DIALOGO TRA VENERE E NETTUNO


di Antonio Olmeda

 

 

Venere e Nettuno stanno discutendo...

 

Venere - Senti, ma com’è questa storia del paradosso di Epimenide?

Nettuno -...Mah, Epimenide era un cretese e sosteneva che tutti i cretesi mentono

Venere - E allora?

Nettuno - Essendo cretese stava mentendo... quindi la sua affermazione era falsa, ma se è falso che i cretesi mentono, allora dicono la verità e questo contraddice l’affermazione... è come se uno ti ordinasse di disobbedire!

Venere - Ah capisco... ma si è riusciti a risolvere questo dubbio?

Nettuno - Non esattamente... almeno in matematica ci si è messa una pietra sopra.

Venere - Su Epimenide?

Nettuno - Sarebbe stato meglio in effetti... No, sulla possibilità di una teoria matematica definitivamente priva di affermazioni autocontradditorie... o almeno credo.

Venere - Troppo difficile per me… ma che c’entra Epimenide con me?

Nettuno - Era quello che cercavo di spiegarti quando mi raccontavi che tra i mortali tu non ti trovi molto bene perché ti considerano cattiva... o qualcosa del genere.

Venere - No! Dicevo che io non sono cattiva... è che mi disegnano così.

Nettuno - Infatti, e io che cosa ho detto? In pratica insomma la tua immagine non ti appartiene... è un paradosso molto scontato, ma pur sempre un paradosso. La tua immagine è nell’occhio dell’altro quindi non ti appartiene, tu che passi tutto il tempo davanti allo specchio non vedi la tua immagine ma quella di chi è nello specchio...

Venere - Che sarei io...

Nettuno - Sì e no...

Venere - Insomma la vuoi smettere con i tuoi giochetti di parole? io sono disperata... pensa che mi considerano una sporcacciona di sera e una tagliatrice di teste la mattina! Mi attribuiscono il titolo di Dea della Bellezza (che io poi sotto quelle nubi mi sento anche un po’ bruttarella) e poi mi affibbiano quel nome diabolico...

Nettuno - Già... Lucifero, anche lui se ne intendeva assai di paradossi... Una volta chiese a Dio di creare una pietra così pesante che nemmeno Lui potesse sollevare...

Venere - E Dio cosa fece?

Nettuno - E’ una lunga storia, comunque anche Dio se la cava bene con le situazioni paradossali...

Venere (sbadigliando) - Sì, me la racconterai la prossima volta...

Nettuno - Ma ti stai già annoiando?

Venere - Io? Nooo... è che sono così stanca!

Nettuno - Ma se non fai niente tutto il giorno!

Venere - Senti chi parla! Ti sembra facile la vita di noi pianeti? Sempre qui a girare attorno al Grande Capo e poi a girare su noi stessi...

Nettuno - Ma se tu giri su te stessa una volta sola e per di più anche al contrario!

Venere - E’ già molto che lo faccia... invece vorrei essere al tuo posto, tu sì che te la prendi comoda e te ne stai là lontano nella tua pace senza correre mai...

Nettuno - Sì, in compagnia di Plutone, che tristezza... e poi con tutti quei satelliti e adesso anche gli anelli da gestire... Se fosse per me manderei tutto al diavolo. Poi come se non bastasse ogni tanto qualche chiassoso Centauro pellegrino mi attraversa la strada...

Venere - Se è per questo anch’io non ne posso più di tutti questi asteroidi che mi sfrecciano avanti e indietro... anche se onestamente preferisco stare vicino al Grande Capo piuttosto che vicino a Plutone.

Nettuno - Guarda, mi hai tolto le parole di bocca. Pensa che ho scoperto che non molto lontano da me la materia è così rarefatta ed anarchica che si rifiuta di agglomerarsi in qualcosa di appena decentemente grosso, un vero pianeta ad esempio (magari!)... Mi trovo proprio su una linea di frontiera mio malgrado e per quanto mi sforzi di non fare preferenze di sorta, di non alimentare attriti, insomma di farmi i fatti miei, non ci riesco... Posso dormire, assentarmi... ma il mio comportamento deve sempre essere catalogato, tutti hanno sempre qualcosa da dire su di me e nessuno si mette d’accordo quasi fossi la Gioconda... Almeno mi diverto a sembrare incomprensibile, ma ormai mi annoio terribilmente anche così...

Venere - Dovremmo parlare un po’ più spesso io e te... tu sei l’unico che mi capisce.

Nettuno (sbadigliando) - Già... hai proprio ragione, magari ne riparliamo alla prossima rivoluzione....

 

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