuto buon esito, il Sole si sarebbe potuto esprimere secondo i valori del Sagittario: l’alto e il lontano, come dice la Morpurgo, verso i quali lo chiamavano Marte e Nettuno in IX.

Nonno avrebbe dovuto sciogliere il quinconce, “recuperare” la forza e il rigore di Saturno, di quel padre che invece, esiliato in VIII dal potere del patriarca, non gli ha consentito di usare la forza e lo slancio di una Venere in I casa che, sostenuta dal sestile con Giove, naturalmente possiede. E la collocazione, inoltre, del pianeta nello Scorpione gli avrebbe potuto dischiudere le porte a quell’ampio e profondo sentire la Vita che appartengono al segno, purché superi la paura di perdere le cose cui si aggrappa, quando non ha compiuto il salto di qualità.

Si può, allora, dedurre che Nonno abbia in qualche modo – e i fatti della vita lo dimostrano – replicato il modo autoritario di gestire la famiglia, usando lo stesso schema del proprio nonno: essere il padre-padrone della sua famiglia, che ha tentato di portare fuori dalla tradizione, senza riuscirci se non in piccola e sterile parte.

 

Nonno ( racconta il nipote) è morto amareggiato, triste, chiuso in se stesso.

Malato del morbo di Parkinson, ha continuato a lavorare la terra fino a che le forze glielo hanno permesso. Ha trascorso gli ultimi anni come un soldato che, pur sapendo di aver perso la guerra, non lascia il campo di battaglia. L’ultimo lavoro che ha compiuto è stato la costruzione di un muro di contenimento per un terrazzamento e qualche volta, mentre lavorava, il nipote gli teneva compagnia, ascoltando le sue esortazioni intorno all’importanza nella vita di saper costruire.

Al nipote ha lasciato in eredità molte cose, fra le quali un tema natale e uno Yod con molte somiglianze con il suo.

 

La sinastria tra il nonno ed il nipote presenta molti aspetti fantastici, al di là dello Yod che entrambi portano: Mercurio di Andrea è su Luna/Mercurio del nonno, il suo Sole è congiunto a Venere, Giove è esattamente su Urano, la Luna sul Nodo Nord, Saturno del nonno (apice dello Yod) è esattamente sul Discendente. Andrea conosce l’eredità che il nonno ha lasciato, il senso di impotenza (causa della prevaricazione) che è passato attraverso la madre, ma non ha mai sperimentato direttamente la sua violenza; questo legame speciale che il nonno intratteneva con lui ha contribuito a concedergli un certo distacco, sufficiente a fargli percepire che nel nonno c’erano potenzialità diverse da quelle che aveva espresso (aspetti Luna/Mercurio e Sole/Venere).

Giove poi in quinconce a Saturno, aspetto condiviso da nonno e nipote, si riferisce ad una oralità insoddisfatta che non ha consentito un armonico sviluppo della forza espansiva ed ottimistica, ed il coinvolgimento di Venere chiarisce che all’origine per entrambi c’è un congelamento affettivo. Probabilmente quindi quello che è stato un invito all’ordine da parte del nonno è stato trasmesso come una contrazione della fiducia nel futuro a favore di una cristallizzazione emotiva, perché delle emozioni si è avuto paura.

Inoltre il nonno pone il suo Plutone sul Saturno (e quindi sul Nodo Sud) del nipote: questo aspetto si va ad aggiungere in modo emblematico al Plutone posto al M.C. di Andrea, conducendoci a riflessioni notevoli sulle numerose sfaccettature di questa eredità. Viene anche da pensare che la presenza del nonno andasse a colmare una scissione interna, e che Andrea vicino a lui si sentisse più forte, e soprattutto in grado di padroneggiare la situazione. Questa esperienza nel tempo potrebbe lasciargli un “ricordo”, una traccia data dalla coscienza della possibilità di integrazione di questi due potentissimi simboli

 

I genitori

 

Gli unici ricordi dell’infanzia che ho di mia madre sono le sue negazioni e le sue percosse.

 

La madre nel tema di Andrea incarna un materno molto difficile; abbiamo visto che è potente, manipolatorio, ambizioso, capace a tratti di grandi esplosioni violente quanto irrazionali, ma ha anche un lato fantasioso, avventuroso, ribelle: indubbiamente fa fatica ad avere dei confini, riversa tutto sul figlio senza saper discernere quello che a lui non va. Ha provato che il prezzo per poter rispettare la propria volontà è la deprivazione affettiva, ma sembra aver sperimentato anche una drammatica perdita di potere che tenta di recuperare tiranneggiando gli altri.

 

Papà non ci ha mia toccati con un dito, né nel bene né nel male, ma comunque è riuscito ad essere estremamente violento. Ho già detto del senso di soggezione e di mancanza che provavo da bambino, (…) io provavo a ribellarmi al suo giogo che raramente e all’improvviso scompariva e diventava piena accettazione lasciandomi sbalordito.

 

Questi tratti autobiografici vanno a confermare pienamente quello che è il clima descritto nel tema di Andrea dall’asse genitoriale, case IV/X: la loro violenza si è espressa nel reprimere qualsiasi energia vitale, in sé stessi come nei figli.

Plutone dominante che si interseca con lo Yod costituisce un legame che va sciolto per giungere ad un senso della vita profondamente diverso. Tutta la violenza e la rabbia ereditate e vissute convergono proprio nella difficoltà di trasformare Plutone da distruttore a rigeneratore. E’ una dinamica scorpionica di morte-vita, nella quale s’inseriscono Saturno come direttore d’orchestra e Nettuno con la sua tematica di confini. La famiglia di Andrea è stata molto invasiva, non ha rispettato i suoi confini, e questo fa sì che lui faccia molta fatica a sapere dove sono esattamente. Fin dove può consentire agli altri di invaderlo? Quanto lo condizionano i desideri, la volontà degli altri? E lui, quanto è capace di riconoscere lo spazio altrui? Questi aspetti richiedono di ricostruire i propri confini, basati sulla sua nuova legge, e di sviluppare valori etici elevati: in nessun altro modo potrà essere agito positivamente il grande potere di Plutone.

 

 

 

Alla luce di questa storia familiare possiamo trovare conferme del fatto che le configurazioni nel tema natale rappresentano contenitori di energie che abbiamo il compito di imparare ad utilizzare correttamente. Lo Yod sembra essere un contenitore particolarmente instabile, che preme fortemente affinché venga trovata una soluzione (rimandata da generazioni o, se si preferisce, da molte vite) che possa permettere alle energie coinvolte di esprimersi in maniera creativa, ma soprattutto formando un modello di sviluppo e di crescita completamente nuovo: da qui il suo significato trasformativo, che viene percepito come destinico.

 

Per concludere, niente sembra più significativo di quanto Andrea dice di se stesso:

 

Forse io sono "chiamato" a risolvere definitivamente una questione di Potere (Plutone) che appartiene in maniera differente ad entrambi i rami della mia famiglia, quello paterno e quello materno. (…) in realtà Saturno ha anche la funzione positiva di mettere fine al dominio di Urano, l’energia senza canalizzazione, da cui nasce Venere, punto medio della mia Yod. Dunque da un lato mette fine ad una progenie deforme, dall’altro consente la nascita dell’Amore. Saturno e Venere sono opposti ma appartengono alla Yod così come il Nodo, e quindi forse significa che attraverso l’armonizzazione delle differenti sfaccettature del potere devo arrivare non solo ad un nuovo modo di andare verso la vita o ad un nuovo amore, ma a creare un nuovo amore ed un nuovo modo di andare verso la vita (Capricorno), chiudendo definitivamente con le modalità apprese e tramandate da generazioni.

 

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